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Chi ha “suicidato” il Brigadiere Enrico Solinas?

By Vincenza Trentinella September 27, 2016 9383

“L’automobile dava le spalle al mare; il lato del conducente era attaccato al muro del terrapieno; il colpo di pistola è stato esploso dietro la nuca; la pistola viene rinvenuta ai piedi del guidatore; il sedile del medesimo reclinato all’indietro”. Questi i rilievi del RIS sulla scena del ritrovamento del cadavere del brigadiere dei carabinieri Enrico Solinas, in forza presso il comando territoriale dell’Arma di Sanremo. Ciò che ci lascia però perplessi è che questa morte è sia stata repertoriata come “suicidio”, visti gli indizi. Ma partiamo dall’inizio della Storia.
Enrico Solinas, 49 anni, brigadiere dei carabinieri, ligio al dovere tanto da non lasciare mai la caserma prima di aver portato a termine il proprio impegno quotidiano, sempre meticoloso, preciso, quasi maniacale nel seguire i particolari dei compiti affidategli, il 3 giugno del 2012, lo confermano le stesse telecamere di sorveglianza, lascia l’ufficio ad ora tarda, le 22.00, solo dopo aver consegnato tutti i verbali di cui era stato fatto carico. La sua compagna lo aspetta a casa propria, dove ha già preparato una cena romantica per il loro anniversario. Il brigadiere però l’avvisa che farà tardi: deve incontrare un informatore. Si reca quindi con la propria auto a Pian di Poma, una zona di Sanremo al limite del centro urbano che si affaccia a ridosso del mare, località assai nota per essere scenario di molti delitti irrisolti. Giunto sul posto, si accende una sigaretta e attende.
Verranno ritrovati circa dieci resti di cicche di sigarette della marca di quelle fumate solitamente dal militare ed altrettante senza marca, di quelle in uso al contrabbando minore. Quest’ultimo, però, è un l’elemento importante che, insieme al quel colpo alla nuca del quale abbiamo già riferito, apre ad altri scenari.

Da tempo il militare si stava occupando di un traffico di stupefacenti, tanto da aver individuato anche una pista ma, presupponiamo, ignaro di essersi ritrovato così rapidamente in una vicenda dalle proporzioni di gran lunga superiori alle aspettative del momento, non aveva pensato a maggiori precauzioni.
Gli altri mozziconi di sigarette, quelli senza marca, ritrovati tutti insieme e distanti dalla vettura, lasciano presagire l’attesa di un probabile killer. “Ipotesi”, dicono gli inquirenti, solo ipotesi, e rimangono saldamente “aggrappati” alle conclusioni che a loro avviso conducono “unicamente” al suicidio.

Unicamente ...? Strano, molto strano ...! C’è un altro elemento della vicenda di cui ancora non abbiamo parlato ... Quando gli inquirenti giungono sul luogo del ritrovamento del corpo del brigadiere, non trovano solo quanto finora detto ma anche, e soprattutto, quanto rimane di un rovinoso incendio che ha avvolto la vettura ed il corpo ormai esanime del militare.

Viene allora spontanea la domanda: primo, chi è capace di suicidarsi, sparandosi da solo un colpo d’arma da fuoco (oltretutto le pistole in dotazione all’Arma sono pesanti e voluminose) alla nuca e poi di darsi fuoco con tutta la vettura? Secondo, non sarebbe più ovvio pensare che l’assassino, per cancellare le tracce dell’incontro col Solinas, abbia successivamente, a omicidio avvenuto, fatto ricorso all’incendio risolutore?

Secondo la ricostruzione fatta dal magistrato, invece, Solinas si sarebbe prima dato fuoco per delusioni amorose e poi, successivamente, mentre il suo corpo bruciava, sia risalito a bordo della vettura e si sia suicidato. Come ci fosse riuscito, visto che l’automobile era parcheggiata pressoché a filo del terrapieno, ci viene difficile da capire!
Ma... l’abbiamo detto prima ...: Pian di Poma vive la strana “maledizione” dei casi irrisolti: quello della “sconosciuta di Bordighera”, ora quello del brigadiere Solinas come, con quel nome molto simile a quello di Roma “Via Poma”, ne subisce ... tutto il clima nefasto del maleficio occulto, del destino di un “coldcase” !

 

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Last modified on Monday, 29 May 2017 00:35
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