L'informazione non è un optional, ma è una delle condizioni essenziali dell'esistenza dell'umanità. La lotta per la sopravvivenza, biologica e sociale, è una lotta per ottenere informazioni.


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Kaleidoscope (1271)

Free Lance International Press

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October 08, 2023

 

Qual è l'oggetto più scrauso (di nullo valore) in assoluto da poter essere preso a noleggio? Monopattino; gommone; pedalò; pattini a rotelle; sci; racchette da sci; minicar?!? la risposta è: nessuno di questi! Nessun oggetto in elenco risulta essere il più economico in assoluto. Ma ce n'è uno, il più prezioso di tutti – che non è in elenco – ma guarda caso è quello che conta più di tutti in assoluto e non costa niente:  l'Essere Umano Occidentale!

Proprio così! In parecchie Nazioni del blocco occidentale, prende sempre più piede il raccapricciante “reddito di cittadinanza” che – ovviamente – a seconda di quale sia l'aerea di riferimento, cambia definizione. È, in buona sostanza, il marchio di fabbrica di quei governi sedicenti progressisti, quelli che trasformano gli esseri umani in “risorse” i sordi in “non udenti”, i ciechi in “non vedenti” e gli aguzzini in “politici”. Sebbene la definizione possa assumere ora quel nome ora quell'altro nome, quella che non cambia mai è la sostanza: esseri umani a prezzi stracciati, pagati per restare inermi, mentre la vita scorre inesorabilmente per non tornare mai più indietro. Il dato agghiacciante è che costoro (i percettori di queste miserie) siano stati ipnotizzati al punto da essere felici e contenti di contare meno di un monopattino scassato e sono giunti a minacciare di morte chi abbia preso provvedimenti di alienazione dell'orrido strumento di rincoglionimento di massa.

Ma facciamo due conti, così da capirci meglio e senza fraintendimenti! E per farlo al meglio daremo un occhio esclusivamente a quelli che risultano essere i siti ufficiali reperibili on line ad oggi, Ottobre 2023. I prezzi indicati sono stati ricavati effettuando il calcolo della media su base minima di tre offerte attinte tra i valori minimi e massimi. L'importo si riferisce al costo netto l'ora:

monopattino:                                  13,20 €

gommone:                                       20,00 €

pedalò:                                             15,00 €

pattini a rotelle:                             6,00 €

sci:                                                     5,30 €

racchette da sci:                             2,80 €

minicar:                                            2,08 €

ESSERE UMANO                             1,00 €

Ci siete arrivati da soli o ve la devo spiegare, come commenterebbe il simpatico ed acuto Silver Nervuti?!?

come ci si arrivi a ad 1 euro è presto fatto: il RDC ha una forbice che si estende dai 480 sino ai 1300 euro mensili, a seconda del numero dei componenti famigliari. La maggioranza dei percettori del RDC riscuote una somma pari ad € 9360 annui che suddivisi per 12 mensilità fa 780 euro al mese. In un mese ci sono in media 732 ore. 780 / 732 ore dà 1,06 centesimi di euro, ecco fatto!

Cosa si può acquistare nel 2023 al costo di un euro? Vediamo un po': meno di mezzo litro di benzina; 0,70 cl di latte vaccino; circa un litro di vino bianco da tavola della qualità più infima possibile; mezz'ora a bordo di una minicar; un quarto d'ora di sci a noleggio; 3 minuti di gommone; 4 sigarette... o un ESSERE UMANO felicissimo di valere meno di mezzo litro di gasolio, fidelizzato e votante ad ogni tornata elettorale, ignorante come una bestia, sempre pronto a scatenare l'inferno pur di continuare ad adulare il o i politici di professione che beccano decine di migliaia di euro la mese alla faccia sua per mantenerlo nell'indigenza di Stato ed abbrutirlo confinandolo ai margini di una vita che più squallida sarebbe impossibile soltanto immaginarla.

               Un tempo, quand'ero ancora un ingenuo ragazzo, sentivo parlare malissimo di un politico democristiano, tale Mastella da Ceppaloni, reo di aver raccomandato gli abitanti di un paese intero di oltre tremila anime in cui la disoccupazione era solo un dato snocciolato alla TV. Ebbene, oggigiorno mi chiedo ancora di cosa si lamentassero ai tempi. Il compito di un politico non dovrebbe essere proprio quello di ridurre a cifre da prefisso telefonico la disoccupazione e le sperequazioni sociali, sì o no? O forse dovrebbe essere quello di ridurre un essere umano allo stremo delle risorse e mantenerlo in esistenza senza offrirgli mai la possibilità di sentirsi un vero ESSERE UMANO?

Sabato 7 ottobre inizia la due giorni di manifestazioni e degustazioni enogastronomiche nel borgo di Lollove, che oggi appartiene alla Città di Nuoro, posto ad una ventina di chilometri dal capoluogo barbaricino, scelto quale tappa della rassegna annuale “Autunno in Barbagia”, con il contributo dell’organizzatore Assessorato alle Attività Produttive e Commercio del Comune di Nuoro. 

“Carrèras de Lollobe”, in lingua sarda, sono denominate le due giornate di sabato 7 e domenica 8 ottobre che si apriranno ricordando Grazia Deledda. Sarà infatti Neria De Giovanni a raccontare alle ore 10:30 in una lectio magistralis il coinvolgimento narrativo di Lollove, teatro della vicenda narrata nel romanzo “La madre” del 1920. La descrizione delle case e delle strade di Lollove, che nel romanzo la Deledda chiama Aar, sarà preceduto da una apertura istituzionale in cui verrà presentato il pannello turistico-letterario che l’Associazione Salpare, presieduta da Neria De Giovanni stessa, ha realizzato all’interno di un vero e proprio percorso turistico- culturale che coinvolge 19 paesi, uniti nel progetto “Il cammino di Grazia – The path of Grazia” finanziato dal Comitato per le Celebrazioni Deleddiane, a memoria dei 150 anni dalla nascita della scrittrice. 

Spazio anche alla musica e alla poesia itinerante lungo le casette e i vicoli in pietra del paese, con i componimenti musicali di Valentino Sedda all’organetto e Marco Mura del Movimento Artistico “Poesie per Strada”, che intratterranno i visitatori tra note e versi tanto il sabato quanto la domenica sino a sera. Intrattenimento anche per piccoli e adulti grazie al laboratorio ludico dei Grandi Giochi di Legno, allestito presso il Giardino Casa Gusai in via Roma, dall’Associazione Culturale Lughené. 

Previsto inoltre l’Infopoint attivo mattina e sera presso la Chiesa di Santa Maria Maddalena, monumento storico seicentesco del paese e, sul medesimo sagrato, lo scrittore algherese Massimiliano Fois che presenterà il suo “Breviario per notturni campestri” (Nemapress edizioni), con un concerto poetico accompagnato da radiofrequenze, chitarra armonica e voce di Quirico Solinas e violino di Dario Pinna. 

Conclusione del sabato alle ore 20:00 presso la corte di Casa Borra con la videoproiezione del film “I Giorni di Lollove”, dei registi Figus e Piras e la collaborazione dell’Istituto Superiore Regionale Etnografico e del Consorzio per la Pubblica Lettura Sebastiano Satta che, attraverso le riprese fatte dal vero nel 1989, mostrano una Lollove di ben 34 anni fa, ricreando così una ambientazione agropastorale, la cui vita era scandita dai tempi delle campagne e delle festività religiose.

 

 

October 01, 2023

September 26, 2023

«Se ne sta seduta tutta dritta sulla poltrona, con il braccio proteso a ricevere la medicazione e, mentre io suono per lei a ripetizione il tema dell'Andante del Trio op. 100 di Schubert, la luce sul suo viso è così intensa da irradiare di un flusso scintillante tutta la stanza, le infermiere e perfino me. All'esterno, anche la quercia dai larghi rami riceve quel luccichio copiosamente. Almeno così mi sembra, quando la saluto per andarmene». Quando Claire Oppert, violoncellista di fama internazionale, non è in giro per il mondo a dare concerti o impegnata con i suoi allievi, suona per i malati terminali, per gli autistici o per gli afflitti da demenza. Con penna delicata e poetica, la musicista racconta gli incontri straordinari che ha avuto. Donne e uomini che il canto del violoncello ha rasserenato, stimolato o confortato.

La musica al capezzale dei pazienti diventa un riparo contro la malattia, contro il dolore. Il momento musicale fa emergere ricordi e tocca quella parte di ognuno di noi che è viva e integra. 

Nata a Parigi in una famiglia di medici e artisti, Claire Oppert è diplomata presso il rinomato Conservatorio statale di Mosca “P. I. Tchaikovsky”, laureata in filosofia e ha conseguito il diploma universitario in arteterapia. Riconosciuto e apprezzato nel mondo scientifico, il suo protocollo

medico – la Cura Schubert – allevia il dolore e l’ansia dei malati. 

Tradotto in più lingue, La Cura Schubert ha vinto il prestigiosissimo Prix Littéraire des Musiciens. 

L’artista al termine della presentazione del suo libro, svoltasi qualche giorno fa presso la “Galleria Sempione” a Roma, ha fatto un piccolo recital riscuotendo successo incondizionato; sono stati eseguiti alcuni brani del repertorio che ha ideato per i suoi pazienti nei quali spicca il tema dell’Andante del Trio per pianoforte n. 2 in mi bemolle maggiore, op. 100, di Franz Schubert.

 

Su  IBS

 

September 21, 2023

Teatro Petrolini 

“Giacche arancioni e manici di scopa”

-Memorie tragicomiche di un netturbino sentimentale-

Di Riccardo Massaro

Riadattato ed interpretato da Marco Zordan

 

 

Quale effetto vi farebbe ascoltare la vostra vita raccontata da un altro? Sarebbe capace di procurarvi le stesse emozioni e sensazioni che avete

              Marco Zordan

vissuto in prima persona? Marco Zordan ne è stato capace. 

Devo dire che mi ha fatto uno strano effetto questa particolare esperienza. Conosco il talentuoso Marco da anni perché lo seguo spesso in teatro. Dunque, con molta fiducia gli ho messo in mano una parte della mia vita, quella professionale, con tutte le emozioni ad essa legate.

Qualche decina di fogli pieni di righe nere. Righe formate da parole che raccolgono parte del mio mondo. Non avevo dubbi su come si sarebbe impegnato nel realizzare la mia proposta, e lo spettacolo di stasera me ne ha dato la conferma. Non avrei potuto fare scelta migliore. 

Non nascondo di essere stato teso in sala, sentivo di aver gettato quasi egoisticamente sulle spalle di Marco una grande responsabilità: portare in scena un tema scomodo in cui si sarebbe esposto per me, mentre io sarei stato comodamente eclissato e protetto dal buio della sala.

Il monologo sarebbe piaciuto? Sarei riuscito a presentare il mestiere del netturbino sotto una luce diversa da quella che tutti immaginano? Saremmo riusciti a far riflettere il pubblico attraverso un testo apparentemente leggero e simpatico, che però affronta con onestà tutti i luoghi comuni che affliggono me e i miei colleghi? 

Con molta sincerità ho raccontato aneddoti veri, esperienze scaturite dall’affrontare dubbi e incertezze, difficoltà e problemi. Ma il pubblico avrebbe capito? Avrebbe apprezzato? Questo prodotto artistico avrebbe funzionato? 

Sì, ha funzionato, grazie a Marco Zordan che quasi come un mio alter ego, ha vestito gli stessi panni che ogni giorno indosso per il mio servizio, è riuscito ad entrare con la sua proverbiale delicatezza e profonda sensibilità negli aspetti più intimi del mio racconto e attraverso il suo impetuoso e sfrontato temperamento, ha esaltato gli aneddoti più divertenti che mi hanno coinvolto durante vent’anni di servizio. 

Marco è un fuoriclasse che con tanta ironia mi ha raccontato, facendo ridere e commuovere anche me, insieme al pubblico in sala. Con il suo talento si è immedesimato nella figura dell’operatore ecologico, cogliendone e riproponendone gli aspetti più comici ma anche quelli meno evidenti e più profondamente umani. 

Ha trasformato e arricchito il mio testo adattandolo ed esaltandolo senza snaturarlo, riuscendo a cogliere tutte quelle sfumature che desideravo far emergere. 

Così, ha restituito dignità ad una delle categorie più discusse e criticate dai cittadini. Con la sua grande professionalità, preparazione artistica e senso dello humor, ha inserito delle trovate che ritengo geniali e che hanno esaltato il monologo.

A fine spettacolo ho ascoltato i pareri e i commenti dei presenti che mi hanno colpito, così come la profondità delle domande che mi sono state rivolte sul mio lavoro, a dimostrazione che lo spettacolo aveva raggiunto lo scopo che mi ero prefissato.

Marco Zordan e Riccardo Massaro

Questo era il mio intento: rompere le barriere e i preconcetti su questa figura da parte dell’utenza cittadina. 

Marco, con una verve, non si è risparmiato e senza darci fiato ci ha divertito, colpito, fatto riflettere ed emozionare in un continuo e travolgente sfogo, ricco di brillanti trovate personali inserite nel testo.

 

Tanti sono stati i complimenti che abbiamo ricevuto, sia dal pubblico che dagli addetti ai lavori, direi unanimi e questo mi ha fatto un enorme piacere.

Ringrazio Marco per tutta l’attenzione e l’amore con cui ha adattato e rielaborato le mie parole e per il risultato ottenuto, sperando di riproporre quanto prima questo spettacolo e farlo conoscere ad altri spettatori.

 

Al secondo posto è arrivato Lorenzo Pellegrini e al terzo Jacopo Sordilli.

 

Il Festival realizzato con il Patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Ariccia, già nota per il suo importante e storico Festival, è stato organizzato per Arcadia da Tony Riggi.

La regia dell’evento è stata opera di Donatella Cotesta.

Perfetto il mood del Festival, dalle selezioni alla finale. Il cantautore Tony Riggi bravissimo anche nelle vesti di organizzatore, ha dichiarato; “Posso dire che abbiamo fatto centro e dopo 30 anni è stato riproposto nuovamente l’avventura del festival e della tradizione musicale di Ariccia.

La soddisfazione di questa sera ci dà la spinta giusta e da domani si inizia a lavorare nuovamente per la prossima edizione.”

Molto importanti sono state le master class nei due giorni che hanno preceduto la finale svoltasi a Parco Chigi ad Ariccia. Il sindaco Gianluca Staccoli ha dimostrato grande soddisfazione, così come il consigliere comunale delegato a Sport-Turismo e Spettacolo Danilo Costantini. 

    Tony Riggi

Nella serata sono state grandi le esibizioni dei partecipanti, così come quelle dei molti ospiti, tra cui Simone Patrizi. 44444Quest’ultimo ha ricordato nella sua performance, la partecipazione al Festival di Sanremo 2002, dedicando la sua esibizione a Franco Migliacci.

Ad aprire la serata, sono stati Roberto del Monte e i Big Soul Mama, oltre a Tony Riggi con la sua band i “The Knights Templar”.

Sul palco è salito anche l’Ing. Pasquale Marasco, presidente dell’A.N.I.L.D.D.  (Associazione Nazionale Invalidi del Lavoro e Disabilità Diffusa) che ha consegnato al Sindaco e alle altre personalità, attestati speciali da parte dell’associazione.

Chiara Orlando (14 anni) la vincitrice del Festival, ha interpretato magistralmente “Gabbia” al pianoforte, una canzone composta e scritta interamente da lei.  

 

Nella generosità e nell’aiuto degli altri sii come un fiume.

Nella compassione e nella grazia sii come il sole.”

                                                         Gialal al-Din Rumi

 

 

A due passi dalle rive di uno dei laghi più limpidi d’Italia, nel verde del Parco comunale di Trevignano Romano, si è svolto, anche quest’anno, il Festival di NaturArte, nei giorni 9 e 10 del mese corrente.

Tante le attività (parecchie di carattere laboratoriale) che hanno ravvivato le due giornate, con particolare attenzione rivolta al variegato arcipelago della ricerca e della cura del benessere psico-fisico: yoga (secondo varie modalità), Shiatsu, meditazione, Qi Gong, Tai Chi, numerose pratiche sportive, ecc.

E tanto, come era prevedibile, lo spazio destinato ad attività attinenti allo sconfinato mondo della Natura: nutrizione, olii essenziali, percorsi sensoriali, riconoscimento di piante commestibili e curative, incontro con il Centro Volo Rapaci locale, inclusi alcuni ospiti pennuti, ecc.

La manifestazione, ideata e gestita dall’Associazione giovanile Sintònia (in collaborazione con il Comune di Trevignano e con il finanziamento di Città metropolitana di Roma capitale), è scaturita dal desiderio di promuovere, attraverso una generosa gamma di possibili esperienze, una  maggiore comprensione dell’autentico significato del concetto di “sostenibilità”, e di favorire, di conseguenza, un più consapevole rapporto di sé con il pianeta, nella prospettiva di una interdipendenza pensata e vissuta a più livelli, sia sul piano soggettivo che oggettivo, sia sul piano fisico, che emozionale, mentale e spirituale.

All’interno del ricco e stimolante tourbillon di proposte esperienziali, un posto di indiscutibile primato è stato conquistato dallo spettacolo cerimoniale Frammenti di Mevlana-La danza dei Pianeti, in cui le parole ispirate del poeta persiano Gialal al-Din Rumi (1207-1273), meglio noto come Mevlana o semplicemente  Rumi, si sono alternate ad una suggestiva esibizione di Dervisci rotanti, molto più simile ad un mistico rituale che a semplice spettacolo coreografico.

Minuto dopo minuto, con un incedere lento e meditato,  i versi densamente lirici (e ben recitati) dell’immenso poeta-filosofo sufi, il roteare ritmato delle figure biancovestite, le armonie costruite dall’ottimo gruppo orchestrale, a tratti delicate a tratti potentemente travolgenti, hanno generato una intensissima dimensione di coinvolgimento emotivo, risucchiando lo spettatore all’interno di un sacralizzante percorso interiore, riuscendo, forse, a farlo uscire (almeno per qualche attimo) dal “circolo del tempo” e a farlo entrare nel “circolo dell’amore”, e a fargli comprendere che “l’unica bellezza duratura è la bellezza del cuore”.

Insomma, una straordinaria, indimenticabile sinergia emozionalmente avvolgentissima di parole, pensieri, accordi musicali e roteazioni corporali mistico-cosmiche, per farci dono dell’insegnamento del poeta-maestro Gialal al-Din Rumi:                              

 

  “C’è una fontana dentro di te. Non andare in giro con un secchio vuoto.”

 

 

 

 



 

 

 

September 17, 2023

 

In un mondo dominato dalla speculazione finanziaria la lotta per la sopravvivenza è una lotta di  denaro:  chi ha capitale cerca di creare altro capitale e chi non ne ha lotta per la stessa sopravvivenza fisica. Tutto è in funzione di questo elisir di lunga vita; chi ha soldi, quindi potere, può condizionare il comportamento degli altri. Lo si può fare in tanti modi, uno dei mezzi più potenti è l’informazione. Siamo prigionieri di un sistema dominato da convenienza mista ad ipocrisia. I nostri politici non sono da meno, salvo rare eccezioni.  In tutti questi anni abbiamo assistito a scandali di ogni tipo, inutile soffermarsi tal’ è l’evidenza, soldi e potere sono ambiti più che mai, nulla a che vedere con un servizio alla e per la collettività. Per essere eletti ci vogliono tanti soldi che, in un modo o nell’altro, vanno restituiti con gli interessi. Dal dopo guerra in poi abbiamo perso qualsiasi velleità di riscossa, sopraffatti e condizionati da influenze esterne, palesi e occulte. Il buonismo dei magistrati e le acrobazie dei legulei hanno contribuito al resto. Il danno è enorme.

 Anno dopo anno stanno erodendo la nostra cultura, le nostre radici a favore di un mondialismo che ha oramai pressoché azzerato le nostre conquiste sociali, i centri produttivi creati con il sudore dei nostri padri, la nostra identità.  Urgentemente Il Paese necessita di un’altra razza di politici, di persone che mettano al servizio della collettività il proprio cuore con l’aiuto della mente e non viceversa, ma purtroppo a questo raro tipo di uomini e donne, quasi in estinzione, non è data possibilità di accesso ai posti chiave a causa della barriera insormontabile di corruzione, di ricatti, e chi più ne ha più ne metta, che si è creata nel tempo e infesta il Paese. Dopo la mazzata di questo virus viviamo in situazioni molto precarie, quasi narcotizzati e terrorizzati da interessi economici che stanno cucinandoci a fuoco lento. Finché non ci saranno politici coraggiosi  che sappiano interpretare  i bisogni reali del Paese non ci sarà via di scampo, torneremo a vivere, né più né meno, quel periodo che i nostri antichi progenitori  vissero dopo il crollo dell’impero romano, ma questo forse lo meritiamo.

Il politico che si attende da troppi lunghi anni deve essere un leader, cioè un uomo armato di coraggio, capace di non essere influenzato personalmente da tentazioni di denaro, un  “bonus pater familiae”, un buon padre  di famiglia come dicevano gli antichi romani quando non poteva più soccorrere alcuna legge a risolvere il caso concreto, ma questa volta nel senso allargato, famiglia intesa in termini di popolo, di nazione. Carismatico, senza carisma non si può condurre ma si è dominati. Artista, capace di inventare al meglio il futuro della propria gente. Questo la gente chiede e spera di poter applaudire.

Questo raro tipo di uomini potrebbe toglierci dal torpore in cui siamo caduti, o meglio dall’acquiescenza cui ci hanno abituato da anni, soprattutto i media, e risvegliare le nostre migliori qualità, quelle che ci contraddistinguono nel mondo e che sono la nostra parte più nobile: la nostra creatività, la nostra arte, il nostro ingegno, quanto di meglio abbiamo regalato all’umanità.

Quanto all’Unione europea non è più il caso di temporeggiare: o si crea un’unione europea effettiva, nello stesso modo in cui una mamma accudisce i propri figli, per usare una metafora, o è bene fuggire il prima possibile da questo fantasma che i più sentono oramai come un’entità astratta, quasi ostica.  Senza  affidabilità e fiducia il buon senso suggerisce di riprendere subito in  mano quelle redini che i nostri politici vendettero senza  l’avallo del popolo.  Non credo che questo ultimo passo sarà di facile attuazione, dovremmo vigilare e vigilare ancora perché il canto delle “sirene” esterne non comprometta la delicata operazione, ma ne va della nostra stessa sopravvivenza.

Quanto a noi dobbiamo essere attivi e vitali: centralità dell’uomo e libertà vanno difesi ogni giorno e ad ogni costo, non sono diritti acquisiti e se dovessimo rimanere da soli non c’è motivo di aver paura, anzi, torneremmo senz’altro ad essere quel popolo che nel corso dei millenni  è stato da esempio all’umanità: fidarsi è bene, non fidarsi è meglio, come dice la saggezza popolare, e allora potremmo risorgere, come ci è capitato di fare già molte volte. Il genio che è nel nostro dna ci assisterebbe sicuramente, e potremmo riscattare anche la dignità negata. Duemila anni fa un villaggio sulle rive del Tevere conquistò, da solo, il mondo che si conosceva; un re della piccola Macedonia, Alessandro Magno, conquistò mezza Asia, non c’è motivo perché non si possa aspirare agli antichi splendori e si possa tornare dalle stalle alle stelle.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

September 17, 2023

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