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Giovedì 05 Febbraio 2015 18:21

Scritto da  Administrator
RAFFAELLA CURIEL - ABITO CANESTRO IN ONORE DI EXPO  2015 RAFFAELLA CURIEL - ABITO CANESTRO IN ONORE DI EXPO 2015

L’Expo 2015 in partenza a Milano ha allungato le sue lunghe braccia anche sulle passerelle romane dell’Alta Moda. La performance dell’ haute couture italiana ha concluso ieri la sua panoramica dedicata alla primavera/estate 2015. Gli abiti, più o meno splendidi, hanno strizzato l’occhio all’ haute cuisine (italiana) facendo il controcanto alle proposte culinarie che saranno il filo conduttore della manifestazione meneghina.

Ed ecco quell’ impagabile “gattone” di Guillermo Mariotto che, per presentare la collezione Gattinoni della primavera/estate 2015, ha fatto sfilare le modelle - vestite come i sofisticati piatti di un maitre d’alta scuola - su un lungo tavolo del ristorante Colonna. Spighe di grano a creare ondeggianti corpetti, chiaroscuri di verde-olio-di-oliva su lunghi abiti a rombi sovrapposti, ricami e ghirigori a richiamare i decori delle cassate siciliane. Uno spettacolo da leccarsi i baffi !

E, a proposito di decori, da sogno quelli degli abiti firmati “Curiel Couture”. Anche Raffaella, coadiuvata dalla figlia Gigliola, si è ispirata – ma nel segno dell’arte – all’Expo milanese. In passerella, tra magici splendori, uno stupendo abito “Canestro di frutta” che richiama un particolare di un quadro di Caravaggio. Nella collezione fatta di abiti riflessi da costumi, colori e “sentimenti” di lontane etnie, filtrati, cesellati e realizzati dalla sapienza di un alto artigianato, “Curiel Couture” ha infuso la magia di un mitico Oriente mediato dalle dolcezze del clima teverino.      

“Portare l’Oriente a Roma – dice Raffaella – è stata una sfida culturale. Due mondi, due tradizioni profondamente affascinanti, opposte, ma magicamente emozionanti…”. Abiti che strappano applausi a scena aperta, percorsi da gemme naturali, scaglie d’oro, conchiglie, coralli, madreperla, legni, vetri colorati con erbe, tessuti stampati a mano e a cera, fibre di canna di bambù … sete impalpabili, broccati preziosi amalgamati a stoffe d’arte povera tramite antichi telai.

Un‘ autentica testimonianza, questa sfilata, che l’Alta Moda italiana non è ancora “kaputt” (come da troppo tempo e da troppe fonti si vocifera) anche se le sue file si sono ulteriormente assottigliate. Urlava la mancanza, a questa edizione, di una firma storica quale quella di Sarli : assente (ingiustificata?) la sua passerella che, ogni volta, era una seducente lezione di stile e di storia dell’arte vestimentaria.

Tra le proposte “Moda&Food” da non dimenticare quella di Barbara Molinario – Fnm Magazine” collezione che è stata presentata, in clima strettamente vegetariano, al Margutta RistorArte.

Molte le proposte “giovani” : da Salvatore Piccione vincitore a luglio del concorso di Alta Roma e Vogue “Who is on Next?”, di Ettore Bigotta con le sue linee rigorose, di Antonio Grimaldi e le sue botticelliane rimembranze, di Nino Lettieri : giovani dotati di talento, ai quali si predice un “sicuro avvenire”. Peccato che spesso – nel tempo o a scadenza ravvicinata – finiscano nel dimenticatoio delle speranze perdute .

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