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Anche se non mancano certo santuari (ormai) inseriti nei centri abitati, elemento non secondario del maggior numero di questi siti devozionali sono le particolari suggestioni offerte dai luoghi occupati o da attraversare per raggiungerli: rocce, grotte, selve, sorgenti, strapiombi.
E sono proprio la Vergine e i Santi ad indicare, secondo le leggende, i luoghi dove desiderano essere venerati, foklorica intuizione dell’intesa tra ambiente naturale e cultura dell’uomo. Sono presenti, nella regione, anche santuari cristiani che hanno preso il posto di preesistenti strutture pagane relativamente pure ad alcune ritualità connesse, attivando così una certa ‘continuità vischiosa’ tra luoghi di culto di diverse culture.
Se i Santuari d’altura conservano nel Lazio fisionomie più modeste e spirituali, la maggior parte degli altri è costituita invece da edifici più grandi e arricchiti di quelli iniziali, avendo tratto ispirazione dai fasti delle grandi chiese di Roma.
Nel momento in cui si attribuiscono a dei luoghi degli specifici caratteri di sacralità, nascono ovviamente per trarne benefici delle iniziative di pellegrinaggio, considerando tale sia un itinerario con mezzi di trasporto, sia un’escursione a piedi - eventualmente pure di notte - ad un santuario locale.
Come il culto delle memorie ed i relativi miracoli, anche i pellegrinaggi sono considerati con forte prudenza dalle autorità ecclesiastiche perché suscettibili di mistificazioni e visionarismi gestiti al di fuori del controllo religioso. Al di là degli aspetti devozionali e fideistici, essi presentano comunque anche temi di grande interesse psicologico: colpisce infatti di molti pellegrini la commozione sincera, la determinazione e l'entusiasmo con cui affrontano il percorso e seguono l’effigie venerata, con un senso di partecipazione che, da singoli, li rende attori di un'esperienza comune.
Le manifestazioni di devozione nei santuari, con mescolamento democratico dei partecipanti, soddisfano bisogni essenziali: dialogo diretto con l’entità soprannaturale in cambio delle fatiche del pellegrinaggio, ottenimenti materiali, crescita interiore. Qualcuno opportunamente ha detto ”Se il misticismo è un pellegrinaggio interiore, il pellegrinaggio è misticismo esteriorizzato”.
I SANTUARI DEL LAZIO
Divino Amore – Roma
Salvatrice dell’Urbe
Suggestivo il pellegrinaggio a piedi dall'obelisco di Axum, in Piazza di Porta Capena, per Porta S. Sebastiano, Appia Antica, "Quo vadis?" e Fosse Ardeatine, fino al Santuario posto al dodicesimo chilometri della via Ardeatina. Sorse nel punto in cui nel 1740 un uomo, inseguito da una muta di cani inferociti, riuscì ad ammansirli pregando con fervore un'immagine della Vergine posta su di un vecchio torrione abbandonato. Per la devozione popolare questo fu solo il primo d’una lunga serie di eventi miracolosi che portarono alla grande diffusione del culto relativo all'effigie. Fu proclamata Salvatrice dell’Urbe nel 1944 per la protezione di Roma – a lei attribuita – dalla violenza delle truppe tedesche. Federico Fellini con “Le notti di Cabiria” (1957), fece entrare il pellegrinaggio votivo al Santuario del Divino Amore anche nella storia del cinema oltre che in quella del folklore religioso e devozionale romano, di cui certo costituisce una delle manifestazioni più significative.
S. Maria di Galloro – Ariccia (Roma)
La Madonna ritrovata
Fu il giovane Sante Bevilacqua che nel 1621 scoprì l'immagine della Madonna di Galloro, dipinta probabilmente sopra un masso di peperino, nel fosso sottostante l’attuale santuario a mezzo chilometro dal centro di Ariccia. Già oggetto di culto, era stata lì dimenticata, rimanendo poi coperta da una fittissima vegetazione. Appiccato un giorno un fuoco per aprire un varco, le fiamme risparmiarono miracolosamente, con il boschetto circostante, anche l'edicola di legno che conteneva la sacra immagine. Questa protesse l’anno successivo i fedeli radunati nella parrocchiale: durante una tempesta numerosi fulmini abbatterono infatti il campanile procurando però solo feriti all’interno dell’edificio. Si racconta che a tutti rimasero impresse sul corpo delle stelle, simili a quelle raffigurate nel quadro!
Mentorella – Capranica Prenestina (Roma)
Il miracolo del cervo
L’origine di questo santuario, isolato a più di mille metri di quota sul Monte Guadagnolo, risalirebbe alla vicenda di Placido, ufficiale dell’imperatore Traiano. Mentre, a caccia sui Monti Prenestini, stava per uccidere un cervo apparve tra le corna dell’animale un’immagine di Cristo: convertitosi per questo prodigio con il nome di Eustachio, finì per essere martirizzato poi con tutta la famiglia. L’imperatore Costantino, colpito da questa storia, volle visitare i luoghi del miracolo, sentendo poi il bisogno d’erigervi un tempio. Su questo sorse in seguito la chiesa della Mentorella. E nei pressi, in grotta, fu eremita Benedetto da Norcia. Il santuario - uno dei più antichi d’Italia - vanta pure l’affezionata frequentazione di Giovanni Paolo II.
Santissima Trinità – Vallepietra (Roma)
L’adorazione dei buoi o la fuga dei ravennati?
Sembra che un contadino, mentre arava un terreno sul colle della Tagliata, vide precipitare nel vuoto i due buoi con tutto l’aratro. Portatosi verso il basso, trovò incredibilmente incolumi gli animali nei pressi d’una grotta con un affresco della SS. Trinità. Nel dipinto del secolo XII le tre figure divine benedicenti sono raffigurate del tutto identiche, un’eccezione rispetto all’iconografia relativa. Ma sull'apparizione del quadro della SS. Trinità c’è anche un testo letterario disinvoltamente corredato d’anacronismi: due ravennati residenti a Roma fuggirono sul monte Autore per sottrarsi alla persecuzione di Nerone. Qui - dopo la visita degli apostoli Pietro e Giovanni e d’un angelo premuroso addetto al vettovagliamento - apparve appunto la SS. Trinità per la consacrazione del monte Autore. All’altezza di ben 1.337 metri il santuario è raggiungibile in circa due ore, in pellegrinaggio a piedi dal paese di Vallepietra. Caratteristica tradizione della festa della SS. Trinità è il Pianto delle Zitelle, sacra rappresentazione animata da giovani del paese che rievocano alcuni episodi della Passione.
Madonna del Buon Consiglio – Genazzano (Roma)
La Madonna albanese
Nel secolo XV, iniziandosi in Genazzano i restauri dell'antica chiesa parrocchiale di S. Maria, una vedova locale (nota come la beata Petruccia) vendette i pochi beni posseduti per contribuire in qualche modo alle spese previste. Presa in giro in paese per tale comportamento, sostenne d’aver avuto notizia d’una venuta imminente della Madonna in paese. Infatti il 25 aprile 1467, alle ore 16 e 15, apparve affrescata su di una parete della chiesa ancora incompiuta l'immagine della Madonna del Buon Consiglio. Secondo due pellegrini albanesi presenti in paese l’icona era giunta da Scutari, in Albania e aveva attraversato anche il mare senza alcuna imbarcazione, fuggendo poco prima che la città fosse presa dai Turchi! La miracolosissima immagine della Vergine col Bambino sembra però da attribuire ad Antonio Vivarini, maestro della Scuola Veronese della prima metà del Quattrocento.
Il vaccino antitubercolare
Gira in rete ma anche su giornali nazionali ed esteri di grande tiratura, la notizia che sia stato ipotizzato il rimedio contro il coronavirus, Covid-19, identificato nel vecchio vaccino antitubercolare già largamente usato ad iniziare dalla fine del 1800.Si tratta però di una notizia riportata in modo distorto in quanto, se è vero che questo vaccino viene adesso sperimentato in Olanda, in Germania e in Australia per tentare di arginare il coronavirus, è altrettanto vero che la sperimentazione non può riguardare e infatti non riguarda, la diretta applicazione di un vaccino antibatterico per una patologia virale.
Un vaccino antibatterico come quello della tubercolosi non può intervenire direttamente di fronte a un’aggressione da virus anche per la sproporzione dimensionale superiore di 1 a 1000 tra il Covid-19 e il batterio tubercolare. Questo è tanto vero, che fonti competenti negano addirittura che possa avvenire una sperimentazione di tal genere; tuttavia questa è la notizia.
Si tratterebbe, mettiamola al condizionale, di una sperimentazione ancora in fase iniziale per accertarsi se il vaccino antitubercolare possa in qualche modo favorire il rafforzamento del sistema immunitario al fine di meglio prevenire ed eventualmente affrontare, la contaminazione anche del Covid-19 e delle sue complicazioni.
E’ quindi una questione molto differente da quella dello specifico vaccino anti coronavirus che è ancora una chimera a tempo indeterminato.
Dunque le prove di risposta dell’ organismo umano con vaccino antitubercolare avrebbero lo scopo di testare la possibilità di un rafforzamento del sistema immunitario in senso generale: tanto per una ferita, così per il coronavirus.
La novità a tempo differito
D’ altra parte, la ricerca su questo vaccino non è una novità degli ultimi giorni. Le notizie mediatiche in questo periodo di tensione collettiva che anche l’ Australia sia sperimentando il vaccino antitubercolare riguardano la medesima informazione riportata in tempo differito.
Ammesso che il vaccino antitubercolare possa dare un contributo al rafforzamento del sistema immunitario delle popolazioni del mondo, ai fini pratici si dovrà attendere: la fine della sperimentazione, la approvazione dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), la produzione industriale, la distribuzione agli enti pubblici autorizzati e la somministrazione alla popolazione a scopo differente della profilassi antitubercolare.
Siamo quindi, fuori portata delle nostre attuali necessità di difesa dal Covid-19. Ma chi, stando ancora bene, vorrà sottoporsi al rischi reattivi anche se minimi, di questo vaccino? Per quanto riguarda invece le persone già infettate, la reazione vaccinale potrebbe essere tragica.
Osservando gli immigrati
Probabilmente il motivo di una accresciuta attenzione a questo genere di sperimentazione è dovuta al fatto che gli immigranti non risultano particolarmente contagiati dal coronavirus in quanto secondo alcune fonti di informazione, avendo fatto la profilassi antitubercolare avrebbero ottenuto questa immunità. La qualcosa non regge in quanto il vaccino antitubercolare che viene somministrato nell’infanzia, ha una durata media di cinque anni al massimo può arrivare ai dieci. Per essere ancora protetti occorrerebbe procedere a richiami. Ora risulta abbastanza inverosimile considerata l’età degli immigrati arrivati in Italia e le loro condizioni esistenziali, che questi si siano sottoposti prima della partenza per l’Europa, a richiamo tubercolare.
Quindi, se questi sono i presupposti, le speranze riposte nell’immediato di disporre di un rimedio efficace per opporsi all’infezione virale del Covid-19 riposte nel vaccino antitubercolare non trovano almeno al momento, alcun supporto reale.
Le difese personali
E’ sotto gli occhi di tutti il risultato statistico di come le persone reagiscono di fronte alle epidemie. Chi guarisce senza cure eccezionali deve il successo all’efficacia del proprio sistema immunitario.
A maggior ragione ciò vale per coloro che riescono immediatamente a neutralizzare il contagio, che sono la maggioranza e che neanche incorrono nella malattia. Tutto ciò dipende dalla capacità reattiva del loro sistema non indebolito da droghe o da altre patologie in atto. Questo al contatto con il virus, forma all’interno dell’organismo gli stessi anticorpi che dovrebbe formare il vaccino anti Covid-19 , qualora ci fosse. La ragione per cui si devono proteggere e rafforzare per quanto possibile, le nostre difese naturali è proprio questo. Ma senza ricorrere alla chimera delle nuove sperimentazioni sul vaccino antitubercolare, vi sono altri mezzi semplici e immediati per rafforzare le nostre difese immunitarie tra le quali, quelle del bisogno giornaliero di vitamina C e di vitamina D. Quest’ ultima in particolare, che si forma in modo naturale nel corpo con la luce e con l’illuminazione del sole, è sensibilmente carente durante il soggiorno forzato in casa. Le due sostanze contribuirebbero al ripristino delle attività reattive affievolite dell’organismo, aumentando pertanto, la capacità di meglio esprimere con gli anticorpi naturali il più valido baluardo nei confronti dell’aggressione virale, come appunto, nel caso del coronavirus.
“Questo matrimonio non s’ ha da fare”
A favore dell’uso delle due vitamine per invigorire il sistema immunitario di fronte all’aggressione del Covid-19 si sono espressi molti medici, compreso Luc Montagnier, premio Nobel per la medicina. Quest’ ultimo in una recente intervista sostiene infatti, ma come detto, non è il solo, che una buona difesa dell’ organismo utile anche contro il coronavirus, si ha assumendo vitamina C e D e in generale, tutto ciò che combatte i processi ossidativi che mandano in crisi il sistema immunitario. D’altra parte la mancanza della prova scientifica della efficacia delle due vitamine sul sistema immunitario come molti sostengono, non può impedire il buon uso di queste. Vi sono tante cose che la scienza non sa spiegare ma funzionano lo stesso. Ad esempio, malgrado gli enormi passi avanti fatti dalla fisica, la scienza che domina l’ universo, nessuno scienziato al mondo è attualmente in grado di dimostrare scientificamente in che modo la forza di gravità crea attrazione. Quando però, cadiamo per terra tutti ci accorgiamo come funziona.
Ma allora per quale motivo queste due vitamine vengono così osteggiate da chi invece dovrebbe proporle? Al limite, lascerebbero il tempo che trovano. Ma se il pretesto di questa avversione è quello dell’eccesso, allora tutto in eccesso diviene negativo. Anche l’acqua potabile in eccesso provoca intossicazione nonché la morte.
La risposta a tanta ostilità si può trovare rivedendo attraverso Internet, il video di una delle trasmissioni del mese scorso nella rubrica di TV7 “Non è l’arena”, dove invece nell’ “arena” della sala di regia sono emersi i pretestuosi motivi per cui la vitamina C è la vitamina D non debbono essere utilizzate.
“L’Unione europea deve agire prima che sia troppo tardi.Gli italiani hanno già dimostrato significativamente la loro disaffezione nei confronti dell'Unione con il voto del 2018 con un balzo in avanti dei partiti euroscettici e populisti (la Lega e il movimento 5 Stelle). Ma ora questa avversione per Bruxelles mette radici più profonde e si allarga con il problema della pandemia di coronavirus. Gli italiani hanno poca considerazione per la Merkel e si diffonde sempre più sui social e sulla stampa. V’è una crescente sfiducia nei confronti della Germania, di Bruxelles e della Banca centrale europea (BCE) e ciò inizia a radicarsi anche tra i politici italiani ", ha affermato Tiberio Graziani, Presidente della Vision & Global Trends, istituto di analisi geopolitica, con sede a Roma, intervistato dalla nota rivista francese “Valeurs Actuelles”.
Per Graziani all'atmosfera generale c’è da aggiungere anche che la consegna di mascherine all'Italia per il virus è stata parzialmente ostacolata da altri paesi comunitari che le hanno trattenute a proprio vantaggio e, al posto della solidarietà comunitaria, è sopraggiunta quella russa, cubana, cinese e albanese: sono accorsi in aiuto dieci aerei russi che hanno trasportato un centinaio di medici militari e attrezzature sanitarie ... questo è il paradosso: a fronte dell'inerzia europea si sono concretamente visti aiuti internazionali giunti da Cina, Cuba, Albania e Russia, paesi con cui l'Italia mantiene da sempre relazioni eccellenti.
Inoltre, l’Italia ha dovuto rafforzare i legami con la Cina dopo che Roma si è vista costretta ad adottare soluzioni disperate per rispettare le direttive di bilancio di Bruxelles ... Inerzia? Non proprio. Mentre gli ospedali italiani stavano trasformandosi in cimiteri, alcuni zelanti giudici europei non hanno trovato di meglio che multare alcuni albergatori sardi, accusati di falsare la concorrenza e condannarli a pagare una pesante multa.
Perfino Christine Lagarde, alla testa della BCE, è scivolata sul tappeto del rigore di bilancio europeo prima di correggere il tiro. Ma troppo tardi.
Come è possibile che un paese come l'Italia, tra i fondatori del progetto europeo, quello di Alcide De Gasperi e Altiero Spinelli, ideatori dell'idea federale, possa essere abbandonata dai suoi partner? Come il risentimento verso Bruxelles non potrebbe ora minacciare una Unione europea che potrebbe passare da 27 a 26 membri?
I miliardi sbloccati dalla BCE e dall’'Unione europea a sostegno dell'occupazione arrivano troppo tardi, come le ritrattazioni espresse da Christine Lagarde e persino da Ursula Vonder Leyen, presidente della Commissione Europea che forse, sentendosi colpevole, ha finito per presentare le sue scuse agli italiani ... Sì, l'economia è un elemento importante della politica, ma non è politica. Continua Graziani.
In realtà, l'episodio di Covid-19 è solo un'altra disputa tra l’Europa tedesca (con i suoi attuali alleati, Paesi Bassi, Austria e Finlandia) e quella del sud.
L'euro sarebbe dovuto essere una ottima chance per l'Italia, ma la crisi economica dal 2008 al 2013 ha finito di dimostrare che questa valuta, un deutschemark sotto mentite spoglie, non ha fatto altro che distruggere la capacità di esportazione dell’Italia, sovrastata da una valuta troppo forte che ha reso la sua economia meno competitiva sui mercati esteri. Del resto già nel 2010 Angela Merkel aveva mostrato nei confronti degli Italiani e dei greci quella fermezza che non ha mai avuto per Erdogan.
La disoccupazione e la povertà hanno fatto il loro ritorno nella penisola. Già cinque milioni di italiani erano considerati poveri prima della comparsa del Covid-19, che ha colpito le zone più produttive del paese e privato di braccia il Sud agricolo, di conseguenza è prevista una contrazione del PIL di almeno il 6%. L'Italia è stata inserita nel campo dei PIGS (Portogallo, Italia,Grecia, Spagna), acronimo affascinante ("Maiali" in inglese), dagli esperti di Bruxelles e loro pari. Il famoso spread tra i tassi di interesse dei Titoli di stato tedeschi e quelli italiani continua a pesare, ha condizionato e condiziona la composizione degli ultimi governi italiani.
L'attuale presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, non sarebbe stato accettato completamente previo un accordo con Berlino. Circola a Roma la battuta che l'impero romano era già stato distrutto dai barbari tedeschi e che ci stanno provando di nuovo, travestiti da europei ....
Ma l'economia non è l'unico punto di contesa. La crisi dei migranti innescata nel 2013 ha anche dato dimostrazione, a grandezza macroscopica, che quando la storia si è ripetuta l'Unione Europeo ha sempre brillato in assenza.
Non è in grado di proteggere i cittadini, rendendo allo stesso tempo, con le sue leggi, anche più complessa la gestione sovranazionale dell’ immigrazione. C’è voluta la determinazione politica del ministro degli interni Matteo Salvini per ripristinare i confini italiani e ridurre significativamente gli sbarchi degli immigrati clandestini sulla costa della penisola.
Emmanuel Macron, per la medesima causa dell’immigrazione, ha colto la palla al balzo per un maggior approccio con l’Italia. Forse è tempo che venga dimenticato il dossier libico e il numero incalcolabile di incomprensioni nelle relazioni tra Parigi e Roma.
Nel 2019, sullo sfondo delle elezioni Europee, si era giunti ad un incredibile scambio di accuse e al richiamo dei rispettivi ambasciatori in seguito a scambi di accuse tra Macron e Salvini ... Secondo fonti al Quai d'Orsay “ Macron vorrebbe salvare Giuseppe Conte, soprattutto per motivi economici ", Ma sembra che si sia ancora lontani dall’ipotesi della costruzione di un'alleanza latina nel cuore dell’ Europa comprendente la Francia, la Spagna, l'Italia e il Portogallo, la quale potrebbe essere una soluzione più che plausibile, e forse la migliore. Questa è l’ipotesi che avanza, ma rimane lontana per la mancanza di un reale coordinamento ", le considerazioni di Tiberio Graziani.
Helen Buyniski, giornalista e commentatrice politica americana presso la RT in un suo articolo riferisce che Henry Kissinger, eminente custode della politica estera imperiale degli Stati Uniti, ha ammonito in un editoriale che nessun governo - nemmeno il suo amato egemone - può sconfiggere Covid-19 da solo, sottintendendo che deve seguire il Nuovo Ordine Mondiale che ha sempre predicato. Se gli Stati Uniti non uniscono i loro sforzi per ricostruire la propria economia con i primi passi verso la creazione di un governo globale, l'umanità è condannata, ha scritto Kissinger in un recente articolo sul Wall Street Journal. "Nessun paese, nemmeno gli Stati Uniti, può superare il virus in uno sforzo puramente nazionale", ha avvertito Kissinger. "Affrontare le necessità del momento alla fine deve essere associato a una visione e un programma collaborativi globali". Se non si possono fare entrambi insieme, avremo il peggio di ciascuno. Kissinger lamenta che la pandemia ha portato al ritorno di un modello di governo nazionalista "città murata", suggerendo che la sola "esplorazione alle frontiere della scienza" può salvare l'umanità dalla malattia nella sua visione di un'utopia globalista. Ma lo sviluppo di cure richiede tempo e l'idea che i paesi debbano essere scoraggiati dal proteggersi nel frattempo è un suicidio. Semmai, uno dei motivi per cui Italia, Spagna e Francia sono stati colpiti così duramente dal coronavirus è stata l'insistenza disfunzionale dell'UE sui confini aperti in mezzo alla pandemia. "Il commercio globale e il movimento delle persone" vanno bene e ciò è bene, ma la pandemia ha messo in luce le debolezze del sistema globalista come mai prima d'ora. Ci vorranno anni per ricostruire le nazioni, e ripetere i loro errori non è qualcosa che possono permettersi di fare.
Mentre prestava servizio come Segretario di Stato e Consigliere per la sicurezza nazionale sotto i presidenti Nixon e Ford, Kissinger ha svolto un ruolo da protagonista nelle campagne di bombardamento contro il Vietnam, la Cambogia e il Laos e ha supervisionato le operazioni di cambio di regime che hanno messo al potere dittatori brutali anche in Argentina e Cile. Ha fatto da supporto alla repressione sanzionata dallo stato in Indonesia. Un noto rapporto da lui redatto per l'amministrazione Ford ha richiesto riduzioni drammatiche della crescita della popolazione nei paesi in via di sviluppo.
Kissinger avverte che "l'incapacità [di salvaguardare i principi dell'ordine mondiale liberale] potrebbe incendiare il mondo". Se, come egli stesso scrive, "lo scopo dello stato legittimo è quello di provvedere ai bisogni fondamentali delle persone: sicurezza, ordine, benessere economico e giustizia", quei principi sono crollati molto tempo fa.
Per la redattrice dell’articolo il primo passo degli Stati Uniti, post-pandemia, dovrebbe essere quello di spegnere i fuochi di Kissinger e di quelli come lui che cercano di mascherare l'impero nella retorica della democrazia liberale. Si potrebbe pensare, dato il suo record di trascorsi, che sarebbe dalla parte del virus..
Tutte le più gravi patologie sono in aumento specialmente le malattie infettive che tra il 1940 e il 2000 hanno ucciso quasi 60 milioni di esseri umani. Mille nuovi casi di tumore si aggiungono ogni giorno solo in Italia.
Questo esponenziale incremento viene attribuito agli agenti patogeni (microrganismi che normalmente circolano tra gli animali e che finiscono col colpire anche gli esseri umani); all’alterazione degli ecosistemi, alle modificazioni ecologiche, al cambiamento climatico, ma nessuno punta il dito sulla causa principale che genera questo sistema di cose: gli allevamenti intensivi per la produzione di carne e l’incremento demografico che secondo le previsioni alla fine del 21secolo gli abitanti della Terra saranno tra 10 e 23 miliardi con la conseguenza che raddoppierà o triplicherà il consumo di carne e questo porterà a situazioni catastrofiche per la salute umana e per l’ambiente ormai in agonia.
Antiche scritture indù dicono che prima che la popolazione consumasse carne vi erano solo due malattie, dopo se ne svilupparono 78. Ippocrate a suo tempo ne annoverava 0 malattie, più tardi Galeno ne elencava 150. Oggi si calcola che vi sia la sconcertante cifra di circa 20.000 malattie, ma questa allarmante situazione sembra non turbare affatto chi è deputato alla salute pubblica.
Interpellati in tal senso gli esperti del settore giustificano candidamente, questo continuo proliferare di nuove malattie, con l’allungamento della vita media, anche se queste vanno manifestandosi in età sempre inferiore colpendo anche la fascia dei bambini: come se l’essere umano, superata una certa età, fosse condannato dalla natura alle più terribili malattie. Cosa che non si ravvisa nel mondo naturale dove un animale vive in ottima salute e giunta la sua ora si apparta e si spegne serenamente senza il calvario delle malattie cui sembra condannata la specie umana.
La rassegnata convinzione comune è che la causa dello sviluppo della malattie moderne sia dovuto all’inquinamento dell’aria, ai pesticidi che avvelenano la terra e agli additivi chimici che finiscono nel cibo; anche se la ricerca ufficiale dice che l’inquinamento incide solo per il 2% sullo sviluppo della malattie tumorali; che l’alimentazione non idonea (da studi scientifici) incide per il 5% in più del fumo di sigaretta nel produrre tumori. Ma di fronte a tale allarmante situazione che cosa fanno le istituzioni per abbattere l’inquinamento generale a cui attribuiscono le malattie umane prodotto principalmente dall’industria zootecnica alimentare che da sola inquina più di tutte le altre industrie del pianeta?
Per noi l’insana quanto innaturale abitudine della specie umana di nutrirsi di cadaveri di animali è la causa di tutte le sventure e la condanna non solo a tutte le malattie che ne derivano, ma all’inquinamento generale, alla distruzione dell’ambiente e soprattutto all’atrofizzazione della coscienza resa sempre più indifferente verso il valore della vita e della sofferenza di miliardi di animali che sacrifica per mero piacere gastronomico. Ed è l’indifferenza verso la sofferenza altrui che ha fatto di questa terra un luogo di dolore.
Frammenti che orbitano qua e là, individuati, carpiti; li commento e condivido con voi.
La Riflessione!
Covid-19, Vino e dintorni
Pandemia, Tutti a casa, Economia al collasso, Manifestazioni rinviate (minimo un anno), Cantine che traboccano di vino invenduto, Ricerca disperata di vie per vendere qualche bottiglia, Rischio di non portare avanti la vendemmia per carenza di personale ed incentivi per pagarlo. Tutto questo il tragico scenario causato dal Covid-19. Adesso, da subito, oltre salvare il salvabile, dobbiamo progettare il “primo futuro” appena si allenterà la morsa.
Pubblico alcuni frammenti che partono dalle fake news per proseguire con le prime riflessioni raccolte (che contengono proposte provenienti dal mondo lavorativo vinicolo) terminando con un gradevole fai da te (tanto per tirar su un po’ di morale).
Frammento n. 1
Il Vino non contamina
Il Consorzio Vini Valpolicella contro la fake news di presunte contaminazioni del vino al tempo del Covid-19. Daniele Accordini, DG ed enologo di Cantina Valpolicella Negrar, rassicura sul bere il vino e contrasta con viva forza l’immotivata campagna denigratoria che circola su alcuni media rischiando di infierire duri ulteriori colpi all’economia del vino italiano. Il DG di Negrar, oltre a ricordare che molti esponenti della comunità medico-scientifica hanno divulgato i loro autorevoli pareri per cui la sopravvivenza del virus appare impossibile grazie alla presenza nei vini di alcool e fenoli, ricorda il rigoroso rispetto, da sempre, delle norme igieniche da parte dei produttori dovute dalle costanti verifiche delle autorità sanitarie.
Frammento n. 2
Una proposta: “Riduciamo le rese”
Il Presidente del Consorzio Vignaioli del Trentino, Lorenzo Cesconi, scende in campo proponendo alle autorità preposte un provvedimento d’urgenza finalizzato alla riduzione della resa di uva a ettaro. Il tutto riconducibile agli effetti negativi dati dalla riduzione delle vendite. In parole più semplici cambiare i limiti esistenti producendo meno. La proposta avanzata è per un taglio orizzontale tra il 20% e il 30% delle rese.
Frammento n. 3
Da una ripresa lenta e graduale un primo futuro realistico.
"Il contraccolpo sarà pesante". Così l’Assessore Regionale all’Agricoltura del Veneto dopo l’enorme calo delle vendite di vino (Prosecco in primis). I dati raccontano che in Veneto i consumi registrano un calo del 30-40%. Al momento tengono solo i consumi nella grande distribuzione mentre sono ferme le esportazioni. A preoccupare i consorzi dei vini Dop del Veneto sono le prospettive per la prossima vendemmia, i surplus produttivi che si genereranno in cantina a fronte del vino 2019 rimasto invenduto, la crisi di liquidità determinata dalla frenata di vendite ed export, gli impegni finanziari richiesti dai programmi di promozione e commercializzazione. Gli strumenti ci sono, dalla riduzione della resa, all'aumento degli stoccaggi, fino a forme parziali di "vendemmia verde" o distillazioni di crisi (anche se limitata a contesti particolari). L'obiettivo è superare questo "annus horribilis". Poi il primo futuro: tutti i fondi risparmiati ora da aziende e consorzi a seguito dell'annullamento di fiere e manifestazioni, dovranno essere investiti in una futura grande campagna di promozione e commercializzazione.
Frammento n. 4
Consoliamoci con un cocktail da fare in casa.
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Stefano Santucci |
Della serie: mi ispiro ad un film per preparare un cocktail. A proporlo il Barman Stefano Santucci, head barman dell’Hotel Hassler di Roma. L’ispirazione? Il film “The Irishman”, di Martin Scorsese, 2019. Ingredienti:
2 cl Maker’s Mark bourbon
2 cl Connemara Peated Single Malt whiskey
2 cl Amaretto di Saronno
scorza di limone, cannella e amarena per guarnire
(se in casa non avete le bottiglie sopra indicate arrangiatevi con prodotti simili). Preparazione:
Riempire di ghiaccio un mixing glass fino a tre quarti della sua capacità per raffreddarne le pareti, successivamente scolare l'acqua in eccesso. Versare i tre ingredienti, miscelarli con un bar spoon e quindi versare il contenuto con uno strainer per trattenere il ghiaccio nel bicchiere Old Fashioned con ghiaccio. Infine, decorare con una lunga striscia di buccia di limone, una amarena e rametti di cannella.
Ma qual è il fil-rouge che lega il cocktail al film secondo Stefano Santucci? Tutti gli ingredienti sono scelti in base alla nazionalità dei personaggi:
Robert De Niro, che nel film impersona Frank Sheeran, detto L’Irlandese è raccontato dall'unico whiskey irlandese torbato, il Connemara;
Joe Pesci, che impersona Russell Bufalino, capo di una famiglia mafiosa italiana è l'Amaretto di Saronno,
Al Pacino - Jimmy Hoffa è l'americano che ha legami con la mafia è il bourbon Maker’s Mark.
Preparatelo e nel berlo pensate al film. Non avete visto il film? Non importa, il cocktail è gradevolissimo e sicuramente è un presidio anti Covid-19. Chapeau!
Osservo, scruto, assaggio e…penso. (urano cupisti)
Bruxelles - Oggi non tutti i politici dell'Unione europea hanno capito che le precedenti sfide e rischi dottrinali prioritari dell'UE si sono già sciolti come miraggi.
Oggi tutti i Paesi si trovano in uguali cattive condizioni, in una catastrofe sociale ed economica in cui il nostro mondo è precipitato a causa della pandemia di COVID-19. I regimi di emergenza, l'introduzione di severe misure di quarantena e persino il coprifuoco, come in guerra, sono ora solo mezze misure, sfortunatamente caotiche e troppo spesso assunte in ritardo.
In atto, le vite di migliaia o milioni di persone nel mondo, valgono più del sistema artificiale di competizione globale e delle direttive dei vecchi politici, che, come si è scoperto, possono cadere a pezzi come un castello di carte a causa di un virus mortale. Nelle condizioni di caos generale e di rischi crescenti di una catastrofe sociale e umanitaria, l'Unione Europea non è rimasta sola, come hanno dimostrato le azioni di Russia, Cina e Cuba. La vita è al di sopra della politica e, nella nuova realtà odierna, purtroppo, l'Unione europea non ha potuto dimostrare la propria unità.
La realtà in cui il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato la priorità delle tecnologie verdi e l'aumento della mobilità degli europei per il prossimo periodo a lungo termine della pianificazione fiscale dell'UE, è cambiata in appena un mese, come i piani che tutti abbiamo realizzato per l'estate o per l'anno a venire. Sulla tabella di marcia di un'Europa unita, un focolaio di malattia in Italia con migliaia di morti, si è rivelato come un inaspettato caso di forza maggiore che i politici di Bruxelles non sono riusciti a gestire. La leadership e la popolazione italiana apprezzano molto l'assistenza della Russia, osservando che i russi sono stati i primi a precipitarsi nel focolaio della pandemia e stanno cercando la soluzione al problema globale sorto.
Sfortunatamente, la situazione appare esattamente in questi termini: i medici russi sono venuti in aiuto della popolazione del paese dell'UE, mentre i partner dell'Europa occidentale e della NATO, sono fermi in pausa di esitazione e non hanno alcuna fretta di aiutare il paese più colpito dalla malattia. Che cosa è successo all'unità di tutti gli stati d'Europa dai tempi del grande umanista Robert Schumann? Perché ora ciascuno agisce per conto proprio e per sé stesso? La Repubblica Ceca ha tentato di appropriarsi di mascherine e medicinali inviati in Italia dalla Cina. La Polonia non ha concesso il proprio spazio aereo ai mezzi inviati dalla Russia, con forniture umanitarie così necessarie per gli italiani, e c'è stato forse un politico a Varsavia, che abbia proposto di inviare mascherine e test rapidi a Milano o Roma, per il coronavirus prodotti in Polonia?
Purtroppo, l'assistenza gratuita offerta agli italiani da Russia, Cina e Cuba, ha assunto nello spazio informativo occidentale forme mostruose. L’agenzia di stampa Bloomberg (USA) ha affermato che l'aiuto della Russia è stato presumibilmente fornito in cambio del voto dell'Italia, per revocare le sanzioni economiche anti-russe. Questa è una totale assurdità, il governo ed il popolo italiano hanno il diritto di decidere da soli. La verità è che Washington si è lavata le mani e la Russia sta aiutando gli italiani con azioni efficaci in tempo reale.
Naturalmente, la propaganda è in grado di svalutare e gettare fango su qualsiasi atto umano, ma in una pandemia, quando si contano migliaia di morti, questo appare semplicemente disgustoso. Per rendere chiara la disposizione dell'animo dei russi, si può citare un detto russo: "l'amico si riconosce nel momento del bisogno".
L'Italia sostiene il corso paneuropeo delle sanzioni anti-russe e proprio la Russia è venuta in suo aiuto nel momento critico, offrendo tutta la sua solidarietà, non mancando di onorare nobilmente l’aiuto richiesto e sostenendo l’amico in difficoltà!
La situazione attuale italiana ha dimostrato che tutti i meccanismi globali esistenti della politica comune nel campo della sicurezza, non sono in grado di affrontare nuove minacce e rischi. Purtroppo, questi rischi, nell'UE e nella NATO, sono stati sottovalutati o ignorati, proprio durante il periodo in cui si è costantemente sostenuta una folle politica anti-russa e persino russofoba. Alla prova dei fatti, durante questi giorni di prova, tutto ciò si è rivelato come una Fata Morgana, per tutti gli stati e tutti i popoli del mondo globalizzato.
BILL GATES BATTE CASSA PRESSO I BILANCI PUBBLICI ?
Perché non vuole rischiare nulla nella produzione di un vaccino?
Ma se l'industria farmaceutica-biotech ha bisogno di sovvenzioni pubbliche «per mettersi subito al lavoro», in quanto non vogliono assumersi rischi economici, perché non portarle sotto controllo pubblico, nazionalizzandole?
Perché non ricondurre la ricerca scientifica sotto il controllo dello Stato, se è lo Stato in ogni caso ad assumersi i costi e i rischi correlati, pagando i danni "collaterali" alla popolazione?
Soprattutto se il diritto alla Salute è prevalente su quello del profitto.
E se vogliamo essere curati e non abbandonati per mancanza di ricerca e farmaci (es. estratti di Cannabis) o sottoposti ad assunzione forzata di farmaci con dipendenze e controindicazioni.
E magari a vaccinazioni rischiose...
Le industrie vogliono prolungare il tempo dei brevetti a tutela dei profitti, contro l'esigenza della scienza e della salute. Non abbiamo altra strada…
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Montalcino |
È trascorso un mese dal 21 febbraio, il primo giorno di Benvenuto Brunello 2020. Adesso, causa Covid-19, ho tempo a sufficienza per sistemare gli appunti, rassettare i depliant delle aziende presi “in fretta e furia”, riordinare le idee.
Si fa presto a dire : il Brunello è un vino unico, eccezionale! E le vigne, magnifiche! Le cantine di produzione, fantastiche! Il vitigno Sangiovese Grosso, unico!
Mi domando: ma in che senso?
Passeggio nel borgo, incontro amici e colleghi. Quattro chiacchiere tutte improntate immancabilmente all’evento eccezionale, magnifico, fantastico, unico. L’enfasi che si respira al posto dell’aria.
Passano in secondo piano le necessità, le occorrenze di comprendere ed interpretare le annate 2015, le Riserve 2014, il Rosso 2018, il Moscadello e il Sant’Antimo.
E tutti gli anni è la solita storia, il solito copione. Nessuno parla del Vino Italiano prodotto con quella disciplina che ne è l’essenza, il suo rigido sistema di classificazione che dura nel tempo, dei vincoli produttivi ai quali i produttori devono assoggettare le scelte.
Ed ecco allora che il mio spirito critico ha un senso, ecco perché tutti gli anni mi presento qui, a Montalcino, ed essere partecipe , se pur in piccolissima parte, di quella che è la magia del Benvenuto Brunello.
Senza dimenticare la “gerarchia delle annate”, da queste parti come assegnazione delle stelle.
Materia sdrucciolevole della quale ho sempre evitato di parlarne. Intervengono diversi fattori che non possiamo ignorare. Personalmente, da appassionato più che da comunicatore, mi rifugio in una frase detta da un “certo” Aubert de Villaine che aveva a che fare con la Romanée Conti:” È vero che niente è più seducente di un grande vino in un’annata eccezionale, ma non c’è nulla di più ammirevole di un grande vino in una piccola annata”.
I territori vitati a Nord, ad Ovest, a Sud, ad Est diversi tra loro, molto diversi. Nel tentativo di dargli un loro connotato ti accorgi dell’emergere delle eccezioni rafforzando e consolidando il concetto di vino di Montalcino.
Di conseguenza ogni anno mi trovo nelle vie del borgo antico con l’esigenza di comprendere e interpretare.
Quest’anno ho optato per il contatto diretto con i produttori per capire, recepire i loro messaggi. Ne ho selezionato 9 (nove) tra i 146 presenti nel Complesso di Sant’Agostino. Parlerò di loro nelle settimane a seguire.
Produttori che non hanno quella visibilità come altri pur svolgendo con altrettanta passione il loro lavoro.
Produttori con vigneti dislocati in località diverse a rappresentare la realtà territoriale e i diversi terroir.
- Corte dei venti;
- Fornacella;
- La Fornace;
- Lambardi;
- Le Gode;
- Mocali;
- Poggio Antico;
- Sesta di Sopra;
- Terre Nere.
Inoltre, durante la mia tre giorni ilcinese, ho visitato la Cantina Ridolfi , la Cantina Casisano e il Casato Prime Donne con intervista a Donatella Cinelli Colombini. Tutto materiale per prossimi articoli.
Benvenuto Brunello, appuntamento annuale nel mio intimo. Ogni anno un intreccio di ricordi e nuove sensazioni. Chapeau!
Urano Cupisti
Consorzio del Vino Brunello di Montalcino
Via Boldrini, 10
Montalcino (Si)
Tel: 0577 848246
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www.consorziobrunellodimontalcino.it
La circolare militare - È ormai da alcuni giorni che ci imbattiamo in anticipazioni mediatiche inerenti la possibilità di qualche progresso nella ricerca terapeutica di questa pandemia. Tra queste è stata inserita in rete telematica una circolare sull’ argomento, con intestazione della Infermeria Presidiaria dei Carabinieri Paracadutisti, “Tuscania”, con sede a Livorno. Si tratta della copia del documento in tema di coronavirus che si presume trasmesso in ambito militare al personale di stanza nello stesso Presidio.
In questo si raccomanda di non assumere ai minimi sintomi di malattia, i farmaci antinfiammatori che vengono elencati, in quanto sarebbero contro indicati; mentre a titolo di precauzione, viene raccomandato di preferire la tachipirina.
Lo stesso documento prosegue con consigli e raccomandazioni agli Enti in indirizzo (cancellati nella copia disponibile) informando i destinatari per meglio affrontare i pericoli della pandemia. Si tratta evidentemente dei militari che in questo periodo sono esposti in prima linea per porre i cittadini nelle migliori condizioni di sicurezza operativa, in caso di necessità.
Sulla circolare si legge anche tra le raccomandazioni, il consiglio di assumere ogni giorno uno o due grammi di vitamina C che stimola l’attivazione del sistema immunitario.
Il medesimo consiglio viene dato per la vitamina D nei dosaggi indicati, in quanto questa vitamina mitiga il processo infiammatorio alla base della malattia da Covid-19.
Il pregiudizio come prova - Mentre da parte della Infermeria Presidiaria tutto tace, si leggono “on line” a commento del documento in questione, le opinioni degli immancabili contro interessati all’uso delle menzionate vitamine. Questi infatti affermano che il documento è falso, ma non perché le firme degli ufficiali che lo hanno sottoscritto siano altrettanto false così come falsa, l’intestazione e il protocollo che l’Ente avrebbe apposto, prima della divulgazione. Le loro deduzioni sono infatti basate sul fatto che il documento sarebbe falso in quanto a loro stesso avviso, la vitamina C e la vitamina D non comportano alcun beneficio al sistema immunitario e quindi, la circolare, è una “fake news”.
La apodittica dimostrazione della non autenticità del documento circola on line, appunto anche con l’apposizione di una sorta di timbro, ieri con: “Fake news “ e oggi “Notizie false”.
Chi smentisce così categoricamente la circolare militare che potrebbe portare, un beneficio anche alla popolazione civile fortificando il sistema immunitario con le due vitamine, non si cura però, di informarsi alla fonte della sua autenticità né sull’importanza di questi semplici e innocui rimedi; rimedi per chi non dispone di alcuna alternativa di cura, ossia , per tutti noi, contestatori compresi.
L’ esame del documento - Nessuno ha la bacchetta magica, ma osservando il documento si può anche meglio capire perché l’ Ente militare non risponde alle provocazioni che si leggono in rete. Le due firme apposte a margine e a chiusura del l’ atto, sono quelle dell’ Ufficiale medico proponente e del responsabile della Infermeria Presidiaria tipiche della copia in minuta.
La circolare ufficiale sarà invece firmata solo da quest’ ultimo con l’ apposizione del relativo timbro personale, nonché di quello tondo dello Stato.
Il documento in rete non è quindi un atto ufficiale per cui è molto probabile che l’ Ente non risponda alle provocazione di “Face news”, attribuita soprattutto al contenuto, in quanto il consiglio di assumere la vitamina C e la vitamina D non è stato gradito dai contestatori.
Anche la trippa alla romana
Se poi si vuole dimostrare la nocività della vitamina C e della vitamina D riferendosi però, ad una dose eccessiva fino alla tossicità, allora è evidente, così come per ogni altra sostanza, che l’eccesso porta sempre ad un risultato tossico.
Possiamo però aggiungere che qualsiasi sostanza, anche la più innocua presa in eccesso, determina uno stato patologico. Ne è esempio l’alcol nelle sue varie espressioni enologiche, il sale da cucina e persino l’acqua potabile che se assunta in quantità eccessiva diviene tossica e può condurre alla morte. Persino la trippa alla romana che è una vera delizia, se mangiata fino al’ indigestione potrebbe portare all’ ultima cena. Affermare quindi che la vitamina C e la vitamina D sono nocive, autorizza ad dire che anche tutte le sostanze alimentari di questo mondo se ingerite in quantità eccessiva arrivano allo stesso risultato. In questo particolare momento di generale confusione sulle altalenanti notizie di falsità o di autenticità della circolare, non si deve sottovalutare che l’ interesse della collettività in questa tragica circostanza ha il valore insuperabile della nostra stessa salute e di quella dei nostri cari.
Luc Montagnier |
In una recente intervista apparsa in alcuni giornali ancora reperibili on line, qualche settimana fa il Premio Nobel per la medicina, Luc Montagnier si è chiaramente espresso in modo contrario alle apodittiche affermazioni contro le due vitamine dichiarandosi invece convinto dell’apporto positivo al sistema immunitario della vitamina C e della vitamina D contro il coronavirus.
E allora da parte dei contestatori, tante “…...” per nulla.
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Tiberio Graziani |
La pandemia causata dal COVID-19 sta cambiando il panorama politico oltre che frantumando le economie a livello mondiale: la politica globale e le relazioni internazionali così come le abbiamo conosciute cesseranno di esistere. Così dicono gli analisti.
Ad oggi, il virus mortale, rilevato per la prima volta nella Cina di Wuhan alla fine di dicembre, ha praticamente infettato oltre 458.000 persone in quasi ogni paese del mondo, uccidendo quasi 20.000 persone ( le statistiche sono della Johns Hopkins University). L'11 marzo l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha classificato l'epidemia come una pandemia. "Le relazioni internazionali dopo Covid-19 probabilmente non saranno più le stesse. Gli stessi principi che hanno governato le relazioni internazionali finora sembrano diventare obsoleti giorno dopo giorno.
L'equilibrio di potere sta cambiando", così dichiara Tiberio Graziani, presidente di Vision & Global Trends, International Institute for Global Analyzes. Secondo Graziani il cambiamento potrebbe diventare irreversibile a meno che organizzazioni come le Nazioni Unite, il Fondo monetario internazionale e l'OMS, nonché la NATO adottino "strategie adeguate". Nuove relazioni internazionali e nuove classi dirigenti potrebbero nascere come conseguenza della pandemia, ha detto Graziani. "Da questo punto di vista, le nazioni meglio apprezzate saranno, probabilmente, quelle che affermeranno i valori della solidarietà e della comunità come fondamento della sovranità politica", per Graziani.
La globalizzazione dell'economia è stata messa in discussione, anche per Wyn Grant, professore di politica internazionale alla Warwick University. "Chiaramente la pandemia attira l'attenzione sui rischi che sorgono dalle catene di approvvigionamento associate alla globalizzazione. Ciò può portare a politiche economiche più centrate a livello nazionale. A parte la risposta delle banche centrali, la solidarietà internazionale e il coordinamento sono stati relativamente limitati". Afferma inoltre Alan Cafruny, professore di affari internazionali all'Hamilton College : "La crisi ha notevolmente migliorato la posizione della Cina nei confronti della leadership globale. Nonostante la sua iniziale e lenta risposta all'insorgere del Covid-19, il suo rapido contenimento contrasta con l'incompetenza, la confusione e l'incapacità dell'amministrazione Trump di fornire alla popolazione americana cure mediche di base, articoli come mascherine chirurgiche, respiratori e kit di test, o con lo sviluppo di un piano coordinato per il contenimento “.
Secondo l'esperto, c’è una marcata differenza negli approcci di Pechino e Washington per quanto riguarda l'epidemia, anche a livello internazionale. Il governo cinese ha fornito assistenza e forniture mediche alle nazioni colpite, tra cui l'Italia e l'Iran. Il co-fondatore di Alibaba Jack Ma ha inviato maschere chirurgiche, kit di test e attrezzature mediche in ogni regione del mondo a causa della carenza globale. Gli Stati Uniti, dal loro canto, hanno dimezzato il loro contributo all'OMS e sospeso i voli dall'Europa senza consultarsi prima con i leaders europei. E questa crisi, secondo Cafruny, ha approfondito la spaccatura tra Washington e Pechino. I due paesi hanno cooperato ampiamente di fronte ad altre importanti sfide del 21 ° secolo come l'epidemia di SARS del 2003, la crisi finanziaria globale del 2008 e l'epidemia di H1N1 nel 2009, ma questa volta non è stato così. "La pandemia di Covid-19 ha approfondito la rivalità geopolitica e ha evidenziato la mancanza di leadership degli Stati Uniti. Assistiamo ad una vera e propria guerra di accuse. Funzionari del governo e politici di spicco delle due parti parlano di guerra biologica e qualche giornalista è anche stato espulso. Praticamente, manca la cooperazione e c’è assenza di comunicazione comune ".
Dello stesso parere anche il professor Grant, dell'Università di Warwick: "La risposta dell'amministrazione americana nel dare la colpa alla Cina per lo scoppio dell'epidemia ha ulteriormente peggiorato le relazioni", ha affermato. Ma, per lo studioso la crisi per il COVID-19 ha sollevato ombre anche sulle istituzioni europee vecchie di decenni come l'Unione Europea: gli stati membri hanno esitato a fornire il necessario supporto all'Italia gravemente colpita, che finora ha registrato un totale di 74.386 casi, tra cui oltre 7000 decessi: "sorgono ulteriori domande sull'efficacia dell'UE in una crisi. l'Italia ritiene che le sia stato dato un sostegno insufficiente. Ciò ha evidenziato la fragilità della solidarietà all'interno della stessa UE". I punti di vista del professore sono stati ripresi da Graziani, il quale ha osservato che Cina, Russia e Cuba erano le uniche nazioni che hanno preso provvedimenti concreti per aiutare l'Italia nella crisi, a parte una piccola ong americana.
"Al momento, gli europei sembrano regredire nell'egoismo nazionale e persino regionale ... La pandemia ha dimostrato l'inadeguatezza delle strutture sovranazionali basate sul modello democratico liberale e sui cosiddetti valori occidentali. Dovranno essere costruite nuove istituzioni, basate su relazioni di solidarietà ", ha detto il Presidente di Vision & Global Trends, International Institute for Global Analyzes e il professor Cafruny, continuando nell’analisi, ha sottolineato come l'incapacità dei sistemi sanitari degli Stati membri dell'UE a rispondere adeguatamente all'emergenza, è derivata da "anni di tagli drastici causati dall'imposizione dell'austerità guidata dalla Germania" – che ha imposto il blocco del debito dell'Eurozona come risposta alla crisi economica del 2009.
25 marzo - Il magma mediatico in cui, nostro malgrado, ci siamo trovati immersi negli ultimi mesi, sembra avere imboccato univocamente la deriva dell’informazione da terrorismo psicologico.
Per nulla facile distaccarsi da un meccanismo che ha condensato nella logorroica locuzione “RESTATE A CASA” quasi l’unico antidoto al momento consentito al Coronavirus, prontamente ribattezzato CoVid 19.
Pericoloso e letale, non già per la sua diffusione patologica ma soprattutto per quella mediatica e percettiva che ne consegue, l’eufemistico virus, ha già provocato danni inestimabili.
Mentre la nazione si paralizza nello slancio emotivo di salvaguardare la propria e l’altrui incolumità senza garanzia alcuna se non l’imposizione dall’Alto, le Istituzioni sembrano aver rinunciato a qualunque forma di tutela, ad ampio spettro, della pubblica salute.
Già, perché le manovre politiche degli ultimi anni, i cosiddetti “tagli alla sanità” voluti dai nostri imparentati d’Oltralpe che ora, con molta umiltà, ci hanno sbattuto le porte in faccia, non sono certo stati fatti in funzione di un’epidemia annunciata ma di una logica sovrannazionale che tende a privilegiare sempre chi sta meglio.
E, per stringere ulteriormente il cerchio, si sottoscrive un, non meglio identificato, “Patto per la Scienza” che vede tra gli attori fondatori nientemeno che Grillo, fondatore e tuttora garante del Movimento 5 Stelle, il virologo del momento Roberto Burioni, la cui figura non sembra essere mai stata particolarmente gradita ai 5 Stelle e al loro leader, a sua volta, piuttosto noto per le sue precedenti idee antivaccinistiche.
Ma di certi ribaltamenti improvvisi solo la politica è capace!
“Nobile intenzione” del fantomatico Patto che vanta, tra le altre, anche la firma del premier Renzi, sarebbe quella di definire la Scienza “valore dell’umanità” e salvaguardare essa stessa da qualunque forma di pseudoscienza.
Che, ormai, non tanto alle cose scontate, quanto piuttosto a quelle banali e infondate siamo abituati è sicuramente un dato di fatto!
Che, così posta la questione, di fronte a tale ovvietà cosa si potrebbe obiettare?
Eppure sembra tuttavia lecito porsi qualche domanda.
In che modo e secondo quale prassi stabilire cosa sia Scienza e cosa pseudo tale?
E, soprattutto, il valore Etico della Scienza non dovrebbe esulare da Qualunque forma di collaborazione politica?
Non sarà mai che ci stia sfuggendo qualche passaggio (forse troppo rapido!) proprio in momenti in cui un certo panico di massa ci sta rivelando uomini, prima ancora che cittadini, vulnerabilissimi e più influenzabili e gestibili che mai?!
Forse mentre quei morti, quelle morti rievocano scenari che credevamo sepolti sotto un cimitero di ideologie che hanno fatto buona parte del secolo appena trascorso, la burocrazia e la diplomazia si stanno giocando la partita a tavolino.
E, mentre quei morti chiedono pietà a trionfare, ancora una volta, è l’empietà.
E, sempre per rimanere nell’ambito di quei ribaltamenti della politica, tanto cari alla storia, gli aiuti alla povera Italia, ancora in nome di quell’“Amore”di cui sembriamo aver perso il senso ultimo e primo, sono arrivati nientemeno che dalla Cina, da Cuba e dalla Russia. “Con Amore”, appunto.
Quali sono quindi oggi i regimi dittatoriali e quali quelli liberal democratici?
Non si sta forse tentando di mettere a tacere tutte quelle voci non allineate prima ancora di valutarne la potenziale valenza oggettiva solo per favorire una “soluzione” rispetto ad un’altra già a priori considerata meno accreditata?
Potere e Consenso, che esso sia democratico o coercitivo poco importa.
Il Paese che si vanta di essere la culla del diritto, oggi può affermare, con ampio margine di verità, di riuscire a garantire quel diritto, primo forse fra tutti quelli umani, che è il diritto alla salute?
Eppure l’art. 32 della nostra Costituzione recita proprio questo.
Saremo incostituzionali solo perché abbandoniamo le nostre case qualche volta in più rispetto a quello che ci è consentito dalla Legge e, dal tanto auspicato buon senso (civico?) o anche per qualcos’Altro?
Le epidemie, da sempre, hanno il loro correlativo oggettivo nell’ordine.
A che cosa sia finalizzato e quali scopi persegue questo ordine, oggi, davvero non ci è dato saperlo!
A Primavera-Estate, tempo di zucchine. Al vapore con un filo d’olio, bollite con aggiunta di carote, cipolle, patate per un secondo leggero (sempre condite con olio vergine di oliva a crudo), trifolate (ottime, saporite, saltate in padella) ed infine come prodotto principale per torte. Ed è di queste ultime che voglio parlare: La Scarpaccia
Torta semplice, genuina, saporita sia nella versione salata che dolce. Nome che non deriva da una scarpa rotta ma bensì dallo spessore della torta simile ad una vecchia e consumata suola da scarpe. La torta dell’orto, quello spazio vitale tipico di ogni abitazione di un tempo ormai remoto, dove il piccolo allevamento di animali da cortile si integrava con le coltivazioni di verdure che mutavano a seconda delle stagioni. Patate, cipolle, pomodori, piselli, insalate e zucchine. Ed è proprio con questo prodotto dell’orto, raccolto in primavera ed estate che ha origine questa scarpaccia.
La ricerca nel tempo trova una data: 1400, quando la Repubblica di Lucca offriva a qualsiasi cittadino disposto a stabilirsi sulla Marina, al di la del monte, tre coltre di terreno per costruirvi la casa e coltivare orti. Significava urbanizzare, con il concetto rurale, la fascia pedemontana rivolta al mare ancora in parte acquitrinosa (l’attuale Versilia).
A Camaiore, borgo medioevale costruito lungo la via Francigena già famoso nel periodo romano come Campus Major (accampamento maggiore della vicina Lucca), nella primitiva versione salata era un vero piatto nel comune desinare. Zucchine, fiori di zucchina e cipolle, ingredienti tipici dell’orto. Oggi la si trova in qualche pizzeria a taglio o durante sagre e fiere rievocative.
La versione dolce è un piatto tipico della cucina viareggina, elaborata, nata come merenda pomeridiana e integrativa alla dieta legata prevalentemente ai prodotti del mare. Ancora oggi nelle famiglie la tradizione continua come dolce di stagione nel momento migliore delle zucchine
Abbinamento:
Anche la vite era elemento importante degli orti. Con il sistema d’impianto a pergola riparava dalla calura estiva e forniva l’uva da tavola e da vino. In particolare l’ibrido americano (post filossera) prodotto da vitis labrusca e vitis vinifera conosciuta meglio come uva fragola. E un bicchiere di fragolino, con il suo spiccato profumo di framboisier e il sapore deciso di cassis, accompagna benissimo la Scarpaccia. Ricercando un vino da dessert del territorio toscano sicuramente il migliore abbinabile è il Moscadello di Montalcino (85% moscato bianco e 15% altre uve a bacca bianca) da non confondere con il Vin Santo nella versione uve trebbiano e malvasia. Oro brillante, piacevolmente aromatico con un leggero tocco muffato, beverino con il suo 10,5% di volume litro di alcool, molto misurato nella dolcezza con un finale rispondente e perfettamente abbinabile.
LE RICETTE
Versione salata:
ingredienti: zucchine, fiori di zucchine, cipolla, farina, olio vergine d’oliva.
Affettate finemente sia la cipolla che i fiori di zucchine e le zucchine (mi raccomando a rotelle) in egual misura, insaporite con sale e pepe. Aggiungete dopo circa due ore della farina, senza aggiunta di acqua, amalgamando il tutto. Teglia unta pronta, versare il tutto fino ad ottenere uno strato al di sotto di un centimetro, cospargere il preparato con un filo d’olio vergine e via in forno fino a quando la superficie non avrà raggiunto quel bel colore dorato (temperatura di cottura media 150°)
Versione dolce:
ingredienti: 300 gr di farina bianca 00, 400 gr di zucchine pulite e tagliate a rondelle, 1 bicchiere di latte, 250 gr di zucchero, 50 gr di burro, 2 uova, 1 bustina di vaniglia.
Preparare una pastella con tutti gli ingredienti ad esclusione delle zucchine (ricordarsi di aggiungere un pizzico di sale), versare nella teglia già imburrata il preparato (meglio cospargere prima il fondo con un velo di pangrattato) anche in questo caso non superare 1 centimetro di spessore (ne è la caratteristica), aggiungere le zucchine a rotelle, un filo d’olio vergine di oliva e infornare fino a quando la superficie non avrà raggiunto quel bel colore dorato (temperatura di cottura media 150°)
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L’umanità si può considerare come un condominio circondato da moltissimi altri condomini (le altre specie) verso i quali da millenni si sente legittimata a sfruttare, sottomettere, rapinare, sterminare ogni cosa che ha vita, senza distinzione di forma,di specie, di razza ecc..
Abituati a distruggere di tutto, dal filo d’erba alla sequoia, dal corallo alla balena: mucche, vitelli, cavalli, maiali, pecore, conigli, galline, tacchini, volpi, cervi, stambecchi, orsi, lupi, rane, criceti, insetti, fagiani, lepri, anatre, tigri, elefanti, rinoceronti, cammelli; volatili di ogni specie, pesci di ogni dimensione, crostacei, molluschi, aragoste, gamberi, ecc. insomma non si salva niente e nessuno dalla mano implacabile dell’uomo che considera gli altri esseri viventi alla stregua di cose da utilizzare, schiavizzare, uccidere, torturare, fare a pezzi, macinare, schiacciare, tagliare, friggere, arrostire, bollire, triturare ecc. Pochi animali vicini all’uomo muoiono di morte naturale: per il resto è un’ecatombe.
Ora la natura, che geme ferita e dolorante, si ribella alla distruzione dei boschi, alla profanazione dei mari, dei laghi, dei fiumi, della terra avvelenata, dall’aria infestata. Ma quando si violano le leggi naturali bisogna aspettarsi implacabile l’urto dell’onda di ritorno.
L’atmosfera è satura del terrore degli animali immolati a miliardi; la terra è impregnata del sangue di queste creature che inutilmente ed inascoltate urlano e piangono. Ma di questa inarrestabile orgia di sangue, per la quale nessuno si sente colpevole, la responsabilità non è tanto degli esecutori materiali, i rozzi e insensibili macellatori di
animali, quanto dei mandanti, coloro che delegano altri a commettere ciò che in prima persona non avrebbero il coraggio di fare: la gentile signora, l’esigente signore, il raffinato chef, la madre di famiglia ecc. tutti sono colpevoli, i duri di cuore, i boia del’era moderna. Ma per la morte di milioni di animali simmetricamente altrettanti umani cessano di vivere a causa di tali perversioni alimentari.
Gli animali vengono allevati e macellati in condizioni infernali in un mix di sangue, escrementi, fetore, sporcizia, residui di farmaci, terrore. I luoghi di certe popolazioni che vivono in promiscuità con gli animali che sgozzano e spellano, spesso ancora vivi, in una sporcizia e mancanza di norme igieniche spaventose. Come potrebbe tale abominevole attitudine non produrre cibo maledetto, pestilenziale e nocivo? Infatti, tutto si paga, perché tutto è conseguenza.
Noi tutti, potenzialmente addestrati a prevaricare sul diverso, sul debole; addormentati dalla cultura dominante dei media che spinge all’edonismo, alla violenza, al sesso; noi condizionati e plasmati da una cultura religiosa che considera gli animali cose a disposizione dell’uomo e con gran parte della classe medica che ritiene necessario nutrirsi di cadaveri, ingoiare con indifferenza lo strazio e l’agonia delle carni martoriate dei nostri fratelli animali; con questo tipo di mentalità e di coscienza, come otremmo non essere inclini al crimine e alla violenza verso il suo stesso simile e a non pagarne le conseguenze anche a livello fisico?
Emblematiche le immagini del ragazzo cinese che stacca a morsi la testa di un grosso topo e con gusto ne mastica le ossa. Dai topi venne nel 14° secolo la peste bubbonica che, a causa dello sterminio dei gatti in una crociata voluta dalla Chiesa che vedeva in essi l’incarnazione di Satana, proliferarono i topi che uccise quasi la metà della popolazione di allora.
“La verità vi renderà liberi”. Solo conoscendo la vera causa del problema si avrà la risoluzione. La causa non potrebbe essere l’infezione trasmessa dall’animale infetto all’uomo, nell’abominevole mercato degli animali di Huanan dove il pipistrello è tradizionalmente consumato come zuppa? Ed è probabile che un filo rosso colleghi Sars, Ebola Hiv, Coronavirus dovuto al drammatico calo delle difese immunitarie della specie umana causato dal dissennato e strafottente modo di vivere e di alimentarsi.
E ora, ognuno interroghi se stesso per capire se è la causa o la soluzione del problema.