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Piero Melissano, il produttore che ascolta il silenzio.

By M. Concetta Tornetta January 29, 2026 51

 

Nel cinema italiano esiste una figura che non ama il clamore, ma lo orchestra. Piero Melissano non entra nelle stanze facendo rumore: ci entra con le domande giuste. È uno di quei produttori che non si limitano a “far quadrare i conti”, ma li mettono al servizio di un’idea, di una visione, di un tempo narrativo che chiede rispetto.

Melissano appartiene a una specie rara: quella dei produttori che leggono le sceneggiature come se fossero romanzi e i budget come se fossero mappe. Non cerca l’effetto immediato, ma la risonanza lunga. «Un film deve continuare anche quando finisce», ama ripetere a chi lavora con lui. Ed è forse questa la cifra più riconoscibile del suo lavoro: la durata emotiva.

Il suo metodo è apparentemente razionale, quasi chirurgico. Analisi dei materiali, studio del contesto, attenzione maniacale alla coerenza. Eppure, sotto questa calma operativa, c’è una tensione creativa costante. Melissano è travolto dalle storie, ma non se ne fa travolgere. Le lascia decantare, come si fa con un vino che promette complessità.

Nel suo percorso produttivo, la centralità dell’autore non è uno slogan, ma una pratica quotidiana. Per Melissano, il cinema è soprattutto fiducia: nel pubblico, nell’intelligenza collettiva, nel non detto.

Non ama l’idea del produttore come “filtro”. Preferisce definirsi un amplificatore.

C’è anche una dimensione etica nel suo lavoro. Sceglie progetti che interrogano il presente senza urlarlo, che parlano del tempo in cui viviamo senza inseguirlo.

Fuori dal set, Melissano mantiene lo stesso atteggiamento: ironico, misurato, mai compiaciuto. Non colleziona successi come trofei, ma come appunti. Ogni film è un passaggio, non un punto d’arrivo.

Forse è per questo che Piero Melissano, resta una figura difficilmente incasellabile. Non è un produttore

“di genere”, né un marchio riconoscibile a colpo d’occhio. È piuttosto una presenza costante e silenziosa, come la colonna portante di un edificio che non chiede di essere vista, ma senza la quale tutto crollerebbe.

E mentre molti inseguono il prossimo trend, lui continua a fare la cosa più rischiosa di tutte: ascoltare il silenzio da cui nascono le storie.

Non tutti i produttori lasciano un’impronta visibile. Alcuni lasciano spazio. Piero Melissano è uno di questi. Ed è in quello spazio che il cinema, a volte, riesce ancora a respirare.

 

 

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