L'informazione non è un optional, ma è una delle condizioni essenziali dell'esistenza dell'umanità. La lotta per la sopravvivenza, biologica e sociale, è una lotta per ottenere informazioni.

Spirituality (73)


 
Franco Libero Manco
This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
 
 
 Centenario della nascita di san Giovanni Paolo II

Com'è “tradizione” italiana si parla e si discute su tutto, anche e soprattutto sulle scemenze, tranne di notizie culturali di rivelante spessore internazionale.

Com'è oggi il caso del grande Simposio Internazionale sul Centenario della Nascita di Karol Wojtyla, SAN GIOVANNI PAOLO II che nell'immediatezza dei prossimi giorni, terrà le sue prime sedute costituenti online in mezzo mondo e quindi anche nella Capitale.

Scrive in data 8 gennaio: il "Blog dell'Editore" di Vik van Brantegem:

“Il Simposio internazionaleonline per celebrare il 100 ° anniversario della nascita di Karol Wojtyla“ Verso il futuro con San Giovanni Paolo II ”è strutturato in tre giorni di conferenza, ogni giorno con tre ore di riunione. L'incontro sarà internazionale e si svolgerà online con relatori provenienti da diversi continenti. Ogni sessione del webinar avrà quattro discorsi. Il primo giorno riguardante l'antropologia, il secondo giorno la famiglia e la società, il terzo giorno riguarda la vita della Chiesa e della fede.Dopo l'introduzione fatta in ogni sessione da una persona diversa e fortemente legata alla figura di San Giovanni Paolo II, ci saranno due presentazioni, poi una testimonianza di qualcuno che ha condiviso del tempo con lui ed è stato influenzato da lui, e poi altre due presentazioni. Alla fine ci sarà del tempo per il dibattito e la possibilità di fare domande anche da parte dei partecipanti provenienti da tutto il mondo. Per facilitare queste sessioni, ognuna sarà guidata da un moderatore.

Le sessioni si svolgeranno online il 15, 16 e 17 gennaio 2021, in Italia dalle ore 15.00 alle 18.00, in Polonia dalle ore 16.00 alle 19.00 e negli USA dalle ore 10.00 alle 13.00. È prevista la traduzione simultanea in polacco, italiano e inglese. "

Durante diversi incontri online “Verso il futuro con San Giovanni Paolo II”, il Comitato organizzativo (Prof. Mons. Piotr Mazurkiewicz, Prof. Don José Granados, Don José Maria Cortes, Prof. Don Pawel Galuszka, Mons. Duarte da Cunha, Sig .ra Urszula Miernik e Sig.ra Barbara Kupiec) è stato in grado di definire gli obiettivi desiderati e creare la bozza di un programma. Il sostegno dell'Arcivescovo Marek Jedraszevskiw e di alcuni esperti ha stimolato l'entusiasmo.

In questa prospettiva è previsto che in ogni sessione, oltre agli esperti, ci sarà un ospite speciale che ha condiviso la sua vita con San Giovanni Paolo II per dare una testimonianza personale.

Dunque un avvenimento culturale e religioso di grandissima portata, universale oseremmo dire, in special modo in questo terribile scenario di grandi disordini nel mondo ma soprattutto nella tragica pandemia che già ha seminato più di 3milioni di morti tra Europa, Usa ed Asia.

Organizzatori del Simposio, SER Marek Jedraszewski, Arcivescovo metropolita di Cracovia; Michal Drozdz, Facoltà di scienze sociali, UPJP II; Michal Gierycz, Dipartimento economico e sociale, UKSW; Livio Melina, Progetto Fondazione Veritas Amoris; Pastorale delle Famiglie del Patriarcato di Lisbona, organizzatori anche un po 'dispiaciuti della scarsa attenzione all'evento della stampa italiana, tutta presa invece dalle solite beghe nate tra le “conventicole” politiche.

Ma certamente non è l'unica “disattenzione” tutta nostrana.

Ci ritorna subito alla mente il viaggio pastorale del buon Papa Francesco il 16 marzo 2018 a San Giovanni Rotondo per ricordare a tutti che il 1918 fu l'anno della Stigmatizzazione del Santo Frate Padre Pio da Pietrelcina. Dunque di un Centenario di portata mondiale vista l'immensa vastità della sua platea di devoti.

Ebbene giunti alla data del 23 settembre 2018 i frati cappuccini di San Giovanni Rotondo preferirono celebrare il 50 ° anniversario del Santo nel giorno della sua morte, più che il 20 settembre, quello della stigmatizzazione. Una scelta di cattivo gusto ma certamente non meno di quella di vedere “oggi“ alcuni maggiorenti dell'ambiente cappuccino parteggiare per la beatificazione di Don Umberto Terenzi, colui che proprio con alcuni frati cappuccini, collusi con lo scandalo Giuffrè, furono gli artefici dei “ Microfoni ”nel confessionale del Santo Frate.

Se è vero, come è vero ... quando nell'ultima Cena Gesù divise tra gli apostoli il pane ed il vino a simbolo della nascita della Chiesa, è pur vero che già lì qualcuno, un apostolo non rispettò le regole del Maestro.

Come non si può separare il corpo dallo spirito, non può essere  separato la fiamma dal calore, il fiore dal suo profumo. C'è chi dà più  importanza alla bellezza formale del fiore, chi al suo colore, chi al suo  profumo. Ma la sua forma, il suo colore e la sua fragranza sono un'unica  cosa: l'una non può esistere senza l'atra, affinché il fiore sia tale.

L'unità è sterile, fecondo è solo il dualismo: è la differenza simbiotica  ciò che genera la vita. I valori morali, culturali, spirituali, scientifici  si arricchiscono al contatto con realtà differenti. Tutto ciò che è  parziale, settoriale è per sua natura incompleto: avere una tale visione  della realtà limita la percezione delle cose, e questo genera esclusioni,  razzismi, specismi, rivalità, guerre. Tutte le visioni parziali si sono  rivelate tanto più perniciose quanto più avevano la presunzione di essere  preminenti sulle altre.

Armonizzare le forze eterogenee nell'obiettivo del bene comune,  la pace, la giustizia, l'evoluzione, l'amore, questo è il primo,  fondamentale scopo della vita e ciò che rende l'esistenza dell'uomo degna di  essere vissuta.

Io sono ricco in virtù della presenza degli altri e delle cose  che mi circondano. Se fossi solo non conoscerei che me stesso e non potrei  evolvere. Ogni persona ed ogni cosa influisce sulla mia vita e ricevuto  al mio arricchimento interiore per mezzo dell'esperienza che acquisisco  nell'interazione. Come una persona è tanto più padrone della sua lingua  quanti più vocaboli conosce, così è tanto più ricco interiormente quante più  esperienze positive ha potuto sperimentare.

Ma io non percepisco che una piccolissima parte dell'insieme:  l'insieme mi condiziona through la sua unità e il suo singolo componente.

L'importanza del “tutto” è data dal singolo elemento che lo compone,  altrimenti sarebbe come dire che ha valore il mucchio non il singolo chicco,  la foresta non il singolo albero, il popolo non la singola persona. Il  dirigente di un ente è importante quanto la donna delle pulizie perché l'uno  senza l'altro l'azienda non potrebbe funzionare. Il musicista quanto il suo  strumento musicale: l'uno senza l'altro nessun concerto potrebbe essere  realizzato.

Come il contesto influenza e condiziona il mio comportamento e  la mia vita così il mio modo di essere influenza e condiziona il mio  prossimo, perché gli altri ed io siamo la folla dei viventi, siamo la vita.

Se io violento o uccido qualcuno in sostanza sto violentando e uccidendo una  parte di mia famiglia, di me stesso, sia perché nell'azione malvagia  sto facendo peggiore la mia coscienza e sia perché nei confronti del  contesto e della vita mi esprimo in modo negativo, lesivo, disarmonico.

Non v'è pensiero o azione che non abbia i suoi effetti  universali, “Non si può cogliere un fiore senza turbare le stelle”. Una  buona azione influenza il mio vicino e lo induce ad essere anch'egli più  disposto alla bontà e più disponibile nei confronti degli altri. Per contro  un'azione egoistica, cattiva si ripercuote negativamente non solo sulla

vittima ma su tutti generando malcontento, rabbia, autodifesa e quindi  disarmonia.

L'interdipendenza è la realtà a cui sono legate  indissolubilmente tutte le cose: essere in sintonia con il proprio contesto  aiuta al funzionamento armonico del tutto; a pprezzando il valore delle  diversità si apre la mente e la coscienza a considerare ogni cosa come  membra dello stesso organismo, tessere del medesimo mosaico, nota della  stessa sinfonia: condizione che consente alla terra e all'universo di  esistere.

La divinità scende fino alle cose minime per la comunicazione di se stessa (Giordano Bruno, 1548-1600). Ermete Trismegisto, il primo grande iniziatore in Egitto alla dottrina esoterica. Dai greci considerato tre volte grande: re, legislatore e sacerdote. Scrisse 42 libri. Resterà centro e vetta di iniziazione egiziana. Per Ermete Trismegisto il piccolo è come il grande: nulla è piccolo e nulla è grande agli occhi di Dio. Solo colui che è libero può liberare. Colui che comanda se stesso può comandare gli altri. Non fate soltanto il bene ma siate buoni e il movente non sia nei frutti ma nell’azione.“Se impariamo ad amare gli animali, saremo molto più vicini a Dio” (Madre Teresa). “Vuoi essere simile alla natura degli dei? Sii misericordioso con gli animali e ti avvicinerai ad essi.

La dolce misericordia è il vero sogno della nobiltà”. (Shakespeare). E’ più importante impedire a una bestia di soffrire che restare seduti a contemplare i mali dell’universo pregando in compagnia dei sacerdoti.  (Gautama Buddha) “Per vedere faccia a faccia l’universale e onnipresente Spirito della Verità si deve essere in grado di amare il più infimo degli esseri creati come se stessi. E un uomo che aspira a ciò  non può permettersi di estraniarsi da nessun campo delle attività umane. E’ per questo che la mia devozione alla Verità mi ha condotto alla politica; e posso dire, senza esitazione, anche se con assoluta umiltà, che coloro che affermano che la religione non ha nulla a che fare con la politica non sanno che cosa significa religione. L’identificazione con ogni essere vivente è impossibile senza auto-purificazione; senza auto-purificazione l’osservanza della legge dell’haimsa rimane un vuoto sogno; Dio non potrà mai essere realizzato da chi non ha un cuore puro. Auto-purificazione deve significare purificazione in tutti i campi della vita. E poiché la purificazione è fortemente contagiosa, la purificazione di un individuo porta necessariamente alla purificazione di coloro che lo circondano” (Gandhi).

DENTRO LO SPAZIO DEL MIO CUORE

Dentro il riquadro del mio piccolo giardino ho incontrato minuti esseri tra l’erba e leggere fragranze di petali novelli.

Dentro lo spazio di un chilometro ho incontrato specchi lacustri, radure e maestosi alberi svettanti. Dentro lo spazio di cento chilometri ho incontrato città geometriche e agglomerati sconnessi sulle sponde ondulate dei declivi.

Dentro lo spazio di mille chilometri ho incontrato deserti, banchise,speroni possenti ed immense voragini oceaniche. Dentro lo spazio di un milione di chilometri ho incontrato pianeti dalle orbite fluttuanti,meteore vorticose e comete incandescenti alla deriva.

Dentro lo spazio di un miliardo di anni luce ho incontrato arcobaleni siderali, tenui nebulose ed universi pulsanti dalla spinta primigenia del Big-Bang.

Ma dentro lo spazio di pochi centimetri del mio cuore lì ho incontrato Dio. (flm)

  All’Angelus di domenica 25 ottobre, Papa Francesco ha annunciato la nomina di tredici nuovi cardinali.

 

 

“Tra essi sei sono italiani: ed è insolito che una metà siano nostrani. S’accrescono le modalità di uscita dalle regole tradizionali nella scelta dei ruoli e delle sedi, uscita praticata da Francesco fin dal primo concistoro, nel gennaio del 2014”, ha commentato il decano dei vaticanisti italiani Luigi Accattoli. Per altri, invece, la notizia segna anche il proseguimento di una secca reazione, da parte di Francesco, alle voci che parlavano di un indebolimento del suo Pontificato durante il coronavirus, dopo lo scandalo finanziario vaticano e la pubblicazione dell’Enciclica Fratelli Tutti, l’indizione del Concistoro segna quindi un nuovo cambio di passo.

         Ma andiamo per ordine. Nessun indebolimento ha causato il recente scandalo che ha fatto capo alla destituzione del cardinale Beciu. La fermezza del Pontefice nella volontà di “mettere ordine” nelle cose della Chiesa e di bandire una volta per tutta la corruzione dalla Casa di Dio è dopotutto cosa che ha contraddistinto tutto il suo operato fin dal’inizio della sua salita al Soglio di Pietro. Come anche la scelta operata dallo stesso Conclave che lo ha selezionato e voluto, prendendolo da lontano ed appartenente all’antica e nobile stirpe ecclesiale dei gesuiti. Tanto è vero che nei corridoi dei sacri palazzi, il giorno dopo del suo “Abemus Papam”, già mormorava: “è arrivato il «liquidatore» del disordine“.

         Ciò che invece salta al’occhio, anche del più sprovveduto commentatore di cronache vaticane, è che dei 6 nuovi cardinali italiani, sui 13 nominati, due abbiano stretta “confidenza” con il Santuario della Madonna del Divino Amore. Si perché nello scandalo che ha travolto Beciu, coesiste un secondo “affaraccio” non meno peccaminoso del precedente, anzi per certi versi…. , ben peggiore.

Ci riferiamo alla paventata canonizzazione (proprio sotto la diretta responsabilità del cardinale Beciu, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi) di don Umberto Terenzi, l’artefice nel 1959 del collocamento dei microfoni nel confessionale, foresteria e cella di Padre Pio, per spiarne l’operato. Un sacrilegio che negli anni sessanta fece gridare allo scandalo religioso alla stampa di mezzo mondo.

Fummo proprio noi, da queste pagine lo scorso giugno, gli unici a protestare (vedi articolo) per l’impropria elevazione del personaggio a “servo di Dio”.

Don Terenzi complice dei frati cappuccini nello scandalo Giuffré, tradì la fiducia, l’amicizia e la sua stessa consacrazione sacerdotale, a danno di chi Santo lo era veramente: Padre Pio.

         Dunque l’elevazione a cardinale di Mons. Marcello SEMERARO (Vescovo di Albano e Segretario del Consiglio dei Cardinali) e la nomina, dello stesso, a Prefetto della Sacra Congregazione delle Cause dei Santi, in sostituzione del destituito Beciu ; come anche l’elevazione a cardinale di Mons. Enrico FEROCI ( Direttore della Caritas) e la sua nomina a Parroco del Santuario della Madonna del Divino Amore di Castel di Leva, ci inducono, gioco forza per diritto di cronaca, a pensare.

         A pensare e dedurre che il nostro amato ed illuminato Pontefice, Papa Francesco, agendo con tempestiva risoluzione, abbia messo in salvo lo spirito di fede di milioni di credenti, devoti alla tradizione dei Santi e …., come anche a quella vastità di numerosi terreni, donati per grazia ricevuta, dagli innamorati di fede della Madonna del Divino Amore che trovarono salvezza da morte certa nel’ultimo conflitto Mondiale.      

 

Oggi l’insicurezza sembra essere lo stato d’animo più diffuso. Si ha l’impressione che l’umanità sia giunta ad un bivio, ad un punto cruciale della sua storia; la sensazione che tutto sia fragile, precario, di essere come sul filo del rasoio in cui da un momento all’altro tutto potrebbe precipitare. I delitti si manifestano in modo sempre più numerosi e agghiaccianti. La povertà dilaga, la fame e le malattie imperversano, l’economia vacilla, la natura cade sotto la scure degli interessi economici, l’inquinamento ci impedisce di respirare, gli alimenti denaturati uccidono più delle guerre. E l’elenco potrebbe continuare.

La crisi che si sta vivendo, e che crea incertezza nel domani, inquietudine e paura, non è politica, sociale, economica, o culturale: è crisi di valori, quella che mette sotto accusa la coscienza umana, la mancanza di punti di riferimento, della giustizia sociale, l’onestà individuale, l’apertura alla responsabilità personale verso la collettività:   valori che non si improvvisano. Nei tanti dibattiti non basta dire giustizia, diritti, per avere giustizia e diritti. Non basta elencare ciò di cui ha bisogno l’essere umano per uscire dalla crisi, dal pantano: se non c’è una forte volontà politica a livello nazionale e mondiale, di un progetto capillare di educazione delle masse ai valori fondamentali della vita, della pace, della giustizia sociale, saremo condannati a permanere in questo stato di cose, con prospettive inquietanti.

Tutto questo non è che l’effetto di un’umanità malata, smarrita, stordita,  alla deriva, perché ha trascurato la componente fondamentale della sua natura: la sua dimensione spirituale. Che è come aver dimenticato di mettere il carburante nell’automobile per poi chiedersi perché non cammina.

Dare valore allo spirito significa dare ascolto alla propria coscienza; significa credere nel bene collettivo che passa attraverso la vera maturità di se stessi; significa credere che il bene avrà il sopravvento sulla disarmonia; significa credere nello spirito cosmico che tutto vivifica, che tutto pervade e spinge tutti gli esseri verso il loro bene e la loro evoluzione; significa dar valore alle cose che non passano con la vita; significa identificarsi e incarnare in se stessi, in prima persona, quell’ideale che vorremmo si realizzasse in questo mondo.

Al tempo di Gesù la Palestina pullulava di movimenti e sette religiose. Tra queste gli Esseni,  un movimento spirituale di derivazione ebraica tra i più conformi ai dettami della legge dei grandi profeti. La loro presenza storica va dal 2° sec. a.C. al 1° secolo d.C. La loro scomparsa resta un mistero, probabilmente perché transitarono nel cristianesimo e divennero cristiani col nome di Ebioniti e Nazorei. S. Epifanio dice che gli Esseni erano vegetariani ed Egisippo dice che Pietro essendo Nazireo era di conseguenza vegetariano come Giovanni, Giacomo e Stefano. Filone scrive: “Sono votati interamente al servizio di Dio e non sacrificano animali”.  Simone, prima di essere discepolo di Gesù, era discepolo di un certo Dositeo che era Esseno. Pare che Giovanni Battista abbia avuto contatti con gli Esseni e che lo stesso Giovanni evangelista prima di essere discepolo di Gesù sia stato discepolo di Giovanni Battista. Plinio il Vecchio chiama questo popolo silenzioso e mirabile. Si presume che gli Esseni fossero circa 4000. La loro filosofia è riportata oltre che da molti cronisti del tempo anche nei famosi manoscritti, in paleoebraico ed aramaico, composti da 800 rotoli e 15.000 frammenti, prodotti tra il 170 a.C. ed il 60 d.C. trovati nel 1947 in 30 grotte a Qumran nei pressi del Mar Morto, quartiere esseno sul Sion dove Gesù celebrò l’Ultima Cena. Gli Esseni vivevano, pensavano, pregavano ed operavano allo stesso modo di Gesù per questo è plausibile pensare che Gesù abbia seguito o abbia risentito di questo movimento. Alcuni Padri della Chiesa Latina e Greca affermavano che Gesù, come tutti gli uomini spirituali del tempo, si astenevano dal mangiare carne. C’è una profonda analogia tra il pensiero di Gesù con quello degli Esseni, e se questi erano vegetariani è ragionevole supporre che anche Gesù lo fosse, anche perché diversamente gli Esseni incarnerebbero un  sentimento di rispetto, carità e compassione più elevato di quello di Gesù che limita tale sentimento ai soli membri della specie umana.

Nel “Vangelo degli Esseni” vi sono  molte similitudini con i Vangeli canonici: “L’amore è paziente, gentile, tutto sopporta, l’amore è più forte della morte…” Le tre grandi virtù dell’uomo: la fede, la speranza e l’amore, ma l’amore è la più grande di tutte. “Se uno dice “amo il Padre Celeste ma odio mio fratello” è un bugiardo: se non ama suo fratello che vede  come potrà amare il Padre Celeste che non vede”?  Altre analogie con lo spirito dei Vangeli: la santificazione dei pensieri, la povertà, l’abbandono in Dio. Per gli Esseni essere benevoli verso gli animali era una regola di vita. Significativo era il giuramento che l’adepto doveva pronunciare: “Giuro di adorare ed onorare Iddio, di serbare giustizia e carità alle sue creature, di non nuocere a nessuno…” Furono il primo popolo che condannò la schiavitù. Non mangiavano carne né bevevano liquidi fermentati. Suonavano vari strumenti musicali. Giuseppe Flavio dice che erano longevi, che i più di essi superava i 100 anni e che  a motivo della loro semplicità di vita godevano di ottima forza ed una notevole resistenza alle fatiche. Professavano la carità verso gli indigenti. Erano guaritori, esorcisti per imposizione delle mani.

Si chiamavano i poveri in spirito, misericordiosi. La loro casa era aperta a tutti. Edmond Bordeaux Szekerly, professore di filosofia e Psicologia Sperimentale in Francia, sosteneva che Gesù fosse un membro della setta essena. Fondatore nel 1928 della Società Biogenica Internazionale, con l’aiuto di Monsignor Mercati ebbe accesso agli archivi segreti del Vaticano, nonché agli archivi del monastero benedettino di Montecassino, dove scoprì antichi manoscritti originali ed inalterati che traduce dall’aramaico e assembla in “Il vangelo di pace di Gesù”, “I libri esseni sconosciuti”, “I  rotoli dispersi della comunità essena”, “L’insegnamento degli eletti”.Pitagora può essere considerato il fondatore dell’ordine degli esseni. Gli esseni infatti venivano chiamati neopitagorici e incarnavano le regole del grande filosofo. In sostanza si può dire che pitagorismo, essenismo e cristianesimo costituiscano diverse fasi di un unico movimento.

L'ignoranza è il più detestabile, biasimevole, empio e sacrilego degli umani difetti”

 (Pitagora......TUTTI FIGLI DELL'UNICA SOSTANZA)

 

 

Un’energia cosmica sembra pervadere e spingere verso l’evoluzione tutto ciò che esiste. Un essere umano, come qualunque essere vivente, risulta essere la sintesi chimica, fisica, energetica di organismi animali o vegetali che lo hanno preceduto lungo la via della manifestazione nello scenario della Vita. Dalla deflagrazione iniziale di 14 miliardi di anni fa venne a generarsi questo pianeta in forma gassosa che col passare dei tempi si solidifica fino a consentire agli elementi chimici base di formare la materia: minerali, rocce, acqua, terra, i primi organismi viventi, le prime rudimentali forme di vita vegetale e poi animale. Il codice genetico è unico in tutte le piante, gli animali ed i batteri, ciò significa che la vita è comparsa una sola volta sulla Terra, e quindi tutti gli organismi sono nostri cugini, non in senso allegorico o spirituale ma in senso letterale. L’essere umano, come ogni organismo vivente, si nutre dei frutti della terra dove sono depositati i resti di organismi vissuti precedentemente e trasportati dalle correnti d’aria da ogni parte del globo: polveri di organismi passati che a loro volta si sono nutriti di altri organismi: macro nutrienti, acqua, minerali, luce solare ecc. In sostanza ognuno di noi si nutre di organismi vegetali o animali che a loro volta si sono nutriti di altri organismi vegetali o animali vissuti prima; cosicchè il nostro organismo risulta costituito dei resti di innumerevoli organismi che lo hanno preceduto nel tempo. Questo porta alla consapevolezza che:” tutti gli esseri sono figli di un principio comune, sono fatti  della medesima sostanza che si manifesta in forme differenti e differenti funzioni.” Ogni forma/contenuto appartiene a differenti livelli di manifestazione.

L’integrazione delle differenze, formali e sostanziali, consente alla Vita di manifestarsi.

     Ne consegue che ogni specie ha l’identico valore nel piano della Vita e che ogni visione parziale, considerata preminente, risulta dannosa per l’armonica convivenza degli esseri viventi. Tutte gli esseri viventi, nel procedere nel loro piano evolutivo, tendono a sviluppare le stesse peculiarità dell’essere umano: intelligenza, sentimenti, coscienza, percezione della dimensione spirituale. Probabilmente tra mille anni, o un milione di anni, molte specie avranno le medesime capacità  espressive del genere umano. Se la specie umana sparisse dalla faccia della terra tutto continuerebbe come prima (se non meglio), allo stesso modo se il pianeta terra o addirittura la nostra galassia si dissolvesse nel nulla questo non causerebbe la purché minima crepa nel Mare Cosmico. Considerare la nostra relatività  nei confronti del Tutto, il valore anche delle cose più minime, ci aiuterà  a considerare la nostra relatività  nei confronti del Tutto e a superare l’assurda, anacronistica e perniciosa visione antropocentrica. Senza la conoscenza dei problemi non c’è presa di posizione. E senza la sensibilizzazione delle coscienze non c’è spirito di condivisione e spinta evolutiva.

 
 Don Umberto Terenzi

Roma 20.6.2020 - A volte ritornano!

Recitava una battuta della filmografia americana.

Ed è vero, come nel caso di “Fratel nastro” e “Frate intrigo” due loschi personaggi che passarono all’onore delle cronaca “nera”, giusto 70anni fa.

          In breve questi i fatti.   Nel 1959 esplode in Italia, il più grande scandalo finanziario da dopo il crack fallimentare della Banca Romana di ottocentesca memoria, avvento appunto a cavallo dei governi di Crispi e di Giolitti.

          Un intraprendente quanto “organizzato impiegato” di banca, di nome Giuffrè, grazie alla crisi economica post-bellica aveva messo in piedi un meccanismo usuraio di altissimo livello. Pescando denaro in un solo ordine religioso, i Frati Cappuccini induceva costoro alla raccolta tra amici, parenti e “soci facoltosi” ad una spericolata raccolta di denaro che fruttava intereressi di ritorno, addirittura fino al 120%. Fiorirono così, è proprio il caso di dire, “miracolosamente” centinaia di nuovi conventi e studentati cappuccini, per un giro di denaro di diversi miliardi, miliardi degli anni ’50 però (sic !). Ma nel 1958 il “giocattolo” si rompe e diverse alte cariche dell’Ordine dei Cappuccini si ritrovano voragini di ammanchi tanto nelle casse degli economati quanto in quelle di “parenti” e “amici”, concorrenti nel “miracolo” usuraio del secolo.

          Un solo frate, santo e pio dispone di soldi puliti perché provenienti dalla devozione alla fede, raccolti per costruire un ospedale nel desertico meridione d’Italia, E’ Padre Pio da Pietrelcina, noto in tutto il mondo per essere un santo capace di intercedere al Cielo ed ottenere da Dio i più grandi miracoli per i tanti disperati; anche dai lontani USA arrivano 400milioni per il suo ospedale. E’ presto detto. Sul buon Padre Pio si avventano tutti i superiori cappuccini per sanare con i suoi soldi dell’obolo, gli enormi buchi finanziari. Ma il Santo Frate non intende ragioni, non si può spendere il denaro dei giusti per aiutare gli usurai. Neanche la “scomunica” lanciata da Papa Pio XII con un pesantissimo breve, contro gli emuli dello “scandalo Giuffrè”, riesce a frenare i frati “indiavolati” di denaro.

         Per costringere Padre Pio a mollare quei soldi si arma una vera crociata di accuse. Dal “fanatismo” dei devoti, “alle false Sigmate” fino addirittura ad inventare l’infamia che nottetempo alcune donne frequentano la sua cella. E qui intervengono i due solerti “religiosi” (si fa per dire…!), Fratel nastro e Frate intrigo che ricorrono al sacrilegio religioso collocando nella foresteria, cella e confessionale di Padre Pio i microfoni spia per provare queste accuse. I due “pseudo” religiosi rispondono al nome di don Umberto Terenzi, Rettore del Santuario romano del Divino Amore (alias Fratel nastro, e vero ideatore del progetto criminoso ) e padre Bonaventura da Pavullo (Frate intrigo), con la collaborazione fra’ Giustino da Lecce (più coercito che aderente). Così disse di loro Don Attilio Negrisolo, (un bravo sacerdote padovano che per aver difeso Padre Pio venne “esiliato” nella “terra bruciata” degli incarichi religiosi), ecco un breve accenno della sua intervita esclusiva pubblicata sul volume “Nel Nome del Padre” :

[…] « accadde uno dei fatti più sconcertanti, ma ormai arcinoto a tutti e cioè quei microfoni sacrileghi che posti nella cella del Padre Pio e ne suo confessionale servivano a spiare il Padre ventiquattr’ore su 24. In questa “impresa” si “distinsero” due frati cappuccini padre Bonaventura da Pavullo e fra’ Giustino da Lecce. In realtà a dare le direttive dell’intera operazione fu don Umberto Terenzi (indebitato fortemente anche lui per oltre 200miliomi ed oltre -ndr) rettore del Santuario del Divino Amore che costantemente in contatto con i due cappuccini, grazie anche ad una “zelante” suorina certa Lucina, relazionava poi le alte gerarchie committenti l’operazione, il Sant’Uffizio . »

          Ed ecco la notizia !

Un “manipolo” di preti ha promosso l’avvio del processo cognizionale presso la Sacra Congregazione dei Santi per proclamare Santo don Umberto Terenzi per ora già giunto al grado di “servo di Dio” .

Si è anche approntato, com’è nella tradizione, un bel libro documentativo dei tanti “meriti” del candidato agli altari.

Sconcertati ci chiediamo, ma i requisiti atti a conquistare gli onori degli altari, per i veri santi, non erano necessarie le “eroicità delle virtù” ? sic!

E spiare ed intercettare le confessioni è diventata una virtù….?

A meno che ….. la Chiesa, con questa canonizzazione, non voglia dare ufficialmente ammissione che l’ordine venne dal Santo Uffizio e quindi come vero responsabile del sacrilegio, renderebbe l’assurda obbedienza del Rettore del Santuario del Divino Amore, meritevole del riconoscimento delle “eroicità delle Virtù”.

          Comunque vada a finire questa storia crediamo che non sia un bell’esempio per i credenti, abituati alla specchiata spiritualità di Papa Francesco. Per noi, sinceramente all’oscuro di questo nuovo “cambio delle regole” in corsa, opera della solita brigata di “pastori” che non odorano come le proprie greggi.     

“Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei” (Antelme Brillatt-Svarin)

Molti possono essere i disturbi alimentari che generano malattie di vario genere, ma tutti sono legati al cattivo stile di vita e alla poca importanza che l’individuo dà ad una giusta e corretta alimentazione. La gente raramente si interessa dei componenti nutrizionali degli alimenti che usa consumare. Saziarsi non equivale a nutrirsi e se gli alimenti sono poveri di alcuni nutrienti le nostre cellule restano affamate. Le cause di questa errata convinzione vanno ricercate nella poca informazione, nella carenza di senso critico, nella tendenza a delegare ad altri il bene supremo della propria salute, e questo non può che generare pesanti conseguenze sul piano fisico, oltre che mentale, morale e spirituale. Ogni azione è figlia di un pensiero che a sua volta è frutto della coscienza e della sensibilità del cuore di un individuo, che riflette il livello del proprio stato evolutivo.  Quindi i disturbi alimentari sono la conseguenza diretta di essere e di vivere della persona immatura, impreparata, superficiale, irresponsabile. Per capire quale sia l’alimento adatto a noi occorre far riferimento alla struttura del nostro organismo che risulta incontrovertibilmente strutturato a nutrirsi come gli animali frugivori e cioè di frutta,verdura, germogli, semi, bacche, radici, cereali integrali, legumi, possibilmente biologici.

Occorre considerare che qualunque alimento privo o scarso di uno o più componenti nutrizionali costringe il nostro organismo ad attingere alle sue riserve generando nel tempo carenze nutrizionali. Allo stesso modo quando facciamo uso di prodotti incompatibili con la nostra natura, come il fumo di sigaretta, caffè, zuccheri industriali, alcol ecc. vengono impegnate le nostre risorse immunitarie per cercare di neutralizzare gli effetti nocivi prodotti. Quando il corpo digiuna è l’anima che ha fame. Se il corpo si ammala è la mente e la coscienza che sono annebbiati. Nell’uccidere gli animati e mangiare i loro cadaveri, l’uomo spegne in se stesso il pensiero positivo e mette a tacere la propria coscienza; questo non può che indebolirlo fisicamente e moralmente e renderlo insensibile verso la sofferenza altrui. Una persona cattiva non baderà se nel suo piatto vi è una creatura che voleva vivere e non essere uccisa, quindi mangerà quello che gli piace piuttosto quello che è giusto e di conseguenza mangerà cose incompatibili con la sua stessa natura e ne pagherà le conseguenze con la malattia, (non tutte le cose che piacciono al nostro palato sono adatte a nutrirci). Mentre una persona buona, sensibile, giusta rifiuterà pasti cruenti e di conseguenza si nutrirà secondo natura umana di esseri miti, pacifici e vegetariani, e di questo ne beneficerà la sua salute fisica, la sua mente, la sua coscienza e la sua anima. Il vero stadio evolutivo di un individuo si determina dal benessere armonico delle sue componenti fondamentali: la salute del corpo, l’equilibrio mentale, la sensibilità del suo cuore e la ricchezza della sua dimensione spirituale.

Il coronavirus sta portando una civilizzazione al collasso. O forse ne era solo una parvenza, perché una civiltà, per essere riconosciuta tale, deve avere dei pilastri da cui essere sostenuta, che sono i suoi valori e i suoi nobili principi fondati su etica, giustizia e dignità. E questi sono da troppo tempo i grandi assenti della scena. Il concetto di civiltà è stato da sempre associato all’idea di progresso, che nel tempo ha consentito di acquisire condizioni di vita materiali, sociali, culturali, artistiche e spirituali più evolute, ma all’osservatore odierno, ai tempi del coronavirus, la nostra civiltà appare invece in regressione evolutiva da ormai anni.

L’effetto catalizzatore del Covid-19 ci ha dato l’opportunità di rilevare gli aspetti in decadenza di una società che stanno deflagrando in una serie di piaghe troppo purulente per essere facilmente sanabili. Durante la nostra lunga storia plurimillenaria abbiamo sicuramente vissuto momenti migliori, e ciò che ci ha portato a questo declino tragico è un altro tipo di epidemia, che dilaga indisturbata da decenni senza che nessuno alzi un fiato per proporre un antidoto.

Da decenni i politici non attendono al benessere del popolo ma fanno indisturbati il loro corrotto interesse; i diritti Costituzionali vengono calpestati quotidianamente e i Costituzionalisti non intervengono per prenderne le difese; i medici somministrano farmaci per guadagnarsi viaggi premio offerti dalle case farmaceutiche e somministrano vaccini che creano gravi patologie senza che nessuno si opponga; assistenti sociali portano via i figli ai loro genitori solo per lucrare sui ricoveri infischiandosene dei danni psicologici che creano; associazioni no profit si creano dal nulla per speculare sul dramma dei migranti invece di preoccuparsi di inserirli nella società; i giornalisti si vendono agli investitori di pubblicità che pagano loro gli stipendi invece di fare informazione onesta e veritiera; gli impiegati di banca ti rifilano qualsiasi prodotto, finanziario e non, pur di raggiungere il loro budget; le amministrazioni pubbliche sono dedite all’inefficienza e indolenza; la voluta impossibilità a parcheggiare nelle città offre generose opportunità di pagare stipendi attraverso salate e ingiuste multe ai cittadini; i cittadini non partecipano alla vita pubblica delegando a ignoti, e via così in tutti i settori della società, che sono viziati da malcostumi.

Non c’è più buonsenso, etica, rispetto, logica intelligente, principi morali, giustizia, riguardo per la collettività, intenti di comunità, senso della misura, coscienza. L’egoismo ha dominato in tutte le possibilità di scelta. Il silenzio complice di tutti quelli che vedevano ma non parlavano ha consolidato il putridume che circonda le nostre vite e un mostro di nome Ego ha partorito il mondo in cui viviamo in questi giorni. Si sa che, chi di ego ferisce, di ego perisce, e ciò di cui si è peccato ritorna addosso come un boomerang.

Ora che siamo agli arresti domiciliari, hanno censurato la comunicazione, ci vogliono imporre un vaccino contro il nostro volere, ci vogliono controllare con un’app che viola la Costituzione, non ci fanno lavorare, fanno fallire un numero esorbitante di piccole e medie imprese, istalleranno antenne 5G per completare l’opera sul nostro controllo, le forze dell’ordine ci arrestano per una passeggiata e ci multano con migliaia di euro perché portiamo nostra figlia dal medico o andiamo a fare la spesa, ci siamo accorti che il nostro mondo non è quello che credevamo e, peggio ancora, è in mano a una cosca di fuorilegge.

Per trovare una soluzione ci vorrebbe una task force di menti illuminate, ma questo mette ancor più in evidenza la carenza di integrità intellettuale, principi etici e nobiltà d’animo che abbiamo a disposizione e che hanno lasciato il posto ad un virus pandemico che è molto più pericoloso e mortale del coronavirus, perché ammazza le coscienze e con esse una possibilità di futuro giusto ed equo.

L’ego, infatti, si occupa di farti arricchire, di farti intraprendere carriere, di portarti fama, attenzioni e illusioni che ti fanno credere di essere una persona importante acquisendo poltrone, incarichi di potere, frequentando circoli esclusivi, facendoti accettare posizioni che poi sei incapace e impreparato ad adempiere; e lo fa a diversi livelli, anche nell’oratorio del tuo quartiere, con la tua casa al mare, con l’estraniarti dalla politica, col non andare a votare. Quello di cui l’ego non si occupa è di giustizia, di diritti, e tantomeno di doveri, perché l’ego si occupa solo dell’Avere e non ha più nessun contatto con l’Essere. Cura attentamente solo il suo orticello e si dimentica che fa parte di un tutto che deve essere tutelato altrimenti crolla. E se il tutto crolla, crolla pure lui.

È il motivo per cui l’ego è caduco e limitato come la mortalità umana, mentre la nobiltà d’animo e il senso di giustizia che abbracciano l’umanità intera e che hanno come unico desiderio la sua evoluzione e progresso verso un futuro illuminante e illuminato è eterna. Ne sono esempio le testimonianze immortali, lavoro di molte menti eccelse che sono rimaste come capisaldi nella storia: la Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America (1776), la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino (1789), la Costituzione Italiana (1947), la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (1948). Tutte figlie di un’essenza immortale divina che sarebbe bene risvegliare se vogliamo salvare l’umanità e il pianeta su cui essa vive.

L’immortalità di questi documenti non solo è dovuta all’impegno irremovibile di menti nobili ma soprattutto alla partecipazione di un’essenza di anime che avevano a cuore il progresso spirituale dell’umanità come un bene unico da tutelare e proteggere per il conseguimento di un passaggio evolutivo della civiltà. Quello stesso bene che ora è posto sul mercato internazionale e interplanetario per essere svenduto un tanto al chilo.

In onore di quelle anime che ci hanno dedicato le loro parti più sublimi, creando un mondo sorretto da regole giuste, atte a difendere l’uomo e suoi diritti inviolabili quando fosse stato necessario, siamo tutti chiamati a imbracciare l’arma della responsabilità e della partecipazione, dell’unità e della cooperazione, per riportare linfa e forza di esistenza a quei valori.

Finché i politici parleranno senza contenuti, portando avanti i loro interessi personali perché vincolati ai grossi poteri della finanza speculativa e le grosse aziende farmaceutiche che controllano il mondo; finché l’opposizione parlerà solo con frasi fatte per farsi propaganda per le prossime elezioni; finché i medici si contenderanno il l’ho-detto-prima-io invece di occuparsi di comunicare a chi di dovere di smetterla di prendere in giro il popolo italiano con questa pandemia sovrastimata ma funzionale; finché i giornalisti si gonfieranno il petto per avere una posizione sicura e scenografica invece di essere una voce autorevole che difenda la verità e denunci i fatti con lo scopo di migliorare una situazione sociale, politica ed economica; finché i cittadini guarderanno passivamente in silenzio la propria Costituzione essere stritolata dall’ego dei più forti, non ci sarà cambiamento.

I professionisti e politici preparati e corretti non dovrebbero mai dimettersi da cariche pubbliche solo per aver ricevuto un’offesa. Andarsene con la coda in mezzo alle gambe, sottraendosi al dovere di dare il proprio contributo a un processo di evoluzione e di progresso a favore della comunità, è un’ulteriore espressione dell’ego, perché dà la precedenza al benessere personale e si dimentica della priorità di rappresentare il popolo di cui siamo parte e che confida nelle figure istituzionali per essere difeso, ma che ha anche il significato di difendere la propria persona e la propria dignità.

                                                                                      

La società sta crollando sotto le regole di un videogioco. Il popolo rimane schiacciato dalla paura e la democrazia si sfalda sotto le manie dittatoriali di un gruppo di fanatici. Per contrastare un ego così gigantesco, che ha portato le sue brame di conquista su tutto il pianeta, è necessario un anti-ego che scardini le regole su cui si è costruito la sua forza. Una forza che gli abbiamo dato noi ma che possiamo togliergli usando strumenti che lo destabilizzino e lo rendano debole e inerme.

Se, per esempio, non dessimo alcuna importanza ai soldi e al diventare irragionevolmente ricchi, se non ci importasse delle promesse di carriera offerteci in cambio del nostro servilismo, se riuscissimo persino ad infischiarcene dei ricatti e delle minacce perché preferiamo essere vilmente screditati piuttosto che tradire i nostri principi di riportare giustizia e elevare la nostra dignità, l’ego e quindi il potere di qualsiasi Bill Gates, Big Pharma, Big Data, o altri mega poteri, crollerebbero perché non avrebbero appigli o fondamenta su cui appoggiarsi.

Un sacrificio di falsi valori ai vertici politici in cambio di altri più nobili consoliderebbe una più alta e solida autostima, conquistando un popolo che non vede l’ora di avere l’opportunità di sostenere leader giusti, dando tutte le attenuanti per qualsiasi visibile gesto di riscatto. Un vivere nell’Essere piuttosto che nel Fare a vuoto.

In questi ultimi tempi, molti si sono accorti dei danni delle loro astensioni, del loro delegare, del non partecipare, non interessarsi, non informarsi e del peccato del silenzio che hanno perpetrato per anni. Ora prendono finalmente coscienza e recitano messaggi di mea culpa e responsabilità che avrebbero dovuto prendersi molto tempo fa. È un bene! Significa che un cambiamento è in atto. Ora quindi è il momento del riscatto. Ora è il momento di fare quello che non si è fatto negli ultimi 50 anni.

Se i politici onesti tenessero duro e agissero in nome della Costituzione e della nazione, se i giornali pubblicassero la verità, se i medici denunciassero l’anti-scienza, se gli avvocati accusassero, se i giudici condannassero, se i cittadini si alzassero e parlassero con voce di popolo, non ci sarebbe più ego ma valori di una portata maestosa: Giustizia, Verità, Collaborazione, Socialità, Partecipazione, Spiritualità, Onore, Dignità, col risultato di portare un cambiamento evolutivo di progresso e civiltà.

Una società basata sulle regole dell’ego farà solo rimandare un’inevitabile caduta, perché l’ego usa e poi, senza tanti complimenti, getta. Chi non servirà più verrà eliminato e potrà solo vantarsi di non essere stato il primo a cadere ma inevitabilmente cadrà. Più uno si asservisce e più dura, ma mai in eterno, e comunque vivendo una vita meschina. Chi invece persegue i valori della sua Coscienza e del suo Essere Spirituale ne recupera una vitalità che renderà la sua esistenza degna di essere vissuta e quella sua energia rimarrà in eterno, emblema di un esempio di un vivere nobile che permarrà anche per i posteri. Caratteristica eterna che l’ego non si può neanche sognare di avere.

Vivete nel giusto e siate eterni.

 

Page 2 of 6
© 2022 FlipNews All Rights Reserved