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Domenica, 01 Maggio 2016 13:57

Attacchi aerei distruggono l’ospedale di Al Quds ad Aleppo: più di 50 le vittime. Ucciso anche l’ultimo pediatra.

Written by Roberto Fantini
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Muhammad Waseem Maaz Muhammad Waseem Maaz

Stefan Zweig, durante il secondo conflitto mondiale, ebbe a dire che, ogni volta che sentiva di case crollate sotto i bombardamenti, qualcosa gli crollava dentro l’anima. Nelle anime di noi tutti, dopo le continue notizie provenienti dalla Siria relative a ripetuti (e non certo casuali) bombardamenti su strutture ospedaliere, di macerie dovrebbero essercene a montagne …

Orrore dopo orrore, si oltrepassano di giorno in giorno i confini dell’imbarbarimento più atroce …

Ultimo bersaglio: l’ospedale di Al Quds ad Aleppo, supportato da Medici Senza Frontiere.

Secondo quanto riferito dallo staff operante sul posto, l’ospedale è stato distrutto nella notte del 28 aprile da almeno un attacco aereo che ha colpito direttamente l’edificio, mentre ulteriori attacchi aerei hanno colpito altre aree nei pressi dell’ospedale.

MSF condanna nel modo più assoluto questo vergognoso attacco, che colpisce un'altra struttura sanitaria in Siria” ha dichiarato Muskilda Zancada, capomissione di MSF in Siria.

Questo devastante attacco ha distrutto un ospedale vitale per Aleppo, che era anche il principale centro pediatrico dell’area. Dov’è l’indignazione di chi ha il potere e il dovere di fermare questo massacro?” 

 MSF gestisce sei strutture mediche nel nord della Siria e supporta oltre 150 centri sanitari e ospedali in tutto il paese, di cui molti in aree assediate. Diversi ospedali nel nord e nel sud della Siria sono stati dderbombardati dall’inizio del 2016, tra cui 7 supportati da MSF, dove sono morte almeno 42 persone di cui almeno 16 tra il personale medico. 

In quest’ ultima settimana, diverse altre strutture mediche sono state attaccate e distrutte ad Aleppo e ben cinque soccorritori della Difesa Civile Siriana sono stati uccisi. 

Dal 2012, MSF dona forniture mediche all’ospedale di Al Quds, costruendo una stretta collaborazione professionale con il suo staff medico.

A rafforzare questa tragedia - continua Zancada di MSF - si aggiunge la dedizione e l’impegno dello staff di Al Quds, che lavorava in condizioni inimmaginabili, senza mai vacillare, dall’inizio di questo sanguinoso conflitto”.

L’ospedale, dotato di 34 posti letto, costituiva il principale centro pediatrico dell’intera zona: forniva servizi di pronto soccorso, cure ostetriche e terapia intensiva, disponeva di sala operatoria, un ambulatorio e un reparto di degenza e vi lavoravano a tempo pieno 8 medici e 28 infermieri. 

Il bilancio del bombardamento dell'ospedale Al Quds, nel giro di qualche giorno,  è salito a oltre 50 vittime, tutte persone che si trovavano nell’ospedale e nelle aree circostanti, dove sono cadute le prime bombe, fra cui pazienti e almeno 6 membri del personale medico.

L’ospedale Al Quds era già stato danneggiato e parzialmente distrutto un certo numero di volte, di cui l'ultima nel 2015. 

MSF è estremamente preoccupata per le circa 250.000 persone che rischiano sempre più di essere completamente tagliate fuori dall’assistenza medica.

Il cielo sopra ad Aleppo sta cadendo. La città, costantemente in prima linea in questa guerra brutale, rischia ora di finire sotto un'offensiva totale, in cui nessun punto viene risparmiato. Gli attacchi contro gli ospedali e il personale medico sono un indicatore devastante di come la guerra in Siria è condotta, uno dei numerosi e brutali modi in cui i civili vengono presi di mira" ha dichiarato ancora Muskilda Zancada, capomissione di MSF in Siria.

"L'attacco all’ospedale Al Quds ha distrutto uno degli ultimi posti rimasti ad Aleppo, in cui si poteva ancora trovare l'umanità. Aleppo è già lo scheletro di ciò che era una volta, e quest’ultimo attacco sembra determinato a eliminare anche quello.

 MSF ha sostenuto Al Quds fin dal 2012. E 'stato un onore incredibile per noi essere in grado di lavorare a stretto contatto con queste persone così impegnate. Vediamo giorno dopo giorno il modo in cui rischiano la vita nell’inferno in terra che è la guerra, per garantire l’accesso alle cure mediche alle persone. La loro perdita è la nostra perdita, e ci impegniamo a sostenerli nel riavvio delle attività dell’ospedale”.

   Tra le vittime di questo ennesimo attacco criminale c'è anche l'ultimo pediatra di Aleppo, Muhammad Waseem Maaz, di 36 anni.

Muhammad Waseem Maaz

A lui, il direttore dell'ospedale, il dott. Hatem, ha inteso voler dedicare un breve ma significativo ricordo che riteniamo doveroso diffondere.

Cari amici,

sono il dottor Hatem, il direttore dell'Ospedale pediatrico di Aleppo. La scorsa notte, 27 persone fra personale medico e pazienti sono stati uccisi in un attacco aereo che ha colpito il vicino ospedale di Al Quds. Il mio amico dottor Muhammad Waseem Maaz, il pediatra più qualificato della città, è stato ucciso durante l'attacco. Lui abitualmente lavorava presso l'Ospedale pediatrico durante il giorno, mentre durante la notte prestava servizio presso la struttura di Al Quds, dove si occupava delle emergenze.

Il dottor Maaz e io trascorrevamo sei ore al giorno insieme. Era cordiale, amichevole e aveva l'abitudine di scherzare molto con tutto il personale. Era il medico più amabile del nostro ospedale.

Ora mi trovo in Turchia e anche lui avrebbe dovuto far visita alla sua famiglia qui, dopo il mio ritorno ad Aleppo. Non la vedeva da quattro mesi.

terNonostante tutto, il dottor Maaz è rimasto ad Aleppo, la città più pericolosa del mondo, per devozione verso i suoi pazienti. Gli ospedali sono spesso tra i bersagli dalle forze governative e dalle forze aeree russe.

Giorni prima che un raid aereo ponesse fine alla vita del dottor Maaz, un altro attacco era stato registrato a soli duecento metri dal nostro ospedale. Quando i bombardamenti si intensificano, il personale medico si ripara al piano terra dell'ospedale portando con sé le incubatrici con i neonati al loro interno, per proteggerli.

Come tante altre vittime, il dottor Maaz è stato ucciso per aver salvato delle vite. Oggi vogliamo ricordare la sua umanità e il suo coraggio. Speriamo che questa storia possa essere condivisa, in modo che altri possano sapere che cosa sono costretti ad affrontare i medici ad Aleppo e in tutta la Siria.

Oggi la situazione è critica e Aleppo stessa potrebbe essere presto messa sotto assedio. Abbiamo bisogno che il mondo sappia.

Grazie per la vostra vicinanza
Dr. Hatem

   Il prossimo 3 maggio, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sarà chiamato a votare una risoluzione per fermare futuri attacchi contro ospedali, pazienti e civili nelle zone di guerra.

A questo proposito, MSF ha lanciato un’azione di mobilitazione sui social mediaper chiedere la protezione di civili, pazienti, medici e ospedali nei conflitti.

Nello specifico, l’organizzazione umanitaria richiede che la risoluzione:

  • Riaffermi il rispetto del Diritto Internazionale Umanitario da parte di tutti i Paesi;
  • Garantisca la possibilità di fornire assistenza medica imparziale, proteggendo gli operatori sanitari e tutti i pazienti, indipendentemente da chi sono (come afferma il Diritto Internazionale Umanitario);
  • Stabilisca investigazioni indipendenti efficaci sugli attacchi contro le strutture sanitarie che individuino i responsabili.

Questo l’appello rivolto a tutti noi per supportare l’iniziativa.

Cosa puoi fare?

1. Iscriviti al nostroThunderclape aiutaci ad amplificare il nostro messaggio al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Usa il tuo account Facebook, Twitter o Tumblr per aiutarci a mandare un messaggio al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.  Il 2 maggio tramite la piattaforma Thunderclap tutti gli iscritti invieranno simultaneamente un messaggio che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sentirà forte e chiaro.

 

2. Diffondi il nostro messaggio sui social media usando l’hashtag #NotATarget

Fai sentire la tua voce e aiutaci a fare pressione sui membri delle Nazioni Unite affinchè votino la versione più efficace possibile di questa risoluzione.

PER SAPERNE DI PIU’

http://www.medicisenzafrontiere.it/notizie/news/gli-ospedali-non-sono-un-bersaglio-partecipa-alla-mobilitazione-notatarget

Read 12365 times Last modified on Lunedì, 02 Maggio 2016 08:04

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