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Teatro: Il diritto di essere fragili: la lezione di umanità di Andrea Muzzi in "All’alba perderò" al Teatro Puccini di Firenze

By Marzia Carocci January 04, 2026 873

Esiste una dittatura silenziosa, ai giorni nostri, che ci impone di essere sempre vincenti, performanti e impeccabili.
È per questo che entrare a teatro per assistere a "All’alba perderò" di Andrea Muzzi non è solo un atto culturale, ma una vera e propria boccata d'ossigeno.
Lo spettacolo, scritto a quattro mani con Marco Vicari, è un viaggio controriformista che ribalta il podio della vita e celebra chi, quel podio, non lo ha mai nemmeno sfiorato.
C’è qualcosa di poetico nel fallimento, e Andrea Muzzi sembra averlo capito meglio di chiunque altro.
Con il suo spettacolo All’alba perderò, l’attore toscano esplora quel sottile confine che separa l'eroe dal perdente, ribaltando completamente la prospettiva.
Attraverso una carrellata di aneddoti incredibili (ma veri), Muzzi tiene il palco con una naturalezza disarmante.
La scrittura è serrata, le battute arrivano puntuali, ma è nel sottotesto che si trova il vero valore: l'accettazione dei propri limiti. Non è solo uno show per ridere, ma una riflessione necessaria sulla nostra società ossessionata dal primo posto.
Muzzi ci insegna che, a volte, perdere è l'unico modo per restare liberi.
Lo spettacolo è stato un susseguirsi incalzante di battute e ironia, un vortice di risate che non ha mai perso, però, quel filo invisibile di poesia che legava ogni parola.
È in questa trama che la nostalgia si è fatta spazio con delicatezza, svelando un Andrea Muzzi capace di inserire anche se stesso, la propria storia e la propria vulnerabilità, fra gli aneddoti da lui espressi
Un lungo e caloroso applauso  ha congedato l’attore durato diversi minuti, non è stato però, solo per  un tributo alla sua performance tecnica, ma un ringraziamento collettivo.
Muzzi con Marzia Carocci

In una fredda sera d’inverno, il suo monologo ha saputo scaldare la platea alternando momenti di pura allegria e spasso travolgente a squarci di riflessione profonda. Andrea Muzzi ci ha regalato una verità preziosa e nuda: la riscoperta di quella dimensione umana che ci permette di guardarci allo specchio con indulgenza. Se ne va, l'attore, le luci si abbassano, ma resta in sala la sensazione di aver compreso qualcosa di più su noi stessi, uscendo dal teatro ci sentiamo un po' più consapevoli e, finalmente, inconsciamente, più liberi di sbagliare.
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Last modified on Sunday, 04 January 2026 14:53
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