L'informazione non è un optional, ma è una delle condizioni essenziali dell'esistenza dell'umanità. La lotta per la sopravvivenza, biologica e sociale, è una lotta per ottenere informazioni.

Pianeta Urano - Frammenti cosmici n. 64

By Urano Cupisti August 28, 2017 9708

gghhFrammenti che orbitano qua e là, individuati, carpiti; li commento e condivido con voi.

La riflessione!

Il vino italiano più antico ha quasi 6.000 anni

La notizia è di quelle che “scombussolano” la Storia del Vino. Fino ad adesso il vino in Sicilia e nella Magna Grecia era stato introdotto dai Fenici e

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Il ritrovamento delle giare

successivamente dai Greci. Si parla del 1.000/1.500 a.c. Il recente ritrovamento ci porta indietro nel tempo a 4.000 anni a.c., prima dell’Età del Bronzo e contemporaneo alla civiltà Sumera.

Interessante scoprire quale civiltà fosse approdata sulle coste siciliane o quale popolo, comunità indigena conoscesse allora la tecnica naturale della fermentazione. Del resto “la scoperta” del vino risale a 12.000/15.000 anni prima di Cristo. È scritto nelle Sacre Scritture e nei ritrovamenti di processi fermentativi. Chi vivrà saprà, intanto godiamoci la recente scoperta.

  

Frammento n. 1

Il vino italiano più antico.

vinoNella fretta di dare la notizia è stato scritto, erroneamente, che “il vino italiano più antico del mondo ha 6.000 anni”. Vino più antico italiano , del mondo no. Le Sacre Scritture ci ricordano (V° Libro della Genesi) che Noè scese dal Monte Ararat, piantò la vite, fece vino e si ubriacò. Periodo delle grandi alluvioni, indicato nelle scritture come “Diluvio Universale”, circa 10.000 anni avanti Cristo. Per i non credenti valgono le scoperte archeologiche risalenti a 12.000/15.000 anni avanti Cristo. Ma la notizia che riguarda l’individuazione in una grande giara dell’Età del Rame rinvenuta in una grotta vicino Agrigento è di quelle che cambierà le attuali conoscenze sulle origini del vino italiano. Università della Florida Meridionale, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Università di Catania ed esperti della Sopraintendenza ai Beni Culturali di Agrigento; insomma un gruppo internazionale d’esperti che hanno pubblicato congiuntamente la notizia, sul Microchemical Journal, del ritrovamento della giara contenente residui fermentativi. Sarà stato vino bianco o rosso?

 

 

Frammento n. 2

Gli olivi in Valtellina. Roba da matti. Ora lo copiano.

 

“Sono un uomo pacifico, gioviale, accomodante, ho 74 anni e non spreco certo il tempo in moti di rabbia”. Parole di Carlo Baruffi coltivatore di olivi in

 ulivo kgiC U430501013984093HtD 1224x916Corriere Web Sezioni 593x443
 Raccolta di olive in Valtellina

Valtellina a 600 metri di quota. E poi quando la Coldiretti certifica che “Oltre il 46esimo parallelo in Valtellina si trova l’estrema frontiera nord dell’olio d’oliva italiano”, che sempre in quella valle c’è la presenza di 16 mila piante su oltre 50 mila metri quadrati di terreno capisci che la scommessa l’ha pienamente vinta Carlo Baruffi. “Ora tutti mi seguono, conosco contadini che hanno piantato a 700 metri di altezza”. “La qualità del mio olio? Chi lo vuole costa € 35,00 al litro”. Con questo chiude qualsiasi discorso.

 

Frammento n. 3

Il perché del mancato successo del Vino Italiano in Cina

Perché l’Italia che viene indicata come il primo produttore di vino al mondo non ha grande seguito nel mercato cinese? Francia, Australia, Cile si sono affermati grazie ad una politica d’inserimento ben

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Tasting vino italiano

pianificata e “semplice”. Noi italiani non riusciamo ad uscire da un approccio provinciale tanto da essere considerati produttori minori. Le grandi aziende sono poche e i Consorzi che riuniscono piccole cantine non riescono a “presentare” un brand ottimale. Pesano ancora i mancati investimenti ed errori fatti nel passato.

Osservo, scruto, assaggio e…penso.

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Last modified on Monday, 28 August 2017 22:03
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