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Lunedì, 03 Settembre 2018 21:24

Yantra Yoga: la disciplina tibetana che può migliorarci la vita. Incontro con Fabiana Esca

Written by Bianca Salvi
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 Fabiana Esca

Nata a Napoli nel 1973, segue la scuola di Danza Classica del Teatro San Carlo di Napoli per poi dedicarsi al contemporaneo, al mimo e infine al teatro, Fabiana Esca è attrice di teatro e cinema, ma anche arteterapeuta. Incontra l’Insegnamento Dzogchen attraverso il Maestro tibetano Chögyal Namkhai Norbu, nel 2001, e dopo un’approfondita formazione ottiene l’autorizzazione del Maestro ad insegnare il primo e il secondo livello dello Yantra Yoga, contemporaneamente segue i corsi per guidare lo Yoga Kumar Kumari ideato da Norbu per i bambini. Oggi insegna principalmente a Napoli, dov’è nato nel 2007 il centro Namdeling, la sede napoletana della International Dzogchen Community, e a Merigar, in Toscana. La incontriamo durante una pausa delle sue interessanti lezioni.

D - Come mai si è dedicata alla pratica e allo studio dello Yoga?

R - Ho incontrato lo yoga da bambina, nel 1980, durante una vacanza trascorsa in famiglia al villaggio di Favignana. Uno degli operatori appena rientrato dall’India, guidò un corso di yoga classico per un gruppetto di bimbi, ne rimasi folgorata, da allora lo yoga è entrato a far parte della mia vita.

D – In cosa si differenzia lo Yantra Yoga dalle altre tipologie di yoga?

R - Lo Yantra Yoga tibetano ha delle caratteristiche peculiari uniche. E’ una pratica basata sulla coordinazione di corpo (movimento), energia (respiro) e mente (intesa come “presenza mentale”). Aspetto fondamentale della pratica è il ritmo con cui si eseguono le sequenze dei movimenti. Questo metodo del tutto originale, aiuta proprio la mente a rimanere connessa al momento presente e raggiungere infine un completo rilassamento. Un’altra caratteristica singolare è che tutta la pratica è eseguita da uomini e donne in maniera speculare, alla base c’è una conoscenza antichissima e profonda della nostra energia.

D – Quanto sono adattabili queste dottrine ai nostri ritmi di vita?

R - Ho trovato in questa forma di Yoga un prezioso alleato, mi aiuta a rilassare le tensioni che il ritmo cittadino inevitabilmente mi porta ad accumulare e riesce a bilanciare e rinforzare la mia condizione fisica, prima sempre molto delicata, soggetta a continue malattie. Ovviamente rilassare il corpo e sentirsi bene aiuta la mente ad essere più calma e meno confusa o agitata.

D –Che ne pensa della proposta promossa al tempo del governo Gentiloni di insegnare lo Yoga dalle scuole dell’obbligo?

R - Nella nostra cultura consideriamo superflua la conoscenza di noi stessi, del nostro funzionamento psico-emotivo e del funzionamento della nostra mente e diamo tanta importanza alla conoscenza del mondo esterno, ma senza questa base la nostra comprensione della realtà sarà sempre parziale e distorta e la nostra condizione sempre insoddisfacente, soggetta a disagi psichici, insoddisfazioni, malattie. Alla base resta una distinzione tra nozione e conoscenza che non dovrebbe esistere in una visione integrata della realtà. Il sentirsi parte di un “tutto” senza nette divisioni, ci fa sentire meno soli nell’affrontare stress e difficoltà, e fa vivere meglio la nostra condizione umana.

D – Due parole sul metodo Kumar Kumari?

R - Lo Yantra Yoga Kumar Kumari è stato elaborato dal Maestro tibetano ChögyalNamkhaiNorbu, proprio per i piccoli praticanti, partendo dai principi che sono alla base della stessa pratica per gli adulti, ma seguendo il ritmo del respiro che nei bambini è più breve e sottile. Proprio per favorire un corretto uso del respiro, i movimenti sono associati all’emissione di suoni basati su particolari sillabe che ne guidano l’intensità e la durata. Si tratta di una tecnica molto utile ai bambini, li aiuta a padroneggiare traumi e stress, a concentrarsi meglio nello studio, a socializzare.

D – Secondo la sua esperienza di insegnante, quali sono le fasce d’età più interessate allo Yoga?

R - I bimbi, anche se non tutti, manifestano in genere un grande entusiasmo, ma hanno sempre meno capacità di concentrazione e di attenzione, questo ci dice che ne hanno sempre più bisogno. Gli adolescenti sono una fascia d’età che difficilmente si avvicina, mentre tra gli adulti l’età media si abbassa decisamente. Una classe in genere può comprendere persone dai venti ai sessanta anni, ma l’età più presente secondo la mia esperienza in genere va dai trenta anni in su.

D – C’è differenza in questo senso tra uomini e donne?

R - Le donne sono sempre in grande maggioranza, perciò trovo molto coraggiosi gli uomini che partecipano a queste classi, la ricerca del benessere e della conoscenza, comprende la capacità di mettere in discussione quelle che chiamiamo certezze. Purtroppo gli uomini soprattutto in occidente, ancora hanno diffidenza e timore nei confronti di questo atteggiamento.

D – Potrebbe dire che lo Yoga le ha cambiato la vita?

R – Certo potrei dirlo, ma preferisco non farlo, credo che la vita la cambiamo principalmente con il nostro desiderio di venir fuori dalla sofferenza e da una visione passiva dell’esistenza. Lo Yoga è la vita stessa e solo quando non vediamo più separazione fra interiorità e universo esterno, scopriamo di essere cambiati.

A questo proposito, sono molto soddisfatta dei risultati raggiunti nell’ultimo corso che ho condotto in questi giorni a Merigar: il centro della Comunità Dzogchen sul Monte Amiata, ad Arcidosso. Si è trattato di vere e proprie vacanze Yoga: un momento per ritrovarsi con la famiglia, per chi ne ha una, o per regalare a se stessi un momento speciale, fuori dalle dimensioni caotiche delle città o delle località marine prese di mira in estate, per immergersi nella pratica intensiva a contatto con la natura, che qui ha ancora un sapore un pò selvaggio. Mentre gli adulti possono praticare la meditazione e lo Yantra Yoga, i bambini seguono le classi di Kumar Kumari e laboratori creativi strutturati per dare continuità espressiva e creativa ai più piccoli, attraverso un percorso di condivisione con il gruppo e in rapporto diretto con la natura, una natura da rispettare che rimane sempre, per grandi e piccoli, la più grande maestra di vita.

Read 3176 times Last modified on Lunedì, 03 Settembre 2018 13:32

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