L'informazione non è un optional, ma è una delle condizioni essenziali dell'esistenza dell'umanità. La lotta per la sopravvivenza, biologica e sociale, è una lotta per ottenere informazioni.

Press Release

Press Release (7)

 

 

 

 

Convegno “La Seconda Guerra Mondiale – pagine della storia: cosa ommettono i libri di storia occidentali”

 

Mercoledì 17 dicembre alle ore 18:30, Casa Russa a Roma conclude l'anno di celebrazioni dell'80° anniversario della Vittoria con il Convegno Internazionale “La Seconda Guerra Mondiale – pagine della storia: cosa ommettono i libri di storia occidentali”

 

La discussione si concentrerà sugli eventi chiave che hanno definito il corso della Seconda Guerra Mondiale, che i libri di storia occidentali menzionano brevemente o omettono del tutto. Stalingrado, la battaglia di Kursk, l'assedio di Leningrado e altri argomenti riceveranno un'ulteriore dimensione informativa: esperti presenteranno informazioni dettagliate sulle pagine “silenziose” della storia della più grande guerra del XX secolo e completeranno il quadro storico con elementi mancanti: cifre, fatti e documenti.

 

Intervengono Sandro Teti, editore e politologo; Nicholas Conti, storico; Silvio Marconi, storico e antropologo; Mikhail Rossiyskiy, Ministro Consigliere dell'Ambasciata russa in Italia, nonché rappresentanti della Società Russa di Storica e del Museo di Stalingrado.

 

Nell'ambito dell’evento, che segna la fine dell'anno dell’80 anniversario della Vittoria, la Casa Russa a Roma annuncerà il programma e aprirà le iscrizioni al nuovo Club di Storia “Aleksandr Nevskij”, che nel 2026 permetterà al pubblico italiano di immergersi nella storia dello Stato russo fin dalle sue origini.

 

L'ingresso è libero, la prenotazione al link è obbligatoria: https://forms.gle/CJgi2mdg8vh547Zj7

 

Casa Russa a Roma – Piazza Benedetto Cairoli, 6

Si prega di esibire un documento d'identità all’entrata

 

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Ufficio stampa

Casa Russa a Roma

Piazza Benedetto Cairoli, 6 - 00186 Roma;

tel. +39 06 888 16 333

 

 

 

Конференция «По страницам истории Великой Отечественной войны: о чем молчат зарубежные учебники» к 80-летию Победы

 

17 декабря в 18:30 Русский дом в Риме завершит год празднования 80-летия Победы Международной конференцией «По страницам истории Великой Отечественной войны: о чем молчат зарубежные учебники».

Дискуссия будет посвящена ключевым событиям, повлиявшим на ход Второй мировой войны, о которых западные учебники упоминают вскользь или не рассказывают вовсе. Сталинград, битва на Курской дуге, блокада Ленинграда и другие темы получат дополнительное информационное измерение: эксперты представят публике развернутую информацию о «замалчиваемых» страницах истории самой масштабной войны XX века, и дополнят историческую картину недостающими элементами: цифрами, фактами и документами.

В дискуссии примут участие: издатель и политолог Сандро Тети, историк Николас Конти, историк-антрополог Сильвио Маркони, советник посланник Посольства России Михаил Российский, а также представители Российского исторического общества и музея Сталинграда.

В рамках мероприятия - под занавес юбилейного года Победы - Русский дом в Риме объявит программу и откроет запись в новый исторический клуб «Александр Невский», в рамках которого в 2026 году итальянская публика сможет погрузиться в историю государства Российского от самых его истоков.

Вход свободный, необходима предварительная регистрация по ссылке: https://forms.gle/CJgi2mdg8vh547Zj7

Русский дом в Риме – Piazza Benedetto Cairoli, 6
Просьба предъявить на входе удостоверение личности

 

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Пресс-служба Русского дома в Риме

Piazza Benedetto Cairoli, 6 - 00186 Рим;

тел. +39 06 888 16 333

 

 

Concerto di Fine Anno 2025

Orchestra MELOS Filarmonica

Direttore e solista

Marco Pierobon

Martedì 30 dicembre 2025, ore 18:30

Sala Gran Paradiso

Grand Hôtel Billia

 

NOTA STAMPA 2025/ 41

 

Saint-Vincent, 10 dicembre 2025

 

Il Casino de la Vallée S.p.A. è lieto di annunciare il Concerto di Fine Anno 2025, in programma martedì 30 dicembre alle ore 18,30 presso la Sala Grand Paradiso del Grand Hôtel Billia di Saint-Vincent. La serata vedrà la partecipazione di un grande solista di fama internazionale che, per l’occasione, sarà anche alla guida dell’orchestra: il Maestro Marco Pierobon, che ha accolto con entusiasmo l’invito della Melos Filarmonica. 

Il programma della serata proporrà un excursus sinfonico nella tradizione dei concerti di Capodanno, affiancato da un sentito omaggio al Maestro Ennio Morricone, con l’esecuzione della suite ‘La leggenda del pianista sull’oceano’ e un medley che racconterà l’impronta indelebile che la sua musica ha lasciato nel panorama internazionale. In questa pagina musicale si susseguiranno alcune delle opere più rappresentative dell’immenso talento del compositore romano, della sua inesauribile fantasia, del suo intuito e della sua straordinaria capacità comunicativa, che lo hanno costantemente spinto a sperimentare nuove soluzioni, sia compositive sia strumentali. 

A completare il programma, il Concerto per tromba e orchestra in Mib maggiore di Franz Joseph Haydn, uno dei capolavori più celebri dell’epoca classica; le Danze Ungheresi n. 1-5 di Johannes Brahms e i temi sinfonici di G. Gershwin, le cui note offriranno all’orchestra – come sottolinea Giuseppe Santoro, direttore artistico della Melos Filarmonica – la possibilità di creare un’atmosfera di grande effetto, capace di coinvolgere gli ascoltatori anche a distanza di secoli dalla loro composizione. Per questa occasione l’orchestra si presenterà in formazione sinfonica con un programma variegato costruito per valorizzare un organico romantico di forte impatto emotivo sul pubblico trasformando il concerto di fine anno in un’esperienza intensa e coinvolgente. 

Al termine della serata sarà offerto un brindisi augurale. 

L’evento è gratuito con prenotazione al link https://concerto-fine-anno-2025.eventbrite.it 

Si consiglia di parcheggiare al parcheggio sud del Casino (gratuito) 

Consultate il nostro sito https://www.billia.it/eventi/    e seguiteci sui nostri canali social Facebook e Instagram @grandhotelbillia @casinodelavallee @billiaeventi

 

MELOS Filarmonica

 

Nessuna Orchestra al mondo ha mai superato le esecuzioni di questa; il suo forte è un tuono, il crescendo il rombo di una cascata, il diminuendo un limpido fiume che mormora lontano, il piano un alito di primavera.’ 

Questa celebre descrizione di F. Schubert si riferisce all’Orchestra di Mannheim, diventata in pochi anni una compagine perfetta ed efficiente, capace di ispirare i maggiori compositori della seconda metà del ‘700 e di incantare il pubblico ed i critici del tempo. I fattori che contribuirono a questa affermazione furono essenzialmente due: la possibilità di mettere radici in un luogo dove vi è tradizione culturale e l’opportunità di attivarsi con una produzione regolare e continuativa. Il desiderio di incrementare le occasioni di ascolto della musica dal vivo, unito alla convinzione di quanto sia di capitale importanza sensibilizzare ed avvicinare alla musica il maggior numero di persone possibili, hanno condotto l’associazione culturale MELOS Musica a voler creare un progetto ‘orchestra’: la MELOS Filarmonica. 

L’associazione non è solo centro di alta formazione musicale con i corsi di perfezionamento e masterclass, che dal 2005 hanno ospitato grandi musicisti di fama internazionale, tra cui Mirella Freni, Shlomo Mintz, Thomas Demenga, Thomas Furi, Lilya Zilberstein, Massimo Quarta, Gery Moutier, Daniel Grosgurin, Anna Pirozzi, Francesco Manara, ma anche di produzione. La Melos Filarmonica è costituita da docenti e allievi dei corsi ed ha come obiettivo quello di dare spazio alle professionalità più accreditate del territorio. 

L’orchestra ha debuttato nel 2010 al Teatro Alfieri di Asti; nello stesso anno ha avuto inizio un’importante collaborazione con il Choeur Philharmonique de Nice e suo il direttore Giulio Magnanini, con cui hanno eseguito molteplici concerti in Italia e Francia. In questi anni ha partecipato a diverse rassegne e stagioni, tra cui il Festival Internazionale ‘C’est pas Classique’ di Nice e la ‘Saison de Musique di Billière’. Nel 2014 ha eseguito per la Città di Torino un concerto per la ricorrenza del ‘Giorno della Memoria’ nel Salone del Conservatorio G. Verdi di Torino. 

 

Dallo stesso anno M.F. collabora stabilmente con la ‘Corale S. Secondo di Asti’ con cui organizza il Concerto di Natale che ogni anno viene replicato in varie città del Piemonte, tra cui Torino, Asti, Alba. 

L’orchestra ha, al proprio attivo, varie collaborazioni con Enti ed Istituzioni del territorio, non ultima quella con il prestigioso ‘Museo Egizio di Torino’ per il quale ha realizzato nel 2016 e 2017 la rassegna ‘Museo in Musica’. Nel 2020 ha eseguito presso il Teatro Alfieri di Asti l’integrale dei Sei Concerti Brandeburghesi di J.S. Bach, da cui è nato un doppio CD live. Nel 2023 con il contributo della BPER Banca, l’orchestra si è esibita a Roma e Napoli e da alcuni anni organizza per la AFC S.p.A e la Città di Torino il Concerto di S. Giovanni

Importante la collaborazione con il maestro Georgy G. Ràth, con cui in questi anni sono stati eseguiti vari concerti. Nel 2025 l’orchestra, sotto la sua direzione, ha inaugurato la ‘Stagione della S. Tempia’ per il 150° anniversario della sua fondazione e ha progettato e realizzato ’L’International Bach Festival’, una rassegna musicale dedicata interamente al genio di Lipsia, riscontrando un grande successo di critica e di pubblico. La Melos.Filarmonica si avvale di un Direttore artistico, Giuseppe Santoro, di un direttore principale, Emmanuel Siffert e di due coordinatori Manuel Zigante ed Alessandro Molinaro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Casa Russa di Roma celebra Čajkovskij nella Fondazione Zeffirelli 

Giovedì 18 dicembre alle ore 18:30, la Casa Russa celebrerà il 185° anniversario di Pëtr Il'ič Čajkovskij a Firenze, nella Fondazione Franco Zeffirelli. Nell’ambito della serata si terrà un concerto del giovane virtuoso russo Pyotr Akulov e una mostra del Museo Nazionale Russo della Musica. 

Firenze occupò un posto speciale nella vita di Čajkovskij. Fu una città che visitò molte volte e che ispirò la sua creatività. Lì esplorò il ricco patrimonio culturale italiano e il paesaggio toscano. La Villa di San Leonardo divenne la sua seconda casa e, nella primavera del 1890, al Washington Hotel compose la sua celebre “Dama di Picche”. Nel 1892, in Russia, il compositore creò il sestetto “Souvenir de Florence”. 

L’eredità del grande compositore russo abbraccia diversi generi: scrisse dieci opere, tre balletti, sette sinfonie (sei numerate e la sinfonia “Manfredi”), 104 romanze, concerti e ensemble da camera, opere corali, cantate, miniature e cicli per pianoforte. 

La vita e l’opera del compositore racconta la mostra “Čajkovskij: la gioia di essere musicista” del Museo Nazionale Russo della Musica che ospita la Fondazione Zeffirelli. I visitatori avranno l'opportunità di esplorare copie di documenti d’archivio provenienti dalla collezione di uno dei più grandi musei musicali russi, ammirare fotografie rare e conoscere fatti poco noti sulla biografia del compositore. Particolare attenzione sarà dedicata all'Italia: non solo Firenze, ma anche Roma e Venezia. I codici QR sui pannelli consentiranno l'accesso alle registrazioni originali dei brani di Pëtr Čajkovskij. 

La serata proseguirà con un recital del giovane virtuoso russo Pyotr Akulov. Nonostante la sua giovane età (ha 19 anni), il pianista ha collaborato con direttori d'orchestra di fama internazionale (Valery Gergiev, Yuri Simonov, Lavard Skou Larsen, Maurice Russell, Fabio Mastrangelo, Mikhail Shcherbakov), si è esibito da solista con l'Orchestra Sinfonica del Teatro Mariinsky, l'Orchestra Sinfonica Accademica Svetlanov, l'Orchestra Sinfonica di Stato della Repubblica del Tatarstan, l'Orchestra Filarmonica di Mosca, l'Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Mosca, i Soloisti da Camera di Salisburgo, l'Orchestra di Macao, l'Orchestra Sinfonica di Hilton Head e altri collettivi rinomati. 

L’ingresso è libero, la prenotazione via mail This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. o tramite il link https://forms.gle/wk7CTKhJPeNi1QMHA è obbligatoria. 

Fondazione Franco Zeffirelli - Piazza San Firenze, 5 – 50122 – Firenze 

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Ufficio stampa

Casa Russa a Roma

Piazza Benedetto Cairoli, 6 - 00186 Roma;

tel. +39 06 888 16 333

 

 

A GARBATELLA, ANCHE QUEST'ANNO, PICCOLI QUADRI PER GRANDI REGALI!

COMUNICATO STAMPA

 

LE VINCITRICI DEL PREMIO ALGHERO DONNA

 

Come già annunciato, martedì 16 dicembre alle ore 20,00, presso il Teatro civico, ci sarà la cerimonia di premiazione della 31esima edizione del Premio Alghero Donna di letteratura e giornalismo, con il patrocinio e il sostegno del Comune di Alghero, Assessorato alla Cultura e della Fondazione di Sardegna, con la collaborazione organizzativa della FIDAPA sezione di Alghero e della Rete delle donne di Alghero APS.

Nel 2016 il Premio Alghero Donna ha ottenuto l’ambito e prestigioso riconoscimento della Medaglia del Presidente della Repubblica per i novant’anni del Premio Nobel a Grazia Deledda.

La Giuria del Premio Alghero donna, presieduta da Neria De Giovanni, è composta da: Antonio Casu, Presidente de Il Cenacolo di Tommaso Moro; Antonio Maria Masia, Presidente Associazione Il Gremio dei sardi di Roma e dell’UNAR-Unione delle Associazioni di Roma e del Lazio ; Massimo Milza, Segretario Generale dell’Associazione Salpare ; Giuditta Sireus, Direttrice artistica Club Jane Austen Sardegna,

 La sezione Prosa 2025 è stata assegnata a Laura Calosso per il romanzo «Anita» (SEM-Feltrinelli), che racconta, servendosi di documentazioni storiche, l’ indomita compagna di Garibaldi cercando la sua verità di donna. Laura Calosso ha pubblicato nel 2017 La stoffa della donne, dal quale nella stagione 2018-19 sono state tratte due puntate di REPORT. Con “L’agave della Regina Vittoria” (Aboca Edizioni), del 2024,  ha vinto il Premio Narrativa Mandrarossa nella sezione Ambiente .

La Sezione Poesia, come già nella passata edizione, si apre anche alla drammaturgia diventando sezione Arte-Poesia con Clara Farina, poeta di suo e soprattutto splendida interprete della poesia in lingua sarda con la sua personalissima modalità di recitare cantando, Molto cara al pubblico  in Sardegna e fuori dell’Isola, da qualche anno scrive ed interpreta anche testi teatrali su grandi donne come Grazia Deledda e Marianna Bussalai.

La sezione Giornalismo è stata assegnata ad Ambra Pintore, volto molto noto e molto amato come conduttrice e autrice di diversi format televisivi tra cui ricordiamo “Sardegna Canta”,  programma di cultura e musica tradizionale,  ma da qualche anno regista e ideatrice di un format letterario-musicale di grande impatto, ospitato in diverse manifestazioni e nelle scuole .

L’Albo d’oro del Premio si arricchisce così di tre nomi prestigiosi aggiungendosi tra le scrittrici a Vivian Lamarque, Cristina Comencini, Laura Pariani, Barbara Alberti, Maria Rosa Cutrufelli, Lia Levi, Sandra Petrignani, Catena Fiorello; tra le giornaliste Carmen Lasorella, Antonella Clerici, Cristina Parodi, Licia Colò, Cesara Bonamici, Maria Latella, Paola Saluzzi, Bianca Berlinguer, Anna La Rosa, Manuela Moreno, Vania De Luca. 

Le motivazioni dettagliate saranno rese note durante la cerimonia di premiazione.

Come sempre la serata, condotta da Neria De Giovanni, sarà arricchita dalla musica.

Apriranno la manifestazione  Antonello Colledanchise e Susanna Carboni duo, cari al pubblico per i testi in algherese scritti da Colledanchise valente poeta insignito di molti premi per la sua carriera di scrittore e cantautore. In duo con Susanna Carboni portano i loro concerti in Italia e in Catalogna, con un repertorio unico di canzoni, arrangiate con il Cuatro Venezolano e il Clarinetto.

Chiude Elisa Ceravola, con il suo flauto traverso, docente di musica presso gli istituti secodari di primo grado ; Master Accademico di Specializzazione in Composizione e improvvisazione musicale in contesti didattici presso Conservatorio di Cagliari dove ha studiato anche Musiche tradizionali - indirizzo strumentale launeddas e Direzione d’orchestra.

 

Ingresso libero e gratuito.

 Prenotazione via WhatsApp al numero 3388001281 oppure al numero 3490512326 oppure al botteghino ore 19,00, ingresso al teatro ore 19,30.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Brunella Longo

 

TERRA FELIX 

Epifanie nel cuore del Regno di Napoli (1735-1825) 

a cura di Bruno Corà 

Inaugurazione 29 novembre 2025 ore 17:00 

30 novembre 2025 – 1 marzo 2026

 

Negli spazi del CaMusAC apre il 29 novembre la mostra TERRA FELIX Epifanie nel cuore del Regno di Napoli 1735-1825 di Brunella Longo a cura di Bruno Corà. Nelle sale espositive del Cassino Museo Arte Contemporanea è allestita una selezione di circa 100 inedite opere fotografiche che riguardano un’indagine su ventisei siti nei territori che appartennero al Regno di Napoli nel periodo compreso tra il  1735, anno in cui Carlo I fu incoronato Re delle Due Sicilie, e il 1825, anno della morte di Ferdinando I. Durante la dominazione borbonica furono edificati non solo la Reggia di Caserta ma tutti gli impianti architettonici integrati al paesaggio della natura che determinarono lo sviluppo delle aree interessate. Gli esordi di questo vasto lavoro fotografico TERRA FELIX di Brunella Longo risalgono al 1995 con i primi scatti alla Reggia di Caserta poi ripresi in anni recenti secondo  uno specifico progetto di rilevamento visivo. L’artista con metodologia ha preso in esame tutti i siti ancora esistenti e visitabili, dalla Real Tenuta di Torcino al Nord tra Campania e Molise  fino alla Real Tenuta di Serre nel salernitano, includendo anche esempi illustri e noti come le regge di Caserta, di Portici e di Capodimonte e Palazzo Reale a Napoli ed esempi meno conosciuti e chiusi al pubblico.

I ventisei siti borbonici sono divenuti oggetto dell’indagine di Brunella Longo che ne ha tratto opere fotografiche realizzate in bianco e nero con la tecnica analogica di una macchina fotografica Hasselblad panoramica XPan, di una Hasselblad per medio formato 6x6 cm e di una Nikon 35 mm, tutto in pellicola, quasi mai con cavalletto. Al di là della preziosità qualitativa del risultato artistico, l’attento lavoro di mappatura storico-iconografica dello stato attuale del territorio suggerisce una necessaria riflessione sulla memoria di ciò che il passato ci ha tramandato e su come si possa oggi avere un positivo e costruttivo rapporto critico con esso. L’indagine fotografica ha necessitato di uno studio approfondito dei luoghi e più visite per poter capire la realtà scelta e poter elaborare una riflessione sul ‘cosa’ fotografare e sul ‘come’ giungere all’immagine artistica da offrire all’osservatore proponendo opere che restituiscono le problematiche e le criticità non solo culturali dei soggetti rappresentati. Nelle immagini proposte divengono centrali le questioni del tempo, che caratterizza i luoghi nel loro essere parte di una memoria collettiva, del rapporto tra artificiale e naturale, del degrado e dalla gestione dei beni culturali. La qualità dei risultati raggiunti pone comunque tutto questo  come dato intrinseco appartenente alla realtà posta come oggetto sublimato esteticamente.

Scrive il curatore Bruno Corà: «Quest'opera è dunque una sorta di 'anabasi', di 'ritorno' in terre, sentieri, percorsi compiuti da Brunella Longo con la macchina fotografica quale strumento di 'riconoscimento' di siti storici […] rivolto alla registrazione di cieli, acque, vegetazioni, resti di architetture, di tracciati e disegni di giardini, di statue e gruppi plastici, in confini di feudi, respirando atmosfere topologiche che non cessano, malgrado l'oblio da cui sono attraversati, di emettere frequenze attraenti, intrise di narrazioni di fasti, magnificenze costruite, ma anche enigmi e incombenti forme di dissesto e decadenza quasi impossibile al recupero ma anche senza che l'anima dei luoghi si sia dissolta; anzi suscitando ancora stupore   e incontri con segnali felici, un vero magmatismo attivo attribuibile non tanto a un residuale genius loci, ancora vivo, quanto all'entità muta ed estesa di una 'presenza assenza' che ha risuonato nella sensibilità della Longo e ora nel vasto repertorio di fotografie da lei realizzate».

In occasione dell’apertura della mostra il 29 ottobre 2025 alle ore 17:00 viene presentato il prezioso volume Brunella Longo, TERRA FELIX, Epifanie nel cuore del Regno di Napoli (1735-1825) recentemente edito, in italiano e inglese, da Gangemi Editore International. Il volume raccoglie le immagini di 450 opere in bianco e nero di Brunella Longo realizzate nei ventisei siti borbonici. Esse sono accompagnate da una prefazione di Carmine Gambardella, presidente della cattedra UNESCO su Paesaggio, Beni Culturali e Governo del Territorio e presidente e CEO di BENECON Scarl, e dai testi del curatore della mostra Bruno Corà, storico, critico d’arte e presidente della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri di Città di Castello, di Aldo Iori, storico, critico d’arte e docente dell’Università degli Studi di Perugia e di Brunella Longo che scrive del progetto e del proprio lavoro fotografico. 

 

Brunella Longo, nata a Cassino, si forma presso gli atelier fotografici di Claudio Abate, di Vittor Ugo Contino, di Aurelio Amendola, di Massimo Piersanti. Ha esposto in Italia e all’estero e pubblicato volumi delle sue opere tra cui: “Tra Presenza e Assenza”, testi di Bruno Corà e Sebastiano Porretta, Zeta, 1994; “Territorio Familiare”, a cura di M. Scotini, 1998; "Centouno Ritratti", testi di B. Corà e R. Gavarro, Gli Ori, 2003; “Imusmis” a cura di R. Gavarro, Silvana Editoriale 2011; “Imusmis 2”, a cura di B. Corà, Magonza, 2014; “Brunella Longo art-emide/may 2015”, Art Rooms at the house 2015, “Nelle Terre della Percezione e del Pensiero”, Maon, 2016; “Cuba Pre Mundo”, Gangemi Editore, 2018. La Fondazione Cassino Museo Arte Contemporanea CAMUSAC è una struttura no profit dedicata all’arte moderna e contemporanea sorta nel 2013 dalla riqualificazione degli edifici industriali della Longo S.p.A.. Creata dalla famiglia Longo per la valorizzazione delle opere d’arte acquisite nel corso di oltre trentacinque anni, ha l’intento di contribuire alla crescita e allo sviluppo culturale del territorio del Lazio Sud, che già vanta numerosi siti di interesse archeologico, storico e religioso. La Collezione accoglie opere di oltre 120 artisti internazionali contemporanei, installate in permanenza nel parco o mostrate a rotazione nei vasti spazi della Fondazione. Il CAMUSAC possiede infatti un doppio spazio espositivo dedicato in una parte alla Collezione della Fondazione e in un’altra alla presentazione periodica di mostre monografiche o collettive di significative personalità artistiche emerse nel corso del XX e XXI secolo.

Brunella Longo / TERRA FELIX Epifanie nel cuore del Regno di Napoli (1735-1825)

30 novembre 2025 – 1 marzo 2026

Inaugurazione 29 novembre 2025 ore 17:00

CaMusAC, Cassino Museo Arte Contemporanea, Via Casilina Nord 1, Cassino (FR)

www.camusac.com

Ingresso libero: dal martedì alla domenica continuato 15-19 oppure su prenotazione. Lunedì chiuso.

Il Museo organizza visite guidate individuali, per gruppi e scuole alla Collezione e alle mostre temporanee.

Info e prenotazioni: tel. 335 1268238 – 389 5423261 This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Informazioni per la stampa: tel. 335 1268238 – 389 5423261 This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

 

 


(Il mondo spezza tutti e poi molti sono forti nei punti spezzati. E. H. )


Ernest Miller Hemingway nasce a Oak Park, nell’Illinois, il 21 luglio del 1899. Suo padre, Clarence Edmonds Hemingway, era un medico ventottenne appassionato di caccia e pesca, collezionista di monete e un eccellente cuoco. Sua madre, Grace Hall, era un contralto che, abbandonata la carriera operistica, si era dedicata all'insegnamento della musica e, in seguito, alla pittura. La famiglia, benestante, era di religione protestante.I rapporti tra i genitori furono sempre tesi: il padre, fragile e severo, si scontrava con il carattere ambizioso e dominatore della madre. Hemingway, secondogenito di sei fratelli, trascorse l'infanzia tra i continui litigi dei genitori sull’educazione dei figli e la gestione del patrimonio familiare.Lasciato il lavoro, Hemingway si offrì volontario per combattere in Europa con il Corpo di spedizione statunitense del generale Pershing, seguendo l'esempio di molti giovani aspiranti scrittori dell'epoca, tra cui E.E. Cummings, John Dos Passos, William Faulkner e Francis Scott Fitzgerald. Escluso dai reparti combattenti a causa di un difetto alla vista, fu arruolato come autista di autoambulanza per l'American Red Cross, destinato al fronte italiano a Schio. Il 23 maggio 1918 si imbarcò sulla nave Chicago diretta a Bordeaux.Il 31 maggio, giunto a Parigi, ebbe modo di vedere i danni causati dal cannone tedesco Parisgeschütz. Proseguì in treno per Milano, dove prestò opera di soccorso dopo l'esplosione di una fabbrica di munizioni, e fu poi inviato a Vicenza, assegnato alla Sezione IV della Croce Rossa Internazionale statunitense. Desiderando un'esperienza più diretta della guerra, chiese di essere trasferito e fu mandato sulla riva del basso Piave, vicino a Fossalta di Piave e Monastier di Treviso, come assistente di trincea. Aveva il compito di distribuire generi di conforto ai soldati recandosi quotidianamente in prima linea in bicicletta. La notte tra l'8 e il 9 luglio, durante le sue mansioni, fu colpito dalle schegge dell'esplosione di una bombarda austriaca Minenwerfer. Mentre cercava di soccorrere un ferito, fu colpito alla gamba destra da proiettili di mitragliatrice che gli penetrarono nel piede e nella rotula. Si salvò perché le schegge della bombarda, prima di ferirlo, avevano colpito in pieno un soldato italiano, facendogli involontariamente da scudo umano. Più di cento anni dopo l'accaduto, il biografo statunitense James McGrath Morris e lo storico italiano Marino Perissinotto identificarono quel soldato nel fante Fedele Temperini, 26 anni, di Montalcino.

L'eredità letteraria e il "giallo" della sua morte

La prolificità di Hemingway è testimoniata da numerosi libri, molti dei quali sono diventati classici della letteratura mondiale. Alcuni dei più celebri sono Addio alle armi (1929), Per chi suona la campana (1940), Il vecchio e il mare (1952) e Le nevi del Kilimangiaro (1936).La mattina del 2 luglio 1961, alle 7:30, un colpo risuonò nel cottage di montagna a Sun Valley, nell’Idaho, svegliando Mary Welsh Hemingway. Spaventata, la donna scese al piano di sotto e trovò il corpo senza vita del marito, Ernest Hemingway, nella stanza accanto all’ingresso. Era a terra, in pigiama, vicino all'armadio dove teneva la sua collezione di fucili da caccia, con la doppietta che lo aveva appena ucciso accanto a sé. Non c'erano tracce di una pulizia dell'arma, né una lettera d'addio a spiegare il gesto.Oggi il suicidio è la causa di morte comunemente accettata, ma all'epoca i giornali propendevano per l'incidente, nonostante qualcosa non tornasse. La notizia della morte dello scrittore scatenò un vero e proprio "sciacallaggio" mediatico. Le indagini iniziali furono guidate dallo sceriffo Frank Hewitt, che, escludendo l’omicidio, decise di non procedere con un'inchiesta. Dopo essersi consultato con il procuratore, il coroner e la moglie Mary, stabilì che l'assenza di testimoni e di una lettera d'addio rendeva impossibile fugare i dubbi. Sul certificato di morte venne quindi scritto "deceduto per colpo d’arma da fuoco auto-inflitto", senza specificare se volontario o accidentale.Il dibattito si riaccese quando le condizioni di salute di Hemingway divennero di dominio pubblico. Le sue degenze in ospedale erano sempre più frequenti, ufficialmente per ipertensione, ma si vociferava di qualcosa di più grave, come un cancro, che lo avrebbe potuto spingere al suicidio. Si ipotizzava anche che non volesse rinunciare all'alcol e al fumo, né sottoporsi a diete e farmaci per prolungare una vita che non sentiva più sua. A sostegno della tesi del suicidio vi era anche il grave stato di depressione in cui versava dopo la morte dell’amico Gary Cooper.Nonostante ciò, l’ipotesi dell’incidente restava in piedi: Hemingway era cresciuto imbracciando le armi ed era impensabile che potesse essersi sparato per errore. La moglie Mary e la sorella continuavano a sostenere che il gesto non fosse volontario, affermando che Hemingway era contrario al suicidio per ragioni filosofiche.Immediatamente dopo la morte, iniziarono a circolare voci su un libro inedito, nascosto in una cassetta di sicurezza a L’Avana. Si parlava di un "romanzo sublime", che lo scrittore avrebbe lasciato per assicurare un futuro alla famiglia. La casa editrice Scribner smentì, pur confermando l'esistenza di alcune opere minori e incomplete.Il funerale di Hemingway si svolse in forma privata l'8 luglio. Venne seppellito nel cimitero di Ketchum, accanto all’amico e compagno di caccia Taylor Williams, con lo sguardo rivolto verso le montagne e il fiume Wood. Oggi, la sua tomba è un luogo di pellegrinaggio, dove i fan lasciano monete, penne, lattine di birra e bottiglie vuote, un omaggio semplice e schietto ai luoghi che amava: la scrittura e l'alcol.

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