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Oltre la pandemia verso nuovi paradigmi. La scommessa della trasformazione digitale.

By Michele Petrucci June 22, 2021 2161

La trasformazione digitale della società e della economia è, insieme alla transizione ecologica, la principale scommessa per il futuro del pianeta. Vincerla significa affrontare sfide organizzative, tecnologiche, gestionali che comportamentali ed etiche che coinvolgeranno le imprese e anche le persone, visto che le aziende potranno ottenere in grado di colmare deficit di abilità digitale che comporta la rivoluzione culturale.

Il volume VOLARE DIGITALE (sottotitolo. e competenze per una trasformazione senza confini) da Maria Grazia De Angelis per NeP ci guida alla elaborazione ed analisi delle esigenze che impongono imprese e persone tale vincerla. Un libro che, come scrive prefazione Maurizio Quarta, ricorda già nel titolo come “ il digitale vada veloce ” e come “ il percorso vada veloce da parte di persone ed aziende deve anch'esso essere veloceper “ introdurre e accelerare ” il cambiamento necessario ..

Una esigenza ancora più forte dopo che la pandemia ha innescato una crisi inedita e sovvertito i principali paradigmi e parametri che hanno caratterizzato società ed economia. Lo conferma la esperienza delle imprese che, grazie a investimenti in digitalizzazione, hanno meglio fronteggiato la situazione emergenziale nell'anno segnato dalla pandemia, reingegnerizzando rapidamente relazioni e processi e garantendo significa continuità di business e concorrenza.

La tecnologia digitale infatti, attraverso lo sviluppo di processi collaborativi e un utilizzo virtuoso dei dati, si è dimostrata essenziale per la ridefinizione di tutto ciò che, a partire dalle relazioni con stakeholder, clienti e fornitori, è legato al servizio o ne determina il successore . Nei tradizionali settori così per quelli più innovativi, nelle piccole così come nelle grandi imprese, la digitalizzazione rappresenta la principale leva del cambiamento non solo per le attività commerciali e distributive ma anche per l'automazione dei processi produttivi, per la ricerca e sviluppo e per monitorare la filiera

Partendo dall'importanza , nell'era della servitizzazione, dell'innovazione tecnologica per ottenere i divari di produttività, del digitale una leva per guadagnare guadagnando e rinnovare i modelli di business, la tesi di fondo sostenuta dalla Deangelis è la necessità di accelerare il processo di trasformazione digitale per le persone e per le imprese italiane, anche piccole e medie imprese, per superare le barriere che ostacolano il percorso di trasformazione digitale. A condizione che si lavori con una visione integrata di lungo termine in cui gli investimenti non siano solo la risposta all'emergenza magari agevolata da sostegni pubblici di varia natura, o siano circoscritti a singole attività.Per coglierne a pieno i benefici, la trasformazione digitale richiede infatti tempo e una revisione profonda e sistemica dei sistemi aziendali e delle competenze delle persone.

Un messaggio forte che arriva più volte al lettore, quasi in modalità carica, durante la lettura di un libro che, pur ponderoso, si legge agimente grazie ad una struttura organica chiara e una modalità espressiva piana che ne fanno una guida “ hands on ” in grado di far comprendere i passi necessari a rispondere alle domande sulle sfide che la digitalizzazione ad aziende e individui.

“Volare digitale” è dunque un libro che, anche per i concreti riferimenti a recenti esperienze di digital trasformation, rappresenta una preziosa guida   per orientare anche il percorso professionale sia per chi, imprenditori e manager che si trovano a dovere gestire ed affrontare con metodo la complessità del cambiamento digitale , già svolge attività lavorative sia per i giovani alle prime esperienze . A tal proposito molto utili sono le conclusioni (in cui sono richiamati e sintetizzati i passi necessari per affrontare la complessa sfida della digitalizzazione) la sitografia e bibliografia in calce.

La riflessione della De Angelis si sviluppa in due parti principali. La prima (" i motori del Cambiamento ") si muove dall'analisi del contesto attuale, in continua Evoluzione, per descrivere i driver delle   Importanti Trasformazioni Che Stanno pervadendo le Organizzazioni e le Azioni necessarie per Vincere Diversità e Resistenze al Cambiamento, sviluppare le capacità di adattamento al nuovo e gestire le nuove complessità del mondo globalizzato e connesso. Particolarmente interessante, sulla base della considerazione che non c'è innovazione senza adeguate competenze,   sono le pagine dedicate alle competenze, alla centralità della formazione continua e alla comunicazione. Per l'offerta, infatti, perchè questa transizione possa avverarsi, occorre investire in modo massiccio nello sviluppo di competenze digitali, a partire dal sistema educativo e agendo sia dal lato dell'offerta che dal lato dello sviluppo alla domanda di competenze digitali.

Nella seconda parte (“ noi e il digitale ”), il volume descrive riflessi che la trasformazione digitale ha sulle persone, analizzando il valore delle soft skill e descrivendo profili professionali innovativi, come l'E leader, un mix tra leadership tradizionale e digitale, e il responsabile temporaneo. Figura il cui ruolo è centrale per portare in azienda, non solo la progettualità digitale, ma anche le competenze necessarie in condivisione, responsabilizzazione e fiducia nel cambiamento.

Oltre la persona e l'impresa c'è perciò una terza dimensione ed è il “sistema Italia”, il cui coinvolgimento è imprescindibile se davvero di vuole scommettere sulla transizione digitale per sostenere il rilancio anche delle PMI dopo le restrizioni della pandemia. Per generare innovazione e benessere, sia sociale che economico, il cambiamento deve interessare, osserva infatti la De Angelis, anche il Sistema Paese. Per consentire la trasformazione digitale del tessuto produttivo è fondamentale costituire un ecosistema favorevole al processo di digitalizzazione delle imprese. I benefici della digitalizzazionesi cioè a condizione di coinvolgere, insieme a grandi imprese e PMI, le pubbliche amministrazioni che giocano un ruolo centrale nell'ecosistema.

Oggetto della riflessione della De Angelis sono così anche le esigenze e gli interventi che occorre mettere in cantiere a livello Paese se si vuole giocare la partita della trasformazione digitale. L'autrice ribadisce a tal proposito che la trasformazione digitale potrà essere realizzata a pieno solo se si riuscirà ad ottenere la diffusione di cultura, competenze e servizi digitali tra i cittadini italiani. L'Italia è infatti ultima in Europa nell'area Capitale Umano dell' indice DESI  (Digital Economy and Society Index), con i cittadini che accusano importanti criticità in termini di competenze digitali. (Secondo i dati Eurostat sul 2019, solo il 42% degli italiani possiede competenze digitali almeno di base e l'Italia fa peggio della media europea e degli altri Paesi UE praticamente in ogni categoria, persino tra i giovani tra i 16 ei 24 anni , tra gli individui più istruiti e tra gli abitanti delle città). Una condizione che si riflette sulla difficoltà a reperire a reperire le professionalità sul mercato da parte del mondo imprenditoriale.

Alla prospettiva dell'economia fondata su talenti individuali e imprese innovative l'Italia deve guardare con particolare attenzione e interesse se vuole giocare la partita dell'innovazione ” afferma perciò Maria Grazia De Angelis che considera quella italiana “ una realtà socio-economica povera di risorse materiali, ma ricca di un potenziale tecnico e scientifico che deve essere capitalizzato” . Ribadendo la necessità per l'Italia di cogliere le opportunità offerte dai Fondi europei per promuovere i processi di trasformazione digitale delle imprese con una politica industriale attenta al rilancio degli investimenti e alla creazione di un sistema dell'innovazione in grado di rafforzare anche il collegamento tra Ricerca e Industria.

Considerazioni che investono anche i giovani perché è necessario, come osserva ancora la De Angelis “ dare fiducia e sostegno alla crescita all'autorealizzazione personale che sempre più anche in Italia porta i giovani a creare nuove imprese. L'orientamento d'assumere è simile a quello che ha ispirato la cultura del “miracolo economico”, cioè la fase di intenso sviluppo con cui l'Italia ha compiuto un decisivo passo in avanti nel processo di industrializzazione, proprio in virtù del peculiare modello di imprenditorialità dal basso che ne è stato alla base.Per questo è cruciale la presenza di istituzioni economiche e politiche capaci di stimolare, attraverso una struttura di incentivi e semplificazioni burocratiche, lo sviluppo dei settori innovativi e delle nuove a base tecnologica e l'interesse degli investitori di venture capital .

Parole in linea con quanto nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza la cui prima è propria volta alla “ Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura ” e missione prevede interventi che hanno l'obiettivo di compensare l'incertezza del contesto le imprese che investono nell' innovazione e digitalizzazione dei propri processi produttivi. In particolare le PMI alle quali viene riconosciuto un ruolo chiave per la ripresa e lo sviluppo del paese.

 
 Maria Grazia De Angelis

Maurizio Quarta nella prefazione, che l'uomo nasce analogico e poi diventa digitale e che la sfida sarà vinta solo con “ una interazione virtuosa tra le due componenti ” in modo da accrescere le abilità digitali degli analogici ma anche far ritrovare ai nativi digitali le radici analogiche del pensiero e dell'agire. Perché, osserva la De Angelis, se si conserva a credere negli effetti miracolistici della tecnologia, si dimentica ancora una volta l'uomo, si corre il rischio di perpetuare uno dei più grandi e si preferisce equivoci del nostro tempo. Un libro con un obiettivo ambizioso dunque. far comprendere che per catturare i benefici della digitalizzazione occorre una realestrategia per l'ammodernamento del Paese e un importante cambiamento socio-culturale . Precondizioni senza le quali la trasformazione digitale non potrà diventare così il motore per la ripartenza post pandemia del Paese che avrà perso l'ennesima occasione di un nuovo miracolo economico e ricostruire un futuro competitivo .

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Last modified on Tuesday, 22 June 2021 07:17
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