
L'informazione non è un optional, ma è una delle condizioni essenziali dell'esistenza dell'umanità. La lotta per la sopravvivenza, biologica e sociale, è una lotta per ottenere informazioni. |
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È venuto a mancare il 16 novembre scorso, a 81 anni, a New York, il produttore e autore statunitense Scott English, famoso in America e nel mondo per aver composto insieme a Richard Kerr, “Brandy”, poi modificato in “Mandy” – canzone che ebbe il suo apice nel 1974 interpretata da Barry Manilow. Scott English era un autore con un dono particolare, persona incredibilmente calorosa con la quale tutti amavano lavorare, ‘Mandy’ è un classico pop senza tempo, le sue prodigiose produzioni includono canzoni per artisti che vanno da Dionne Warwick a Thin Lizzy.
La sua terza moglie è stata italiana, la nostra Fiorella Bellagotti, l’abbiamo intervistata perché ci parlasse un po’ di lui.
Fiorella, come lo ricordi?
"Scott é sempre stato un gran burlone ed il suo slang tipicamente newyorkese, dedito a modi di dire e jokes (barzellette), ha sempre affascinato un vasto pubblico. Nato a Brooklin da mamma Ida, una ballerina che intratteneva le truppe durante la guerra con spettacoli di Cabaret e Te Concerto, le sue origini si estrapolavano dall'antica Russia, da dove i suoi predecessori erano immigrati verso la prima metà del novecento, inserendosi nella comunità
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Scott English e la moglie, Fiorella Bellagotti |
ebraica della Grande Mela, allora Nuova Caledonia. Scott é venuto sù senza la presenza di un padre, incontrando nel suo percorso adolescenziale molti zii che si accompagnavano alla madre in susseguenza, a dire di lei, alquanto promiscua. Già da bambino frequentava la Sinagoga locale dove per le sue doti canore era entrato a far parte del coro e, crescendo, era sempre più ammirato per la sua voce celestiale e l' innata perspicacia nel parlare ed esprimersi in liriche non indifferenti, tanto da far si che, con l'aiuto dei rabbini, nei suoi primi vent'anni aveva già un ufficio discografico a Manatthan ed iniziava a registrare i suoi primi dischi. Di li a poco le sue nozze con Jackie, la rampolla di una famiglia ebraica benestante, dolce e tenera che gli dette un erede, Jonathan. Ha inoltre avuto una figlia, Roxana, da una groopiée di passaggio, Susie, che poi ha riconosciuto grazie alla mia insistenza.
Fallito il suo matrimonio per incompatibilità, dopo aver inciso il suo primo grande successo, "Brandy", da lui scritta su base musicale di Richard Kerr, si trasferì a Londra con un contratto redatto da Chapel International."
Da New York si trasferì a Londra, come vi siete incontrati?
"Con lui al suo arrivo nel Regno Unito nel 69' vi era anche Jimmy Hendrix che, non munito di passaporto, dovette ricorrere alla vidimazione della sua identità con una firma di garanzia apportata da Scott sul suo permesso di soggiorno. Qui' la storia del rock and Roll faceva il suo ingresso ufficiale. Sono di questi anni grandi successi quali "Hi Ho Silver Lining" cantata da Jeff Beck, che diventerà l'inno nazionale del football inglese e "Bend me Shape me", cantata dagli Outsiders e
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Scott English |
The American Breed, (musiche di Larry Weiss). Il suo sol Album "Scott English" prodotto dalla Wagner Bross, contiene liriche meravigliose che si cullano sulle basi musicali dei Bee Gees; inoltre "Brandy" riadattata con il nome di "Mandy" é stata rifatta cantare da Barry Manilow che la rese un successo intercontinentale, da li ad ora é stata rifatta in tutte le lingue e dagli artisti internazionali più famosi. BMI: Broad Cast Music Inc ne ha raccolto milioni di royalties in tutto il mondo...milioni e milioni di copie vendute. Questo successo fece si che Scott venisse avvicinato anche da gente poco raccomandabile che lo trascinava in abitudini alquanto deleterie per la sua salute, sia fisica che psichica. Verso la fine degli anni ‘70 si unisce in matrimonio con Pat ma il rapporto si sfascia quasi subito. Conosco Scott a Londra e divento sua cara amica e fan indiscreta, poiché allora ero abbastanza famosa come Showgirl e Disco Queen, accompagnando e ballando per molte rockstars in tournee ed esibendomi nei locali più esclusivi, lui non mancava mai alle mie esibizioni; poi ad un mio rientro nella Capitale Britannica dal Vagabond Tour di Carlos Santana e Bob Dylan, la stessa sera mi telefono' per chiedere come era andata e mi invitò a cena al Trumps, il locale più famoso della Città, aperto ai soli membri (molto selettivo, dove dovevi essere per forza qualcuno, da teste coronate al rock, dalla politica all'industria).
Quella notte Scott mi chiese di sposarlo e pochi giorni dopo eravamo nell'Ufficio del Registro di Marylebone, lo stesso dove si erano uniti in
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Scott English e la moglie, Fiorella Bellagotti alla firma del matrimonio |
matrimonio Paul Mc Cartney dei Beatles, con Linda. Tra orchidee ed urla di felicità tra i nostri amici più cari pronunziammo il fatidico Si."
Come si svolgeva la vostra vita familiare?
"Andavano spesso in America, a New York, risiedevamo a Manatthan tra la 56.ma e York, vicino alla residenza del sindaco, non lontano da Central Park e da Fifth Avenue, dove mi ingozzavo di shopping quotidiano da Sacks. Qui avevano molti parenti tra cui mia suocera, mamma Ida, che abitava a Long Iland, Long Beach, ed era un rituale che le dovevamo far visita ogni domenica per il Kosher brunch; l'appartamento era di fronte all'oceano e lo spettacolo di quelle onde maestre durante alcuni periodi dell'anno era stupefacente, ricordo che per raggiungerla dovevamo prendere un trenino da Penn Station ed attraversare parecchie zone periferiche e residenziali, tra cui i quartieri bassi di Jamaica e quelli più lussuosissi degli Hamptons; dopo circa un oretta eravamo arrivati. Proverbiali erano i raduni con i suoi zii e cugini nei migliori hotels e ristoranti della capitale, luculliani e scherzosi; inoltre ero quasi sempre costretta durante il giorno a frequentare le donne della sua famiglia che, a parte lo shopping, passavano tutto il resto della loro giornata nei Beauty Parlours, tra smalti e bigodini e mi ci tenevano sotto parecchio tempo intrattenendomi con serie infinite di gossip...era ok, intanto non potevo rifiutare, per loro ero un Icona europea...ma che dico....ITALIANA!!!
A New York Scott aveva molti meetings di lavoro con producers ed artisti e spesso eravamo assorti in Studi di registrazione a provare nuovi pezzi, avevamo stabilito infatti che avrei trascurato la mia carriera per seguirlo e collaborare con lui nella produzione di nuovo materiale discografico e cosi' fu.
A Los Angeles avevamo George Greif, il suo manager, che nella sua scuderia aveva nomi quali I Crusaders, Barry White e tanti altri. Con George passava molto tempo a trattare nuovi progetti discografici e trovare nuove voci per lanciare le canzoni. Scott, non essendo più giovane, preferiva affidarle a voci nuove ed attraenti in
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Scott English e la moglie, Fiorella Bellagotti |
modo che riscuotessero maggior successo. Insomma tutta la nostra vita trascorreva fra musica e liriche. nella nostra grande casa di Londra, che si affacciava sul canale di Piccola Venezia, era un via vai dalla mattina alla sera di musicisti, cantanti, groopies e Take Away .....I parties si inoltravano fino a notte alta ed io non avevo mai tempo di riposare, dovendo fare gli onori di casa (la quale avevo denominato "Central Station") ai nostri ospiti. Purtroppo dopo più di 10 anni il nostro rapporto cominciò a vacillare per varie ragioni di incongruenti realtà le quali si opponevano ad un ménage tranquillo ed appagante, il divorzio era inevitabile."
Altri successi di Scott English: "I'm what I'm"-"Help me girl"-"Another goodbye"-"Funny girl"-"If ever I needed you"- e molte altre (interi albums scritti per Gee Bello, il cantante dei Platters, Frankie Miller e moltissimo altri artisti).
Fiorella Bellagotti sta per ultimare un libro sulla sua vita dettagliato e molto particolare che vi inviteremo a leggere non appena pubblicato.
Memorabilia di Scott English tipo albums, foto, liriche autografe ed altro, possono essere acquistate scrivendo a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. o chiamando il número 00393356217471
Frammenti che orbitano qua e là, individuati, carpiti; li commento e condivido con voi.
La Riflessione!
Guide e Classifiche
Ci siamo, anzi ci risiamo. Pubblicazione delle Guide enogastronomiche con stelle, forchette, cucchiai, tralci, grappoli e via di seguito. Ristoratori e produttori felici, altri un po’ meno. Detrattori e denigratori pronti ad “urlare” la loro rabbia e lo spettacolo continua. Dati alla mano le guide, soprattutto quelle online, vengono consultate prima di decidere dove andare a mangiare o di un acquisto di una bottiglia di vino. Detrattori e denigratori si mettano l’animo in pace. E poi ci sono le classifiche. Ristoranti e vini. Qui assistiamo all’avanspettacolo delle ipocrisie. Wine Spectator, la più autorevole rivista mondiale, criticata da chi non si ritrova tra i primi 100 e lodata da chi, al contrario, risulta inserito. Addirittura assistiamo al triste spettacolo, tutto italiano, del campanilismo più “sfegatato”, come tra il Nobile di Montepulciano e il Brunello di Montalcino. Mentre i “cugini francesi” se la ridono.
Frammento n. 1
È il Sassicaia 2015 il miglior vino del mondo secondo Wine Spectator.
Sul gradino più alto dei TOP 100 c’è il vino di Bolgheri. Icona non solo della Toscana ma dell’Italia intera. Questi i primi quattro secondo la prestigiosa rivista americana: 1) Sassicaia 2015, 2) Canon-la-Gaffelière 2015 St.Émilion (Bordeaux), 3) Castello di Volpaia Chianti Chianti Classico 2015, 4)Rioja 890 Gran Reserva (Spagna). Mentre nel mondo si acclamano questi quattro stupendi vini, in Italia si assiste alla solita denigrazione motivando che, il vino di Bolgheri è costruito, lontano dalla concezione di vino biologico e che dietro ci sarebbe una “manovra” tutta economica. Voci che si definiscono “ben informate” danno per prossima la cessione della Tenuta di San Guido (Sassicaia) agli americani. E Wine Spectator è americana. Che dire?
Frammento n. 2
Le “stelle” della Guida Michelin
Ancora la più autorevole Guida enogastronomica mondiale. Essere menzionato in quelle pagine significa successo nel tempo. Mauro Uliassi da Senigallia è il nuovo chef italiano “tristellato”. Si aggiunge ai nomi ormai celebri come Norbert Niederkofler (Alto Adige), Heinz Beck (Roma), Massimo Bottura (Modena) ed altri sei. 29 nuovi ristoranti entrano nel firmamento Michelin con una stella.
Frammento n. 3
Tuttowine a Milano dal 6 al 9 maggio 2019
Un titolo così potrebbe passare inosservato. O meglio l’indicazione di una nuova Manifestazione di Vino se dietro non ci fosse l’UIV (Unione Italiana Vini) e Angelo Gaja da sempre contrario al Vinitaly a Verona. Anche se UIV, a parole, vorrebbe spegnere sul nascere possibili pensieri “maligni” di concorrenza con Vinitaly e Veronafiere, noi del “mestiere”, che facciamo cronaca, abbiamo la sensazione (qualcosa di più) che Tuttowine sia concepita come il Vinitaly con la sola differenza di essere un evento dedicato ai solo addetti ai lavori, visitatori professionali e buyer. Ricordiamoci che il vino si deve vendere e gli “ubriachi di Verona” danno fastidio. Come non dargli torto.
Frammento n. 4
Export mondiale. Francia imprendibile.
Inutile sbandierare al Mondo che siamo il paese che produce più vino quando i francesi ne esportano il 41% su base europea e l’Italia solo il 27%. Non siamo capaci di fare gruppo, esportiamo con i vecchi sistemi di rappresentanza, siamo ancora fuori dalle piattaforme digitali che spopolano in paesi come la Cina. A proposito di Cina. Lo sapevate che il 70% della popolazione è all’oscuro dell’esistenza dell’Italia e che buona parte del 30% la conosce solo per il fenomeno “calcio”?
Frammento n. 5
Esploderà la bolla dell’enogastronomia?
“Dagli chef in tv ai corsi per sommelier il mondo che gira intorno all’enogastronomia sta vivendo un grande momento”. Riflessione di un mio caro amico e collega: Fabio Ciarla. Ma Fabio si spinge oltre: “ Quello che ci manca di capire è se parliamo di una bolla, come tale destinata a scoppiare, o di un effettivo incremento della cultura”. Come dire:”chi vivrà vedrà”. Speranzosi che la cultura vinca.
Frammento n. 6
Nasce la nuova Birra Agricola: Iga Boccale di Vino.
Mosto d’uva Sangiovese con malto d’orzo e luppolo. Ci troviamo in Toscana, provincia di Pisa. Azienda agricola Usiglian del Vescovo già nota per il suo Sangiovese. Boccale di Vino vuol essere l’espressione del territorio dove i componenti fanno la loro parte. Beva agile, fresca, mai eccessiva, grazie alle trame giustamente acidule apportate dal mosto. Adatta a rinfrescare il palato e per dissetarsi.
Osservo, scruto, assaggio e…penso.
Giovedì 22 novembre 2018 a Parigi, presso il cinema L'Arlequin, si terrà la presentazione speciale del film di Giovanni Brancale: “Le terre rosse”.
Dopo le proiezioni a Hollywood, Firenze, Napoli, Mumbai, Lussemburgo, ora tocca alla capitale francese, davanti a una platea di critici e spettatori, nell'ambito della presentazione della nuova associazione 'Les amis de la Basilicate en France'.
Il film, prodotto dalla Estravagofilm, è stato girato in Basilicata e alcune scene anche in Toscana, tra Firenze e Firenzuola. Finalista lo scorso anno al Jagran Film Festival di Mumbai (India), nonché al Napoli Film Festival, oltre alla menzione speciale al Taranto Film Festival e vincitore dell'Hollywood International Moving Pictures Film Festival, “Le terre rosse” è tratto dal romanzo “Il Rinnegato”, scritto dal padre del regista, Giuseppe Brancale, primo capitolo di una trilogia dedicata alla Basilicata, che racconta le vicende di Giuseppe Prestone (interpretato da Simone Càstano), dei suoi amici e del suo paese d’origine nel periodo post-unitario, prendendo in esame le reazioni di massa che li hanno visti come protagonisti durante il Brigantaggio. Ad unire le storie raccontate da Brancale attraverso la sua macchina da presa è il fil rouge della "terra".
"Le terre rosse" è il primo film di una trilogia che la casa cinematografica intende portare a produzione, e sarà seguito da una pellicola che approfondirà il periodo storico degli anni ’50 del secolo scorso, e di una successiva che racconterà l’Italia meridionale dagli anni ’70 fino ad oggi.
Intanto il profondo legame che unisce i lucani sparsi nel mondo alla terra di Basilicata, ha permesso la nascita, a Parigi, dell' Associazione 'Les Amis de la Basilicate en France'. L'Associazione è nata da un'idea di Giuseppe Scavetta, imprenditore lussemburghese di origini garagusane. Giuseppe Scavetta illustrerà la mission e le strategie d'azione, seguirà poi la proiezione del film “Le Terre Rosse” e la
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Simone Càstano ne 'Le terre rosse' |
degustazione di prodotti tipici lucani.
“Il rinnegato” di Giuseppe Brancale, pubblicato da Polistampa, tra ironia e tragedie, presenta il periodo storico dell'Unità di Italia con tutte le sue contraddizioni e difficoltà, ma soprattutto il quadro sociale di quel Sud unito a un Nord totalmente differente da cui subisce più angherie che benefici. Con “Il rinnegato”, la casa editrice Polistampa di Firenze ha avviato la pubblicazione del progetto “Giuseppe Brancale. Opere complete” che prevede l’uscita, entro il 2010, di tutta l’opera dello scrittore. Quattro sono i romanzi scritti da Brancale, due editi ma ormai introvabili e due inediti, oltre ad alcuni racconti tutti ambientati in Basilicata nella Valle dell’Agri, e a un saggio sulla questione meridionale. Allo scrittore è stato dedicato recentemente un accurato lavoro di analisi, 'Ai confini del sole', di Ada Rita Cutrino (ed. Ladolfi).
La continuazione del dibattito – Per chi avesse letto l’articolo precedente sullo stesso incontro, si ripete qui la presentazione dei personaggi.
Coloro che prendono parte al dibattito sono il giornalista Adriano Panzironi, che non ha certo bisogno di ulteriori presentazioni, ritenuto reo di aver introdotto un’innovazione nel concetto dietetico tradizionale in Italia e che si confronta con due medici rappresentanti della medicina ufficiale.
Chi ha dato gradevolezza alla trasmissione che si è svolta in modo pacato, chiaro e professionale è stato il direttore della stessa emittente Tele Universo, Alessio Porcu, nella funzione di interlocutore e moderatore della discussione. Questi ha cadenzato gli interventi con precisazioni su quanto veniva detto, improntando il colloquio in un sereno ascolto. Ciò che ha piacevolmente stupito nel corso della trasmissione, almeno per chi non conosceva la signorilità del dott. Pizzutelli, è stata appunto, la pacatezza con la quale i due medici hanno affrontato con Panzironi i vari argomenti trattati dal punto di vista obiettivo, cosi da aver più chiaro quale sia nel futuro, l’ oggetto dell’ attuale disaccordo.
L’importanza di una dieta bilanciata
L’incontro è proseguito affrontando direttamente l’importante fattore della dieta. Panzironi ritiene che lo stato di benessere delle persone dipenda soprattutto da ciò di cui ognuno si nutre, indipendentemente dalla propria costituzione; ragione per la quale non si può mangiare ciò che si vuole illudendoci che sia la costituzione a determinare le conseguenze, in quanto è un fatto oggettivo che i carboidrati in sé, contengono per la loro trasformazione all’interno dell’organismo, le sostanze zuccherine che nelle loro varie forme chimiche di trasformazione, comportano una alterazione metabolica, tale da indurre poi, in preoccupante aumento percentuale, le più importanti malattie che colpiscono la salute oggigiorno.
Secondo i medici invece, la realtà è un’altra in quanto essi sono dell’avviso che una dose moderata di alimenti a base di carboidrati costituisca il giusto compromesso di una dieta omnicomprensiva delle sostanze necessarie alla corretta funzionalità dell’organismo; ciò in quanto l’equilibrio che viene raggiunto dalle sostanze alimentari fra di loro calibrate secondo il bisogno organico, come i risultati di longevità lo dimostrano, è il miglior compromesso possibile per il raggiungimento della buona salute.
Sono invece gli zuccheri, ossia, i carboidrati secondo Panzironi, la causa della morte a seguito di malattia, di un numero impressionante di persone ogni giorno. Non è dunque vero che se siamo tutti diversi, si possa mangiare tanta pasta quanta se ne vuole, senza il pericolo di incorrere in patologie vascolari, tumori, malattie immunitarie ed altro ancora.
Maggiori approfondimenti - A questo punto della trasmissione, l’aspetto discorsivo tra gli interlocutori si fa più tecnico e le precisazioni che seguono in questo paragrafo riportano i concetti espressi dalle due parti.
I carboidrati, alla luce dell’esperienza e conoscenza dello stesso Panzironi, danneggiano l’organismo che non è abituato per sua natura primordiale, ad una dieta diversa nell’arco temporale di quest’ultimi secoli di storia. Non avviene infatti, senza danno per l’uomo moderno, l’abbandono di quella dieta atavica del suo antenato “raccoglitore e cacciatore” per la sopravvivenza, fin dalla sua origine. Tutto ciò secondo il giornalista, è un messaggio importantissimo in quanto le più gravi malattie in cui incorriamo sono generate soprattutto dallo zucchero dei carboidrati. Ecco che a questo punto subentra l’insulina per trasportare le sostanze zuccherine alle cellule interessate; ma quando l’insulina generata dall’organismo a questo scopo supera quantitativamente la soglia naturale di azione, ecco che inizia un “effetto domino”. Infatti è proprio l’insulina che innesca uno stato infiammatorio generale; questo a sua volta attiva l’intervento massiccio dei meccanismi immunitari di difesa che, eccedendo nella loro opera, raggiungono l’effetto contrario.
Panzironi insiste nel dire che il nostro organismo funziona alimentandosi con i grassi, mentre lo zucchero serve soltanto al cervello, ai leucociti del sangue e a qualche cellula del cuore.
Non sono invece di questo avviso i medici che intervengono con precisazioni differenti, ritenendo però, che il meccanismo essenziale che fornisce energia alle cellule che ne hanno bisogno è basato sul noto “ciclo di Krebs” attraverso il quale le sostanze energetiche vengono fornite soprattutto al tessuto muscolare. Si tratta di sostanze zuccherine e non di altre.
La discussione tra i medici e Panzironi si fa ancora più stretta sulla distinzione tra i vari tipi di cellule muscolari, rosse, rosa e bianche che si avvalgono di sostanze nutrienti diverse, che qui non è il caso di riportare.
Questo argomento però, appare essenziale per chiarire in altra sede, proprio attraverso esemplificazioni come questa, la differente necessità energetica di cui l’organismo ha bisogno, soprattutto nel progressivo grado di impegno muscolare, sport compreso.
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I medici sono il Dott. Francesco Carrano, dirigente della Asl di Frosinone e il_Dott. Giancarlo Pizzutelli, responsabile del Dipartimento di Prevenzione della stessa Asl. |
Alimentazione a base di riso - I medici obiettano a Panzironi che se è vero che i carboidrati e lo zucchero sono così deleteri alla salute, come lo zucchero contenuto all’80% nel riso, non si spiega perché cinesi o gli asiatici in generale, si nutrono da sempre quasi esclusivamente di riso, senza avere particolari problemi di salute.
Panzironi esita prima di rispondere, come se fosse in difficoltà e non trovasse le parole. Poi riprendendo la sua consueta sicurezza, ricorda che i cinesi mangiano riso da migliaia di anni così che il loro organismo si è progressivamente adattato a questo genere di alimentazione. Poi prosegue che non è così per il mondo occidentale, dove negli ultimissimi secoli, la nostra alimentazione si è trasformata troppo rapidamente in una dieta ricca di zuccheri e carboidrati in sostituzione delle tradizionali scarse risorse alimentari dei secoli precedenti basate soprattutto su caccia, pesca, pastorizia, verdure, frutta e poco altro ancora. Prima si moriva letteralmente di fame mentre ora si muore per eccesso di carboidrati, ossia, di zucchero.
Lo zucchero per attività muscolare - Altro argomento trattato è stato quello della necessità del mantenimento muscolare attraverso il movimento, in quanto la vita sedentaria anche per chi ha avuto un infarto, favorisce l’insorgenza di ulteriori patologie, soprattutto per la mancanza di stimoli muscolari.
Secondo i medici che concordano nel principio, il movimento che si ottiene attraverso una marcia con sforzo moderato nel corso della giornata è sufficiente a soddisfare questa necessità.
Secondo Panzironi questo non basta, perché l’attività muscolare per essere benefica nel tempo, necessita di un coinvolgimento totale del corpo fino all’affaticamento. Ed è proprio in questa fase che le strutture cellulari danneggiate vengono integrate nella parte muscolare compromessa, con nuove cellule più efficienti e più durature.
Una proposta difficilmente attuabile - La discussione tra i medici e Panzironi sul possibile riconoscimento benefico della dieta che lui propone in luogo di quella mediterranea, viene conclusa dagli stessi medici. Questi ritengono di poter concordare con il giornalista sui risultati ottenuti, solo dopo che la dieta ricca di proteine e grassi animali da lui indicata, sia stata sperimentata e comparata con la dieta mediterranea su migliaia di persone sottoposte per circa due anni alle due tipologie di alimentazione.
A questo punto però, appare poco verosimile una sperimentazione pluriennale in così vasta scala e così impegnativa 24 su 24 ore di ogni giornata, per essere certi di ottenere un risultato sicuro.
Tutto ciò potrebbe essere ottenuto con molto meno impegno dalle sperimentazioni del tipo che lo stesso giornalista sta effettuando attraverso il riscontro in tv, con i volontari che si rivolgono a lui per la necessaria verifica, attraverso analisi cliniche prima e dopo la dieta adottata per alcuni mesi.
Ma una risposta che possa privilegiare la dieta proposta da Panzironi alla luce della contestazione in atto, potrebbe trovare in disaccordo coloro ai quali, almeno per ora, un eventuale risultato a suo favore, non sarebbe affatto gradito.
Questo è il punto fondamentale dell’intera questione in quanto gli interessi in gioco nel mantenimento dell’attuale contesto sanitario, politico e industriale, complicano ogni possibilità di soluzione.
Finisce così l’incontro tra i medici e il giornalista; incontro in qualche modo chiarificatore che gli interessi in gioco sono molti. Ce n’è però uno che prevale su tutti e sul quale i medici e Panzironi si dichiarano d’ accordo: la salute dei cittadini. Per quanto però riguarda il modo…………qui sta il problema.
All'avanguardia con i tempi e con una pseudomodernita' tangibile Alessandro Passaro ha oggi inaugurato la sua mostra personale a Maglie, dove un
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Alessandro Passaro |
pubblico variopinto tra le sue incredibili opere ha squisitamente esposto i suoi punti di vista sull’Arte davanti ai suoi dipinti pseudoreali, dove il soggetto espresso in tutte le sue sfaccettature, ti parla e ti conquista con enfasi e con la sua immediatezza visiva. E ‘ proprio questa sensazione di soddisfazione che caratterizza i suoi lavori e ti porta a viverli ed immedesimarsi nei suoi personaggi e rendertene partecipe... Cosa si può dire oltre quello che non si è già detto sul suo talento... Alessandro ci fa vivere momenti ineguagliabili in uno scenario tipicamente ed eticamente salentino avvolgendoci in uno mondo di colori vivaci e vitali, ricchi di mera passione.
Sì, perché Merano è sempre Merano
Si è conclusa la 27esima edizione di questa straordinaria manifestazione. Straordinaria perchè?
Perché tutti gli anni è sorprendente, sbalorditiva, fuori dal consueto, con un carattere speciale.
Alcuni produttori, vuoi perchè estremi fautori del vino buono solo se ottenuto con conduzione cosiddetta naturale, vegana, biologica e biodinamica estrema, vuoi perchè non ammessi a partecipare, vuoi perchè l’uva è acerba di volpina memoria, vuoi perchè da sempre contrari a tutto, quest’anno si pongono e pongono agli altri come discussione se il Merano Wine Festival serve a qualcosa.
La mia risposta? Non isolatevi, andate a Merano, liberi da preconcetti e cercate di cogliere il carattere speciale di questo evento fuori dal consueto.
Festival dei vini convenzionali? Industriali? Allora vuol dire che non siete mai stati a Merano.
Il Merano Wine Festival è l’appuntamento che celebra l’eccellenza dei vini, anche artigianali e da diversi anni è il momento dell’eccellenza degli artigiani del gusto nel contesto elegante ed elitario del Kurhaus.
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Si parla di business |
È simbolo di cultura, degustazione, libertà di pensiero e condivisione di emozioni.
Simbolo di cultura.
Non è il Festival dei cosiddetti vini inarrivabili, per alcuni costruiti.
Nell’edizione appena conclusa si è parlato diffusamente dei concetti di naturalità e purezza con la presentazione di vini biologici, biodinamici e PIWI (acronimo di Pilzwiderstandfähig vale a dire tutto ciò che concerne le varietá di vite resistenti alle crittogame).
Naturae et Purae che si è conclusa con gli assaggi di vini di ben 136 aziende presenti su tutto il territorio nazionale.
Libertà di pensiero
The Circle, people i lands i experiences. Se tutto è esclusivo, niente è più esclusivo!” Semplicemente Gusto, Approfondimento, Condivisione.
Il fuori Salone del Merano Wine Festival. Un vero e proprio palcoscenico di circa 450 mq, allestito in Piazza della Rena, vicinissimo al Kurhaus, dedicato alle esperienze e alle storie di successo.
Non solo riferite ai produttori ma anche ai territori delle diverse regioni italiane.
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Champagne Carbon quello della F1 |
Condivisione di emozioni
Non solo per e con il vino. Novità dell’edizione 2018 è stato lo spazio dedicato ai distillati, ai liquori, agli amari e al vermouth con tasting, cocktail bar e seminari tematici per approfondire la conoscenza dell’universo della mixology.
È nata così Spirits Experience, dove gli appassionati e i curiosi come me hanno potuto incontrare produttori e bartender di altissimo livello.
Protagonisti principali whiskey, rum, liquori italiani e il vermuth.
Quest’ultimo con un’area apposita esterna per celebrare il vino liquoroso a base essenzialmente di assenzio maggiore (vermouth è la traduzione dal tedesco di artemisia-assenzio maggiore), prodotto per la prima volta a Torino nel 1786 dall’azienda Carpano.
Culinaria e Beer Passion
Ogni anno sempre più spazio alla Culinaria e Area Gourmet. Possiamo affermare che oggi il Merano Wine Festival è l’evento anche per gli appassionati del food.
Più di 100 espositori artigiani dell’eccellenza hanno esposto prodotti della terra. Accompagnati in questo percorso da mastro birrai selezionati da tutt’italia.
Infine i ricercati showcooking. In questa edizione Pasta&Pomodoro e Pizza in Territorium Campania.
Traditional Selection
L’anima del Merano Wine Festival. L’inizio e il proseguo.
Circa 900 espositori provenienti principalmente dall’Italia con presenze da Spagna, Germania, Slovenia, Sud America, Romania, Georgia, Croazia e dalla Francia rappresentata da diverse zone vinicole ma soprattutto con la selezione di aziende dell’associazione dei Grands Crus de Bordeaux compresi i Sauternes.
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il "ritorno" del Vermouth |
E nella giornata di Lunedì i tradizionali assaggi delle vecchie annate; bottiglie uniche, di pregio, vere proprie chicche.
Catwalk Champagne
L’appuntamento conclusivo, da qualche anno a questa parte, del Merano Wine Festival.
Salmone selvaggio, formaggi, trota affumicata, filetti d’acciughe ed ostriche del Mare di Wadden (Olanda-Germania).
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Urano Cupisti insieme a Helmuth Köcher, fondatore e patron del MWF |
Quest’ultime con la loro caratteristica di essere selvatiche, da cogliere con la bassa marea.
Il tutto preparato per accompagnare gli oltre 110 champagne presentati da 35 Maison tra le quali la new entry Carbon.
Vale la pena andare a Merano per il Merano Wine Festival? Serve a qualcosa?
Se siete riusciti a leggere tutto, siete in grado di darvi liberamente una risposta. Per me vale la pena, serve! Chapeau!
Il 7 novembre 1941 è una data memorabile per la storia militare nazionale russa, in questo giorno, una parata militare si tenne sulla Piazza Rossa in onore dell'anniversario della Rivoluzione d'Ottobre . Le truppe terminata la parata, lasciarono immediatamente la Piazza per recarsi al fronte. Questa parada fu preparata in gran segreto da Stalin, ad ovest di Mosca in un qualsiasi momento c'erano i tedeschi pronti ad entrare in citta', anche durante l'evento sulla Piazza. La parata ebbe inizio due ore prima delle solite 10 del mattino, tutte le misure
precauzionali furono prese, come la difesa aerea che era due volte maggiore di quella di Londra, i monumenti furono protetti da scudi di legno e sacchi di sabbia. Anche il mausoleo di Lenin era stato trasformato e coperto da costruzioni speciali da tutti i lati.
Mentre tutte le agenzie governative furono evacuate verso la citta' di Kuibyshev, il 19 ottobre Stalin diffuse la notizia che egli si trovava a Mosca e che in nessun caso avrebbe abbandonato la capitale, messaggio chiaro al popolo e al mondo intero, che Mosca non si sarebbe mai arresa al nemico.
Oggi 7 novembre 2018, giornata di sole qui a Mosca, scenario completamente diverso da quel novembre di 77 anni fa freddo e nevoso, abbiamo filmato la piazza occupata dai vecchi automezzi e carri armati dell'epoca e naturalmente affollata di gente, turisti e curiosi.
Alla Garbatella, quartiere popolare e affascinante di Roma, celebrato da Nanni Moretti, è in corso presso Cosarte Spazio Creativo, la mostra collettiva di arte comtemporanea, Art. 31: diritti umani ed oltre. Il finissage si terrà sabato 10 novembre.
Lo spazio espositivo di Simona Gloriani nasce come scelta di vita. Sempre a stretto contatto con il quotidiano del quartiere. Si apre sulla strada come spazio creativo che invita a partecipare a corsi di pittura, ad eventi di varia natura, disponibile alla collaborazione con altre iniziative culturali ad ampio spettro presenti sul territorio.
Quindi il tema dei diritti umani costituisce una naturale evoluzione nell’attività di Cosarte. L’esposizione attuale è la prima di un ciclo che continuerà nel 2019.
Diversi gli artisti, diverse le tecniche. Si tratta soprattutto di dipinti realizzati con tecniche miste.
Oltre al tema, è la parola a sembrare il filo d’Arianna che lega un’opera all’altra. Infatti se non è presente direttamente nell’opera, come in Pensieri di pace … Parole di luce di Roberto Fantini o nello stendardo di Anna Rita Trulli, More heart for the earth, è nel titolo, che la parola gioca e interagisce nel senso logico-tematico e con l’immagine, figurativa o astratta che sia. Ad esempio si vedano (e si leggano) Mare Monstrum di Calogero Carbone Kalòs o Ragazza Trasparente e The wall di Simona Gloriani.
Art. 31: diritti umani ed oltre
26 Ottobre—10 Novembre 2018
Cosarte Spazio Creativo
Via Nicolò da Pistoia 18 (Garbatella) ROMA
Come non si può separare il corpo dallo spirito, non può essere separato il fuoco dal calore, il fiore dal suo profumo. C’è chi dà più importanza alla bellezza formale del fiore, chi al suo colore, chi al suo profumo. Ma la sua forma, il suo colore e la sua fragranza sono un’unica cosa: non può esistere l’una senza l’atra. L’unità è sterile, fecondo è solo il dualismo: è il contrasto, la differenza ciò che genera la vita. I valori morali, culturali, spirituali, scientifici, si arricchiscono al contatto con realtà differenti. Tutto ciò che è parziale, settoriale è per sua natura incompleto; avere una tale visione della realtà limita la percezione delle cose, e questo genera esclusioni, razzismi, specismi, rivalità, guerre. Tutte le visioni parziali si sono rivelate tanto più perniciose quanto più avevano la presunzione di essere preminenti sulle altre.
Armonizzare le forze eterogenee nell’obiettivo del bene comune, la pace, la giustizia, l’evoluzione, l’amore, questo è il primo, fondamentale scopo della vita e ciò che rende l’esistenza dell’uomo degna di essere vissuta.
Io sono ricco in virtù della presenza degli altri e delle cose che mi circondano. Se fossi solo non potrei evolvere. Ogni persona ed ogni cosa influisce sulla mia vita e contribuisce al mio arricchimento interiore per mezzo dell’esperienza che acquisisco nell’interazione. Come una persona è tanto più padrone della sua lingua quanti più vocaboli conosce, così è tanto più ricco interiormente quante più esperienze positive ha potuto sperimentare.
Ma io non percepisco che una piccolissima parte dell’insieme: l’insieme mi condiziona attraverso la sua unità e il suo singolo componente. Il tutto è importante perché composto dal singolo elemento, altrimenti sarebbe come dire che è importante il mucchio non il singolo chicco, la foresta non il singolo albero, il popolo non la singola persona. Il dirigente di un ente è importante quanto la donna delle pulizie perché l’uno senza l’altro l’azienda non potrebbe funzionare. Il musicista quanto il suo strumento musicale: l’uno senza l’altro nessun concerto potrebbe essere realizzato.
Come il contesto influenza e condiziona il mio comportamento e la mia vita così il mio comportamento influenza e condiziona il mio prossimo, perché gli altri ed io siamo una cosa sola: siamo la folla dei viventi, siamo la vita. Se io violento o uccido qualcuno in sostanza sto violentando e uccidendo una parte di me stesso, sia perché nell’azione malvagia sto rendendo peggiore la mia coscienza e sia perché nei confronti del contesto e della vita mi esprimo in modo negativo, lesivo, disarmonico.
Non v’è pensiero o azione che non abbia i suoi effetti universali, “Non si può cogliere un fiore senza turbare le stelle”. Una buona azione influenza il mio vicino e lo induce ad essere anch’egli più disposto alla bontà e più disponibile nei confronti del suo simile. Per contro un’azione egoistica, cattiva si ripercuote negativamente non solo sulla vittima ma su tutti generando malcontento, rabbia, autodifesa e quindi disarmonia.
L’interdipendenza è la realtà a cui sono legate indissolubilmente tutte le cose: essere in sintonia con il proprio contesto aiuta al funzionamento armonico del tutto; apprezzando il valore delle diversità si apre la mente e la coscienza a considerare ogni cosa come membra dello stesso organismo, tessere del medesimo mosaico, note della stessa sinfonia: per questo esiste la terra e l’universo.
Le elezioni di metà mandato che si sono tenute nella giornata di ieri, 6 Novembre, sono state considerate da molti (2/3 degli elettori) come referendum sul Presidente.
I risultati che sono giunti nella notte hanno mostrato quando previsto dai poll: i democratici hanno ottenuto la maggioranza alla Camera mentre i repubblicani hanno mantenuto la maggioranza al Senato.
Questi risultati sono stati più positivi per i democratici piuttosto che per i repubblicani.
Se, da una parte, i repubblicani hanno mantenuto la maggioranza al senato, nei democratici troviamo motivo di svolta e di novità.
Queste difatti sono molte: per la prima volta una donna musulmana è stata eletta al Congresso americano, nel suo distretto per la Camera in Michigan; Alexandria Ocasio-Cortez, eletta alla Camera nel 14esimo distretto di New York, è la più giovane deputata di sempre (29 anni).
Non solo, queste elezioni hanno portato anche un ampio numero di donne al Congresso, soprattutto all’interno del partito democratico.
I repubblicani hanno subito una sconfitta dai democratici perdendo il Nevada con la vittoria di Rosen alle elezioni contro Heller.
I democratici hanno prevalso senza però travolgere i repubblicani, non si è verificato quindi il fenomeno “blue wave” di cui si è sentito parlare in questi giorni.
I repubblicani infatti sono riusciti a mantenere il controllo del Senato che, fino a poco tempo fa, sembrava potesse essere conquistato dai democratici.
Importanti vittorie sono state raggiunte però dai repubblicani che hanno conquistato tre seggi prima occupati dai democratici, come la Florida con Ron De Santis, North Dakota con Cramer e Texas con Ted Cruz che ha vinto contro Beto O’Rourke.
Beto O’Rourke è stata una delle figure di spicco in questa campagna elettorale: è riuscito comunque a raccogliere molti consensi grazie alla presenza latinoamericana presente nel territorio del Texas.
Trump, dal canto suo, nei suoi tweet ha parlato di “incredibile successo” dei repubblicani.
Quantificando quanto spiegato fin ora: alla Camera i democratici hanno ottenuto 219 seggi, ottenendo quindi la maggioranza, mentre i repubblicani 193; al senato invece i repubblicani hanno ottenuto 51 seggi mente i democratici 45 (risultati visibili sul Washington Post).
Da oggi, secondo alcuni, inizia la campagna elettorale per le elezioni presidenziali del 2020 alle quali potrebbero presentarsi come candidati alcuni democratici che sono riusciti a raggiungere la Casa Bianca. Chissà che non si veda tra i candidati proprio Beto o’Rourke?
Il primo confronto diretto tra medici e il giornalista Adriano Panzironi, mette ancor più in evidenza la necessità di un corretto chiarimento scientifico sulla salute degli italiani a fronte dell’incremento vertiginoso delle maggiori patologie nel nostro Paese
I personaggi - Finalmente dopo tante sterili polemiche a distanza, Panzironi, che non ha certo bisogno di presentazioni, ritenuto reo di aver introdotto un’innovazione nel concetto dietetico tradizionale del nostro Paese, si confronta per la prima volta a “distanza ravvicinata” con due medici rappresentanti della medicina ufficiale.
Si tratta del Dott. Francesco Carrano, dirigente della Asl di Frosinone e il Dott. Giancarlo Pizzutelli, responsabile del Dipartimento di Prevenzione della stessa Asl.
L’incontro è stato condotto in modo chiaro e professionale dal direttore della emittente Teleuniverso, Alessio Porcu, nella funzione di interlocutore e moderatore della trasmissione. Questi ha cadenzato gli interventi con precisazioni su quanto veniva detto, improntando il colloquio in un piacevole ascolto. Ciò che ha stupito nel corso della trasmissione almeno per chi non conosceva la signorilità del dott. Pizzutelli, è stata la pacatezza con la quale i due medici hanno affrontato con Panzironi i vari argomenti trattati dal punto di vista obiettivo, cosi da aver più chiaro quale sia nel futuro, la sostanza del contendere.
Avvalendoci dell’opportunità di ascoltare per la prima volta le parti che discutono in modo diretto tra loro il futuro della nostra salute, si è ritenuto di non sintetizzare eccessivamente gli interessanti approfondimenti su questo argomento così che, per ragioni di spazio, si riporta quanto è stato detto, in due articoli.
Entrando in tema - Il tema ovviamente, è stato quello delle precisazioni sulle caratteristiche della così detta dieta mediterranea e su quella che Panzironi propone in sostituzione ritenendo la dieta mediterranea, ricca di zuccheri e carboidrati, sia la causa primaria dell’insorgenza e dell’aggravarsi della maggior parte delle più insidiose e pericolose malattie del nostro tempo.
I due medici si sono alternati nelle loro precisazioni e hanno integrato attraverso i vari interventi il pensiero ortodosso della medicina ufficiale ovviamente, ritenendo giusto e corretto tutto ciò che è stato finora realizzato ai fini terapeutici attraverso il Servizio Sanitario Nazionale del nostro Paese.
Il primo argomento affrontato è stato quello delle cause patologiche che affliggono attualmente la nostra realtà demografica, quantunque ritenuta la più longeva del Mediterraneo, con i suoi 83 anni di aspettativa di vita; risultato questo di primaria importanza che confermerebbe secondo gli stessi medici, la valenza anche dell’alimentazione tipica del nostro Paese, ossia, della tipica dieta mediterranea.
Si deve però far notare che il limite di 83 anni non è una soglia invalicabile ma soltanto l’attuale base di partenza dell’età dei 120 anni che in senso ovviamente teorico, Panzironi ritiene raggiungibile attraverso una dieta sicuramente diversa da quella mediterranea. È vero che ciascuno di noi potrà portare un esempio di una persona estremamente longeva che pur facendo una vita dissennata, si fa per dire, ha vissuto oltre 100 anni in buona salute. Ma un caso del genere è sicuramente un’eccezione che come si dice, conferma la regola, e, la regola è quella della statistica di 83 anni. Vi è tuttavia ancora un altro aspetto, forse ancor più importante della vita, rappresentato dalla qualità dello stato di salute degli ultimi anni dell’esistenza nei quali alcuni gradi di invalidità possono pesare di più di quanto si possa o si voglia immaginare.
Quindi, se anche in Italia la media di 83 anni è il risultato finora ottenuto, questo fatto non smentisce lo slogan di Panzironi di arrivare in salute fino al suo estremo limite che in teoria si differenzia di quasi quarant’anni rispetto all’attuale.
Le cause di malattia secondo la medicina ufficiale - Questi argomenti vengono integrati dalla risultanza statistica sull’insorgenza di malattie in Italia che come gli stessi medici precisano, il 45 - 50 % è dovuta al comportamento individuale e alla alimentazione, il 20% alla predisposizione genetica, il 20% all’ambiente e 10 -15% ai farmaci e ai servizi sanitari.
Per quanto riguarda Panzironi, questi sostiene che le sue affermazioni di carattere medico-biologico non sono sue opinioni ma sono delle precisazioni che derivano dalle ricerche scientifiche di insigni ricercatori che non sono state, però, recepite nel protocollo della nostra medicina ufficiale e che quindi, non vengono prese in considerazione.
Di conseguenza, le prescrizioni terapeutiche risalgono a circa trent’anni prima e pertanto, alla luce delle ultime risultanze della scienza e non del pensiero di Panzironi, non trovano una rispondenza nella realtà attuale.
Egli differenzia la dieta da lui proposta sulla base sostanziale di carne o pesce, verdura e grassi con modica quantità di frutta, da quella italiana tipica, ricca soprattutto di sostanze zuccherine o di carboidrati che egli stesso esemplifica in pane, pasta, mais, legumi, e farinacei; alimentazione questa che all’interno dell’organismo si trasforma in zuccheri i quali a loro volta richiedano insulina per essere trasportati attraverso il sangue negli organi elettivi. Ma l’insulina e anche la causa primaria di infiammazione dell’organismo e della insorgenza delle peggiori patologie, come malattie cardiache, cancro, morbo di Alzheimer ed altro ancora. Tra queste malattie vi è anche il diabete che paradossalmente necessita di insulina per trasferire lo zucchero presente nel sangue nelle cellule che sono costrette ad assorbirlo, in luogo delle proteine. Da qui ha inizio il ciclo perverso cumulativo, come il cane che si morde la coda.
L’ origine della avversione ai grassi animali - Panzironi spiega che l’avversione alle sostanze proteiche e ai grassi animali da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha un’origine di carattere molto opinabile. Infatti, nella circostanza della morte di infarto negli anni 70 di un Presidente americano, l’ opinione pubblica fu molto allarmata per questo decesso improvviso, tanto che fu istituita una commissione USA affinché indagasse sulla causa degli infarti, per evitare che nel futuro la popolazione fosse sottoposta a rischi di questo genere.
I risultati della commissione furono divergenti, tra coloro che sostenevano che le cause della patologia erano dovute ad una dieta ricca di farinacei e sostanze zuccherine, e gli altri che invece, attribuivano ai grassi in generale e soprattutto ai grassi animali, il danno alle arterie ed in particolare a quelle del cuore.
La controversia fu risolta affidando ad una commissione diversa la soluzione del problema, la quale elaborando gli elaborati altrui, attribuì ai grassi l’insorgenza di patologie cardiache, probabilmente perché il colesterolo che ostruisce in progressione le arterie è sostanzialmente composto da sostanze lipidiche, ovvero, grasse.
Questa decisione trasferì anche in Europa l’impronta finora indelebile, sulla presunta origine delle malattie cardiovascolari e di gran parte delle altre soprattutto, ove la presenza di colesterolo in eccesso, si ritiene causata dall’uso di grassi alimentari.
Gli effetti dei carboidrati - Di contrario avviso è invece Panzironi che sostiene che
allo stato delle cose è la tipica dieta con significativa presenza di carboidrati o addirittura di sostanze zuccherine che ha causato una progressione patologica sia di insorgenza che di aggravamento, non attribuibile ad altro se non alla alimentazione quotidiana che com’è prima accennato, è quella tipica della pastasciutta, della pizza e così via.
Possiamo prenderne atto del preludio di questo peggioramento, facendo riferimento ad un passato relativamente recente ma molto significativo. Una proiezione statistica del trend delle patologie in atto è che da trent’anni a questa parte, a fronte del presunto miglioramento della qualità alimentare, di effetti piuttosto deleteri, l’obesità è aumentata del 500%; le malattie cardiache del 1000%; mentre una persona su quattro attualmente si ammala di tumore e una persona su due muore di malattie cardiovascolari. Questo fatto ha traghettato l’umanità verso una sorta di morti premature che diversamente non vi sarebbero state.
D’altra parte anche altri studi scientifici hanno dimostrato quanto nel passato le cose erano state improntate su convinzioni errate. Un esempio è il burro sostituito per queste ragioni dalla margarina che, essendo un prodotto vegetale, veniva preferita al burro, espressione di grasso animale e come tale ritenuto corresponsabile di molte malattie. Guarda caso però, che i convincimenti adesso sono cambiati di 180° e il burro ha ripreso la sua tradizionale gerarchia nutrizionale, mentre la margarina è ora ritenuta nociva.
Finisce qui la prima parte dei commenti sulla trasmissione che va avanti affrontando lo stato di salute della popolazione. Segue in articolo diverso la seconda parte, interessante per le conclusioni, che sarà pubblicata nei prossimi giorni.
Oggi 6 novembre in America si terranno le “midterm elections”, le elezioni di metà mandato.
Le elezioni di metà mandato sono elezioni legislative, elezioni per il rinnovo parziale del Congresso per eleggere i governatori di 36 stati e l’assemblea legislativa. Si voterà anche per alcuni referendum.
Queste elezioni non riguardano la figura del Presidente, in quanto il suo mandato dura quattro anni, ma riguardano la composizione del Senato e del Congresso. Ogni quattro anni però, le elezioni presidenziali e le elezioni di metà mandato coincidono.
Si vota per eleggere 435 deputati alla Camera, il quale mandato dura due anni, e per rinnovare un terzo del senato, 35 senatori su 100. Camera e Senato attualmente sono guidati da una maggioranza repubblicana e questo fa sì che Trump abbia finora potuto operare con una maggioranza a lui favorevole.
Qualora perdesse la maggioranza nel Parlamento sarebbe limitato nei decreti e nell’applicazione della propria politica.
I democratici hanno 7 possibilità su 8 di vincere alla Camera con una percentuale che tocca l’88%, mentre i repubblicani hanno 1 possibilità su 8 possibilità di vincere alla Camera con il 12%. Mentre al Senato invece c’è una possibilità su 5 che i democratici ottengano la maggioranza con una percentuale del 19.5% e i repubblicani hanno 4 possibilità su 5 di mantenere il controllo con l’80.5%.
Le previsioni su FiveThirtyEight ci mostrano che probabilmente il Senato rimarrà a maggioranza repubblicana in quanto il Senato rinnova 35 seggi su 100, di cui 26 in mano attualmente dei democratici i quali sono uscenti ed hanno, quindi, più da perdere rispetto ai repubblicani.
Donald Trump, dopo due anni dalla nomina a Presidente, affronta le elezioni con impopolarità. Il 52.8% dei votanti si mostra contrario e il 41.9% favorevole.
Qualora si trovasse a governare con una maggioranza democratica al Congresso rischierebbe di essere sottoposto al processo di messa in stato di accusa (Impeachment).
La procedura di impeachment infatti, per essere avviata, necessita solo della maggioranza semplice da parte del Congresso.
Per la rimozione dalla carica a Presidente, invece, è necessario il voto della maggioranza dei due terzi.
Ci sono stati tre casi in cui si è stato fatto ricorso all’ Impeachment: nel 1868 con Johnson, nel 1998 con Bill Clinton e nel 1974 con Nixon che, per evitare di essere sottoposto a processo, si dimise.
Se Trump dovesse essere sottoposto a un processo di messa in stato d’accusa gli sarebbe impedito di governare, in quanto posto continuamente sotto processo nei tribunali.
Le elezioni si tengono ufficialmente oggi ma milioni di americani hanno già votato tramite “l’Early voting”. Si tratta della possibilità di andare anticipatamente alle urne. Molte volte negli Stati Uniti le elezioni sono andate al di là di ogni previsione e, dunque, anche questa volta ogni proiezione, con qualsiasi percentuale venga proposta, potrebbe essere totalmente ribaltata.
La cornice dello splendido Palazzo Firenze a Roma ospita il Premio, ricco di delegazioni russe, cinesi e americane.
“A cosa serve scrivere?”. “A sconfiggere la morte” rispose il poeta e drammaturgo Ennio Flaiano. “Nel 2049 una ragazza entrerà in libreria e leggerà un nostro libro. Così avremmo sconfitto la morte”. Il Premio Penne- Mosca 2018 compie 40 anni oggi; presentato presso la sala dello scrittore “Walter Mauro” di Palazzo Firenze a Roma, i primi di ottobre, è un patrimonio da difendere, un lessico da tutelare, unico al mondo, svincolato dalle logiche delle case editrici.
Un concorso sull’Olimpo della cultura glossa il Sindaco di Penne. Non abbiamo niente da invidiare a il Premio Strega o Campiello, qui i popoli si combattono culturalmente, incalza Antonio Sorella, direttore scientifico del Premio. “Il regionale può diventare globale - chiosa lo scrittore Carmine Abate vincitore del premio narrativa dello scorso anno - Prendiamo ad esempio il termine, vongole veraci, pochi sanno che viene dalla lingua abruzzese”. Il Premio ha l’ambizione di creare un legame con i linguaggi culturali tra i paesi, per questo esiste da 20 anni ,anche ,il Premio Penne Russia. Lo scrittore Abate, originario di una minoranza albanese della Calabria ha delle idee precise al riguardo. “A soli 16 anni sono arrivato in Germania. Mi sono reso conto che quando ero in Italia ero un germagnese e per i tedeschi uno straniero”. Alla fine mi sono chiesto ma chi sono io veramente? E’ cosi che ho capito attraverso le vie e gli sguardi, prendendo il meglio dal nord e dal sud, di essere molte definizioni, svincolato dalle differenze etniche. Sorrido quando a volte qualcuno mi chiede: E’’ meglio il Trentino o la Calabria?. E come domandare a chi vuoi più bene alla mamma o al papà?”
Ecco perchè allora Il premio Penne Mosca 2018 va al regista Matteo Garrone, il quale, incarna in questo momento gli ideali più sentiti del Premio. Garrone difatto ha focalizzato sempre il suo lavoro sui i temi degli esseri umani, centrale nell’era moderna, autore di Gomorra, Dogmam e del prossimo film fiabesco su Pinocchio. “sarà un capolavoro dell’anima - spiega Garrone - legato alla forza dei personaggi e alle immagini. Una fiaba moderna con cast internazionale”
Il Premio 2018, insomma, è una splendida 40enne la quale non mostra i suoi anni ma è sempre più attraente, con una ricchezza di collaboratori e personaggi eccellenti, come la casa editrice Dante Alighieri e premiati doc come Carlo Verdone . Nel corso degli anni il Premio è cresciuto dedicando una parte alla sezione cinema onorata da Enrico Vanzina - fratello del compianto regista Carlo - e autore del libro “Detective Max”, a breve un film-romanzo di successo. Una grande famiglia dove la letteratura dona felicità, abbraccia e rende i popoli interconnessi con la cultura. Diverse delegazioni di letterati russi e un congruo gruppo di persone provenienti da Pechino, Shangai e Taiwan erano presenti all’inaugurazione. “Ricordo l’Italia degli anni ’70 – rivela il nipote del grande scrittore cinese Lu Xun – e visitando Roma, mi sono emozionato, proprio come nel film della grande bellezza. La nostra ambizione? Un Premio Penne-Cina 2019”. Ad 86 anni dalla morte di D’annunzio non si poteva non omaggiare un grande poeta di Pescara, D’Annunzio, delegando l’interpretazione della “pioggia nel pineto” ad una coppia storica del teatro italiano Ugo Pagliai e Paola Gassman. Il Premio si è concluso con un buffet eccezionale, con i tipici prodotti abruzzesi: i cantucci alla liquirizia di Atri sono da svenimento. Indispensabili i ringraziamenti a tutta la giuria tecnica tra cui Alessandro Masi segretario della Dante Alighieri, le autorità accademiche, gli ospiti di onore e gli sponsor della manifestazione, dal Sindaco di Penne alla Camera di Commercio di Pescara, Confindustria di Pescara, al Presidente Domenico Noviello presidente della nota compagnia petrolifera italiana portatrice di energia nelle case e aziende di ben 80 paesi. A Luglio 2019 appuntamento con un'altra edizione ,mentre Il Premio cresce a San Francisco nasce Il Penne Americano.
Frammenti che orbitano qua e là, individuati, carpiti; li commento e condivido con voi.
La Riflessione!
Merano Wine Festival Ne vogliamo parlare?
Ci siamo, mancano pochi giorni all’evento-eccellenza del vino italiano: Merano Wine Festival, l’unico, inimitabile. 27^ edizione, sempre firmata da Helmuth Köcher, con tante, tante novità che ogni anno arricchiscono questa manifestazione. Non solo wine, anche food; quello di qualità, con la presenza di aziende leader nel settore e chef ad esaltare “in diretta” ricette della tradizione italiana. Si dia il via alla kermesse 2018. Flipnews sarà presente nei cinque giorni per poi comunicare a tutti gli appassionati quanto di meglio sarà esposto.
Frammento n. 1
Naturae & Purae, Bio & Dynamica e Wild Cooking
L’8 novembre al Merano Wine Festival sarà di scena il convegno Naturae & Purae. Al Castel Trauttmansdorff esperti ed interpreti del mondo del vino si confronteranno sui concetti “molto di moda” della naturalità e della “purezza”. Oggi circola nell’ambiente il concetto diffuso dai “naturalisti, vegani convinti” che il vino cosiddetto “convenzionale” (?) sia “ricco di veleni”. Sarà sicuramente un dibattito molto acceso (sono d’accordo che bisogna affrontarlo e parlarne) visto che il tema sarà: Vino veleno o alimento? Alle radici del bere. Il 9 novembre in Piazza della Rena, di lato al Kurhaus, si svolgerà Wild Cooking dove rinomati chef si esibiranno in spettacolari showcooking. Sempre il 9 prenderà il via, al Kurhaus, Bio&Dynamica dove sarà possibile assaggiare i vini biologici e bio-dinamici ritenuti i più eccellenti dello scenario italiano e internazionale. All’interno troveranno spazio i cosiddetti PIWI, sintesi-acronimo di pilzwiderstandfähig - da viti resistenti alle malattie fungine. Insomma due giorni da non perdere per coloro che amano la didattica!
Frammento n. 2
Ritornano i Vini Vulcanici. Seguire l’ultima moda.
Il risveglio dei vulcani. Mai come adesso la moda del bere è rivolta ai vini prodotti nelle caldere dei vulcani, alcuni spenti da millenni, altri tutt’ora “vivi”. Tema, dunque, di grande interesse al quale Helmuth Köcher ha voluto dedicare una parte del suo MWF. Viaggio in Italia alla scoperta di prodotti “vulcanici” di grande qualità. Viaggio in particolare in Campania alla ricerca di “chicche” sconosciute da portare alla ribalta di questo evento. Dalla Campania alla Sicilia, alle falde dell’Etna fino a quasi 1.000 metri di altezza per poi arrivare alle isole Eolie, alle Malvasie, già conosciute. Sarà un viaggio tutto da scoprire, vera “perla” del MWF 2018
Frammento n. 3
The Circle, Spirits Experience, Futuro del Vino: le novità in assoluto.
Accanto agli eventi che contraddistinguono da sempre il Merano Wine Festival, ad arricchirne il programma e che vuole esserne ricordato nell’edizione 2018, sarà lo spazio polivalente di THE CIRCLE, 450 mq in Piazza della Rena che diventerà il palcoscenico “dove raccontare le storie di uomini, di cibo, di vino, di territori”. Un luogo dove incontrare esperti del settore e approfondire temi focalizzati sulla produzione nazionale. Poi ci sarà Spirits Experience e Mixology (l'abilità di mescolare varie bevande e ingredienti per creare cocktail), un viaggio tra degustazioni e seminari a tema dove wiskey, rum, liquori e vermouth saranno i protagonisti. Al teatro Puccini, sabato 10, si svolgerà l’importante e attesa conferenza “Futuro del Vino”: che metterà l’accento sulle prospettive future della viticoltura tra l’influenza dei cambiamenti climatici, i nuovi gusti, le aspettative dei consumatori. A Merano non si beve soltanto.
Frammento n. 4
Non solo vino. Gourmet Area, il lato culinario del MWF
Come sempre la Guourmet Area riuscirà a captare l’attenzione dei visitatori. 120 aziende presenteranno i loro “selezionati” prodotti a formare un percorso gustativo che attraverserà tutta l’Italia “con l’obiettivo di celebrare la qualità dei prodotti italiani”. Dolci, caffè, selezioni di birre, salumi, latticini, prodotti ittici, pane e pasta. Un insieme di prelibatezze da assaggiare ed abbinare ai vini e distillati presenti. Sì perché in questa area saranno presenti 15 tra consorzi di tutela e gruppi rappresentativi dei territori vitivinicoli. Informazioni più precise consultabili su www.winehunter.it
Frammento n. 5
27^ edizione del Merano Wine Festival. I numeri
950 aziende vinicole selezionate tra le migliori in Italia e nel mondo. 120 artigiani del gusto e numerosi personaggi di spicco nel mondo Food&Wine”.Vale la pena ricordare i The Official Selection nell’incantevole location del Kurhaus, la vera essenza della manifestazione e Catwalk Champagne, il martedì di chiusura. Come non chiudere con un calice di champagne?
In collaborazione con il press-office del Merano Wine Festival
Osservo, scruto, assaggio e…penso.