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Lunedì 29 Ottobre 2012 10:09

NORBERTO BOBBIO E LA GIOIA DEL DIALOGARE

Scritto da  Roberto Fantini
Norberto Bobbio Norberto Bobbio


 

Non sempre le operazioni editoriali volte a rendere noti gli scambi epistolari e i rapporti privati intercorsi fra personaggi di rilievo riescono a mantenere quanto promesso. In molti casi, infatti, a parte qualche curiosità e qualche aneddoto, assai poco si offre per consentire una più accurata e allargata conoscenza dei personaggi in questione.

Ben diverso è il bilancio da fare in merito al lavoro che Enrico Peyretti ha inteso realizzare al fine di meglio illuminare aspetti significativi del pensiero e della personalità di Norberto Bobbio (Dialoghi con Norberto Bobbio. Su politica, fede, nonviolenza, Claudiana, 2011). Il libro, infatti, che si avvale ampiamente delle lettere scambiate con il filosofo torinese e dei ricordi dell’autore relativi ad una lunga amicizia, si presenta come una ghiottissima miniera di informazioni, di documenti e di inviti alla riflessione, risultando essere altresì un vero e proprio laboratorio di analisi critica, di confronto dialettico, di ricerca del vero, al di là di ogni contrapposizione ideologica.

Copiando le sue lettere - scrive Peyretti - mi è parso di essere ancora in vivo aperto colloquio con lui. Ma non intendo, con ciò, contribuire a quella specie di “devozione”, a scapito della ricezione critica, che a volte si forma attorno a persone che hanno attirato e meritato interesse, ammirazione e anche affetto. Questi sono stati i miei sentimenti per Norberto Bobbio, che non mi hanno impedito di esprimere differenze di idee e di valutazioni, e critiche rispettose e franche, per imparare interrogando. L’insieme di queste lettere e colloqui diventa come un diario, scritto in parte da lui, del rapporto che l’«uomo del dialogo» ha avuto con uno fra i suoi tanti allievi.”

Peyretti, infatti, da allievo generoso, acuto e sincero, dimostra di saper vivere la sua scelta di fede (certamente lontana dall’agnosticismo critico di Bobbio) non come una scelta accomodante, bensì come un cammino indirizzato   sempre alla problematizzazione, come punto di partenza, cioè, per un viaggio nell’anima e per interrogarsi fattivamente sulle risposte possibili ai mali del mondo. Così facendo, riesce ad interagire col pensiero laico, rigorosamente razionale e spesso ombrato da sofferto pessimismo del maestro, su un terreno sgombero da toni retorici e da intenti apologetici, in maniera sempre intimamente rispettosa e intelligente, producendo un effetto indiscutibilmente stimolante.

“Insomma, questo rapporto che ho avuto con Norberto Bobbio, come allievo con un maestro, - ben sottolinea Peyretti - dimostra che si possono dare risposte diverse alle stesse serie domande, e possono essere le domande più delle risposte che uniscono umanamente e intellettualmente. Dimostra che si possono avere idee diverse, e discutere, e tuttavia stimarsi e volersi bene.

Infatti, proprio di questo si tratta: molti suoi allievi non hanno solo imparato da Bobbio, ma gli hanno voluto bene. Io lo affermo per parte mia. Credo che questo fatto sia – e lo è certamente per me – un piccolo esempio reale di come è possibile e fecondo non solo il rispetto e l’ascolto tra persone di visioni e culture diverse entro una stessa società e storia, ma anche, nei modi proporzionati, fra le culture e le civiltà umane, oggi a rischio di conflitto distruttivo, eppure poste davanti alla nuova grande opportunità di unificazione dell’umanità nel rispetto delle preziose differenze.”

Attraverso le tante lettere scambiate con Bobbio, Enrico Peyretti passa in rassegna una serie assai ricca di questioni che vanno dal pacifismo alla situazione politica italiana degli anni novanta, dal problema del male a quello della non violenza, dal tema del “credere-non credere” a quello della morte.

Utilissime, poi, le sei appendici: Su otto obiezioni al pacifismo non violento; Un dibattito su pacifismo e nonviolenza; Sul male regnante, sulla mitezza esiliata; Bozza di appello alle “coscienze libere”; Bobbio “perplesso” sulla nonviolenza. Una discussione; Vecchi da vivere (sul DE SENECTUTE).

L’immagine che scaturisce dall’intera opera è quella di un Bobbio maestro sia per i laici che per i cattolici dialoganti, testimone del tragico XX secolo capace di insegnarci a imparare le dure lezioni della storia mantenendo sempre viva e acuta la sensibilità morale. Di un Bobbio, altresì, intellettuale rigoroso in grado di insegnare a generazioni di studiosi, mantenendosi tenacemente libero dalle lusinghe del potere e dalle pressioni (o anche disprezzo) dei potenti, ancora capace di esserci maestro e preziosissimo compagno di strada.

 

Enrico Peyretti

Dialoghi con Norberto Bobbio. Su politica, fede, nonviolenza

Claudiana, 2011

Ultima modifica Lunedì 29 Ottobre 2012 10:23

 

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