L'informazione non è un optional, ma è una delle condizioni essenziali dell'esistenza dell'umanità. La lotta per la sopravvivenza, biologica e sociale, è una lotta per ottenere informazioni.

Free mind (151)

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Barbara Tognarelli
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Le "avvisaglie" c'erano tutte, nonostante le rassicurazioni, o forse le speranze, di qualche "addetto ai lavori" un po 'troppo ottimista. E stamattina si sono manifestate in tutta la loro crudezza. Non è ancora mezzogiorno quando le agenzie di stampa "battono" la notizia del rinvio a giudizio, disposto dal gup Pietro Currò, di Enzo Bianco e della sua giunta con l'accusa di falso ideologico in riferimento al buco di bilancio del Comune di Catania.

Un vero e proprio "tsunami" politico-giudiziario che travolge un'intera classe dirigente. 29 gli imputati, tra politici e revisori dei conti, tutti i nomi di "peso" della politica catanese: Tra questi, oltre a Bianco, anche l'ex comunista italiano Orazio Licandro, e l'ex segretario Cgil e attuale segretario del Pd Angelo Villari : "Bianco e tutta la sua giunta sono appena stati rinviati a giudizio - scrive la giornalista Debora Borgese - per il buco di bilancio al Comune di Catania. Dovranno difendersi da accuse molto gravi e cioè per falso ideologico. Ora, che la giustizia arrivi prima Va certo salvaguardata la presunzione d'innocenza ma questo rinvio a giudizio rappresenta la bocciatura di un ' intera classe politica che ancora cerca spazi rivestendo cariche politiche, la stessa che ha portato la città al baratro. Adesso, dicevamo, rispondere alle accuse e difendersi ma, nel frattempo, dignità politica vorrebbe che chi riveste cariche si dimetta. "

A rincarare la dose ci pensa Nunzio Di Stefano, militante del Pd di Belpasso - sottoposto a "processo" (non penale ma di partito) con l'accusa di "leso villarismo" - che da tempo chiede le dimissioni del segretario Pd Angelo Villari: "Non mi interessa - dice Distefano - aspetto giudiziario, né mi compete. Parliamo quindi di politica, perché insisto nel dire che il Pd in ​​provincia di Catania deve essere lasciato libero da Angelo Villari di farla, la politica. Mentre lui, Bianco Tutti da cittadini e non già qualcuno anche da massimo dirigente provinciale di un Partito nel quale avrei difficoltà a rinnovare la tessera. Faccia quindi un passo indietro, di lato, di sotto o di sopra, ma svincoli una intera comunità politica dal destino personale dell'uomo.

Al quale auguro ogni bene e tutte le fortune ma, come direbbero a Oxford, a due palmi dal culo del Pd, almeno fino a quando sarà un poco anche il mio ". Villari, leader indiscusso dell'area Pd-Cgil, secondo alcune indiscrezioni , potrebbe dimettersi nelle prossime ore, dopo aver partecipato, domani, all'assemblea nazionale che dovrebbe "incoronare" il nuovo segretario Enrico Letta: "Prendo atto - scrive l'ex assessore Villari su Facebook - con il rispetto di sempre, della decisione presa oggi dal giudice dell'udienza preliminare. Sono certo che presto si potrà dimostrare la correttezza dell'operato mio e di tutta la giunta davanti alla magistratura ". oltre a quello della dirigente Spi-Cgil e inseparabile "partner" politica di Villari, Concetta Raia. di due componenti della segreteria Cgil, Giuseppina Rotella e l'ex Cisl (assunta da Villari in Cgil), Rosaria Leonardi: "Sempre fiduciosi Angelo, un abbraccio", commenta Leonardi. Ma gli effetti dello "tsunami" potrebbero non finire qui.

A rischiare la "poltrona" potrebbe essere ora anche il segretario della Cgil Giacomo Rota, massimo sostenitore della giunta Bianco. Anche lui potrebbe trarre le conseguenze, e dimettersi, nei prossimi giorni: "Rota è stato parte del" blocco di potere "che oggi viene mandato a processo, - dice un attivista sindacale -, lo ha sostenuto fino alla fine e oggi non può far Finta di niente. Non ci sono solo le responsabilità giudiziarie, che verranno accertate, ma anche quelle politiche, Rota dovrebbe essere derivato e dimettersi ". Su Facebook, intanto, Enzo Bianco abbozza una prima difesa: "Prendiamo atto - scrive - con il dovuto rispetto, della decisione del giudice dell'udienza preliminare. Avremo modo, presto, di dimostrare l'ASSOLUTA CORRETTEZZA del comportamento mio e della Giunta davanti al Tribunale ".

Intanto si attende per i prossimi giorni il verdetto della corte dei conti regionali sull'accoglimento o meno del ricorso presentato da Bianco e dagli assessori della sua giunta contro la condanna all'interdizione, per dieci anni, dai pubblici uffici. La prima udienza del processo penale è fissata per il 16 settembre 2021.

 

 

per gentile concessione de "Le Iene siciliane"

Come può un uomo distruggere un altro uomo? Come può distruggere l'uomo? Come può un essere distruggere se stesso?. Per le elites che governano la politica e l'economia mondiale, ovvero per i padroni del sistema economico che detengono Il capitale e dettano i tempi ed il modus operandi della globalizzazione attuale, i popoli, che loro stessi definiscono massa, sono diventati un problema da gestire, non una risorsa da valorizzare. La tecnologia ha reso inutile buona parte del capitale umano in tutti i settori ed ha sostituito, automatizzandole, innumerevoli fasi dei processi produttivi.

Quel minimo di domanda di mano d'opera che è rimasta, ricerca per lo più forza lavoro a basso costo, sfruttandone lo stato di necessità, in cambio di un tozzo di pane, nel nome di una globalizzazione disumana voluta dalle stesse elites  che dominano la finanza e di riflesso l'economia mondiale. Cosa farne allora di queste 'masse' in eccesso? Distruggiamole mentalmente cosicche 'gireranno a vuoto, considereranno dei lavori disumani sottopagati come dei privilegi, puntando Il dito contro chi è riuscito a prendere l'assegno di povertà.Invidieranno chi è riuscito, inchinandosi a qualche padrone, a conquistarsi una posizione da servo che è sempre meglio della schiavitù, si inchineranno davanti al padrone e difenderanno le loro stesse catene, arrendendosi a San Remo e ad ogni sorta di distrazione che possa illuderli di essere liberi quando in realtà sono diventati degli schiavi funzionali che pagano il costo della loro stessa schiavitù. Una guerra tra poveri disgraziati, laureati precari o sfruttati, lavoratori derisi ed umiliati, piccoli imprenditori saccheggiati e criminalizzati, mentre le élites ingrassano e sottopongono al dominio della loro finanza privata intere classi politiche, settori industriali, informazione, istruzione e qualsiasi opportunità di sviluppo economico in espansione.Questa era la situazione pre-virus, chissà quale sarà quella post virus, semmai inizierà un'epoca post virus.

Libertà di stampa - intervista a Gianpaolo Pucciarelli prima parte (Video)

 

Libertà di stampa - intervista a Gianpaolo Pucciarelli seconda parte (Video)

Il 4 gennaio terminano, in Inghilterra, le udienze del processo per l'estradizione di Julian Assange, accusato di aver pubblicato documenti militari USA sulle guerre in Iraq e Afganistan, svelando a tutto il mondo la realtà di come i militari USA operato in quei paesi . Video, registrazioni audio e documenti sono stati ricevuti e pubblicati dalle redazioni giornalistiche di tutto il mondo.

Alle ore 09:00, del 4 gennaio, a Londra il giudice deciderà sulla vita di Julian Assange, estradizione si o no !!! E 'chiaramente un processo politico.

Colpire e punire Julian Assange per aver fatto dell'ottimo giornalismo è un terrificante monito e un precedente pericolosissimo per chiunque faccia informazione, giornalisti e semplici cittadini. In poche parole “scrivi qualcosa che non ci piace e farai la fine di Julian Assange”.

Se Julian verrà estradato, ogni giornalista non sarà più libero, la libertà di stampa, la democrazia, il rispetto del diritto non esisteranno più e saremo tutti costretti ad autocensurarci per non essere colpiti come Julian Assange.

Dalle ore 10:00 ore italiane, dalla pagina FB del Patto Julian Assange

qui il link :  https://www.facebook.com/PattoJulianAssange

ricostruiamo quanto è accaduto rivedendo video, interviste, documentari, per capire meglio le motivazioni, come e cosa ha subito Julian Assange nell'attesa di conoscere l'esito della sentenza.

Ospiti della NO-Stop sono gli amici, giornalisti, uomini e donne che si battono per la libertà di Julian, si alterneranno per commentare quanto da Londra. Pressenza sarà presente.

Disamina Simbolica del 27 dicembre 2020

 

“VACCINO DAY” Chiave di Lettura:    COVID-19, 27 DICEMBRE 2020 VAX DAY SIMBOLICO IN TUTTA EUROPA.

Rieccoci qui!. Mi ero promesso di non fare più disamine, l’ultima è stata il 5 agosto scorso, per non creare malintesi e per il rispetto delle vittime che cominciavano ad essere attribuite al “fantomatico Covid-19”, fantomatico perché ancora non si è chiarita la questione scientifica di questo “nuovo” virus. Ma questa volta non posso farne proprio a meno.

In tanti mi hanno chiesto se vi è un nesso “Esoterico” nella scelta della data in cui il vaccino anti-Covid, delle aziende Pfizer-BionTech, viene distribuito in Tutta Europa, tutto nello stesso giorno, e per quale motivo si può ipotizzare come un ennesimo “rituale oscuro”.

Bene, utilizzerò per questa Interpretazione Simbolica, le parole della Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen:

Bruxelles – Non ci sarà un solo ‘Vaccino day’ simbolico per far partire la somministrazione negli Stati membri UE, ma tre: il 27, 28 e 29 dicembre inizierà la vaccinazione contro il Coronavirus in tutta l’Unione europea. Lo annuncia la presidente della Commissione Ursula von der Leyen in un tweet dopo che (il 16 dicembre) in un dibattito di fronte al Parlamento europeo aveva reso noto il suo auspicio che i Ventisette (27) Stati membri Ue potessero iniziare insieme,tutti lo stesso giorno”, la campagna di vaccinazione contro il Covid-19, “così come abbiamo agito insieme durante tutto l’arco di questa pandemia”.

Anche in Italia è stato pubblicato il bando di gara per il reclutamento di 3mila medici e 12mila infermieri, chiamato Piano-Arcuri, da utilizzare a tempo determinato per la somministrazione dei vaccini: Il Governo italiano ha lavorato negli ultimi giorni per favorire una simbolica data comune di avvio delle vaccinazioni nell'Unione Europea . “Ci vuole ancora molta prudenza e il percorso non sarà breve, ma la strada è quella giusta", lo scrive in un post su Facebook il ministro della Salute Roberto Speranza. Numeri a caso?... Parole a caso?

Come ormai sapete io non ho mai creduto al caso e in tutta questa vicenda è ormai palese che vi sia qualcosa che non “torna” ma, essendo fiduciosi e garantisti, crediamo che se in un futuro non troppo prossimo, dovessero configurarsi delle responsabilità in tutta questa vicenda, di tipo penale e oggettive su “ipotetici reati”, abusi di potere anti-Costituzionali ecc.., diremo che perlomeno qualche dubbio ci era venuto.

Vediamo insieme dunque, cosa ci dice la Cabala sul numero Simbolico 27.

DISAMINA DEL NUMERO 27

Simbolismo

Interpretazione cabalistica

Ventisette (cf. latino viginti septem, greco πτ κα εκοσι) è il numero naturale dopo il 26 (attribuito a Dio) e prima del 28 (attribuito alla Forza).

SIGNIFICATO:    "Chi si comporta bene sarà premiato con onore.

                       Il saggio aspira solo all'armonia della propria coscienza."

ABBINAMENTI: Albero, caramelle, diavolo (26 è il numero di Dio), pace, ascia, casco, feto, studente, attore, confessione, lingua, mezzo di Trasporto.

Il 27 è' il numero della fortuna acquisita, ottenuta in ritardo e realizzata con il lavoro paziente ed assiduo.

E' il numero degli eventi che accadono in ritardo, dei desideri che si avverano quando ormai è troppo tardi, delle proposte di lavoro e di matrimonio quando oramai si è già impegnati, dei numeri del lotto intuiti quando sono già usciti, dei treni perduti, dei sentimenti gettati al vento.

E' anche il numero delle persone che si svegliano nervose, che cominciano un lavoro sfiduciate, delle giornate piovose, ma anche delle cose cominciate con difficoltà e concluse piacevolmente, della tristezza che si trasforma in allegria, delle situazioni cominciate male e che si concludono felicemente.!

Il simbolo di questo numero è la polvere.

E’ il simbolo della luce “divina”. “Ecce crucem Domini” era la frase che accompagnava l’apparizione della croce luminosa.

E’ all'età di 27 anni che Gesù iniziò la sua evangelizzazione, secondo le visioni di Maria Agreda. «Nel secondo mese, il ventisette del mese, tutta la terra si era prosciugata» dalle acque del diluvio (Gen 8,14).

Nel Nuovo Testamento

Il numero 27 è usato 6 volte nella Bibbia (6 è il numero dell’Uomo in Genesi)

27 sono i libri del Nuovo Testamento nella Bibbia cattolica secondo il Concilio di Trento (1546) il 27-esimo, è la Rivelazione di Giovanni (libro dell’Apocalisse) e la sua festa è celebrata il 27 dicembre.

Secondo la Gematria

Il libro dei Atti dei Apostoli nel Nuovo Testamento usa in tutto 27 numeri diversi, che sono quelli dall’1 al 12, 14, 15, 20, 40, 70, 75, 120, 200, 276, 400, 450, 3'000, 4'000, 5'000 e 50'000. Il numero 500 è usato 27 volte nella Bibbia.

Fra i 365 numeri diversi che si trovano nella Bibbia, 27 di loro sono numeri primi, compreso il numero uno [1].

Alcuni Scrittori

Lo scrittore Raymond Abellio parla del numero dello Spirito Santo. Secondo R. Allendy, rappresenta l'evoluzione tendente a unificare la dualità, J. Boehme chiama questo numero          "la morte." Secondo Alfred Weysen, ventisette è un simbolo lunare, indica la luce nell’oscurità. Secondo Edgar Cayce, è questa unità di misura che sarebbe stata usata per la costruzione della Grande Piramide.

In Massoneria

27 erano i Maestri che inseguirono i 3 assassini di Hiram.

Per gli indo-Americani

Per gli indiani d’America il “dio Soma” era accompagnato da 27 donne.

Per i Greci

L'alfabeto greco primitivo, con quale era possibile scrivere tutti i numeri dal 1 al 900, aveva 27 lettere col digamma, il koppa ed il sampi.

Per il Popolo Ebraico

Similmente la Rivelazione divina, ispirata al popolo eletto, è stata scritta sui rotoli grazie al 27 segni dell'alfabeto israelitico: 22 lettere più i 5 finali (kaph, mem, nun, phe e tzade) che hanno una forma ed un valore numerico diverso quando sono alla fine di una parola.

Ricorrenze

Anniversario di matrimonio: la Leggenda delle nozze di Ametista (consigliata la lettura).

       Altre interpretazioni del 27

Non sono solo i sogni che danno un senso ai numeri però! Può infatti capitare di avere un numero ricorrente, che entra a far parte in vario modo della nostra vita. E’ possibile anche associarsi ad un numero perché in quel giorno siamo venuti al mondo. Se il vostro numero è il 27, potrete nelle righe seguenti trovare tutte le informazioni utili.

Il 27 si associa solitamente ad una persona sana e positiva, baciata di solito da una fortuna che non è però in grado di sfruttare come dovrebbe. Attenzione in amore. Il numero 27 è infatti associato a persone che tendono ad innamorarsi di chi non li ama, e si trovano così a vivere momenti di difficoltà, di solitudine, di sofferenza. Attenzione si da anche ai rapporti di amicizia!.

Il Club 27

Secondo alcuni, esisterebbe un misterioso e oscuro club di Artisti Famosissimi,                  i quali avrebbero perso la vita a 27 anni, dopo la loro iniziazione! (ipotesi)

Numero 27 nella Smorfia: il pitale; ‘O càntero

La smorfia associa al numero 27 all’orinale. Capiamo da dove nasce questa associazione, quale significato ha, per quale motivo e in quali circostanze può essere utile puntare sul numero 27.

La smorfia napoletana associa al numero 27 il vaso da notte che viene utilizzato durante la notte appunto per le proprie funzioni fisiche qualora si sia impossibilitato a raggiungere i bagni. Molto diffuso un tempo, quando i bagni si trovavano fuori dalle abitazioni, oggi l’uso di questo oggetto è legato soprattutto a situazioni di malattia o in cui comunque un soggetto ha difficoltà a raggiungere in maniera autonoma un bagno. Lo stesso numero rimanda infatti ad azioni quali adattarsi, declamare, offendere, pestare, puntellare, tranciare; a cose quali l’autobus, il cappello di lana, la carne, il certificato, la comunicazione, il convoglio, l’ufficio, il cuscino, davanzale, il torrone, il mezzo di trasporto.

Proprietà matematiche

È un numero composto, dispari. È il cubo di tre. La scomposizione in fattori primi è la seguente: 27 = 33 ( 33 gli anni di Cristo in croce secondo il nuovo Testamento).

Ha quattro divisori, la lista completa è: 1, 3, 9, 27. La somma dei suoi divisori (funzione sigma) è quaranta, l'aliquot (somma dei divisori propri) è tredici.

Il doppio di ventisette è cinquantaquattro e il triplo è ottantuno. Il quadrato è 729, mentre il cubo è 19683.

La somma delle cifre di ventisette è 9 per cui è un numero di Harshad, in quanto è divisibile per tale somma.

È un numero dispari.

È un numero composto, con quattro divisori: 1, 3, 9 e 27. Poiché la somma dei divisori (escluso il numero stesso) è 13 < 27, è un numero difettivo.

È un numero perfetto totiente.

È un numero decagonale.

È un numero di Harshad.

È un numero potente.

È un numero di Smith nel sistema numerico decimale.

È un numero di Friedman in numeri romani, XXVII = IX * ((X/V) + I).

È la somma delle cifre del suo cubo: 273 = 19683; {\displaystyle 1+9+6+8+3=27.}{\displaystyle 1+9+6+8+3=27.}

È il cubo perfetto ossia 33.

1/37 = 0,027027027..., e 1/27 = 0,037037037...

Se un multiplo di tre cifre di 27 viene ciclicamente permutato, per esempio 513 diventa 135 o 351, allora i numeri risultanti sono ancora multipli di 27.

L'unico altro numero che ha questa proprietà nell'ambito delle tre cifre è 37.

È il più piccolo numero intero che è uguale alla somma di tre quadrati in due modi diversi: 27 = 32 + 32 + 32 = 52 + 12 + 12.

È parte delle terne pitagoriche (27, 36, 45), (27, 120, 123), (27, 364, 365).

È un numero palindromo nel sistema numerico binario.

È un numero a cifra ripetuta nel sistema di numerazione posizionale a base 8 (33).

È un numero malvagio. Lunghezza del cubito "mir" in pollici (è in realtà ventisette pollici e mezzo).

Rappresentazione

Il numero 27 nella numerazione in base 16 (sistema esadecimale) viene rappresentato con 1B. Invece nella numerazione binaria (in base 2) viene rappresentato con 00011011 (se si utilizzano otto cifre). Nella notazione scientifica si esprime in questo modo: 2,7 x 10 1 oppure 2,7E+1

Chimica

L’elemento di numero atomico 27 è il cobalto (simbolo Co), un metallo grigio, molto duro, adottato in molte leghe e processi, come colorante.

Proprietà del numero 27 - Numero Cardinale

È un aggettivo numerale cardinale, invariabile (per cui si usa sia al maschile che al femminile). In cifre arabe si scrive 27, in numeri romani diventa XXVII.

Segue il ventisei e precede il ventotto. È composto di due decine e sette unità.

Il corrispondente numerale ordinale è ventisettesimo. A volte l'ordinale viene indicato nella forma mista 27esimo.

Per indicare una persona che ha ventisette anni, anche in maniera approssimativa, si usa la parola composta ventisettenne. A volte si usa anche la grafia mista di cifre e lettere 27enne.

Come sostantivo al maschile indica il numero e il segno che lo rappresenta.                Ad esempio: Alla lotteria di Guidonia Montecelio è stato estratto il ventisette.

Può essere usato in espressioni relative al tempo. Ad esempio: Il ventisette maggio vado a Catanzaro per lavoro. Preceduto da un apostrofo, può indicare un anno in cui vengono omesse le prime due cifre, in particolare in relazione al ventesimo secolo. Quindi di solito '27 si riferisce al 1927.

Il Numero 27 – Terzo Decagonale

È parte paterna del triangolo rettangolo pitagorico 27, 36, 45. Questa terna è nove 9 volte il triangolo sacro pitagorico 3, 4, 5.

Pitagora e il Numero Ventisette 27

Secondo Pitagora il 27 è scomponibile i 2 e 7; 2 rappresenta la dualità (bene, male ecc.); 7 il numero della manifestazione Divina (colori dell’arco baleno, note musicali, sacramenti ecc.); La loro somma è 9 che rappresenta la Partenza, Completezza e Compimento; Ventisette è cubo perfetto 27=33, il primo cubo costruito sul 3, il primo numero spirituale. È uguale alla somma dei suoi tre quadrati: 27=32+32+32. Come numero rettangolare può essere espresso solo nella forma 3 x 9. È la somma delle cifre del suo cubo: 273=19683, cioè 1+9+6+8+3=27.

È il terzo numero poligonale decagonale 1, 10, 27, la forma su cui tale sequenza si sviluppa è un poligono a 9 lati, 27 è dato dalla somma di due ennagoni a 9 e 18 punti. Il numero 27 era anche detto Grande Tetractis, perché deriva dalla somma dei 4 numeri che all’interno della Decade nascono da un prodotto: (2 x 2) + (2 x 3) + (2 x 4) + (3 x 3) = 4+6+8+9=27. La Grande Tetractis 27, esprime la totalità dei prodotti della Decade e la moltiplicazione per 4 indica il passaggio alla manifestazione, per cui con esso si esprime “la totalità degli stati dell’essere; ciò ne fa un frequente simbolo iniziatico, diffuso anche nelle tradizioni orientali”. Il pitmene di 27 è 2+7=9, che rappresenta il primo cubo (il cubo è simbolo di Terra) che forma il numero.

Platone

Platone divide L’Anima del Mondo in più parti, secondo criteri di proporzionalità e armonia, le cui misure sono date dalle due quaterne geometriche di 1, 2, 4, 8 e 1, 3, 9, 27 che insieme formano una serie di Sette numeri 1, 2, 3, 4, 8, 9, 27.

Il 7° numero 27, è la somma dei primi 6 numeri dell’Anima del Mondo.

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 Stefano Erario

Conclusione

Le informazioni sono dunque davvero tante, non vi resta che fermarvi un attimo a pensare e capire che il 27 è un numero estremamente Simbolico dal punto di vista Cabalistico (della conoscenza misterica) e che quasi sicuramente, secondo il mio parere, non è stato scelto a caso. Non sappiamo se chi sta governando l’Europa oggi abbia conoscenza e coscienza di tutto questo, ciò sarebbe davvero grave, ma sappiamo chi ha questo tipo di conoscenza nel mondo, e sta tentando in tutti i modi, economici ed esoterici, di impiantare un cambiamento “Forzato e Forzoso”, nei confronti di Tutta l’Umanità solo per i suoi “scopi”, comprensibili per alcuni versi e in pochissimi in alcuni casi, ma non accettabili nei metodi. (non faccio nomi ma chi mi segue lo ha capito da tempo).

Siamo in un momento importantissimo di evoluzione Cosmica, in un passaggio epocale che dal “cono” del settore circolare dei Pesci (circa 2.000 anni, e chiamato “io credo” ) si passa a quello dell’Acquario (ho calcolato un periodo minore di 1.750 anni - considerando una “Vera precessionale” di 12 coni - chiamato “io so” ). Il suo Simbolo di riferimento è l’Acqua in tutti i suoi aspetti (vita, purificazione, memoria ecc.. Un passaggio a cui Tutti siamo sottoposti e che porterà ad una visione della vita molto più Libera da preconcetti ma anche da legami Temporali e Religiosi. Questo è il vero motivo per cui si stanno compiendo questi “atti”, un colpo di coda da chi queste cose le conosce benissimo. La storia ci ha insegnato che il male non ha mai trionfato, tanto meno lo farà questa volta, seppur questo passaggio lo si sta vivendo con palpabile preoccupazione. La verità Vince Sempre, abbiate fede, ognuno la sua.

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< Prendete tutto quello che vi dico al pari di una fiaba, anche se le fiabe, tuttavia, hanno un fondo di verità. Chi ha orecchie per intendere, ha già inteso >                  “Sapere Aude” !Un abbraccio ... She

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Fonti:

-       Il significato dei numeri – CAMELOTTwww.camelott.it › Varie › numeri

-       proprieta-del-numero-27. http://alexfocus.blogspot.com/2012/07/

-       https://it.wikipedia.org/wiki/27_(numero)

-       https://www.yumpu.com/it/document/view/44778084/insegnamento-pitagorico-armonia-istituto-cintamani.

-       Studi di Simboli e Simbologia/di Stefano E. Erario 2011./ numeri e numerologia.

-       https://www.google.com/url?sa=i&url=http%3A%2F%2Fwww.sapienzamisterica.it%2Farithmos

-       https://www.google.com/url?sa=i&url=https%3A%2F%2Fsitowebinformativo.com%2Fnumerologia-il-significato-del-numero.

             “L’Italia è diventata un enorme laboratorio mediatico per sperimentare un fenomeno ancora sconosciuto, almeno per la frequenza e le dimensioni, nelle altre democrazie. Anche perché nulla di simile, nelle altre democrazie, sarebbe possibile. Una fabbrica di bufale a getto continuo che non ha incontrato ostacoli degni di nota e ha finito con l’assuefare i cittadini, mitridatizzandoli, privandoli giorno per giorno degli anticorpi, trascinandoli sempre più inconsapevolmente verso uno stato di anestesia totale, in una bolla di balle, su un terreno dove la verità e la menzogna non si distinguono più: qui i fatti veri vengono sostituiti sistematicamente, scientificamente con fatti sempre e comunque falsi. E con argomenti che la gente comune non ha gli strumenti per verificare de visu: è costretta a fidarsi, e purtroppo si fida – in mancanza di alternative equivalenti – di chi quei fatti li manipola e li falsifica per mestiere. Di chi è pagato per falsificarli ed, essendo protetto dal potere, non teme alcuna conseguenza né penale né civile per le sue azioni, perché c’è chi pagherà per lui, c’è chi lo tirerà sempre fuori dai guai.”

     Questo leggiamo in un capitolo intitolato Premiato Bufalificio Italia nel libro di Marco Travaglio di qualche anno fa, La scomparsa dei fatti (Il Saggiatore, Milano 2006, p.161).

E, in un capitolo immediatamente precedente, a proposito dell’aviaria, ovvero “del fantomatico virus dei polli che ha terrorizzato l’Europa e l’America negli ultimi mesi del 2005”, definita la “più grande bufala del nuovo millennio” (p. 147), prima della presentazione (in base all’esito delle ricerche effettuate da Report) degli sconfinati vantaggi economici ricavati dalle grandi multinazionali farmaceutiche in seguito al panico venutosi a creare grazie all’ allarmistica campagna mediatica e ai relativi provvedimenti governativi, ci imbattiamo in affermazioni lapidarie in merito a quello che una sana e onesta informazione dovrebbe sentirsi chiamata a fare soprattutto in situazioni di questo genere.

                                             “L’antidoto alla pandemia delle balle sarebbe l’informazione, intesa come contropotere indipendente dal pensiero unico, dalle campagne puzzolenti, dall’ansia di sensazionalismo e dagli interessi forti. Ma l’informazione fallisce, o abdica, o si mette pigramente a rimorchio dei cosiddetti “esperti” che, mai come in questo caso, indipendenti non sono. L’allarme, infatti, lo lanciano i cosiddetti scienziati: fanno lo stesso mestiere di quelli che invitano alla prudenza, ma lo scienziato che annuncia la peste fa molta più audience di chi minimizza e va coi piedi di piombo.

Un vero peccato, davvero, che cose di questo tenore all’epoca ritenute, dalle più brillanti menti progressiste, segno pregevole di rara lucidità di analisi e di indiscutibile indipendenza di pensiero, vengano considerate oggi, nel migliore dei casi, manifestazione tangibile di stolta e pericolosamente irresponsabile dabbenaggine … Ma una informazione come quella attuale, che, anche nei suoi protagonisti ritenuti più liberi e intelligenti, invece che coltivare il dubbio e il sospetto, invece che favorire in tutti i modi il dibattito aperto e il confronto critico fra le varie tesi, possibili interpretazioni e possibili strategie da adottare, svilisce perentoriamente e prepotentemente i pochi che osano porsi fuori dal coro, etichettandoli con grossolano disprezzo come scellerati-negazionisti-terrapiattisti-nomask-novaxisti, rappresenta forse la più inquietante forma di fallimento culturale di questo oscuro periodo. E, senza una informazione in grado di fare veramente da coraggioso cane da guardia nei confronti del potere politico e del potere economico, i tempi che ci attendono difficilmente potranno essere meno oscuri …

Dell’architettura e del suo rapporto atavico, quasi ancestrale col suolo, ha parlato ieri, 10 ottobre 2020, nel corso del Geoevento organizzato in occasione della Settimana del Pianeta Terra, a Mussomeli, il Professore Gianfranco Tuzzolino, ordinario di Progettazione architettonica presso la Facoltà di Architettura di Palermo. Docente e progettista attivamente impegnato, può vantare, nel novero delle sue attività, un portato di circa 200 pubblicazioni inerenti la materia architettonica e i suoi svariati campi d’applicazione.

Indagare la terra e le sue necessità è diventata un’esigenza di primaria importanza per l’uomo vista la portata degli ultimi eventi climatici sempre più disastrosa. Un rinnovato senso della costruzione e del suolo tanto auspicabile per l’inaugurazione di un tempo nuovo. Conoscere per costruire ma anche cercare le appartenenze nel suolo. E proprio lì, nella morfologia del suolo e del luogo, nelle loro criticità, vanno ricercati i limiti dell’artificio e il suo senso esplicito e latente.

Perché, solo conoscendolo, il rischio può essere arginato, grazie alle competenze acquisite, prevedendo, anziché accendere il dibattito al momento dell’accidente. A tal proposito le varie discipline, Geologia e Architettura in primis ma anche Agronomia quale scienza intimamente legata al suolo, è bene che operino in sinergia tenendo ben presenti, però i confini di ognuna. E il senso del limite e del confine è quello che dovrebbe guidare qualsivoglia progetto di costruzione. Nell’ottica di questa rinnovata etica della responsabilità il Muro diventa segno e metafora di un confine che paradossalmente si erge per svelare un orizzonte-altro, quell’infinito necessario che segretamente ci abita. L’artificio, nella sua compenetrazione con la Natura, può restituire all’uomo quell’immortalità negata proprio dalla sua condizione di coscienza. Ma l’artificio prevede la Cura di quel suolo che una volta possedeva il suo magistero. Un approccio umanistico alla Progettazione dei luoghi, una conoscenza che prevede lo sguardo per costruire in maniera coerente. Perché costruire è un bisogno intimamente legato all’uomo e l’architettura attribuisce qualità ai luoghi come il castello che ha ospitato il convegno, mirabile esempio di sintesi tra natura e artificio. Il castello spiega la roccia e garantisce quella continuità che ci ammaestra con carezzevole atteggiamento. E’ il Comporre!

La terra va indagata non già con metodo scientifico ma con l’animo disincantato del poeta, quel poeta che è dentro ogni architetto, capace di cogliere la Bellezza in potenza. Quella poesia che è fine e mezzo dell’architettura, che, da sola permette di svelare l’essenza dell’abitare dell’uomo così come Heidegger ce l’ha magistralmente consegnato.

La testata riparte dal web con un convegno nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile.

La voglia di raccontare “per esserci “ di 40 anni fa ,di giovani entusiasti ma anche critici, è solo più matura. Il tempo ha cambiato le loro vite, modificato gli approcci culturali e politici, ma stranamente li ha fatti ritrovare intorno al progetto che li aveva riuniti. Stranamente, perché nel passaggio dal secolo scorso ad oggi, gli ex redattori del mensile TUTTI si sono visti davanti i problemi e i dilemmi che avevano animato redazioni artigianali sparse per tutta Italia. Chi scrive queste note era parte di quel mirabile progetto fermatosi poi nel 1981.

TUTTI fu un’esperienza giornalistica ricca, fresca, in un’Italia alle prese con il post’68, il terrorismo, la modifica di costumi ed abitudini. Un mensile-cantiere che raccontava il terzomondismo ,l’ambiente, l’Europa la provincia italiana, le professioni. Gli ex ragazzi sono stati risucchiati da carriere, ambizioni, gioie e delusioni. Hanno visto la storia correre senza che gli ambiti di loro interesse mutassero lì dove era necessario. Una nemesi per chi in anni difficili pensava tutto il bene del mondo senza preoccuparsi di doverlo un giorno difenderlo quel mondo. E non solo con articoli, reportage, inchieste, ma con la saggezza dei padri per qualcosa e non solamente contro qualcuno ,che qualche volta pure bisognerebbe farlo.

Claudio Leone,al tempo Direttore di TUTTI li ha tenacemente rintracciati quegli universitari anni ’70, redattori in erba . Li ha trovati uno ad uno e riorganizzato la rete TUTTI2020. Dopo un lavoro di raccordo , di idee da portare avanti, con il varo del sito www.tutti2020.eu. mercoledì 7 ottobre TUTTI2020 partecipa all’Università di Padova al Festival dello Sviluppo Sostenibile (Asvis). Riparte con il convegno"Rendersi doppiamente utili”, qualcosa di più di un dibattito con intellettuali, sindaci, esperti. Una scommessa da giocare (da adulti ormai) che punta ad un trofeo ambizioso. Mercoledì sul tavolo ci saranno lo sviluppo delle nuove tecnologie, l’economia eco-sostenibile , il lavoro per i giovani, la solidarietà. Una strada complessa ,evidentemente non solo narrativa, per condurre l’Italia in una economia verde.

“ Ci proponiamo l’obiettivo tutte e tutti insieme , di costituire una rete delle redattrici e dei redattori di TUTTI che vogliano aprire una riflessione alta sul futuro del nostro Paese, dell’Unione europea da rivedere, da ripensare, da cambiare, da riformare, ma non da sfasciare “ dice l’invito . L’evento sarà on line dalle 16,30 e ci si può iscrivere a : https://zoom.us/j/91040306020.

Ex che parlano di ambiente, sviluppo, disuguaglianze a giovani che talvolta vedono i padri come i veri responsabili delle disgrazie planetarie ? Un po’ si, ma con tanta autocoscienza da parte di chi prova a rimettersi in gioco con più pacatezza. La buona informazione, la narrazione matura e consapevole aiuta , ma quando si ritorna in campo dopo tanti anni non si può dare spazio ad astrazioni e cliché consunti. Potrebbe essere triste. Mercoledì si parlerà di green economy, immigrazione, bonifiche ambientali, riassetto idro-geologico, valorizzazione di beni culturali ,salute. Uno sproporzionato catalogo di cose da mettere a posto ingiallito dal tempo e deteriorato da classi dirigenti incapaci.Una specie di remake dove gli ex di TUTTI cercano di raccontarla a coloro che vivono le stesse contraddizioni dei padri.****.

 

Un fenomeno, quello del neotemplarismo, che alcuni vorrebbero far risalire addirittura alla morte dell’Ultimo Gran Maestro dei Cavalieri Templari, Jaques de Molay, messo al rogo assieme al compagno di prigionia Geoffrey de Charnay il 18 marzo del lontano 1314, sull’isola dei “judei” della Senna a Parigi.

 

Un atto ignobile compiuto per mano del famigerato re Filippo IV di Francia, goliardicamente detto il “bello”, e dell’inutile e - ignavo dell’anti inferno - papa Clemente V, citato dall’Illustre contemporaneo Dante Alighieri nella “divina commedia”, accusato di simonìa, di espoliazione dei Templari e della cattività Avignonese, inserito nel 19° canto dell’inferno - nella terza bolgia dell’ottavo cerchio - assieme agli altri papi “simoniaci”. Rimandati tutti dal sommo Poeta alla “condanna di Pietro” in paradiso. Dante fu un immite critico di una Chiesa che, secondo lo spirito riformatore medievale, aveva perso la natura autentica del vangelo. Una vicenda controversa quella dei Poveri Cavalieri di Cristo, divenuti in 21anni Cavalieri del Tempio di Gerusalemme, che li vedeva condannati individualmente in Francia, Inghilterra e Cipro, e assolti da sinodi provinciali in Portogallo, Germania, Spagna, Italia, ecc. Una anomala differenza di “giustizia ecclesiastica” che sembrerebbe indicare dei casi parziali di eresia, estraniando di fatto il più discusso e “romanzato” Ordine monastico-cavalleresco della storia, espressione della spiritualità “crociata” medievale.

Le accuse con le quali Filippo il bello e Clemente V cercarono di giustificare la soppressione dell’Ordine si fondavano sui costumi e sulle evidenze di alcuni rituali dalla dubbia efficacia ma che agli occhi degli accusatori si evidenziavano come spregiudicate Eresie. Il Matter, storico francese dello gnosticismo e studioso del fenomeno Templare, riassume tutte le testimonianze che si produssero nel corso dell’inchiesta, formulando le seguenti conclusioni:

  1. Che i Templari - sarebbe più esatto il dire: una parte dei Templari - ebbero dei rapporti «più intimi che non convenisse» con i Maomettani e le dottrine dissidenti dei loro tempi;

  2. Che il loro atto di abiura concerneva il Cristo considerato come Dio crocifisso e redentore o salvatore dell’Umanità;

  3. Ch’essi contestavano la morte espiatoria del Cristo e negavano il dogma della transustanziazione (termine che indica la conversione della sostanza del pane nella sostanza del corpo di Cristo);

  4. Che i “veri iniziati” professavano fede al Padre Eterno, rigettando la credenza del Dio Figlio (secondo lo stesso Matter, la testa barbuta detta di Bafometto, era una rappresentazione di Dio Padre).

Si può dire che per conseguenza, questo storico francese ricostituisce così la dottrina “segreta” Templare: 1. stretto monoteismo; 2. rifiuto di riconoscere la divinità del Cristo; 3. rifiuto del dogma della transustanziazione; 4. antipatia per il sacerdozio della Chiesa e per alcune delle sue pratiche. All’epoca di Matter non si conoscevano che le sole indagini francesi, delle quali Raynuard aveva pubblicato i documenti, ma di seguito, gli storici Prutz e Schottmuller, utilizzando i documenti, ancora inediti delle inchieste eseguite a Cipro, negli Stati della Chiesa, nella Terra d’Otranto, in Inghilterra ecc... attestarono che in modo inequivocabile, secondo loro, in molti casi non si ricorse alla tortura ma che fosse un modus-operandi “rituale” dei Cavalieri Templari quello di praticare le supposte accuse. Difficile poter resistere all’opinione che si contrappone a quella di Matter, cioè che eresie vi furono non da parte dell’Ordine ma di una parte, più o meno considerevole, dei suoi membri. Pochissimi furono i riferimenti ai sequestri dei beni e delle poderose ricchezze trasferite, in parte, alla custodia dei Cavalieri Ospitalieri, Ordine già esistente e dedito alla cura dei pellegrini e degli stessi Cavalieri Templari dal ritorno delle Crociate. Non faccio alcun riferimento alla dubbia, a mio avviso, assoluzione papale a Chinon, nella più famosa Bolla, perché lo ritengo un argomento complesso che andrebbe approfondito con scienza e parzialità, e che rimando ad un prossimo articolo.

A seguito dei processi protratti anche dopo la morte dell’Ultimo Gran Maestro ufficiale, J. de Molay, alcuni vogliono i Templari sfuggiti o liberati dall’inquisizione, ricostituiti in - Ordini Laici - come ad esempio la - Massoneria - e ancor prima negli - Ordini Muratori o degli Scalpellini medievali - dove avrebbero scritto la loro “vendetta” tra le colonne delle stesse Chiese chiamati a costruire. All’epoca gli unici ad avere permessi speciali per poter circolare in Europa, senza alcun divieto, erano i così detti “Freemasons” abili costruttori di Cattedrali che si tramandavano una conoscenza architettonica ed “esoterica” accessibile solo a Iniziati.

Supponendo che gli “scampati” all’inquisizione Templare possano aver costituito nuove confraternite o essersi aggregati in quelle già esistenti dei Liberi Muratori, non possiamo affermare con assoluta certezza la loro continuità come Cavalieri del Tempio, in quanto non esisterebbero documenti ufficiali che proverebbero il contrario. Bernard Raymond Fabré-Palaprat (1773 -1838), nel 1804 dichiara di avere scoperto, insieme con i suoi confratelli della - Loggia dei Cavalieri della Croce - documenti che proverebbero una successione ininterrotta di “Gran Maestri Templari” in clandestinità dalla soppressione del 1307 fino al 1792 (l’anno in cui sarebbe morto, massacrato a Versailles dai giacobini, l’ultimo Gran Maestro “nascosto”, il duca Louis-Hercule Timoléon de Cossé-Brissac (1734 - 1792).

I Cavalieri della Croce dichiarano che un documento, ritrovato nel cassetto di un mobile (?) del duca, autorizzava la stessa Loggia a procedere all’Elezione di un nuovo Gran Maestro, una volta passata la tempesta rivoluzionaria.

Così, nel 1805, la Loggia nomina B. R. Fabré-Palaprat, Gran Maestro dell’Ordine (protempore) e ricostruisce di “fatto” l’Ordine del Tempio. L’idea di un - Ordine Templare - autonomo e indipendente dai gradi templari esistenti nella Massoneria, piace e interessa lo stesso Napoleone Bonaparte (1769 - 1821), che autorizza una solenne cerimonia nel 1808.

Da questi due riferimenti possiamo dedurre l’assoluta “sedicenza” di Tutti gli - Ordini Neo e Post Templari - e delle più note associazioni moderne che si rifanno alla tradizione degli antichi, e soppressi, Cavalieri del Tempio di Gerusalemme. Queste associazioni in buona fede, non possono definirsi derivanti per legittimità e discendenza Templare, fugando ogni riferimento di appartenenza e di vera vocazione, che ci fa ricordare i voti a cui avevano Giurato i monaci-cavalieri, cioè quelli di: <obbedienza, povertà e castità>. Sulla base di questi Giuramenti, unici ad essere documentati in modo soddisfacente, sfidiamo chiunque ad asserire di essere, oggi, un vero Cavaliere Templare.

Storicamente, sempre per “sedicenza”, si possono annoverare solo pseudo associazioni che danno vita ad un fervente movimento sorto sotto il nome di - templarismo o neotemplarismo - già a partire dal 1700, in coincidenza con la diffusione dell'Illuminismo. Tra le più importanti, vi è l’Organizzazione Mondiale dei Templari - OR.MO.TE., che nasce nel 1965 in Belgio e che si propone di unire i - Gruppi Templari Mondiali - che si ispirano agli ideali dell'Antico O.S.M.T.J. quale unico simbolo e ragione di continuità.

Moltissime sono invece le consorterie dal “mantello facile” e dalla dubbia moralità, che si susseguono dal dopo - Napoleone - in cerca di accrediti spesso localizzati, non ultimo quello di pochi giorni fa titolato dai giornali nazionali come “il ritorno dei Templari in Vaticano, dopo 700 anni”, un titolone hollywoodiano sul quale stendiamo un velo pietoso. Queste fantomatiche associazioni “scappate dal catechismo” molto probabilmente nemmeno riconosciute dallo stesso OR.MO.TE. sopra citato, in alcuni rarissimi casi, dimostrano una certa serietà e passione tali da poter affermare che, al di là di ogni ragionevole dubbio, creano e rigenerano l’innato senso umano dell’appartenenza alla “regola” e che, in queste particolari associazioni dalle “potenti e patenti” croci, si rivendica un forte sentimento Cristiano fino ad asserire di essere pronti a difendere, non si sa bene come, la Cattolica madre Chiesa. Un sentimento legittimo e per alcuni aspetti condivisibile, retaggio culturale e Religioso tipicamente occidentale che in questi ultimissimi anni si sente minacciato da una ondata di “vento nuovo”, che di nuovo ha ben poco, e che non solo deve fare i conti con l’aumentare in modo spropositante di manifestazioni pubbliche e assolutamente inquietanti, di un numero altrettanto spropositato di Musulmani in suolo Europeo (notoriamente nemici dei Cristiani), il che sarebbe gestibile da una sana tolleranza in nome della nostra Costituzione e una preventiva organizzazione locale, ma che invece sembra essere sfuggita di mano, come ad esempio con i fatti delittuosi in nome di “Allah Akbar” accaduti in Belgio e Svezia.

Tutto questo supportato dal più preoccupante pericolo che viene dalle stanze ormai “aperte” del Vaticano e proprio dal loro leader e altissimo rappresentante sulla “terra”, quel Jeorge Mario Bergoglio, papa Francesco I, poco apprezzato dai più ortodossi, difficile da interpretare per la sua apertura mondialista e indirizzata all’Unicità delle Religioni sotto un non ben definito Dio “spray”, un Dio che “non esiste” perché incarnato nei tre Uomini, padre, figlio e spirito santo (parole dette durante la messa mattutina a Santa Marta proprio da Papa Francesco). Il Papa preso “alla fine del mondo”, mai frase fu più chiara. Il Vescovo di Roma del Transumanesimo e dei “Fratelli Tutti’, titolo della sua Enciclica presentata ufficialmente ieri ad Assisi, la città dello “scomunicato” ma santo Francesco.

Concludo scusandomi con coloro che avrò offeso dubitando della veridicità di alcune questioni storiche e soprattutto documentarie che, oltretutto, sono frutto dei miei più appassionati studi ma che non devono spegnere quel sentimento di pace, di fratellanza e di convivialità palpabile in quelle associazioni in cui mi sono onorato di presenziare approfittando della loro “benevola sopportazione” nonostante le mie critiche ma che chiudo sempre con un messaggio di speranza nel cuore, quello che, se il mondo “Deve” cambiare, lo si faccia sempre e solo per il bene dell’Umanità e per il bene della nostra Unica salvezza che è la nostra Amata terra. Con mantelli, sciarpe e grembiuli o in nome di chi ... decidetelo Voi, ma nessuno più uccida o pensi di Governare il nuovo mondo con metodi criminali in nome di Dio.

“Non nobis Domine, non nobis, sed nomini Tuo da Gloriam”

Salmo 115:1 - NNNSSSNNN

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