L'informazione non è un optional, ma è una delle condizioni essenziali dell'esistenza dell'umanità. La lotta per la sopravvivenza, biologica e sociale, è una lotta per ottenere informazioni.

Food & Wine (218)


 
Urano Cupisti
 

Frammenti che orbitano qua e là, individuati, carpiti; li commento e condivido con voi.

La Riflessione!

 

 

Siamo nuovamente nel bel mezzo della pandemia. Ora abbiamo anche “le varianti”. Proprio non ci vogliamo privare di niente. Assistiamo a continui rinvii, “tiriamo la palla avanti”, impossibile programmare. E il governo ci mette del suo. Siamo veramente in “una valle di lacrime” (amara constatazione).

Proviamo a tirarci un po 'sù (con l'accento rafforzativo alla Bacchelli) con notizie, alcune buone meno altre e scoperte di abbinamenti. Nella speranza che, in qualche angolo del mio cosmo, riesca a trovare quella luce in fondo al tunnel che non sia nuovo un treno ad alta velocità. Cin!

 

 
 Kurhaus

 

Frammento n. 1

Fioccano i “rinvii dei rinvii” delle manifestazioni.

Dopo Terre di Toscana anche il Merano Wine Festival getta la spugna. Appuntamento a Novembre 2021 !!!

 

 

 

Frammento n. 2

Vernaccia di San Gimignano: femminile, singolare.

“Siamo pronti. Appena la pandemia e le sue varianti lo permetteranno, noi della Vernaccia di San Gimignano lanceremo una nuova e impattante campagna di valorizzazione della Denominazione ”. Queste le parole della Presidente del Consorzio, Irina Guicciardini Strozzi. Il concetto: una missione per tornare ad essere un vino di punta nel panorama nazionale ed internazionale. La nuova suggestione creativa? Partendo dai valori di storicità, di legame con il territorio ed unicità. Proprio l'unicità, il suo approfondimento nella ricerca della novità come nuovo elemento della missione: unica denominazione toscana declinabile al Femminile Singolare.Una vera e propria Regina, la Regina Bianca “Ribelle” nella terra dei Re Rossi. Anche perché è assodato che la Vernaccia di San Gimignano è un bianco ribelle , il bianco che non ti aspetti, che va contro gli stereotipi e che non accetta compromessi. Ed allora largo alla Vernaccia di San Gimignano, femminile e singolare.

 

 

Frammento n. 3

A scuola di tappi

Una tappatura del vino finalmente affidabile. “Tecnologia ArdeaSeal ”, la garanzia dell'eccellenza. Una progettazione accurata, una ricerca senza compromessi di materiali, una ingegnerizzazione di processi all'avanguardia e ampi programmi di test effettuati. Un'anima innovativa con garanzia assoluta di prestazione. Materiali, processi produttivi e possibilità di personalizzazioni, sinonimi di eccellenza e valida alternativa ai sugheri tradizionali.

 

 

Frammento n. 4

Ahimè. Accade anche questo nel mondo del vino.

Furto di “barbatelle” alle Tenute de Corato in Puglia. “Un durissimo colpo - commenta Carlo de Corato , mecenate aziendale - In questi giorni avremmo dato il via all

 
 Barbatelle

a parte terminale di un grande progetto per lo studio di varietà autoctone come il Bombino Nero e il Nero di Troia ”.

Insieme al Prof. Attilio Scienza e il Crea di Turi, l'Azienda Serena dei de Corato, da tempo stavano studiando i due autoctoni ed avevano preparati terreni per 10 ettari dove collocare ben 35.000 barbatelle . Tutte rubate per essere vendute al mercato nero.

“Di certo non ci fermiamo - continua l'ottantaduenne Sig. Carlo - ne abbiamo recuperato un migliaio dal vivaista nostro fornitore e giuro che questo non sarà l'ultimo vigneto che pianto ” . Chapeau!

 

 

Frammento n. 5

Birre itineranti e la Nouveau Houblon

Il Birrificio del Forte , la bellissima realtà versiliese, lancia sul mercato il risultato di un progetto denominato: birre itineranti, birre cartolina . Dai viaggi del mastro-birraio Francesco Mancini , le cartoline delle tipologie legate ai territori in cui ha fatto tappa, convertendo le emozioni provate in una da spedire al suo birrificio e condividerla con la vasta clientela. Ecco pronta la nuova cartolina: la Nouvau Houblon : una triple Ipa, ossia una Belgian Ipa.

“Al naso arriva un sentore di pasta frolla e miele, ananas e pera (Kaiser) sotto spirito; fiori di cotone e di zagara; noce di cocco, pompelmo candito e vaniglia; cipresso ed eucalipto. In bocca la sua complessità non è invadente e lascia grande spazio ad una pericolosa scorrevolezza. Un retrolfattivo che riporta la determinazione alle note fruttate con una punta di amaretto che spicca al centro della bevuta. Finale amaricante che porta per mano il grado alcolico arrivando con grande disinvoltura al finale pulito e asciutto ” . www.birrificiodelforte.it

 

 

Frammento n. 6

La provocazione: abbinamento Birra e Pesce

Simone Cantoni , guru nel panorama delle birre italiane, sul numero del 14 febbraio di Cronache di Gusto, propone questa provocazione: abbinamento di alcune birre con pesce, nella fattispecie il merluzzo. Quattro le birre segnalate: la Zwickel , a bassa fermentazione, 4,8% il titolo, la English Ipa , 4,6% di titolo, l'American Ipa , con i suoi 5,8% di titolo ed infine la Belgian Blond Ale , 6,2% di titolo. Simone ovviamente nell'articolo-provocazione racconta le qualità delle birre ed il perché delle

 
merluzzo e cicoria 

scelte.

E il merluzzo cucinato vieni? Con cicoria , per un profilo amaricante del cibo. Insomma, a detta di Simone (condivido) un piatto ricco di virtù. Bocconi soffici cotti in padella con semplicità: olio extravergine d'oliva e poco sale. Cicoria saltata a parte con aglio e sale pronta per essere aggiunta al piatto di portata. Un connubio tra mare e terra dove la birra ha il compito di “abbassare” il previsto sentore ittico del merluzzo e appianare l'amaricante della cicoria. Una bella sfida (perdonami Simone se continuo a definirla “provocazione”). Termino con le parole dello stesso Simone Cantoni: abbinamento birra e pesce? “Acculturazione alimentare”. Chapeau!

 

Osservo, scruto, assaggio e… penso. (urano cupisti)

 Frammenti che orbitano qua e là, individuati, carpiti; li commento e condivido con voi.

La Riflessione!

Verrebbe da dire: "Anno nuovo, problemi soliti". La pandemia è lontana dal dissolversi, le vaccinazioni sono nel caos più completo e mi astengo dal commentare quanto avvenuto il 27 dicembre. Registriamo i “cambi di colore” delle regioni che, nel tentativo di farci vivere attimi di normalità, creano tanta, tanta, tanta confusione. Il comparto della gastronomia è “in ginocchio”, quello del vino puro, anche se non sembra. Assistiamo nuovamente agli ennesimi “rinvii” di quelli che rappresentano i motori dell'economia vinicola (le manifestazioni) con danni inverosimili, giganteschi. Sembra di registrare il “si salvi chi può”. E gli organizzatori non sanno più cosa inventarsi (teleconferenze, degustazioni a distanza, manifestazioni virtuali).E il vino rimane in giacenza.

 

 

Frammento n. 1

Fioccano i “rinvii dei rinvii” delle manifestazioni.

Terre di Toscana , già rinviata ad aprile 2021 è stata definitivamente annullata per l'anno in corso. Prossima edizione: marzo 2022.

Nel 2021 non ci sarà l'edizione del Premio Nonino . Se ne riparla il 29 gennaio 2022. “Impensabile poter giudicare a distanza ed impoverire un illustre Premio”. Così il comunicato diramato dalla Famiglia Nonino.

 

 

Frammento n. 2

Prosecco Doc, mezzo miliardo di bottiglie superate.

Lo dico subito: personalmente non festeggio. “Si tratta di un traguardo storico - commenta il Presidente del Consorzio Doc, Stefano Zanette - però non è costituito di certo un punto di arrivo”. E aggiunge: "una delle sfide che ancora ci attendono è quella della maggior caratterizzazione delle produzioni". This la dice lunga sulla qualità, molte volte, “ballerina”. Attenzione, stiamo parlando della Doc, quella che si estende da Trieste fino a Rovigo. La Docg, nelle versioni Conegliano Valdobbiadene e Asolo, è tutt'altra cosa. Certo dal lato matrketing ne azzeccano una dietro l'altra. Basti pensare al fenomeno recente Prosecco Rosé, inventato dal nulla. Basti pensare che si parla di “vitigno prosecco rosé”.Non mi sono sbagliato a scrivere. Lo ripeto: “vitigno prosecco rosé”. L'onnipotenza dei messaggi pubblicitari.

 

Frammento n. 3

Alla Bubble's Italia non demordono. Bravi!

Festival Spumantitalia non si ferma e annuncia la nuova location per la terza edizione. 11-12-13 giugno presso la storica Villa Venier di Sommacampagna (Vr) a pochi chilometri dal Lago di Garda e dalla città di Verona. Tutto nuovo e diverso soprattutto nell'impostazione e nello svolgimento delle singole attività. La terza edizione si contraddistinguerà non solo per la positiva ripartenza, ma per l'idea che ne distinguerà i contenuti. Parola di Bubble's Italia. Bravi !!!

 

 

Frammento n. 4

I vermi sono commestibili !!!

Mangeremo cibi realizzati con farina di vermi essicati. Pubblicato il parere dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare. Tenebrio molitor larva , così si chiama e presto potremo trovarlo sotto forma di farina nella nostra alimentazione. E non occorrerà dichiararlo in etichetta. Secondo l'autorità europea (Efsa) i vermi sono sicuri e possono essere mangiati anche interi.

 

Frammento n. 5

CAKE, il motociclo elettrico innovativo ideato per il delivery

Cambiano le regole del food delivery. Consegne che provengono rispecchiare tutte le garanzie igienico-sanitarie e soprattutto le temperature di servizio. Mantenere i cibi sia caldi che freddi fino alla consegna. Pensate ad una pizza e / o ad una torta gelato. Un contenitore a temperatura controllata, sia calda che fredda, alimentato elettricamente. Una batteria che si ricarica con il motociclo in azione. Rispettare il cibo, i sapori, la sostenibilità.

 

 

Osse rvo, scruto, assaggio e… penso. (urano cupisti)

 
 Cesanese Vignalibus

Oggi rientrano nelle italiche rotte enoiche

Ogni territorio connesso alle province laziali nasconde “tesori” enoici con radici storiche legate ad episodi tramandati nei secoli.

 
 Frascati Merumalia

Devo dire che, anche nei percorsi didattici, i vini del Lazio, i suoi vitigni e territori, vengono trattati con molta sufficienza senza alcuna segnalazione di rilievo. Una delle anomalie che riscontriamo nel percorrere lo stivale fuori dalle “ italiche rotte enoiche ” privilegiate.

Aleatico di Gradoli , una chicca sconosciuta ai più, dall'eccellente personalità;

Est! Est!! Est!!! di Montefiascone legato a storie miste a leggende a ricordare le gesta del “coppiere” Martino;

Trebbiano e Merlot della provincia di Latina legati a storie d'immigrazione;

Vini dei Castelli Romani , con le doti uniche di semplicità e serbevolezza ricordati maggiormente nelle divertenti e spensierate gite fuori porta;

Vini dei Colli Albani , amati dagli intenditori gourmet delle lumache di San Giovanni;

Vini dei Colli Lanuvini bevuti a fiumi durante la colorata festa dell'Infiorata;

 
 Post con premio

Frascati , il più conosciuto e per lungo tempo esportato in grandi quantità. Un vino che tenta faticosamente di uscire dall'anonimato in cui è caduto;

Cesanese di Olevano Romano , la riscossa del Rosso laziale.

 
 Vinum Caecubum

Questi alcuni dei “Vini della Riscossa”; del tentativo in atto da parte delle nuove leve e generazioni di viticoltori che hanno deciso di riappropriarsi di antiche tradizioni, rivisitarle in chiave moderna, dedicando studi specifici ai terreni e vitigni, mettendo in opera allevamenti mirati ed utilizzando le nuove conoscenze di affinamento.

Il risultato? Molti personaggi appartenenti al mondo della comunicazione vitivinicola, si sono accorti delle nuove evoluzioni, hanno iniziato a calpestare le vigne laziali, penetrando nelle segrete delle nuove cantine, diffondendo nomi di produttori e dei loro prodotti, divulgando la “riscossa”.

E le manifestazioni, vecchie e nuove, frequentate da innumerevoli wine lovers, a veicolare le scoperte delle varie eccellenze.

A chiudere il rinato cerchio magico dei vini laziali, non ultime le attenzione delle principali Guide Nazionali del settore.

Nel panorama dettagliato di queste ultime, trova uno spazio di rilievo la Guida Vitae 2021 dell'Associazione Italiana Sommelier dove una nutrita pattuglia di "sommelier certificati come degustatori ufficiali", hanno recensito un numero impressionante di vini. Il sunto del loro lavoro?

17 i vini laziali che hanno ottenuto le Quattro Viti (il massimo punteggio). All'azienda Merumalia e al suo Frascati Superiore Primo Riserva 2019 il prestigioso premio Tastevin

Vediamoli nei particolari:

Tastevin (il premio più importante) all'azienda agricola MERUMALIA e al suo FRASCATI SUPERIORE PRIMO RISERVA 2019. Il premio è andato in particolare alla memoria di Luigi Fusco , fondatore nel 2013 di Merumalia e da poco scomparso: alla sua capacità di intuire la vocazione della zona del Frascati e all'eredità raccolta dalla moglie e dalle 2 figlie. Un'azienda giovane ma con tanta ambizione per continuare un progetto di lungimiranza, completamente biologica, con una grande attenzione alla sostenibilità ambientale e all'innovazione. LA RISERVA è il punto di eccellenza della produzione di Merumalia: un vino che ha saputo raccogliere le caratteristiche dei vitigni del territorio che da sempre ha una vocazione perfetta per produrre vini di qualità.Un esempio di come un vino bianco possa rappresentare un territorio.

Quattro Viti (il massimo punteggio):

BOTTACCIO GRANDI ANNATE 2017 - Bottaccio;

 
 Tastevin AIS 2021

CESANESE DEL PIGLIO SUPERIORE COLLE FORMA 2018 - Giovanni Terenzi;

CESANESE DEL PIGLIO SUPERIORE LEPANTO RISERVA 2017 - Alberto Giacobbe;

CESANESE DEL PIGLIO SUPERIORE PILAROCCA RISERVA 2016 - Pileum;

CESANESE DEL PIGLIO SUPERIORE TORRE DEL PIANO RISERVA 2018 - Casale della Ioria;

CESANESE DI AFFILE CAPOZZANO RISERVA 2018 - Formiconi; CHARDONNAY ARS MAGNA 2018 - Ômina Romana;

FIORANO ROSSO 2015 - Tenuta di Fiorano;

FRASCATI SUPERIORE 2019 - Castel De Paolis;

FRASCATI SUPERIORE ABELOS 2019 - De Sanctis;

FRASCATI SUPERIORE LUNA MATER RISERVA 2019 - Fontana Candida;

FRASCATI SUPERIORE PRIMO RISERVA 2019 - Merumalia; HABEMUS ETICHETTA ROSSA 2017 - San Giovenale;

NOTTURNO DEI CALANCHI 2016 - Paolo e Noemia d'Amico; OLEVANO ROMANO CESANESE CIRSIUM RISERVA 2016 - Damiano Ciolli;

RADIX 2016 - Casale del Giglio;

ROMA ROSSO EDIZIONE LIMITATA 2017 - Poggio Le Volpi.

 

Altre menzioni speciali:

Azienda Agricola Monti Cecubi Vinum Caecubum rosso 2017. Premio Colpo al cuore;

Gabriele Magno Frascati Superiore 2018 Premio qualità prezzo

Proietti Cesanese di Olevano Romano Superiore Tenuta il Campo 2018 San Vitis Cesanese di Olevano Romano 2017. Premio qualità prezzo

Tenuta la Pazzaglia Grechetto Poggio Triale 2017. Premio qualità prezzo.

 

I vini laziali da oggi sono conosciuti ai più grazie ai racconti sensoriali ed esperienziali. Chapeau!

 

Urano Cupisti

 
 Bottiglie di un concorso

Sembra facile. Spesso, nelle degustazioni tra amici e / o in Banchi d'Assaggio non è che un gioco, a volte anche barando , per capire cosa abbiamo di fronte e magari apparire bravi per avere “indovinato” quel vino, quel vitigno, nel riconoscerlo dalla forma della bottiglia, da qualche indizio non ben coperto solo la perdita della concentrazione nella degustazione.

Diceva Émile Peynaud : "la degustazione è una disciplina tanto attraente all'apparenza quanto severa nella pratica" . Richiede molta concentrazione e una notevole capacità interpretativa.

Degustatori lo si è dopo aver conseguito un titolo? Non sempre.

Ritengo che si debba avere una formazione specifica, aver raggiunto ottimi livelli dopo un lungo apprendistato, pratica attenta, aver compreso i paragoni, i confronti.

Quest'ultimi hanno avuto modo di aumentare le manifestazioni delle attitudini sensoriali, le raffinatezze delle analisi, la precisione dei commenti. E la presentazione “alla cieca”, se preferita “degustazione coperta”, assume quell'importanza che caratterizza il vero approccio tra il degustatore e il vino degustato.

bottiglie coperte

L'adulazione di questa o quella etichetta non sostituirà mai la competenza espressa nell'assaggio di un vino coperto.

Blind Wine Tasting come affermano gli inglesi e gli americani (quest'ultimi meno inclini ad utilizzare questa forma di valutazione).

Quali sono le linee guida per una valutazione discreta alla “cieca”?

Non ci crederete; anche in questo caso ecco scendere in campo i francesi con le loro regole comportamentali dalle quali prendiamo ispirazione:

- Autenticità dei campioni da sottoporre alla degustazione;

- Trasporto e conservazione dei campioni per preservarne le caratteristiche;

- Anonimato perfetto dei campioni;

- Luogo di degustazione adeguato;

- Bicchieri adeguati e temperature di servizio;

- Numero di campioni limitato;

- Possedere padronanza delle affermazioni con descrizioni semplici e mirate;

- Bandire espressioni assurde roboanti senza alcun senso.

Un Banco d'Assaggio

Cosa non si deve assolutamente fare per non scivolare in errori grossolani, madornali, a volte al limite del ridicolo?

Come detto sopra provare ad indovinare utilizzando il calcolo delle probabilità, ovvero se non è zuppa è pan bagnato, con l'unica conclusione certa rappresentata dalla perdita della concentrazione.

Poi c'è l'insidia sempre nascosta ed intrinseca di credere di essere infallibili sottovalutando gli agguati celati dati dalla stanchezza nel degustare batterie in serie o perdere l'allenamento per assenze prolungate dai banchi od ai concorsi.

Sì per tutta la vita alle degustazioni alla cieca ricordando le difficoltà nel dare giudizi, perché col giudizio con cui giudichiamo saremo giudicati.

 

Impegnato durante un concorso

 

Urano Cupisti

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 Insegna

Ahimè, un luogo semplice da vivere tutti i giorni. Una ristorazione green dove accompagni piatti rivoluzionari con Vini Naturali .

“Oggi siamo molto più ristorante - racconta Lorenzo Vecchia , lo chef - la formula originaria prevedeva e prevederà l'inclusione di ogni momento della giornata, dando valore alla caffetteria, ai vini nella fascia pomeridiana, accompagnati da piatti dolci e salati. Ci sarà tutto il bello di quello che potremmo offrire del territorio, tutto in maniera facile ed informale. "

La carta dei Vini Naturali è seguita da Gian Marco Bucci . Non ho cambiato idea sui vini naturali e sul diffonderli con questo termine che crea solo confusione ma, nel caso di Ahimè, non saprei come chiamarli.

 
 Lo staff (foto di Francesca Fumagalli)

L'ambiente .

La prima cosa che va detta è che l'atmosfera che si respira invita alla convivialità. Minimale, essenziale, dove puoi apprezzare una cucina legata alla terra.

Dimenticatevi la trattoria alla bolognese; siete nel futuro, un futuro green.

Il servizio.

“Giovanile”. E con questo ho detto tutto. Attento, dove capisci che nulla è lasciato al caso, che gli studi fatti, le esperienze in altre realtà, hanno forgiato “questi ragazzi” in un'altra dimensione, quella del futuro.

I piatti.

 
 Lo spago

“Il menu è a prevalenza di materie prime vegetali. Cambia in funzione della produzione dell'Orto di Federico Orsi (vigneron e socio). Questa scelta comporta un menu ristretto perché la cucina di Ahimè trasforma realmente quello che la terra offre ”.

Segnalo due piatti assolutamente da provare:

Spago alla chitarra. Pollo. Limone. Prezzemolo (pasta all'uovo di soli tuorli), che viene tirato e cotto a servizio, mantecato con paté di fegato, cuore di pollo e brodo di cappone. E ultimato con qualche goccia di limone e prezzemolo fresco tritato sul momento.

Finocchio. Uva. Cipolla , con salsa di uva fermentata, finocchio cotto al burro, “ricacci”, ossia le varie foglioline, fiori di finocchio canditi, polvere di Negretto e cipolla candita.

 
 L a cucina

Ristorante alternativo?

No, non lo etichetterei così. Ristorante con un'impronta creativa volta ad una rivisitazione della tradizione. Non è sufficiente?

A caccia di talenti, scoprirli e parlarne.

Urano Cupisti

NB Tranne dove specificatamente, tutte le foto sono di Giulia Nutricati

Ristorante Ahimè

Via S. Gervasio, 6e,

40121 Bologna BO

Telefono: 051 498 3400

        

 Frammenti che orbitano qua e là, individuati, carpiti; li commento e condivido con voi.

La Riflessione!

Anno nuovo, vita nuova. Lo si dice tutti gli anni. Sarà così per il 2021? Se tutto filerà nel modo giusto sarà un anno di transizione che consentirà di programmare il futuro della comunicazione dell'eno-gastronomia. Le aziende stanno mettendo tutta, innovando i sistemi di vendita, meno sfarzi e più concretezza, eliminando le spese superflue e più dedite alle vere richieste del mercato. Le manifestazioni promozionali nazionali ed estere, tutte programmate in periodi diversi, se pur nell'incertezza dell'attuale fase della pandemia, stanno preparando il tutto per essere pronte per le date prefissate.Unico vero dubbio è dato dalla ristorazione che uscirà molto ridimensionata ea fatica inizierà un nuovo futuro cammino per essere ancora protagonista del made in Italy. Buon Anno a tutti. Il modo migliore per festeggiarlo? Con la notizia della distribuzione in italia di uno champagne tutto al femminile. Nel primo frammento il dettaglio della notizia. Chapeau!

 

Frammento n. 1

 
 Fa 'Bulleuse

Isos, lo champagne des Fa'Bulleuses per festeggiare la rinascita.

Sette Maison a rappresentare sette terroir diversi, sette amiche produttrici di champagne, la loro unione di intenti nel gruppo tutto al femminile Fa 'Bulleuses , determinato nel progetto ISOS (tradotto dal greco: Uguale) importato in Italia da Alberto Massucco Champagne. Dalla fusione di sette differenti luoghi della Champagne, nasce un solo territorio. Un'unica identità che farà viaggiare dentro ad una sola comunità. Sette vini di sette giovani vigneronnes, travolgenti, brillanti e audaci: una magnifica avventura ”. 36% Pinot Noir, 50% Chardonnay, 14% Pinot Meunier. 57% vendemmia 2017 e 43% vendemmia 2016 per un extra-brut da 2 gr / l.

 

 

Frammento n. 2

Berlucchi, 60 ° anniversario.

Quando si parla di Berlucchi si parla della Franciacorta , della sua storia relativa alla attività spumantistica. Con la sua Cuvée Imperiale la maison Berlucchi ha scelto di festeggiare l'evento preferendo un innovativo linguaggio visuale. La nuova campagna di comunicazione, un mix perfetto di tradizioni, innovazioni, lungimiranza, coraggio e passione che si raccontano. Una narrazione coinvolgente basata su: una storia che inizia ogni giorno . L'origine della cantina, la volontà di condividere il piacere del perlage. 2021 la nuova Guido Berlucchi, la nuova visione della Franciacorta post-Covid.

 

 

Frammento n. 3

Aggiornamento sulle nuove date di alcune importanti Manifestazioni.

ViniVeri per la prima volta è programmata a giugno (venerdì 18 e sabato 19) nella “fabbrica” di Cerea (Vr). Dopo l'annullamento dell'evento 2020 i vignaioli artigiani del Consorzio lanciano queste due nuove date pur sapendo delle difficoltà del periodo (i vignaioli di ViniVeri in quel mese sono to occupati in vigna)

Spumantitalia Il festival Spumantitalia slitta a giugno nei giorni 11, 12, 13 per permettere di vivere a pieno il ricco calendario. Punti focali saranno i Talk Show e le Master Class sul variegato panorama degli spumanti Made in Italy.

   Dati Chianina & Syrah Nuove: Cortona dal 21 al 23 maggio. Date scelte in linea con il riposizionamento di tutte le Manifestazioni. Due eccellenze della nostra economia torneranno a sposarsi a Cortona” .  

 

 

Frammento n. 4

Parliamo di Birra: la Gose.

Questa birra tedesca legata al nome di un fiume: il Gose appunto. Una tormentata storia è collegata a questo marchio. Fallimenti, riaperture a Berlino Est, espatrio in Baviera. Oggi la produzione di questa tipologia è assicurata dalla Bayerischer Bahnhof di Lipsia. La sua ricetta? 50-60% di malto di frumento, aggiunta in bollitura di semi di coriandolo macinati e granelli di sale (quest'ultimi per ricordare l'acqua del fiume Glose), un processo di trasformazione del mosto al quale, accanto a convenzionali ceppi di lieviti saccharomyces cerevisiae, concorrono colonie di batteri lattici. Volete provare una Gose? Il consiglio: Original Gose di Ritterguts o la Original Leipziger Gose di Bayerischer Bahnhof.In Italia la produrre? Cercate la Goslar 1826 del Piccolo Birrificio Clandestino o la Margose di Birranova . Per gli abbinamenti con il cibo per niente provocatorio uno spaghetto alle vongole .

 

 

Frammento n. 5

Miglior ristorante italiano: Da Vittorio a Shanghai.

“Da Vittorio” a Shanghai, è risultato il miglior Ristorante dell'anno secondo la guida digitale Top Italian Restaurant (Gambero Rosso). “In questi quattro anni di vita della guida abbiamo stimolato una sana competizione valorizzando un percorso di crescita senza precedenti della ristorazione italiana nel mondo”. Così Paolo Cuccia, presidente del Gambero Rosso. “Quest'anno è emersa tutta la capacità manageriale, tipicamente italiana, di far fronte alle emergenze”. Affacciato sul Bund, uno dei luoghi simbolo della città più grande della Cina, mantiene lo stile, l'eleganza e la cura per il dettaglio che lo hanno reso un punto di riferimento mondiale nella ristorazione e nell'accoglienza.

 

Osservo, scruto, assaggio e… penso. (urano cupisti)

 

Gli struffoli: pasta dolce fritta e condita col miele e frutta candita,
tipico dolce della tradizione 
natalizia meridionale.

Nelle case nelle giornate di festa, i ricordi dei profumi dell’infanzia, ci conducono lontano riportandoci alla gioia della nostra gioventú. Chi non torna bambino pensando ai profumi delle spensierate giornate di vacanze natalizie?


Una manager dell’informatica innamorata dell’innovazione scopre il piacere delle fragranze della tradizione. Sin da bambina è attratta dalla scienza, la matematica la fa palpitare, ma nella sua mente si installano profondi i sentori delle feste a cui non fa caso finché non le vengono tolti e solo allora le tornano alla mente i sapori dei piatti della sua infanzia e così decide di cimentarsi. Come sempre la tecnologia la sostiene e recupera le antiche ricette e insieme alle tracce lasciate dalle sagge nonne: su magnifici manoscritti, ecco riprodotti i dolci dell’infanzia e di tutta una vita. Struggente e’ il ricordo di sua madre che, prima da bambina poi sposa e madre, la circonda di amore anche con dolci e manicaretti. Ora i rituali si ripetono. Ma la nostra manager non è l’unica: il ritorno alla tradizione, in questa epoca di grandi cambiamenti, sembra essere un’ancora di salvezza che porta nuova linfa vitale. E’ come affondare le radici per sentirsi più reali. Assistiamo al ritorno all’agricoltura, molti giovani sono ritornati alla terra attraverso l’innovazione e la cura e il rispetto dell’ambiente. Così, riprendere vecchie ricette, ci riporta ai nostri momenti più belli quando tutto sembrava possibile e avevamo tutta la vita davanti.


Ripetere quei rituali che prima non apprezzavamo fino in fondo, i valori antichi dell’accudimento, ci danno il senso del tempo che si ripete rassicurante tra le generazione.
Nelle famiglie sta accadendo qualcosa di nuovo: non esistono più i ruoli definiti ma la vera conciliazione, senza differenza di genere, si realizza. Insieme madri, padri e figli lavorano per riprodurre quei piatti antichi e così, a quattro mani, fare gli struffoli della tradizione partenopea, diventa un momento aggregante in questo passaggio generazionale. Da monopolio delle signore di altri tempi, la cucina anticipa le mutazioni della società. Senza più stereotipi e barriere culturali. Come sempre i cambiamenti all’interno della famiglia sono specchio delle rivoluzioni sociali.

Che soddisfazione riprodurre un capolavoro della tradizione campana, l’insalata di rinforzo, partendo dalla ricerca delle materie prime fino alla realizzazione finale, all’assaggio a cui ci prepariamo ansiosi. Ecco che, incredibilmente, tornano antichi sapori e gli odori che ci portano a quando eravamo bambini. Pura magia.
Ora non resta, per completare l’incanto, che cercare l’abbinamento perfetto tra cibo e vino coinvolgendo tutti, esperti e meno esperti, nella soluzione di questo annoso dilemma.


Dolce col dolce e salato per contrasto: questo è quello ci hanno insegnato nei corsi da Sommelier ma, alla fine, vince il gusto personale, il ricordo e la memoria.
Diventa difficile convincere i più, che i panettoni sono più buoni quando si abbinano con un moscato oppure un panforte con un passito di Pantelleria. In tutti i nostri ricordi delle feste, con il panettone si brinda con lo spumante secco e la tradizione vince.


Per i salati, si potrebbe seguire il principio dell’abbinamento per colore cioè semplicemente bianco-pesce, rosso-carne, anche questo scandalizza i nostalgici del vino da tavola, sicuramente è troppo complicato fare la scheda del cibo e quella del vino per cercare l’abbinamento perfetto e allora lasciamo agli esperti l’ardua sentenza e facciamoci consigliare dai nostri sommelier, orgoglio italiano nel mondo, che esportando la loro enorme competenza , valorizzano al meglio, i nostri meravigliosi vini.
Anche se viviamo una vita frenetica, sempre connessi, Natale è tutto questo: tradizione abbinata all’innovazione ed alla sperimentazione, ovunque ma soprattutto in cucina ci guidano la curiosità di creare qualcosa di nuovo ma anche la memoria di una conoscenza antica che ci fa da Stella Polare indicandoci la direzione.

L'insalata di rinforzo. Tipica pietanza natalizia napoletana che serve a rinforzare il pasto in caso sia troppo leggero. A base di cavolo bianco ricca di sottaceti capperi alici olive e in alcuni casi addirittura baccalà, ricchissima e molto sapida.


Ricordare significa creare un ponte tra passato e futuro. Andare avanti avendo la consapevolezza di ciò che siamo stati.


Le tradizioni, come quella del Natale, contribuiscono a rafforzare la consapevolezza di un popolo. Triste chi non ha un passato, ricordi ed esperienze alle quali riferirsi. Ed il Natale , più di ogni altra ricorrenza, civile o religiosa, incarna lo spirito di fratellanza che lega insieme tutta l’Umanità, qualunque sia il credo religioso professato. E’ una festa UNIVERSALE, con tradizioni, usi e costumi differenti ma il cui insegnamento alla tolleranza ed all’amore verso gli altri , è rivolto a tutti gli Uomini.
Questo è ciò che rende la festa del Natale semplicemente, magicamente meravigliosa

 

 

Giuseppina De Cicco
Manager dell’Informatica

 Frammenti che orbitano qua e là, individuati, carpiti; li commento e condivido con voi.

La Riflessione!

 

 

La Pandemia non molla la presa. I tempi della somministrazione dei vaccini si allungano e l’economia, compresa quella del vino, dalla preoccupazione è passata alla tragedia. Ci arrabattiamo come permesso. Sono notizie recenti quelle che vedono “il rimandare” le manifestazioni a date future (si parla nella tarda primavera) se non addirittura al 2022. In questo disastro c’è qualcuno che “tenta” comunque di tener viva l’attenzione sulle proprie produzioni come il Consorzio del Brunello che ha dato il via all’organizzazione di “Benvenuto Brunello OFF”, quattro weekend di degustazioni a Montalcino per presentare la vendemmia 2016 e la Riserva 2015. Altri si limiteranno a conferenze in formato digitale. E la Cina? Si è appena concluso il ProWine China a Shanghai ed è nella fase organizzativa il ProWein Hong Kong. Anche il Vinitaly ha annunciato che effettuerà la manifestazione a Hong Kong mentre per quella italiana prevista a Verona (attualmente slittata a Maggio), pare non ci siano le condizioni “di sicurezza”. Molti si chiedono: perché in Cina è possibile e da noi no? Mistero!

 

Frammento n. 1

Ultim’ora: è spagnolo il vino migliore al mondo secondo Wine Spectator.

Questa la notizia che gira vorticosamente sui social mondiali riaprendo i soliti e puntuali annuali lagnosi dibattiti. Una cosa è certa: Wine Spectator non sarà la Bibbia del Vino Mondiale ma è sicuramente la rivista più “influente” al Mondo. Riesce a dettare le regole, il marketing, i listini prezzi. Un consiglio? Correte ad acquistare i cimeli prima che i prezzi schizzino alle stelle.

Così è se vi pare. Ci sarà qualcuno, più curioso degli altri, che arriverà a convincere il consigliere della Prefettura, Lamberto Laudisi, a fare l’indagine? (Pirandello docet).

RioJa Castillo Ygay Gran Reserva Especial 2010 della Bodegas Marqués de Murrieta, un blend di tempranillo e mazuelo, su podio. E gli italiani? Terzo il Brunello di Montalcino Le Lucére 2015 cantina San Felice e settimo il barolo 2016 di Massolino.

 

 

 

Frammento n. 2

Maxi sequestro in Sicilia: vino adulterato con acqua e zucchero.

Vini commercializzati con false denominazioni di origine e indicazioni geografiche. Partinico in provincia di Palermo il luogo. 37mila ettolitri di vini commercializzati. Dietro a questo sequestro le indagini hanno potuto accertare anche emissioni e utilizzo di false fatturazioni, truffe, rilievi conducibili ad attività mafiose. Insomma di tutto e di più. Un laboratorio clandestino all’interno di uno stabilimento enologico. Quello che ha dato fastidio non è l’operazione della Guardia di Finanza, ma il politico di turno che ha letto un comunicato “dal sapore antico”: presidiare la legalità per difendere il made in Italy.

 

 

Frammento n. 3

Club Excellence cambia: da semplice club a vera e propria Società.

Ricordo quando nel 2012 i “magnifici sette” importatori e distributori italiani di vino trovarono “l’intento di fare squadra”. Oggi che sono ben diciotto hanno sentito il bisogno di crescere, andare avanti, dare maggiore vitalità al progetto iniziale. Ecco nascere Società Excellence con 1400 agenti su tutto il territorio nazionale e distribuire i prodotti di quasi un migliaio di produttori tra i quali molti francesi dai nomi altisonanti. Cambia anche il logo: si rinnova senza perdere il contatto con il passato. E dell’impatto sul mercato italiano della distribuzione dello champagne? Sarà ancor più efficace anche per superare questo difficile momento che stiamo vivendo. Ora tutti gli amanti del “perlage” attendono la conferma della manifestazione annuale Champagne Experience!

Frammento n. 4

Medaglia d’Oro ad un Vermouth!

Massimo riconoscimento da parte del Concours Mondial de Bruxelles al Vermouth di Torino Superiore al Barolo del Professore nella categoria Spirit Selection 2020. Il Concorso premia i migliori spiriti di tutto il mondo. Giusto riconoscimento ad un prodotto italiano che ha fatto storia nei secoli. Questo nello specifico è l’unico realizzato partendo da una base di Barolo del vigneto Cerretta, un Cru della cantina Ettore Germano di Serralunga d’Alba. Eccellenza nell’eccellenza. Il Vermouth di Torino Superiore al Barolo è un vero e proprio ritorno alle origini, ai tempi in cui un ottimo vermouth non poteva che nascere da un ottimo vino. Il vermouth, quel “vino liquoroso” caratterizzato da una miscela, a volte segreta dove, accanto ad un grande vino invecchiato nel tempo, ritrovi erbe e spezie aromatiche tra cui assenzio, rabarbaro, vaniglia, china, chiodi di garofano. Da provare come aperitivo, digestivo, corroborante, tonico. E l’abbinamento con piccoli pasticcini come gli amaretti di Fossano (tanto per rimanere in Piemonte) come lo vedete? (Notizia dell’ufficio stampa Carlo Dutto)

 

 

Frammento n. 5

I “poliziani” e gli “ilcinesi” portano in Banca il vino prodotto per avere liquidità.

Due, per il momento, gli accordi stipulati tra il Monte dei Paschi di Siena e i Consorzi di Montepulciano (i Poliziani) e Montalcino (gli Ilcinesi). Lo strumento finanziario oggetto degli accordi? Il Pegno Rotativo. Di cosa si tratta? Uno strumento innovativo per far fronte alla grave crisi di liquidità delle singole imprese vinicole (e non solo) dovuta all’emergenza sanitaria in atto. Detto in maniera spicciola e comprensibile, una banca potrà concedere un prestito per un importo pari all’80% del prezzo medio corrente (emanato dalle Camere di Commercio) con le garanzie, in questo caso specifico, da parte dei Consorzi. I produttori incassano subito il credito mantenendo la disponibilità del prodotto che può essere sostituito con altri aventi le medesime caratteristiche. La proprietà del bene non viene ceduta ma rimane in capo al viticoltore. La svolta? Il riconoscimento, da parte di un Istituto bancario, sul “valore” di un vino importante tanto da essere elemento di pegno.

 

 

Frammento n. 6

Festival Nazionale Spumantitalia 2021. Si fara?

Al momento la terza edizione di questo evento è programmata a Desenzano sul Garda per il 21-22-23-24 gennaio 2021. Tutto dipenderà dalla “terza ondata” Covid. Una kermesse che vedrà, accanto alla presenza del sistema spumantistico nazionale anche maison straniere. Giornate di lavoro, dibattiti, confronti con tutti “gli attori” della filiera, ben 20 Master Class. Insomma un festival innovativo. Incrociamo le dita!

 

Frammento n. 7

Il club del Sake

Brillante ed originale idea: il Sake Company Club. Strutturato come un vero e proprio Club, con tanto di iscrizione, esclusivo. Ogni socio riceverà mensilmente una bottiglia di sake appositamente importata esclusivamente per il club e non verrà messa in distribuzione. Un’assoluta chicca per stile e gusto, accompagnata dalle schede informative e i consigli del “sake sommelier”. La partecipazione al Sake Company Club può avere durata di un mese, sei mesi o annuale e può essere interrotta in qualsiasi momento senza alcuna penale. Chi fosse interessato questo l’indirizzo: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. cell: 393 3324312.

 

 

Osservo, scruto, assaggio e…penso. (urano cupisti)

 
 accostamenti tibetani

Chi mi conosce e mi segue sa che da anni studio l’evoluzione della vitivinicoltura in Cina. Più volte ho parlato dei passi da gigante in questo settore, se pur “criticato” da molti.

Non arriveranno MAI ai nostri livelli, non hanno la retrocultura millenaria, non hanno territori adatti all’allevamento dei vitigni, sono sprovveduti in tutto”. Senza riportare le frasi offensive.

Oggi registriamo che la Cina è il quinto produttore mondiale di vino. Da diversi anni ha permesso agli occidentali europei di eseguire “saggi” dei terreni a Nord (Mongolia interna) ad Est (verso la Manciuria),nel Centro (Ningxia) ad Ovest ( verso il Tibet) per identificare i micro climi ideali per l’ allevamento dei vitigni internazionali come Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Syrah, Pinot Nero, Petit Verdot, Merlot, Sauvignon Blanc, Chardonnay, senza dimenticare gli studi sul Sangiovese, Colorino, Canaiolo per la produzione del Chianti, autenticamente cinese 基安蒂.

In seguito hanno iniziato la produzione di vino con l’aiuto di agronomi, enologi, chef de cave francesi, italiani, spagnoli mandando, in contemporanea, i loro giovani a studiare scienze agrarie ed enologia nelle università di Bordeaux, Montpellier, Lione e far pratica anche presso le nostre aziende più blasonate.

 
 Chianti in cinese

Hanno stretto legami economici e joint venture, ovvero accordi fra aziende per realizzare determinati progetti in tempi limitati, sotto l’attenta vigilanza del governo cinese. L’accordo più significativo?

Dare da bere vino al 10% della popolazione. Ma vi rendete conto, in numeri, quanto rappresenti il 10% dei cinesi?

È di oggi la notizia del “vino che fa volare sopra le nuvole": un vino prodotto con la supervisione del Gruppo francese LVMH ai confini con il Tibet e la sua bottiglia misteriosa ed esclusiva commercializzata nella rete distributiva dello stesso colosso francese LVMH (Louis Vuitton Moët Hennessy, tanto per capirci).

A parlarne è Francesca Landolina su Cronache di Gusto.it del 4 dicembre.

A dire il vero ero già a conoscenza di questo investimento in quella parte remota della Cina e dopo la notizia di per sé emblematica, definita allora come allegorica, ne avevo perso traccia e sostanza.

Francesca Landolina la riprende e ne parla a seguito di una degustazione che, da quanto riportato qui sotto, l’ha letteralmente sconvolta. E i pregiudizi si frantumano.

 
 Vigne a 2.600 metri di altezza

“La Cina potrebbe diventare uno dei Paesi più importanti per la produzione di vino nel mondo? Potrebbe sfidare anche la Francia e i suoi Bordeaux?” si chiede Francesca.

“Ci sono ancora tanti interrogativi aperti, ma una cosa è certa: mentre i big già affermati nel mondo del vino sono impegnati alla conquista del mercato cinese, Ao Yun, il vino del Tibet, parte all’assalto dell’Occidente. E lo fa con un grande vantaggio: è il nato tra i prestigiosi vini dell’impero LVMH, il big del lusso di Bernard Arnault. LVMH ha puntato sull’esclusività”.

Ao Yun, un blend di Cabernet Sauvignon 74%, Cabernet Franc 20%, Syrah 4% e Petit Verdot 2%, cresce nella vallata tibetana del fiume Dza-Chu (meglio conosciuto con il nome thailandese Mekong, il fiume che percorre ben sei nazioni: Cina, Thailandia, Laos, Cambogia e Vietnam) ad una altezza compresa tra i 2.200 e i 2.600 metri.

 
 Vino Ao-Yun

Meglio precisare il suo vero aerale, la provincia nord dello Yunnan, al confine con il Tibet.

Il territorio di quattro villaggi che presto saliranno alla cronaca mondiale come villaggi Grand Cru del vino Ao Yun: Adong, Shuori, Sinong e Xidang. E guardate che non è affatto una battuta visto che la bottiglia è in vendita intorno ai € 300,00.

Francesca Landolina sciorina numeri per far capire che non è uno scherzo: 314 parcelle distribuite su 28 ettari di terreno con l’impiego di centoventi famiglie contadine di quella provincia per una produzione da definirsi di “nicchia”: solo 21mila bottiglie.

“Aggiuungo che il risultato è stato sorprendente. Un vino raro e di ottimo livello gustativo, complesso e multi-sfaccettato”.

Analisi sensoriale eseguita da Francesca Landolina:

“Il vino ha un colore scuro e profondo. Al naso rivela freschezza, aromi di fumo, legno di cedro, frutta gialla ed esotica che si mescola ai frutti rossi, ribes nero e mirtilli. Evidenti note balsamiche e cenni di muschio bianco. Al palato è persistente ed elegante, con tannini estremamente morbidi e densi, seguiti dal lungo finale minerale sapido. Di certo un grande rosso che fa “volare sopra le nuvole”, come indica il significato del suo nome, e che fa viaggiare con la fantasia tutti coloro che in un vino cercano territori, storie, persone e avventure”.

L’enologo Maxence Dulou, da parte sua, aggiunge:

“La fermentazione malolattica si è svolta per 3 mesi in botti (32%) e vasi di argilla (68%), che aiutano a compensare la mancanza di ossigeno in altura. È seguito un affinamento per 14 mesi in botti di rovere nuove (32%) e di secondo passaggio (68%), regalando ancor più finezza al vino”.

Amici eno-scettici prendete appunti:

“A partire dal 2016, nello Yunnan, hanno cominciato ad adottare un nuovo sistema di classificazione del territorio basato sull’osservazione del suolo e la misurazione delle piante: il risultato è stata un’ulteriore frammentazione delle 314 parcelle in 900 sottoparcelle che mostravano caratteristiche simili; si è così cominciata a gestire ciascuna di queste sotto-unità in maniera indipendente”.

 
 Vigneti nello Yunnan

Ora tocca a noi imparare.

Maxence Dulou continua: “Questo nuovo sistema è riuscito a migliorare ancora di più la qualità dei grappoli. L’altitudine della Tenuta di Ao Yun, con la cantina ad Adong a 2.600 metri, è tra le più alte del mondo. A questa quota la quantità di ossigeno è inferiore del 25% e ciò influisce sulla percezione del gusto. Dopo tre annate, per la prima volta da quando è stato lanciato Ao Yun, l’assemblaggio finale della vendemmia 2016 è stato deciso a livello del mare, a Hong Kong, dove il grado di umidità dell’aria è più costante. Stiamo studiando le condizioni in cui avviene la degustazione per avere un’idea più precisa su come verrà percepito il gusto del vino in condizioni di altitudine e umidità dell’aria regolari”.

Nel chiudere l’articolo Francesca si chiede:

“solo avventura portata avanti dalla determinazione, passione e impegno di un gruppo di visionari o un attento risultato ottenuto secondo scelte scientifiche ben precise?”

e continua : “Il 100% delle operazioni sui vigneti è svolto a mano, secondi i principi della produzione biologica e della centenaria tradizione locale. Agli inizi del 2008, Estates & Wines, la divisione vini del mondo di Moët Hennessy, ha chiesto al Dottor Tony Jordan, enologo e scienziato australiano, di individuare in Cina un territorio che presentasse le condizioni ideali per la produzione di un grande vino rosso. Dopo quattro anni di ricerche è giunto nel nord dello Yunnan, dove ha trovato un microclima ideale nel villaggio di Adong. Nel 2012, affascinato dalla meraviglia di ciò che si nascondeva in questa remota parte del mondo, Maxence Dulou, enologo di Bordeaux, si è unito all'avventura di Ao Yun. Le spesse nuvole vaganti, caratteristiche della zona, sono un'eco del nome di Ao Yun, che significa proprio “volare sopra le nuvole”. Ed il vino riflette questo ideale”.

Giudicate voi.

Francesca Landolina per Cronache di Gusto.it 4 dicembre 2020

 
 La Foresteria d'estate

Ha conquistato le “Due Forchette” dalla prestigiosa Guida Michelin 2021, anticamera per arrivare alla Stella.

Questo ristorante posizionato all’interno del Resort di Menfi è considerato, da molti critici gastronomici, una vera e propria “Officina del Gusto”.

<< Le erbe aromatiche che crescono nel “giardino degli aromi” de La Foresteria, hanno un ruolo primario, fanno parte della cultura e della tradizione della famiglia. Segreti di un’arte culinaria che le generazioni custodiscono e tramandano con orgoglio e passione >>. Così Francesca Planeta, responsabile dell’ospitalità Azienda Planeta, che ha aggiunto << Il resort è un luogo in cui si respira allo stesso tempo storia e cultura, mare e collina, nell’atmosfera di un’elegante dimora di campagna >>

La pandemia non ci ferma.

La riflessione di Francesca Planeta: << In questo anno non abbiamo mai smesso di credere nel nostro lavoro e abbiamo trovato entusiasmo anche in giornate grigie di fronte alla totale incertezza di cosa fare. Hanno prevalso idee, creatività, competenza, passione, condivisione>>

 
 La Foresteria

La famiglia Planeta, è risaputo, che non perde occasione di cercare modi nuovi per continuare ad essere ambasciatori dell’eccellenza siciliana. Non solo nel modo del vino e dell’olio ma anche nell’ospitalità, nella ristorazione, arte e responsabilità sociale continuando ad investire nei singoli progetti.

La Foresteria ne è un esempio. Genuina essenza e raffinatezza dove il terzo elemento, l’accoglienza, trasmette il grande rispetto, unito alla indiscussa passione dei proprietari per il territorio e le sue tradizioni.

La conquista delle “due forchette”, oltre a quanto detto, si deve anche al pregevole lavoro dello chef Angelo Pumilia.

 
 Coniglio alla stimpirata (foto tripadvisor per Planeta)

Prima di approdare a Melfi , Angelo ha ampliato le proprie conoscenze culinarie in India, Cina, Israele, Texas, Norvegia, Svizzera, Irlanda, Francia e Spagna.

A La Foresteria porta avanti una cucina siciliana contemporanea dalle radici ben salde, giocata tra un racconto attento della tradizione e una spinta ad esplorare e innovare.

Essere di fronte ad uno spazio gastronomico interpretato fra le trame della tradizione familiare Planeta.

Ecco il segreto di questo chef; attingere a questa eredità e alla grande ricchezza del patrimonio enogastronomico siciliano, per proporre una carta e due percorsi di degustazione, con una rigorosa selezione delle migliori materie prime tra i produttori d’eccellenza dell’Isola.

 
 Francesca Planeta Direttore del Resort

 

 

Suggerimenti a pranzo:

I TARTARI IN SICILIA: tartare di manzo modicano , scalogno marinato, matarocco, tuorlo d’uovo, tapenade, dressing alle acciughe;

CRUDO DAL MARE DI SICILIA: carpaccio di pesce con salsa al mandarino e colatura di alici di Sciacca;

 
 Lo chef  Angelo Pumilia

SPAGHETTO AL KAMARINO: salsa tradizionale di pomodorino kamarino, ricotta salata e basilico;

CANNOLO: con la ricotta di pecora del Belice, scorza di arancia candita e pistacchio.

Suggerimenti a cena:

UOVO DEL CAVALIERE: uovo poché con purè di patate all’olio extravergine di oliva Planeta, verdure di stagione, capperi e carciofi;

RAVIOLI DI RICOTTA E MENTA: una ricca sfoglia ripiena di delicata ricotta di pecora di Menfi, menta del giardino, salsa di pomodoro Kamarino;

CONIGLIO ALLA STIMPIRATA: coniglio siciliano in tegame con verdure miste, olive e capperi in agrodolce;

 
 Il giardino degli aromi

CASSATA SICILIANA: un grande classico della pasticceria isolana a base di ricotta di pecora di Menfi e mandorle di Avola.

 

Buon appetito!

 

Urano Cupisti

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