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Martedì, 11 Giugno 2019 23:43

SALUTE - il GLIFOSATE è INUTILE e “di fatto” Vietato (come la maggior parte dei pesticidi chimici)

Written by Giuseppe Altieri
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RICHIESTA DI SEQUESTRO CAUTELARE A CARATTERE NAZIONALE E SOSPENSIONE DEI PAGAMENTI (TRUFFE) AGRO-AMBIENTALI REGIONALI CHE NE SOSTENGONO L’USO.


Il Parlamento Ue ha approvato una “risoluzione” NON VINCOLANTE, per consentire altri 7 anni di avvelenamento assurdo con il disseccante Glifosate, cancerogeno secondo l’istituto di ricerca sul cancro (IARC) dell’OMS di LIONE… !?
E allora?
Carta straccia o poco più… in quanto il parlamento europeo può mettere un veto a una decisione della commissione, ma la decisione di mantenere o meno la registrazione del Glifosate sta in primis alla Commissione UE, che dovrà pronunciarsi a breve, sperando che stavolta si applichi il Principio di Precauzione, ovvero la Legge Europea.

In ogni caso, ciò non significa che il glifosate si possa e si potrà usare, immettendolo nell’ambiente e sulle coltivazioni italiane, come purtroppo accade da circa 40 anni.
Così come è avvenuto per gli ogm, con tanto di pronunciamento della Corte Costituzionale che ne ha vietato la “coesistenza” in italia, legittimando il divieto di coltivazione regionale e nazionale.

Si ricorda sempre che la comunità europea può stabilire solo il livello minimo di tutela ambientale, sotto al quale non si può andare, mentre quello massimo e di precauzione viene stabilito comunque dagli stati membri (Sovranità Ambientale e Sanitaria).
Pertanto, lo Stato Italiano deve vietare il Glifosate, per i motivi di Precauzione e salvaguardia Nazionale.
Anzi, per la precisione…

IL GLIFOSATE E’ CANCEROGENO, OVVERO GIA’ VIETATO

Il Glifosate (come molti altri Pesticidi, es. il Chlorpyriphos) è “di fatto” in ogni caso vietato, in quanto la sua “probabile cancerogenicità” è incompatibile con la vendita e l’uso dello stesso veleno chimico in Italia, per motivi costituzionali e di legislazione derivata, ai sensi delle norme fitosanitarie di registazione e del D.lgs 150/2012 (recepimento direttiva UE sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari).
Così come dovrebbe essere in tutta Europa.
Se il glifosate è definito “probabilmente cancerogeno” dallo IARC (OMS) istituto medico di Ricerca sul cancro di Lione, tale probabilità non dipende dalla sostanza ma dalle vittime, più o meno sensibili e/o sfortunate, nell’incontrarlo ed assumerlo attraverso l’acqua o gli alimenti, i vestiti, i tampax… (da cotone OGM), ecc.
Ma le norme costituzionali non possono riferirsi a un gioco d’azzardo, o a una “roulette russa”… bensì alla tutela precauzionale.

Pertanto, anche se l’EFSA (Ente Europeo per la Sicurezza Alimentare) ha dato un parere successivo di “non probabile cancerogenicità” dello stesso Glifosate (basandosi questa volta su una relazione tedesca sui dati forniti per lo più dalle multinazionali che lo producono),
dal momento che siamo in regime europeo di applicazione del principio di precauzione, base del trattato dell’Unione,
tra i due pareri bisogna prendere in considerazione quello cautelare e in ogni caso più rappresentativo, in quanto derivante da una struttura sanitaria (OMS), bandendo immediatamente l’impiego del prodotto in questione, in Italia come in europa.

IL GLIFOSATE COME TUTTI I DISSECCANTI TOTALI E’ INCOMPATIBILE CON L’AGRICOLTURA INTEGRATA, OGGI OBBLIGATORIA SU TUTTO IL TERRITORIO ITALIANO

Le tecniche di agricoltura integrata, oggi obbligatorie su tutto il territorio nazionale, non contemplano la possibilità di uso di disseccanti chimici in quanto si impone l’uso prioritario delle tecniche sostitutive di tipo meccanico, ovvero il taglio dell’erba sotto le colture arboree o il suo interramento prima della semina di quelle erbacee, il pirodiserbo, e/o le altre tecniche alternative disponibili.
Non serve a nulla disseccare l’erba se non a provocare enormi danni generali per il territorio e la salute umana e animale.

IL GLIFOSATE E’ PRECAUZIONALMENTE VIETATO IN QUANTO E’ ANCHE UN SOSPETTO INTERFERENTE ENDOCRINO

– Inoltre, numerose ricerche sospettano che il Glifosate sia un interferente endocrino come diversi altri Pesticidi chimici.
Pertanto, in applicazione del Principio di precauzione, esso dovrebbe essere vietato anche ai sensi di un altro regolamento europeo del 2009.
Il Regolamento (CE) n 1107/2009 ha introdotto nuovi criteri per l’approvazione delle sostanze attive nei pesticidi, tra cui l’esclusione dall’utilizzo di sostanze con attività endocrina (interferenti endocrini)
EFSA ha cominciato (sua sponte) a valutare 41 principi attivi valutati fra il 2014 e 2015, individuando aspetti preoccupanti per 15 di essi
http://www.efsa.europa.eu/en/supporting/pub/867e
Un riassunto in italiano di questo importante documento è sul sito ISS
http://www.iss.it/inte/index.php?lang=1&id=304&tipo=5

NB:
Attenzione poi ad altri disseccanti già presenti in commercio e pericolosi quanto il glifosate, tutti vietati in quanto incompatibili con gli obblighi di agricoltura integrata.

Read 526 times Last modified on Martedì, 11 Giugno 2019 19:46

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