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Nel mondo pre-moderno, come già nei popoli di interesse etnologico e soprattutto nelle culture orientali, le espressioni di natura artistica sono indissolubilmente legate al sentimento del Sacro, alla volontà, cioè, di instaurare o rafforzare un contatto fra la dimensione del divenire e la dimensione dell’Essere. Il trionfo travolgente della rivoluzione scientifica, della civiltà industrializzata e della visione del mondo di credo positivistico ha finito, però, in particolar modo all’interno della cultura occidentale, per operare una radicale desacralizzazione, promuovendo un approccio etico-esistenziale di impronta ateistico-materialistica (sia sul piano teoretico che su quello pratico) e mettendo, di conseguenza, brutalmente in soffitta il concetto stesso di “anima”. A tutto questo, riprendendo istanze di derivazione romantica, si è opposta la cultura del cosiddetto Decadentismo, volta a riscoprire la dimensione celata del vivere e a dare voce alle voci sotterranee dell’io.
A tale processo culturale antipositivistico e antimaterialistico, nel corso dell’ultima parte del XIX secolo e dei primi anni del XX, offriranno un grande supporto due movimenti culturali (perlopiù ignorati dai manuali scolastici) dalle notevoli potenzialità rivoluzionarie: lo spiritismo prima e il movimento teosofico poi. Lo spiritismo, con la sua sconcertante casistica fenomenica, sarà salutato da milioni di persone come la dimostrazione oggettiva dell’esistenza dell’anima e della sua sopravvivenza, arrivando ad esercitare un’attrazione profonda sulle menti di letterati come Capuana e Conan Doyle, nonché di illustri scienziati come il chimico Crookes e l’astronomo Flammarion.
Ma sarà soprattutto l’entrata in scena di una donna straordinaria come Helena Petrovna Blavatsky, fondatrice della Società Teosofica (1875) e autrice di opere monumentali dal fascino sconfinato come Iside Svelata (1877) e La Dottrina Segreta (1888), a fornire un ricchissimo potenziale di stimoli e di conoscenze a tutti coloro che desideravano opporsi al dominio sempre più inaridente dell’ideologia materialistica. Fondamentale è il fatto che la Teosofia o Religione-Saggezza diffusa dalla Blavatsky non venne da lei mai definita come qualcosa di “nuovo”, bensì come la presentazione sistematizzata di un insieme di conoscenze presenti da sempre all’interno delle varie tradizioni religiose, degli antichi sistemi filosofici e delle più genuine esperienze mistiche di ogni epoca.
Da questo serbatoio sterminato di pensiero, gli intelletti più aperti e assetati di verità autenticamente universali, non ingabbiate in involucri confessionali, si imbatterono nella serie seguente di concetti, dalle indubbie valenze esplosive soprattutto se riferiti al campo della produzione artistica:
Da questa vera e propria miniera filosofica, artisti come Gustave Moreau e Odilon Redon, in Francia, e Umberto Boccioni, Luigi Russolo e Giacomo Balla, in Italia, trassero innumerevoli sollecitazioni per dare vita ad un innovativo modo di fare arte, in cui (sia che si tratti di simbolismo o di futurismo) a dominare sarà la volontà di andare oltre la barriera ingannevole del piano sensoriale. E su questa strada, attingendo direttamente ai tesori della letteratura teosofica, altri artisti di genio quali Hilma af Klint, Wassily Kandinsky, Kazimir Malevic e Piet Mondrian (solo per citare i nomi di maggior peso) partoriranno modalità espressive sempre più sganciate dalla mera osservabilità empirica, per approdare a forme sempre più radicali di astrattismo, favorendo la nascita di innumerevoli percorsi di coraggiosa ricerca creativa, tutti accomunati dalla voglia di dilatare la percezione del reale, di costruire ponti fra micro e macrocosmo, di permettere alle insondabili energie sepolte nel nostro cuore di irrompere epifanicamente nel mondo del divenire e dell’impermanenza.
Ed è su questa stessa lunghezza d’onda che è stata pensata e allestita, presso il laboratorio artistico COSARTE di Garbatella (Roma), la Mostra intitolata Mystical and Interior, presentata dall’organizzatrice Simona Gloriani come un “viaggio introspettivo verso la propria interiorità”, e come “sentimento di contemplazione in una dimensione che può farci vedere la ‘trascendenza’ o riportare al proprio io e alla propria anima”, con il non facile obiettivo di provare a “mettere in evidenza l’importanza dell’introspezione” e di tentare di “esplorare le dinamiche della natura che raggiungono le profondità della nostra mente”.
La Mostra, che raccoglie lavori pittorici e fotografici frutto di sensibilità molto differenti, in cui prevalgono nettamente orientamenti di carattere surrealistico e simbolistico, ha ricevuto da parte dei primi visitatori un’ accoglienza gioiosa e sinceramente interessata, segno evidente che le opere esposte, efficacemente commentate dai loro autori, sono riuscite, almeno in parte, nell’ ambizioso intento di comunicare piccoli e grandi messaggi, piccole e grandi emozioni.
MYSTICAL & INTERIOR
MOSTRA COLLETTIVA DI ARTE CONTEMPORANEA
DOVE:
c/o COSARTE, via Nicolò da Pistoia, 18
Roma
QUANDO:
dal 13/10/2023 al 19/10/2023
Martedì e giovedì dalle 16.30 alle 19.00; lunedì, mercoledì, venerdì dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 18.30.
ARTISTI:
Gianluca Bellissimo, Maurizio Campitelli, Flavia Distefano, Roberto Fantini, Simona Gloriani, Mahroo Hemati, Alessio Masi, Roberto Pinetta, Stefania Spera, Gabriella Tiricanti.