L'informazione non è un optional, ma è una delle condizioni essenziali dell'esistenza dell'umanità. La lotta per la sopravvivenza, biologica e sociale, è una lotta per ottenere informazioni.

Publishing (246)

 

Lorena Isabellon
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January 22, 2026

 

Lungi dal volere costruire un saggio sull’identità degli angeli, lo studioso William Loiodice vuole invece dare voce ad autorevoli personaggi, che, con pensieri, riflessioni o semplici constatazioni hanno aiutato il popolo di Dio a fare chiarezza in merito alla realtà “ angelica”.  Lo studioso William Loiodice con il saggio L’Angelo Custode finzione o realtà si concentra su nove secoli, nove santi e nove cori angelici perché questi numeri (9) e le loro categorie rappresentano la perfezione spirituale, la completezza della gerarchia celeste e una profonda tradizione mistica/teologica. Con l’impostazione di:  "9 secoli, 9 santi, 9 cori angelici" l’autore William Loiodice nel libro L’Angelo Custode finzione o realtà si riferisce a una profonda tradizione spirituale cristiana che vede la storia della Chiesa (i secoli), i santi (martiri e guide) e i nove ordini angelici (Serafini, Cherubini, Troni, Dominazioni, Virtù, Potestà, Principati, Arcangeli, Angeli). Una sorta di collage che, in modo semplice ed essenziale, offre ai lettori spunti per una personale riflessione sull’esistenza e l’operato degli angeli.  Per certi versi, l’angelo è considerato un essere intermedio tra Dio e l’umanità, una sorta  di anello di comunicazione prioritario. Secondo l’autore William Loiodice un angelo va considerato come un amico intimo, consolatore e guida, a cui ci si può rivolgere con nomi più personali, per stabilire un rapporto più profondo che va oltre la semplice protezione. Nel corso della presentazione letteraria, con una provocazione retorica,  Loiodice afferma che: nei villaggi alpini  c'è più cristianesimo che nelle basiliche di Roma. Con questa “iperbole poetica” William Loiodice sottolinea la profonda e viscerale connessione tra fede, comunità e territorio nelle zone rurali, contrastata dalla grandiosità e talvolta dall'aspetto più monumentale e turistico di Roma. Egli sottolinea inoltre un ulteriore dettaglio che stimola la curiosità e al tempo stesso lascia un po’ perplessi ovvero  l'idea di un "villaggio collinare di Saint-Vincent (Valle d’Aosta)  simile a Betlemme":  un villaggio, come tanti presenti non solo nell’arco alpino italiano, che  si ricollegano a luoghi che ricreano l'atmosfera natalizia e ricordano l' aspetto antico e mediorientale evocando quel senso di antico e spirituale. Il volume L’Angelo Custode finzione o realtà di William Loiodice è un serrato e illuminate raffronto tra fede e scienza con temi di sorprendente attualità che Loiodice indaga con profondità di sguardo e vivacità di stile. Un percorso virtuoso e potente, di grande valore letterario. Sancisce la nascita di uno scrittore unico. Uno studio prodigioso.

Per svelare un altro mistero che unisce scienza, storia e fede,  il ricercatore

Venerdì 16 gennaio 2026 - Biblioteca Comunale di Saint-Vincent
(Valle d'Aosta) - da sx Maurizio Castiglioni, Assessore comunale alla Cultura,
l'autore William Loiodice, Xavier Gamba, Presidente della Commissione
di biblioteca, l'Editore Alessandro Pedrini.

William Loiodice,  si cimenterà in una nuova ricerca sulla Sindone di Torino: un fenomeno globale, un mistero avvincente, che suscita continue indagini, nuove scoperte scientifiche che a volte confermano il suo mistero, altre volte alimentano dibattiti proprio come lo studio sugli angeli custodi.

 

 William Loiodice

Classe 1989 vive da sempre a Saint-Vincent (Valle d’Aosta).  Ama molto il suo territorio: il suo Comune e la sua Regione; ha perfezionato i propri studi a Roma alla Pontificia Università della santa Croce, poi la Licenza al Pontificio Ateneo Regina Apostolorum in Scienze  Religiose ad indirizzo Pedagocico - Didattico, oltre a guadagnare un Diploma di specializzazione in studi sindonici. Annualmente,  segue corsi di Alta Formazione specifici per insegnanti su come “Insegnare Religione con l’arte” che sono organizzati dalla Pontificia Società Teologica dell’Italia Meridionale – sezione san Luigi – in collaborazione con la Fondazione Culturale San Fedele di Milano. Da diversi anni è attivo come catechista e insegna Religione cattolica nella Scuola pubblica.

 

L’Angelo Custode finzione o realtà
William Loiodice
Edizioni Pedrini
Pagine  162

January 17, 2026

 

Siamo di fronte ad un affascinante percorso che affonda nel nostro passato più remoto. Per scoprire la grande attualità dei racconti degli  dèi e degli eroi. ODISSEA – La Storia di tutte le storie -  Il viaggio dell’eroe alla luce della spiritualità e del simbolismo - l’opera che racconta il Nostos , il ritorno ad Itaca di Odisseo - è una monumentale summa del pensiero e del sapere ma anche della grazia intellettuale  di due autorevoli studiosi Gianluca Marletta e Valentina Ferranti che intrecciano filosofia, sociologia, archeologia, psicologia, storia sociale e culturale per descrivere il primo mondo globale della storia dell’umanità. Un viaggio emozionante a ritroso nel tempo. Il mito rappresenta il sottofondo remoto di ogni cultura, il terreno originario dove affondano le radici tutte le grandi civiltà. I popoli mediterranei, in particolare, sono stati influenzati dalla mitologia greca e romana. Eppure quelle leggende popolate da straordinari personaggi, Zeus, Poseidone, Demetra, Afrodite tanto per citarne alcuni, sono qualcosa di più di un poetico racconto. Gli aedi che ne hanno tramandato la memoria lo sapevano bene e gli studi più recenti di questo volume lo confermano: quelle narrazioni sono i simboli di un inconscio collettivo che si è stratificato nei secoli o, più semplicemente, lo specchio senza tempo in cui si riflettono tutti i sentimenti umani, dalla speranza alla paura, dall’ira all’inganno, dall’amore alla gelosia. Riscoprire il mito significa allora compiere un viaggio che ci tocca molto da vicino. Il saggio di Gianluca Marletta e Valentina Ferranti intende proprio guidarci in questa ricerca. Ne deriva un lavoro affascinante e ben scritto: ODISSEA – La Storia di tutte le storie -  Il viaggio dell’eroe alla luce della spiritualità e del simbolismo è una monografia fondamentale per tornare alle origini di quello che siamo. Il capitolo 2 è dedicato alle Sirene. Le misteriose creature del mare. Con la loro voce hanno sedotto infiniti uomini reali o leggendari fino ad Andersen e ai pittori surrealisti. Ma chi erano le sirene? Ce lo raccontano in questo libro due esperti di filologia classica Gianluca Marletta e  Valentina Ferranti mostrandoci l’inesauribile fascino di queste figure inaccessibili. ODISSEA – La Storia di tutte le storie -  Il viaggio dell’eroe alla luce della spiritualità e del simbolismo  è una ricerca quanto mai esaustiva su una civiltà straordinaria che è riuscita a trasmettere la propria identità alle età future. Come si evince i Greci non consideravano i propri miti alla stregua di storie fiabesche, ma come racconti di un passato remoto che si potevano ricollegare a luoghi e oggetti realmente esistiti.  ODISSEA – La Storia di tutte le storie -  Il viaggio dell’eroe alla luce della spiritualità e del simbolismo di Gianluca Marletta e Valentina Ferranti non sente il peso del tempo. Un universo di simboli e miti rievocati in un saggio monografico rigoroso e brillante. L’introduzione letteraria è stata impostata in modo magistrale da  Cinzia Romani, giornalista e scrittrice romana.

 

 

Valentina Ferranti

Antropologa, scrittrice, articolista. Si occupa di mito, rito, civiltà arcaiche, linguaggio dei simboli, distopia e analisi antropologica del mondo contemporaneo. 

Ha tenuto vari corsi inerenti alle antiche civiltà, i linguaggi dei simboli ed i culti misterici. Il suo sguardo si volge anche al tempo presente. Pubblica articoli di attualità per alcune riviste cartacee e on-line, tra cui Visione, Fenix e Orizzonte Zero. Di recente ha pubblicato un romanzo di fantascienza, Ritorno ad Amtara (NPE). Inoltre, nel marzo 2022 è uscito il suo contributo al testo: Il Mistero delle Sirene di Giacomo Maria Prati ed il libro Prima Roma. Le origini alla luce del mito, scritto con Giacomo Maria Prati (X Publishing srl).

 

Gianluca Marletta

Docente di Lettere e studioso di tematich, storiche e storico-religiose. È autore di numerosi saggi e articoli. Tra i principali saggi, ricordiamo: Apocalissi. La fine dei tempi nelle religioni (scritto con Mario Polia); La fabbrica della manipolazione e UNI SEX. Cancellare l’identità sessuale: la nuova arma della  manipolazione globale (scritti con Enrica Perucchietti); UFO&Alieni. Origini, storia e prodigi di una pseudo-religione; La guerra del Tempio. Escatologia e storia del conflitto medio-orientale; L’Eden, la resurrezione e la Terra dei Viventi, Considerazioni sull’origine e il fine dello stato umano; L’ultima religione.Dall’eugenetica alla pandemia: l’alba di una nuova era ? (scritto con Paolo Gulisano).

 

ODISSEA – La Storia di tutte le storie -  Il viaggio dell’eroe alla luce della spiritualità e del simbolismo
Gianluca Marletta
Valentina Ferranti
Editore X Publishing
Pagine 146

January 11, 2026

 

Tre destini, quelli di Onesto, Santo e Celeste,   si incrociano in un raffinato romanzo popolare. Francesco Vidotto con ONESTO  racconta uno spaccato  d’Italia, in un grande feuilleton nutrito d’amore, passione e giovinezza. Quella del corpo, del cuore e di un paese alpino. Non si tratta di una biografia redatta a posteriori, ma di un coinvolgente viaggio alla scoperta di un singolare amanuense, ricostruita attraverso i suoi scritti: le sue ventinove lettere. Dal libro: (…) Caro Ciastellin, sei un monte taciturno. Oggi scrivo a te perché alle volte c’è bisogno di qualcuno che sappia soltanto ascoltare. (…) pagina 177 - (...) - Caro Monte Schiara, per me sei la montagna lontana dalla montagna. La prima volta che scesi fino a Belluno, ad accogliermi c’eri tu. (…)  pagina 158  - Scrivere lettere, anche se a un destinatario inanimato, è per Guido Contin detto Cognac un modo per elaborare emozioni, pensieri e sentimenti complessi. Per lui, la cima di una vetta  funge da "confidente" silenzioso, permettendogli di esprimersi senza il timore di giudizio o di una risposta che potrebbe complicare ulteriormente le sue  vicissitudini. Egli firma le sue lettere con lo pseudonimo “onesto”  per potersi esprimere liberamente su argomenti controversi senza temere reazioni negative affermando che: (…) tutti quanti dovrebbero avere due nomi, così, quando ti stanchi di te, puoi essere un altro.(…). Questo libro ci parla anche di viaggi e radici, di partenze e di incontri.  Di antiche leggende e sapori perduti, di abbracci e smarrimenti. In un tessuto stilistico vivo e pulsante, un altro frammento che traspare saggezza poetica nelle parole struggenti di Guido Contin (…) Perché le stelle devono essere così lontane, pensai, come tutte le cose più belle. (…) pag. 105 -  con questo pensiero il protagonista Guido Contin  esprime poeticamente la malinconia e l'irraggiungibilità di ciò che egli desidera ardentemente, un sentimento comune nell'innamoramento verso Celeste l’amata del fratello gemello Santo. Con ONESTO - “Credo di aver capito l’amore cos’è. È qualcosa che, se lo metti accanto al cielo, non sfigura.” - l’autore Francesco Vidotto vince la sfida di dare dignità epica a una saga privata. Il risultato è un affresco che tocca più di qualunque celebrazione, perché canta una storia in cui tutti ritroviamo noi stessi attraverso un coro di voci che restano nel cuore. Il volume ONESTO dell’autore tout court Francesco Vidotto    è un vero e proprio atto d’amore verso la sua terra Tai di Cadore, ricca di alone maestoso e incantato. Un racconto mosso, commosso e sempre vivo.

 

Francesco Vidotto  (1976) è cresciuto tra le Dolomiti e ha lavorato per vent’anni come manager di grandi aziende, fino a che non ha capito una cosa che nemmeno alla facoltà di Economia gli avevano insegnato: “l’orologio più prezioso è quello che puoi permetterti di non portare”, la ricchezza più grande che ciascuno di noi ha è il tempo. Così è tornato tra le sue montagne, a Tai di Cadore, dove si dedica alla natura e alla scrittura, che da sempre è sua compagna di vita. Tra i suoi racconti e romanzi ricordiamo in particolare Oceano, pubblicato da Minerva edizioni, amatissimo dai lettori che lo hanno reso un longseller.

 

ONESTO – “Credo di aver capito l’amore cos’è. È qualcosa che, se lo metti accanto al cielo, non sfigura.”
Francesco Vidotto
Editore Bompiani
Pagine 252

 

January 06, 2026

Roberto Vecchioni è davvero un personaggio che sfugge agli stereotipi, un accademico titolato, con una formazione solida (laurea in Lettere antiche)  come docente in licei classici e università.  Parallelamente alla carriera di insegnante, ha avuto una lunga e prolifica carriera come cantautore e paroliere.  Non poteva che essere lui, quindi, l’autore di un libro come questo,  L’ORSO BIANCO ERA NERO - Storia e leggenda della parola, che  partendo da seimila-settemila anni prima di Cristo attraverso passaggi obbligati  nel sanscrito, greco e latino, senza tralasciare versi poetici straordinari, le invenzioni enigmatiche  di grandi pensatori da Eschilo a Galilei, Leonardo, Voltaire  ivi inclusi gli indovinelli popolari, ripercorre l’evoluzione del sentimento letterario e del suo dispiegarsi in mille forme diverse. A tante domande risponde l’agile saggio di Roberto Vecchioni,  L’ORSO BIANCO ERA NERO - Storia e leggenda della parola che non teme di affrontare anche le questioni più  dibattute: mentre la linguistica moderna tende a vedere le parole come il prodotto di un'evoluzione continua, il concetto filosofico di creazione spontanea rimane un punto di discussione affascinante,  come si legge nell’affermazione dell’autore Roberto Vecchioni, sottolineata   anche nella quarta di copertina: La parola (e l’arte in genere) è l’unica vera invenzione umana, tutte le altre sono scoperte, dalla ruota al bosone. C’erano  già tutte, bisognava solo impossessarsene. La parola no, è nata dal nulla. Roberto Vecchioni  affronta tutto ciò con un eccezionale talento espositivo, regalando ai lettori un libro chiaro e piacevole, ma soprattutto illuminante. Un saggio che con straordinario equilibrio e senza pregiudizi, esplora i fenomeni letterari in tutte le loro declinazioni, riuscendo a spiegare a cosa servono le parole e perché esse accompagnino da sempre l’avventura dell’ Homo Sapiens sulla Terra.

 

Roberto Vecchioni

È uno dei padri storici della canzone d’autore
in Italia. È stato professore di greco e
latino per molti anni, attualmente insegna
Contemporaneità dell’antico all’Università
IULM di Milano. Per Einaudi ha pubblicato
Viaggi del tempo immobile (1996), Le parole
non le portano le cicogne (2000), Parole e
canzoni (2002), Il libraio di Selinunte (2004),
Diario di un gatto con gli stivali (2006), Scacco
a Dio (2009), Il mercante di luce (2014),
La vita che si ama. Storie di felicità (2016),
Lezioni di volo e di atterraggio (2020) e Tra
il silenzio e il tuono (2024). Per Frassinelli
è uscito il libro di poesie Di sogni e d’amore
(2007), per Bompiani Canzoni (2021),
un’autoantologia dei testi più significativi di
cinquant’anni di carriera. Sua è la traduzione
del Prometeo incatenato di Eschilo andata
in scena a Siracusa nel maggio 2023. È
ospite fisso di In altre parole, trasmissione
condotta da Massimo Gramellini su LA7.

 

L’ORSO BIANCO ERA NERO - Storia e leggenda della parola
Roberto Vecchioni
Edizioni Piemme
Pagine 258

 

 

December 31, 2025

 

Secondo Lamberto Rimondini, ricercatore indipendente e autore di una serie di volumi dedicati alla storia geopolitica italiana, la sovranità del nostro Paese sarebbe, da oltre un secolo e mezzo, una costruzione formale più che una realtà sostanziale. Un’affermazione forte, che Rimondini ribadisce senza esitazioni nel corso di una lunga conversazione con Virgilio Violo, presidente dell’Associazione Free Lance International Press. Al centro dell’intervista c’è un’interpretazione radicale della storia italiana: dall’Unità d’Italia al secondo dopoguerra, fino all’attuale contesto europeo e globale. “L’Italia è al centro del Mediterraneo”, esordisce Rimondini, “e questa non è una suggestione romantica, ma un dato geopolitico oggettivo”. Il Mediterraneo, spiega, è sempre stato uno snodo strategico cruciale per i traffici commerciali e militari. In epoca romana non si parlava nemmeno di “Mediterraneo”, ma di Mare Nostrum, un bacino interno ad un Impero che ne controllava entrambe le sponde. Secondo Rimondini, questa centralità geografica rende l’Italia inevitabilmente un nodo di potere.

 Ed è proprio per questo che, nel corso dei secoli, sarebbe diventata l’oggetto di interessi esterni permanenti. “La geopolitica cambia raramente”, sottolinea, “perché dipende dalla geografia. O si muovono le zolle terrestri o si costruiscono infrastrutture in grado di cambiare i flussi globali”. Una di queste infrastrutture è il canale di Suez. La sua inaugurazione nel 1869, frutto, secondo Rimondini, di una potente cordata finanziaria anglo-francese, avrebbe modificato radicalmente gli equilibri mondiali. “Prima del canale”, spiega, “le navi dovevano circumnavigare l’Africa. Con Suez, tempi e costi si dimezzano. Il Mediterraneo diventa la chiave d’accesso all’Oriente”. È proprio in quegli anni che l’Italia è attraversata dal processo di unificazione. Un processo che Rimondini descrive come inizialmente animato da spinte patriottiche interne, ma presto intercettato e deviato.

“Se l’Italia si fosse unita davvero come Stato sovrano”, afferma, “sarebbe diventata una potenza politica, economica e militare nel cuore del Mediterraneo. Un problema enorme per chi voleva controllare quei traffici”. Secondo questa ricostruzione, l’unificazione italiana non sarebbe stata il risultato di un moto spontaneo e liberatorio, ma di un’operazione eterodiretta. “I vertici patriottici vengono eliminati”, sostiene Rimondini, “e al loro posto vengono imposti personaggi funzionali a interessi esterni”. Particolarmente dura è la sua lettura degli eventi nel Sud Italia. “Non fu un’epopea romantica”, dice, “ma una strage”. Il Regno delle Due Sicilie, all’epoca una realtà economicamente solida e industrialmente avanzata, avrebbe pagato un prezzo altissimo con repressioni, deportazioni e saccheggi. “Il Sud era un concorrente diretto di Londra e Parigi”, afferma, “aveva rapporti commerciali con la Russia e l’Impero Ottomano e riserve auree ingenti. Era un bottino troppo ghiotto”. Per Rimondini, la perdita di sovranità non si ferma al Risorgimento. L’Italia, sostiene, sarebbe stata trascinata nelle due guerre mondiali da dinamiche simili.

“L’assassinio di Umberto I, la Prima e la Seconda guerra mondiale, fino agli armistizi del 1943, sono tutti passaggi che conducono al trattato di pace del 10 febbraio del 1947”. Quel trattato, firmato a Parigi, viene definito senza mezzi termini “un’imposizione”. “Non è un vero trattato di pace”, afferma, “ma la certificazione della sconfitta totale dell’Italia”. Rimondini ricorda come alcune clausole, ancora oggi secretate, riguardino ambiti cruciali come la politica estera, la difesa, l’energia e la finanza. “Negli Stati Uniti il testo è desecretato”, aggiunge, “in Italia no. Questo dovrebbe far riflettere”. Secondo Rimondini, da quel momento l’Italia diventa di fatto un “dominio”.

Le decisioni strategiche sarebbero vincolate a interessi esterni, mentre una parte della classe dirigente nazionale agirebbe come catena di trasmissione. Nel ragionamento di Rimondini rientra anche un tema che solleva interrogativi delicati, quello delle onorificenze conferite da Stati stranieri a esponenti di primo piano della politica italiana. “Basterebbe fare un esercizio molto semplice”, osserva. “Andare a guardare quanti cittadini italiani, in particolare uomini delle istituzioni, abbiano ricevuto dalla Francia la Légion d’honneur”. Tra i nomi citati compare anche quello di Enrico Letta, già presidente del Consiglio. “È lecito chiedersi”, incalza Rimondini, “per quali meriti un capo di governo italiano riceva una delle massime onorificenze francesi. Che cosa avrebbe fatto, concretamente, per il popolo francese?”. Secondo Rimondini, la questione non è simbolica, ma politica. “Un’onorificenza non è mai neutra”, afferma. “Chi la riceve ha evidentemente lavorato in sintonia con gli interessi di chi la conferisce”. Lo stesso criterio, prosegue, varrebbe per il Regno Unito con i titoli nobiliari, le onorificenze britanniche e riconoscimenti ufficiali assegnati a cittadini italiani rappresenterebbero indizi utili per tracciare quella che Rimondini definisce una “mappa dei collaborazionisti”. Un quadro che, a suo dire, consentirebbe di individuare con maggiore chiarezza le reti di influenza esterna all’interno delle istituzioni nazionali. Da qui nascono due interrogativi centrali, che Rimondini pone senza mezzi termini, quale sia stato, e sia tuttora, il ruolo della massoneria nei processi decisionali italiani e quale responsabilità abbiano avuto i servizi segreti nazionali. “Se davvero l’Italia è stata eterodiretta per decenni”, conclude, “è inevitabile chiedersi dove fossero, o da che parte stessero, quegli apparati che avrebbero dovuto tutelare l’interesse nazionale”. In questo quadro si inseriscono anche eventi chiave della storia repubblicana. “Moro, Mattei e Olivetti”, elenca Rimondini, “sono figure che hanno tentato di restituire autonomia all’Italia. E sono morte”.

 Il caso Moro occupa un posto centrale nell’analisi. “Moro voleva sganciare l’Italia da una logica di blocchi”, spiega Rimondini. L’idea di un’asse Washington-Roma-Mosca, già teorizzata da Kennedy, avrebbe messo in discussione l’ordine stabilito. “Moro toccò tre nervi scoperti”, continua “con politica estera autonoma, l’energia a basso costo tramite accordi con Libia, Russia e Algeria, ed una maggiore indipendenza monetaria”. “Violò i pilastri della sovranità limitata”. Per Rimondini, questo lo rese incompatibile con il sistema. Anche il 25 aprile viene riletto criticamente. “Non è il giorno della liberazione”, afferma Rimondini. “La guerra in Italia finisce il 2 maggio 1945. Il 25 aprile coincide con un discorso di Truman alle Nazioni Unite in cui si sancisce che l’Italia deve sottostare ai gruppi finanziari che hanno finanziato la guerra”.

Una lettura provocatoria, che mette in discussione uno dei pilastri simbolici della Repubblica. Secondo Rimondini, il sistema di potere che ha dominato il mondo per decenni avrebbe però iniziato a incrinarsi. “Il mondo è stato monopolare tra il 1991 e il 2007”, spiega, “poi qualcosa si è rotto”. Il discorso di Putin a Monaco e la progressiva affermazione di un ordine multipolare segnerebbero l’inizio di una nuova fase.

In questo contesto, l’Unione Europea apparirebbe come uno degli ultimi recinti di quel vecchio sistema. “Questa UE è destinata a implodere”, afferma Rimondini, “non l’idea di Europa, ma questa struttura”. Rimondini intravede per l’Italia un possibile ritorno a un ruolo di mediazione internazionale, coerente con la sua storia e posizione geografica. “È il ruolo che avevano in mente Moro e Mattei”, dice, “ed è quello che oggi torna ad avere senso”, ma il nodo resta politico. “Il problema non è solo il presidente del Consiglio”, conclude, “ma i ministri e gli apparati. Se rispondono a interessi esterni, ogni tentativo di cambiamento viene bloccato”.

 L’intervista si chiude con una battuta amara, ma eloquente: “In Italia”, dice Rimondini, “ci sono ancora troppi signori, e signorini, che continuano a inchinarsi alla corona”. Un’affermazione che, al di là delle condivisioni o delle critiche, riassume bene il cuore del suo messaggio, cioè che senza una rilettura critica della propria storia, sostiene Rimondini, l’Italia difficilmente potrà recuperare una sovranità che, a suo dire, non ha mai davvero posseduto.

 

 

                                                            https://www.lambertorimondini.it/

December 21, 2025

Ci sono biografie che permettono di esaminare le decisioni chiave, le visioni lungimiranti e le strategie innovative che hanno portato alla creazione di imperi commerciali: uno spaccato della società, in cui si riflette nel bene e nel male,  negli slanci e nelle passioni, negli amori e negli errori, il carattere del nostro tempo.  Le storie degli imprenditori italiani di successo raccontate da Tommaso Hebhardt  offrono esempi concreti di come la passione, la determinazione e la resilienza possano portare al superamento delle sfide e al raggiungimento di grandi risultati così come descritto nel compendio  nella quarta di copertina del libro PRADA – Una storia di famiglia - Da piccolo negozio nel salotto di Milano a brand globale da miliardi di euro quotato alla Borsa di Hong Kong. Prada sfida le convenzioni del lusso, sovverte le regole del fashion. Tra moda industria, arte e Coppa America: una storia di famiglia”. Oltre agli aspetti finanziari e strategici,  lo scrittore Hebhardt  esplora  la personalità: i valori, le paure, le ossessioni e gli interessi personali che hanno plasmato il  percorso di  Miuccia Prada e Patrizio Bertelli. Nella cronistoria l'autore utilizza gli appellativi "Lei" e "Lui" per riferirsi a questa coppia che ha trasformato il marchio Prada in un colosso globale della moda, unendo la visione creativa  e l’ approccio intellettual-femminista di "Lei"  (nipote del fondatore) e il genio imprenditoriale strategico di "Lui", che ha internazionalizzato e costruito l'azienda, lanciando anche progetti culturali come la Fondazione Prada nota per le sue ̀esposizioni audaci e concettuali: unione tra moda, industria, arte e il team di vela Luna Rossa. Patrizio Bertelli a capo del team, noto per il suo carattere irruente e impulsivo, confessa di aver imparato la pazienza  grazie alle sfide e alle dinamiche intrinseche del far parte di una squadra di alto livello come quella di Coppa America, con i suoi immancabili alti e bassi.  Il mecenatismo della famiglia PRADA va oltre il semplice sostegno con una visione che unisce responsabilità sociale e sperimentazione. Dal libro: (…) Negli ultimi tempi si sono anche impegnati a usare parte delle loro fortune per proteggere pezzi di patrimonio culturale e paesaggistico, spiagge come ristoranti, masserie e edicole (…). Il lettore piuttosto che concentrarsi sul risultato finale (la ricchezza, la fama), pagina dopo pagina,  può imparare dai processi decisionali, dall'etica del lavoro, dalla resilienza e dalle strategie adottate dalla famiglia PRADA che Hebhardt ricostruisce con lo scrupolo del reporter e la partecipazione dello scrittore. Dai grandi scrittori ci aspettiamo che raccontino la complessità del mondo Tommaso Hebhardt è totalmente all’altezza di tali aspettative.

 

Tommaso Hebhardt (Treviso 1975) è a capo della redazione di Bloomberg News di Milano. Per la sua testata ha seguito alcune delle più importanti operazioni societarie a livello mondiale. Le sue biografie su Sergio Marchionne e Leonardo Del Vecchio, pubblicate da Sperling & Kupfer, sono diventate dei bestseller. Si ostina a giocare a rugby in mischia e a suonare l’ukulele con i suoi due figli. È sposato con Anna, che disegna illustrazioni per l’infanzia.

 

PRADA -  Una storia di famiglia
Tommaso Hebhardt
Edizioni Sperling  & Kupfer
Pagine 302

 

December 17, 2025

 Lo scorso 25 novembre, giornata Internazionale contro la Violenza alle Donne, la cantautrice e poetessa Gisela Josefina López ha scelto di donare alla

  Gisela Josefina Lòpez

comunità di Morlupo una parte profonda e fragile della sua vita, presentando il suo libro “Sono stata Violentata”. Il racconto è stato breve, ma essenziale nella forma e potente nel contenuto, dove il dolore si è trasformato in un atto di amore, consapevolezza e rinascita.

L’iniziativa promossa con grande sensibilità dal Comune di Morlupo dalla Vicesindaco Maria Rita Marchetti. ha visto un pubblico attento e partecipe.

Con “Sono stata Violentata”, Gisela Josefina López non ha presentato solo un libro: ha offerto un ponte tra dolore e speranza, tra intimità e comunità, tra fragilità e libertà. Il testo esprime verità importanti che l’artista trasmette a tutte le donne che hanno vissuto tali violenze e che spesso non hanno la forza di manifestarsi. La voce di Gisela Josefina López è una ferita che diventa luce ed un è atto artistico che attraversa il dolore e si trasforma in consapevolezza e solidarietà.

Nel suo intervento, Gisela Josefina López ha rivolto un pensiero alle donne che ancora vivono nel silenzio: “Non siete sole. Parlare è difficile, ma è il primo passo verso il ritorno alla vita”. L’interpretazione di Gisela ha commosso il pubblico, non solo per la forza del tema affrontato, ma per la delicatezza con cui ha saputo raccontarsi.

La presentazione non è stata soltanto un incontro letterario, ma un evento artistico completo che unisce tre componenti, teatro, musica e poesia che riescono a fondersi grazie al talento di Gisela e alla raffinata sensibilità del Maestro Giovanni Caruso.

A fine serata abbiamo incontrato Gisela, che ha inteso rilasciare le seguenti dichiarazioni:

 Il pubblico di Morlupo è rimasto colpito dalla tua performance teatrale e canora dove si percepisce una forte empatia tra te e il pubblico. Cosa ci puoi dire a riguardo?

Sono grato al Comune di Morlupo per l’accoglienza. Un ringraziamento particolare va al Sindaco Ettore Iacomussi, al Vicesindaco Maria Rita Marchetti e alla Consigliera Vincenza Quattrocchi, che hanno sostenuto e valorizzato questa importante iniziativa culturale.

Una menzione particolare va al Circolo dei Lettori con il Presidente Alessandro Paribelli e Liliana Timoteo, oltre all’associazione Botella d’Arte di Marianna Mariotti.

Il ringraziamento è anche nei tuoi confronti Rino Sortino, per la tua presenza e la nostra amicizia, perché riesci a compiere dei gesti che porto nel cuore.

 

 

December 16, 2025

Un esempio di coerenza e integrità e,  un incredibile capacità di raccontare il mondo della musica. Dialoghi e testi brevi, capacità di cogliere il dettaglio per ricreare una situazione poetica-musicale; forte intuito: questi gli ingredienti dello  songwriting alla maniera di Giulio Rapetti Mogol. Uno spirito libero che per la libertà di scrivere non accetta compromessi.  E il suo modo di lavorare ha fatto scuola a molti,  grazie ad una capacità personalissima di entrare nella poetica musicale, sviluppando ciò che Mogol stesso chiama l’automatismo,  lasciando spazio alle storie della gente e, trovando sempre il risvolto inedito di qualunque esecuzione.  All’attivo si contano più di duemila canzoni e 523 milioni di dischi venduti in tutto il mondo.  Dal libro: (…) Il talento è in tutti. La disponibilità ad applicarsi, invece, sembra distribuita in modo meno equo. Ma siamo noi stessi, senza accorgercene,  a porci dei limiti, a desistere prima ancora di cominciare. Sono convinto che ciò che in genere si definisce pigrizia in realtà non sia altro che paura.  La paura di fallire. Mi ritengo un miracolato, non perché abbia ricevuto un talento speciale, ma perché mi è stata data la possibilità di liberarmi dalla paura. Una delle prime volte in cui ho preso coscienza delle potenzialità dell’automatismo è stato quando ho scritto “Una lacrima sul viso” (...).

La prima e unica autobiografia di un mito della musica MOGOL – Senza paura – La mia vita non ha solo il merito di tracciare un ritratto musicale del nostro Paese ma, soprattutto, quello di aiutarci a capirlo. Nel libro saltano fuori anche gli interessi di Mogol per la medicina, la scienza, l’ecologia, l’antropologia. Mogol si trasferisce da Milano  alla Cascina La Poncia.  Qui comincia a  frequentare un centro ippico. Nella parte iconografica è stata selezionata anche una foto che ritrae Lucio Battisti e Mogol durante la cavalcata Milano–Roma  del 1970. Tra le pagine, Mogol, dotato di acuta sensibilità umanistica, spiega i suoi concetti di fratellanza universale e scrive dei legami che uniscono le persone. Nel libro pubblica uno stralcio significativo di una sua lettera inviata  a  Big una delle  più importanti riviste musicali del tempo a proposito di fratellanza, amicizia, ecologia e ambiente:  queste erano e sono ancora oggi le tematiche che persegue promuovendo stili di vita sostenibili e la coesione sociale. Sulla base di questi presupposti nel  1992 Mogol fonda in Umbria  il CET Centro Europeo di Toscolano,  una prestigiosa scuola di perfezionamento musicale che forma autori, compositori e interpreti della musica pop italiana.  Interessante e inaspettato il suo pensiero e le sue esperienze sulla dimensione spirituale e trascendente. Dal libro (...) Giulio guarda! Non potevo credere a miei occhi. Alla nostra destra c’era l’arcobaleno più stupefacente che avessi mai visto. Era ampio almeno duecento metri, con colori di uno splendore indescrivibile. Non sembrava un arco ma un’immensa parete colorata.(…) L’arcobaleno più intenso cominciò a muoversi verso di noi (…) Non era vero che un arcobaleno non può “toccare” qualcuno. Lo aveva appena fatto (…). Mogol rivedrà ancora uno straordinario arcobaleno  nel 2014 dalla forma sferica che lui interpreta convinto come un ponte tra il mondo terreno e quello spirituale. Quello con l’anima di Lucio Battisti.

Mogol con questa autobiografia Senza paura – La mia vita  - si rivolge ai giovani,  ma non solo,  perché il futuro è di tutti e,  in questo libro  invita  a non abbandonarsi al cinismo e a riprogrammare noi stessi, esorta a ripensare al domani sulla scorta del talento,  della tenacia e del tempismo senza paura. Un libro emozionante per il mondo che non si rassegna. Per far ripartire noi stessi e anche il mondo della poetica musicale italiana dobbiamo imparare a pensare in avanti senza paura. Non è un lusso, è una necessità.

 

 

Mogol è nato a Milano nel 1936 ed unanimemente considerato il più grande autore di testi di canzoni italiane. La sua opera ha contribuito a trasformare la cultura popolare italiana degli ultimi sessanta anni. Ha scritto i testi di molti successi della musica leggera, collaborando, tra gli altri, con Lucio Battisti, Mina, Renato Zero, Adriano Celentano, Mango, la PFM, Gianni Morandi, Eros Ramazzotti. È noto anche per aver dato vita alla Nazionale Italiana Cantanti. Da più di trent’anni vive in Umbria, dove nel 1992 ha fondato il Centro Europeo di Toscolano, un’associazione no-profit che funge da scuola per autori, musicisti e cantanti.

 

MOGOL – Senza paura – La mia vita
Editore Salani
Pagine 220

December 10, 2025

 Immutata resta la convinzione di fondo:  la scienza non è affatto una disciplina arida,  ma incarna una passione creativa simile a quella artistica. Se non che, dovendo indagare la realtà  e non la fantasia,  necessita  di esperimenti, regole, analisi dei dati e così il metodo scientifico  ha posto binari rigorosi alla curiosità umana. Il volume L’AVVENTURA DELLA SCIENZA MODERNA  - I protagonisti, le loro scoperte, le loro vite spesso straordinarie di John Gribbin ci conquista proprio per questo: mette in primo piano, al di là delle scoperte, il modo di pensare di chi ne è stato l’autore, la meraviglia che da sempre sta alla base della ricerca scientifica. I protagonisti delle sue pagine non sono distaccati studiosi con il camice bianco, ma persone profondamente innamorate dell’universo e non solo  e animate da un caparbio desiderio di comprenderne il funzionamento. E in particolare di trovare risposta a diversi interrogativi intorno ai quali John Gribbin organizza la trattazione sempre agile e avvincente. Quesiti apparentemente semplici, risposte complesse, personaggi entusiasti la cui inguaribile curiosità ha reso possibile il progresso.  In questo saggio il celebre divulgatore scientifico John Gribbin  conduce il lettore anche in un viaggio attraverso i modelli cosmologici che si sono susseguiti nel corso del tempo, da quello geocentrico di Aristotele al sistema eliocentrico elaborato dai grandi inventori dell’astronomia scientifica, come Copernico, Keplero, Galileo. In seguito man mano che le conoscenze progrediscono, le cose si complicano: Newton ci fa capire le leggi della gravità che regolano le orbite, Thomas Wright lancia lo sguardo oltre il Sistema Solare  e vede miriadi di galassie mentre Wallace indaga le condizioni necessarie alla formazione della vita e Kelvin studia il passato e il futuro dell’universo. Fino a quando la mente geniale di un’ icona del Novecento Albert Einstein, lo scienziato più famoso di tutti i tempi, non mostra come descrivere non uno, ma molteplici universi possibili, raccontarne le vicende e prevederne le sorti. L’AVVENTURA DELLA SCIENZA MODERNA  - I protagonisti, le loro scoperte, le loro vite spesso straordinarie. di John Gribbin riporta a nuova luce vita e intuizioni degli eroi testardi che hanno cambiato il nostro modo di vivere e pensare. Tanto per citarne alcuni tra gli uomini del Rinascimento Leonard Digges e il telescopio; tra gli ultimi mistici Tycho Brahe e la posizione delle stelle. Quando la Scienza si dà delle basi tra le pagine troviamo René Descartes e le coordinate cartesiane; Pierre Gassendi studia molecole e atomi;  con Christian Huygens le ricerche di ottica e la teoria ondulatoria della luce; Robert Boyle studia la pressione dei gas e affronta l’alchimia con il metodo scientifico. Con la scienza dell’Illuminismo troviamo Joseph Black e la scoperta dell’anidride carbonica e con Laurent Lavoisier  lo studio dell’aria  e cosi via fino ai temi moderni.  Molteplici sono le suggestioni che prendono vita tra le pagine di quest’opera unitamente anche a testi scientificamente rigorosi redatti in un  linguaggio alla portata di ogni lettore. Una celebrazione che omaggia la bellezza della scienza, insieme alla dedizione coraggiosa di coloro che si sono lanciati alla sua divulgazione. Dal libro L’AVVENTURA DELLA SCIENZA MODERNA  - I protagonisti, le loro scoperte, le loro vite spesso straordinarie di John Gribbin _(…) Quattro secoli e mezzo dopo la pubblicazione del De revolutionibus siamo nella situazione del bimbetto che ha appena imparato del regole del gioco degli scacchi. Stiamo appena cominciando a fare i nostri primi tentativi di giocare, con sviluppi come l’ingegneria genetica e l’intelligenza artificiale. Chissà che cosa potrebbero portare i prossimi cinque secoli, per non parlare dei prossimi cinque millenni (…).

 

John Gribbin, tra i più noti divulgatori scientifici, ha un dottorato in astrofisica e dal 1993 è visiting fellow in astronomia presso l’Università del Sussex. Ha collaborato alle riviste «Nature» e «New Scientist» e ai quotidiani «The Times» e «The Indipendent». È autore di oltre un centinaio di libri tra cui le biografie di Stephen Hawking, Charles Darwin, Richard Feynman e James Lovelock, alcuni in collaborazione con la moglie Mary.

 

L’AVVENTURA DELLA SCIENZA MODERNA  - I protagonisti, le loro scoperte, le loro vite spesso straordinarie
John Gribbin
Editore Longanesi
Pagine 655

 

December 06, 2025

Un uomo discutibile  e sublime filosofo  Caio Giulio Cesare  torna a rivivere  in un intrigante saggio. La vita  di un grande intellettuale e politico  dell’antichità raccontata con  una scrittura elegante e raffinata da  Colleen McCullough . Titolo originale dell’opera CAESAR.

Rileggere il quinto volume della saga di Roma antica che racconta gli ultimi decenni della Repubblica Romana e la transizione verso l'Impero : "CESARE -  Il genio e la passione" di Colleen McCullough  permette ai lettori di intraprendere  un viaggio entusiasmante a ritroso nei secoli e fornisce una prospettiva storica che ancora oggi risuona nelle vicende politiche e sociali, svelando come le Historia docet siano sempre attuali per interpretare il presente.  La studiosa  Colleen McCullough segue la parabola della civiltà romana nel cuore stesso dell’Impero, nella Roma caput mundi qui indagata nei suoi molteplici aspetti attraverso la figura di Cesare, gesta, passioni, emozioni di questo geniale, affascinante  ed enigmatico  eroe, uno dei più grandi della storia. Questo romanzo storico è perfettamente documentato ed estremamente coinvolgente: un libro magnifico che possiede tutti gli ingredienti di un grande giallo con la differenza che quello che vi è narrato è vero e ci viene raccontato da una grande storica. E tappa dopo tappa, scoprendo il “dietro le quinte” dell’Impero, questo romanzo svela  di quanto il mondo dei romani, la prima grande globalizzazione della storia, fosse in fondo molto simile al nostro. Prende così forma, attraverso la penna di Colleen McCullough,  anche il ritratto di Cicerone che smentisce molti luoghi comuni: Cicerone non fu un retrogrado  tradizionalista, ma un intellettuale pienamente inserito nei dibattiti culturali del proprio tempo; non agì da ambiguo “politicante” ma come moderatore alla continua ricerca delle vie tortuose, spesso contraddittorie, della composizione, del compromesso e della mediazione politica. Le lotte di potere, le ambizioni, i tradimenti e le dinamiche sociali descritte nel libro trovano paralleli nelle complessità del mondo contemporaneo. Per Cicerone, il susseguirsi di  eventi impossibili da governare e tensioni logoranti segnarono il declino delle sue ambizioni, ma le sue parole e le sue gesta, - descritte nel racconto di Colleen McCullough - resteranno nei secoli un imprescindibile punto di riferimento culturale, ideale e etico. Il romanzo CESARE  - IL GENIO E LA PASSIONE di Colleen McCullough propone un'analisi dettagliata della vita quotidiana, delle strategie politiche e della psicologia: interessante per  capire come una figura storica così influente fosse allo stesso tempo un uomo con le sue debolezze vivido dei personaggi e delle dinamiche dell'epoca. Colleen McCullough esplora le sue relazioni personali, le passioni, le alleanze politiche e la sua complessa relazione con il popolo romano, che lo amava, e con l'aristocrazia senatoriale, che lo temeva. Il racconto termina  con la guerra civile, lo scontro con Pompeo (6 aprile  49 a.C. - 29 settembre 48 a.C.). Il romanzo storico "CESARE - Il genio e la passione"  è uno splendido affresco sorretto  da un’impeccabile documentazione storica condotta con  l’abilità consumata di  Colleen McCullough . Un libro appassionante con cui vale la pena confrontarsi  per approfondire la conoscenza delle radici della cultura europea.

Colleen McCullough (1937-2015) è stata un'acclamata autrice australiana, nota per il successo planetario di "Uccelli di rovo", Scrisse altre opere di successo, tra cui la monumentale saga storica sulla Roma tardo-repubblicana e imperiale, che le valse una laurea ad honorem in Lettere. Nota anche come talentuosa neurologa e ricercatrice insegnò alla Yale Medical School prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura.

 

CESARE IL GENIO E LA PASSIONE
Colleen McCullough 

Rcs Libri 1998
Pagine 555

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