L'informazione non è un optional, ma è una delle condizioni essenziali dell'esistenza dell'umanità. La lotta per la sopravvivenza, biologica e sociale, è una lotta per ottenere informazioni.

Agroecology (58)

Free Lance International Press

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Nel cuore della Valpolicella Classica, là dove la viticoltura non è mai stata semplice produzione agricola, ma atto culturale tramandato nei secoli, Corte Bravi rappresenta una delle espressioni più coerenti e consapevoli di un ritorno alla centralità del territorio, della memoria e del gesto agricolo come forma di conoscenza, inserendosi nel paesaggio di Gargagnago come un organismo vivo che dialoga costantemente con la storia, la geografia e l’identità profonda di queste colline. Siamo in una valle naturale che si apre tra le propaggini dei Monti Lessini e l’influenza mitigante del Lago di Garda, un corridoio climatico unico in cui le correnti fresche serali scendono dalla montagna incontrando l’aria più temperata del bacino gardesano, creando escursioni termiche significative che incidono direttamente sulla qualità delle uve, rallentandone la maturazione e favorendo la complessità aromatica, mentre i suoli calcarei, le marne bianche e le stratificazioni sedimentarie antiche raccontano una storia geologica millenaria che si traduce, nel bicchiere, in tensione, verticalità e una spiccata impronta minerale.

È un paesaggio agricolo segnato da terrazzamenti, muretti a secco, corti rurali e pergole, un mosaico che affonda le sue radici nell’epoca romana e che attraversa il Medioevo, quando queste terre erano già celebrate come luogo di vini preziosi, come attestano documenti e cronache. Il paesaggio agrario di questo lembo di provincia veronese, circondato da possenti tenute storiche, tra cui quelle dei conti Serego Alighieri, discendenti del Sommo Poeta, ancora oggi conserva un equilibrio fragile, mantenuto solo grazie al lavoro quotidiano dell’uomo. In questo contesto, nel 1990, il padre di Andrea e Ivano Brunelli, settimo di sette fratelli, compie una scelta controcorrente acquistando alcuni appezzamenti in una zona allora marginale rispetto ai circuiti commerciali, intravedendo però il potenziale di una valle che chiedeva solo di essere ascoltata e rispettata; inizia così un lento processo di recupero agricolo fatto di lavori manuali, di ricostruzione dei muri a secco, di cura delle pendenze e di piantumazioni condotte secondo il sapere contadino, un lavoro silenzioso che diventa per i figli una vera scuola di vita. Andrea e Ivano crescono tra le vigne, imparando a osservare il comportamento delle piante, a riconoscere i segnali della terra, a comprendere che ogni scelta, dalla potatura alla vendemmia, ha conseguenze che si riflettono nel tempo, maturando una visione agricola fondata sull’equilibrio e sulla responsabilità, lontana da ogni forzatura produttiva; quando nel 2011 nasce ufficialmente Corte Bravi, non si tratta quindi di un inizio, ma della formalizzazione di un percorso già tracciato, di un’eredità trasformata in progetto consapevole, con l’obiettivo di produrre vini che siano testimonianza sincera della Valpolicella Classica, senza scorciatoie tecnologiche e senza compromessi stilistici. I vigneti si estendono attorno ai 200 metri sul livello del mare e sono allevati prevalentemente a pergola veronese, una scelta identitaria che risponde a esigenze precise di protezione dei grappoli, ventilazione naturale e produzione di acini spargoli, particolarmente adatti sia alla vinificazione tradizionale sia all’appassimento, mentre la selezione varietale privilegia i vitigni storici del territorio – Corvina, Corvinone, Rondinella, Molinara e Oseleta – affiancati da Merlot e Cabernet Sauvignon, interpretati non come elementi internazionali, ma come parte integrante del racconto agricolo aziendale. Dal 2015 Corte Bravi è certificata biologica, ma la conduzione dei vigneti va oltre il protocollo, abbracciando una visione olistica che considera il vigneto come ecosistema complesso, attraverso inerbimenti spontanei, lavorazioni minime del suolo, trattamenti con decotti vegetali, attenzione alla biodiversità e alla vitalità microbiologica dei terreni, un percorso che trova ulteriore coerenza nell’adesione a VinNatur nel 2019 e nella scelta, dal 2020, di alimentare l’intera azienda con energia proveniente da fonti rinnovabili. In cantina, questa filosofia di sottrazione e rispetto si traduce in scelte precise, tra cui l’introduzione dei vasi vinari TAVA, che rappresentano non un esercizio di stile ma uno strumento tecnico e culturale capace di restituire centralità al vitigno e al suolo: realizzate artigianalmente con impasti di argille ad alta purezza e cotte ad alte temperature, i vasi vinari realizzati da Tava sono caratterizzate da una porosità calibrata che consente una micro-ossigenazione lenta e costante, favorendo l’evoluzione del vino senza apportare aromi esterni, e offrono un’inerzia termica che stabilizza le fermentazioni spontanee, rendendole più regolari e armoniche. Corte Bravi utilizza questi vasi vinari sia per la fermentazione, sia per l’affinamento di alcune etichette, in particolare quelle a base Corvina e Corvinone, vitigni che in questo ambiente riescono a esprimere una trama tannica più fine, una maggiore precisione aromatica e una lettura più nitida del terroir, evitando le note di tostatura o sovrastruttura che il legno potrebbe introdurre. Con l’arrivo lo scorso anno di un nuovo vaso vinario di Tava della linea Monolite, in cantina c’è un nuovo e diverso strumento per l’affinamento, che presenza una diversa porosità rispetto alle precedenti di argille TAVA, aumentando anche il volume a 25 ettolitri; così la conoscenza e lo sviluppo dei vini dei fratelli Brunelli, utilizzando questi vasi vinari, è sempre in attenta evoluzione.

Le vendemmie sono rigorosamente manuali, con selezioni severe e raccolte scalari; le uve vengono diraspate senza pigiatura per preservare l’integrità dell’acino e fermentano con lieviti indigeni, mentre le macerazioni sono calibrate vino per vino attraverso follature leggere e rimontaggi ridotti, con un uso estremamente contenuto di solforosa e imbottigliamenti senza filtrazione. Il Valpolicella Classico DOC nasce dall’equilibrio tra Corvinone, Corvina e Rondinella: fermenta tra acciaio e i vasi vinari TAVA e si distingue per freschezza, succosità e immediatezza territoriale; il Valpolicella Classico Superiore DOC, arricchito da una percentuale di Oseleta, beneficia di maturazioni più lunghe e di una struttura più profonda che ne amplia la capacità evolutiva; lo Scatto, Corvina in purezza, è il manifesto dell’approccio con l’utilizzo dei vasi vinari TAVA, con un profilo elegante, floreale, teso e di una evidente piacevole nota minerale; il Recioto della Valpolicella DOCG Tenero segue la tradizione dell’appassimento in cassette, interpretata con fermentazioni lente che si arrestano naturalmente, mantenendo equilibrio tra dolcezza e acidità; non banale il Timido, bianco ottenuto dai vitigni a bacca nera Rondinella e Molinara, che rompe gli schemi della denominazione offrendo freschezza, salinità e verticalità; ultimo nato lo spumante rosé Brut Nature Fuorisella da Corvinone, che  racconta la capacità dell’azienda di esplorare nuovi linguaggi mantenendo rigore e precisione; il Bagarre, da Merlot e Cabernet Sauvignon, esprime una struttura più decisa, ma sempre misurata; mentre il Bocia, ottenuto da uve Rondinella, rappresenta il vino della quotidianità, della tavola e della convivialità, quello che più di ogni altro restituisce il lato umano del progetto. In definitiva, Corte Bravi si configura come un’esperienza enologica che va oltre la bottiglia, un progetto culturale e agricolo in cui il vignaiolo torna a essere custode del paesaggio e interprete del tempo, e in cui strumenti come anche i vasi vinari ceramici diventano mezzi concreti per costruire un racconto profondo, stratificato e autentico della Valpolicella Classica, dimostrando come la modernità del vino possa nascere, ancora una volta, dall’ascolto paziente della terra.

Arriva la Peste suina!!! Come al solito, invece di curare gli animali (vedi questione analoga Brucellosi della Bufale Casertane sterminate per un batterio ubiquitario che muore a 39 ° C …mentre la mozzarella si fila ad almeno 80°C), insomma senza nessun rischio per gli esseri umani, si ammazzano migliaia di animali, già terrorizzati dall’allevamento industriale… Invece di Liberarli in campo aperto. Alla faccia dei Diritti Costituzionali recentemente rafforzati per il Benessere degli Animali.

La zootecnia industriale è la causa di tutti i mali del pianeta… in primis degli animali stessi che si ammalano e di chi se ne nutre, che si ammala ancora di più…

Inoltre, gli animali delle “fabbriche zootecniche” consumano alimenti che sfamerebbero almeno 30 miliardi di esseri umani… mentre con le carni intossicate da farmaci, mangimi, residui chimici di pesticidi e glifosate, ogm e vaccini, alimentiamo solo 3 miliardi di obesi ed ammalati, visto che il rendimento dei mangimi industriali e ogm è solo del 10%… Distruggendo le foreste primarie e desertificando i terreni con pesticidi e glifosate, per alimentare animali allevati in condizioni disumane… o meglio dis-animali.

E poi, siccome c’è concorrenza dalla Cina o di altre nazioni dove si produce ancora peggio, i commercianti-sfruttatori-importatori creano le condizioni per un massacro generalizzato, esclusivamente per speculare sulle crisi di mercato industriale delle carni latte e derivati…

Abbiamo solo una strada percorribile… ed oggi i nodi vengono tutti al pettine con la crisi degli agricoltori e allevatori industriali, indebitati fino al collo… LA RICONVERSIONE AGROECOLOGICA IMMEDIATA, sostenuta dagli enormi fondi della Politica agricola europea.

NON MANGIARE CARNI E PRODOTTI ZOOTECNICI INDUSTRIALI è oltre che un diritto un dovere dei cittadini, l’unico modo con cui i consumattori con 2 tt possono aiutare il pianeta e l’economia agricola a rigenerarsi, rigenerando se stessi.

E’ necessario utilizzare immediatamente i fondi europei per il benessere animale… 500 € a capo bovino equivalente, fondi a superficie per le coltivazioni e i foraggi biologici, pagamenti per le antiche razze e varietà locali, e per gli interventi agro-climatico-ambientali, ecc.… decine di miliardi di € disponibili da almeno 30 anni, per riconvertire tutti gli allevamenti al sistema agroeco-biologico, ovvero alimentati dal territorio o da comprensori biologici limitrofi che forniscono i foraggi in cambio di fertile letame per concimare i cereali e le coltivazioni vegetali.

Riducendo, ovviamente, la produzione e il consumo di alimenti d’origine animale, il cui eccesso contrasta i principi di una sana dieta mediterranea… diventando tutti più ticchi e più sani, in primis gli agricoltori Biologici e senza debiti, in quanto sostenuti con fondi esentasse e a fondo perduto al cento per cento, a pagamento di un servizio alla collettività, che per ogni miliardo investito in agricoltura ne fa risparmiare 10 in spesa sanitaria per patologie croniche e per il dissesto idrogeologico provocati dall'agricoltura e zootecnia industriali ! L’Italia deve diventare il faro della riconversione biologica europea a mondiale…

Magari anche importando, perché no, prodotti come latte e carni biologiche da altri paesi europei per trasformarli con la sapienza millenaria delle nostre tradizioni, in sostanza creando “sinergie Agroecologiche”… Per prodotti definiti in questo caso IGT (indicazioni geografiche tipiche, fatti con materie prime importate Biologiche e trasformati in Italia) che insieme alle DOP Biologiche (con materie prime italiane esenti da pesticidi e ogm) siano quanto meno ecologici per il benessere collettivo dei paesi esportatori e importatori…

Questo significa essere Europa… l’Agroecologia è l’unica via.

Ma dobbiamo in primis fermare la follia degli OGM e inserire il cibo tradizionale come Diritto Costituzionale…

L’agroecologia consente di raddoppiare le disponibilità alimentari planetarie, dimezzando il consumo di risorse e rigenerando l’humus e la fertilità dei terreni, fissando enormi quantità di gas serra (Metano, CO2, Ossidi di N, Ammoniaca e CO2 Vapore acqueo…) e ripristinando le foreste primarie al fine della resilienza verso i cambiamenti climatici.

Ma è necessario rivedere i principi del Diritto in maniera Geocentrica… con l’Uomo custode della Madre terra, pena il destino di malattie, sterilità…. estinzione?

Intanto si stanno estinguendo gli allevatori e agricoltori industriali… Perché non passano immediatamente al sistema biologico… prima che sia troppo tardi?

Aiutiamoli !! E' questo un appello ai Sindacati e rappresentanti politici, altrimenti finiranno tutti all’asta al ribasso…E non esisteranno più le tradizioni agroalimentari Italiane, le più imitate al mondo, ma solo le Imitazioni falsificate da ingredienti industriali senza cultura ne sostanza… per una perdita definitiva dei nostri sensi... in una vita senza senso.

E' questo che vogliamo?

 

 

Distruzione dell'Humus causata dai disseccanti (Glifosate), diserbanti, liquami, concimi e pesticidi chimici agricoli, abbandono dei terreni e distruzione della Biodiversità delle siepi e boschi, gestione forestale dissennata... e 30 anni di erogazioni di fondi europei illegittime e incostituzionali che hanno regalato sostegni al reddito e pagamenti agro-climatico-ambientali a chi impiega pesticidi e usa disseccanti (glifosate), lascia i terreni nudi, produce liquami zootecnici industriali ed avvelena il pianeta e i nostri alimenti. 

Mai Più...

Ancora morti affogati nel fango… dopo Senigallia, l'Emilia Romagna, madre dei pesticidi e allevamenti industriali. E sarà sempre peggio...

La chiamano agricoltura conservativa… sostenibile… “integrata”…per rubare i fondi Europei Agro-climatico-ambientali destinati al restauro del territorio e della fertilità... all'agroecologia, mentre il livello di accumulo e bio-accumulo di chimica con distruzione dell'humus dei terreni è oramai insostenibile con agricoltura e territorio troppo spesso…. "disintegrati".

E' troppo tardi …troppo tardi per non fare nulla.

Oggi è necessaria in primis la revisione del programma agricolo nazionale di Sviluppo Rurale, già bocciato a Bruxelles ma poi miracolosamente approvato il giorno prima dell'arrivo del nuovo Ministro che, a questo punto non si sa cosa dovrebbe fare visto che è già tutto deciso per i prossimi 5 anni, (come da 30)… dal suo Ufficio (sotto) Sviluppo Rurale.

Così come bisogna modificare l'intera politica agro-ambientale europea, affinché il sostegno al reddito agricolo vada solo a chi produce in modo agroecologico, ovvero ai produttori biologici e agli allevatori che tornano a produrre letame fertile e non liquame putrido che spappola i terreni e aumenta l'effetto serra; riservando i fondi agroambientali solo alle tecniche di Agroecologia sinergica e rigenerativa della fertilità dei suoli.

L'incremento dell'humus, la spugna biologica che trattiene acqua e tiene insieme i terreni, deve essere l'indicatore primario del corretto uso dei fondi pubblici dei Programmi di Sviluppo Rurale Regionali e Nazionale e per il sostegno al reddito degli agricoltori.

Mentre, invece, negli ultimi 30 anni la preziosa sostanza organica dei terreni, ereditata dai nostri avi per secoli e in grado di trattenere acqua anche per 10 volte il suo peso, si è ulteriormente ridotta… in uno scandalo senza fine. Mentre l'acqua che scorre senza più infiltrarsi nei terreni, per decine di migliaia di ettari, invade canali e fiumi troppo velocemente, assassinando il territorio.

Accade ciò anche a causa della distruzione di siepi secolari atte proprio a evaporare acqua e a farla infiltrare in profondità grazie alle radici della biodiversità tradizionale selezionata dai nostri avi... querce, platani, ecc.

Bisogna immediatamente interrompere l'erogazione di tali fondi a chi usa pesticidi e disseccanti, fertilizzanti chimici e liquami zootecnici. Tutto ciò è incostituzionale ed illegale (vedasi le continue relazioni della Corte dei Conti Europea a partire dalla n.3 del 2005 sulla spesa agroambientale, ndr).

Abbiamo già buttato 30 anni di politiche agro-climatico-ambientali per una falsa agricoltura integrata e un falso benessere animale, basati su pesticidi chimici e mangimi concentrati, liquami e perdita di biodiversità… impoverendo i terreni che ad ogni pioggia perdono fertilità e si erodono… fino alla desertificazione che interessa ormai il 30% delle superfici agricole mondiali e nazionali. 

Ciò crea siccità ed alluvioni, due  facce della stessa medaglia.

 

Vanno ripristinate siepi, alberature, boschetti e canali di scolo sulla base delle foto aeree degli anni '50 del secolo scorso, frutto della saggezza ed esperienza contadina di secoli sui territori, in pochi decenni devastati dalla meccanica e dalla chimica, rimettendo a posto il dissesto idrogeologico; finanziare le coltivazioni di copertura dei terreni durante l'inverno ed estive prima di seminare le coltivazioni principali (colture da sovesci); come le "cover crops" ed l'inerbimento nei frutteti, così come previsto dai regolamenti europei, in modo da aumentare l'humus e la biodiversità dei terreni, proteggendoli dalle piogge e dall'erosione, incrementando l'humus e la fertilità naturale, eliminando la chimica dai campi

Va portata la gestione forestale verso i boschi d'alto fusto, preservando il sottobosco e le "piante Madri" …secolari, per garantire produzione di legna da ardere "ecologica".

Va sostenuta solo la zootecnia biologica, basata sul carico di animali per ettaro alimentabile con le risorse aziendali e comprensoriali.

Fornendo l'assistenza tecnica e la formazione Agroecologica agli agricoltori, da 70 anni abbandonati ancora ai venditori di Pesticidi e consorzi agrari in mano alle associazioni sindacali che potrebbero passare dal conflitto alla "convergenza di interessi" grazie ai fondi europei che compensano i maggiori costi delle tecniche biologiche.. perché non lo fanno?

"Facciamo attenzione, la prossima alluvione potrebbe distruggere interi paesi… dalle fondamenta delle case"… dissi ripetutamente in numerosi articoli buttati al vento e trascinati a mare nel fango dell'ignoranza e della malafede dei manipolatori della comunicazione.

8 anni fa, a seguito della precedente alluvione di Senigallia conseguenza di soli 30 mm di acqua, il 1 maggio 2014, a causa soprattutto dei terreni disseccati dal Glifosate lungo tutta la valle del Misa, portai il mio avvertimento con diversi articoli pubblicati (Es. sul Giornale della E 45, da Orte a Ravenna..),ed interviste sui mass media. Un appello rimasto purtroppo inascoltato. Ed oggi le Marche subiscono un'alluvione con effetti decuplicati, anche nel numero dei morti, purtroppo. E poi l'Emilia Romagna… la Madre dei Pesticidi in Agricoltura e degli allevamenti industriali… "Agricoltura Suicidata".

Mentre i cambiamenti climatici (causati in primis dall'agricoltura e dagli allevamenti industriali alimentati con ogm, prodotti distruggendo le foreste primarie) scaricano sempre più acqua sulle terre. Acqua che avremmo dovuto fissare nei terreni insieme ai gas serra trasformandoli in sostanza organica attraverso la fotosintesi e l'equilibrio dei microbi, alterato invece dalla chimica. Un motivo in più per riconvertire tutta l'Italia al Biologico nel più belve tempo possibile e per aumentare al massimo la "resilienza dei territori, in primis aumentando l'humus delle terre, che significa anche qualità alimentare e salute. Sistemando i terrazzamenti persi e le siepi con Salici (piante che pompano 1 metro cubo d’acqua al giorno evaporandola verso l'atmosfera), Pioppi, Platani. Querce, lungo le rive dei canali e fiumi, lavorazioni a girapoggio, lungo le linee di livello e non di "massima pendenza"… in sostanza applicando l’Agroecologia (M. Altieri, Edagricole) 

Risparmieremmo almeno 30 miliardi all'anno di danni per il dissesto idrogeologico oltre alle spese per patologie cronico-degenerative e riproduttive con-causate dai pesticidi… stimabili in almeno altri 50 miliardi all'anno tra pubblico e privati.

Per riconvertire tutta l'italia all'agricoltura e zootecnia biologica bastano appena 15 miliardi, ben spesi… ovvero non più regalati alle industri chimiche e degli OGM

Qualche anno fa, nel 2018, intitolai un mio articolo… "Ora o mai più"…

Ora dico solo …mai più.

Fermiamo i burocrati della devastazione italica. Ministro e Cognata Meloni… battete un colpo?

 

Distruzione dell'Humus causata dai disseccanti (Glifosate), diserbanti, liquami, concimi e pesticidi chimici agricoli, abbandono dei terreni e distruzione delle siepi e boschetti... e 30 anni di erogazioni di fondi europei illegittime e incostituzionali che hanno regalato sostegni al reddito e pagamenti agro-climatico-ambientali a chi impiega pesticidi e usa disseccanti (glifosate), lascia i terreni nudi, produce liquami zootecnici industriali ed avvelena il pianeta e i nostri alimenti

Ancora una volta, …Senigallia, la terra di mia moglie.

E la chiamano agricoltura conservativa… sostenibile… integrata…

Mentre il livello di accumulo e bio-accumulo di chimica con distruzione della fertilità dei terreni è ormai insostenibile: agricoltura e territorio troppo spesso…. "disintegrati".

E' troppo tardi …troppo tardi per non fare nulla.

Oggi è necessaria in primis la revisione del programma agricolo nazionale, già bocciato a Bruxelles, come dell'intera politica agro-ambientale europea, affinchè il sostegno agricolo vada solo a chi produce in modo agroecologico, ovvero ai produttori biologici e agli allevatori che tornano a produrre letame fertile, ed in generale alle tecniche di Agroecologia sinergica e rigenerativa della fertilità dei suoli.

L'incremento dell'humus, la spugna biologica che trattiene acqua e tiene insieme i terreni, deve essere l'indicatore primario di corretto uso dei fondi pubblici dei Programmi di Sviluppo Rurale Regionali e Nazionale e per il sostegno al reddito degli agricoltori.

Mentre, invece, negli ultimi 30 anni la preziosa sostanza organica dei terreni, ereditata dai nostri avi per secoli e in grado di trattenere acqua anche 10 volte il suo peso, si è ulteriormente ridotta… in uno scandalo senza fine. Mentre l'acqua che scorre senza infiltrarsi nei terreni, per decine di migliaia di ettari, invade canali e fiumi troppo velocemente, assassinando il territorio.

 

Bisogna immediatamente interrompere l'erogazione di tali fondi a chi usa pesticidi e disseccanti, fertilizzanti chimici e liquami zootecnici. Tutto ciò è incostituzionale ed illegale (vedasi le continue relazioni della Corte dei Conti Europea a partire dalla n.3 del 2005 sulla spesa agroambientale, ndr).

Abbiamo già buttato 30 anni di politiche agro-climatico-ambientali per una falsa agricoltura integrata e un falso benessere animale, basati su pesticidi chimici e mangimi concentrati, liquami e perdita di biodiversità… impoverendo i terreni che ad ogni pioggia perdono fertilità e si erodono… fino alla desertificazione che interessa ormai il 30% delle superfici agricole mondiali e nazionali. Creando siccità ed alluvioni, 2  facce della stessa medaglia.

 

Dobbiamo ripristinare inoltre siepi, alberature, boschetti e canali di scolo sulla base delle foto aeree degli anni '50 del secolo scorso, frutto della saggezza ed esperienza contadina di secoli sui territori, in pochi decenni devastati dalla meccanica e dalla chimica, rimettendo a posto il dissesto idrogeologico; finanziare le coltivazioni di copertura dei terreni durante l'inverno ed estive, prima di seminare le coltivazioni principali (colture da sovesci) e le "cover crops" ed inerbimento nei frutteti, così come previsto dai regolamenti europei, in modo da aumentare l'humus e la biodiversità dei terreni, proteggendoli dalle piogge e dall'erosione, incrementando l'humus e la fertilità naturale, eliminando la chimica dai campi.

E Sostenere solo la zootecnia biologica, basata sul carico di animali per ettaro alimentabile con le risorse aziendali e comprensoriali.

Fornendo l'assistenza tecnica e la formazione Agroecologica agli agricoltori, dopo 70 anni abbandonati ancora ai venditori di Pesticidi e consorzi agrari delle associazioni sindacali...


Facciamo attenzione, la prossima alluvione potrebbe distruggere interi paesi… dalle fondamenta delle case…

8 anni fa, a seguito della precedente alluvione di Senigallia conseguenza di soli 30 mm di acqua, il 1 maggio 2014, con i terreni disseccati dal Glifosate lungo tutta la valle del Misa, portai il mio avvertimento con diversi articoli pubblicati ed interviste, un appello che rimase purtroppo  inascoltato. Ed oggi le Marche subiscono un'alluvione con effetti decuplicati, anche nel numero dei morti, purtroppo.

 

Mentre i cambiamenti climatici (causati in primis dall'agricoltura e dagli allevamenti industriali alimentati con ogm prodotti distruggendo le foreste primarie) scaricano sempre più acqua sulle terre. Acqua che avremmo dovuto fissare nei terreni insieme ai gas serra trasformandoli in sostanza organica attraverso la fotosintesi e l'equilibrio di microbi, alterato invece dalla chimica...

Un motivo in più per riconvertire tutta l'Italia al Biologico nel più belve tempo possibile, per aumentare al massimo la "resilienza dei territori… in primis aumentando l'humus delle terre, che oltre tutto significa qualità alimentare e salute.

Risparmieremmo almeno 30 miliardi all'anno di danni per il dissesto idrogeologico oltre alle spese per patologie cronico-degenerative e riproduttive con-causate dai pesticidi… stimabili in almeno altri 50 miliardi all'anno tra pubblico e privati.

Per riconvertire tutta l'italia all'agricoltura e zootecnia biologica bastano appena 15 miliardi, ben spesi…

… ovvero non più regalati alle industrie chimiche

Qualche anno fa, nel 2018, intitolai un mio articolo… "Ora o mai più"...

 

 

Che il glifosato sia cancerogeno lo ha stabilito lo IARC (OMS) - istituto di ricerca sul cancro di Lione; e la "probabilità" di prendersi il Linfoma non hodgkin (ovvero il cancro del glifosate) dipende dal bio-accumulo subito durante la vita individuale e dalla interazione con altre centinaia di pesticidi che ogni giorno assumiamo con una dieta non biologica; oltre che dalla resistenza dei singoli individui e dell'ambiente di fondo più o meno inquinato in cui vivono.

Un massacro progressivo a partire dai più deboli, insomma, mentre tutti ci indeboliamo...

In sostanza, un prodotto cancerogeno è sempre "probabile Cancerogeno. E si impone pertanto l'applicazione del principio di precauzione, alla base del trattato europeo e della costituzione italiana, attraverso il "divieto preventivo" (e non dopo 50 anni di irrorazioni e inquinamento i cui  danni sono ormai irreversibili).

 

Che il Glifosate sia cancerogeno è stato stabilito in primis dai tribunali USA, laddove i Giudici condannano la Bayer-Monsanto a risarcire le vittime del Linfoma non Hodgkin con 200 milioni di dollari (nel caso di morte i risarcimenti vanno ai parenti delle vittime).

Sono in corso oltre centomila cause contro Bayer Mnsanto, per circa 20.000 miliardi di risarcimenti… Ovvero, è in corso lo smantellamento dell'industria agro-chimico-farmaceutico-OGM (impastata in uno scandaloso conflitto di interessi a danno della salute planetaria, da ben 70 anni !!) attraverso il risarcimento delle vittime. Come Giustizia impone, in una seconda Norimberga, laddove le stesse multinazionali furono condannate per crimini (ed esperimenti) nazisti nei campi di sterminio.

 

Nulla vale, pertanto, il parere contrario dell'EFSA o di fantomatiche coalizioni pro-glifosate, che vorrebbero prorogare di altri 15 anni lo sterminio planetario della fotosintesi e della salute ambientale attraverso l'inutile ed anacronistico oltre che tossico Glifosate. In quanto è proprio in presenza di pareri scientifici discordanti che si applica il principio di precauzione, ovvero si impone la maggiore cautela verso l'uomo e l'ambiente tra i diversi pareri.

Pertanto, il glifosate è di fatto vietato da quando il Dr. Hardell in Svezia stabilì che è cancerogeno, tanto che in quel paese fu immediatamente vietato già da decenni.

 

NESSUN DISSECCANTE PUO' ESSERE USATO NELLA PRODUZIONE INTEGRATA, OBBIGATORIA DAL 2014

 

Inoltre, sulla base dell'obbligo di Produzione Agricola Integrata, vigente in tutto il territorio italiano dal 2014 (ai sensi del D. lgs.150/2012 sull'uso sostenibile dei pesticidi), oltre che su quello europeo, nei disciplinari di produzione agricola non è possibile prevedere uso di sostanze chimiche disseccanti totali, quali il glifosate o gli altri similari, in quanto l'erba si interra prima della semina o si taglia sotto i frutteti oliveti e vigneti, con effetti molto migliori, senza inquinare l'ambiente e distruggere la salute umana. Ovvero con mezzi meccanici, fisici, pirodiserbo e/o con infrarossi, che sono obbligatori e prioritari oltre che di per se sufficienti e senza impatto agro-climatico-ambientale e sanitario.

 

Inoltre sulla base dell'Art. 41 e degli art 32, 9, 44 della Costituzione Italiana, rafforzati di recente, non è possibile fare attività economica a danno della salute e dell'ambiente, anche per le generazioni future, ovvero con danni e bioaccumulo a lungo termine, com'è nel caso del Glifosate che ritroviamo in tutte le acque superficiali  profonde, fino negli oceani.

Lo stesso discorso vale ovviamente per tutti i pesticidi chimici sintetici, che nel tempo si accumulano in quanto la natura non li riconosce e non riesce a biodegradarli.

 

Insomma se qualcuno ancora usa o vende glifosate, prodotto tossico e inutile, dev'essere semplicemente arrestato, ovvero fermato falle forze dell'Ordine preposte.

Così come coloro che si sono permessi di inserire questa sostanza letale nei cosiddetti disciplinari di produzione integrata o agricoltura "conservativa"… così chiamata nello stile nazista dell'esatto contrario della verità ..."Conservativa dello status quo", appunto.

Addirittura finanziandone l'uso attraverso i miliardi di € disponibili dai pagamenti agro-climatico-ambientali europei, che dovrebbero essere destinati agli agricoltori che applicano tecniche biologiche alternative ai pesticidi. Illegalità che si somma allo sperpero incostituzionale dei miliardi della PAC ancor oggi impiegati per sostenere il reddito degli agricoltori chimici e allevatori industriali, che continuano a distruggere fertilità e salute ambientale, clima e biodiversità. fondi che da decenni dovrebbero essere destinati esclusivamente ai produttori biologici, nel rispetto dei principi costituzionali.

 

PER UN MAXI PROCESSO CONTRO I PESTICIDI

 

Mentre Rachel Carson e Giorgio Celli continuano a rivoltarsi nelle tombe, nei giorni di Falcone e Borsellino è quanto mai necessario avviare un maxi-processo contro i pesticidi, vero strumento di sterminio di massa, spesso nelle mani di vere e proprie mafie dell'ignoranza… che hanno prodotto molti più morti, miliardi di morti, a livello mondiale… altro che guerre e mafie!

Nel 1990, ai tempi del Referendum contro i pesticidi, avevamo 30,000 morti di cancro all'anno, oggi sono almeno 300.000, solo in Italia… vittime della "concausa tossiche aggravanti" dei residui chimici che negli alimenti non devono essere presenti, come stabilirono il 93% degli italiani. Mentre ancora oggi non si considera nemmeno la sommatoria dei diversi pesticidi presenti negli alimenti non biologici.

 

Siano i sindaci intanto, allora, a vietare i pesticidi chimici sui propri territori, nelle vesti di tutori della salute ambientale dei propri cittadini, ripristinando al legalità e usando i fondi europei a disposizione degli agricoltori biologici per aumentare il proprio reddito.

E' ora di dire Basta alla chimica anacronistica il cui bioaccumulo ha superato ogni livello di sopportazione biologica, umana, animale, addirittura nel mare… e se muore la fotosintesi non avremo più ossigeno per respirare.

 

Non lasciamoci suicidare da pesticidi e ogm (spesso resistenti ai pesticidi chimici), interrompiamo la tossicodipendenza dell'Agricoltura e risolviamo i conflitti di interesse guadagnando tutti di più ...con l'Agroecologia.

 

Giuseppe Altieri

 

 

Recensione all'articolo di Miguel Altieri, "Agroecology and planetari polycrisis".

 

Ringrazio Miguel Altieri Agroecologo, Prof. Emerito dell'Università di Berkeley, per l’ennesimo articolo di "speranza agroecologica", “Agroecology and planetary polychrysis”, di cui auspico la massima diffusione.

Dobbiamo indirizzarlo soprattutto alla Politica Nazionale ed Europea che da 30 anni finanzia programmi agro--climatico-ambientali per risolvere i problemi evidenziati nel 1990 dal Referendum italiano contro i residui di Pesticidi negli alimenti, ma che purtroppo nelle "interpretazioni regionali" non privilegiano le azioni agroecologiche territoriali né tantomeno l'agricoltura biologica e il benessere animale. Oltre a sperperare miliardi in una PAC anacronistica e "schizofrenica" per sostegni al reddito degli agricoltori, sic et simpliciter, ovvero per allevamenti industriali e agricoltura chimica, in contrasto alla politica agro-climatico-ambientale dell'Europa stessa ed ai principi costituzionali di orientamento sociale dell'attività economica (Art 41, 3 comma 2 Cost.), tutela della salute ambientale e della fertilità dei terreni per le generazioni future (Art. 32, 9, 44 Cost.), recentemente rafforzati a causa della crisi climatico-ambientale ed energetico-alimentare. Agroecologia e sovranità alimentare locale rappresentano l'unica via percorribile, a partire dalla tradizione italica, modello di Biodiversità per salvare l'intero Pianeta che oggi spreca il 30% delle produzioni agro-industriali nella distribuzione globalizzata e alleva animali in industrie disumane e "disanimali" che consumano alimenti come almeno 30 miliardi di esseri umani equivalenti, con un rendimento del 10% circa, ovvero, per alimentare 3 miliardi di obesi ed ammalati, devastando foreste, terreni, clima ed ambiente. Intanto, solo a titolo di esempio, la Regione Umbria nel 2022, per la prima volta dopo 28 anni di politiche agro-ambientali, non apre i bandi obbligatori e prioritari per compensare i mancati ricavi e maggiori costi delle aziende che si riconvertono al biologico o ne rinnovano gli impegni quinquennali.

In tal modo ostacolando illegittimamente l'obiettivo primario della PAC e delle politiche agro-cliamtico ambientali. Mentre, nel contempo, si continua a finanziare le prosecuzioni degli impegni in una falsa agricoltura integrata, in Italia divenuta "volontaria" (e senza gli obblighi prioritari d'impiego delle alternative agroecologiche ai pesticidi chimici), addirittura per sostenere lo status quo, ovvero l'uso di Pesticidi, Glifosate, OGM, medicinali, ecc. Incrementando l'avvelenamento delle acque e dei territori, malessere animale ed umano, danneggiando ulteriormente la fertilità umana e dei terreni per le generazioni future, incrementando il dissesto idrogeologico e i gas climalteranti. Dopo aver sperperato decenni di risorse in tal senso, come tutte le altre Regioni Italiane, alcune delle quali addirittura finanziano l'impiego del Glifosate prima di seminare il grano, prodotto vietato in quanto cancerogeno e incompatibile con gli obblighi di produzione integrata vigenti su tutto il territorio europeo dal 2014, come tutti i disseccanti totali, devastanti per la biodiversità, In quanto sostituibili con lavorazioni del terreno o taglio dell'erba. Le regioni la chiamano "Agricoltura Conservativa"… appunto, dello "Status quo".

Come facciamo a riconvertire all’agroecologia le aziende intensive che oggi usano la maggior parte dei pesticidi e mangimi ogm, in queste condizioni di "distrazione di risorse" per impegni fittizi senza contropartite climatico-ambientali e sanitarie e addirittura senza il sostegno europeo obbligatorio all'agricoltura biologica? Sperperando i miliardi delle misure di "benessere animale" per compare materassini di plastica alle vacche a alle bufale… mentre le nutriamo con mangimi a base di pesticidi e ogm, trasformando il fertile letame in liquame inquinante.

Quando ci decidiamo a chiudere gli allevamenti industriali finanziandone la riconversione biologica e al pascolo e interrompendo le politiche di sostegno al reddito a capo allevato o ettaro coltivato con pesticidi chimici e ogm? Applicando correttamente la Dieta Mediterranea, a prevalenza vegetariana possiamo vivere tutti più sani risparmiando il 30% di spese sanitarie per malattie cronico-degenerative. In Italia bastano 15 miliardi all'anno per al riconversione agroeco-biologica complessiva, risparmiandone almeno il doppio in Malattie. Al peggio ci sarà pure un limite... Intanto, Bruxelles ha bocciato il Piano Agricolo Nazionale Italiano e quello per l'Uso "sostenibile" dei Pesticidi. Siano i Sindaci, allora e intanto, nel loro ruolo di tutori della salute ambientale, ad imporre i "territori agroecologici" vietando l'uso di pesticidi chimici ed ogm, orientando in tal modo correttamente anche le politiche agricole. Partendo dai territori… con ordinanze che consentano agli agricoltori di ottenere anche un beneficio economico diretto, attraverso la maggiorazione del 30% prevista dai fondi europei per le azioni collettive agroecologiche, oltre alla compensazione dei mancati ricavi e maggiori costi, quale diritto obbligatorio e prioritario. Avevamo già tutto a disposizione dalla Politica con al P maiuscola, da trent'anni, per una riconversione agroecologica europea.

Ma i risultati dei recepimenti regionali e nazionali delle politiche agro[1]ambientali e di sviluppo rurale sono miseri e minuscoli, tra distrazioni di risorse (denunciate più volte dalla corte dei conti UE) ed "interpretazioni falsificanti". In sostanza, usando il denaro stanziato in gran parte per l'esatto contrario cui era destinato, finendo per sostenere l'industria agrochimica e la grande distribuzione, indebitando gli agricoltori industrializzati, che oggi rischiano il fallimento a causa della crisi energetico-climatico-ambientale. Dalla speranza alla disperazione il passo e breve… Oggi abbiamo bisogno in primis di Agroecologia Forense e rispetto dei Diritti per invertire il destino del Pianeta.

 

 

Continua la Strage delle Arance, degli ulivi e delle Bufale… salviamo l'Agricoltura Italiana con l'Agroecologia. 

 

La CIA si lamenta della crisi agricola, per i costi dei fertilizzanti chimici, pesticidi e mangimi… 

...mentre da 30 anni buttiamo miliardi di euro di fondi europei agro-ambientali (conquistati con un referendum nazionale contro i pesticidi negli alimenti) che potevano salvarci attraverso l'immediata riconversione al biologico, all'agroecologia e al vero benessere animale degli allevamenti biologici, o quanto meno nutriti in modo biologico e senza ogm.

Pagando tutti i mancati ricavi e i maggiori costi, più un 30% per i benefici ambientali… come previsto dalle norme europee a partire dal 1992.

Con 10 miliardi all'anno si riconverte tutta l'italia al biologico e si risparmiano 50 miliardi annuali di spese sanitarie pubbliche e private per malattie croniche e degenerative con-causate in modo aggravante da pesticidi, glifosate e fungicidi, diserbanti e ogm, ormoni e altre schifezze chimiche che spruzziamo sui nostri alimenti… (ovvero il 30% della spesa sanitaria, come dimostrato in Danimarca, da ormai 30 anni senza pesticidi). 

Invece, abbiamo regalato miliardi soprattutto a chi compra pesticidi, glifosate e ogm, attraverso fondi agro-ambientali destinati per la falsa agricoltura integrata e il falso benessere animale. 

E addirittura per sostenere il reddito di chi inquina, con almeno altrettanti miliardi di € del primo pilastro della Politica Agricola Europea (PAC)…

Per poi investire altrettanto per disinquinare, cosa di per se incostituzionale !!

Fondi, questi ultimi, che oltretutto son finiti illegittimamente per l'esatto contrario cui erano destinati… verso il falso benessere animale e la falsificazione delle misure agroclimatico-ambientali… o all'agricoltura integrata "volontaria", quando è obbligatoria dal 2014 su tutto il territorio europeo. O, peggio, all'agricoltura "conservativa" pugliese e non solo… a base di Glifosate in pre-semina… mentre gli Ulivi secolari del Salento pian piano si seccavano per la perdita dell'humus e della fertilità dei suoli, mentre il dissesto idrogeologico massacra l'italia con oltre 20 miliardi di danni all'anno, per mancato trattenimento idrico… che finisce in inondazioni e siccità (vedasi il lago maggiore e il Pò in Piemonte, oggi).

Uno scandalo senza fine... ed ora ne paghiamo il conto ! 

Faccio appello a CIA, Coldiretti e Confagricoltura e tutti i sindacati agricoli per il nuovo Piano Agricolo Nazionale (PAN), l'ultima speranza per l'agonia agricola italica. 

Tutti i fondi europei devono essere investiti in Agroecologia !!! 

Assicurando i raccolti biologici con le polizze agevolate.

E fornendo il necessario programma di assistenza tecnica e formazione territoriale e un arene distributiva etica che parta dal giusto prezzo agli agricoltori, i quali pagano il giusto salario ai lavoratori dipendenti.

L'Italia ha bisogno solo di Agroecologia Sinergico-Rigenerativa e rinascerà in poco tempo grazie alle immense risorse naturali e di biodiversità conservate dal 20% di agricoltura biologica e nei milioni di ettari oggi purtroppo abbandonati… prima che se li comprino gli stranieri… 

...per produrre Bufale di Mozzarella con latte in polvere cinese?

Fermiamo il falso Made in Italy…

Siamo a vostra disposizione… 

Con la modifica dell'Art.9 e 41 ...ce lo impone la Costituzione.

https://m.facebook.com/ciaagricoltoripuglia/photos/a.485937578248347/2152578648250890/?type=3&source=48

 

Giuseppe Altieri 

L'obiettivo del 25% in biologico è semplicemente ridicolo e nel 2022 non si può più sostenere il reddito di chi inquina con pesticidi e allevamenti industriali, mentre si spendono altrettanti soldi "Agroclimatico-ambientali" per cercar di ripararne i danni... e 7 volte tanto in spesa sanitaria per patologie cronico-degenerative derivate e dissesto idrogeologico.

Per non parlar della perdita di biodiversità e fertilità (umana e dei terreni strettamente collegate) e del caos conseguente.

 

No alle Politiche Agro-ambientali Schizofreniche. L'obiettivo del 25% in biologico è semplicemente ridicolo in Italia dove già il 20% dell'agricoltura è biologica e su almeno il 45% dei territori (montani e alto collinari) l'uso di pesticidi è irrisorio.

Occorre riconvertire tutta l'agricoltura industriale al biologico, integrando il sostegno al reddito con quelli del secondo pilastro PAC (Sviluppo Rurale), che paga misure agro-climatico-ambientali, per l'agricoltura biologica e per il benessere animale, assistenza e innovazione, conservazione della Biodiversità, ecc. Dando priorità ai giovani consumatori e al recupero agroecologico delle terre abbandonate, se vogliono ottenere risultati agro-climatico-ambientali apprezzabili e tutelare la salute e dei consumatori che non ottengono assumere pesticidi, medicinali e ogm, proteggendo il territorio dal dissesto idrogeologico.

In primis, condizionando il pagamento diretto agli agricoltori (sostegno al reddito) alla riconversione biologica delle produzioni. Non è più possibile sostenere l'inquinamento agro-zootecnico finanziando aziende a capo di bestiame o ad ettaro coltivato e poi spendere miliardi di euro in pagamenti agroambientali per ridurre, marginalmente e in forma volontaria da parte degli agricoltori, i problemi creati proprio sostenere allevamenti industriali e uso di pesticidi, in sostanza spendendo male e in modo incostituzionale i soldi delle nostre tasse.

Molto meglio è finanziare il reddito e far guadagnare di più coltivatori e allevatori biologici, finanziandone le tecniche agroecologiche più costose, attraverso i pagamenti

Foto Artecology ® di Giuseppe altieri

agroambientali dei mancati ricavi e maggiori costi, più un 30% per le azioni collettive di riconversione biologica territoriale, così come previsto dalle norme Europee conquistate nel 1992. Si sommano i pagamenti agroclimatico ambientali per impegni aggiuntivi "Agroecologici" a beneficio sociale e per il benessere animale, in un mercato che premi il made in Italy Biologico e l'Agroecologia.

E se qualcuno vuoi continuare a inquinare non può aver diritto al sostegno del reddito, per incompatibilità costituzionale, prevalendo la tutela della salute e dell'ambiente sull'attività economica.

Covid 19 docet, ...o no?

Ora o mai più… il tempo è scaduto da almeno 30 anni… dall'inizio della politica agroambientale europea, purtroppo sino ad oggi utilizzata per supportare lo status quo, attraverso una pseudo-agricoltura integrata, a base di pesticidi chimici 'eccezione) e uno pseudo-benessere animale, riservato per lo più alle aziende zootecniche industriali, senza nemmeno gli obblighi alimentari biologici e liberi da ogm per gli animali. Con produzione di maree di liquami che hanno massacrato la Padania e non solo... emettendo Metano, Ossidi di Azoto, Ammoniaca, Nitrati, CO2 devastanti per il clima e l'ambiente.

La tradizione Italica e Mediterranea naviga in acque tempestose, ma in ogni caso alla fine dell'Odissea si salverà…

…non è meglio far rotta diretta su Itaca?

Prima che gli interessi "stranieri" (e di chi stampa il denaro) abbattano l'ultima Bufala… per fare la Bufala di mozzarella con il latte in polvere cinese... Forse è meglio nutrirle del proprio territorio e non a mangimi ogm, certificando le mozzarelle biologiche. Per recuperare i sensi della Vita: questo i cittadini europei.

Link articolo

https://www.suoloesalute.it/piano-strategico-nazionale-corsa-contro-il-tempo/

Il documento che definisce le linee nazionali per la prossima Pac 2023-2027 deve essere consegnato a Bruxelles entro la fine dell'anno. Angelo Frascarelli, presidente di Ismea, descrive su Terra e Vita le scelte strategiche da compiere per una politica agricola che dovrà tra l'altro portare l'agricoltura biologica italiana al 25% di superficie

Corsa contro il tempo per la definizione del Piano strategico nazionale (Psn). Il ministero delle Politiche agricole è infatti chiamato, in poche settimane, entro il 31 dicembre 2021, a redigere il documento di indirizzo della politica agricola dei prossimi 6 anni. Il neopresidente di Ismea Angelo Frascarelli, in un intervento sul settimanale Terra e Vita descrive la frenesia con cui le istituzioni nazionali, le Regioni, le rappresentanze agricole e agroalimentari e gli agricoltori sono chiamati a questo appuntamento fondamentale per definire le linee nazionali di una politica agricola, lo ricordiamo, che dovrà realizzare anche l’obiettivo del 25% di superficie agricola biologica a livello nazionale.

Nove obiettivi da raggiungere

Il Psn (piano strategico nazionale) dovrà specificare come raggiungere i 9 obiettivi chiave definiti da Bruxelles per la futura Pac, vale a dire:

   garantire un reddito equo agli agricoltori;

   aumentare la competitività;

   riequilibrare la distribuzione del potere nella filiera alimentare;

   agire per contrastare i cambiamenti climatici;

   tutelare l’ambiente;

   salvaguardare il paesaggio e la biodiversità;

   sostenere il ricambio generazionale;

   sviluppare aree rurali dinamiche;

   proteggere la qualità dell’alimentazione e della salute.

Giuseppe Altieri

Dotazione e scelte da compiere

La dotazione a disposizione del nostro Paese è di circa 35,5 miliardi di euro dal 2023 al 2027 (7,1 mld di € annui).

Tra le scelte più importanti da compiere vi è quella di definire l’architettura del sostegno nei pagamenti diretti, che dovrà basarsi su: un sostegno di base che potrà assorbire dal 41 al 65% del budget (pari a 3,658 miliardi l’anno), un numero variabile di ecoschemi, tra cui quello per l’agricoltura biologica (che si spartiranno almeno il 25% delle risorse), il pagamento redistributivo con un minimo del 10% e almeno il 3% ai giovani agricoltori.

Decisioni importanti sono anche quelle relative al pagamento accoppiato, con una percentuale di sostegno che può al 13% (quasi sicura la destinazione di una percentuale rilevante di queste risorse alla zootecnia bovina da latte e da carne). Il Psn dovrà definire anche le Ocm (organizzazioni comuni di mercato), dove sono previsti interventi settoriali sui consumi ortofrutta, vitivinicolo, olio di oliva e apicoltura e forse anche zootecnia.

La decisione più difficile è però quella che riguarda la modalità di corresponsione degli aiuti del primo pilastro di sostegno al reddito: se rimane il sistema dei titoli, allora occorrerà applicare obbligatoriamente la presente rimandata convergenza interna che scontenterà tutti quei settori che beneficiano della quota maggiore di quei settori contributi.

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