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LiberaMente

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Barbara Tognarelli

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Mercoledì 11 Settembre 2013 15:56

Diario del sud

Scritto da Emiliano Federico Caruso
"Quando vieni al Sud…" dice Alessandro Siani "…piangi due volte: quando arrivi e quando te ne vai". Il sud sembra un'altra terra, un altro mondo, come se l'Italia fosse da sempre divisa in due, ma è anche una terra sincera e naturale come i suoi abitanti. Una terra che alterna cittadine piene di vita e vastissime zone di natura, di rocce e di mare, che invitano alla riflessione, in un'atmosfera che nel caotico nord sembra ormai persa. Ma è anche una terra maltrattata e incompresa, in cui sembrano ancora vive quelle differenze tra nord e sud che risalgono ormai all'Unità d'Italia, quand'era appena finito quel Regno delle due Sicilie dall'impostazione feudale, esatto opposto del più progredito nord. Quando si fece l'Italia, non si tenne conto delle differenze economiche e sociali tra il settentrione e il meridione, rendendo troppo pesante la pressione fiscale nel sud. Nacque quindi il brigantaggio, la muta rabbia degli abitanti, e una massiccia migrazione nel nord Italia e nell'America dei sogni, che poi negli anni '20 decise di mettere un freno a quella specie di esodo disperato. Poi venne la mazzata economica della Prima Guerra Mondiale, che concentrò l'intera industria bellica, e i relativi benefici economici, nel…
Giovedì 07 Febbraio 2013 17:42

Comunicare se stessi

Scritto da Giancarlo Pastore
Molti momenti della nostra vita si svolgono sotto la luce di un riflettore, e spesso chi ci ascolta ci misura più per come “recitiamo”che per ciò che siamo intimamente. La nostra prima reazione alla maggior parte dei discorsi che udiamo da altri è una valutazione o un giudizio, piuttosto che un puro e semplice cercare di capire. Capita anche ai capi, colleghi, selezionatori del personale che ci incontrano per la prima volta.   L’efficacia di un messaggio dipende per oltre il 90% dal nostro aspetto e dalla modalità con cui si dicono le cose e per il restante 10% da ciò che si dice.   Allora per esprimere al meglio chi siamo e cosa sappiamo fare, oltre ovviamente a conoscere dobbiamo diventare anche bravi promotori di noi stessi, o meglio imparare a comunicare con efficacia il nostro valore. Ma in che modo? Attraverso la comunicazione verbale ovvero la parola, attraverso la comunicazione non verbale (postura, comportamento), o attraverso la comunicazione paraverbale (il tono di voce, la velocità dell’eloquio).   Attraverso la comunicazione verbale, le parole che sono dette in una qualsiasi comunicazione, una conferenza, un seminario, una riunione con i vostri subalterni rappresentano solo una piccola percentuale della comunicazione. Ciò…
Venerdì 04 Gennaio 2013 00:43

Riflessioni di Capodanno

Scritto da
                                                 Gli ultimi giorni dell'anno sono carichi di pensieri relativi a quanto vissuto sopratutto negli ultimi mesi, e intrisi di nostalgia e ricordi che inevitabilmente emergono in concomitanza delle festività, rendendo velatamente amaro il loro gusto. E' che il nostro sito emozionale pare dotato di una sua propria eccentricità, e non sempre vuole o può concordare con le feste comandate, anzi, capita anche che di festa non ne voglia neppure sentire parlare. La nostra “temperatura” interiore sale o scende vertiginosamente, sotto le luci di Natale, che impietosamente sottolineano le differenze tra chi è solo e chi solo non è. Come tante delle nostre cattive abitudini, anche la pretesa di essere felici in determinati giorni dell'anno deriva da ciò che socialmente è dato come stabilito, dalla scarsa libertà con la quale viviamo il tempo che sempre e comunque è in prima istanza nostro, prima ancora di essere tempo collettivo, tempo consacrato, tempo di tutti. La soluzione esiste, ed è così banale che capita di meravigliarsi di averla vista sfuggire anche dopo l'ennesimo smantellamento degli addobbi. Accettiamoci. Accettiamo la nostra malinconia, il nostro dolore, la nostra solitudine, nei giorni di festa. Accettiamo di detestare i regali, gli auguri, e le telefonate “una…
Mercoledì 11 Luglio 2012 08:57

LE COLPE DEI GRANDI SISTEMI

Scritto da Franco Libero Manco
            I sistemi di gestione sociale, le grandi istituzioni come lo Stato, la religione, i mezzi di informazione pubblica, l’apparato medico-scientifico, sono ciò che maggiormente influenzano e condizionano il pensiero, la coscienza, la salute e il vivere sociale. Questi centri di influenza e di potere dovrebbero avere l’obbligo istituzionale, morale, civile e spirituale di favorire la vera cultura, la conoscenza oggettiva della realtà, il senso critico costruttivo, l’autodeterminazione, la cultura delle cause. Diversamente essi finiscono col fare gli interessi della propria classe dirigente, delle corporazioni, delle lobby, dei potenti a danno del bene personale e dell’evoluzione collettiva.             La colpa della medicina convenzionale sta nell’esaurire le sue risorse, umane e finanziarie, in un meccanismo fondamentalmente sintomatologico, mentre il suo dovere dovrebbe essere quello di favorire l’indagine delle cause che generano la malattia, di educare il cittadino e proporre soluzioni che riguardano lo stile di vita. La sua colpa sta nel trascurare totalmente l’importanza dell’alimentazione nella vita e nella salute delle persone, mentre questa risulta responsabile della maggior parte della malattie; sta nel considerare la malattia un evento naturale nella vita dell’uomo e la terapia farmacologica come il principale rimedio possibile. Sta nella sua sudditanza alle grandi industrie chimico-farmaceutiche che finanziano…
Domenica 01 Aprile 2012 23:02

Scritto da
                                    Incredibilmente, ma senza ombra di dubbio, la nostra prima scelta, nelle situazione della vita, cade, seppure in modo inconsapevole, sulla sofferenza. In modo sottile ed a noi occulto, la mente predilige sempre la via più difficile, autolesionista, e marcatamente sconsigliabile a chiunque osservi dall'esterno, ma anche a noi stessi, a distanza di tempo, e con la dovuta lucidità. Per quanto evidente appaia la tensione degli esseri viventi verso uno stato di felicità, una forza centripeta pare invece dirottare tale pulsione verso il suo esatto contrario. Ciò che provoca tale deviazione è la nostra mente, e nella fattispecie i nostri difetti mentali. Lottiamo ogni istante della nostra esistenza per modificare il nostro stato, le nostre condizioni di vita, di lavoro, nella convinzione che tale sforzo conduca ad un'evoluzione in positivo. In questo modo consumiamo le nostre migliori energie, e tale impresa si protrae, solo e semplicemente mutando forma e obbiettivi, per un tempo infinito, o meglio finito nei termini della nostra attuale esistenza. Ma è solo accettandola, l'esistenza, accettandone i limiti, abbandonandosi ad essa, al suo fluire, che avvengono i cambiamenti. La nostra accettazione ci regala ciò che nel tempo abbiamo cercato furiosamente di ottenere, senza alcun risultato, perché solo…
Mercoledì 23 Novembre 2011 23:07

IMAGOLOGIA

Scritto da Luca Briani
“L’imagologia è più forte della realtà,che del resto da molto tempo ha smesso di essere per l’uomo quello che era per mia nonna, la quale viveva in un paese della Moravia e conosceva ancora tutto per esperienza personale: come si cuoce il pane, come si costruisce una casa, come si uccide il maiale, come si fa affumicare la carne, come si imbottiscono i piumini, che cosa pensavano del mondo il parroco e il maestro; ogni giorno incontrava tutto il villaggio e sapeva quanti omicidi erano stati commessi nei dintorni da dieci anni a quella parte, aveva per così dire un controllo personale della realtà, cosicché nessuno poteva darle a bere che l’agricoltura in Moravia era fiorente se in casa non c’era da mangiare”. Questa breve citazione da “ L’immortalità” del romanziere ceco  Milan Kundera illustra finemente il significato del termine, del suo termine “imagologia”. D’altro canto non apparirà oscuro a nessun lettore tale significato. Imagologia è sostituzione della realtà con l’immagine e dominio di quest’ultima. Tredici ottobre duemilaundici, Berlusconi  rende nota personalmente la sua uscita di scena. Il suo show si conclude, o almeno così sembra, con un apologetico videomessaggio con il quale il premier tenta drammaticamente di salvare quel…
Lunedì 18 Luglio 2011 23:03

La vita (pensionistica) oltre la Morte

Scritto da Silvio Foini
  Per noi credenti, il fatto che la vita dell’anima prosegua anche dopo la morte è cosa acclarata oltre che promessa da Gesù. Per l’ I.N.P.S. invece si è rivelata una amara sorpresa. Di celestiale in effetti l’accaduto ha ben poco. La Guardia di Finanza di Palermo ha pizzicato ben 441 angioletti che si offrivano volontari al servizio di riscossione della pensione per conto di defunti passati, come si dice, a miglior vita ormai da tempo. Peccato che in Paradiso i pochi soldini della pensione non servano punto, ma qui sulla terra sicuramente agli affranti parenti facciano comodo. Han voglia i nostri beneamati governanti di tagliare qua e là per rimettere in sesto il debito pubblico: quando in molti remano contro, la barca non va. Se la Guardia di Finanza, stimolata dalla presente scoperta, ficcasse il naso a macchia di leopardo nell’italica penisola a caccia dei furbetti che vi si aggirano, ne salterebbero fuori delle belle. Non credete? Sicuramente lo sta già facendo anche se il compito è ben arduo, ostacolato dalla miriade di cavilli capziosi e leziosi nelle mani di fiscalisti agguerriti come corazzate in difesa dei mari. Nulla di personale contro la categoria ma tant’è! Invece di turlupinare…
Martedì 31 Maggio 2011 11:11

Tempo

Scritto da
  In alcuni passaggi significativi delle nostre vite cerchiamo il silenzio. Lo culliamo, lo viviamo, lo facciamo nostro diventandone ad un tempo parte. Niente è più disperante della parola quando risulta difficile adattarla a pensieri remoti e indistinti. Significante e significato inseguiti e perduti, nebbia, nebbia, tentativi falliti di nuove connessioni. Un solo, ardimentoso, unitario progetto: ritrovarsi. Risettare il sistema, cercare di capire cosa, quando, dove ci siamo perduti, che cosa ci ha indicato la direzione e la strada che abbiamo intrapreso, che cosa ci ha distolto dalle nostre impressioni, dall'impressione che avevamo di noi. Il gioco di relazioni che ad ogni istante muoviamo con gli altri da noi, consegue necessariamente alle nostre ragioni, alle ragioni del nostro più profondo essere. Talvolta la nostra essenza coincide con la nostra assenza, o con quella di qualcuno che ci era talmente vicino da coincidere con ciò che eravamo, e che adesso non siamo più. L'improvvisa esclusione dell'alterità disinnesca il processo di ripetizione, comoda, adagiata consuetudine mentale: niente è più uguale al prima che ci apparteneva, all'illusione di appartenenza che la nostra mente aveva fatto propria, che si era inventata. Niente di quello che crediamo nostro è nei nostri reali possessi. Velleità, meccanismi…
Domenica 09 Gennaio 2011 22:29

L'amico ritrovato

Scritto da Barbara Tognarelli
L'amico ritrovato  Una riflessione sui social network tra immaginario e realtà Spesso fare i conti col proprio passato inquieta, smarrisce; si cerca disperatamente di rinviare, si prende tempo. Eppure, in un momento imprecisato, si avverte un'urgenza che non lascia tregua, ed allora,e solo allora, tiriamo fuori dal cassetto   tutto quello che abbiamo lasciato irrisolto e cominciamo a dipanare. Nessuna ipocrisia può accompagnare questa sorta di revisione, il velo della finzione è calato, il protagonista è nudo sulla scena di se stesso, solo, senza scenografia sullo sfondo. Ognuno di noi ha lasciato dietro di sé qualche capolavoro, o qualche umile manufatto non finito. Il tempo li ha ricoperti di polvere. Spesso è impossibile recuperarli, alcuni nel frattempo si sono sgretolati, altri sono stati portati via dal Grande Vecchio. Fuor di metafora, accade che non possiamo recuperare le parole non dette, perché le persone cui avremmo voluto dirle hanno intrapreso un altro viaggio, oppure per qualche motivo non sono più raggiungibili. Il senso di smarrimento ed impotenza che allora ci assale sgomenta irrimediabilmente. Siamo fuori tempo massimo. Non abbiamo altra scelta. Dobbiamo trovare in noi altri modi, altri mondi, sogni, forse, una nuova dimensione di comunicazione probabilmente ad un solo senso.…
Alla riscoperta di noi stessi Passeggiando per la Roma alternativa     Un pomeriggio come tanti, di quei bei pomeriggi che rendono più incantevoli i parchi della capitale, isole felici nel caos cittadino. Il sabato e la domenica, con il bel tempo, le ville si animano di bambini, di anziani, di coppiette, di ogni genere di fauna, dai rockettari ai barboni del centro in vacanza per l'occasione e di tanti, tanti altri. Villa Pamphili è la più grande e non meno bella delle altre. Nel bel mezzo di questa, tutt'intorno, si vedono solo pini mediterranei e verde, tanto e solo verde. Gli avamposti della città sono lontani anni luce. In un villaggio improvvisato, fatto di tendoni bianchi, nel bel mezzo di una splendida vallata, un gran numero di persone si aggira composto tra le viuzze. Odori e profumi orientali solcano l'aria, gruppi di persone sedute nella posizione del loto meditano seguendo le direttive dei maestri delle scuole di yoga sotto i capannoni, altre meditano in solitaria sotto gli alberi della vallata, distanziati dal villaggio. Spicca su tutti il sari indossato da molte donne e qualche turbante che copre la folta chioma dei barbuti seguaci dei Sikh, movimento religioso indiano. Belle…
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