L'informazione non è un optional, ma è una delle condizioni essenziali dell'esistenza dell'umanità. La lotta per la sopravvivenza, biologica e sociale, è una lotta per ottenere informazioni.

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Lorena Isabellon
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December 31, 2025

 

Secondo Lamberto Rimondini, ricercatore indipendente e autore di una serie di volumi dedicati alla storia geopolitica italiana, la sovranità del nostro Paese sarebbe, da oltre un secolo e mezzo, una costruzione formale più che una realtà sostanziale. Un’affermazione forte, che Rimondini ribadisce senza esitazioni nel corso di una lunga conversazione con Virgilio Violo, presidente dell’Associazione Free Lance International Press. Al centro dell’intervista c’è un’interpretazione radicale della storia italiana: dall’Unità d’Italia al secondo dopoguerra, fino all’attuale contesto europeo e globale. “L’Italia è al centro del Mediterraneo”, esordisce Rimondini, “e questa non è una suggestione romantica, ma un dato geopolitico oggettivo”. Il Mediterraneo, spiega, è sempre stato uno snodo strategico cruciale per i traffici commerciali e militari. In epoca romana non si parlava nemmeno di “Mediterraneo”, ma di Mare Nostrum, un bacino interno ad un Impero che ne controllava entrambe le sponde. Secondo Rimondini, questa centralità geografica rende l’Italia inevitabilmente un nodo di potere.

 Ed è proprio per questo che, nel corso dei secoli, sarebbe diventata l’oggetto di interessi esterni permanenti. “La geopolitica cambia raramente”, sottolinea, “perché dipende dalla geografia. O si muovono le zolle terrestri o si costruiscono infrastrutture in grado di cambiare i flussi globali”. Una di queste infrastrutture è il canale di Suez. La sua inaugurazione nel 1869, frutto, secondo Rimondini, di una potente cordata finanziaria anglo-francese, avrebbe modificato radicalmente gli equilibri mondiali. “Prima del canale”, spiega, “le navi dovevano circumnavigare l’Africa. Con Suez, tempi e costi si dimezzano. Il Mediterraneo diventa la chiave d’accesso all’Oriente”. È proprio in quegli anni che l’Italia è attraversata dal processo di unificazione. Un processo che Rimondini descrive come inizialmente animato da spinte patriottiche interne, ma presto intercettato e deviato.

“Se l’Italia si fosse unita davvero come Stato sovrano”, afferma, “sarebbe diventata una potenza politica, economica e militare nel cuore del Mediterraneo. Un problema enorme per chi voleva controllare quei traffici”. Secondo questa ricostruzione, l’unificazione italiana non sarebbe stata il risultato di un moto spontaneo e liberatorio, ma di un’operazione eterodiretta. “I vertici patriottici vengono eliminati”, sostiene Rimondini, “e al loro posto vengono imposti personaggi funzionali a interessi esterni”. Particolarmente dura è la sua lettura degli eventi nel Sud Italia. “Non fu un’epopea romantica”, dice, “ma una strage”. Il Regno delle Due Sicilie, all’epoca una realtà economicamente solida e industrialmente avanzata, avrebbe pagato un prezzo altissimo con repressioni, deportazioni e saccheggi. “Il Sud era un concorrente diretto di Londra e Parigi”, afferma, “aveva rapporti commerciali con la Russia e l’Impero Ottomano e riserve auree ingenti. Era un bottino troppo ghiotto”. Per Rimondini, la perdita di sovranità non si ferma al Risorgimento. L’Italia, sostiene, sarebbe stata trascinata nelle due guerre mondiali da dinamiche simili.

“L’assassinio di Umberto I, la Prima e la Seconda guerra mondiale, fino agli armistizi del 1943, sono tutti passaggi che conducono al trattato di pace del 10 febbraio del 1947”. Quel trattato, firmato a Parigi, viene definito senza mezzi termini “un’imposizione”. “Non è un vero trattato di pace”, afferma, “ma la certificazione della sconfitta totale dell’Italia”. Rimondini ricorda come alcune clausole, ancora oggi secretate, riguardino ambiti cruciali come la politica estera, la difesa, l’energia e la finanza. “Negli Stati Uniti il testo è desecretato”, aggiunge, “in Italia no. Questo dovrebbe far riflettere”. Secondo Rimondini, da quel momento l’Italia diventa di fatto un “dominio”.

Le decisioni strategiche sarebbero vincolate a interessi esterni, mentre una parte della classe dirigente nazionale agirebbe come catena di trasmissione. Nel ragionamento di Rimondini rientra anche un tema che solleva interrogativi delicati, quello delle onorificenze conferite da Stati stranieri a esponenti di primo piano della politica italiana. “Basterebbe fare un esercizio molto semplice”, osserva. “Andare a guardare quanti cittadini italiani, in particolare uomini delle istituzioni, abbiano ricevuto dalla Francia la Légion d’honneur”. Tra i nomi citati compare anche quello di Enrico Letta, già presidente del Consiglio. “È lecito chiedersi”, incalza Rimondini, “per quali meriti un capo di governo italiano riceva una delle massime onorificenze francesi. Che cosa avrebbe fatto, concretamente, per il popolo francese?”. Secondo Rimondini, la questione non è simbolica, ma politica. “Un’onorificenza non è mai neutra”, afferma. “Chi la riceve ha evidentemente lavorato in sintonia con gli interessi di chi la conferisce”. Lo stesso criterio, prosegue, varrebbe per il Regno Unito con i titoli nobiliari, le onorificenze britanniche e riconoscimenti ufficiali assegnati a cittadini italiani rappresenterebbero indizi utili per tracciare quella che Rimondini definisce una “mappa dei collaborazionisti”. Un quadro che, a suo dire, consentirebbe di individuare con maggiore chiarezza le reti di influenza esterna all’interno delle istituzioni nazionali. Da qui nascono due interrogativi centrali, che Rimondini pone senza mezzi termini, quale sia stato, e sia tuttora, il ruolo della massoneria nei processi decisionali italiani e quale responsabilità abbiano avuto i servizi segreti nazionali. “Se davvero l’Italia è stata eterodiretta per decenni”, conclude, “è inevitabile chiedersi dove fossero, o da che parte stessero, quegli apparati che avrebbero dovuto tutelare l’interesse nazionale”. In questo quadro si inseriscono anche eventi chiave della storia repubblicana. “Moro, Mattei e Olivetti”, elenca Rimondini, “sono figure che hanno tentato di restituire autonomia all’Italia. E sono morte”.

 Il caso Moro occupa un posto centrale nell’analisi. “Moro voleva sganciare l’Italia da una logica di blocchi”, spiega Rimondini. L’idea di un’asse Washington-Roma-Mosca, già teorizzata da Kennedy, avrebbe messo in discussione l’ordine stabilito. “Moro toccò tre nervi scoperti”, continua “con politica estera autonoma, l’energia a basso costo tramite accordi con Libia, Russia e Algeria, ed una maggiore indipendenza monetaria”. “Violò i pilastri della sovranità limitata”. Per Rimondini, questo lo rese incompatibile con il sistema. Anche il 25 aprile viene riletto criticamente. “Non è il giorno della liberazione”, afferma Rimondini. “La guerra in Italia finisce il 2 maggio 1945. Il 25 aprile coincide con un discorso di Truman alle Nazioni Unite in cui si sancisce che l’Italia deve sottostare ai gruppi finanziari che hanno finanziato la guerra”.

Una lettura provocatoria, che mette in discussione uno dei pilastri simbolici della Repubblica. Secondo Rimondini, il sistema di potere che ha dominato il mondo per decenni avrebbe però iniziato a incrinarsi. “Il mondo è stato monopolare tra il 1991 e il 2007”, spiega, “poi qualcosa si è rotto”. Il discorso di Putin a Monaco e la progressiva affermazione di un ordine multipolare segnerebbero l’inizio di una nuova fase.

In questo contesto, l’Unione Europea apparirebbe come uno degli ultimi recinti di quel vecchio sistema. “Questa UE è destinata a implodere”, afferma Rimondini, “non l’idea di Europa, ma questa struttura”. Rimondini intravede per l’Italia un possibile ritorno a un ruolo di mediazione internazionale, coerente con la sua storia e posizione geografica. “È il ruolo che avevano in mente Moro e Mattei”, dice, “ed è quello che oggi torna ad avere senso”, ma il nodo resta politico. “Il problema non è solo il presidente del Consiglio”, conclude, “ma i ministri e gli apparati. Se rispondono a interessi esterni, ogni tentativo di cambiamento viene bloccato”.

 L’intervista si chiude con una battuta amara, ma eloquente: “In Italia”, dice Rimondini, “ci sono ancora troppi signori, e signorini, che continuano a inchinarsi alla corona”. Un’affermazione che, al di là delle condivisioni o delle critiche, riassume bene il cuore del suo messaggio, cioè che senza una rilettura critica della propria storia, sostiene Rimondini, l’Italia difficilmente potrà recuperare una sovranità che, a suo dire, non ha mai davvero posseduto.

 

 

                                                            https://www.lambertorimondini.it/

December 21, 2025

Ci sono biografie che permettono di esaminare le decisioni chiave, le visioni lungimiranti e le strategie innovative che hanno portato alla creazione di imperi commerciali: uno spaccato della società, in cui si riflette nel bene e nel male,  negli slanci e nelle passioni, negli amori e negli errori, il carattere del nostro tempo.  Le storie degli imprenditori italiani di successo raccontate da Tommaso Hebhardt  offrono esempi concreti di come la passione, la determinazione e la resilienza possano portare al superamento delle sfide e al raggiungimento di grandi risultati così come descritto nel compendio  nella quarta di copertina del libro PRADA – Una storia di famiglia - Da piccolo negozio nel salotto di Milano a brand globale da miliardi di euro quotato alla Borsa di Hong Kong. Prada sfida le convenzioni del lusso, sovverte le regole del fashion. Tra moda industria, arte e Coppa America: una storia di famiglia”. Oltre agli aspetti finanziari e strategici,  lo scrittore Hebhardt  esplora  la personalità: i valori, le paure, le ossessioni e gli interessi personali che hanno plasmato il  percorso di  Miuccia Prada e Patrizio Bertelli. Nella cronistoria l'autore utilizza gli appellativi "Lei" e "Lui" per riferirsi a questa coppia che ha trasformato il marchio Prada in un colosso globale della moda, unendo la visione creativa  e l’ approccio intellettual-femminista di "Lei"  (nipote del fondatore) e il genio imprenditoriale strategico di "Lui", che ha internazionalizzato e costruito l'azienda, lanciando anche progetti culturali come la Fondazione Prada nota per le sue ̀esposizioni audaci e concettuali: unione tra moda, industria, arte e il team di vela Luna Rossa. Patrizio Bertelli a capo del team, noto per il suo carattere irruente e impulsivo, confessa di aver imparato la pazienza  grazie alle sfide e alle dinamiche intrinseche del far parte di una squadra di alto livello come quella di Coppa America, con i suoi immancabili alti e bassi.  Il mecenatismo della famiglia PRADA va oltre il semplice sostegno con una visione che unisce responsabilità sociale e sperimentazione. Dal libro: (…) Negli ultimi tempi si sono anche impegnati a usare parte delle loro fortune per proteggere pezzi di patrimonio culturale e paesaggistico, spiagge come ristoranti, masserie e edicole (…). Il lettore piuttosto che concentrarsi sul risultato finale (la ricchezza, la fama), pagina dopo pagina,  può imparare dai processi decisionali, dall'etica del lavoro, dalla resilienza e dalle strategie adottate dalla famiglia PRADA che Hebhardt ricostruisce con lo scrupolo del reporter e la partecipazione dello scrittore. Dai grandi scrittori ci aspettiamo che raccontino la complessità del mondo Tommaso Hebhardt è totalmente all’altezza di tali aspettative.

 

Tommaso Hebhardt (Treviso 1975) è a capo della redazione di Bloomberg News di Milano. Per la sua testata ha seguito alcune delle più importanti operazioni societarie a livello mondiale. Le sue biografie su Sergio Marchionne e Leonardo Del Vecchio, pubblicate da Sperling & Kupfer, sono diventate dei bestseller. Si ostina a giocare a rugby in mischia e a suonare l’ukulele con i suoi due figli. È sposato con Anna, che disegna illustrazioni per l’infanzia.

 

PRADA -  Una storia di famiglia
Tommaso Hebhardt
Edizioni Sperling  & Kupfer
Pagine 302

 

December 17, 2025

 Lo scorso 25 novembre, giornata Internazionale contro la Violenza alle Donne, la cantautrice e poetessa Gisela Josefina López ha scelto di donare alla

  Gisela Josefina Lòpez

comunità di Morlupo una parte profonda e fragile della sua vita, presentando il suo libro “Sono stata Violentata”. Il racconto è stato breve, ma essenziale nella forma e potente nel contenuto, dove il dolore si è trasformato in un atto di amore, consapevolezza e rinascita.

L’iniziativa promossa con grande sensibilità dal Comune di Morlupo dalla Vicesindaco Maria Rita Marchetti. ha visto un pubblico attento e partecipe.

Con “Sono stata Violentata”, Gisela Josefina López non ha presentato solo un libro: ha offerto un ponte tra dolore e speranza, tra intimità e comunità, tra fragilità e libertà. Il testo esprime verità importanti che l’artista trasmette a tutte le donne che hanno vissuto tali violenze e che spesso non hanno la forza di manifestarsi. La voce di Gisela Josefina López è una ferita che diventa luce ed un è atto artistico che attraversa il dolore e si trasforma in consapevolezza e solidarietà.

Nel suo intervento, Gisela Josefina López ha rivolto un pensiero alle donne che ancora vivono nel silenzio: “Non siete sole. Parlare è difficile, ma è il primo passo verso il ritorno alla vita”. L’interpretazione di Gisela ha commosso il pubblico, non solo per la forza del tema affrontato, ma per la delicatezza con cui ha saputo raccontarsi.

La presentazione non è stata soltanto un incontro letterario, ma un evento artistico completo che unisce tre componenti, teatro, musica e poesia che riescono a fondersi grazie al talento di Gisela e alla raffinata sensibilità del Maestro Giovanni Caruso.

A fine serata abbiamo incontrato Gisela, che ha inteso rilasciare le seguenti dichiarazioni:

 Il pubblico di Morlupo è rimasto colpito dalla tua performance teatrale e canora dove si percepisce una forte empatia tra te e il pubblico. Cosa ci puoi dire a riguardo?

Sono grato al Comune di Morlupo per l’accoglienza. Un ringraziamento particolare va al Sindaco Ettore Iacomussi, al Vicesindaco Maria Rita Marchetti e alla Consigliera Vincenza Quattrocchi, che hanno sostenuto e valorizzato questa importante iniziativa culturale.

Una menzione particolare va al Circolo dei Lettori con il Presidente Alessandro Paribelli e Liliana Timoteo, oltre all’associazione Botella d’Arte di Marianna Mariotti.

Il ringraziamento è anche nei tuoi confronti Rino Sortino, per la tua presenza e la nostra amicizia, perché riesci a compiere dei gesti che porto nel cuore.

 

 

December 16, 2025

Un esempio di coerenza e integrità e,  un incredibile capacità di raccontare il mondo della musica. Dialoghi e testi brevi, capacità di cogliere il dettaglio per ricreare una situazione poetica-musicale; forte intuito: questi gli ingredienti dello  songwriting alla maniera di Giulio Rapetti Mogol. Uno spirito libero che per la libertà di scrivere non accetta compromessi.  E il suo modo di lavorare ha fatto scuola a molti,  grazie ad una capacità personalissima di entrare nella poetica musicale, sviluppando ciò che Mogol stesso chiama l’automatismo,  lasciando spazio alle storie della gente e, trovando sempre il risvolto inedito di qualunque esecuzione.  All’attivo si contano più di duemila canzoni e 523 milioni di dischi venduti in tutto il mondo.  Dal libro: (…) Il talento è in tutti. La disponibilità ad applicarsi, invece, sembra distribuita in modo meno equo. Ma siamo noi stessi, senza accorgercene,  a porci dei limiti, a desistere prima ancora di cominciare. Sono convinto che ciò che in genere si definisce pigrizia in realtà non sia altro che paura.  La paura di fallire. Mi ritengo un miracolato, non perché abbia ricevuto un talento speciale, ma perché mi è stata data la possibilità di liberarmi dalla paura. Una delle prime volte in cui ho preso coscienza delle potenzialità dell’automatismo è stato quando ho scritto “Una lacrima sul viso” (...).

La prima e unica autobiografia di un mito della musica MOGOL – Senza paura – La mia vita non ha solo il merito di tracciare un ritratto musicale del nostro Paese ma, soprattutto, quello di aiutarci a capirlo. Nel libro saltano fuori anche gli interessi di Mogol per la medicina, la scienza, l’ecologia, l’antropologia. Mogol si trasferisce da Milano  alla Cascina La Poncia.  Qui comincia a  frequentare un centro ippico. Nella parte iconografica è stata selezionata anche una foto che ritrae Lucio Battisti e Mogol durante la cavalcata Milano–Roma  del 1970. Tra le pagine, Mogol, dotato di acuta sensibilità umanistica, spiega i suoi concetti di fratellanza universale e scrive dei legami che uniscono le persone. Nel libro pubblica uno stralcio significativo di una sua lettera inviata  a  Big una delle  più importanti riviste musicali del tempo a proposito di fratellanza, amicizia, ecologia e ambiente:  queste erano e sono ancora oggi le tematiche che persegue promuovendo stili di vita sostenibili e la coesione sociale. Sulla base di questi presupposti nel  1992 Mogol fonda in Umbria  il CET Centro Europeo di Toscolano,  una prestigiosa scuola di perfezionamento musicale che forma autori, compositori e interpreti della musica pop italiana.  Interessante e inaspettato il suo pensiero e le sue esperienze sulla dimensione spirituale e trascendente. Dal libro (...) Giulio guarda! Non potevo credere a miei occhi. Alla nostra destra c’era l’arcobaleno più stupefacente che avessi mai visto. Era ampio almeno duecento metri, con colori di uno splendore indescrivibile. Non sembrava un arco ma un’immensa parete colorata.(…) L’arcobaleno più intenso cominciò a muoversi verso di noi (…) Non era vero che un arcobaleno non può “toccare” qualcuno. Lo aveva appena fatto (…). Mogol rivedrà ancora uno straordinario arcobaleno  nel 2014 dalla forma sferica che lui interpreta convinto come un ponte tra il mondo terreno e quello spirituale. Quello con l’anima di Lucio Battisti.

Mogol con questa autobiografia Senza paura – La mia vita  - si rivolge ai giovani,  ma non solo,  perché il futuro è di tutti e,  in questo libro  invita  a non abbandonarsi al cinismo e a riprogrammare noi stessi, esorta a ripensare al domani sulla scorta del talento,  della tenacia e del tempismo senza paura. Un libro emozionante per il mondo che non si rassegna. Per far ripartire noi stessi e anche il mondo della poetica musicale italiana dobbiamo imparare a pensare in avanti senza paura. Non è un lusso, è una necessità.

 

 

Mogol è nato a Milano nel 1936 ed unanimemente considerato il più grande autore di testi di canzoni italiane. La sua opera ha contribuito a trasformare la cultura popolare italiana degli ultimi sessanta anni. Ha scritto i testi di molti successi della musica leggera, collaborando, tra gli altri, con Lucio Battisti, Mina, Renato Zero, Adriano Celentano, Mango, la PFM, Gianni Morandi, Eros Ramazzotti. È noto anche per aver dato vita alla Nazionale Italiana Cantanti. Da più di trent’anni vive in Umbria, dove nel 1992 ha fondato il Centro Europeo di Toscolano, un’associazione no-profit che funge da scuola per autori, musicisti e cantanti.

 

MOGOL – Senza paura – La mia vita
Editore Salani
Pagine 220

December 10, 2025

 Immutata resta la convinzione di fondo:  la scienza non è affatto una disciplina arida,  ma incarna una passione creativa simile a quella artistica. Se non che, dovendo indagare la realtà  e non la fantasia,  necessita  di esperimenti, regole, analisi dei dati e così il metodo scientifico  ha posto binari rigorosi alla curiosità umana. Il volume L’AVVENTURA DELLA SCIENZA MODERNA  - I protagonisti, le loro scoperte, le loro vite spesso straordinarie di John Gribbin ci conquista proprio per questo: mette in primo piano, al di là delle scoperte, il modo di pensare di chi ne è stato l’autore, la meraviglia che da sempre sta alla base della ricerca scientifica. I protagonisti delle sue pagine non sono distaccati studiosi con il camice bianco, ma persone profondamente innamorate dell’universo e non solo  e animate da un caparbio desiderio di comprenderne il funzionamento. E in particolare di trovare risposta a diversi interrogativi intorno ai quali John Gribbin organizza la trattazione sempre agile e avvincente. Quesiti apparentemente semplici, risposte complesse, personaggi entusiasti la cui inguaribile curiosità ha reso possibile il progresso.  In questo saggio il celebre divulgatore scientifico John Gribbin  conduce il lettore anche in un viaggio attraverso i modelli cosmologici che si sono susseguiti nel corso del tempo, da quello geocentrico di Aristotele al sistema eliocentrico elaborato dai grandi inventori dell’astronomia scientifica, come Copernico, Keplero, Galileo. In seguito man mano che le conoscenze progrediscono, le cose si complicano: Newton ci fa capire le leggi della gravità che regolano le orbite, Thomas Wright lancia lo sguardo oltre il Sistema Solare  e vede miriadi di galassie mentre Wallace indaga le condizioni necessarie alla formazione della vita e Kelvin studia il passato e il futuro dell’universo. Fino a quando la mente geniale di un’ icona del Novecento Albert Einstein, lo scienziato più famoso di tutti i tempi, non mostra come descrivere non uno, ma molteplici universi possibili, raccontarne le vicende e prevederne le sorti. L’AVVENTURA DELLA SCIENZA MODERNA  - I protagonisti, le loro scoperte, le loro vite spesso straordinarie. di John Gribbin riporta a nuova luce vita e intuizioni degli eroi testardi che hanno cambiato il nostro modo di vivere e pensare. Tanto per citarne alcuni tra gli uomini del Rinascimento Leonard Digges e il telescopio; tra gli ultimi mistici Tycho Brahe e la posizione delle stelle. Quando la Scienza si dà delle basi tra le pagine troviamo René Descartes e le coordinate cartesiane; Pierre Gassendi studia molecole e atomi;  con Christian Huygens le ricerche di ottica e la teoria ondulatoria della luce; Robert Boyle studia la pressione dei gas e affronta l’alchimia con il metodo scientifico. Con la scienza dell’Illuminismo troviamo Joseph Black e la scoperta dell’anidride carbonica e con Laurent Lavoisier  lo studio dell’aria  e cosi via fino ai temi moderni.  Molteplici sono le suggestioni che prendono vita tra le pagine di quest’opera unitamente anche a testi scientificamente rigorosi redatti in un  linguaggio alla portata di ogni lettore. Una celebrazione che omaggia la bellezza della scienza, insieme alla dedizione coraggiosa di coloro che si sono lanciati alla sua divulgazione. Dal libro L’AVVENTURA DELLA SCIENZA MODERNA  - I protagonisti, le loro scoperte, le loro vite spesso straordinarie di John Gribbin _(…) Quattro secoli e mezzo dopo la pubblicazione del De revolutionibus siamo nella situazione del bimbetto che ha appena imparato del regole del gioco degli scacchi. Stiamo appena cominciando a fare i nostri primi tentativi di giocare, con sviluppi come l’ingegneria genetica e l’intelligenza artificiale. Chissà che cosa potrebbero portare i prossimi cinque secoli, per non parlare dei prossimi cinque millenni (…).

 

John Gribbin, tra i più noti divulgatori scientifici, ha un dottorato in astrofisica e dal 1993 è visiting fellow in astronomia presso l’Università del Sussex. Ha collaborato alle riviste «Nature» e «New Scientist» e ai quotidiani «The Times» e «The Indipendent». È autore di oltre un centinaio di libri tra cui le biografie di Stephen Hawking, Charles Darwin, Richard Feynman e James Lovelock, alcuni in collaborazione con la moglie Mary.

 

L’AVVENTURA DELLA SCIENZA MODERNA  - I protagonisti, le loro scoperte, le loro vite spesso straordinarie
John Gribbin
Editore Longanesi
Pagine 655

 

December 06, 2025

Un uomo discutibile  e sublime filosofo  Caio Giulio Cesare  torna a rivivere  in un intrigante saggio. La vita  di un grande intellettuale e politico  dell’antichità raccontata con  una scrittura elegante e raffinata da  Colleen McCullough . Titolo originale dell’opera CAESAR.

Rileggere il quinto volume della saga di Roma antica che racconta gli ultimi decenni della Repubblica Romana e la transizione verso l'Impero : "CESARE -  Il genio e la passione" di Colleen McCullough  permette ai lettori di intraprendere  un viaggio entusiasmante a ritroso nei secoli e fornisce una prospettiva storica che ancora oggi risuona nelle vicende politiche e sociali, svelando come le Historia docet siano sempre attuali per interpretare il presente.  La studiosa  Colleen McCullough segue la parabola della civiltà romana nel cuore stesso dell’Impero, nella Roma caput mundi qui indagata nei suoi molteplici aspetti attraverso la figura di Cesare, gesta, passioni, emozioni di questo geniale, affascinante  ed enigmatico  eroe, uno dei più grandi della storia. Questo romanzo storico è perfettamente documentato ed estremamente coinvolgente: un libro magnifico che possiede tutti gli ingredienti di un grande giallo con la differenza che quello che vi è narrato è vero e ci viene raccontato da una grande storica. E tappa dopo tappa, scoprendo il “dietro le quinte” dell’Impero, questo romanzo svela  di quanto il mondo dei romani, la prima grande globalizzazione della storia, fosse in fondo molto simile al nostro. Prende così forma, attraverso la penna di Colleen McCullough,  anche il ritratto di Cicerone che smentisce molti luoghi comuni: Cicerone non fu un retrogrado  tradizionalista, ma un intellettuale pienamente inserito nei dibattiti culturali del proprio tempo; non agì da ambiguo “politicante” ma come moderatore alla continua ricerca delle vie tortuose, spesso contraddittorie, della composizione, del compromesso e della mediazione politica. Le lotte di potere, le ambizioni, i tradimenti e le dinamiche sociali descritte nel libro trovano paralleli nelle complessità del mondo contemporaneo. Per Cicerone, il susseguirsi di  eventi impossibili da governare e tensioni logoranti segnarono il declino delle sue ambizioni, ma le sue parole e le sue gesta, - descritte nel racconto di Colleen McCullough - resteranno nei secoli un imprescindibile punto di riferimento culturale, ideale e etico. Il romanzo CESARE  - IL GENIO E LA PASSIONE di Colleen McCullough propone un'analisi dettagliata della vita quotidiana, delle strategie politiche e della psicologia: interessante per  capire come una figura storica così influente fosse allo stesso tempo un uomo con le sue debolezze vivido dei personaggi e delle dinamiche dell'epoca. Colleen McCullough esplora le sue relazioni personali, le passioni, le alleanze politiche e la sua complessa relazione con il popolo romano, che lo amava, e con l'aristocrazia senatoriale, che lo temeva. Il racconto termina  con la guerra civile, lo scontro con Pompeo (6 aprile  49 a.C. - 29 settembre 48 a.C.). Il romanzo storico "CESARE - Il genio e la passione"  è uno splendido affresco sorretto  da un’impeccabile documentazione storica condotta con  l’abilità consumata di  Colleen McCullough . Un libro appassionante con cui vale la pena confrontarsi  per approfondire la conoscenza delle radici della cultura europea.

Colleen McCullough (1937-2015) è stata un'acclamata autrice australiana, nota per il successo planetario di "Uccelli di rovo", Scrisse altre opere di successo, tra cui la monumentale saga storica sulla Roma tardo-repubblicana e imperiale, che le valse una laurea ad honorem in Lettere. Nota anche come talentuosa neurologa e ricercatrice insegnò alla Yale Medical School prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura.

 

CESARE IL GENIO E LA PASSIONE
Colleen McCullough 

Rcs Libri 1998
Pagine 555

November 28, 2025

Un messaggio importante ci giunge dagli attori del libro GENI INCOMPRESI  del compianto filosofo Ermanno Gallo, opera aperta sulla sconfitta e le conquiste del genio umano. Un affascinante itinerario culturale, un’analisi comparativa, una selezione di precursori lungimiranti. La quarta di copertina è emblematica e invita a continuare a indagare. Il genio è sempre stato accomunato al diverso, e per questo emarginato, irriso, spesso sospettato di commerci diabolici, prendiamo ad esempio, il medico Gaspare Tagliacozzo che fu il geniale precursore della chirurgia ricostruttiva. Nel 1597 realizzò il primo impianto di pelle su un paziente dal naso sfregiato, utilizzando una striscia di epidermide dall'avambraccio. La Chiesa, però, gridò all'eresia. Si racconta che nel Seicento Cartesio abbia costruito uno dei primi androidi, una figlia artificiale in grado di pronunciare poche parole. Ma l'invenzione "puzzava di zolfo", e fu distrutta.  Molti hanno pagato la propria sete di verità con la repressione, il carcere, la rovina. Altri hanno visto plagiato il proprio talento anticipatore, come accadde a Laszlo Biro. La penna a sfera venne brevettata dall'ungherese Biro nel 1943, ma fu il barone francese Bich a produrla con il proprio nome divenendo ricchissimo.  Biro, invece, morì in miseria. Solo il successo ha evitato ad alcuni di diventare semplicemente dei casi umani, buoni al più per la pratica psichiatrica.  Poche invenzioni sono legate in modo tanto inscindibile al nome di una persona. Non è successo per l’aereo dei fratelli Wright, per la lampadina di Edison, per il cinema e l’automobile. La radio, invece, è un tutt’uno con Guglielmo Marconi. E se alcuni hanno cercato di contendergliene il merito (dallo statunitense Nikolas Telsa al tedesco Carl Ferdinand Braun), solo lui,  autodidatta, figlio di madre irlandese e padre bolognese, ha visto prima di ogni altro, a soli vent’anni, il traguardo a cui si doveva mirare: l’uso delle onde elettromagnetiche per proiettare nello spazio messaggi intelligibili.  E solo lui ha avuto la lucidità e la tenacia di trasformare quest’idea in un prodotto commerciale, fondando nel 1897 una società (una startup come diremmo oggi) protagonista di un mercato in piena espansione. “Possiede più impresa che conoscenza” disse di lui Telsa, credendo di sminuirlo. Quando invece è proprio l’istinto del business e la preoccupazione quasi ossessiva di tutelare le proprie invenzioni, uniti ad uno spirito innovatore e a un’innata curiosità, a fare di lui un antesignano non solo della tecnologia “senza fili” del Ventesimo secolo, ma anche di personalità come  Bill Gates e Steve Jobs. Tra geniali intuizioni e battute d’arresto Guglielmo Marconi ricevette  il Nobel per la fisica nel  1909. Un genio sfaccettato che nel cuore della Belle Epoque  inventò il mondo in cui viviamo. Se oggi abbiamo cellulari, tablet e wi-fi, lo dobbiamo a lui, l’uomo che alla fine dell’Ottocento ha inventato il Terzo millennio. Il saggio GENI INCOMPRESI di Ermanno Gallo  è un itinerario condotto  con la passione di un cronista di razza. Dal libro:  (…) Di fronte alle opposte fazioni, fanatismo e luddismo, tecnofilia e tecnofobia, il futurologo Bill Joy, amplifica voci sepolte e volontà di geni creatori scomparsi, perseguitati e incompresi: “Occorre, da parte di tutti, una disposizione d’animo lontana tanto dal timore quanto dall’idolatria della tecnologia (…).

 

Ermanno Gallo Saggista e narratore, divideva le sue giornate tra Torino e Parigi. Ha insegnato storia in Italia e in Francia e curato articoli e inchieste per “Le Scienze” e “Sapere”. Tra le sue pubblicazioni, ricordiamo: Spaccanapoli (Einaudi), Bit (Mondadori) e Maghi, sciamani e stregoni (Piemme).

 

GENI INCOMPRESI  Eccentrici, perseguitati, plagiati, sfortunati, derisi, vilipesi …
Ermanno Gallo
Piemme Editore
Pagine 350

 

November 21, 2025

 

Occorrevano il talento e la sensibilità dello storico dell’arte moderna e contemporanea Flavio Caroli, noto nell’armonizzare erudizione e vivacità narrativa, per reggere le fila di questo straordinario diario che ripercorre il mistero di una vita straordinaria. COME IN UNO SPECCHIO di Flavio Caroli è quasi una sceneggiatura di un film, un viaggio alla scoperta dell’affascinante figura della giovane donna  cremonese, Sofonisba Anguissola, la prima pittrice professionale  della storia dell’arte italiana e non solo che ha vissuto fra il periodo del Rinascimento e il secolo del Barocco. Epoche di grande splendore artistico e culturale. Sofonisba esegue, in modo encomiabile,  molti ritratti su commissione coadiuvata dalla sorella Lucia altrettanto talentuosa nella pittura, come sostiene il Vasari parlandone con Michelangelo  e, affermando che Lucia, ha un livello di talento e abilità pari a quello di sua sorella.  Sofonisba spiccherà il volo mentre Lucia resterà nell’ombra. Michelangelo nutriva una grande stima artistica e intellettuale per Sofonisba, la loro conoscenza nasce grazie ad un semplice  disegno di questa giovane pittrice cremonese datato 1554, che mostra il fratello Asdrubale morso da un granchio, ad attirare  l’attenzione di Michelangelo su questo  ritratto eccezionale non è solo la capacità della giovane artista nel riprodurre i tratti fisici, ma anche la sua abilità nel trasmettere la personalità e l'anima del soggetto.  Dal diario (…)  Oggi è arrivata una lettera, caro diario, indovina di chi?  Di Michelangelo. Proprio di Michelangelo Buonarroti. Quel mitico gigante mostra un apprezzamento evidentemente eccezionale per il mio disegno nel quale ho rappresentato, con divertimento, un fanciullo morso da un granchio. Il mio intento era evidente: mostrare il dolore fisico nelle fattezze di un volto, rappresentare cioè quelli che Leonardo ha definito “i moti dell’animo”(…).  Questo disegno  è considerato  la fonte d'ispirazione per il dipinto di Caravaggio, "Ragazzo morso da un ramarro”. Il successo internazionale  di Sofonisba Anguissola  non ha eguali e la conduce nel 1559, come prima tappa del suo percorso professionale,  alla corte di Madrid. Due amori sono presenti nel corso della sua vita. Il secondo matrimonio in cui lui, Orazio Lomellini, che ha ventitre  anni meno di lei, si rivelerà come l’unica vera grande storia d’amore. Dal diario: (…) La verità, adesso devo dirlo, è che sono innamorata. Ho quarantasette anni. Per la prima volta sono innamorata. E’ una parola di cui non conoscevo il significato. La mia anima vuole solo lui. Il mio corpo prova sensazioni indescrivibili. Non sapevo nulla di tutto ciò. Ho capito che l’amore è una questione di buchi nell’anima. Tutti noi abbiamo dei buchi nell’anima. Ogni tanto arriva qualcuno che riempie, o compensa, quei buchi nell’anima (…). Sofonisba Anguissola ebbe una vita molto lunga. La sua longevità è eccezionale per l'epoca in cui ha vissuto ed è stata una delle prime artiste italiane a raggiungere la fama europea.  All’età di novantasei anni fu ritratta da Antoon van Dyck un celebre giovane, frizzantino, pittore fiammingo. Fu allievo di Peter Paul Rubens e divenne il primo pittore di corte in Inghilterra sotto Carlo I Stuart. Con il racconto COME IN UNO SPECCHIO Il diario segreto di Sofonisba Anguissola il professore Flavio Caroli ci porta una storia  forte e commovente, sostenuta da una scrittura affascinante al contempo realistica e poetica. Uno dei libri più importanti della narrativa italiana di quest’anno.

 

Flavio Caroli

Storico dell’arte e critico d’arte italiano (n. Ravenna 1945). Laureatosi in Lettere moderne (1968) e specializzatosi in Storia dell’arte (1972) presso l’Università di Bologna, qui ha intrapreso la carriera accademica, svolgendo successivamente attività di docenza nelle università di Salerno (1990-93) e Firenze (1993-94). Responsabile scientifico delle attività espositive di Palazzo Reale a Milano (1997-2004), ordinario di Storia dell’arte moderna presso il Politecnico di Milano dal 1995, tra i temi preferenziali dei suoi studi vi è l’analisi dei modelli introspettivi ravvisabili nella produzione artistica del mondo occidentale, sui quali ha condotto approfondite comparazioni con tradizioni figurative extraeuropee; C. ha inoltre condotto studi sull’arte del Cinquecento e sulla fisiognomica. Tra le sue pubblicazioni occorre citare: Lorenzo Lotto e la nascita della psicologia moderna (1975); Europa, America. L’astrazione determinata (1976); Primitivismo e cubismo (1977); La politica dell’arte (1979);  I capolavori parlano. Cinque secoli di pittura moderna (1982); La pittura contemporanea dal Romanticismo alla Pop Art (1987); Tiziano (1990); Leonardo, studi di fisiognomica (1991); Storia della fisiognomica. Arte e psicologia da Leonardo a Freud (1995); L’anima e il volto. Ritratto e fisiognomica da Leonardo a Bacon (1998); La storia dell’arte raccontata da Flavio Caroli (2001); Le tre vie della pittura (2004); Arte d’Oriente, Arte d’Occidente, 2006; Tutti i volti dell’arte (2007); Il Volto di Gesù (2008); Il volto dell'Occidente: i venti capolavori che hanno fatto l'immagine della nostra civiltà (2012); Anime e volti: l'arte dalla psicologia alla psicoanalisi (2014); Con gli occhi dei maestri (2015); Il museo dei capricci. 200 quadri da rubare (2016); L'arte italiana in quindici weekend e mezzo (2018); Elogio della modernità (2019); La grande corsa dell'arte europea (2020); I sette pilastri dell'arte di oggi (2021). C. è inoltre autore dei romanzi Mayerling, amore mio (1983), Trentasette, il mistero del genio adolescente (1996), Voyeur. I segreti di uno sguardo (2014) e del memoir Storia di artisti e di bastardi (2017).

 

COME IN UNO SPECCHIO
Il diario segreto di Sofonisba Anguissola
Flavio Caroli
Rizzoli Editore
Pagine 189


 

November 16, 2025

Di pagina in pagina  una sottile inquietudine si impadronisce del lettore: merito di una narratrice generosa, che scrive con lucidità e vigore, guidata da un’intelligenza solida e concreta delle relazioni umane  Dacia Maraini con il suo ultimo libro  SCRITTURE SEGRETE - Le donne che hanno cambiato il mondo con la parola - ha letteralmente rivoluzionato il modo di guardare  la storia della scrittura femminile, che è stata a lungo marginalizzata, raccontando i fatti per quelli che furono riportando a nuova luce  scrittrici ignorate o dimenticate, mistiche, cortigiane e rivoluzionarie.  Nel Medioevo, ad esempio,  le donne  non avevano nessun accesso all’insegnamento e non potevano leggere, non avevano la parola, non avevano la possibilità di accedere alla scrittura responsabile; pochissime lo hanno potuto fare e spesso quelle poche che avevano la possibilità di scrivere non venivano prese sul serio. Avendo letto anche le mistiche, l’autrice  Dacia Maraini ha scoperto tutto un mondo che non poteva esprimersi. Le mistiche hanno scritto testi bellissimi che sono rimasti purtroppo nascosti nei conventi.  Le cortigiane al contrario  avevano accesso all’istruzione. Fare la cortigiana significava poter disporre liberamente di sé, del proprio tempo, leggere e studiare, tutte cose negate anche alle donne  di rango più elevato. Il ruolo principale della donna era legato al matrimonio e alla maternità. Nel  matrimonio medievale l’idea dell’amore non esisteva proprio, l’idea dell’amore nasce nell’Ottocento con il Romanticismo ma questa è un’altra storia.

Nel libro SCRITTURE SEGRETE  - Le donne che hanno cambiato il mondo con la parola di Dacia Maraini tante meravigliose “favole vere”. Grazie alla propria determinazione le oltre settanta  protagoniste  sono diventate donne forti e libere. Piccole grandi donne che hanno trovato il coraggio di non farsi rubare la vita, di credere nei propri sogni e di trasformarli in realtà. Donne che hanno magistralmente usato la scrittura  e la parola come  forma di  liberazione  e affermazione.

IL libro SCRITTURE SEGRETE  - Le donne che hanno cambiato il mondo con la parola di Dacia Maraini è di vasto respiro, condotto con sapienza. Un affresco articolato e un racconto avvincente. Un libro potente un vero capolavoro. Davvero ci si dissolve in questo libro e ci si innamora delle protagoniste: si prova una forte empatia per le loro storie e i loro sentimenti e alla fine ci si sente un po' sole. E si vorrebbe ricominciare.

Dal libro (…) La storia del talento femminile  è effettivamente più che una storia di scoraggiamento: è una storia di repressione. Qualche tempo fa in America, in una università pubblica, una docente di lettere mi ha fatto notare che  su Wikipedia alla voce Italian Literature non si trovava nemmeno un nome di donna. E questo su un’importante fonte di informazione alla portata degli studenti! La discriminazione continua ancora oggi. Il mercato è aperto alle donne , anche perché le donne sono le lettrici più numerose. Non c’è discriminazione sul piano del mercato. Il problema comincia quando dal mercato si passa alle istituzioni letterarie  dove si stabiliscono i valori per le prossime generazioni, dove si fissano le gerarchie, i nomi prestigiosi che diventeranno i modelli di riferimento del Paese. (…).

 

Dacia Maraini è autrice di romanzi, racconti, opere teatrali, poesie e saggi, editi da Rizzoli e disponibili in BUR, tradotti in oltre venticinque Paesi. Nel 1990 ha vinto il Premio Campiello con La lunga vita di Marianna Ucrìa e nel 1999 il Premio Strega con Buio. I suoi ultimi romanzi:  Una rivoluzione gentile (Rizzoli 2021) - Vita mia (Rizzoli 2023).

 

SCRITTURE SEGRETE 
Le donne che hanno cambiato il mondo con la parola
Dacia Maraini
Rizzoli Editore
Pagine 365

November 10, 2025

 

Siamo in una fase di incertezza internazionale, ordine globale sospeso per la competizione fra Russia Cina e gli Stati Uniti; prevale una dimensione tribale del potere in queste grandi potenze e naturalmente ci sono scosse a catena che entrano non solamente nella vita e nelle relazioni degli Stati ma nella vita di tutti noi. Viviamo in una situazione di incertezza permanente dove i conflitti attraversano fasi acute di scontri e poi momenti di cessate il fuoco anche all’interno delle nostre società. Comprendere ciò che sta accadendo non è solo necessario, è nostro dovere.  Nel  libro, che in questo momento  tutti dovremmo leggere per comprendere meglio la complessità della situazione geopolitica internazionale attuale: LA SCOSSA GLOBALE – L’effetto Trump e l’età dell’incertezza,  il giornalista  Maurizio Molinari   analizza in modo approfondito le cause e svela il drammatico scenario che potrebbe delinearsi  in futuro. E lo fa anche con cognizione storica avvalendosi di uno stile chiaro e sintetico, riuscendo a fornire una dettagliata e obiettiva cronaca degli avvenimenti.  Un dossier documentato e argomentato con assoluta lucidità e precisione su uno dei temi più dibattuti del momento che senz’altro, non può lasciare indifferenti. Nel saggio LA SCOSSA GLOBALE emerge il rigore giornalistico  di Maurizio Molinari con  analisi scrupolose  e  grafici relativi all’UE della Difesa con quota di PIL impiegato per fonte di finanziamento dal 2019 al 2026 e grafici riferiti alle nazioni con le più grandi riserve di petrolio ovvero i giganti dell’energia: Usa, Arabia Saudita e Russia. Nel libro LA SCOSSA GLOBALE – L’effetto Trump e l’età dell’incertezza di Maurizio Molinari, per completezza di informazione, trovano  spazio interessanti mappe che offrono una visione immediata e chiara  non soltanto dell'assetto geopolitico ma  mostrano come si combatte anche sotto terra evidenziando tunnel sotterranei in Corea del Nord, i tunnel sotto la striscia di Gaza, l’area di cantiere del bunker sotterraneo a Pechino, altre mappe mostrano il sistema difensivo multistrato degli USA, il sistema difensivo areo israeliano, le miniere nello spazio ovvero i metalli presenti sugli asteroidi, le terre rare nel mondo: estrazione e riserve stimate ( produzione 2020 e 2021) tanto per citarne alcune. Un libro eziologico, una sorta di bussola per comprendere da dove la genesi, in cui  si percepisce l’empatia e  il senso di responsabilità morale. Dal libro (…)  risorse  come le terre rare, le criptovalute, l’intelligenza artificiale, l’acqua e i satelliti spaziali ci obbligano a guardare alla sfida neomercantilistica fra Usa e Cina in maniera ibrida, ovvero  tenendo presente non solo gli equilibri commerciali nelle manifatture e lo sfruttamento dell’energia tradizionale,  ma anche diverse fonti di ricchezza che ci portano a ripensare l’industria mineraria, l’uso del cosmo come spazio economico, la definizione stessa del denaro e dell’alta tecnologia.  Cresce così  la sensazione di  essere arrivati al momento nel quale il nuovo secolo ridisegna le nostre vite, trasformando in archeologico quanto resta del Novecento (…).

 

 

Molinari, Maurizio. – Giornalista e scrittore italiano (n. Roma 1964). Dopo aver studiato all'Università Ebraica di Gerusalemme e al Manchester College di Oxford, si è laureato in Scienze politiche e in Storia all'Università “La Sapienza” di Roma. Giornalista professionista dal 1989, ha lavorato per La voce repubblicana prima di diventare corrispondente per La stampa da Gerusalemme, Bruxelles ma soprattutto da New York. Specializzato in politica estera e questioni internazionali, dal 2016 al 2020 è stato direttore del quotidiano di Torino e dallo stesso anno al 2024 ha diretto la Repubblica, della quale è attualmente editorialista. Della sua densa produzione saggistica si citano qui: Il paese di Obama (2009, Vincitore del Premio Capalbio 2011), Gli italiani di New York (2011), Governo Ombra (2012), L'Aquila e la farfalla (2013), Il califfato del terrore (2015), Jihad. Guerra all'Occidente (2015), Duello nel ghetto (2017), Il ritorno delle tribù (2017), Perché è successo qui. Viaggio all'origine del populismo italiano che scuote l'Europa (2018), Assedio all'Occidente. Leader, strategie e pericoli della seconda guerra fredda (2019), Atlante del mondo che cambia (2020), Il campo di battaglia. Perché il Grande Gioco passa per l'Italia (2021), Il ritorno degli imperi. Come la guerra in Ucraina ha stravolto l'ordine globale (2022), Mediterraneo conteso (2023), La nuova guerra contro le democrazie (2024) e La scossa globale (2025).

 

LA SCOSSA GLOBALE
L’effetto Trump e l’età dell’incertezza
Maurizio Molinari
Rizzoli  Editore
Pagine 315

 

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