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Roma, 10 giugno 2019. “L’Isola del Cinema”, uno degli eventi culturali estivi di punta della capitale, nel cuore del centro storico, presenta un’edizione speciale. Dal 13 giugno al 1° settembre, per oltre 80 serate, torna lo storico salotto di Cinema e Cultura, ospitato nel suggestivo ed elegante spazio dell’Isola Tiberina. Il Festival, ideato e diretto da Giorgio Ginori, celebra la XXV edizione con anteprime, inediti, premi, concorsi, rassegne tematiche, dibattiti, masterclass, mostre, proiezioni in V.O. e tanti altri appuntamenti imperdibili. L’Isola del Cinema si configura sempre di più come un grande laboratorio contemporaneo di Cinema e Cultura.
In questa nuova edizione ci sono tre temi che vengono portati alla ribalta e vengono rappresentati grazie al linguaggio della settima arte: Innovazione, Ambiente e Turismo. L’attenzione alle nuove tecnologie e a una diversa modalità di fruizione dei contenuti video, si concretizza con la nuova Sala VR (realtà virtuale), in cui sperimentare l’esperienza del Cinema immersivo. In occasione del cinquecentenario, la Modo Comunicazione presenta a L’Isola del Cinema, il suo mediometraggio immersivo in Realtà Virtuale su Leonardo da Vinci. Il contenuto, che ha una durata di circa 20 minuti, potrà essere fruito per mezzo di postazioni di realtà virtuale attrezzate con appositi visori VR.
Il Festival cinematografico e culturale si confronta con le nuove realtà multimediali, presentandosi in una veste rinnovata che vuole essere punto d’incontro tra tradizione ed innovazione, nel rispetto del luogo originario che da sempre lo ospita: l’Isola Tiberina. È sulla scia di questa suggestione che “L’Isola del Cinema”, in occasione della XXV edizione, ha scelto di rendere omaggio alla sua storica “location”, svelandone segreti e leggende. Una vocazione turistica già nota, che porta ogni estate, tra romani e turisti, circa 250.000 visitatori sull’Isola Tiberina; novità di quest’anno saranno tour guidati, che renderanno accessibili luoghi ricchi di storia e mistero attraverso visite serali bisettimanali.
Tra gli ospiti attesi durante l’edizione, il regista Matteo Rovere, che interverrà nella serata di inaugurazione, giovedì 20 giugno, in apertura del film Il primo Re; il 24 giugno interviene Massimiliano Bruno per introdurre al pubblico la sua commedia Non ci resta che il crimine. Il 25 giugno sarà la volta di Alessandro Capitani, in Arena, con il film In viaggio con Adele. Nel mese di luglio altri ospiti d’eccezione: il 7 luglio Valeria Golino, il 17 luglio sarà la volta del regista Giovanni Veronesi e della regista Barbara Miller con il suo documentario Female Pleasure che aprirà la sezione European Women Filmaker, dedicata quest’anno alla Svizzera.
“L’Isola del Cinema” si riconferma, dunque, una stimolante finestra sul cinema italiano ed internazionale: ampio spazio verrà dato ai film italiani, con la sezione Ciak d’Italia e Nuovo Cinema Italiano, senza dimenticare le novità provenienti dall’estero, per un ventaglio di proposte che va dal film d’autore alle opere cinematografiche che si sono maggiormente distinte nel corso dell’ultima stagione cinematografica.
Nove i Paesi che partecipano alla sezione Isola Mondo, con film inediti che verranno presentati in anteprima nazionale, in collaborazione con le Ambasciate e gli Istituti di Cultura. Torna la consueta rassegna “La magia del Cinema in Ospedale”, con proiezioni gratuite nella Sala dell’Assunta dell’Ospedale Fatebenefratelli per i degenti, i loro famigliari e il personale dell’Ospedale. Verranno proiettate settimanalmente commedie italiane per offrire un momento di distrazione e di svago, una sorta di cinematheraphy, anche a coloro che si ritrovano all’interno della struttura ospedaliera.
Per l’Edizione 2019, saranno cinque le Sale in cui si terranno proiezioni, dibattiti, incontri con registi e attori, eventi, premiazioni, reading e rassegne tematiche: la grande Arena, lo spazio Cinelab, che quest’anno sarà all’aperto e ospiterà anche presentazioni letterarie organizzate da Giovanni Fabiano e Maria Castaldo, lo Schermo Tevere e la vicina Sala dell’Assunta all’interno dell’Ospedale Fatebenefratelli, a cui si aggiunge, quest’anno lo Spazio VR & Gaming.
Torna il Concorso di Cortometraggi “Mamma e le Città Metropolitane”, promosso da L’Isola del Cinema e Maiora Film. L’ottava edizione del Concorso, che diventa quest’anno di respiro nazionale, mette al centro dell’attenzione la città e i suoi abitanti, dal centro alla periferia, per descrivere il complesso rapporto tra il tessuto urbano e la molteplicità di persone che lo vive quotidianamente.
Il Concorso è rivolto a giovani appassionati di cinema under 35 e si estende, in occasione della XXV edizione de L’Isola del Cinema, alle 14 città metropolitane italiane: Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria, Cagliari, Catania, Messina e Palermo.
Il Premio MAMMA ROMA è pari a € 1000 e verrà assegnato al miglior cortometraggio.
SEZIONI
Nuovo Cinema Italiano
Con il Premio Opera Prima e Seconda, ideato per valorizzare e promuovere i nuovi registi emergenti, si intende dare un riconoscimento importante ai cineasti italiani. Ecco i titoli in Concorso, che verranno valutati da una prestigiosa Giuria di qualità, composta da giornalisti cinematografici: In viaggio con Adele di A. Capitani, Sulla mia pelle di A. Cremonini, Ride di V. Mastandrea, Domani è un altro giorno di S. Spada, Croce e delizia di S. Godano, Euforia di V. Golino.
La serata di Premiazione, sostenuta dal Partner Groupama Assicurazioni, si terrà giovedì 18 luglio 2019 alle ore 21.00 nella grande Arena sull’isola Tiberina.
European Women Filmaker (EWF#4)
Nel corso del mese di luglio verranno presentati, per la quarta edizione di EWF, in collaborazione con Istituto Svizzero, sei film d’autore preceduti da un corto d’animazione, presso la Sala Cinelab. Apre il ciclo il 17 luglio la proiezione del film Female Pleasure di Barbara Miller, presentato alla semaine della critique del Festival di Locarno nel 2018; l’appuntamento vedrà la partecipazione della regista, presente in sala insieme alla Direttrice dell’Istituto Svizzero. Seguono altri film pluripremiati, come Ondes de Choc – Journal de ma Tête di Ursula Meier; Le vent tourne di Bettina Oeberli; il film d’esordio Blue my Mind di Lisa Brühlman; il documentario di animazione Chris the Swiss di Anja Kofmel; il corto Airport di Michaela Müller.
Proiezioni in lingua originale con sottotitoli. Ingresso gratuito.
Isola Mondo
Quest’anno propone film provenienti da ben 9 paesi. È la sezione deputata ad accogliere la cinematografia internazionale: una finestra culturale che si consolida e si rinnova ogni anno sin dal 1995. Realizzata e promossa in collaborazione con le Ambasciate e gli Istituti di Cultura, ha ospitato ad oggi oltre 100 Paesi del mondo che hanno scelto L’Isola del Cinema come palcoscenico ideale per presentare anteprime e film inediti. Per il 2019 sono confermati gli appuntamenti storici con Australia, Israele e Giappone e vengono consolidate nuove proficue relazioni con paesi come la Malesia, passando per il Canada, la Romania, l’India, le Filippine e Cuba. Un’occasione unica per ampliare la propria conoscenza della cinematografia mondiale ed entrare in contatto, attraverso il cinema, con la cultura degli altri paesi. Si parte a fine giugno con i Canada Days (30 giugno, 1, 2 luglio) per poi dedicare una serata alla cinematografia di Israele, il 3 luglio. Il tradizionale appuntamento con la cultura giapponese, che prevede la proiezione di un film anticipato da una performance di karate, si terrà il 4 luglio. Il percorso intorno al cinema proveniente da ogni parte del globo, prosegue con l’Australian Focus, le cui date saranno dal 9 all’11 luglio. A seguire, subito dopo si lega l’India, con due serate il 12, 13 luglio ospitando il River to Tiber, il meglio del River to River Film Festival a Roma. Il 20 luglio sarà la volta della Malaysian Night, con una esibizione musicale e due film al cinelab. Apre il mese di agosto una serata dedicata al cinema delle Filippine (1° agosto). Si sussegue l’appuntamento con la Romania, il 12 agosto, e con Cuba nelle date: 18,19, 20 e 21 agosto per celebrare i 60 anni dell’icaic, Istituto Cubano dell’Arte e Industria Cinematografica con una vasta scelta di titoli presi da ogni decennio.
Fuoco sul Reale
Una selezione accurata che porterà all’attenzione del pubblico 12 documentari, nella sala Cinelab. “Fuoco sul Reale”, oltre a essere uno spazio per opere di autori italiani invitati in sala a introdurre il loro film, presenta anche dei documentari internazionali, provenienti da altri festival e agevolati dalla divulgazione di distribuzioni indipendenti. Si inizia il 29 giugno con il film Iuventa di Michele Cinque, la storia della coraggiosa impresa in mare di una ong tedesca, tra gli altri titoli in programma Cosa fare se il mondo è in fiamme di Roberto Minervini, Selfie di Agostino Ferrente, Soyalism di Stefano Liberti e Enrico Parenti, I Villani di Daniele de Michele, La Strada dei Samouni di Stefano Savona, Fahrenheit 11/9 di Michael Moore e Manifesto di Julian Rosefeldt.
Film d’Arte
L’arte raccontata dal cinema, un appuntamento periodico, in collaborazione con Sky Arte, che porterà sul grande schermo le storie di alcuni tra i maggiori pittori di fama internazionale, da Michelangelo a Caravaggio. Quest’anno, si terrà la Terza edizione dell’appuntamento con l’Arte, attraverso la proiezione di Michelangelo Infinito, dedicato all’artista Michelangelo Buonarroti, preceduta da una masterclass sugli effetti speciali e sul making off.
INNOVAZIONE
L’Isola del Cinema esplora e accoglie opere frutto di nuove scelte capaci di avviare processi di rinnovamento e di evoluzione del linguaggio audiovisivo. La volontà è di promuovere e diffondere il Cinema in realtà virtuale come “pratica” capace di dare espressione a nuove forme di sperimentazione artistica. Opere originali che esprimono le nuove tendenze, si aprono a nuovi orizzonti e offrono possibili sguardi diversi; gli artisti selezionati sanno fondere arte e tecnologia spostando le barriere ancora più in là, fino a dar vita a un modo nuovo di fare cinema. L’Isola del Cinema, in
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Marco Spagnoli e Giorgio Ginori |
collaborazione con Modo, renderà possibile l’esperienza immersiva sull’Isola Tiberina, con una Spazio VR ed una Sala Gaming VR. La realtà aumentata vocale invece ci farà da navigatore attraverso smartphone e tablet per raccontarci il territorio mentre lo percorriamo.
AMBIENTE
L’Isola del Cinema è da sempre molto sensibile al tema della difesa dell’Ambiente e porta avanti ogni anno appuntamenti e proiezioni specifiche per riflettere sull’urgenza di attivare buone pratiche, a partire da noi stessi, nella direzione di favorire lo smaltimento dei rifiuti, adottare una visione eco friendly, orientata al plastic free e fare leva sulla capacità che il cinema ha di far passare questi messaggi: grande attesa per la proiezione in Arena Groupama in anteprima romana del film Anthropocene L’Epoca Umana, documentario canadese che racconta l’impatto dell’uomo sul pianeta.
Si parlerà di ambiente nella serata evento organizzata dall’Associazione Giovani per l’UNESCO che, in collaborazione con la Fondazione One Ocean, affronterà il tema della plastic free per sensibilizzare i giovani e il pubblico presente.
TURISMO
L’Isola Tiberina, sito UNESCO, riceve nuova attenzione, venendo svelato nelle sue “stanze segrete” nei suoi particolari storici, nel fascino leggendario, attraverso ingressi serali straordinari bisettimanali, per gruppi di turisti e cittadini presso la Cripta della Confraternita dei Sacconi Rossi e la Chiesa S. Giovanni Calibita. Le visite, a cura dei volontari S. Riccardo Pampuri, si concludono con la discesa sulla Nave di Esculapio e aperitivo o cena di fronte il suggestivo Ponte Rotto.
Per Info e Prenotazioni, scrivere all’indirizzo This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
Le nuove tecnologie concorrono allo svelamento dell’Isola grazie anche alla piattaforma di podcast geolocalizzati Loquis, in diverse lingue, che nello specifico inaugurerà, in collaborazione con L’Isola del Cinema, il canale RomaParlaCinema, i cui contenuti avranno una creazione partecipativa andando a disegnare dei veri e propri tour cineturistici (ed esplorativi) a cura di Urban Experience.
Contaminazioni
POESIA
Questa sezione anche quest’anno propone un calendario di appuntamenti realizzati in collaborazione con le Associazioni di Poeti presenti sul territorio: “L’Isola dei Poeti - Il Poeta Cre-Attivo” curata da Roberto Piperno e Francesca Farina, e “Poeti a L’Isola del Cinema” curata da Agostino Raff. Gli incontri serali accolgono i poeti e le poesie di autori storici ed emergenti della Poesia contemporanea e di autori che hanno avuto rapporti con il mondo del cinema.
LIBRI
Cinema & Libri è il Festival delle arti (cinema, editoria, spettacolo, musica e televisione) di Giovanni Fabiano e Maria Castaldo, che dal 2016 si svolge all’interno de L’Isola del Cinema. Un ricco programma racconterà le connessioni tra musica e letteratura, teatro e poesia attraverso reading letterari e due sezioni di particolare interesse. La prima, Un libro per il cinema è il premio letterario destinato a chi ha l’ambizione di fare del proprio romanzo un grande film. Alla terza edizione giunge Booktrailer Premium, il premio rivolto a registi, attori, e autori di booktrailer che vogliono sottoporre a una giuria esperta la valutazione del proprio lavoro.
MUSICA
Il Jazz e il Cinema, un legame consolidato
Con la collaborazione del “Gregory’s Jazz Club”, L’Isola del Cinema offrirà al grande pubblico la possibilità di vivere la pienezza artistica che il legame tra cinema e musica possono generare.
L’appuntamento accoglierà sugli antichi marmi di Esculapio il nuovo salotto estivo Gregory’s Stage, un invito, una tentazione alla quale abbandonarsi per vivere un’esperienza che porta al cuore del jazz e del Cinema, proprio lì, dove è nata Roma.
FOTOGRAFIA
Il Concorso fotografico “L’Isola Tiberina e il suo fiume” nasce dal desiderio di valorizzare la bellezza storica ed artistica, ma anche contemporanea dell’Isola Tiberina attraverso i suoi paesaggi e la vita che la rende quotidianamente un luogo di incontro e contemplazione per gli abitanti di Roma e i milioni di turisti che la ammirano da ogni sua spettacolare inquadratura. Il contest è organizzato e promosso dall’associazione Roma Fotografia, in collaborazione con il patrocinio del I Municipio Comune di Roma.
Per informazioni:
Orari: L’Isola del Cinema è aperta tutti i giorni dal 13 giugno al 1° settembre 2019, dalle ore 18 alle ore 02
Sale: Le sale dedicate alle proiezioni, agli incontri e agli eventi collaterali sono cinque.
Nelle Sale Arena, Cinelab e VR si accede con un biglietto a pagamento. La sala Schermo Tevere e la Sala dell’Assunta sono spazi gratuiti.
Biglietti: La Biglietteria per le sale Arena e Cinelab è UNICA ed è aperta tutti i giorni dalle ore 20.00 alle ore 22.30. Il costo dei biglietti è di 6 euro (Arena), 4 euro (Cinelab), 8 euro (Spazio VR & Gaming), biglietteria dalle 18.30 alle 22.30.
Dove: Isola Tiberina (Piazza San Bartolomeo all’Isola)
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All in |
Contatti: Tel. 0690214524 dal lunedì al venerdì, ore 10:00 – 17:00
“MAMMA ROMA E LE CITTÀ METROPOLITANE”
Al via la VIII EDIZIONE del Concorso Nazionale di Cortometraggi
Gira un corto per raccontare come cambia la tua città!
La Città, vista in tutte le sue angolazioni, torna protagonista del Concorso di Cortometraggi “Mamma Roma e le città metropolitane” nell’ambito del Festival di Cinema, che si svolge in estate sull’isola tiberina a Roma, dal 13 giugno al 1° settembre 2019.
L’Isola del Cinema e Maiora Film presentano l’ottava edizione del Concorso, che mette al centro dell’attenzione la città e i suoi abitanti, dal centro alla periferia, per descrivere il complesso rapporto tra il tessuto urbano e la molteplicità di persone che lo vive quotidianamente.
Il Concorso è rivolto a giovani appassionati di cinema under 35 e diventa, in occasione della XXV edizione de L’Isola del Cinema, un contest di respiro nazionale, ampliandosi fino a comprendere 14 città metropolitane: Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria, Cagliari, Catania, Messina e Palermo.
Il Direttore Artistico de L’Isola del Cinema Giorgio Ginori, nel presentare “Mamma Roma e le Città Metropolitane” ha affermato: “È un Concorso che vuole collegare fortemente l’Isola Tiberina con la città di Roma. Dopo i primi anni, abbiamo esteso il Concorso a ben quattordici città metropolitane italiane. Invitiamo i giovani a fare una sorta di cinema della realtà, cioè a raccontare con i propri mezzi, sia in forma di fiction che di documentario, i luoghi, le persone, le storie nel rapporto autentico con la città”.
Ecco dunque, che lo storico Concorso di Cortometraggi “Mamma Roma e i suoi quartieri” quest’anno si trasforma in “MAMMA ROMA e le Città Metropolitane”. Lo spirito alla base del Concorso è quello di raccogliere i contributi di giovani filmaker, studenti di scuole di cinema, appassionati della settima arte e videomaker, per comporre un puzzle ampio che possa mettere in risalto il variegato panorama delle realtà cittadine italiane. Le metropoli di oggi sono caratterizzate dalla frammentazione in quartieri, spesso profondamente diversi tra loro. Siamo certi che dalla pluralità di mondi e dall’accostamento di queste interessanti diversità, coloro che vedono nel cortometraggio uno strumento di racconto, sapranno descrivere i territori, gli abitanti delle periferie e gli angoli meno conosciuti della propria metropoli.
Il Concorso nazionale MAMMA ROMA e le Città Metropolitane avrà anche l’obiettivo di coinvolgere gli autori nel progetto della Web Tv “METROPOLIS” sia con l’inserimento delle 2 opere finaliste nel palinsesto della Web TV, sia con un coinvolgimento diretto nella Redazione.
I lavori possono essere consegnati fino al 5 agosto 2019 e le premiazioni si terranno la sera del 29 agosto sull’isola tiberina, nell’ambito del festival L’Isola del Cinema. Il Premio MAMMA ROMA è pari a € 1000 e verrà assegnato al miglior cortometraggio. Il Premio MAIORA prevede la distribuzione dei corti finalisti su piattaforme web.
Le opere avranno come scenario il territorio delle città metropolitane e potranno avere un taglio documentaristico, di finzione o sperimentale, per una durata massima di dieci minuti.
Un Giuria di qualità del Festival, composta da qualificati professionisti del settore cinematografico decreterà il corto vincitore al quale verrà assegnato il premio. Modalità di Iscrizione: Per le modalità di iscrizione, fare riferimento al Bando di Concorso pubblicato sul sito: www.isoladelcinema.com
Video Spot del Concorso con protagonista l’attore Andrea Rivera, al link: https://www.youtube.com/watch?v=Gcs3JojCxz8
Fabiola Di Gianfilippo nasce a Roma il 19 maggio del 1977 e vanta sangue abruzzese al 100%. Inizia giovanissima a calcare il palcoscenico. Nella sua famiglia ha da sempre respirato l’amore per l’arte in ogni sua declinazione. A venti anni, dopo la gavetta e i soldi messi da parte per pagarsi i primi corsi, comincia la scuola di recitazione e si concentrerà principalmente sul metodo Stanisvlasky/Strasberg. Nel 2008 si iscrive al Dams di Roma Tre conseguendo poi la laurea magistrale. Scelta da Stefano Reali entra a far parte del cast " Le ali della vita", fiction targata Mediaset di grande successo ancora oggi ritrasmessa. Per proseguire con teatro tv radio, gli ultimi due lavori di successo con il film per il cinema "ti presento Sofia" e la serie tv "Jams".
Fabiola Di Gianfilippo un'attrice a 360° con la passione per la letteratura, la poesia, la pittura e il canto lirico. Cosa apprezzi di questi quattro elementi?
"La profondità, la loro potenza la loro capacità di toccare corde ancestrali, universali, zone non accessibili alla propria mente".
Nel 2013 diventi mamma di Gemma. Come ti ha cambiato la vita l'arrivo di una bimba?
"Credo molto nell'infinito potenziale dell'essere umano, figurati quello di un bambino che non ha sovrastrutture, concetti prefabbricati... è lei la mia guida. è cambiata la prospettiva, la ascolto molto e per fortuna anche lei ascolta molto me ?. seguo le sue sensazioni le sue proposte e ci confrontiamo, siamo una grande squadra. se penso ad un bilancio in questi sei anni vedo che la mia vita è più grande più ampia , lei mi ha permesso di entrare in una dimensione d'amore molto vasta eliminando totalmente e con facilità rancori e conflitti solo perchè il mio obiettivo è sempre stato crescere una figlia felice. "L'inferno esiste nel cuore di chi disprezza suo padre e non si cura di sua madre" Nichiren Daishonin".
Restando in tema infantile, sei reduce dal successo della serie tv Jams. Cosa ti ha dato questo progetto?
"Jams è stata la prima serie tv in europa a trattare la tematica degli abusi sui minori , ha avuto un grande successo di pubblico e di media tanto e' vero che hanno subito mandato in onda le repliche. io quando mi è stato proposto il provino per questa serie ho desiderato con tutta me stessa di vincerlo, volevo essere dentro a questo progetto, portare dentro le case questa tematica in cui l'omerta' la fa padrona. Volevo che i bambini si sentissero sostenuti e anche i genitori. La cosa più importante e più emozionante sono i messaggi calorosi dei ragazzi che mi scrivono ringraziandoci proprio per questi motivi".
Sei impegnata da anni sul fronte dei Diritti Umani con la Free Lance International Press. Come mai questa scelta?
"La la Flip è una associazione di giornalisti freelance che si occupa spesso di diritti umani. Ogni anno, ad ottobre, organizza il premio "Italia diritti umani" dedicandolo ad Antonio Russo di cui era vice-presidente. Antonio era un giornalista pluripremiato sia in Italia che all'estero, amava la verità e la giustizia.
Fu barbaramente trucidato in Georgia mentre indagava sulla tragedia cecena. Ho avuto la fortuna, tanti anni fa, di conoscere Virgilio Violo, il presidente dell'associazione, che mi propose di consegnare uno dei premi durante la cerimonia e poi, nel tempo, visto che seguivo ogni anno l'evento, mi ha chiesto di entrare nell'organizzazione. Anch'io amo la verità e la giustizia, sono i miei motori vitali e li difendo sempre ad ogni livello. Sono anche le basi dell'educazione che sto dando a mia figlia: come esci di casa i diritti umani vengono calpestati, anzi come ci ricorda Jams, anche dentro casa. Per questo è importante avere una solida coscienza e iniziare prima di tutto a non violare noi stessi, per primi, la nostra stessa vita, ma essere connessi sempre con l'immenso valore che ha".
5 - Progetti e sogni futuri?
"Progetti: sono in fase di valutazione, sogni: viaggiare , viaggiare, viaggiare".
Sabato 16 febbraio 2019, nell'affascinante Teatro Caf'Conc' dell’Hotel Marriott Chateau Champlain di Montreal, si è svolta la cerimonia di premiazione del CANADA INDIPENDENT FILM FESTIVAL2019.
Nella sezione “Best short film” è stato premiato Ferdinando Maddaloni per il cortometraggio “Vedi Napoli e poi (non muori)” scritto , diretto e interpretato dallo stesso Maddaloni, con Tina Femiano, Fabio Massa, Laila Kachermi e Carmen Femiano, prodotto da AltaMarea/Pragma /Goccia Film e realizzato con il contributo del NuovoImaie.
“Dietro questi 15 minuti” afferma Maddaloni “ci sono anni di sacrifici, nottate insonni e dure giornate sul set che troupe ed attori affrontano senza mai lamentarsi, inseguendo soltanto un sogno. Il mio era quello di vedere questo mio lavoro, un giorno, proiettato al di là dell'oceano senza che le barriere linguistiche ostacolassero il messaggio universale contenuto in esso ovvero che solo l'amore può salvare il mondo. Poi, come per incanto, mi sono ritrovato a Montreal, in uno spettacolare teatro stile Parigi fine '800, in un clima di positività e di professionismo, grazie ad una perfetta macchina organizzativa. E così, improvvisamente, mi sono reso conto che il mio sogno si stava realizzando davanti ai miei occhi”. Una serata resa ancora più magica grazie all'energia del presentatore/direttore artistico Josè Claudio Silva e agli apprezzati interventi della presidenteEliane Maciel che ha più ricordato a tutti quanto difficile sia il “lavoro” artistico, sottolineando più volte il termine “lavoro”.
In precedenza il cortometraggio aveva già vinto il Portugal International Film Festival 2018. Prossima tappa della Film Festival Groups sarà il Brazil International Film Festival e si svolgerà ad agosto a Teresopolis (Rio de Janeiro)
“In Brasile ho già vinto lo scorso anno con il mio docufilm “Non cercare la logica dove non l'hai messa tu ” conclude Maddaloni “e fare il bis con questo lavoro sulla mia città sarebbe la realizzazione di un altro sogno. E io, da oggi, inizio a sognare...”
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LAURA CHIATTI e MICHELE RIONDINO |
Sulle note delle intramontabili canzoni scritte da Lucio Battisti e Mogol, Matteo (Michele Riondino) e Francesca (Laura Chiatti) scoprono l’amore, si perdono, si ritrovano, si rincorrono, ognuno inseguendo il proprio sogno: lei vuole essere una donna libera, lui vuole diventare un musicista.
Francesca gira il mondo per cinque anni, alla ricerca del successo, mentre Matteo rimane nella sua piccola realtà a scrivere canzoni d’amore e a dedicarsi alla sua passione per la musica. Quando Francesca ritorna porta con sé il vento di cambiamento degli anni ‘70, fatto di emancipazione, progresso ed evasione. I due si ritrovano e la storia si sposta nella città eterna, dove entrambi rincorrono desideri, sogni, ambizioni, ma soprattutto il loro amore, che rinasce più forte di prima, ma il lungo cammino seguirà sentieri inaspettati.
Laura Chiatti e Michele Riondino, alle prese per la prima volta con un musical, sono gli splendidi protagonisti di una storia d’amore struggente e universale. Mai prima d’ora le canzoni di Lucio Battisti e Mogol erano state protagoniste sul grande schermo: Un’Avventura, la cui canzone, che ha ispirato il film, è del 1969 e compie quest’anno cinquant’anni, è la prima pellicola in cui sarà possibile ascoltarle.
La regia è di Marco Danieli, vincitore del David di Donatello per il miglior regista esordiente con La ragazza del mondo.
Le coreografie del film sono state realizzate da Luca Tommasini, uno degli art director italiani più apprezzati, che ha lavorato con le più grandi star della musica e dello spettacolo.
Nel cast figurano anche Dora Romano, Alex Sparrow, Giulio Beranek e la partecipazione speciale di Diodato. Soggetto e sceneggiatura sono di Isabella Aguilar, autrice di Dieci inverni, The Place e della serie TV Baby.
La consulenza artistica è di Giulio Rapetti, in arte Mogol.
Il film è prodotto da Fabula Pictures, Lucky Red con Rai Cinema.
Il Trailer è disponibile su https://www.youtube.com/watch?v=TkLzpBRyypg&feature=youtu.be
Nicoletta Chiorri
La Befana Vien di Notte è una commedia fantasy per tutta la famiglia, in uscita nelle sale cinematografiche il 27 dicembre 2018, con protagonisti Paola Cortellesi e Stefano Fresi, affiancati da Fausto Sciarappa, Diego Delpiano, Odette Adado, Jasper Gonzales Cabal, Robert Ganea, Cloe Romagnoli, Francesco Mura, Giovanni Calcagno e Luca Avaglianola, per la regia di Michele Soavi e la sceneggiatura di Nicola Guaglianone (Lo chiamavano Jeeg Robot e Indivisibili).
“Questo film è stata l’occasione – dichiara Michele Soavi - per tornare ad esplorare il fantastico in chiave di commedia attraverso il gotico e suggestioni moderne”.
Ambientato tra Roma e l’Alto Adige, il film rovescia la credenza che vede la Befana come una donna molto anziana, “con le scarpe tutte rotte”, che vola su una scopa consumata, per far visita ai bambini, nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, e riempire le calze lasciate appese in attesa di doni, dolcetti o carbone.
Bisogna ammetterlo, la povera Befana vive da sempre all’ombra di Babbo Natale, che viaggia su una bella slitta comoda, protagonista di film e pubblicità natalizie, ma forse è arrivato il momento del suo riscatto.
Nella nuova pellicola di Michele Soavi ritroviamo, infatti, una Befana anticonvenzionale, un’eroina femminista, a volte addirittura attraente e seducente, divisa tra la sua vita di giorno e quella di notte.
Paola, interpretata dalla brillante ed eclettica Paola Cortellesi, è una maestra di scuola elementare con un segreto da nascondere: bella e giovane di giorno, di notte si trasforma nell’eterna e leggendaria Befana! A ridosso dell’Epifania, viene rapita da un misterioso produttore di giocattoli. Il suo nome è Mr. Johnny, interpretato da un bravissimo Stefano Fresi, e ha un conto da saldare con Paola che, il 6 Gennaio di vent’anni prima, gli ha inavvertitamente rovinato l’infanzia…
Sei compagni di classe assistono al rapimento e dopo aver scoperto la doppia identità della loro maestra decidono di affrontare, a bordo delle loro biciclette, una straordinaria avventura che li cambierà per sempre. Tra magia, sorprese, mistero e tante risate, riusciranno a salvare la Befana?
Una collaborazione tra Italia e Spagna, il film è prodotto da LUCKY RED con RAI CINEMA, in associazione con 3 MARYS ENTERTAINMENT e distribuito da UNIVERSAL PICTURES e LUCKY RED.
Giovedì 22 novembre 2018 a Parigi, presso il cinema L'Arlequin, si terrà la presentazione speciale del film di Giovanni Brancale: “Le terre rosse”.
Dopo le proiezioni a Hollywood, Firenze, Napoli, Mumbai, Lussemburgo, ora tocca alla capitale francese, davanti a una platea di critici e spettatori, nell'ambito della presentazione della nuova associazione 'Les amis de la Basilicate en France'.
Il film, prodotto dalla Estravagofilm, è stato girato in Basilicata e alcune scene anche in Toscana, tra Firenze e Firenzuola. Finalista lo scorso anno al Jagran Film Festival di Mumbai (India), nonché al Napoli Film Festival, oltre alla menzione speciale al Taranto Film Festival e vincitore dell'Hollywood International Moving Pictures Film Festival, “Le terre rosse” è tratto dal romanzo “Il Rinnegato”, scritto dal padre del regista, Giuseppe Brancale, primo capitolo di una trilogia dedicata alla Basilicata, che racconta le vicende di Giuseppe Prestone (interpretato da Simone Càstano), dei suoi amici e del suo paese d’origine nel periodo post-unitario, prendendo in esame le reazioni di massa che li hanno visti come protagonisti durante il Brigantaggio. Ad unire le storie raccontate da Brancale attraverso la sua macchina da presa è il fil rouge della "terra".
"Le terre rosse" è il primo film di una trilogia che la casa cinematografica intende portare a produzione, e sarà seguito da una pellicola che approfondirà il periodo storico degli anni ’50 del secolo scorso, e di una successiva che racconterà l’Italia meridionale dagli anni ’70 fino ad oggi.
Intanto il profondo legame che unisce i lucani sparsi nel mondo alla terra di Basilicata, ha permesso la nascita, a Parigi, dell' Associazione 'Les Amis de la Basilicate en France'. L'Associazione è nata da un'idea di Giuseppe Scavetta, imprenditore lussemburghese di origini garagusane. Giuseppe Scavetta illustrerà la mission e le strategie d'azione, seguirà poi la proiezione del film “Le Terre Rosse” e la
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Simone Càstano ne 'Le terre rosse' |
degustazione di prodotti tipici lucani.
“Il rinnegato” di Giuseppe Brancale, pubblicato da Polistampa, tra ironia e tragedie, presenta il periodo storico dell'Unità di Italia con tutte le sue contraddizioni e difficoltà, ma soprattutto il quadro sociale di quel Sud unito a un Nord totalmente differente da cui subisce più angherie che benefici. Con “Il rinnegato”, la casa editrice Polistampa di Firenze ha avviato la pubblicazione del progetto “Giuseppe Brancale. Opere complete” che prevede l’uscita, entro il 2010, di tutta l’opera dello scrittore. Quattro sono i romanzi scritti da Brancale, due editi ma ormai introvabili e due inediti, oltre ad alcuni racconti tutti ambientati in Basilicata nella Valle dell’Agri, e a un saggio sulla questione meridionale. Allo scrittore è stato dedicato recentemente un accurato lavoro di analisi, 'Ai confini del sole', di Ada Rita Cutrino (ed. Ladolfi).
DAL KABARETT BERLINESE A FABRIZIO DE ANDRE’ di Roberto Russo.
Uno spettacolo musicale diretto e interpretato da Gianni De Feo. Musiche originali di Francesco Verdinelli. Voce off di Edoardo Siravo.
CHAPEAU! racconta la (semi)surreale vicenda del Civis 2 Barra 4 abitante in una immaginifica Società / Alveare dove controllo e repressione sulle vite, sulle coscienze e soprattutto sulle emozioni degli individui, vengono esercitati in maniera sempre più autoritaria. In un mondo iperrazionale e fondato su concetti di opportunità ed utilità, calderone di rimandi kafkiani ed orwelliani, qualsiasi forma di Istinto è considerata Reato!La cartina tornasole dalla quale il Potere evince possibili comportamenti sovversivi ed anti sociali, consiste nell’assoluto rispetto e conoscenza delle formule matematiche. Da quelle più elementari a quelle più complesse. Ebbene, gli involontari errori di Calcoli Matematici da parte del protagonista diventeranno, agli occhi delle Autorità, pericolose manifestazioni di devianza da stroncare, senza pietà!2Barra4 soffre di una dislessia aritmetica che lo induce, cosa gravissima, a collegare la Realtà al Sogno e che lo condurrà, in un finale liberatorio, a rivendicare questo suo“handicap” come vera e propria espressione di Libertà. Attraverso una narrazione frenetica, grottesca e a tratti “sgangherata”, il nostro Civis 2Barra4 dalla cella del suo Alveare giunge ad evocare due momenti di puro istinto, epici, ognuno a proprio modo: Il gesto di Orfeo che, voltandosi, al di là di ogni cautela, perde Euridice, ed il gesto di Zidane che durante la finale dei Mondiali di calcio del 2006, nella sua ultima partita, al di là di ogni razionalità, colpisce un avversario con una testata,facendosi espellere. Gesti inconsulti ed istintivi che, nella loro evidente natura autolesionista, si pongono, liricamente, al di fuori di ogni calcolo. Ed allora, in un mondo nel quale si tende ad annacquare ogni forma di Istinto, Chapeau! a chi, provocatoriamente, non mortifica la propria Natura ma la perpetua andando in“Direzione ostinata e contraria”.Lo spettacolo, basandosi su atmosfere decadenti, da festa finita o mai iniziata, tali da rimandare a Weimar, evoca suggestioni sonore fortemente Mitteleuropee che partono dal taglio crudo e ironico del Kabarett Berlinese per sfociare infine in un catartico e poetico Fabrizio De André.
DAL 23 AL 28 OTTOBRE dal martedì al sabato ore 20.30 domenica ore 17.00
Biglietto intero 12 euro. Biglietto ridotto 9 euro.
Tessera semestrale 3 euro
Teatro Lo Spazio, Via Locri, 42 Roma
0677076486 0677204149
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Ferdinando Maddaloni con il suo "VEDI NAPOLI E POI (NON) MUORI" si aggiudica il premio come miglior cortometraggio al PORTUGAL INTERNATIONAL FILM FESTIVAL 2018
Sabato 15 settembre 2018, nella splendida cornice dell’Hotel Crowne di Porto, si è svolta la cerimonia di premiazione del PORTUGAL INTERNATIONAL FILM FESTIVAL 2018.
Nella sezione “Miglior cortometraggio” è stato premiato Ferdinando Maddaloni per il cortometraggio “Vedi Napoli e poi (non) muori” scritto e diretto dallo stesso Maddaloni, con la partecipazione di Tina Femiano, Fabio Massa, Laila Kachermi e Carmen Femiano, prodotto da AltaMarea/Pragma /Goccia Film, con il contributo del NuovoImaie.
“Ho scritto il soggetto dopo aver sentito una esilarante barzelletta che poi ho letteralmente stravolto” afferma Maddaloni “Due pericolosi terroristi arrivano a Napoli per distruggere il luogo sacro per eccellenza, lo stadio San Paolo. Anche per due uomini spietati ed addestrati a morire pur di portare a termine una missione di guerra e morte, è complicato superare tutte le difficoltà del capoluogo partenopeo, soprattutto quando si trovano di fronte un temibile quanto inatteso nemico: l’Amore. L’Amore per l’altro, l’Amore per il cibo, l’Amore per la terra.”
“E’ la mia seconda volta al Portogallo FF 2018” continua Maddaloni “e ancora una volta sono tornato dal Portogallo molto soddisfatto, non solo per la vittoria del premio, ma per come sono state valorizzate tutte le opere. Il merito va a tutto lo staff guidato dal direttore artistico Josè Claudio Silva assistito da Marcelo Cabral,
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FerdiNando Maddaloni e Laila Kachermi |
Alice e Stella Maciel. Durante la cerimonia di premiazione, la presidente Eliane Marcel ha sottolineato con passione ed energia, gli sforzi dell’organizzazione per rimanere indipendente da logiche del mercato. Molto apprezzate le novità del Question & Answer, grazie al quale gli autori hanno risposto alle domande dei colleghi e del pubblico e la diretta Facebook”.
“Ora voglio concentrarmi sul prossimo evento” conclude Maddaloni “Domenica 14 ottobre 2018, al Premio Italia diritti umani 2018 organizzato a Roma dalla Free Lance International Press, con Katia Nani presenterò un estratto della piece “Denunciami pure” ispirato a due storie realmente
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Tina Femiano Fabio Massa |
accadute e che nessuna penna, neanche quella dello scrittore più fantasioso, avrebbe mai osato scrivere. Sono molto legato a questo Premio, dedicato alla figura di Antonio Russo, anche perché ogni performance presentata qui in anteprima ha poi avuto nel tempo una enorme fortuna soprattutto all’estero (vedi il successo di Non cercare la logica dove non l’hai messa tu!) E’ proprio vero: la Flip mi porta bene!”
Si è svolta, nell’ambito del settantacinquesimo festival del cinema di Venezia, la conferenza di presentazione del PREMIO CESARE ZAVATTINI, terza edizione del concorso pubblico rivolto a giovani filmmaker, professionisti e non, che ha la particolarità di stimolare e premiare l’originalità, la sperimentazione, il “tradimento” e il rimescolamento dei generi nell’ambito del riuso del cinema d’archivio. Un’occasione, insieme a numerosi relatori intervenuti, per sottolineare il valore e l’importanza dell’utilizzo delle immagini del passato per stimolare nuovi percorsi di presente e futuri avvalendosi dei linguaggi e tecnologie contemporanee.
Il primo a intervenire, Paolo Baratta, presidente della Biennale di Venezia, ha evidenziato come per far vivere e circolare lo straordinario patrimonio filmico italiano e internazionale occorrano “uomini vivi”, interessati a utilizzare gli archivi non solo per ricostruire la storia, ma anche come strumenti per ampliare la conoscenza del mondo contemporaneo. Concetto ripreso da Vincenzo Vita, presidente della Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (promotore del Premio Zavattini, con Istituto Luce Cinecittà), il quale ha utilizzato la formula dell’archivio come “realtà aumentata”, cioè mezzo indispensabile per amplificare la nostra conoscenza della realtà attuale. Se – ha continuato Vita, citando Cesare Zavattini – i materiali custoditi negli archivi devono scrollarsi di dosso la polvere degli scaffali, allora, come dice Baratta, sono gli uomini e le donne che vi si accostano a ridargli nuovi significati, rimettendo in circolo le immagini di ieri in storie che parlano all’oggi. Antonio Medici, direttore artistico del Premio, ha sottolineato come i contenuti di un archivio siano sempre contemporanei, nel senso che se sollecitati da interessi non accademici, ma autenticamente innestati nel tempo in cui si vive, diventano fonti preziose di indagine e racconto, anche intimi e personali. Inoltre, come confermato dall’esperienza condotta sin qui con i giovani partecipanti al Premio, il confronto con le immagini d’archivio è anche un corpo a corpo con il cinema, il suo linguaggio e le sue estetiche, che può condurre a rivisitazioni critiche, originali, visionarie. Enrico Bufalini, in rappresentanza del Luce Cinecittà, ha ricordato come lo storico Istituto abbia digitalizzato grandissima parte del suo patrimonio, che dal 2000 è online fornendo così opportunità di accesso e conoscenza agli operatori di tutto il mondo: non è un caso che dal 2012 sia stato anche iscritto dall’UNESCO nel registro della Memoria del mondo. Per Franco Montini, presidente Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, il Premio Zavattini si inserisce in una corrente molto vitale del cinema contemporaneo, ricco di interessanti sconfinamenti tra finzione e documentario. Lo ha sottolineato anche Laura Delli Colli, presidente del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, rendendo merito alla Fondazione Aamod di partecipare attivamente alla costruzione di ciò che di più significativo si muove nel cinema italiano. Francesco Martinotti, Presidente Associazione Nazionale Autori Cinematografici, consorella dell’AAMOD nell’impegno relativo alla tutela del cinema della memoria e del cinema d’autore, ha evidenziato il valore comune del Premio Zavattini e del Premio Lizzani, istituito proprio dall’ANAC-AUTORI. Martinotti ha anche ricordato l’appello per la liberazione del regista ucraino Oleg Sentsov, condannato a 20 anni di carcere, appello ribadito anche da Giuseppe Giulietti, presidente della Federazione Nazionale Stampa italiana, che ha sostenuto il progetto del Premio Zavattini e colto l’occasione della qualifica partecipazione del pubblico per ricordare quanto sia importante e necessario difendere la libertà di espressione.
L’incontro è stato moderato da Aurora Palandrani, CDA AAMOD e coordinatrice del Premio insieme a Paola Scarnati, co-fondatrice AAMOD.
La terza edizione del Premio Zavattini ha visto selezionare 12 nuovi progetti di giovani filmmaker che attualmente stanno frequentando un percorso formativo tenuto da importanti professionisti del cinema italiano, oltre ad essere affiancati da qualificati tutor per lo sviluppo dei loro progetti. Al termine dell’itinerario formativo, la Giuria del Premio sceglierà tre progetti vincitori che, oltre a utilizzare liberamente (con licenze Creative Commons) il materiale filmico dell’Aamod e degli archivi partner, riceveranno servizi gratuiti di supporto per la realizzazione dei cortometraggi (produzione e post-produzione) – la cui fase di lavorazione è prevista fra gennaio e giugno 2019 - e la somma di 2.000 euro per ciascun progetto realizzato. La Giuria del Premio Zavattini 2018 è formata da: Susanna Nicchiarelli (presidente), Ugo Adilardi, Elisabetta Lodoli, Roland Sejko e Giovanni Spagnoletti.
Il Premio Zavattini è promosso dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (di cui lo stesso Zavattini fu primo presidente), sostenuto dalla Siae e dal MiBACT (attraverso il bando “Sillumina”) e dalla Regione Lazio, e realizzato in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà, con la partecipazione della Cineteca Sarda, Deriva Film e Officina Visioni.
Il 6 giugno 2018 all'Isola Tiberina e' stato presentato il libro e il film ''PRIGIONIERO DELLA MIA LIBERTA', scritto e diretto dallo stesso regista del film, Rosario Errico.
La serata e' stata aperta da un convegno, la tematica trattata e' stato ''l'errore giudiziario'', che ha visto la partecipazione di personaggi illustri della giustizia e della politica, ricordiamo qualche nome:
On.ANDREA ORLANDO gia' ministro della giustizia, Dott. GUIDO RAIMONDI-magistrato presidente corte europea dei diritti dell'Uomo, Prof. Avv. Giuseppe Tesauro presidente emerito della corte costituzionale, Dott. SALVATORE COSENTINO sostituto procuratore generale della corte D'Appello, Dott.DAVID MONTI magistrato
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cassazione procura repubblica tribunale di milano, Prof. Avv. ANTONINO BATTIATI segr. gen. associazione italiana giuristi, FRANCESCO CARBONE Pres. APS assoc. a favore delle vittime di ingiustizie, Avv.MARIA LUISA TATOLI ordine avvocati del foro di Bari, On.RITA BERNARDINI pres. del partito radicale, VITTORIO GALLO vittima errore giudiziario, Avv. ALDO MINGHELLI consigliere dell'ordine degli avvocati di Roma e responsabile cultura e spettacolo, Dott. FABIO AMENDOLARA giornalista di cronaca nera e giudiziaria, Dott. GENNARO FRANCIONE magistrato di cassazione tribunale di Roma, On. LUCA RODOLFO PAOLINI commissione giustizia della camera dei deputati, Dott. ROSARIO ERRICO regista del film e autore del libro ''PRIGIONIERO DELLA MIA LIBERTA'', Avv. VALTER CARA responsabile campagna raccolte firme per la separazione delle carriere camere penali di tivoli, Avv. CESARE PLACANICA presidente camera penale di Roma.
Per il film sono intervenuti Antonella Ponziani, Marco Leonardi, Antonella Salvucci e lo stesso regista Rosario Errico
Ricordiamo il cast, Jordi Molla', Martina Stella, Rosario Errico, Antonella Ponziani, Marco Leonardi, Andres Gil, Monica Scattini, Antonella Salvucci, la grande Lina Sastri e il grande Giancarlo Giannini
Anche la tematica del film e' stata la stessa del libro, il film si genera dentro una famiglia dalla vita tranquilla che verra' traumatizzata da un errore giudiziario.
Grande partecipazione di pubblico per il convegno e per il film.
Dal 7 al 13 maggio, presso il Teatro Palladium di Roma, si terrà la XIII edizione del Roma Tre Film Festival, tra omaggi ai 50 anni del ’68 e a C’era una volta il West, incontri con grandi personaggi e il doveroso ricordo di Vittorio Taviani, recentemente scomparso, che insieme al fratello, Paolo Taviani, ha realizzato pellicole che hanno lasciato un segno indelebile nella storia del cinema, capace di influenzare intere generazioni.
Un programma ricco di appuntamenti e riflessioni culturali caratterizza la nuova edizione della rassegna, ideata e diretta da Vito Zagarrio, nata come "Carta bianca Dams", all'interno del Festival romano "Arcipelago", per valorizzare i cortometraggi degli studenti, per poi evolversi gradualmente e conquistare, ormai da tredici anni, un proprio spazio di rilievo, diventando il Festival del cinema dell’Università di Roma Tre. Da manifestazione per gli studenti si è trasformata in un laboratorio aperto a giovani professionisti provenienti dai Dams italiani o dalle scuole di cinema, ma anche ad autori di varie generazioni.
Negli anni il Festival ha monitorato l'immaginario di una generazione, seguito l'irruzione del digitale, tastato il polso di un "cinema espanso", di un’immagine in movimento che, attraverso numerose contaminazioni, ritrova la propria vitalità.
E anche quest’anno la manifestazione si propone come punto di incontro di appassionati di cinema attraverso proiezioni, anteprime e dibattiti alla presenza di studiosi nazionali ed europei, addetti ai lavori, operatori del settore e studenti delle discipline audiovisive.
Placido, Montaldo, Bellocchio, sono solo alcuni dei nomi che contribuiranno a rendere gli appuntamenti della kermesse avvincenti. E poi Giovanna Taviani, Claudio Sestieri, Wilma Labate, tutti illustri rappresentanti della Settima Arte, accompagnati dalla nuova generazione emergente, tra documentario e fiction, come Bellino, Bertozzi e Aiello.
Si parte lunedì 7 maggio alle 20.30 con Il cratere di Luca Bellino e Silvia Luzi, alla presenza dei registi del film e di Luciana Della Fornace. Martedì 8 maggio, il DAMS dell’Università Roma Tre (via Ostiense, 139, aula 1) dedica un omaggio ai 50 anni del ’68 con la proiezione del provocatorio Teorema di Pier Paolo Pasolini, cui seguirà una tavola rotonda a cura di Giacomo Martini con la partecipazione, tra gli altri, di Giacomo Marramao, Enrico Menduni, Stefania Parigi, Wilma Labate, Daniele Vicari, Simone Isola, Paola Dalla Torre, Vito Zagarrio. In serata, alle 20.30, incontro con Michele Placido al Teatro Palladium dove verrà proiettato Il grande sogno per la regia dello stesso attore.
Mercoledì 9 maggio continuano le proiezioni dei film realizzati o prodotti da “Quelli del DAMS” mentre in serata, a partire dalle 20.30, per i 50 anni di ’68, al Teatro Palladium, Giuliano Montaldo, uno dei grandi maestri del cinema, racconta la nascita e i retroscena del film La morte legale: Giuliano Montaldo racconta la genesi del film Sacco e Vanzetti, di Silvia Giulietti e Giotto Barbieri. Dopo quasi cinquant’anni, nel 1971, il regista Giuliano Montaldo realizza un film sul commovente e straziante racconto dei due italiani finiti ingiustamente sulla sedia elettrica, nel penitenziario di Charlestown, che diventa immediatamente un manifesto contro l’intolleranza, l’ingiustizia, la pena di morte, oltre a un grande successo internazionale; la colonna sonora, “Here’s to you”, di Ennio Morricone e Joan Baez è il simbolo della libertà e difesa per i diritti umani. Giovedì 10, giornata dedicata alle proiezioni dei film in concorso (dalle 15.30), come pure quella di venerdì 11, che ha il suo clou, alle 20.30, nell’incontro con Paolo Taviani e la proiezione dell’ultimo film girato insieme al fratello Vittorio, Una questione privata, una storia toccante e struggente, tratta dal romanzo di Beppe Fenoglio. L’omaggio a Vittorio Taviani continuerà la domenica pomeriggio con una master class (h. 18.00) di Giovanna Taviani e la proiezione di estratti da I nostri trent’anni. Generazioni a confronto (2004) e Fughe e approdi (2011) della documentarista, figlia di Vittorio Taviani
Sabato 12 si segnala alle 18.30 una master class su "La fotografia nel cinema di Sergio Leone” a cura di Patrizia Genovesi in collaborazione con Libera Università del Cinema, mentre alle 20.30 Christian Uva e Vito Zagarrio introdurranno la proiezione del capolavoro di Sergio Leone C’era una volta il West, in pellicola grazie alla collaborazione con la Cineteca nazionale. Sarà un’occasione di “cinema- vintage”, in cui il pubblico potrà vedere il film di Leone in 35 millimetri cinemascope. Ospite d’onore Dario Argento, soggettista del film.
Domenica 13 maggio gran finale del Roma Tre Film Festival. Alle 20.30 incontro con il regista Marco Bellocchio, storico interprete del ’68, che proporrà un director’s cut del suo Nel nome del padre.
La manifestazione si concluderà con la premiazione dei vincitori del Concorso Carta Bianca DAMS e l’assegnazione del premio del pubblico, con conseguente proiezione del corto vincitore.
Il Roma Tre Film Festival è realizzato con il patrocinio della Regione Lazio e della Fondazione Roma Tre – Teatro Palladium in collaborazione con Università di Roma Tre, Dipartimento Fil.Co.Spe., DAMS, Centro Produzione Audiovisivi Università Roma Tre, Università di Enna – Kore e Libera Università del Cinema.
Maggiori informazioni al sito: http://romatrefilmfestival.wixsite.com/romatrefilmfestival
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F. Boa - F. Colangelo - V. Morgia - V. Loprete - G.Vancheri e A. Coppola |
Successo del corto “Sogni a Orologeria” ideato da Vitaliano Loprete, sceneggiatura e regia di Francesco Colangelo
L’attore francese Philippe Boa, protagonista di “Sogni a Orologeria” nato da un'idea di Vitaliano Loprete con la sceneggiatura e la regia di Francesco Colangelo è stato premiato come miglior attore al Cortoreggio 2018 del Reggio Calabria FilmFest.
Il corto s’interroga su cosa accade nella vita di un personaggio famoso quando si spengono i riflettori attraverso la storia di Boa, che vanta una straordinaria carriera di attore alle spalle che lo ha visto protagonista di fiction e film come “Il mercante di stoffe”, “Un caso di coscienza” e “Il maresciallo Rocca” per diverse stagioni, trasmettendo al pubblico le più intime emozioni di un uomo che lotta per realizzare il proprio sogno, ci riesce, e poi viene tradito dalla sorte che gli toglie tutto.
Un racconto che attraversa, con raffinata delicatezza, tematiche forti come l’amicizia, la solidarietà, l’amore tradito, il dolore per la caduta e il desiderio di morte e l’inizio di una rinascita.
Oltre al protagonista, Philippe Boa, che recita sé stesso, la pellicola, girata interamente a Roma in location originali come il Contesta Rock Hair, marchio italiano dall'anima rock che conta undici saloni dedicati all' hair styling, è interpretata da un cast di giovani attori di assoluto talento come Enrico Oetiker, Alessandro Massini, Georgia Manci, Veronica Bettarelli, Alessandro Coppola, Daniela Ayala, Ivo Ambrosi, Giuseppe Vancheri, la ballerina della Rai, Miriam Della Guardia. Valentina Morgia è l’aiuto regia, straordinaria la fotografia, a cura di Federico Annicchiarico, e suggestive le musiche del cantautore The Niro.
Ottavia Nigris Cosattini, rappresentante legale dell'Associazione Culturale G.G. International, lavora da molti anni come organizzatrice di eventi e collabora come free lance in numerose realtà culturali, come Fattore K, Compagnia LABit, Trasformatorio, IF Animazione.
Con un passato di attrice teatrale e un presente di organizzatrice di eventi, in sinergia con le sue esperienze formative, realizza eventi a sostegno della sostenibilità e della consapevolezza.
Incontriamo Ottavia in occasione della proiezione romana, in programma domenica 4 marzo al Teatro Quirinetta, del suo ultimo lavoro: un docu-film dal titolo “LUPO NERO, LUPO BIANCO”, che mostra i risultati del Permacul-Tour, realizzato nel 2016 dalla stessa Ottavia, con la preziosa collaborazione dei suoi fratelli, Olimpia e Giovanni Nigris Cosattini, allo scopo di raccontare la realtà del Gruppo Permacultura Sicilia.
Dal teatro alla permacultura, come è nata l’idea di questo docu-film?
Ho organizzato una residenza per artisti internazionali nel 2012 in Sicilia, sul tema della sostenibilità dell'arte. In quell'occasione sono venuta in contatto con alcuni esponenti del Gruppo Permacultura Sicilia e lì ho scoperto cosa fosse la permacultura. Innamorata dei loro racconti, del loro modo di vivere, ho deciso di trascorrere del tempo per capire meglio come funzionava questo gruppo, questa rete. Dopo svariati anni in cui insistevo con Peppe Arena, che sarebbe stato poi la nostra guida per questo viaggio, che 'qualcuno' avrebbe dovuto raccontare le cose belle che stavano succedendo in Sicilia, Peppe mi rispose: "Ma se aspetti che qualcun altro faccia le cose in cui credi tu, non succederanno mai. Perché non lo fai tu?"... e così è nato il progetto. Nonostante io non sia una documentarista di professione, ho deciso di buttarmi in questa avventura, proprio come un 'atto politico', inteso come lo sforzo di fare qualcosa che possa aiutare a cambiare lo stato di cose attuali. Ho deciso di autoprodurlo con i miei risparmi, di coinvolgere mia sorella Olimpia, come cameraman, e mio fratello Giovanni, come supporto alla logistica. Mi piaceva il fatto che tre fratelli friulani andassero fino in Sicilia a scoprirne le eccellenze. Ho lavorato più di un anno al montaggio, non potendomi permettere un montatore esterno, e poi ho chiesto supporto a Sarah Farmad per l'editing finale e a Michele Saldarella per il montaggio audio.
Perché proprio la Sicilia?
Un omaggio prima di tutto ai siciliani che mi hanno fatto scoprire questo meraviglioso mondo della permacultura. E poi perché effettivamente il gruppo permacultura Sicilia è davvero un'eccellenza sotto tutti i punti di vista. Esistono altri gruppi in Italia, ma nessuno è riuscito a creare una rete così unita e produttiva. Non solo parte della loro economia si fonda sul baratto (non solo di beni, ma anche di conoscenze), ma hanno istituito un weekend al mese (l'ultimo weekend del mese) in cui si svolge il mutuo aiuto, ogni volta in un luogo diverso della rete, per supportare e aiutare quel progetto a realizzare strutture, a progettare lo spazio, o fare quei lavori pesanti che da soli sarebbero impossibili. Un senso di collettività assolutamente ammirevole, un vero esempio di reciproco supporto che sarebbe meraviglioso poter replicare in altre regioni.
C’è una frase o un incontro che ti ha colpito in modo particolare?
Abbiamo visitato solo alcune delle realtà siciliane che praticano permacultura, per questioni di tempo e di economie. Nel mio docu-film quindi emergono circa 20 realtà, ma ne esistono ad oggi in Sicilia più di 400 e veramente ognuna di queste è meritevole d'attenzione per il lavoro che sta portando avanti. La progettazione sistematica di Saja, a Paternò, il progetto di aridocoltura al Giardino delle Belle a Butera, il progetto della Biotaverna a Montelepre, e il bellissimo progetto di permacultura sociale e con i bambini di A.P.E. (Aula Permanente di Ecologia), sono solo alcuni degli incontri che mi hanno riempito il cuore per la passione e l'amore che mettono nel loro progetto. Direi che è la somma di questi progetti ambiziosi e rispettosi della terra e delle persone che mi ha colpito infinitamente.
Ma se devo scegliere una cosa in particolare, è stato l'incontro con i bambini della rete: i bambini cresciuti in queste realtà (ma anche gli avventori dei corsi e i conoscenti) hanno un approccio alla vita davvero ammirevole: sono bambini molto sicuri di sé, che hanno un rispetto e una predisposizione alle buone pratiche, che non hanno bisogno della televisione per intrattenersi, a cui, come una volta, basta un giardino e la buona compagnia per stare bene.
Cosa ti è rimasto più impresso di questo viaggio?
I sorrisi. Il buon umore. La leggerezza con cui tutte queste persone affrontano le problematiche quotidiane. Aspetto che ho cercato di inserire nel film. E che non è da sottovalutare. Nel senso che tutti loro affrontano quotidianamente gli stessi problemi che affrontano tutti gli altri, ma con uno spirito diverso, con una serenità, quella serenità gliela si legge negli occhi, come di qualcuno che ha trovato la sua propria dimensione nel rispetto del mondo che lo circonda, al di là dei problemi che possono sorgere.
Credo che le etiche della permacultura (rispetto e cura della terra, rispetto e cura delle persone e condivisione del surplus) siano le linee guida di un "vivere meglio" che tutti quanti ricerchiamo.
Quali sono i messaggi racchiusi nel docu-film?
Il docu-film vuole far vedere che esiste un'alternativa: esiste un modo di vivere diverso dal sistema vigente da cui ci sentiamo schiacciati, esiste un modo di rapportarsi agli altri basato sulla fiducia e sull'etica, esiste un modo di vivere con gli altri che non sia competitivo, ma basato sulla condivisione. E tutto questo volevo farlo vedere, altrimenti si può pensare sia un mondo impossibile o troppo lontano dalla realtà. Invece il mio viaggio serve per far vedere alle persone che non solo è possibile, ma sta già succedendo.
Le tematiche fondamentali sono la consapevolezza personale, il consumo critico/consapevole, la riduzione dei consumi, l'economia positiva e sostenibile, il cibo come rivoluzione sociale. Dal punto di vista più filosofico, il messaggio principale si rifà all'unica legge della permacultura: prenditi la tua responsabilità. Sii cosciente che ogni tua azione ha un peso sul mondo e sulla società. Scegli bene che azioni vuoi intraprendere, perché ognuno di noi ha un ruolo in questo mondo. Più responsabilità ti prenderai nei confronti di te stesso e del mondo che ti circonda, più sarai libero di agire consapevolmente. Il concetto di libertà e di responsabilità sono strettamente connessi.
Qual è, secondo te, il primo passo da compiere per andare verso un vero cambiamento?
Il primo passo in assoluto è quello di avere il coraggio di guardarsi dentro. Attualmente viviamo in mondo in cui è molto facile giudicare e criticare l'altro, ma quasi impossibile fare una vera analisi di noi stessi. Siamo troppo abituati a delegare a qualcun altro le sorti della nostra esistenza e non diamo importanza invece a quello
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Ottavia Nigris Cosattini |
che potremmo fare noi per cambiare quello che non ci piace.
La transizione non vuole essere un cambiamento repentino nelle abitudini (i cambiamenti troppo rapidi non sono duraturi), vuole essere un incamminarsi verso una direzione di rispetto e sostenibilità. Credo sia importante cominciare solo osservando le nostre abitudini quotidiane, per capire cosa riusciamo a cambiare subito (lasciare le luci accese inutilmente, sprecare l'acqua, buttare il cibo avanzato), cose semplici che richiedono solo la nostra attenzione. Poi si può passare a gesti più impegnativi, come cambiare le abitudini mentali e pratiche (stare attenti a dove spendiamo i nostri soldi, a dove facciamo la spesa, a quale economia stiamo alimentando con i nostri soldi; fare attenzione a che tipo di comunicazione abbiamo con gli altri: siamo aggressivi, presuntuosi, abbiamo una comunicazione violenta verso il prossimo? non solo di persona, ma anche sui social che ci rappresentano; preferire i mezzi pubblici alla macchina....).
Mi permetto di citare San Francesco senza riferimenti religiosi: "Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile."
Avete già fatto un tour di proiezioni in Sicilia, com’è stato accolto?
E' stata un'esperienza incredibile. L'accoglienza che ho ricevuto è stata sorprendente, sono stata accolta come una persona di famiglia.
Le proiezioni sono state fatte nei luoghi più disparati, dal cinema del comune, ad associazioni e anche dentro casa delle persone che mi avevano invitato: in tutte le occasioni è stata una sorpresa, non solo la conoscenza ogni volta di persone nuove, interessate e impegnate e capire quindi che la permacultura si sta diffondendo a macchia d'olio, ma anche lo stupore di molti che una ragazza friulana era riuscita a raccontare la Sicilia, con tanta passione e affetto. In molti mi hanno detto: "Dovevamo aspettare te dal Friuli per conoscere quanto è bella la nostra terra e quanto sono forti i siciliani". Ma forse solo un occhio esterno poteva dare voce a un movimento autogestito e partito dal basso.
Dopo Roma, avete in programma altre proiezioni?
Per ora abbiamo confermato il 22 Marzo a Udine, al cinema Visionario. Il 26 Marzo a Milano, alla Cascina Torchiera. Ma in previsione anche Perugia, Napoli, Firenze...
Progetti futuri?
L'anno scorso ho avuto l'occasione di essere coinvolta in un progetto di cooperazione internazionale per gli aiuti al popolo Saharawi, popolo segregato nel deserto dell'Algeria dopo l'invasione del Marocco negli anni '70. Sono più di 40 anni che vivono nei campi per rifugiati senza poter tornare nella propria terra. Il prossimo documentario sarà su di loro.
Appuntamento quindi al Teatro Quirinetta di Roma, il 4 marzo, a partire dalle ore 18, per la proiezione del docu-film “LUPO NERO, LUPO BIANCO – Viaggio nel gruppo Permacultura Sicilia”, con l’intervento dei rappresentanti di gruppi e associazioni locali e nazionali, degustazione di prodotti siciliani e non, percorso didattico nell'orto biologico e nel Playground per i più piccoli e, per finire, concerto live del gruppo VERROSPIA. L’ingresso è libero. Non mancate!
Nell’ambito della XIII edizione del FESTIVAL TEATRALE EUROPEO - XACTOR
"La Pizia profetava a casaccio, vaticinava alla cieca,
e poiché altrettanto ciecamente veniva creduta,
nessuno ci faceva caso se le sue profezie non si avveravano quasi mai,
o solo qualche rara volta…"
Friedrich Dürrenmatt
E’ il mito fondante della psicoanalisi, quello che più di tutti ha condizionato per secoli il nostro immaginario collettivo attraverso trattati, letteratura, pittura e musica. Parliamo del mito di Edipo, lo sfortunato figlio del re Laio e della regina Giocasta, che uccide senza sapere chi sia il vecchio re, e ne impalma la vedova diventando re a sua volta. E questo sarebbe il mito di riferimento cui si ispira lo spettacolo Pannichys. Ma chi è costei? Si tratta di una Pizia, o meglio una portavoce dell’oracolo, e in questo caso anche delle predizioni del famigerato Tiresia, il divinatore privo di vista che il mito vuole fatto accecare da Giunone. I greci credevano ciecamente, è il caso di dirlo, nelle predizioni delle pizie, senza distinzione di ceto: popolo e nobili, sovrani e generali, tutti consultavano l’oracolo prima di un’impresa, per capire il senso di disgrazie naturali, per avere indicazioni e consigli anche sulla vita familiare. Ma questa storia nello spettacolo in questione, mette seriamente in dubbio la veridicità di quanto è stato predetto e poi vaticinato. Pannichys infatti, giunta alla fine della sua vita, come fanno tanti anziani, si libera finalmente dai vincoli formali, e diffonde la sua verità. In realtà ha vaticinato a caso, tanto per dare delle risposte agli angosciati abitanti di Tebe vittime di una terribile pestilenza, e anche per divertirsi alle spalle dei creduloni. Così tutto si ribalta, tutto prende un significato diverso, una diversa prospettiva. E i primi ad essere spiazzati sono i protagonisti della vicenda: Edipo e Giocasta che tornati dall’aldilà, sono i primi ad essere sorpresi. In scena, tanto per complicare le cose c’è anche la Sfinge, che racconta la sua verità, e Tiresia, ingannatore ingannato, che confessa di non essere mai stato cieco.
Geniale la trovata di far parlare i vari personaggi in dialetto: un Edipo napoletano, una Giocasta calabrese, una Pannichys che sciorina in siciliano le sue sagge considerazioni con malcelata ironia. D’altronde si sta parlando di un mito mediterraneo, e non erano queste regioni parte della Magna Grecia?
Ma nella volontà dell’autrice, che si è ispirata a Durrenmatt, il vero protagonista della storia è il dubbio, e questo oltre a spiazzare e divertire gli spettatori, dovrebbe far riflettere sullo smarrimento umano, e quanto mai attuale, dinanzi al crollo di certezze, o ideali che appaiono immutabili. L’incertezza è alla base della vita umana, e una univoca verità non esiste. Inutile perdere la vita a cercarla. Questo ci riconduce al pirandelliano “Così è se vi pare”, parlando di un grande autore mediterraneo, certamente influenzato come molti della sua generazione dalle teorie freudiane.
La regia briosa, l’affiatamento degli attori, tutti “in parte e talentuosi”, è evidente e fa di Pannichys uno spettacolo davvero godibile. Tournèe previste in varie città, tra le prossime date: Malborghetto per la rassegna Teatri di Pietra, e Volterra, ospite del Festival Internazionale del Teatro Romano.
con
Annamaria Guzzio Pannichys
Paolo Gatti Tiresia
Clif Imperato Edipo
Camilla Cuparo Giocasta
Valentina Tramontana Sfinge
Davide Campenni ’Militto
Regia di Mariagiovanna Rosati Hansen
Ispirato alla novella di Friedrich Dürrenmatt