flag_rotate-03flag_rotate-02flag_rotate-13flag_rotate-12flag_rotate-09
Lunedì 16 Luglio 2012 18:50

Scritto da  Roberto Fantini
Lorenzo Guadagnucci Lorenzo Guadagnucci


Conversazione con Lorenzo Guadagnucci

 

Dopo aver registrato i commenti di Antonio Marchesi 1) e di Patrizio Gonnella 2), non poteva esserci voce migliore per analizzare le varie questioni ruotanti intorno alla cosiddetta “sentenza Diaz” di quella di Lorenzo Guadagnucci 3), un giornalista che era lì, dentro i locali della Diaz, in quella terribile notte del 2001.

 

-         In questi giorni, dopo la sentenza definitiva della Cassazione, un po’ tutti ci siamo detti che “giustizia era stata fatta”. Quanto ti trovi d’accordo con questa affermazione?

E' una sentenza importante, per certi versi di portata storica, ma solo un po' di giustizia è stata fatta. Intanto, questa sentenza arriva undici anni dopo i fatti: una distanza temporale che indebolisce la risposta giudiziaria, quale che sia. Poi non possiamo dimenticare che il processo Diaz è stato un processo difficile e monco. Difficile perché avversato in ogni modo dai vertici di polizia, con l'avallo dei governi che si sono succeduti; monco, perché ha riguardato solo le catene di comando che è stato possibile individuare, ma non ha coinvolto gli esecutori materiali dei pestaggi, sfuggiti anche a qualsivoglia verifica della condotta tenuta (la magistratura non ha potuto identificarli, ma non hanno nemmeno subìto inchieste interne). Se poi allarghiamo lo sguardo all'intera vicenda del G8, è chiaro che parlare davvero di giustizia è impossibile: basti pensare al mancato processo per l'omicidio di Carlo Giuliani, alle pene sproporzionate inflitte ai dieci cittadini accusati di devastazione e saccheggio. E poi c'è un altro aspetto da considerare: in questi undici anni, i responsabili degli abusi sono stati protetti. Le sospensioni di 5 anni dei condannati sono arrivate solo come pena accessoria inflitta dalla magistratura, ma il capo della polizia - quello attuale e il suo predecessore - non hanno mai preso provvedimenti, se non di promozione. Sono rimasti al loro posto anche i condannati in appello per le torture a Bolzaneto, medici inclusi.

 Per  giustizia io non intendo solo la sentenza di un tribunale.

 

-               Che spiegazione ti sei dato, in questi lunghi anni, in merito all’”operazione Diaz”, ovvero ad un uso tanto efferato quanto palesemente pianificato della violenza nei confronti di persone totalmente inermi?

 

E' stata una spedizione punitiva, nell'ambito di un'operazione di polizia da usare in termini di immagine sia verso l'opinione pubblica, sia verso il governo da poco insediato, e si voleva mostrare che la polizia sa usare il pugno duro. Agli agenti si è lasciato mano libera  - quelli entrati per primi facevano parte di una squadra speciale, da usare per azioni particolari -  garantendo evidentemente impunità, che c'è stata, salvo che per i capisquadra, i quali  certo non si aspettavano di incappare in magistrati per i quali anche i poliziotti devono rispondere di violazione delle leggi.

 

-        Pensi che, come sostengono alcuni, le forze dell’ordine abbiano fatto davvero tesoro di questa vicenda, attuando una reale politica di maggiore responsabilizzazione democratica  al proprio interno?

 

Sinceramente non credo, non mi risulta. Nei commenti di questi giorni qualcuno ha indicato come "risposta democratica" la creazione di una scuola di polizia, della quale peraltro non si sa niente. Mi pare davvero troppo poco, per una polizia che è stata guidata fino al 5 luglio da un gruppo di dirigenti  che è stato compatto anche nella difesa degli imputati dai processi. Temo che all'interno della polizia sia stato trasmesso in questi anni - attraverso tale condotta - un messaggio che favorisce il corporativismo e la pretesa di impunità. La polizia ha avuto l'occasione di uscire dal G8 facendo un passo avanti sul piano della credibilità democratica, ma avrebbe dovuto agire in modo opposto a quel che è avvenuto in questi anni. Se avesse ripudiato gli abusi compiuti a Genova, sospeso i dirigenti impiegati alla Diaz (come consigliato a fine luglio 2001 addirittura dall'ispezione interna ordinata dal capo della polizia  De Gennaro), collaborato con i magistrati, si sarebbe aperta una stagione nuova, di ri-democratizzazione.

Oggi abbiamo invece la polizia più screditata d'Europa.

 

  1. 1) http://www.flipnews.org/flipnews/index.php?option=com_k2&;view=item&id=5403:sentenza-diaz-il-caso-e%E2%80%99-chius&Itemid=76
  2. 2))http://www.flipnews.org/flipnews/index.php?option=com_k2&;view=item&id=5411:sentenza-diaz-lacune-da-colmare&Itemid=76
  3. 3)Lorenzo Guadagnucci è stato da noi insignito del Premio Italia diritti umani 2011 e già ampiamente intervistato nel novembre dello stesso anno (http://www.flipnews.org/flipnews/index.php?option=com_k2&;view=item&id=4925:genova-2001-quale-giustizia?&Itemid=76;view=item&id=4925:genova-2001-quale-giustizia?&Itemid=76). Di fondamentale importanza il libro da lui scritto insieme a Vittorio Agnoletto: L’eclisse della democrazia, Feltrinelli 2011 (http://www.flipnews.org/flipnews/index.php?option=com_k2&;view=item&id=5096:l%E2%80%99eclisse-della-democrazia-di-vittorio-agnoletto-e-lorenzo-guadagnucci&Itemid=76).

 

 

 

Ultima modifica Lunedì 16 Luglio 2012 19:32

 

violo1

antonio

mironov1

notizie nazionali def

logo .net 2

matteobarale logo212

da