
L'informazione non è un optional, ma è una delle condizioni essenziali dell'esistenza dell'umanità. La lotta per la sopravvivenza, biologica e sociale, è una lotta per ottenere informazioni. |
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La formazione intellettuale di Russo avviene nel contesto del movimento del ‘77. Un movimento in cui emergono, rispetto al 68’ nuove soggettività sociali: i sottoproletari e i proletari che vivono ai confini dell’emarginazione nelle periferie delle città. Il ‘77 vede la crescita della disoccupazione di massa e una mutazione della percezione di essa. Il proletario disoccupato vuole divertirsi e affinare le proprie capacità individuali. Le piazze sono terreni di scontro fra polizia e movimento e nascono le Br. Russo è a Pisa frequenta la facoltà di Veterinaria e del Movimento sperimenta il lato più distruttivo. Decide poi di cambiare facoltà scegliendo Filosofia. Alla madre dirà che la filosofia gli ha salvato la vita: non è solo una metafora.
Della filosofia seleziona la filosofia del linguaggio, sintomo di un atteggiamento immediatamente orientato alla prassi così come lo è l’adesione al movimento del ‘77. Partecipa alla rivista Philosophema, prodotta da un gruppo di studenti di filosofia facendosi carico dei problemi pratici della rivista e delle beghe intellettuali dei suoi partecipanti. Negli anni ’80 il riflusso nel privato lo avvicina alle assemblee del partito radicale: sono gli anni in cui matura la decisione di fare il giornalista. Cerca disperatamente uno sbocco alla sua passione: fa cronaca politica in radio locali fino a quando non incontra Radio radicale.
Da giornalista testimonia la guerra etnica del Ruanda, la guerra algerina, i genocidi del popolo Kosovaro e di quello ceceno. Il suo lavoro giornalistico ha avuto tre facce: l’inedita costruzione di reti di interdipendenza con le popolazioni locali, la sfera della militanza dei diritti umani; la cronaca in senso stretto. Questi tre lati si saldano nel segno di una sorta di artigianalità del prodotto informativo lontano dal circuito mainstream e vicino ad una informazione alternativa.
E’ nella vicenda del crollo della ex- jugoslavia che la sua voce trova una risonanza. Russo segue l’intero arco della crisi jugoslava testimoniandone le varie fasi. Segue tutti i passaggi dalla secessione slovena alla guerra di liberazione del Kossovo. Il massacro di questo popolo da parte dei serbi viene descritto nel dettaglio: le deportazioni di massa, la resistenza non violenta di Rugova, l’ingresso in scena dell’Uck , le disillusioni di Dayton e Rambouillet diventano atti di una grande scena in cui la vicenda jugoslava viene letta come processo di una più ampia guerra d’egemonia americana in Europa.
Della guerra di liberazione in Kosovo coglie la portata storica e politica delle ataviche persecuzioni serbe nei confronti degli albanesi. E’ protagonista - unico giornalista occidentale presente nell’area con i bombardamenti della Nato- di una rocambolesca fuga da Pristina assieme ai deportati kosovari verso la Macedonia. Si confonde con loro e per due giorni si perdono le sue tracce onde poi riapparire a Skopje. Reimondino della Rai lo accuserà di complicità con l’Uck.
Eccoci allora alla Cecenia. Il popolo ceceno è come quello palestinese. Grozny è una città fantasma come Gaza durante le offensive israeliane. La Cecenia, stretta nella morsa del colonialismo russo resiste come resistono i palestinesi al colonialismo sionista. L’informazione tace sul genocidio ceceno così come su quello palestinese.
Si potrebbe dire che Putin ha vinto in Cecenia la partita dei media eliminando giornalisti e osservatori internazionali. Lo stesso sta accadendo a Gaza dopo la morte di Vittorio Arrigoni. Così come a Gaza, in Cecenia la Russia uccide i bambini e le gente con armi non convenzionali. E via discorrendo.
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Foto Oliviero Toscani - Antonio Russo a Pristina |
Antonio Russo rompe la cortina di silenzio che copre la resistenza cecena salendo sulle montagne con quelli che sono i partigiani di una guerra di resistenza. Aveva materiale importante sull’uso criminale di armi non convenzionali da parte dei russi. Con la sua tragica uccisione, forse per mano dell’Fsb si è voluto eliminare un testimone scomodo dei crimini contro l’umanità commessi dai russi verso i ceceni. Forse è stato tradito. Forse la mano che l’ha portato via dalla vita è la stessa che ha ucciso anni dopo Anna Politovkskaja. Le torture che ha subito in una strada dellaGeorgia gridano giustizia. Una giustizia che tarda ad arrivare.
Una ultima riflessione sull’uomo. Antonio aveva rabbia, voleva cambiare in chiave idealistica le cose esponendosi in prima linea. Spesso ripeteva di voler essere mito di se stesso. Una immagine solipsistica, chiusa, segno di una sofferenza dura, serrata. Non ammetteva il compromesso, la sua lotta era pura. Un sogno spezzato che il giornalismo non di regime dovrebbe riprendere.
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La Ville Lumiere, cosi' chiamata Parigi come anche detta la Grand Dame della Moda internazionale, ha ospitato come sempre per questa rassegna semestrale le collezioni primavera estate 2019; tra i nomi di rilievo abbiamo Chanel, Dior ed Yves Saint Laurent, che sono le colonne di questo
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Gucci |
affascinante impero. Gucci straordinariamente vi ha fatto un overture alquanto inaspettata, avendo scelto per il lancio della sua collezione la piattaforma parigina, ma in via eccezionale come dice Alessandro Michele "E' un omaggio alla Francia"; ospite all'ultimo grido e' stata la pop star
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Dior |
asiatica Kaie sempre restando sul tema popstar,da Celine una eccezionale Lady Gaga era seduta in prima fila, accattivante e travolgente.
Maria Grazia Turi per Dior ha aperto e costernato la sfilata con uno sciame di ballerine che fluttuavavano in tulle e scarpette rosa arricchite con fiocchi tra stelle, lune e petali di fiori; la coreografia di Sharon e lo sfondo e' Bois de Boulogne, il gusto tende alla giovane corrente hipster.
Il Net a porter e' stato combattuto da collezioni di nicchia quale quella di Yves Saint Laurent, dove Antony Vaccarello ha ostentato su uno sfondo da Torre Eiffel, donne gazzella e feline amazzoni super glam; i grandi nomi di Catherine Deneuve e Cindy Crowford emergevano dal parterre.
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Chanel |
Gigi e Bella Adid modelle in primo piano hanno trascinato i giovani verso tendenze alla riscoperte del total look.
Balenciaga propone forme ampollose in vivide tinteggiature e Chanel veste le sue pretty signorine con tessuti sui generis. Questi tra i grandi nomi e tanti, tanti altri giovani autori di fashion designs han dato vita ad un carousel éclatante di Moda e colori.
Ferdinando Maddaloni con il suo "VEDI NAPOLI E POI (NON) MUORI" si aggiudica il premio come miglior cortometraggio al PORTUGAL INTERNATIONAL FILM FESTIVAL 2018
Sabato 15 settembre 2018, nella splendida cornice dell’Hotel Crowne di Porto, si è svolta la cerimonia di premiazione del PORTUGAL INTERNATIONAL FILM FESTIVAL 2018.
Nella sezione “Miglior cortometraggio” è stato premiato Ferdinando Maddaloni per il cortometraggio “Vedi Napoli e poi (non) muori” scritto e diretto dallo stesso Maddaloni, con la partecipazione di Tina Femiano, Fabio Massa, Laila Kachermi e Carmen Femiano, prodotto da AltaMarea/Pragma /Goccia Film, con il contributo del NuovoImaie.
“Ho scritto il soggetto dopo aver sentito una esilarante barzelletta che poi ho letteralmente stravolto” afferma Maddaloni “Due pericolosi terroristi arrivano a Napoli per distruggere il luogo sacro per eccellenza, lo stadio San Paolo. Anche per due uomini spietati ed addestrati a morire pur di portare a termine una missione di guerra e morte, è complicato superare tutte le difficoltà del capoluogo partenopeo, soprattutto quando si trovano di fronte un temibile quanto inatteso nemico: l’Amore. L’Amore per l’altro, l’Amore per il cibo, l’Amore per la terra.”
“E’ la mia seconda volta al Portogallo FF 2018” continua Maddaloni “e ancora una volta sono tornato dal Portogallo molto soddisfatto, non solo per la vittoria del premio, ma per come sono state valorizzate tutte le opere. Il merito va a tutto lo staff guidato dal direttore artistico Josè Claudio Silva assistito da Marcelo Cabral,
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FerdiNando Maddaloni e Laila Kachermi |
Alice e Stella Maciel. Durante la cerimonia di premiazione, la presidente Eliane Marcel ha sottolineato con passione ed energia, gli sforzi dell’organizzazione per rimanere indipendente da logiche del mercato. Molto apprezzate le novità del Question & Answer, grazie al quale gli autori hanno risposto alle domande dei colleghi e del pubblico e la diretta Facebook”.
“Ora voglio concentrarmi sul prossimo evento” conclude Maddaloni “Domenica 14 ottobre 2018, al Premio Italia diritti umani 2018 organizzato a Roma dalla Free Lance International Press, con Katia Nani presenterò un estratto della piece “Denunciami pure” ispirato a due storie realmente
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Tina Femiano Fabio Massa |
accadute e che nessuna penna, neanche quella dello scrittore più fantasioso, avrebbe mai osato scrivere. Sono molto legato a questo Premio, dedicato alla figura di Antonio Russo, anche perché ogni performance presentata qui in anteprima ha poi avuto nel tempo una enorme fortuna soprattutto all’estero (vedi il successo di Non cercare la logica dove non l’hai messa tu!) E’ proprio vero: la Flip mi porta bene!”
Londra - La sfilata di VIN + OMI collezione Primavera-Estate 2019 si è svolta nello spettacolare scenario Vittoriano del Grand Terrace di Saint Pancreas International in un clima di ecosostenibilita.
I designs di VIN + OMI hanno conquistato celebrità tra cui Beyoncé, Michelle Obama, Prince Harry e Debbie Harry e la loro ultima collezione era carica di energia e gioventu' creando uno uno stile artistico d'impatto.
I colori e le silhouette audaci sono accattivanti e giocose, un gioco di ritagli" in tessuto e le nuove arricciature sul bordi arricchiscono il look. Alcune T-shirt hanno messaggi in grassetto con scritto: "TUTTO È TUTTI", "BURST HIM" e "QUEEN BIODEGRADE" ed altri. VIN + OMI hanno presentato una collezione che è stata divertente ma che ha anche trasmesso un messaggio più profondo. "Pensando a cosa indossiamo, quello che gettiamo via,ciò che compriamo. Tutti dobbiamo pensare ed essere piu' responsabili ora. Il pensiero è la nuova religione, una eco religione. Una religione che sta crescendo con la necessità e lo scopo di salvare il pianeta. I lavori di VIN + OMI riguardano la sostenibilità, il riciclaggio e il lavoro con la natura mentre sviluppano nuovi materiali ecologici. Questa collezione presenta molti dei loro diversi tessuti e processi eco-compatibili, tutti progetti di impatto sociale collegati. Le borse di questa stagione sono il risultato di una collaborazione con il London College of Fashion. Il progetto BIN 2 BODY è iniziato a London Fashion Week Men's dove hanno raccolto le bottiglie di plastica della settimana della moda e le hanno trasformate in tessuti durevoli in rPET che sono stati poi trasformati in borse. Con tutti i loro progetti di impatto sociale rPET, VIN + OMI si assicurano che il progetto ottenga i fondi per la raccolta e lavorino per fornire supporto continuo.
Il London College of Fashion e il Centro per la moda sostenibile stanno aprendo la strada a nuovi modi di lavorare attorno alla sostenibilità della Moda. Il nuovo tessuto metallico presentato per la prima volta in passerella è stato prodotto da lattine riciclate nel progetto CAN 2 CATWALK. Inoltre sono stati mostrati nuovi tessuti a base vegetale. Questi sono stati coltivati nei campi che circondano il loro studio di Cotswolds. Inizialmente stavano sviluppando modi di utilizzare piante che crescevano spontaneamente e che erano prontamente disponibili e potevano essere coltivate ovunque. Per la collezione VIN + OMI SS19 hanno introdotto un tessuto di ortica che ha una sensazione grezza non finita e un tessuto ibrido più intrecciato di ortica, prezzemolo di mucca, erba di salice rosa e lino. Inoltre, nella collezione c'era il loro 4GANIC - un tessuto a base di ortica e Flaxley - un tessuto ibrido di lino e prezzemolo di mucca. La collezione VIN + OMI utilizzava lattice organico proveniente dalla loro piantagione in Malesia, dove cura attentamente i lavoratori e le loro famiglie e assicura che la piantagione abbia un impatto negativo minimo sull'ambiente e un impatto positivo sugli abitanti del villaggio. Le loro scarpe in questa stagione sono un miscuglio di stagioni precedenti e scarpe destinate alla discarica. VIN + OMI crede con un tocco in più, il riciclo può tornare a essere nuovo.
Kim Grahame
Nei primati della Moda internazionale Milano Donna ne e' una delle regine incontrastate. Dalle locations più disparate alle tendenze più agguerrite si disnoda uno scenario tantrico ed assordante,fantasmagorico e vibrante. Anche qui tanti stilisti tutti sulla cresta dell'onda. Cominciando da Byblos che trae ispirazione dal festival Barning Man, che si svolge ogni anno nel deserto del Nevada: i suoi capi giovani e divertenti debuttano su di una passerella sorridente e gioviale. Antonio Marras tra fantasia e sogni ci trasporta al glamour di un passato glorioso riesumando bambole di
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Etro | Fendi | Ferretti |
porcellana. Giorgio Armani ci propone un trendy chic e iconoclastico mentre Genny fa sfilare le sue Barby in tulli di toni pastello arieggianti ai venti caldi dell'estate. Blumarine estrae delle delicate essences dai suoi completi goliardici. Fendi un colosso della Moda non può non ipnotizzare il suo parterre con forti effetti cromatici mentre tra i toni caldi e sabbiosi emerge anche un bianco glaciale, la collezione è arricchita da borse copiose e scarpe in tema, ospite e testimonial d'eccezione: Karl Lagerfeld. Acerba è la donna di Alberta Ferretti colma di romanticismo e sensualità. Un tributo al
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Marras | Moschino |
geniale maestro Yves Saint Laurent e' stato fatto da Moschino con i capi illustrati a sketches e graffiti da cui emerge una sinuosa silhouette. Ci ritroviamo in un carosello di designers intramontabili ognuno con un suo stile e clichet, con un brand che si estende oltre i confini e che prorompe ed irrompe e coinvolge un po' dovunque. Tra i molti artisti che hanno sfilato sono da annoverare la soffice collezione di Blumarine, l'esilarante Roberto Cavalli, Etro con i suoi completi California beach coloratissimi e geometrici ed inserti floreali, Versace, Biagiotti, Prada, Agnona e tanti tanti altri tutti da rivisitare ed ammirare.
Frammenti che orbitano qua e là, individuati, carpiti; li commento e condivido con voi.
La Riflessione! Anzi Le Riflessioni
Torniamo a parlare delle Allerte Meteo. Quando ci indovinano si esclama “te l’avevo detto”, quando non c’azzeccano “mi dispiace”. Poi ci sono gli allarmismi (leggi Tg 4): pioggia, bombe d’acqua, grandine come vere sassaiole, rifugiatevi negli scantinati a prova di alluvione, evitate i sottotetti perché la massa della grandine li potrebbero sfondare. Infine, passato il tutto, la conta dei danni e le sempre presenti “richieste danni”. Veneto in ginocchio, la produzione di prosecco in forse, viticolture venete travolte dalla grandine. Poi dopo cinque giorni titoli a tutta pagina: Il maltempo non ha fatto danni: la produzione in aumento del 15%.Un 2018 ai massimi storici per la qualità.
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Riccardo Cotarella è uscito con una esclamazione che ha fatto tremare “l’impalcatura delle cognizioni enoiche”: l’annata da ricordare non esiste. Sono un attento seguace di Riccardo Cotarella anche se, alcune volte non condivido le sue posizioni come in questo caso. Dice Lui: ”Spesso l’annata buona o cattiva si distribuisce a macchia di leopardo sul territorio di un Paese”. Per le annate importanti, quelle da ricordare, NO. La sua esclamazione calza molto bene per le annate difficili dove si registrano risultati diversi. In questi casi le capacità dei produttori fanno le differenze.
Frammento n. 1
Comunicazione di servizio:
Sono in vendita on-line i tickets per partecipare al Merano Wine Festival edizione 2018. Merano dal 9 al 13 novembre.
- Natura et Purae confronto sui temi della sostenibilità;
- Bio&Dinamica, 100 aziende provenienti da tutta Italia;
- Gourmet Arena, specialità gastronomiche di qualità;
- The Circle, la novità in Piazza delle Rena;
- Catwalk Champagne, la sfilata delle migliori Maison.
Ed infine la classica rassegna dei tre giorni (sabato, domenica, lunedì) dedicata al meglio della viniviticoltura mondiale. Excellence is an attitude.
Frammento n. 2
I cinesi a scuola di Chianti
Tutto è iniziato proprio così. La scelta dei territori dove produrre vino, studi particolari dei terreni, primi tentativi di vinificazione, interscambio continuo di tecnologie e tecnici, i migliori enologi ad insegnare. Poi, nella seconda fase del piano d’intervento per la produzione di vino, l’invio di delegazioni in occidente e studenti ad approfondire la materia. Oggi chiedono come fare il Chianti e il Consorzio Vino Chianti apre in Cina la “chianti Academy”, per diventare esperti in vino Chianti. Presto troveremo vigne di sangiovese, esperti ben istruiti e “fiaschetti di Chianti con gli occhi a mandorla”.
Frammento n. 3
Da”Terranobile Montepulciano” a “Vignaioli Montepulciano”
Quelli veri di Toscana. Sembrerebbe un solo cambio di nome nella ricerca di dare nuova linfa al vino “nobile” di Montepulciano. Non è così. Dietro ci sono “diverse notti dai lunghi coltelli”, “scontri accesi tra i vignaioli”, 10 produttori “dissidenti e ribelli” che vedono il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano solo come apparato burocratico e niente più. I 10 ribelli, riunitisi in Associazione hanno coniato il loro “nuovo” nome: Terranobile di Montepulciano. Che non sia mai; il termine “nobile” è del Consorzio e non può essere usato. Trovato immediatamente il “rimedio”: i ribelli da oggi scriveranno in etichetta Vignaioli Montepulciano - #quelliveriditoscana. A complicare la situazione i recenti dissidi con i “cugini abruzzesi” che rivendicano il diritto del proprio vitigno autoctono Montepulciano d’Abruzzo. Non si è capito bene perché in Italia il nome del vitigno sia più importante rispetto al nome del territorio quando la vicenda Tokaji è finita al contrario.
Frammento n. 4
Modificato il disciplinare del Soave Doc.
Dal 2019 il Soave verrà imbottigliato solamente nei Comuni individuati dal Disciplinare della Doc. Contemporaneamente è stata allargata la produzione inserendo anche due Comuni della Provincia di Vicenza: Montebello Vicentino e Gambellara. Tutto finalizzato alla qualità del prodotto. Mi chiedo: anche l’allargamento?
Frammento n. 5
Roma sempre più coinvolta nel mondo del Vino
Torna “Life of Wine”, evento unico nel Mondo del Vino, dedicato alle Vecchie Annate. Dove? Hotel Radisson Blu – Domenica 28 ottobre 2018. Banchi d’assaggio con la presenza di oltre 50 produttori provenienti da tutta Italia, oltre 150 etichette e più di 100 vecchie annate. In calendario anche degustazioni guidate da importanti firme del giornalismo vinicolo. Chapeau!
Frammento n. 6
L’Osteria senza Oste o all’Oste che non c’è
Sopra Valdobbiadene, all’estremità superiore della vallata collinare di Cartizze, tutti quanti siamo graditi ospiti all’Osteria senza Oste conosciuta anche dall’Oste che non c’è. Mangi liberamente e nella quantità che vuoi formaggi e salami, trovi pane a volontà e bevi prosecco. Tutte produzioni di Cesare De Stefani. Al momento del conto si lascia una offerta che ciascuno di noi riterrà adeguata, ti fai lo scontrino fiscale e attenzione perchè “un signore facente funzione di guardiano” gira in incognito. Che sia l’Oste che non c’è?
Osservo, scruto, assaggio e…penso.
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La "via pulchritudinis". La strada della bellezza. La bellezza come accesso al trascendente.
La 16ma Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia ha riaffermato come la cosiddetta "via pulchritudinis", cara alla tradizione cristiana, sia la scelta intrapresa dalla Chiesa di Papa Francesco. Una scelta - va detto - che nasce con le Biennali del 2013 e 2015, con la Santa Sede protagonista nell'arte contemporanea. Questa volta il cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, ha indicato l'architettura come tema di confronto tra arte e fede. Il risultato è racchiuso nella scelta di invitare a Venezia, sull'isola di San Giorgio, alcuni tra gli architetti più prestigiosi del mondo, provenienti da esperienze culturali e spirituali diverse - anche di matrice non cristiana - per esaltare il rapporto terra-cielo partendo da un elemento architettonico centrale nella millenaria storia del cristianesimo: la cappella, luogo sacro; luogo di parola e meditazione; accesso al divino. In più- e la scelta vista il risultato si è rivelata vincente - la cappella inserita in un contesto altrettanto "sacro", come tradizionalmente viene inteso il bosco. Dieci piccole "cattedrali", nate dalla creatività di altrettanti architetti, decorano il bosco di San Giorgio. Chiave di accesso è l'opera di Gunnar Asplund, architetto svedese, dal titolo "Cappella nel bosco", datata 1920. "Nel culto cristiano - spiega monsignor Ravasi - le cappelle sono veri e propri templi, sia pure in forma minore rispetto alle cattedrali, alle basiliche e alle chiese. In esse sono inserite due componenti fondamentali delle liturgie, l'ambone (o pulpito) e l'altare, cioè le espressioni della Parola sacra proclamata e della Cena eucaristica celebrata dall'assemblea dei credenti".
In questo contesto "sacro", nel quale le cappelle trovano spazio all'interno di un elemento naturale altrettanto sacro che le fa da contorno, suonano significative le parole pronunciate da Francesco Cellini, nella presentazione della sua struttura: "Questo non è il progetto di una cappella: è una riflessione costruita sul tema, fatta da un architetto rispettoso ma non credente, guidato dall'intuizione
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FOTO FOSTER - Norman Foster mentre disegna il primo |
che ogni cappella sia già in se stessa un idea costruita o un simbolo, piuttosto che un edificio veramente destinato a un uso compiutamente rituale". C'è in questa affermazione un valore universale, che testimonia come l'iniziativa della Chiesa sia aperta al dialogo, alla ricerca di una "verità comune" da condividere e come, nello stesso tempo, l'arte e la creatività siano strumenti di "bene comune". Il mondo come comunità, dunque. Il dialogo come incontro tra simili nella diversità. Ed è ancora monsignor Ravasi che sottolinea, con parole di Papa Francesco, il significato del percorso lungo la "via pulchritudinis": " Bisogna avere il coraggio di trovare i nuovi segni, i nuovi simboli, una nuova carne per la trasmissione della Parola, le diverse forme di bellezza che si manifestano in vari ambiti culturali, comprese le modalità non convenzionali di bellezza che possono essere poco significative per gli evangelizzatori, ma che sono diventate particolarmente attraenti per gli altri". Questa è la vera sfida che parte dal bosco di San Giorgio e che ha iniziato a fare il giro del mondo con dieci architetti-ambasciatori: l'arte come esaltazione dello spirito e lo spirito come ricerca comune della Verità, lungo la strada del dialogo.
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Zandra Rhodes |
Londra, settembre 2018 - Fashion e' dominante in una Londra dove queste catwalks estenuanti dettano legge. La location "The store X" e' una piattaforma interdisciplinare ed interattiva che unisce il mondo della Moda,della Tecnologia,dell'Arte e della Musica. Qui ed in altri spazi attigui ha sfilato un ibrido accavallarsi di collezioni; da un fai da te ad un made to suit le necessità metropolitane ed un riciclo di tendenze che hanno predominato nei lontani trascorsi, la' dove l'innovazione, la sperimentazione e la diversità sono un mantra da recitare ogni giorno, creando un caleidoscopio di stili e di identità.
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Ryan Ho |
Qui la Moda influenza e miete vittime a tutto spiano; è il colossal di un industria perenne.
Decine e decine di stilisti, circa 120 di numero, hanno preso parte in questa stagione da luminaria e poi..... il lungo e rigido inverno.
Nel mirino internazionale approdano nuovi nomi; uno strabiliante Gareth Pugh ha stordito il pubblico con una carrellata di lussuosi abiti ispirati ad una vita più che
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Gareth Pugh |
moderna, molto futurista ed in concomitanza con un habitat spaziale. Un aspetto questo che dovremmo iniziare a valutare per un evolversi verso una dimensione palpabile e virtuale...come virtuale e geocentrica e' stata la collezione di
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Jenny Pacham
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Pam Hogg, eterea tra tulli celestiali ed i mood controversiali di un imposto classicismo che Jasper Conran, a differenza, interpreta avvolgendoci con colori boschivi in piena stagione fruttifera.
Accattivante e molto trendy la collezione di Fyodor Golan che ripropone un giovane look bohemian hippy coloratissimo, mentre un fantasioso Ryan Ho veste le sue bambole in fiabeschi settecenteschi senza limiti di fronzoli.
Il rentrée di Victoria Beckham sul palcoscenico Londinese, dopo 10 anni di New York catwalks, è avvenuta con una capsule collection di automizzati capi day wear in cui è predominante il colore bianco. Influente e' stata la presenza della stilista d'alta Moda Britannica Jenny Pacham, molto amata dalla Duchessa di Cambridge, Kate Middelton, che ha celebrato i suoi 30 anni di carriera arricchendo e portando lustro a questo calendario londinese di fashion designers. Il segreto del suo successo, dice lei stessa, è stata la passione per la moda cinematografica, specialmente gli anni 30' e 70' come ispirazione.
Un intramontabile Zandra Rhodes sempre sulla cresta dell'onda non poteva non mancare donandoci momenti di squisita delicata eleganza mentre tra gli emergenti era annoverato il duo Marknull che fonde tecniche native cinesi con metodi d'avanguardia, eliminando le differenze tra sessi.
Ammirata ed ispirata ad un charleston odierno e' stata inoltre la proposta di Temperely.Tutto questo exploit di brands attraverso istallazioni, performances, workshops, video digitali e passerelle esclusive. E' stata un'esperienza talmente eccitante da farci dimenticare il mondo delle sfilate tradizionali.
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Zandra Rhodes (a sin.) |
London News: settembre 2018
More Provasi
"More Provasi" è un nuovo concept store appena aperto nel cuore di Londra in Churton road a Pimplico. E' un eccentrica e strabiliante showroom di interiors e furnitures a stampo completamente italiano; qui, dai rivestimenti delle pareti in tessuti, broccati,damaschi e stampati organici al design dove anche qui il tessuto e' sovrano, il total look dello spazio vi appartiene. Il journey through classic interiors di More Provasi,designers and manufacturers ha conquistato anche il mondo Britannico dove ha trovato un terreno fertile per espropiare le proprie idee e concetti di arredo.
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Cristina Cipolli
Sempre italiana la Stilista Architetto di gioielli minimal e sensuali. Geometrici e geoconcentrici sono le creazioni di Cristina Cipolli, giovane emergente nel settore gioiello e già molto premiata dalla stampa internazionale.
www.cristinacipollijewellery.com
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Italian Cultural Centre in Belgravia
A far parte del Project and Destiny: riflessioni sul Design e l'Architettura in Italia oggi, si e svolto all' Italian Cultural Centre di Londra l'incontro con l'architetto di interni Martino Gamper. Italiano, vive e lavora a Londra dove cura il design di mostre, lavori su commissione ed, in particolare, la produzione di massa per l'industria di mobili internazionale.
www.martinogamper.com
Info:google: Istituto di Cultura italiano Londra.
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Jamie Wei Huang
Lo Stilista Jamie Wei Huang con la sua collezione ci riporta ai primi anni del Nuovo Millennio in relazione a simboli, oggetti narrativi e materiali da collezione. La sua creatura del mare si gestisce anche sulla terra ferma ed il suo abbigliamento coinvolge i giovani più espressivi e d'avanguardia.
www.jamieweihuang.com
La cooperazione russo-cinese-mongola in occasione delle imponenti esercitazioni militari Vostok-2018 può essere intesa come un tentativo, caro soprattutto a Mosca, di superare le storiche rivalità con Pechino per sviluppare un sistema di difesa integrato ed efficiente; ma la vera battaglia potrebbe giocarsi sul piano della capacità di proiezione di potenza attraverso il soft power
In occasione delle esercitazioni Vostok-2018, che si sono svolte tra l'11 e il 15 settembre, tra i media internazionali sono emerse, sostanzialmente, due posizioni: la prima sconsiglia di sottovalutare un eventuale asse economico-militare tra Russia e Cina, cementato dalle politiche protezionistiche del presidente degli Stati Uniti Donald Trump; la seconda, invece, considera tale eventualità alquanto improbabile, ponendo l'accento sulle differenze tra gli interessi nazionali cinesi e russi, emerse, ad esempio, nel cauto atteggiamento di Mosca in relazione alle “nuove vie della seta” (BRI, Belt and Road Initiative), iniziativa del presidente cinese Xi Jinping, o negli appelli di Pechino al dialogo e alla distensione di fronte alla seconda guerra dell'Ossezia del Sud (2008) e all'occupazione russa della Crimea (2014).
Tra i principali argomenti di chi ventila l'ipotesi di un'alleanza russo-cinese, c'è il luogo scelto per le esercitazioni: per Vostok-2018 (Vostok significa “Oriente”) teatro delle operazioni è stata la regione russa orientale di Trans-Baikal, mentre per Zapad-2017 era stata la Bielorussia (Zapad significa “Occidente”, stesso nome delle esercitazioni del 1981, che coinvolsero i paesi aderenti al Patto di Varsavia): il Cremlino starebbe dunque tentando di estendere la propria proiezione militare lungo tutte le direttrici possibili, ivi incluso il Mediterraneo orientale, dove, all'inizio di settembre, ha effettuato esercitazioni navali. In secondo luogo, come ritiene Vassily Kashin della Scuola Superiore di Economia (citato in un articolo apparso il 28 agosto su Lettera43), c'è il fatto che mai prima di quest'anno Cina e Russia avevano effettuato esercitazioni militari comuni e mai Mosca aveva permesso ai cinesi l'accesso alle tematiche di pianificazione strategica: segno, questo, di una diversa considerazione della Cina da parte del Cremlino, non più come rivale, ma come “partner storico, come la Bielorussia” (che prese parte a Zapad-2017).
Sul fronte opposto, l'amministrazione USA e uno dei suoi più significativi alleati, il Giappone, tendono a minimizzare la portata storica di Vostok-2018, data la complessità delle relazioni russo-cinesi: da un lato, la Russia cerca in Pechino un alleato economico e strategico, come dimostra la calda accoglienza riservata a Xi Jinping a Vladivostok, per l'Eastern Economic Forum; dall'altro, Mosca guarda con diffidenza tanto l'espansionismo economico (quindi di influenza, ossia di potenza) insito nella BRI (Belt and Road Initiative, BRI - la via della seta), di cui la maggior parte dei corridoi economici terrestri si snoda nelle regioni ex-sovietiche dell'Asia centrale, quanto l'interesse crescente di Pechino per l'Artico. Infatti, regioni come il Mediterraneo orientale, l'Artico e soprattutto l'Asia centrale hanno uno status geopolitico “fluido”, oscillando tra gli storici legami con la Russia, culturali, economici e politici (si vedano le iniziative caldeggiate dal Cremlino, come la Convenzione sullo status giuridico del Mar Caspio), l'intraprendenza economica cinese (oltre alla BRI si può citare l'interesse di Pechino per il petrolio kazaco) e il soft power statunitense. Con la Turchia, membro NATO spesso ambiguo, che di tanto in tanto fa capolino.
In Asia centrale, Washington, che già ha mandato segnali “muscolari” a Mosca, dal Baltico all'Europa orientale, estende la propria influenza essenzialmente attraverso la Rumsfeld Foundation. Di proprietà di Donald Rumsfeld (segretario di Stato alla Difesa USA dal 2001 al 2006) e consorte, questa fondazione, creata nel 2007 (ex Joyce and Donald Rumsfeld Foundation, istituita nel 1985), annovera tra le sue iniziative il forum annuale CAMCA (Central Asia-Mongolia-Caucasus-Afghanistan), la cui prima edizione risale al 2014, e, dal 2008, il Central Asia-Caucasus Fellowship Program. Con la Rumsfeld Foundation collaborano il Central Asia-Caucasus Institute e il Silk Road Studies Program, fondati rispettivamente nel 1996 e nel 2002, per rispondere all'esigenza crescente di informazioni, ricerca e analisi. L'obiettivo dichiarato è incoraggiare Americani ed Europei a impegnarsi attivamente e su più settori nella regione. I paesi coinvolti, Afghanistan, Armenia, Azerbaijan (quest'anno il forum CAMCA si è tenuto nella capitale Baku), Georgia, Kazakhstan, Kirghizistan, Mongolia, Tajikistan, Turkmenistan e Uzbekistan, sono tutti parte di un'area di frizioni geopolitiche tra Russia, Cina e Stati Uniti, che si sono progressivamente acuite nell'ultimo decennio. Inoltre, occorre tener presente la sfera di influenza turca, che ruota attorno a Turkmenistan e Azerbaijan, quest'ultimo sostenuto da Ankara nel conflitto del Nagorno-Karabakh.
La Turchia sta probabilmente tentando di incunearsi negli spazi in cui le grandi potenze non riescono a stabilire legami solidi, spesso a causa di gestioni maldestre dei conflitti, come è avvenuto nei Balcani, in Siria, nel Caucaso e in Asia centrale. Un processo che va avanti dagli anni '90, ossia dallo sgretolamento del blocco sovietico. Nel corso dell'ultimo decennio, tuttavia, Mosca sembra aver abbandonato la postura esclusivamente difensiva che aveva mantenuto dal crollo dell'Unione Sovietica. Nove anni dopo la sua tiepida reazione alla guerra lanciata dalla NATO contro la Serbia, storica alleata della Russia, a seguito della dichiarazione unilaterale di indipendenza del Kosovo (17 febbraio 2008), sostenuta dagli USA, il Cremlino tenta di riprendere l'iniziativa sul piano strategico-militare: dall'Ossezia del Sud (2008) all'Ucraina (2014), fino ad arrivare alla Siria (2015). E al momento di riconoscere l'indipendenza della Crimea, ha addotto come giustificazione proprio l'indipendenza del Kosovo. Nel corso di questo decennio, la Russia ha consolidato le sue relazioni con la Serbia, che intanto cerca di ottenere, in cambio di un accordo territoriale con il Kosovo, l'accesso all'Unione Europea nel 2025. Mentre in Europa orientale gli USA sono direttamente impegnati con le numerose e significative basi NATO, i Balcani, sin dalla dissoluzione della ex-Jugoslavia, sono area di influenza tedesca (soprattutto in Croazia e Slovenia), ma anche turca (tra le popolazioni musulmane). Senza dimenticare l'ammissione alla NATO del Montenegro (giugno 2017), che si era dichiarato indipendente dalla Serbia nel 2006.
Dal canto suo, Pechino, che finora si è mostrata piuttosto restia a entrare in contrasto diretto con USA e Russia, ha espanso rapidamente il suo mercato, quindi la sua sfera di influenza, in Africa, grazie ai numerosi e cospicui progetti di partenariato, importazione di materie prime, costruzione di infrastrutture e promozione dello sviluppo locale. Al settimo Forum per la cooperazione tra Cina e Africa, che si è tenuto in questo mese a Pechino, hanno preso parte 53 capi di stato e di governo di paesi africani, oltre a un migliaio di uomini d'affari: la Cina ha promesso 60 miliardi di dollari di investimenti supplementari per lo sviluppo economico di questi paesi, di cui 15 destinati a finanziare programmi di aiuto gratuito e senza interesse. Dunque, a parte il botta e risposta di dazi, è il soft power il principale terreno di contesa tra Russia, USA e Cina. Un concetto che Mosca ha iniziato a prendere in considerazione di fronte alle rivoluzioni colorate in Georgia (2003), Ucraina (2004) e Kirghizistan (2005), tutte dimostrazioni che la proiezione di potenza non può essere solo militare.
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Pan Daijing |
ARRIVA IN MOTO E IL VISO COPERTO DA UNA MASCHERA ROSSA.
alla consolle anche la musica del dj-set Alva Noto & Rabih Beaini
Reminiscenze, intrecci vari di musica, da quella elettronica alla tecno, coinvolgenti, come lo è l’artista internazionale e borsista cinese Pan Daijing residente a Berlino e nota per le sue performance musicali di estemporaneità intimistica, dai suoni narrativi, coinvolgenti che ti colgono impreparato e ti ipnotizzano. L’accademia Tedesca a Roma ha inaugurato così la prima edizione di Berlin Rom Express 2018, con un concerto di musica elettronica sperimentale, avvincente e allettante.
La musicista orientale è arrivata, venerdì sera, sette settembre nei giardini di villa Massimo a Roma, in moto e il viso coperto da una maschera rossa che ha sorpreso i partecipanti con il suo mistero. Ad attenderla un pubblico romano entusiasta che negli passati ha già dimostrato di apprezzare la musica elettronica improvvisata. Si è subito creato un background di curiosità, le persone dopo aver fatto festa (pasta alle melanzane e pomodoro, pizza e la mitologica birra tedesca) si sono trasferite sull’area del concerto, dove dietro la consolle, Pan Daijing ha dato vita alla performance. Non si riesce bene a capire l’origine dei suoni, ma ti ammaliano e muovono il corpo con la mescolanze di suoni misti e inaspettati; le dita abbassano e alzano le levette della consolle e così la musica scivola tra suoni
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Alva Noto - foto Alberto Novelli |
delicati, primitivi e forti all’orecchio, ma “caspita che..figata”. Tra la folla abbiamo raggiunto il Direttore della Accademia Tedesca Joachim Bluher , promotor e organizzatore da sempre di iniziative culturali accademici a Villa Massimo, con sensibilità ha presentato artisti e borsisti internazionali ed europei, nel corso degli anni . “Il direttore Bluher - chiosa – per questa edizione abbiamo appositamente invitato soltanto 600 persone rispetto alla festa di primavera che aveva un pubblico più esteso. Questo per dare l’opportunità di fruire di una musica di nicchia a chi è veramente interessato. Le performance-live sono ideate appositamente per un pubblico romano entusiasto della musica elettronica”.
(ndr: L' Artista e musicista è nata e cresciuta nel sud-ovest della Cina, attualmente di base a Berlino. Il suo approccio piuttosto primitivo sia come compositrice che performer assume diverse forme, dando innanzitutto vita a un’arte performativa, ma dai suoni, danze e installazioni fortemente incentrate sull’improvvisazione e atti narrativi). Infatti si è esibita al Palais de Tokyo a Parigi, alla Volksbühne a Berlino, al Haus Kulturen der Welt a Berlino, alla Filarmonica di Amburgo, al Planetario di Montreal, e altre location in giro per il mondo. Il suo acclamato album d’esordio LACK (惊) è uscito nel 2017, con una mostra all’Eden Eden della Isabella Bortolozzi Galerie a Berlino. Pendant le sejour a Villa Massimo, come borsista delle arti pratiche, si occuperà di un lavoro commissionatole per la Biennale de l’Image en Mouvement 2018 a Ginevra, continuando a realizzare una nuova opera multidisciplinare.
L’Accademia come sempre ha tanti richiami all’armonia e alla bellezza con la libreria, i suoi balconi, le statue, le immagini, gli alberi svettanti, la sala del
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Rabih Beaini |
pianoforte. Al festival della Rom Berlin Express 2018 sono presenti anche i DJ Alva Noto e Rabin Beaini. Le feste della Accademia riempiono da sempre la scena culturale di Roma, speriamo che l’avvicendarsi della nomina di un nuovo direttore dell’Accademia non interrompa questi importanti rendez-vous con la cultura.
ROM-BERLIN EXPRESS 2018
Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, Largo di Villa Massimo 1-2, 00161 Roma
www.villamassimo.de; www.facebook.com/villamassimo.de www.instagram.com/villama
Ogni tanto in questo "BEL PAESE" accadono fatti incredibili, positivi in particolar modo nel sistema sanitario nazionale da sempre carente ed inefficace. Dal mese di Luglio è attivo in Roma il centro Servizi dell'INMP un centro sanitario dove Anziani, separati, famiglie numerose con monoreddito possono recarsi per avere cure ed assistenza. Il centro creato per i nuovi poveri che non hanno possibilità di potersi curare e di sostenere onerosi Ticket. Per queste persone in difficoltà, è ripresa e continuerà fino ad Ottobre la distribuzione di occhiali da vista, protesi acustiche e protesi dentali del tutto gratuite. Questo avviene nell'ambito dei progetti di medicina sociale dell'Istituto Nazionale Salute, Migrazione e Povertà (INMP), noto anche come "Ospedale degli ultimi a Roma".
la Dottoressa Concetta Mirisola direttore generale dell'istituto dice. ormai circa il 40% dei nostri assistiti è italiano, la direttrice continua. Siamo un Ente del Servizio Sanitario Nazionale che aiuta tutte le persone in difficoltà. Vengono da noi persone che hanno bisogno di cure e di farmaci, ma vengono anche persone che necessitano di ascolto solidale. All'INMP siamo tutti impegnati nella presa in carico delle persone con i loro bisogni. Oltre agli ambulatori specialistici, che sono il centro della nostra attività di assistenza sanitaria, abbiamo attivato anche lo sportello degli "Avvocati di strada" che offrono assistenza legale gratuita. Lo sportello conta 30 collaboratori volontari tra avvocati e praticanti di diverse discipline, affiancati da un mediatore transculturale, lo sportello offre consulenza e assistenza legale gratuita, giudiziale e stragiudiziale, a persone bisognose private di diritti fondamentali, con problematiche di natura amministrativa, civile o penale. L'accesso ai consulti degli Avvocati è gratuito e senza prenotazioni basta una semplice telefonata per conoscere gli orari e la disponibilità Tel. 06.58558503. L'ambulatorio dell'INMP e gli studi legali si trovano in Via delle Fratte di Trastevere n. 52, che dire?. Non vi sono parole, il centro funziona benissimo. Chiunque ha bisogno può recarsi senza prenotazione munito di tessera sanitaria e ricetta del medico di famiglia per le prestazioni gratuite.
Si è svolta, nell’ambito del settantacinquesimo festival del cinema di Venezia, la conferenza di presentazione del PREMIO CESARE ZAVATTINI, terza edizione del concorso pubblico rivolto a giovani filmmaker, professionisti e non, che ha la particolarità di stimolare e premiare l’originalità, la sperimentazione, il “tradimento” e il rimescolamento dei generi nell’ambito del riuso del cinema d’archivio. Un’occasione, insieme a numerosi relatori intervenuti, per sottolineare il valore e l’importanza dell’utilizzo delle immagini del passato per stimolare nuovi percorsi di presente e futuri avvalendosi dei linguaggi e tecnologie contemporanee.
Il primo a intervenire, Paolo Baratta, presidente della Biennale di Venezia, ha evidenziato come per far vivere e circolare lo straordinario patrimonio filmico italiano e internazionale occorrano “uomini vivi”, interessati a utilizzare gli archivi non solo per ricostruire la storia, ma anche come strumenti per ampliare la conoscenza del mondo contemporaneo. Concetto ripreso da Vincenzo Vita, presidente della Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (promotore del Premio Zavattini, con Istituto Luce Cinecittà), il quale ha utilizzato la formula dell’archivio come “realtà aumentata”, cioè mezzo indispensabile per amplificare la nostra conoscenza della realtà attuale. Se – ha continuato Vita, citando Cesare Zavattini – i materiali custoditi negli archivi devono scrollarsi di dosso la polvere degli scaffali, allora, come dice Baratta, sono gli uomini e le donne che vi si accostano a ridargli nuovi significati, rimettendo in circolo le immagini di ieri in storie che parlano all’oggi. Antonio Medici, direttore artistico del Premio, ha sottolineato come i contenuti di un archivio siano sempre contemporanei, nel senso che se sollecitati da interessi non accademici, ma autenticamente innestati nel tempo in cui si vive, diventano fonti preziose di indagine e racconto, anche intimi e personali. Inoltre, come confermato dall’esperienza condotta sin qui con i giovani partecipanti al Premio, il confronto con le immagini d’archivio è anche un corpo a corpo con il cinema, il suo linguaggio e le sue estetiche, che può condurre a rivisitazioni critiche, originali, visionarie. Enrico Bufalini, in rappresentanza del Luce Cinecittà, ha ricordato come lo storico Istituto abbia digitalizzato grandissima parte del suo patrimonio, che dal 2000 è online fornendo così opportunità di accesso e conoscenza agli operatori di tutto il mondo: non è un caso che dal 2012 sia stato anche iscritto dall’UNESCO nel registro della Memoria del mondo. Per Franco Montini, presidente Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, il Premio Zavattini si inserisce in una corrente molto vitale del cinema contemporaneo, ricco di interessanti sconfinamenti tra finzione e documentario. Lo ha sottolineato anche Laura Delli Colli, presidente del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, rendendo merito alla Fondazione Aamod di partecipare attivamente alla costruzione di ciò che di più significativo si muove nel cinema italiano. Francesco Martinotti, Presidente Associazione Nazionale Autori Cinematografici, consorella dell’AAMOD nell’impegno relativo alla tutela del cinema della memoria e del cinema d’autore, ha evidenziato il valore comune del Premio Zavattini e del Premio Lizzani, istituito proprio dall’ANAC-AUTORI. Martinotti ha anche ricordato l’appello per la liberazione del regista ucraino Oleg Sentsov, condannato a 20 anni di carcere, appello ribadito anche da Giuseppe Giulietti, presidente della Federazione Nazionale Stampa italiana, che ha sostenuto il progetto del Premio Zavattini e colto l’occasione della qualifica partecipazione del pubblico per ricordare quanto sia importante e necessario difendere la libertà di espressione.
L’incontro è stato moderato da Aurora Palandrani, CDA AAMOD e coordinatrice del Premio insieme a Paola Scarnati, co-fondatrice AAMOD.
La terza edizione del Premio Zavattini ha visto selezionare 12 nuovi progetti di giovani filmmaker che attualmente stanno frequentando un percorso formativo tenuto da importanti professionisti del cinema italiano, oltre ad essere affiancati da qualificati tutor per lo sviluppo dei loro progetti. Al termine dell’itinerario formativo, la Giuria del Premio sceglierà tre progetti vincitori che, oltre a utilizzare liberamente (con licenze Creative Commons) il materiale filmico dell’Aamod e degli archivi partner, riceveranno servizi gratuiti di supporto per la realizzazione dei cortometraggi (produzione e post-produzione) – la cui fase di lavorazione è prevista fra gennaio e giugno 2019 - e la somma di 2.000 euro per ciascun progetto realizzato. La Giuria del Premio Zavattini 2018 è formata da: Susanna Nicchiarelli (presidente), Ugo Adilardi, Elisabetta Lodoli, Roland Sejko e Giovanni Spagnoletti.
Il Premio Zavattini è promosso dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (di cui lo stesso Zavattini fu primo presidente), sostenuto dalla Siae e dal MiBACT (attraverso il bando “Sillumina”) e dalla Regione Lazio, e realizzato in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà, con la partecipazione della Cineteca Sarda, Deriva Film e Officina Visioni.
Il mito del Sangue di Toro e del Tokaj
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Il lago Balaton |
LA STORIA (mista a leggende)
La coltivazione della vite nell’odierna Ungheria risale ai tempi dei Romani che, nell’espansione in quelle terre, portarono il culto della vite e del vino. Si chiamava Pannonia, regione parte integrante
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vigne St. Donat |
dell’Impero.
Egri Bikavér (Sangue di Toro), vino rosso tutt’ora prodotto principalmente nel distretto di Eger (nord del paese), che porta con se miti e leggende di storiche battaglie del ‘500 contro gli “invasori” turchi.
Vino particolarmente colorato con abbondanza di antociani fu causa della sconfitta degli ottomani “spaventati” dalle figure dei magiari con le barbe bionde imbevute di egri bikavér scambiato per “sangue di toro” e quindi elisir di “forza e potenza”.
Oggi l’Egri Bivakér è un innocuo vino, per niente potente, che ricopre il ruolo di semplice vino da pasto.
Tutta diversa la storia dell’altro mito magiaro, sempre prodotto nel nord del paese, al confine con Ucraina e Slovacchia: il Tokaji. Il suo mito, la sua leggenda ebbe inizio nel ‘600 sempre durante una delle innumerevoli guerre contro i turchi e deve il suo successo, ancora oggi, dalla presenza della muffa nobile sugli acini e il particolare metodo di vinificazione: i puttonyos.
I puttonyos altro non sono che recipienti contenenti circa 24 Kg di melassa concentrata da aggiungere al vino prodotto con le stesse uve: Furmint (in prevalenza), Hárslevelü e Muscat.
I VITIGNI
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vigneti a Somloi |
Furmint, l’uva più famosa dell’Ungheria per essere la base del Tokaji, copre solamente il 4% della superficie vitata;
l’Hárslevelü, portatore di morbidezza e speziatura;
il bianco Ezerjó, il terzo vitigno maggiormente coltivato;
il Kadarka che ha lasciato il primato di coltivazione al ben più noto e famoso Kéfrankos conosciuto anche con il nome austriaco Blaufränkisch.
Quest’ultimo è condiviso con la vicina Austria, quella del Burgenland e del Neusiedler-see, il territorio ovest della Pannonia.
LAGO BALATON
Oggi il Rinascimento vitivinicolo ungherese ruota intorno al Lago Balaton: la nuova frontiera post regime sovietico.
Sui fertili terreni löss, formatisi dai sedimenti eolici originati dal trasporto e dalla deposizione di particelle da parte dei venti provenienti dall’area tutt’intorno al Lago Balaton, si sono ben acclimatati, accanto agli autoctoni, i vitigni internazionali quali Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Pinot Noir e i bianchi Sauvignon Blanc, Chardonnay e Muscat.
GLI ASSAGGI
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cantina nell'Eger |
Gál Tibor Wineri, zona Eger che ha proposto vini bianchi di gran pregio come il TiTi;
Heiman Family Winery, zona Szekszárd (sud Lago Balaton) che ha proposto vini da vitigni autoctoni come Kadarka, Kékfrankos, Bikavér e Barbár, quest’ultimo un blend tra autoctoni e internazionali;
Miklós Pince, zona tra il Lago e Budapest, che ha “sconvolto” gli assaggiatori con un Sauvignon Blanc “incredibile”;
Somlói Vandor Prince, zona nord Lago, verso ovest con un Sauvignon Blanc scioccante e inquietante;
Szent Donát Birtok, la Winery sul Lago, dove i terreni minerali e vulcanici donano ai vini il carattere del “Lago Balaton”. Cinque assaggi compresi nella scala degli ottimi a significare l’attuale percorso della viticoltura magiara: dai classici Furmint e Kékfrankos agli internazionali, la nuova frontiera ungherese;
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insieme al "mitico" Istvan Szepsy |
Tokaji Istvan Szepsy, la più antica cantina di Tokaj. Fantastici Aszu (dolce botrizzato) 6 puttonyos, Essencia (veramente sublime) 8 puttonyos circa 240 g/l di residuo zuccherino, Szamorodni il Tokaj non botrizzato, unico nel suo genere.
TERRENI E BOTRYTIS
Ardesia, basalto, argilla mista a sabbia e terreni fertili di riporto (löss) costituiscono la base di partenza delle produzioni. Il clima continentale con autunni “assolati” dove l’umidità proveniente da ovest, nella escursione giorno-notte, favorisce nell’Eder e Tokaj la formazione della Botrytis Cinerea.
ed infine LE LEGGENDE
E la leggenda degli uomini grossi, potenti, con la barba bionda imbevuta di Egri Bikavér (Sangue di Toro) che sconfissero i turchi, insieme a quella che coinvolse Padre Lazslo Szepsy nel ‘600 per il Tokaji, vengono raccontate di continuo dando ai vini ungheresi l’opportunità di far parte di una saga che continua nel tempo. Chapeau!
unici contatti:
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L'8-9 settembre 2018 il City Day di Mosca si e' svolto anche questo anno nelle vie e nelle piazze di Mosca con una grande affluenza di pubblico turisti. Tra concerti e spettacoli pirotecnici il Moscow City Day e' una festa annuale che si svolge nel primo e secondo sabato di settembre, questo anno si e' festeggiato l'871esimo compleanno della citta', quasi nove secoli. La città fu fondata nell'anno 1147 da Jurij Dolgorukij.
Il City Day fu celebrato per la prima volta nel 1847, in occasione del 700esimo anniversario della città, ma non sempre e' stato festeggiato in ogni ricorrenza: è dal 1997, in seguito all'ordine esecutivo di Boris Eltsin, che viene sempre celebrato.