L'informazione non è un optional, ma è una delle condizioni essenziali dell'esistenza dell'umanità. La lotta per la sopravvivenza, biologica e sociale, è una lotta per ottenere informazioni.


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Kaleidoscope (1434)

Free Lance International Press

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July 12, 2023

 

Seguo con interesse le proposte di Alessandra che si rivelano sempre divertenti e profonde, ma soprattutto vincenti. Mi piace il suo approccio artistico, personale e riconoscibile.

Stasera ci propone uno spettacolo i cui temi e personaggi rivelano il suo modo di pensare, di vivere la vita, di interpretarla e di affrontarla, attraverso il suo forte spirito ironico e pungente.

In questa nuova proposta ci parla della sua grande passione per Muccino, nei cui film Alessandra si rivede. Ispirata dal regista, partorisce questo riuscito monologo tragicomico in cui, dopo aver sottolineato le similitudini della sua vita con i film del regista, prende una direzione narrativa in cui riconosco la sua penna e la sua linea di pensiero.

Uno dei temi trattati è quello della donna “di contorno” in una relazione, il suo essere sempre al secondo posto sul podio dell’amore, sempre all’ombra di una madre, di una ex, dell’amica del cuore o addirittura del cane. Impelagata in relazioni con uomini dagli atteggiamenti discutibili, o in triangoli amorosi di cui lei è l’ignaro terzo vertice, Alessandra sembra in balia di un karma funesto, al quale cerca comunque di opporsi.

Non mancano, nel suo divertente sfogo, i racconti dei suoi drammi familiari che finiscono per ripercuotersi sulla sua esistenza e condizionarne le scelte, con  l’aggravio delle piccole ma numerose beghe quotidiane che, seppur futili, non fanno che esasperare il già precario equilibrio emotivo. Nel suo sfogo troviamo anche il riflesso di una crisi generazionale, che Alessandra inserisce brillantemente nel monologo. Una generazione dal futuro buio ed incerto, in cui l'artista si riconosce e da cui si sente tradita. La sua sembra una vana ricerca di una stabilità economica, familiare, relazionale, emotiva e sentimentale da poter vivere serena e felice, così come in un film di Muccino.

Seppur le storie del regista siano sempre ricche di drammi, tradimenti, crisi, litigi e relazioni sull’orlo del baratro, in ognuna appare sempre uno spiraglio, una speranza che porta verso un lieto fine. Proprio quello che si aspetta la nostra Alessandra; illusa da queste pellicole, sente di essere rimasta con un pugno di mosche in mano, ancora in attesa di beneficiare di un bel finale disegnato su misura per lei.

Si sente come Giulia, la protagonista de “L’Ultimo bacio”, ci rivede la sua energia, ne ha ereditato lo spirito e ora si aspetta di vivere un epilogo felice come il suo. Ma la vita non è come quella proposta nei film…

Alessandra dimostra tutta la sua forza espressiva divertendoci con singolari personaggi, che in fondo altro non sono che la pessima rappresentazione  della nostra società, che lei critica e ridicolizza con gusto.

Eccola, allora, nelle vesti di un cantante dalle discutibili doti, che approda non si sa come a San Remo; e poi in quelle di una cinica scrittrice che presenta il suo libro sulla bellezza interiore, ma che finisce per vessare la figlia bruttina; gag che darà poi vita ad una simpatica e attualissima digressione sul body shaming, attraverso affermazioni che ben conosciamo e che solo oggi ipocritamente vengono messe alla gogna mediatica. Poi è il turno della finta radical chic di periferia, piuttosto opportunista che vorrebbe creare un partito fondato sulle sue discutibili idee.

A questi personaggi parossistici ma, ahimè, anche piuttosto realistici, Alessandra, con un versatile uso della voce e di varie parlate dialettali, conferisce una bieca personalità ed un’esasperata espressività che racconta questa strampalata generazione con una buona dose di simpatia ma anche tanta profondità.

 

Il monologo segue la linea tracciata del suo riuscito “Vita grama di un’eroina moderna”, e senza ripetersi o cadere nello scontato, continua efficacemente il viaggio introspettivo che parte dalla sua infanzia, quando forgia il suo carattere influenzata dagli sfortunati personaggi dei cartoni animati giapponesi che hanno accompagnato lei e tutta la sua generazione, per proseguire con aneddoti divertenti dell’adolescenza e della maturità.

Forse il suo è un modo per esorcizzare i suoi vissuti, che colora con tenui tinte attraverso la grande autoironia che la contraddistingue. Senza veli, ci svela le sue fragilità ma anche i suoi punti di forza, i sogni e le speranze che la portano ancora a credere nella vita e nell’amore. Si mette in discussione davanti a noi affrontando con coraggio e determinazione quelle che sono state anche le sue debolezze e le scelte sbagliate, e quei traumi familiari che hanno condizionato la vita e condotto ad avere relazioni a senso unico tossiche e deleterie.

Alessandra ci sorprenderà con un vibrato e sentito finale in cui dimostra una evidente capacità di passare dalla leggerezza intrisa di comicità alla serietà dell'introspezione.

Sono rimasto molto colpito da questo inaspettato finale, assolutamente riuscito.

 

 

 

July 10, 2023

COMMENTO ALLE DICHIARAZIONI DEL Dr. TRITTO:

 

La Carta delle Nazioni che tutela i diritti umani di cui parla il dr. Tritto nel suo intervento  del 28 giugno 2023 nella sala stampa di Palazzo Madama a Roma c'entra poco o niente in quanto a efficacia di fronte a eventuali nuove norme (che ad oggi non ci sono nella fattispecie) liberticide e lesive dello spazio di autodeterminazione dell'individuo, essendo tale Carta solenne dell'ONU non vincolante giuridicamente, ma solo un insieme di principi e valori ispiratori per un buon legiferare nel mondo da parte dei Paesi ONU.

Semmai quella che andava citata e' la Carta dei Diritti Fondamentali della UE, vincolante giuridicamente per i Paesi UE dal 2009, e per quelli che non hanno esercitato la clausola di opting out (derogatoria) ai diritti di cittadinanza (che io sappia la Polonia fra questi).

Per la Italia la CDFUE e' vincolante giuridicamente dall'anno 2009, legge vigente che lo Stato e i Giudici nazionali hanno obbligo di applicare nell'intreccio delle fonti.

Il dr. Tritto fa bene a porre a tema il problema (salvo la imprecisione giuridica di cui sopra), ma essendo egli sostenitore della tesi del virus chimera a Wuhan ma avendo egli eluso le domande del dottor Fabio Franchi postegli pubblicamente mesi fa, forse farebbe bene a interessarsi alla denuncia oggetto di indagine penale che si trova presso la Procura della Repubblica di Roma, e che verte proprio sulla questione su cui il dr. Tritto ha rifiutato di rispondere incalzato dal dottor Fabio Franchi, in merito all'isolamento del presunto novello virus SARS-CoV-2.

Pertanto chiedo alle persone di dare attenzione a chi - nel Parlamento UE - ha posto meglio la questione nei termini giuridici e di legittimità democratica.

Questo qualcuno e' senza dubbio Rob Roos, già attivo in UE come parlamentare per aver denunciato la violazione dei diritti fondamentali durante la gestione pandemica COVID-19.

Nel seguente video di pochi minuti, egli riassume bene i rischi che corriamo in merito alle intenzioni di dare vita a questo Global PANDEMIC TREATY.

Esplicitandolo meglio, aggiungo che il pericolo e' la sottoscrizione di un accordo internazionale fra la UE che ha una sua autonomia giuridica, e la agenzia OMS

Gli accordi internazionali sono al secondo livello nella gerarchia delle fonti del diritto eurounitario, subito dopo i Trattati e prima dei Regolamenti e delle Direttive

L'idea che invece venga siglato un vero e proprio Trattato dai Paesi UE, chiamato "Health Treaty" (Trattato sulla salute) all'interno dello spazio UE ove ai Paesi verrà chiesto il voto unanime e la ratifica per la sua entrata in vigore, e' ancora più pericolosa per i motivi ben illustrati da Rob Roos, a cui rimando nel link video seguente:

Rob ROOS, eurodeputato

illustra  i rischi del Global PANDEMIC TREATY                                 

 

July 07, 2023

Elena Basile, ex diplomatica italiana, già ambasciatrice in Svezia e Belgio, ha iniziato una collaborazione con il Fatto Quotidiano. Prima con lo pseudonimo Ipazia (come ha ammesso lei stessa attraverso i suoi social) e poi firmando le sue analisi direttamente. Nei suoi articoli ha mantenuto una posizione approfondita, ragionata, critica rispetto al suicidio che l'Europa ha compiuto nel seguire gli Stati Uniti nel conflitto alla Russia attraverso l’Ucraina. Sempre con estrema moderazione nelle sue argomentazioni, ma con il torto, tuttavia, di uscire da quel tracciato imposto dalla propaganda bellica ufficiale della Nato. 

In Italia, semplicemente, da quel tracciato non si può uscire e così da ieri contro Elena Basile è iniziata una vera e propria caccia alle streghe da parte del fondamentalismo atlantista più estremo e pericoloso. A lei va la solidarietà totale della redazione de l'AntiDiplomatico ed un invito a proseguire nel suo egregio lavoro di informazione.

Del resto, come sottolinea a l'AD l'ex Ambasciatore a Teheran e Pechino, Alberto Bradanini, la posizione della Basile riprende una corrente sempre più consolidata di pensiero che sta prendendo corpo negli stessi Usa, soprattutto da accademici e pensatori della cosiddetta corrente realista, con capostipite il professor Mearsheimer. 

Di seguito l'intervista rilasciata a l'AntiDiplomatico dall'Ambasciatore Bradanini

Ambasciatore l’ha colpita il livello di attacchi che sta subendo l'ex diplomatica Elena Basile? Che segnale è per la libertà di espressione in Italia?

Reputo che siamo davanti a un ennesimo paradigma di capovolgimento di priorità. È quanto mai agevole sul palcoscenico politico italiano essere assaliti da contorcimenti su argomenti distrattivi, mettendo alla gogna un ex-funzionario diplomatico solo per aver trovato il coraggio di esprimere un pensiero critico e argomentato sul conflitto in corso. Scandalizzarsi perché Elena Basile lo ha fatto quando era ancora in servizio, poi, significa coprirsi le parti pudiche con l’antica foglia di fico. Da che mondo è mondo, il ricorso allo pseudonimo ha consentito a tanti di esprimersi quando le circostanze lo impedivano.

Nel caso in questione, d’altra parte, non pare proprio che questo abbia nuociuto alla cosiddetta politica estera italiana, che del resto è inesistente. Invece di centrare l’analisi sul merito, in un passaggio cruciale che rischia di travolgere l’Europa e il mondo, cercando di ragionare su cause e possibili uscite da questo conflitto - cercando semmai di sfatare l’evidenza che l’Italia, non essendo un paese sovrano, può solo obbedire ma non proporre soluzioni – i cosiddetti politici di professione s’industriano a biasimare il dissenso. Dubito che l’ex-diplomatica in parola sarebbe stata aggredita se avesse espresso riflessioni allineati alla narrativa dominante.

ll senatore Enrico Borghi (Azione-ItaliaViva e membro del Copasir) ha presentato un’interrogazione in commissione Esteri di Palazzo Madama sul caso. Come giudica questa iniziativa?

L’interrogazione del Sen. Enrico Borghi non sorprende. Si può arguire che essa serve di monito e per definire un possibile giro di vite, affinché in analoghe circostanze i diplomatici si tengano lontani dalla tentazione di esprimere un pensiero critico. Il nemico, dunque, non è la guerra, la sopraffazione, le ingiustizie nel mondo, no, il nemico è il libero pensiero, specie in un sistema angosciato dalla libertà d’espressione e dunque dall’arma dell’argomentazione!

Considerando anche la sua esperienza diretta, quanti diplomatici all’interno della Farnesina hanno idee lontane da quelle imposte da Nato e Unione Europea ma hanno timore ad uscire allo scoperto? E che cosa si potrebbe fare perché le voci critiche della Farnesina possano emergere?

Ovunque, le voci critiche sono in minoranza. Ovunque, i più sono allineati, per disinteresse, quieto vivere e conformismo. È così anche alla Farnesina, dove pure non mancano menti illuminate, che tuttavia non sono solite nutrirsi di carne di leone. Onore, dunque, a Elena Basile che, con coraggio e approfondimento, ha osato esprimersi in termini disallineati, ma ragionati, in un passaggio tragico come la guerra in corso. Il suo giudizio, tutt’altro che estremista, è del resto condiviso da un’ampia schiera di analisti e studiosi (occidentali, anzi americani), tra i quali, per citarne alcuni, J. Mearsheimer, J. Sachs, S. Ritter. R. McGovern. H. Schlanger (tutti Usa) e sotto diversi aspetti H. Kissinger, G. Kennan, S. Romano (I), F. Asselineau (F) e J. Baud (CH) e persino W. Burns (quando era ambasciatore Usa a Mosca).

Quanto all’esigenza che il pubblico italiano possa ascoltare voci critiche di diplomatici colti e preparati su temi complessi, essa non è semplice da soddisfare. Tutti i funzionari pubblici sono tenuti a obbedire ai governi in carica, anche contro i loro convincimenti. Per evitare ogni imbarazzo, oltre che per correttezza istituzionale, s’impone dunque anche al pensiero espresso discrezione e accortezza. Una strada potrebbe essere quella di consentire ai diplomatici privi d’incarico, ma con ampia esperienza alle spalle, di tenere pubbliche udienze nelle università italiane, senza impegnare le posizioni del governo beninteso, illustrando anche i diversi, confliggenti punti di vista. Alla luce della tradizione conservatrice della Farnesina, è di tutta evidenza che con questo pensiero si entra nel reparto dei libri di fantascienza. Per tornare al caso in parola, mi pare che i criteri di discrezione e accortezza siano stati da Elena Basile - nei fatti - sostanzialmente rispettati.

 

Da L"Antidiplomatico"

 

 Il soggiorno estivo al mare negli anni ‘20 diventò una consuetudine, andavamo completamente vestiti, con cuffiette e cappellini. Le spiagge ora si riempiono di ombrelloni. Negli anni precedenti   la moda ufficiale proponeva il costume intero con il gonnellino. Mentre per molti anni il costume intero nero fu considerato solo per donne di una certa età, oggi è il più chic tra le più giovani. Lo si nota sulle passerelle dell'alta moda, presso le catene dei grandi magazzini, nei mercatini e nelle boutique.

L' elegante costume nero sarà presente negli anni con i vari modelli: sgambato, spalline sottili, scollo a V e tessuti tecnici. A cominciare degli anni che vanno Dal 1946 al 1960 viene proposto il bikini, fu grande scandalo. Ci vorranno anni prima che questo entri a far parte  dell’abbigliamento comune in spiaggia.

 

Dal ‘61 fino ai nostri giorni fanno comparsa sulle spiagge bikini con ricami, fiori, stampe, tessuti uncinetto, e tutti rigorosamente abbinati a borse a telo da mare……ma il costume nero non si discute, è sempre pronto nel cassetto per poterlo indossare in ogni occasione. Per le donne che amano e indossano solo il bikini dopo gli anni ‘70 c’è la moda Hippy, e il costume allora si stringe, c’è il glamour, lo stile osé, “ Hot “: fanno il loro ingresso il perizoma e il costume brasiliano. Per naturale evoluzione oggi siamo arrivati al costume da bagno che diventa un top abbinato a una gonna e a un pantalone, pronti per un cocktail.

 

Ma le novità non finiscono qui: si crea “il costume adatto al proprio fisico “, reggiseno a fascia per chi ha poco seno, reggiseno a triangolo - adatto a chi ha seno medio importante - , reggiseno con coppa imbottita - adatto a chi vuole sostenere o valorizzare il seno -, e ci si industria anche saper scegliere il  modello di slip: super sgambato, a vita alta per nascondere qualche chiletto in più e  slanciare  la figura, slip a vita   bassa etc…

 

Ma, nonostante le creatività e lo sbizzarrirsi degli stilisti per i vari colori, vediamo sempre le grandi dive del cinema e dello spettacolo scegliere per uno scatto in copertina per un importate rivista il costume nero.  E, si, l' intramontabile costume nero è una garanzia per tutti: per il commercio all’ ingrosso, per i commercianti dei tessuti, per i negozianti e le proprie clienti. Un colore senza tempo, intramontabile, sempre presente negli nostri armadi.

 

 

 

 

                                                                                                   Nadia  Ludovici

 

                                          Maison Pommery

Rivoluzione regionale che dobbiamo, geograficamente, conoscere.

In modo particolare noi appassionati di Vino che spesso visitiamo la Francia e dopo, in veste di comunicatori, ne parliamo.

Dove si trova la Champagne? Ci sono due Côte d’Or? E il Bordeaux in quale Regione si trova? E la Languedoc-Roussillon è sempre la stessa? Che fine hanno fatto l’Alsazia, il Jura, la Savoia, la Côte du Rhone?

Dal 1° gennaio 2016 in Francia c’è stata una vera e propria “rivoluzione geograficaregionale”. Oggi  è costituita da 18 regioni di cui 13 in Francia metropolitana e 5 in Oltremare.

Ecco quelle della Francia metropolitana:

  • Alta Francia (Hauts-de-France) – Capoluogo: Lilla (Lille)
  • Alvernia-Rodano-Alpi (Auvergne-Rhône-Alpes) – Capoluogo: Lione (Lyon)
  • Borgogna-Franca Contea (Bourgogne- Franche-Comté) – Capoluogo: Digione (Dijon) – Sede della regione: Besançon
  • Bretagna (Bretagne) – Capoluogo: Rennes
  • Centro-Valle della Loira (Centre – Val de la Loire) – Capoluogo: Orléans
  • Corsica (Corse) – Capoluogo: Ajaccio (la Corsica è una comunità territoriale e funziona un pò diversamente dalle altre regioni francesi)
  • Grand e Est (Grand-Est) che comprende la Champagne– Capoluogo: Strasburgo (Strasbourg)
  • Isola di Francia (Île-de-France) – Capoluogo: Parigi (Paris)
  • Normandia (Normandie) – Capoluogo: Rouen
  • Nuova Aquitania (Nouvelle-Aquitaine) – Capoluogo: Bordeaux
  • Occitania (Occitanie) – Capoluogo: Tolosa (Toulouse)
  • Paesi della Loira (Pays-de-la-Loire) – Capoluogo: Nantes
  • Provenza-Alpi-Costa Azzurra (Provence – Alpes – Côte d’Azur) – Capoluogo: Marsiglia

Le regioni metropolitane sono a loro volta suddivise in almeno 2 dipartimenti  arrivando in totale a 96.

Tralascio la descrizione dei territori d’Oltremare soffermandomi in particolare sulle zone vitivinicole.

 

La Borgogna-Franca Contea (in francese Bourgogne-Franche-Comté)è il risultato dell’accorpamento  delle precedenti regioni Borgogna (il cui capoluogo era Digione) e Franca Contea (il cui capoluogo era Besançon), Il suo capoluogo è Digione, mentre Besançon è sede del Consiglio Regionale.

È composta da otto dipartimenti: Côte-d'Or (21), Doubs (25), Giura (39), Nièvre (58), Alta Saona (70), Saona e Loira (71), Yonne (89) e Territorio di Belfort (90). Sono inclusi nella regione 152 cantoni e 3 702.

La Côte d'Or non identifica più l’insieme della Côte de Nuit e la Côte de Beaune ma adesso rappresenta un vasto dipartimento che confina con quelli dell'Aube a nord, dell'Alta Marna a nord-est, dell'Alta Saona a est, del Giura a sud-est, della Saona e Loira a sud, della Nièvre a ovest e della Yonne a nord-ovest. Oggi quando si parla di Côte d’Or vitivinicola ci dobbiamo riferire a quattro aree: Côte de Nuit, Cote de Beaune, Chatillon e Haute-Côtes. È rimasto il dipartimento dello Yonne con lo Chablis e i vigneti dell’Auxerrois.

            Le nuove regioni della Francia

L'Alvernia-Rodano-Alpi (in francese Auvergne Rhône-Alpes) è il risultato dell’accorpamento di regioni che oggi sono dipartimenti. Ne fanno parte l’Ain con il Bugey, l’Ardèche, l’Alta Loira (dove nasce il fiume), la foresta di Allier e la Côte du Rhone.

Il Centro-Valle della Loira (in francese Centre-Val de Loire) è, in questo caso, uno smembramento della Valle della Loira intesa precedentemente. Occupa la parte Est della “vecchia valle della Loira”. Ne fanno parte Sancerre e Pouilly-sur-Loire, Orléans, Touraine, Chinon.

Paesi della Loira (Pays-de-la-Loire) – Capoluogo: Nantes. La parte Ovest della “vecchia valle della Loira”. Ne fanno parte Samour, Anjou, Savennières (Chenin blanc) Coteaux-du-Layon, Muscadet e Muscadet Sevre-et-Maine.

Grand e Est (Grand-Est) che comprende la Champagne. Capoluogo: Strasburgo (Strasbourg) Dalla sola Regione Champagne si passò a Champagne-Ardenne ed adesso sono state aggiunte l’Alsazzia e la Lorena. Per gli amanti della vinoviticoltura quindi, la nuova Regione mette assieme l’Alsazia e la Champagne. Il capoluogo regionale non è più Reims ma Strasburgo. È composta dai dipartimenti: Ardenne (08), Aube (10), Marna (51), Alta Marna (52), Meurthe e Mosella (54), Mosa (55), Mosella (57), Basso Reno (67), Alto Reno (68) e Vosgi (88).

La Nuova Aquitania (in francese Nouvelle-Aquitaine; Oggi la Regione più estesa francese. Accorpamento di regioni come l’Aquitania (storica che identificava il bacino del Bordeaux), la Charantes, il Limosino e Poitou. Oltre al bacino viticolo del Bordeaux comprende quello della Charantes, del Cognac, dell’Armagnac del Madiran, del Bergerac, Jurançon.

Occitania (Occitanie) – Capoluogo: Tolosa (Toulouse). Questo accorpamento ha sconvolto completamente il mondo vitivinicolo. Comprende tutta la Linguadoca da Nimes a Narbonne, il Rossiglione (Roussillon) fino al confine con la Spagna, l’area di Limoux, Carcassonne, Gaillac e Cahors. Ricordiamo i tredici dipartimenti:  Ariège (09), Aude (11), Aveyron (12), Gard (30), Alta Garonna (31), Gers (32), Hérault (34), Lot (46), Lozère (48), Alti Pirenei (65), Pirenei Orientali (66), Tarn (81) e Tarn e Garonna (82). Sono inclusi nella regione 269 cantoni e 4565 comuni.

Bretagna, Normandia, L’ile-de-France, Provence e Corsica sono rimaste Regioni con i confini conosciuti da sempre.

Morale: dimentichiamoci quanto studiato fino ad oggi, memorizziamo i confini delle nuove regioni e cerchiamo, nella comunicazione, di non cadere in romanticismi geograficinon più esistenti.

La vedo molto dura e certi “refusi”, ne sono convinto, continueranno ad essere evocati ancora per molto tempo.

Un’ultima riflessione: mi chiedo, se fosse stato proposto in Italia una cambiamento del genere ?

 

 

 

 

 

 

July 01, 2023

June 29, 2023

E come potrebbe non essere, questa serata in compagnia della strepitosa Paola Minaccioni, se non bellissima? Credo di aver visto, se non tutti, una gran parte dei film in cui appare. Anche nelle piccole parti o apparizioni riesce sempre a lasciare il segno, grazie alla sua grande personalità.

Un'attrice esuberante, divertente ma anche profonda, che con il suo modo di porsi riesce a piacere ad un pubblico eterogeneo. Stasera, infatti, l’arena del Teatro Tor Bella Monaca è sold out; bambini, ragazzi, anziani… c’è davvero di tutto in sala. Una platea ansiosa di assistere a questo monologo in cui Paola ha inserito alcuni suoi personaggi, presentati in TV o alla radio, attraverso i quali affronterà alcuni temi che assillano la nostra società, come le nevrosi e le problematiche personali, utilizzando una chiave comica e al contempo surreale.

Adoro quest' attrice, che finora non avevo mai visto esibirsi dal vivo, a briglia sciolta in uno spettacolo tutto per travolgerci con capacità istrioniche, bravura e grande simpatia…

Irrompe nella platea prendendo subito di petto il pubblico in maniera molto confidenziale, scioccando gli spettatori, divertiti perché non si aspettavano questo insolito inizio di serata.

Così, Paola rompe subito gli imbarazzi, infrange la quarta parete, la conquista immediatamente e si mostra per quello che è: semplice, diretta, spontanea, vicina al suo pubblico. Scevra da qualsiasi altezzosità da star che potrebbe permettersi ma che non la sfiora, prende per mano il suo pubblico immergendosi nel calore che gli dimostra la sala, già bella carica di voglia di divertirsi con lei.

Le tematiche trattate sono quelle che affliggono un po’ tutti: l’insonnia e le improbabili tisane che concilierebbero il sonno, lo stress, i vaccini usati durante la pandemia e le loro particolari e fantasiose reazioni che ognuno ha creduto di provare dopo l’inoculazione. Ma c’è spazio anche per le confidenze sulla vita sentimentale dell’attrice, ricche di aneddoti descritti in maniera molto simpatica e accompagnati con le esilaranti poesie che ha composto durante la sua buia solitudine sentimentale. Vulcaniche le reminiscenze sulla terminata relazione e le invettive contro il suo ex, con conseguente divertentissimo sfogo. Ma pare che ci siano problemi anche nel rapportarsi con i suoi strampalati e singolari fans quando li incontra per strada… 

Divertente anche la descrizione degli strani ed inutili oggetti che tutti, bene o male, abbiamo acquistato nei negozi “Tiger”, che lei ha collezionato nella vana speranza di mitigare il suo stress e i suoi vuoti emotivi; dunque, perché non tentare la via della meditazione attraverso una forma di yoga interpretata tutto a modo suo?

Una breve incursione nell’estremo uso dei trattamenti estetici per rallentare ed esorcizzare la vecchiaia, e approda poi ad un argomento sempre attuale: l’influenza negativa di una madre in un rapporto sentimentale. Si presenta, allora, nei panni di una irrefrenabile ed esilarante mamma siciliana davvero irresistibile che candidamente svela tutti i suoi espedienti per non perdere il figlio ormai sposato. Poi, abbandonate queste vesti e il dialetto della trinacria, la ritroviamo nei panni di una molesta inveterata operatrice telefonica rumena, che in modo assai discutibile presta la sua assistenza tecnica telefonicamente, mentre contemporaneamente essendo in smart working, assolve il compito di badante ad un anziano signore! Fantastica poi la telefonata con il suo nuovo toy boy, con cui intreccia una improbabile relazione amorosa. 

Sparisce poi dal palco, per riapparire vestita come un’anziana ma energica ottantenne, apparendo inaspettatamente tra il pubblico. Impicciona e invadente, importuna simpaticamente le coppie presenti, facendo domande sulla loro vita matrimoniale e dare così sfogo alla sua pruriginosa curiosità.

Qui Paola dimostra tutta la sua preparazione e schiettezza attraverso la sua improvvisazione, che diverte e sorprende moltissimo il pubblico.

Le movenze con cui dà vita ai suoi personaggi, gli atteggiamenti, l’espressività, l’impostazione delle voci che utilizza sono fantastici. Si rivela una grande intrattenitrice che sa benissimo come sfruttare le pause, per creare una particolare suspense comica molto efficace.

Con battute semplici, provocatorie, pungenti e sempre divertenti, si conferma accattivante, coinvolgente, creativa, esuberante, divertendo i presenti attraverso quegli argomenti citati in cui lo spettatore si ritrova e si riconosce. Ben riuscite le imitazioni della Bertè, della Ferilli e della Meloni.

Alla fine, la serata si rivela come il titolo dello spettacolo: il pubblico dimostra non solo di divertirsi, ma anche di essere molto coinvolto dalle brillanti e frizzanti trovate di Paola, e lo dimostra esternando tutto il suo affetto attraverso calorosi applausi e tante risate.

June 27, 2023

Sia da quello che ha detto il Presidente Putin chiedendo un minuto di silenzio per i piloti russi morti nell'espletamento del loro dovere, sia dalla ammissione del Capo Wagner Prigozhin (che si dice rammaricato perche i suoi uomini hanno fatto fuoco contro l'Aviazione), si evince che il bilancio di sangue contenuto ma pur sempre costituito da vittime, della rivolta armata e tentato golpe del 24 giugno 2023, potrebbe essere il seguente:

* 6 elicotteri e 1 aereo russi abbattuti dalla colonna Wagner in rivolta, in marcia verso Mosca;

* 1 camion del convoglio Wagner/ incolonnato sulla autostrada M-4 che da Rostov sul Don conduce a Mosca, colpito e distrutto presso Voronezh;

Non si conosce il numero esatto di vittime Russe fra i piloti della Aviazione russa e dei soldati mercenari della Wagner colpiti in autostrada dal fuoco delle forze lealiste russe.

La città di Mosca attendeva la colonna Wagner in assetto di difesa e antiterrorismo, con luoghi aperti al pubblico già evacuati, posti di blocco allestiti in punti chiave delle strade e cecchini a difesa dei punti sensibili, soprattutto istituzionali.

Per quanto sembra impossibile e per quanto molti pensino si sia trattato di un bluff, a giudicare dalle reazioni di tanti personaggi istituzionali e non della Federazione russa, la crisi che si è fortunatamente chiusa senza una guerra civile fratricida, avrebbe potuto avere conseguenze devastanti dal punto di vista geopolitico e strategico, anche per la UE e il resto del mondo.

La gradualità con cui hanno agito i vertici russi che hanno usato la forza in punta di piedi - garantendo al contempo un ripensamento per le poche migliaia di soldati PMC Wagner che hanno aderito alla insurrezione armata (molto meno della metà dei membri aderenti  alla Wagner a quanto pare) - ha consentito quella soluzione politica e di mediazione che ha evitato un bagno di sangue tragico ma che era una possibilità reale, a tutto vantaggio non solo del Governo di Kiev in carica, ma soprattutto di certe forze atlantiste molto lontane da una visione di soluzione pacifica e diplomatica del conflitto in corso nel Donbass ucraino.

June 26, 2023

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