L'informazione non è un optional, ma è una delle condizioni essenziali dell'esistenza dell'umanità. La lotta per la sopravvivenza, biologica e sociale, è una lotta per ottenere informazioni.

Intervista ad una webjournalist, Eleonora Casula

By Virgilio Violo August 28, 2015 13779

Lavorare nella comunicazione e nei media al tempo della rete è un mestiere completamente differente da ciò che in genere si pensa.

I social hanno rivoluzionato i rapporti tra gli esseri umani ma anche e soprattutto cambiato la comunicazione. Facebook da qualche mese ha addirittura superato Google come fonte di notizie. Twitter è diventato un luogo dove un po' tutti si scambiano pareri e rivelano i loro punti di vista, dalle grandi firme del mondo del giornalismo, ai politici (Renzi) sino all'emerito nessuno.

Su quest'onda anche gli operatori dell'informazione si sono dovuti adeguare e cambiare: se prima le parole si leggevano in bianco e nero sulla carta, ora sono sul monitor e il tutto è feeling.

Nasce così la figura del web journalist, il giornalista della rete. In Italia questo il ruolo è ristretto a chi è iscritto all'Ordine dei Giornalisti, nel mondo, invece, le cose sono ben differenti, infatti dove non esiste l'Ordine trampolino di lancio è sempre più spesso la rete.

D'altra parte basta pensare all'importanza del giornalismo online, anche quello basic, dove sono i cittadini a dare le informazioni: attentato Torri Gemelle, tragedia della Costa Concordia e quasi tutti gli scenari di guerra nel mondo.

Un giornalismo differente, molto diretto, senza filtro e timore, un giornalismo libero e quasi friendly, un linguaggio che non è più quello colto e raffinato del classico giornalista italiano ma che diventa social, flessibile, ricco di slang e forme che possono apparire talvolta poco ortodosse.

Ma di webjournalism non si campa così come non si campa di cronaca ed allora è necessario essere flessibili, “riciclabili”.

E' necessario ed indispensabile rinnovarsi.

Scrivere in rete, ''riempire blog”, preparare testi fruibili e leggibili è un gran bel mestiere, è un nuovo modo di comunicare. Dietro ogni frase, ogni parola e persino ogni immagine c'è tantissimo lavoro, ore di studio e passione.

5 aggettivi Eleonora: quali useresti per descriverti?

Appassionata,innamorata, determinata, eclettica, stakanovista, ahimè per obbligo.

Raccontaci brevemente la tua storia. Come sei entrata nel mondo del web?

La storia inizia con il primo bip del mio modem, correva l'anno 1992, poi corsi, lezioni, studio, prove, errori. Poi è stato solo amore, dall'Html puro sono passata ai contenuti ed ai testi, alla comunicazione politica e commerciale, alle campagne marketing e non solo. La mia passione resta sempre quella del giornalismo ma... in Italia la strada non è praticabile ed allora, dopo varie collaborazioni scopro nuovi orizzonti, dove la chiave è, sì quella della scrittura, ma le tecniche sono differenti. Passo dall'articolo di cronaca giornalistica classica, al testo promozionale, al marketing sino ad una campagna personalizzata, uso l'Html, il Seo, studio i social e quanto altro è necessario per essere sempre molto profilata.

Cosa ti spinge a continuare il tuo percorso da freelance?

Passione ed amore per il mio lavoro, la voglia di continuare a mettermi in gioco quotidianamente, la curiosità innata e, ahimè, la necessità, in un Paese così come oggi, dove la mia generazione è “morta” tra le diverse leggi sul Lavoro, piani straordinari e quanto altro. L'unica possibilità rimasta è quella di essere freelance che in Italia vuol dire anche “avere la partita Iva con inquadramento INPS Gestione Separata”, niente di affascinante dietro al termine “freelance” ormai, nulla di quanto è generalmente pensato.

Rimpianti ?

Qualcuno sì, con la scrittura avrei desiderato occuparmi di tematiche sociali e di legalità, a metà tra il giornalismo di denuncia e quello investigativo, ma la realtà è diversa. L'unica possibilità che mi resta è quella di aspirare ad un contratto un po' più lungo dei classici 90 giorni, in cui il progetto lo si inizia a conoscere ma nulla più. Novanta giorni che nessuno mai rinnova perché servono sempre idee differenti e sopratutto perché cambierebbero le regole di ingaggio.

Da quando hai iniziato ad oggi, cosa pensi sia cambiato nel mondo ?

Parecchio: nel 1992 i social non esistevano, oggi ci si districa tra social, seo, tecniche di posizionamento; ieri un testo, un articolo per la carta stampata o per la rete era lo stesso, uguale, identico, oggi no. Due tecniche di scrittura completamente differenti, una comunicazione di altro livello.

Un consiglio per chi vuole seguire la tua strada?

Essere bravi e sapersi “proporre”, “vendere” il proprio prodotto intellettuale nel miglior modo possibile, non arrendersi mai e continuare a migliorare, confrontarsi e studiare, soprattutto, ahimè! essere flessibili, perché comunque l'unico modo per affrontare un mercato competitivo come il nostro è quello di riuscire a offrire un prodotto nuovo, sempre, un servizio unico, sempre. Aggiornarsi, muoversi, implementare la propria professionalità e non fare mai affidamento sulle entrate previste.

 

per chi volesse consigli da Eleonora: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

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Last modified on Sunday, 30 August 2015 07:17
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