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L’animazione turistica è una professione seria

By Valentina Roselli June 26, 2017 7742

 

 L’animatore turistico è una professione sempre più ambita ed è doveroso spiegare i retroscena di una professione che sembra un gioco ma non lo è.  

Ha fatto scuola l’istrionico Fiorello, passato poi al mondo dello spettacolo. Rosario Fiorello è l’ esempio vivente di quanto l’animatore debba avere un innato talento e spiccate doti comunicative. Ma non  si può puntare tutto su una creativa improvvisazione cabarettistica perché questo lavoro diventi la professione di una vita, occorrono altre doti e una buona preparazione.

 

 

Quando nasce questa figura professionale? L’animatore nasce negli anni sessanta per completare e valorizzare l’offerta delle strutture ricettive di lusso, come una sorta di fiore all’occhiello per chi può  permetterselo: i villaggi, crociere e alberghi. Con diffondersi del turismo di massa, si è affermato più che l’animatore singolo, il team di animatori , presente in ogni luogo di villeggiatura, dall’economico  campeggio ai soli stabilimenti balneari, diventando il valore aggiunto di una di ogni struttura ricettiva.

Purtroppo, come accade spesso con l’aumento dell’offerta la qualità spesso lascia a desiderare. Non basta sognare luoghi esotici , la volontà di conoscere persone e una sana faccia bronzo per fare  bene questo mestiere.

Occorre anche una buona dose di pazienza per lavorare in gruppo e quindi spiccata attitudine alle relazioni interpersonali e capacità organizzative notevoli.

 

 

“Un bravo animatore deve sapere organizzare il tempo degli ospiti della  struttura in modo intelligente e divertente avere insomma capacità tecniche, e sportive” racconta Giovanni Malagò 35 anni,   animatore da dieci nei  villaggi Eden nell’Italia del sud. “   I giovani notano subito le opportunità e i vantaggi di questo lavoro ma poco sanno dei sacrifici, della professionalità e l’impegno che questa  professione richiede “ Giovanni svela che sono importanti gli inizi. “Se si vuole fare carriera e ottenere le meritate soddisfazioni economiche occorre acquisire la giusta mentalità e iniziare bene, trovare  subito un buon ingaggio per non perdere tempo prezioso in occupazioni inutili che non offrono niente dal punto di vista formativo ed economico” .

 

Una volta affrontata la giusta selezione Giovanni spiega che è altrettanto importante capire in quale ruolo si vuole assumere all’interno di un gruppo di animazione perché è bene definire le competente e  i ruoli di ogni animatore per offrire un buon programma di animazione consono al target degli ospiti e ai mezzi che si hanno a disposizione. “Se si preferisce lo sport , meglio buttarsi sull’organizzazione di  tornei sportivi e giochi piuttosto che sugli spettacoli” prosegue Giovanni “ma non è solo una questione di resistenza fisica. Ci vuole testa per individuare chi hai davanti e cosa può interessare. Sapere  diversificare senza standardizzare” Fantasia, creatività, resistenza fisica e abilità motoria , capacità organizzativa. Insomma ce n’è abbastanza da affascinare i ben intenzionati e scoraggiare coloro che  pensavano che animare fosse una questione di “feeling”.

 

 

 

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