L'informazione non è un optional, ma è una delle condizioni essenziali dell'esistenza dell'umanità. La lotta per la sopravvivenza, biologica e sociale, è una lotta per ottenere informazioni.

Food & Wine (255)

 
 
 
 
Urano Cupisti
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Frammenti che orbitano qua e là, individuati, carpiti; li commento e condivido con voi.

Riflessioni

Non tutti gli Italiani lo sanno

La carne bianca contiene poco ferro. Uno dei tanti luoghi comuni secondo cui è il colore della carne a determinare la quantità di ferro e proteine e di conseguenza solo le carni rosse ne hanno in abbondanza. Nella realtà le carni di pollo e tacchino contengono ferro e R 136279120 pollo arrostoproteine quanto quelle “rosse”. La differenza è data solo dalla presenza della “mioglobina” che incide dal punto di vista cromatico e non nutrizionale. Il Prof. Giorgio Calabrese, docente universitario ben conosciuto dagli Italiani per le sue continue apparizioni in TV, recentemente ha emesso la sentenza: Non esistono differenze dal punto del contenuto in proteine o in ferro che possono far preferire un tipo di carne ad un’altra. Il ferro c’è in tutte le carni, il colore non centra niente. E allora “POLLO E TACCHINO A VOLONTÀ e mi raccomando “non lavateli” prima di cucinarli; quello che conta è cuocerli bene perché è la cottura che elimina tutti i microorganismi che possono causare problemi alla nostra salute.

Frammento n. 1

urano alois 1Degustare e Acquistare in cantina: l’enoturismo risolve in parte la crisi delle vendite.

Il rapporto diretto con il produttore, capirne il lavoro e la passione che stanno dietro ad ogni bottiglia di vino, sta diventando sempre più importante nelle scelte di acquisto del wine lover. È quanto è emerso da una indagine di “wine2wine”, l’osservatorio di Vinitaly. Sei cantine su dieci si dichiarano soddisfatte di questo canale di vendita. Se poi aggiungiamo che oggi le Aziende Vinicole di tutte le dimensioni offrono anche l’offerta di Agriturismo eccellente il risultato non può che essere più che soddisfacente. La sfida è fidelizzare; mantenere il contatto facendolo diventare un motore di promozione. Internet, con i giusti strumenti, è il “grande alleato”. “Spazio senza confini”, fatto di commenti da stimolare e a cui rispondere. E il cerchio si allarga con i Blog per le ricerche in rete degli enoappassionati. (fonte Vinitaly wine2winw)

Frammento n. 2

oktoberfest festa birraBirra tra successi e preoccupazioni.

Nel 2014 la birra ha registrato un +2% rispetto al 2013 in termini di produzione. Questo il successo.

Il contesto fiscale non favorevole la preoccupazione.

Il settore può tornare ad investire solo in presenza di un cambio di rotta tendente a diminuire le accise. La forte spinta data dai micro birrifici artigianali negli anni passati si sta esaurendo sotto i colpi dei sempre più alti livelli di tassazione. Non solo minore occupazione nel settore ma, ciò che più spaventa, è la “normalizzazione” nella qualità. Birre sempre più uguali tra loro, senza anima.

Frammento n. 3

Lo Scalogno di Romagna? Ne aglio ne cipolla.

Inserto Scalogno 2015La Fiera dello Scologno IGP di Romagna si è tenuta nel mese di luglio nel centro di Riolo Terme con tutti i contenuti di una Fiera di settore: la presenza dei produttori, i ristoratori che hanno proposto pietanze a base di Scologno e la Pro Loco a promuovere il “piccolo bulbo”. E a contorno non sono mancati musica, spettacoli e intrattenimenti. Fiera a 360°.

Ne aglio ne cipolla, solo Scalogno. Questo il messaggio della comunicazione. Mai così azzeccato, parola di Chef. Quel bulbo di piccole dimensioni, appartenente (per la cronaca) alla famiglia delle “liliacee”, dal colore violaceo, avvolto da una pellicola esterna con diverso colore che va dal ramato al rossastro, il “solo” protagonista sacrificato nella quattro giorni delle Terre di Faenza, per impreziosire il risotto, i tagliolini, le frittate e nella funzione di aromatizzatore degli arrosti.

Frammento n. 4

IT footerVino a Taste of Italy all’Expo. Il Golosario

Dal momento che dovrò ri-tornarci cercherò qualcosa che mi incuriosirà. L’Eretico del Vino alla ricerca del cambiamento, dell’innovazione del bere bene. Ed allora avanti con il Stupujtime (ovvero di stappare!), il format innovativo inventato dall’Architetto Stefano Boschini. Si tratta di un modello “enoico-itinerante”, un vero e proprio assaggio diffuso, composto da una serie di appuntamenti dedicati alle eccellenze del territorio. Milanoland mi ri-attende per la visita alla “giostra” dei Wine bar. Quale scegliere tra coloro che magari hanno pagato “uno stonfo” per essere presenti e partecipi al “confronto con il problema del nutrimento dell’uomo e della terra, il grande tema portante dell’Expo?”. MILANOLAND mi ri-attende; ri-andrò!

Osservo, scruto, assaggio e…penso. (urano cupisti)

rtFrammenti che orbitano qua e là, individuati, carpiti; li commento e condivido con voi.

Riflessioni

…e l’EXPO va.

Bicchiere mezzo pieno o vuoto? L’Expo, comunque procede in questa torrida estate con tutte le sue contraddizioni. Tante, veramente tante. Doveva sensibilizzare le coscienze, richiamare le attenzioni sulle risorse del Pianeta ed invece ampia ed estesa incentivazione verso “il bello a tutti i costi”, gli effetti speciali, consacrarlo a “Milanoland” il parco giochi per capire (giocare) la fame nel mondo. E giù numeri, percentuali, affluenze per riempire il Bilancio (stile Grecia) per offrirlo ai media compiacenti. E noi, i “gufi”, a “rosicchiarci il fegato e pronti per essere spennati”. Sarà così?

Frammento n. 1

01 Cover Logo 1280x400 OKNumeri, numeri ed ancora numeri

Padiglione Vino. Più di 1360 etichette a rappresentare 750 aziende con i loro vini. Il numero di visitatori stranieri si attesta intorno al 20%. I numeri danno sempre un senso. Ognuno li interpreta per definire l’evento un grande successo, altri limitandosi ad un buon risultato ed infine coloro che aggiungono: “potevano e dovevano essere molti di più.” Altra curiosità: del 20% dei visitatori stranieri, la parte del leone è stata impersonificata dai cinesi. Gli organizzatori istituzionali si dichiarano soddisfatti. Contenti loro…

Frammento n. 2

contrade cinIl Made in Italy alla conquista dei Mercati Cinesi ed Anglofoni

Lo fanno dal Vinexpo di Bordeaux. Chissà perché.

Novantotto etichette della collettiva organizzata dall’Associazione Italiana Export – AIE si sono presentate al Vinexpò ed hanno messo in campo la produzione di 6 (sei) grandi regioni vinicole italiane con un intenso programma di degustazioni guidate. “Appuntamenti come Vinexpo rappresentano una piazza strategica per lo sviluppo del mercato del vino italiano”. Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Toscana, Umbria e Sardegna con 11 aziende hanno occupato un’area espositiva di 200 mq al centro della prestigiosa Hall n.1. Nomi autorevoli come Saracco, Vie di Romans, Fantinel, Tenuta Sant’Antonio, Arnaldo Caprai, San Filippo, Villa Calcinaia, Aia Vecchia, Santadi, AgriPunica, Giocantinu, a rappresentare Docg, Doc e Igt tra i più famosi. Iniziativa per creare occasioni efficaci d’incontro e promozione là dove sia possibile premiare la qualità dei prodotti italiani.

Frammento n. 3

vinnaturVinnatur, l’Associazione dei Viticoltori Naturali Italiani, continua il monitoraggio sulla trasparenza.

Angiolino Maule, fondatore, padre spirituale e presidente VinNatur, commenta con orgoglio i risultati 2015 sulle analisi chimiche effettuate sui vini delle 151 aziende agricole associate. Solo 4 produttori sono stati segnalati per i loro vini risultati positivi ai pesticidi. Anche la presenza della solforosa è risultata limitata a 65 campioni. Rendere concreto il rispetto e la lealtà verso la terra, verso gli associati. “Noi siamo agricoltori e più di altri abbiamo un ruolo importante e una responsabilità: operare in vigna e in cantina nel rispetto della natura”. Aggiungo: poco importa se il vino prodotto è “indecifrabile”, l’importante che sia naturale. Mi chiedo:”ma esiste il vino naturale?. (fonte:Laura Sbalchiero)

Frammento n. 4

Vinexpo 2015 4Tasting Flights: la nuova tendenza al Vinexpo di Bordeaux

Nel mese di Giugno si è svolta la 18esima edizione del Salone del Vino francese Vinexpo, la manifestazione biennale che ha sede a Bordeaux. Grande novità di questa edizione sono stati i Tasting Flights, spazi intercalati tra gli stand dove il pubblico accreditato ha potuto effettuare assaggi dei vini presenti in quella particolare area espositiva. La tecnologia delle macchine Enomatic, quei distributori automatici di vini a temperatura controllata, ha permesso di scegliere e degustare tantissimi campioni. Il servizio bicchieri è stato svolto dalla Riedel, partner esclusivo del Vinexpo 2015.

 

Frammento n. 5

Cabina di regia della Pasta.

pastaria2 copyChe cos’è. Una pronta strategia integrata per valorizzare la pasta e la sua promozione all’estero. La pasta, come sappiamo, è un settore rilevante dell’economia alimentare italiana ma, con la sfida globale, rischiamo di cedere il passo ad altri paesi che, supportati da politiche di governo incentivanti, comprimendo la marginalità dei profitti, bruciano le tappe nella produzione e vendita. Cabina di Regia come finalità di promozione, aggregazione per acquisti comuni della materia prima, agevolazione sulle esportazioni. L’attrazione dei fondi comunitari, ulteriori fondi nazionali, iniziative promozionali a supporto dell’esportazione per nuovi stimoli rivolti a progetti funzionali per la valorizzazione della pasta, unico ed insostituibile alimento della tipicità del primo piatto all’italiana. (fonte: Aidepi)

Osservo, scruto, assaggio e…penso. (urano cupisti)

 

“Mantova e Sabbioneta, terre gustose! Salami, grana, tortelli di zucca, risotto alla pilota, agnoli, luccio in salsa, stracotto con la polenta, sbrisolona ed il lambrusco mantovano. I pilastri di una cucina dalle antiche tradizioni, raffinata”

 

 

 

Già sapevo, dal programma ricevuto, che Sabato 6 giugno sarei stato ospite a Sabbioneta, presso il palazzo Ducale, di una rievocazione storica. A cena invitato da Lui: il Duca Vespasiano Gonzaga.

Naturale quindi nell’ammirare le varie sale sia a Mantova che a Sabbioneta soffermarmi sui particolari riguardanti i fastosi banchetti. Prepararsi ad essere a tavola con il Duca non è poca cosa.

Il mio approccio con la “Piccola Atene” avviene in un assolato tardo pomeriggio. Raggiungo Sabbioneta non con una carrozza trainata da cavalli ma con un modernissimo e confortevole bus “trainato” da un altro tipo di equini, quelli dell’ultimo secolo, gli HP (Horse Power di razza Mercedes).

Cercare l’ombra all’interno della splendida cittadina è la necessità primaria, assoluta ed “infilarsi” nelle fresche sale dei Palazzi, il miglior rimedio approfittando così di capire i fasti e la colta sensibilità dei Gonzaga.

Percorrendole ed ammirandole ritornano alla mente le reminescenze scolastiche giovanili intorno al  Rinascimento, ai grandi e potenti casati e quando da queste parti si raggiunse l’alto prestigio grazie ad un Gonzaga. Vespasiano  riuscì a trasformare un piccolo borgo contadino in una capitale culturale di eccellenza.  Ed oggi, la rinomata “piccola Atene”, continua a vivere con lo spirito del fondatore.

Sintomatico è constatare storicamente che iniziò a costruire il Palazzo Ducale quando ancora non era Duca. Il predestinato. E mentre attraverso le varie sale ammirando i soffitti lignei che rievocano la sua cultura classica, faccio strani incontri che mi riportano indietro nel tempo. Figuranti, che incontro “per caso”, ricordano come poteva essere la vita in quei luoghi nella seconda metà del cinquecento e il tutto diviene preparatorio all’evento serale.

Rimane ancora un po’ di tempo prima dell’appuntamento conviviale e la visita al Teatro all’Antica è dunque d’obbligo.

Un’autentica rivoluzione per quei tempi  la costruzione ad opera dell’architetto Vincenzo Scamozzi, vicentino di nascita degno erede di quel tal Messer Andrea di Pietro della Gondola (conosciuto come Andrea Palladio) padri entrambi dello stile “neo-classico”. Messer Scamozzi  colui che affermò che “l’Architettura è scienza”,  riuscì nell’intento rivoluzionario se pur con visione “antica” a far  ricoprire alla sua opera la funzione di teatro stabile nel periodo storico ricordato dove imperversavano i teatri girovaghi. Fu costruito per rispettare i canoni dei teatri antichi: statue che adornano il peristilio, gli affreschi, il pavimento inclinato del palco. Un gioiello come connubio di tradizione e modernità.

Un paggio, inviato dal Gran Cerimoniere di corte, mi ricorda che il momento conviviale è arrivato. Salgo la scalinata del Palazzo e scendo quella che conduce nel giardino interno dove la corte mi attende come ospite. Musici, damigelle e loro, gli alabardieri a significare la “potenza” del Duca. Mi sussurrano che avremo la gradita  presenza di un altro personaggio storico cinquecentesco: il Cardinale Federigo Borromeo.

Il Gran Cerimoniere di  Corte (oggi lo chiameremmo “presentatore della serata”) inizia “la chiama” degli invitati. Ci sono tutti. La Sabbioneta del tardo cinquecento è tutta presente. Infine arriva Lui, il Duca Vespasiano Gonzaga con tanto di consorte e cardinale (quest’ultimo non lo ricordo, dai quadri dell’epoca, grassoncello con pancia e pizzetto stile fine-ottocento. Via non stiamo attenti  a questi dettagli). Che la libagione di benvenuto abbia inizio.

La serata continua tra canti, poesie, danze e…le portate a ripetizione dei cibi cucinati alla “gonzaga”.

Antichi sapori costruiti per rivivere atmosfere e sensazioni del passato attraverso questo banchetto. E poco importa se poi, alla fine, il cibo si è discostato abbastanza da quello che imbandiva le tavole dei Gonzaga. Poco importante se sono mancate le selvaggine, le anatre ruspanti cucinate allo spiedo dai bravi “rosticceri del Duca”. In compenso le brave cuoche e cuochi del duemila hanno comunque raggiunto l’eccellenza unendo la tecnologia alimentare di oggi con la bravura della lavorazione fatta a mano attenendosi rigorosamente alle proporzioni indicate nei 'sacri testi” come 'L'arte di ben cucinare” di Bartolomeo Stefani, edito a Mantova nel 1662 e i racconti tramandati da nonni e bisnonni.

Questa la dovuta chiave di lettura della  rievocazione.  Non limitarsi a rideterminare i confini storici dell'arte culinaria, bensì partecipare ed essere parte attiva della rivisitazione in chiave moderna  dell'uomo del Rinascimento nella sua interezza per il quale non esisteva soluzione di continuità fra cucina, arte, musica e poesia

I “miei” HP mi attendono fuori dalle mura. Saluto l’Eccellenza e l’Eminenza, ringrazio la Corte con un inchino cinquecentesco e mi commiato. Sono contento, felice per l’esperienza.

 Adesso è mezzanotte e mi ci vuole una bella e fresca birrrra! Ritorno al futuro.

 

 Ho partecipato a questo evento grazie all’invito ad intervenire ad un programma “Educational” denominato: “Mantova e Sabbioneta patrimonio mondiale: il banchetto degli Dei” promosso dalla Federazione delle Strade del Vino e dei Sapori della Lombardia unitamente ai Comuni di Mantova e Sabbioneta. Un caro saluto a tutti i colleghi giornalisti che hanno partecipato con me alla tre giorni mantovana.



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