L'informazione non è un optional, ma è una delle condizioni essenziali dell'esistenza dell'umanità. La lotta per la sopravvivenza, biologica e sociale, è una lotta per ottenere informazioni.

Cultural Events (213)

    Marzia Carocci

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L’ iniziativa di Allianzbank -   Certe volte la presenza in un luogo inconsueto di enti diversi che in genere non hanno occasione di incontro per la loro differente attività professionale, determina un proficuo risultato che diversamente non sarebbe stato raggiunto.

Quando ciò accade, naturalmente a ragion veduta, il fatto di trovarsi insieme dà luogo assai spesso a piacevoli sorprese. Questo succede in quanto gli uni e gli altri in occasione dell’incontro, esprimono un punto di comune interesse per il quale tutti si sentono coinvolti, soprattutto dal punto di vista emotivo.

Il riferimento in questione è quello di un grande gruppo finanziario/assicurativo, quale Allianzbank della sede romana di via Piemonte, che ha organizzato un incontro tra amici e conoscenti con un gruppo musicale della capitale, Soul Singers riuniti per un concerto nella dirimpettaia basilica di San Camillo de Lellis lo scorso 20 dicembre, in occasione dello scambio di auguri per le festività natalizie.

Il gruppo musicale in questione esprime per la preparazione dei propri orchestrali, coro, solisti e direttore d’orchestra un folklore culturale arricchito dalla valenza dei singoli artisti oltre che dalla scelta dei brani musicali molti dei quali di tradizione americana a cui tutti hanno dato una convincente rappresentazione dei ruoli interpretati.

 

Il gruppo musicale Soul Singers - I molti giovani che costituivano il gruppo musicale, hanno saputo improntare un incontro di voci e toni diversi nella ottima sonorità acustica della Basilica di San Camillo. Il canto e la musica ha magistralmente accompagnato il ritmo dei brani interpretati anche con elementi di jazz e swing; mentre il coro ha amalgamato le varietà dei propri componenti: da adulti maschi e femmine, fino ad un piccolo gruppo di voci bianche. In altri termini, l’intero contesto musicale, compreso i giovanissimi artisti, ha destato l’ apprezzamento dei presenti.

Si tratta di canti corali soprattutto natalizi estratti un po’ ovunque nel mondo dalle varie regioni in tempi attuali e lontani, che hanno lasciato una traccia musicale indelebile.

I Soul Singers hanno formato i punti focali del loro show con queste piccole grandi opere tradizionali, che hanno adattato alla loro espressione musicale di virtuosismi e variazioni sul tema.

I brani infatti, sono stati validamente riproposti nella sonorità acustica della basilica che ha fatto da cassa di risonanza agli strumenti e alla voce dei protagonisti creando maggiori sfumature. I brani musicali che si sono avvicendati hanno ricalcato il carattere natalizio, così come era nell’aria e come tutti quanti potevano attendersi, ma quanto all’esposizione, all’arrangiamento e all’impostazione canora che il gruppo Soul Singers ha saputo dare, questo è stato una gradevole sorpresa.

 

I virtuosimi musicali - Vale quanto detto, per l’orchestra che sotto la efficace direzione femminile ha saputo ritmare con particolare sensibilità i canti corali e dei vari artisti che alternativamente scambiavano i loro interventi musicali; ciò vale per gli stessi protagonisti che con la loro voce hanno ripresentato i vecchi motivi natalizi in un susseguirsi di brani di qualche minuto ciascuno, tanto che è stato possibile gustare proprio per la limitatezza della loro singola esposizione, i virtuosismi musicali che sono state presentati.

Si tratta di noti brani natalizi con i quali i Soul Singers hanno iniziato per rompere il ghiaccio si fa per dire, con ritmi abbastanza sostenuti, tanto da pensare a un particolare accordo musicale tipico delle rappresentazioni diciamo… elettrizzanti, ma ciò invece era dovuto soltanto all’intensità partecipativa dei cantanti e del gruppo con coro che si è avvicendato nella prima parte dei canti di Natale.

 

I nuovi talenti - Sarebbe troppo lungo elencare quasi venti esecuzioni nelle quali si è avvicendato persino un piccolo gruppo di bambini che hanno interpretato la loro parte con le voci bianche. Anche questi piccoli artisti sono stati proficuamente incastonati nel contesto musicale delle voci adulte e che proprio per questa variazioni di toni, hanno espresso una gamma di coralità molto estesa e molto piacevole, tanto da prevedere per loro un prossimo alzo artistico della asticella.

Vi era tra il coro delle voci bianche un bambinello dai capelli neri, disinvolto nei modi, con una voce squillante e intonata. È stato gradevole osservare, il suo coinvolgimento spontaneo da piccolo artista, anche quando non cantava nel coro dei bambini. Si poteva infatti osservare in lui quell’impercettibile movimento del ginocchio al ritmo dell’orchestra, che alludeva alla sua naturale predisposizione musicale.

“Mary ha a baby” - Tra i vari testi eseguiti ve ne è uno, tra una ventina dell’intera rappresentazione, che vorremmo commentare per la sua tipicità poiché rende bene l’idea della gradevolezza del concerto.

Si tratta di una ninna nanna simbolica che Maria canterebbe al suo neonato con il coro dei visitatori presenti a questo grande prodigio, che intonano “ Mary had a baby”.

La sorta di dialogo canoro che si svolgeva tra l’interprete maschile e quello femminile imprimeva con toni alti e bassi un intreccio risonante che in alcuni tratti rapiva emozione nell’ascolto. Vi sono infatti, alcuni brani che a causa del battimento di due risonanze simultanee discoste di circa un ottava danno la sensazione di una doppia armonia. È vero che questo stato emotivo dipende dalla sensibilità di ciascuno, ma è altrettanto vero che se non vi è alcuna base nell’esecuzione musicale, nulla di questo genere potrebbe avvenire.

Ci sono infatti, dei brani musicali che se ben interpretati arrivano ad esprimere attraverso una cascata di note della voce soprattutto alle frequenze più alte, delle interazioni sonore, formando delle armoniche che si aggiungono ad una melodia già di per sé di base. Talvolta in questi casi, quando le note per qualche motivo si sovrappongono nella giusta espressione dei toni e delle altezze musicali, si forma una sorta di ulteriore doppia armonia.

 

Per analogia musicale - Un esempio molto vicino a quanto detto si avverte in un brano del quintetto musicale” N Sync “ che andava per la maggiore qualche anno fa in una canzone del proprio repertorio:  “Bye bye bye”. In questo brano verso la fine, il solista si staccava dal coro ritmico intervenendo con una nota di un’ottava più alta; nota che prolungava nel tempo per poi discendere verso toni più bassi. Era in questo modo che il coro esprimeva attraverso il solista un accordo musicale che coinvolgeva emotivamente gli ascoltatori con la creazione molto coinvolgente di una doppia armonia. Questa si manifestava con un abbandono a nuove emozioni di chi sapeva ascoltare, ma che lasciava poi anche il segno del plauso per il consenso collettivo che il pubblico attribuiva all’intero quintetto.

Ecco che qualcosa del genere stava avvenendo con “ Mary had a baby” anche se l’ ottava superiore non era presente. I due interpreti, ossia, la voce maschile e quella femminile avevano creato fra loro una sorta di linea musicale continuata. Si trattava di un coinvolgimento tra l’uno e l’altra, senza interruzione di continuità e cioè in un duetto di note più che di parole che creavano con questa sorta di accordo, l’emotività e la piacevolezza dell’ascolto.

 

L’ incontro - E’ stata una serata molto interessante; difficilmente qualcuno si è pentito di essere stato presente; tutti o quasi si sono abbandonati ad applausi spontanei in quanto si percepiva il senso della partecipazione e dell’emozione. In queste circostanze importanti come il Natale, era palpabile il senso della coesione tra persone che neanche si conoscevano ma che così come nella vita, se si ha la capacità di creare interesse comune insieme, si stringe emotivamente un rapporto di partecipazione piacevole quanto proficua per tutti.

 

Alberto Zei

All'avanguardia con i tempi e con una pseudomodernita' tangibile Alessandro Passaro ha oggi inaugurato la sua mostra personale a Maglie, dove un

 
Alessandro Passaro

pubblico variopinto tra le sue incredibili opere ha squisitamente esposto i suoi punti di vista sull’Arte davanti ai suoi dipinti pseudoreali, dove il soggetto espresso in tutte le sue sfaccettature, ti parla e ti conquista con enfasi e con la sua immediatezza visiva. E ‘ proprio questa sensazione di soddisfazione che caratterizza i suoi lavori e ti porta a viverli ed immedesimarsi nei suoi personaggi e rendertene partecipe... Cosa si può dire oltre quello che non si è già detto sul suo talento... Alessandro ci fa vivere momenti ineguagliabili in uno scenario tipicamente ed eticamente salentino avvolgendoci in uno mondo di colori vivaci e vitali, ricchi di mera passione. 

Il 7 novembre 1941 è una data memorabile per la storia militare nazionale russa, in questo giorno, una parata militare si tenne sulla Piazza Rossa in onore dell'anniversario della Rivoluzione d'Ottobre . Le truppe terminata la parata, lasciarono immediatamente la Piazza per recarsi al fronte. Questa parada fu preparata in gran segreto da Stalin, ad ovest di Mosca in un qualsiasi momento c'erano i tedeschi pronti ad entrare in citta', anche durante l'evento sulla Piazza. La parata ebbe inizio due ore prima delle solite 10 del mattino, tutte le misure precauzionali furono prese, come la difesa aerea che era due volte maggiore di quella di Londra, i monumenti furono protetti da scudi di legno e sacchi di sabbia. Anche il mausoleo di Lenin era stato trasformato e coperto da costruzioni speciali da tutti i lati.

Mentre tutte le agenzie governative furono evacuate verso la citta' di Kuibyshev, il 19 ottobre Stalin diffuse la notizia che egli si trovava a Mosca e che in nessun caso avrebbe abbandonato la capitale, messaggio chiaro al popolo e al mondo intero, che Mosca non si sarebbe mai arresa al nemico.

Oggi 7 novembre 2018, giornata di sole qui a Mosca, scenario completamente diverso da quel novembre di 77 anni fa freddo e nevoso, abbiamo filmato la piazza occupata dai vecchi automezzi e carri armati dell'epoca e naturalmente affollata di gente, turisti e curiosi.

Alla Garbatella, quartiere popolare e affascinante di Roma, celebrato da Nanni Moretti, è in corso presso Cosarte Spazio Creativo, la mostra collettiva di arte comtemporanea, Art. 31: diritti umani ed oltre. Il finissage si terrà sabato 10 novembre.

Lo spazio espositivo di Simona Gloriani nasce come scelta di vita. Sempre a stretto contatto con il quotidiano del quartiere. Si apre sulla strada come spazio creativo che invita a partecipare a corsi di pittura, ad eventi di varia natura, disponibile alla collaborazione con altre iniziative culturali ad ampio spettro presenti sul territorio.

Quindi il tema dei diritti umani costituisce una naturale evoluzione nell’attività di Cosarte. L’esposizione attuale è la prima di un ciclo che continuerà nel 2019.

Diversi gli artisti, diverse le tecniche. Si tratta soprattutto di dipinti realizzati con tecniche miste.

Oltre al tema, è la parola a sembrare il filo d’Arianna che lega un’opera all’altra. Infatti se non è presente direttamente nell’opera, come in Pensieri di pace … Parole di luce di Roberto Fantini o nello stendardo di Anna Rita Trulli, More heart for the earth, è nel titolo, che la parola gioca e interagisce nel senso logico-tematico e con l’immagine, figurativa o astratta che sia. Ad esempio si vedano (e si leggano) Mare Monstrum di Calogero Carbone Kalòs o Ragazza Trasparente e The wall di Simona Gloriani.

 

 

Art. 31: diritti umani ed oltre

26 Ottobre—10 Novembre 2018

Cosarte Spazio Creativo

Via Nicolò da Pistoia 18 (Garbatella) ROMA

La cornice dello splendido Palazzo Firenze a Roma ospita il Premio, ricco di delegazioni russe, cinesi e americane.

 

“A cosa serve scrivere?”. “A sconfiggere la morte” rispose il poeta e drammaturgo Ennio Flaiano. “Nel 2049 una ragazza entrerà in libreria e leggerà un nostro libro. Così avremmo sconfitto la morte”.   Il Premio Penne- Mosca 2018 compie 40 anni oggi; presentato presso la sala dello scrittore “Walter Mauro” di Palazzo Firenze a Roma, i primi di ottobre, è un patrimonio da difendere, un lessico da tutelare, unico al mondo, svincolato dalle logiche delle case editrici.

Un concorso sull’Olimpo della cultura glossa il Sindaco di Penne. Non abbiamo niente da invidiare a il Premio Strega o Campiello, qui i popoli si combattono culturalmente, incalza Antonio Sorella, direttore scientifico del Premio. “Il regionale può diventare globale - chiosa lo scrittore Carmine Abate vincitore del premio narrativa dello scorso anno - Prendiamo ad esempio il termine, vongole veraci, pochi sanno che viene dalla lingua abruzzese”. Il Premio ha l’ambizione di creare un legame con i linguaggi culturali tra i paesi, per questo esiste da 20 anni ,anche ,il Premio Penne Russia. Lo scrittore Abate, originario di una minoranza albanese della Calabria ha delle idee precise al riguardo. “A soli 16 anni sono arrivato in Germania. Mi sono reso conto che quando ero in Italia ero un germagnese e per i tedeschi uno straniero”. Alla fine mi sono chiesto ma chi sono io veramente? E’ cosi che ho capito attraverso le vie e gli sguardi, prendendo il meglio dal nord e dal sud, di essere molte definizioni, svincolato dalle differenze etniche. Sorrido quando a volte qualcuno mi chiede: E’’ meglio il Trentino o la Calabria?. E come domandare a chi vuoi più bene alla mamma o al papà?”

Ecco perchè allora Il premio Penne Mosca 2018 va al regista Matteo Garrone, il quale, incarna in questo momento gli ideali più sentiti del Premio. Garrone difatto ha focalizzato sempre il suo lavoro sui i temi degli esseri umani, centrale nell’era moderna, autore di Gomorra, Dogmam e del prossimo film fiabesco su Pinocchio. “sarà un capolavoro dell’anima - spiega Garrone - legato alla forza dei personaggi e alle immagini. Una fiaba moderna con cast internazionale”

Il Premio 2018, insomma, è una splendida 40enne la quale non mostra i suoi anni ma è sempre più attraente, con una ricchezza di collaboratori e personaggi eccellenti, come la casa editrice Dante Alighieri e premiati doc come Carlo Verdone . Nel corso degli anni il Premio è cresciuto dedicando una parte alla sezione cinema onorata da Enrico Vanzina - fratello del compianto regista Carlo - e autore del libro “Detective Max”, a breve un film-romanzo di successo. Una grande famiglia dove la letteratura dona felicità, abbraccia e rende i popoli interconnessi con la cultura. Diverse delegazioni di letterati russi e un congruo gruppo di persone provenienti da Pechino, Shangai e Taiwan erano presenti all’inaugurazione. “Ricordo l’Italia degli anni ’70 – rivela il nipote del grande scrittore cinese Lu Xun – e visitando Roma, mi sono emozionato, proprio come nel film della grande bellezza. La nostra ambizione? Un Premio Penne-Cina 2019”. Ad 86 anni dalla morte di D’annunzio non si poteva non omaggiare un grande poeta di Pescara, D’Annunzio, delegando l’interpretazione della “pioggia nel pineto” ad una coppia storica del teatro italiano Ugo Pagliai e Paola Gassman. Il Premio si è concluso con un buffet eccezionale, con i tipici prodotti abruzzesi: i cantucci alla liquirizia di Atri sono da svenimento. Indispensabili i ringraziamenti a tutta la giuria tecnica tra cui Alessandro Masi segretario della Dante Alighieri, le autorità accademiche, gli ospiti di onore e gli sponsor della manifestazione, dal Sindaco di Penne alla Camera di Commercio di Pescara, Confindustria di Pescara, al Presidente Domenico Noviello presidente della nota compagnia petrolifera italiana portatrice di energia nelle case e aziende di ben 80 paesi. A Luglio 2019 appuntamento con un'altra edizione ,mentre Il Premio cresce a San Francisco nasce Il Penne Americano.

Il 15 dicembre si terrà la ventiseiesima edizione del Concerto di Natale, presso l’Aula Paolo VI in Vaticano.

Anche quest’anno, accompagnato dall’Orchestra Universale Sinfonica Italiana diretta dal Maestro Renato Serio, con la collaborazione del Maestro Stefano Zavattoni, il cast sarà eccezionale e prevede al momento la presenza dell’americana Dee Dee Bridgewater, una delle inarrivabili voci femminili del jazz; della statunitense Anastacia, una delle artiste di maggior successo del terzo millennio; dei due cantautori Raphael Gualazzi e Edoardo Bennato, delle voci stupefacenti di Alessandra Amoroso e Elisa, cantautrice, polistrumentista, compositrice e produttrice; del vincitore di Sanremo 2017 e 2018, Ermal Meta; del vincitore nuove proposte Sanremo 2015, Giovanni Caccamo; del grande flautista Andrea Griminelli e dell’altrettanto prestigioso suonatore del flauto di Pan, Gheorghe Zamfir e del poliedrico astro nascente Mihail; e con la partecipazione straordinaria di Miguel Angel Zotto e Daiana Guspero. Il Coro Gospel statunitense sarà il New Direction Tennessee State Gospel Choir (USA), il complesso vocale che accompagnerà i solisti sarà quello dell’Art Voice Academy, mentre le voci bianche saranno quelle del Piccolo Coro Le Dolci Note diretto dal Maestro Alessandro Bellomaria.

Il 26° Concerto è promosso dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica della Santa Sede, a favore della Fondazione Pontificia Scholas Occurrentes e di Missioni Don Bosco Valdocco Onlus.

Il Concerto, prodotto e organizzato dalla Prime Time Promotions, verrà mandato in onda in tutto il mondo attraverso la piattaforma di Canale 5 il 24 dicembre, in prima serata. I telespettatori avranno un numero di sms solidale al quale inviare le loro donazioni ai destinatari dei progetti di solidarietà.

Il “Concerto di Natale” porterà a vivere l’atmosfera del Santo Natale in maniera più profonda, unendo alla spiritualità, l’emozione della grande musica nazionale ed internazionale.

I biglietti sono acquistabili online sul sito www.concertodinatale.it oppure in tutti i punti vendita TicketOne e Box Office Lazio. Per informazioni e prenotazioni chiamare il numero 06 68136738.

Il centro commerciale Euroma2 è lo Sponsor Ufficiale della manifestazione canora per la Solidarietà.                                                        

Prima asta della Bertolami Fine Art, fashion&luxury.

Un evento mondano ricco di personaggi del mondo dello spettacolo e politico.

 

Marina Ripa di Meana non c’è più, se n’è andata inizi 2018, all’età di 76 anni, ma la sua imprevedibile creatività, il suo carattere esuberante, la sua personalità anticonformista, il suo amore per la vita aleggia ancora a Roma. E’ scomparsa a causa di un male incurabile, lasciando però una via di uscita a chi soffre a causa del cancro: l’uso della sedazione profonda. Un ultimo messaggio, prima della dipartita, lanciato da un donna provocatrice e promotrice di tante battaglie a difesa dell’ambiente e degli animali. Così anche dopo la sua morte vediamo il ricrearsi di quella atmosfera briosa e di valore a favore, questa volta , della Fondazione Umberto Veronesi. Infatti grazie ad un’ asta pubblica ,dei suoi copricapo e oggetti, verranno raccolti fondi per la ricerca scientifica sulle neoplasie. L’ apres-midi a Palazzo Caetani vicino alla fontana delle Tartarughe, accanto al ghetto Ebraico - dove nel frattempo domenica si è svolto un dibattito sulla discriminazione della Comunità di Sant Egidio - è stato particolarmente sentito. Un’ occasione per incontrare attraverso il suo guardaroba lo stile di Marina Meana. Una delle donne più belle degli anni ‘70, stravagante, innamorata della vita, stilista, amica di grandi scrittori come Moravia, Pasolini e artisti come Schifano. Generosa amante del pittore Angeli e del giornalista Jannuzzi, con vitalità da vendere: attrice e opinionista, donna criticata con un forte legame con Bettino Craxi, fedele a lui, nonostante la costretta latitanza dell’uomo politico.

La ricordiamo per le sue battaglie ecologiste, nelle memorie il famoso blitz a Palazzo Farnese sede dell’Ambasciata di Francia a Roma e le sue provocazioni a difesa della pelliccia degli animali. Scrittrice e animatrice, conosceva bene il mondo della comunicazione. Battagliera su Roma come quella contro le sventramento del Pincio e la chiusura dello storico Ospedale San Giacomo. “affidabile, intelligente e generosa “ come la definisce il suo amico giornalista Giampiero Mughini. Ed  è appunto la moda, in mostra a palazzo Caetani Lovatelli con i suoi allegri e irripetibili cappelli costruiti secondo lo stile made in Meana, a riportare il sapore e i ricordi di quelle lotte e del suo stile unico. Le pareti della mostra-asta del Palazzo Caetani trasudano di stravaganza e gioia, con i copricapi dalle farfalle dorate, arancioni e nere, i fiori violacei, i colori gialli, cappelli campagnoli o con il ragno elegante dalle zampette nere attorniate da piccoli treppiedi alzati in volo. In un atmosfera provocatoria, bizzarra ed eccentrica è stata inaugurata l’asta che si terrà il 30 ottobre a cura della Bertolami Fine Art degli oggetti di moda style Marina Ripa di Meana con una base d’asta accessibilissima. Le stanze arredate con gioielli vestiti e quadri - come quello nel vano di ingresso dell’artista Sironi - sono avvolti da una luce vigorosa, da set cinematografico come in un film sembra quasi stia per arrivare Marina. Ma siamo alla fine del 2018 e Marina è già andata via, ci sono invece i suoi amici e parenti a ricordarla, come l’onorevole Fausto Bertinotti intervenuto all’evento, la figlia e attrice Lucrezia Lante della Rovere, Eleonora Albrecht del mondo dello spettacolo e perché no, anche il sosia di Jack Nicholson. Durata dell’asta dal 22 al 29 ottobre 2018. il 30 ottobre incanto del guardaroba di Marina Ripa di Meana. Il catalogo on line www.bertolamifinearts.com.

 
Il sosia di  Jack Nicolsson         

 

A Maglie una mostra personale di arte contemporanea del Pittore Alessandro Passaro.

 

DENTRO IL REALISMO, OLTRE LA FORMA

La creazione artistica presuppone sempre uno stato di tensione, uno slancio emotivo in cui idea primigenia e materia informe si incontrano e si affrontano. Uno scontro proficuo che si materializza con veemenza sulle tele di Alessandro Passaro, artista brindisino che da quasi un ventennio si muove con convinzione – e convincimento – sul confine tra figurativo e informale, dando luce a composizioni pittoriche dense, grumose e quasi materiche. Nei suoi dipinti il colore sembra esplodere in composizioni magmatiche, in cui brandelli di corpi si legano e si confondono a masse informi, di evidente estrazione espressionista. La figurazione è compromessa da un tratto pittorico istintivo, puramente gestuale, mentre cromie brillanti ne movimentano la composizione, in un effetto estetico di inusitato fascino, in cui il pathos prevale sempre sul logos.

Dipinti nati da un autentico slancio vitalistico in cui non è la realtà a tradursi in arte ma è l’arte ad imporsi alla realtà, con i suoi modi e i suoi mezzi. È la stessa pittura ad essere sotto esame, la sua capacità di riprodurre e astrarre, di accogliere e respingere. Passaro ne sonda le capacità mimetiche e al contempo ne mette alla prova le possibilità estranianti; tenta di rinnovare la pittura operando al suo interno, valorizzandone le molteplici potenzialità mediante un disegno agile, che tende a sparire sotto pennellate ampie ed energiche, simili a sciabolate, e una gamma cromatica sempre brillante. Un omaggio alla pittura quale veicolo di scandaglio interiore oltre che mezzo d’interpretazione del reale, medium e compendio di necessità espressiva che attraverso la luce, il gesto e il colore trova la via per la corporeità.

Passaro indaga le zone d’ombra della ragione e mostra il disagio esistenziale attraverso figure in pose ardite, provate dall’esistenza, sofferenti, a volte grottesche, simili a martiri della contemporaneità. Lo dimostrano i grandi dipinti di critica al sistema dell’arte, datati 2018 e alla loro prima esposizione. Collezionista, pittore, critico, gallerista, sono ritratti con pungente ironia, rivelandosi figure meste e grottesche, vittime di quegli stessi stereotipi che hanno contribuito a creare, protagonisti improbabili di atmosfere sardoniche e scene surreali. Mediante un tratto corsivo e una solida conoscenza delle tecniche pittoriche l’artista crea composizioni visivamente coinvolgenti, generate da una poetica visionaria e da una personale ricerca creativa. Immagini allocate in spazi dilatati, di cui si percepisce la continuazione oltre i margini della tela, determinando effetti di forte suggestione. Talvolta è la stessa materia (tela, ma anche legni o pelli) a suggerire all'artista idea e soggetto, senza però nulla perdere della sua peculiarità linguistica ed espressiva. Passaro sovrappone e confonde luoghi fisici e contesti memoriali, in avvicendamenti emotivi stratificatisi in corso d’opera. Le cromie variano per intensità e stesura, passando dalle campiture piatte agli innesti gestuali, con frequenti turbamenti in forma di colature e andamenti vorticosi. Trame complesse attraverso cui l’artista scompagina la figurazione tradizionale per traslarla in un equilibrio di mera precarietà.

Ancorato alla scala reale, Passaro mescola volontà analitica e invenzione artistica riuscendo a conferire poeticità e visionarietà ad ogni soggetto rappresentato all’insegna del motto borgesiano “L’arte vuol sempre irrealtà visibili”. La sua è una ricerca che nell’indeterminatezza ripone una sua specifica qualità estetica, una ricerca espressiva in cui gli opposti si affrontano e si confondono, rendendo i lavori ambigui sul piano formale e percettivo. Umorismo e solennità, irriverenza e meditazione, citazionismo e ideazione, sintesi e narrazione, compendio e meticolosità, sono solo alcune delle contrapposizioni possibili, poli di una produzione pittorica imprevedibile che avanza in una condotta zigzagante, caricandosi di antiche suggestioni e rivelandosi audace testimone del presente.

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Alessandro Passaro artista salentino, vive e lavora a Mesagne, consegue il Diploma di Laurea all'Accademia di Belle Arti di Lecce nel 2005. Abbraccia un genere che spazia dal figurale all'informale con un atteggiamento sperimentale verso le potenzialita' del mezzo pittorico. L'idea di un limite che si trasforma in ricchezza linguistica lo affascina. Dalla sua terra deriva il temperamento sanguigno e la freschezza emotiva,elementi che caratterizzano le sue opere.
Il vernissage si terrà il 16 Novembre 2018 dalle ore 18 alle 22 presso la Fondazione per Arte e le Neuroscienze F. Sticchi, in via Thaon De Revel 25 nell'antica cittadina di Maglie in Salento.
Ufficio Stampa: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
Mobile. 3291273493

 

 

 

La Biblioteca Statale Russa di Mosca, con  ben 44 milioni di unita' conservate, e' una delle piu' grandi al mondo, si pensa che rientri tra le prime cinque. Il Presidente Fjorodov Viktor Vasilievich ha ricordato la storia della Biblioteca e ha evidenziato che ora, con le nuove tecnologie, esiste la possibilità di scambi internazionali di libri elettronici Ci sono interi testi in digitale nella biblioteca elettronica, e l’ accesso è assolutamente libero, ovvero qualsiasi lettore, se il testo non è limitato dai diritti d’autore o da altre norme, può accedervi. Un cittadino di qualsiasi Paese del mondo, con la connessione internet, può diventare lettore della Biblioteca. Ciò e' stato possibile perche' tra le biblioteche si è addivenuti ad un accordo affinché ci fosse la possibilità di questa unione tra di loro attraverso sistemi tecnologici informativi.

Tra le più grandi biblioteche nazionali, tra le quali anche le italiane, la collaborazione avviene attraverso lo scambio di specialisti: ad esempio, la delegazione russa va in Italia, o in un altro Paese, in relazione all’attività della propria biblioteca e viceversa. In questo modo si collabora per l’organizzazione di mostre di tipo diverso e così via. Contatti piuttosto stretti vi erano con la biblioteca nazionale italiana che si trova a Roma, con quella di Firenze dove vi sono libri rari, anche con la Biblioteca Vaticana ma, purtroppo, ora non è il momento migliore per questo tipo di collaborazione, e ciò è dovuto alla situazione politica internazionale, si spera che termini presto. Auspicando un maggior scambio culturale tra i due popoli, il Presidente ha anche ricordato quanto i lettori russi amino la storia dell'Italia e di scrittori russi, come Gogol, che visse a Roma durante il suo periodo italiano.

È stata presentata presso la casa di Goethe a Roma, l’unico museo tedesco all’estero, fondato nel 1997, nell’edificio che ha ospitato il poeta, il pittore, autore del suo celebre ritratto, Johann Heinrich Tischbein e altri artisti tedeschi nel 1786, la versione sottotilolata in italiano di ARTE, il canale culturale europeo. Una selezione dei programmi in italiano saranno disponibili anche sul sito della Radiotelevisione Svizzera Italiana, così come ARTE in italiano ospiterà alcuni programmi della RSI. La versione italiana è disponibile su internet al sito www.arte.tv/it, tramite applicazione su smartphone, tablet e smart TV, ma anche sul servizio tivùon! di tivùsat.

Il progetto nasce nel 1988 con il supporto del Presidente francese François Mitterrand e del Cancelliere tedesco Helmut Kohl.

Nel 1990 viene firmato il trattato tra Francia e Germania.

Nel 1991 il canale culturale europeo ARTE è fondato a Strasburgo. Il fine è mostrare e promuovere la diversità della ricchezza culturale europea e i legami esistenti tra gli europei.

Nel maggio del 1992 cominciano le trasmissioni in Germania e Francia, dove viene lanciata anche la rivista settimanale per professionisti del settore audio-visivo, ARTE Magazine.

Nel 1994 in Germania è la volta del mensile sui programmi trasmessi dal canale, ARTE Magazin. Nel 1996 la programmazione, inizialmente pomeridiana, viene estesa a tutto il giorno.

Nel 2003 la sede è trasferita a Strasburgo, vicino alle istituzioni europee.

Nel 2005 comincia la trasmissione digitale completata nel 2008.

Nel 2007 il debutto in internet con la produzione del primo web documentary.

Nel 2009 ARTE Live Web è la prima piattaforma dedicata alle arti performative.

Nel 2010 la televisione è visibile su tutti i tipi di schermo e dal 2012 è in live streaming.

Nel 2014 ARTE Live Web diventa ARTE Concert.

Nel 2015 al francese e al tedesco si aggiungono l’inglese e lo spagnolo.

Nel 2016 è la volta dei sottotili in polacco e di formati innovativi come il documentario di 24 ore 24h Jerusalem, il documentario a 360° Polar Sea e il rapporto stilato da 20 artisti nei campi, Refugees.

Nel 2017 la celebrazione di 25 anni di attività.

L’offerta di ARTE comprende documentari di approfondimento su scoperte, inchieste, società, scienze, cultura e arte. Particolare attenzione è dedicata alla musica e anche al cinema.

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