L'informazione non è un optional, ma è una delle condizioni essenziali dell'esistenza dell'umanità. La lotta per la sopravvivenza, biologica e sociale, è una lotta per ottenere informazioni.

Kaleidoscope (1435)

Free Lance International Press

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February 05, 2023

 

Bene la prima!

Nelle premesse, di solito, essere partecipe ad un “nuovo evento”  è sempre emozionante, appassionante, entusiasmante. In questo caso invece, la mia presenza in quel di Firenze, è stata mossa da curiosità.

 

Quella del ficcanaso, alla ricerca (leggere constatazione) di uno scoop per sottolineare  “ancora una volta” l’ennesimo tentativo di scissione campanilistica. Non è stato così!

Dai primi approcci con i produttori ho recepito, capito i loro intenti: “Esistiamo anche noi, da sempre i portabandiera della specificità del Chianti Colli Fiorentini (diverso dalle altre realtà), del Vino di Firenze (storicamente esistente da lunghissimo tempo)”.

Una giornata intera passata insieme a loro per approfondirne la conoscenza. E le occasioni di questi  incontri hanno fatto emergere specificità nascoste, sconosciute ai più.

Nessun scoop; una scoperta ricca di fascino e attrazione tanto da farmi annotare nel fedele ed inseparabile moleskine,  i nomi delle realtà da dover visitare nel tempo per andare a calpestare le vigne e capire i micro-terroir esistenti, differenti, che sappiano dare le risposte concrete a quanto assaggiato in quella sala di Palazzo Vecchio.

Niente è stato lasciato al caso in questa “prima”. A partire dalla scelta della location.

Il Vino di Firenze dove presentarlo se non nel luogo maggiormente rappresentativo della Città di Firenze agli “occhi” del mondo?

In una sala di Palazzo Vecchio, sotto le volte della storica e suggestiva Sala d’Arme.

Le premesse perché questo evento rappresenti  l’inizio di un nuovo corso, ci sono state tutte. Adesso è il momento di mettere in cantiere idee, programmi e continuare sulla strada appena intrapresa; è il territorio che lo chiede.

Certaldo, Montespertoli, Montelupo Fiorentino, Lastra a Signa, Scandicci, San Casciano in Val di Pesa, Impruneta, Bagno a Ripoli. Tutti Comuni rappresentati che “sanno di vino”.

Per adesso 18 aziende partecipano a questo progetto il Vino di Firenze.

Qualche collega presente le ha definite “poche nel rappresentare  un così vasto territorio”.

NO- ho risposto convinto.

“Consideriamole pionieristiche” ed allora il numero è sufficiente per assumersi la responsabilità di ricoprire il ruolo di “apri pista”.

Urano Cupisti

January 29, 2023

300 mila api protette e 300 milioni di fiori impollinati al centro del nuovo progetto sostenibile del Consorzio della Finocchiona IGP.

 

 

L'amore per la natura non può essere solo un argomento romantico, scaturito davanti ad un bel tramonto. Bisogna concretizzare questo sentimento: cosa c'entra la Finocchiona con le api? Scopriamo questo strano sodalizio.

Da sempre il Consorzio della Finocchiona IGP si dedica alla tutela della tradizione e alla qualità del prodotto. Questo salume, noto anche come la Regina dei salumi toscani ha un disciplinare molto rigido che detta le regole per avere un prodotto eccellente: la scelta e la provenienza delle carni, le pezzature dei salumi, la conservazione, gli ingredienti ed i metodi di produzione vengono normati dettagliatamente e solo chi aderisce al Consorzio e rispetta queste regole può utilizzare il marchio “Finocchiona IGP”.

L'origine della Finocchiona risale al Medioevo, quando i norcini scelsero di sostituire il costoso pepe nero con i semi ei fiori del finocchietto selvatico, che nasce spontaneamente nelle dolci colline toscane. Si racconta che Niccolò Machiavelli fosse un grande estimatore di questo salume, tanto da non farlo mai mancare sulla sua tavola. Piaceva molto ai nobili che la consideravano una prelibatezza, ma anche gli osti la servivano perché il suo profumo intenso di finocchio riusciva a camuffare i vini di pessima qualità... infinocchiavano i clienti! 

Mangiare una fetta di Finocchiona, ti porta la mente ai borghi toscani, alle tradizioni contadine ea scorci di paesaggi leonardeschi. Dei cinque ingredienti necessari per la Finocchiona IGP uno ovviamente è il finocchietto di cui si utilizzano i semi ei fiori. Proprio da questo ingrediente è partito il progetto “Adotta un alveare” in collaborazione con la società 3BEE per la tutela delle api impollinatrici del  finocchietto selvatico. 

Hai presente quei bei campi di fiori gialli che si vedono d'estate? Cosa sarebbero quei campi senza l'impollinazione delle api? Va da sé che la Finocchiona non sarebbe più tale senza l'aroma di questa pianta.

Da questo piccolo fiore è nato questo progetto che ha messo in contatto il Consorzio della finocchiona, con i ragazzi della 3BEE che hanno sviluppato dei sistemi intelligenti di monitoraggio e di diagnostica per la salute delle api. Attraverso un QR code, è possibile collegarsi al proprio alveare e verificare come stanno le api e intervenire tempestivamente. Con questo sistema si è riusciti a proteggere 300 mila api e impollinare 300 milioni di fiori.

Questi piccoli insetti sono, inoltre, un anello fondamentale dell'intera catena alimentare. Grazie al loro instancabile lavoro, le api sono responsabili di circa l'80% del cibo che mangiamo tutti i giorni.

“La Finocchiona IGP nasce dallo stretto legame con il territorio ed i suoi frutti. Il Consorzio vuole fare in modo di tutelare la biodiversità ed il territorio: questo bellissimo progetto vuole proteggere l'ambiente e aiutare l'impollinazione naturale grazie alle api bottinatrici delle casette” - afferma il Presidente del Consorzio di Tutela della Finocchiona IGP, Alessandro Iacomoni. “Con questa iniziativa, che ripetiamo per il secondo anno consecutivo, vogliamo osare valore aggiunto al territorio in termini di mantenimento della biodiversità e preservazione dell'ambiente. Un approccio rispettoso delle terre in cui viene prodotta la Finocchiona IGP, dove anche il territorio diventa parte integrante della ricetta della produzione.Infatti, questa nasce secoli fa dalla conoscenza di questi territori.  

Nel corso degli anni, a causa di inquinamento e uso di pesticidi, il numero di api presenti sul territorio si è drasticamente ridotto, causando notevoli scompensi per tutto l'ecosistema e per il comparto agricolo di zona: un alveare mediamente ha circa 70.000 api mellifere e un'ape visita 700 fiori in media al giorno, per cui un alveare con 20.000 api visita 14 milioni di fiori al giorno e per produrre 1kg di miele, devono essere percorsi circa 150.000 chilometri. Il raggio di raccolta di un'ape è di circa 3 km, ma se trova “cibo” più vicino rimane nella zona.

Ma ovviamente trattandosi di Finocchiona IGP, prodotto molto apprezzato, il Consorzio non poteva  tralasciare l'aspetto più squisitamente gastronomico. Il miele che verrà ricavato dalle api tra aprile e giugno  , infatti, sarà utilizzato anche dall'Unione Regionale Cuochi Toscani (URCT) per mettere a punto una raccolta di ricette innovative in grado di abbinare il gusto inconfondibile della Finocchiona con le note del miele. 

“Io e un gruppo selezionato di colleghi come Lorenzo Pisini, Giampiero Cesarini e il pizzaiolo Tommaso Vatti  siamo stati coinvolti dal nostro Presidente Roberto Lodovichi nella creazione di questo ricettario - afferma  Maria Probst, una stella Michelin, chef dell'Osteria di Torre a Cona – Sono davvero orgogliosa di essere una delle ambasciatrici di questo progetto, perché ritengo sia fondamentale sensibilizzare il pubblico su queste tematiche. Dal lato gastronomico, per quanto riguarda l'abbinamento, il dolce e salato sono estremamente complici e, nelle giuste dosi la Finocchiona e il miele, danno vita ad un connubio equilibrato e divertente al palato.” 

Il progetto del Consorzio di Tutela della Finocchiona IGP è in sintonia con l'ultima direttiva del MITE – Ministero della Transizione Ecologica – sulla conservazione della biodiversità ed al riguardo della tutela degli insetti impollinatori. 

Grazie al lavoro delle api, il territorio “monitorato” dalle piccole e instancabili amiche dell'agricoltura, può godere di buona salute, regalando un prodotto – in questo caso il finocchietto selvatico – di qualità assoluta, che si integra e arricchisce la Finocchiona IGP, donandole il suo inconfondibile sapore e il suo gusto intenso.

 

 

January 23, 2023

 Esilarante spettacolo con Gianni Ferreri e Danila Staltari prodotto da StArt LAB regia e drammaturgia a cura di Roberto D'Alessandro 

 

Definire solo esilarante lo spettacolo "l'ammazzo col gas" è a dir poco ridurre una manifestazione teatrale di grande professionalità e divertimento per tutti.

Rappresentazione spassosa, ironica, sarcastica e piacevolissima; una brillante recitazione a pieno respiro comico. Mogli e mariti fra gelosie, litigi, parodie e difetti portati all'eccesso dove le magistrali interpretazioni degli attori, rendono il tutto estremamente gradevole fra risate e applausi di un pubblico attento e divertito.

Gianni Ferreri e Danila Staltari portano in scena una decina di personaggi che susseguono uno sketch dopo l'altro  con continui cambi di abito, parrucche e situazioni che rappresentano alcune tipologie di coppie sposate dove l'ironia e la parodia caratteriale umana, prende il sopravvento regalando al pubblico un'ora e mezzo di puro spasso.

Mai un istante statico, mai una pausa di defaiance degli attori che si sono donati interamente al pubblico con professionalità, maestria e sapienza intrattenitrice. Totale l'apprezzamento dei numerosi presenti in teatro per una coppia di artisti talentuosi ben affiatati e dal grande calibro autoriale.

Gianni Ferreri durante lo spettacolo ha inoltre proferito un cadeau a tutte le donne recitando "In piedi signori davanti ad una donna" attribuita a Shakespeare. L'interpretazione dell'attore è stata di un'intensità emozionale da sottolineare ancor più la sua capacità espositiva e professionale; un momento d'impatto forte e delicato al contemporaneo

Meravigliosa e divertentissima la brava Danila Staltari che è riuscita a interpretare ogni personaggio femminile con sarcasmo, ironia e una potente vena comica dal talento esplosivo!

Un Gianni Ferreri e una Danila Staltari da applaudire e da ringraziare perché vedere il bello, è sempre qualcosa di gratificante.

January 16, 2023

Con Nathaly Caldonazzo, Francesco Branchetti e Stefano Braminim - Regia di Francesco Branchetti- musiche originali di Pino Cangialosi

Testo

Sunshine, spogliarellista da peep show incanta gli uomini solo attraverso un vetro che la rende bellissima e inarrivabile. Con esterna padronanza, sicurezza, ammalia chi paga per vederla in atteggiamenti intrisi di  sensualità. Desiderabile e inarrivabile.

Un giorno per sfuggire ad un malintenzionato suona ad una porta dove vive da solo, un medico di Pronto soccorso.

Da lì inizia un coinvolgimento di anime bisognose di calore, di compagnia, di empatia umana. Due persone che per un motivo o per l'altro non conoscono il vero amore, l'amore che ci rende sicuri, abbracciati compresi. Soli con i propri desideri, si aprono a confidenze da sempre taciute al mondo.

Interpretazione:

I due attori sono totalmente immensi nei loro ruoli; disinvolti, caratteriali, naturali e fluidi nei movimenti intenti  a creare l'abisso psicologico dei personaggi da rappresentare usando similmente la tecnica di recitazione stile Stanislavskij.  

Un uomo e una donna che diventano improvvisamente "realtà" da vedere e da ascoltare. Due protagonisti di grande calibro che incantano grazie ad un'abile gestualità espressiva e a una perfetta recitazione che li rende forti e padroni della scena. Ritmo, pause e toni perfetti; una sapiente mimica che regna per tutto il tempo sicura senza alcuna stasi dei personaggi. Momenti di impeto emozionale nei dialoghi fra i due e altri di suadente ascolto dove l'interiorità prende a esprimersi.

. Una Nathaly Caldonazzo e un Francesco Branchetti che riempiono un'ora e mezzo di spettacolo ben curato in ogni sua parte. Bravissimo anche Stefano Bramini, giovane attore che interpreta la parte di uno studente ammaliato da Sunshine. Musiche, ambiente e luci hanno reso lo spettatore quasi protagonista dell'intera rappresentazione dove la sapiente regia di Branchetti è stata il collante di tanto successo.

 

 

Nathaly Caldonazzo, ex modella e ballerina anche nel corpo di ballo della Rai, show girl, prima donna in numerosi programmi televisivi fra i quali Fantastico 10 e il Bagaglino; attrice di cinema, televisione e  attrice di teatro con  parti da protagonista, testimonial di brand, soubrette, conduttrice di alcuni programmi in prima serata nei quali viene sottolineata la sua spontaneità, preparazione, e professionalità. Potremmo continuare ancora molto nel descrivere la lunga strada professionale di Nathaly ma preferiamo chiedere a lei direttamente -

D -Nathaly, vuoi raccontarci il tuo primo impatto nel mondo artistico? cosa ricordi di quei momenti?

R-Sono una che non ama ricordare ma sempre andare avanti. Ricordo tanta fatica, una strada veramente difficoltosa. Riflettevo proprio oggi su questo: strada faticosa e, a volte, neanche troppo piacevole. Fatta di cose che avrei potuto svolgere in maniera migliore. Avrei sicuramente potuto fare di più ... il problema forse è anche a causa del mio carattere; sono una che si è sempre troppo affidata al destino, non  sono mai andata a cercare niente, col risultato che mi sono sempre fatta un gran mazzo e non mi è mai stato regalato nulla. Ecco, su questo devo essere sincera: i regali, quelli giusti, devono ancora arrivarmi.

 

D- Hai partecipato a moltissime esperienze lavorative in vari settori: Ballo, televisione, cinema e teatro. Puoi esprimerci le tue esperienze, le difficoltà, le diverse sensazioni, le emozioni e quale di questi settori lavorativi ti è particolarmente congeniale e perché?

 

R-Tutto mi è servito nella vita, tutte le fatiche, tutte le lezioni, tutte le non lezioni, le critiche le cose belle e le cose brutte. Io credo che ognuno di noi poi alla fine è il risultato di quello che ha vissuto e il risultato di quella che sono diventata adesso, mi soddisfa, mi piace. È un discorso un po' lungo... diciamo che oggi mi trovo bene in  qualunque tipo di settore artistico tra cinema, televisione e teatro, anche se sono impegni completamente differenti fra di loro.

 

D- Il teatro indubbiamente è quella branca artistica che porta a una grande concentrazione e preparazione non indifferente dal momento che la diretta "attore e pubblico" si snoda in empatia immediata. Quanto ti coinvolge esprimere l'interiorità del personaggio che vai a presentare al pubblico? Qual è stato il personaggio che hai amato di più e perché?

 

R- Rimango concentrata su ciò che devo fare, perché è quello che mi si richiede: concentrazione. Basta veramente un attimo di distrazione, che può essere un pensiero, il trillo di un telefonino che sei già fuori. Ecco, ci vuole concentrazione. Uno dei  personaggi che ho amato e che amo è Sunshine;  non si finisce mai di costruire, di creare, a cui si possono dare tantissime sfumature. Proprio questo è interessante di questo mestiere, la continua ricerca, il continuo mettere mano su te stessa e cesellarti in vista del personaggio che ti si richiede. Per lo stesso motivo, un altro personaggio che ho amato molto è la Bisbetica domata.

 

D- Una decina di anni fa, hai scoperto anche la passione della pittura  stile pop art. Ciò deduce un estro maggiore anche a livello intellettivo grazie alla creatività che il pittore naturalmente possiede. Hai fatto mostre personali? quanto ti regala emotivamente questa forma d'arte?

 

R- Sì, è diventato anche questo parte integrante della mia vita. Soprattutto in fase lockdown è stata un po' una salvezza perché ho intensificato molto il lavoro. Le mie creazioni artistiche sono molto materiche: mi sono messa lì ed ho iniziato a dilettarmi con la materia e a sperimentare tanto. Anche questo è un lavoro fatto di continua ricerca, un continuo collaudare, mettersi alla prova, cambiare rotta, cambiare direzione. Direi che è anche terapeutico... e sicuramente c'è, come tutte le forme d'arte, una grande sorta di magia che non può che fare bene. Certamente le attività artistiche più difficili e d'impegno, restano il teatro e la pittura.

Adesso è tutto molto più immediato: il cinema, i social. Il cinema soprattutto sembra una cosa antica ormai.

Ed è anche per questo che non m' interessa minimamente il tipo di arte digitale che  adesso va molto di moda. A me un quadro piace sentirlo con le dita, io devo capire, devo vedere, deve essere un trionfo di emozioni, di tatto, di vista, di odore anche, perché no?

 

D- Hai partecipato fra le tante cose anche ad alcuni reality show. Quanto ti è servito come esperienza emozionale?

 

R-I reality show sono stati tre esperienze, una diversa dall'altra... parlo dell'Isola dei Famosi, Temptation Island e GF vip. Tre esperienze molto impegnative in tutti i sensi, sia emotivamente che fisicamente. Sono esperienze che sicuramente io consiglio perché ti lasciano comunque qualcosa, e insegnano alcune cose di te agli altri, inoltre ti fanno intuire molto sulle persone; soprattutto  ti fanno capire che non ti sbagliavi.

 

D-Adesso Nathaly, come ad ogni mia intervista, lascio uno spazio libero dove puoi esprimere in libertà ogni tuo pensiero, sia  questo sul lato professionale, sia per quanto riguarda ogni aspetto della vita.

 

R- Io penso sempre di essere Alice in Wonderland e di capitare, di scivolare dentro a tante situazioni, dentro le storie, le cose e mi piace viverla così la vita: al momento.

 

Ti ringrazio di cuore per la tua gentilezza nel rispondere alle mie domande. Ti auguro un buon cammino e cose belle.

 

 

 

 

Proseguono le battaglie democratiche dei prof Francesco Benozzo e Luca Marini

 

 

Francesco Benozzo e Luca Marini sono stati i docenti universitari italiani che, da subito e senza alcuna esitazione, si sono opposti (voci isolate in uno sconcertante silenzio accademico) alle politiche “anticovid” adottate dai nostri governanti, denunciandone, apertamente e con la massima chiarezza, gli aspetti illogici e pericolosamente antidemocratici.

Nell’agosto 2021, in piena emergenza sanitaria, si rivolsero al Presidente Mattarella con una lettera (rimasta senza risposta) in cui venivano evidenziati gli aspetti a loro giudizio discutibili della campagna vaccinale in corso, dichiarando la propria volontà di cittadini e di docenti universitari di non accettare acriticamente gli incostituzionali  provvedimenti del Governo in merito all’obbligo vaccinale.

A distanza di un anno e mezzo dal loro Appello, in seguito anche al fatto che gli stessi “soggetti più direttamente interessati alla

promozione della campagna vaccinale hanno ammesso apertamente la verità: ossia di non avere mai cercato,  e di non avere mai avuto alcuna prova in merito alla presunta efficacia e alla presunta sicurezza del cosiddetto vaccino”, hanno scritto, sempre alla Presidenza della Repubblica, una seconda lettera (inviandola, p.c., anche al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Presidente del Senato della Repubblica, al Presidente della Camera dei deputati e al Presidente della Corte costituzionale).

In questo secondo Appello, i due docenti, constatato che

  • i “milioni di italiani che hanno scelto di non vaccinarsi sono stati schedati, vilipesi ed emarginati dalla vita civile”, costretti a rinunciare “al lavoro, alla retribuzione, alle relazioni sociali, alle prestazioni assistenziali, a fornire aiuto ai propri cari, ecc.”,
  • che altri cittadini hanno finito per cedere ad un vero e proprio “ricatto vaccinale” e
  • che, infine, molti altri “hanno assunto spontaneamente un medicinale sperimentale denominato vaccino” ritenendo di adempiere, in tal modo, ad “un vero e proprio «dovere civico»”,

 

esprimono la convinzione secondo cui, sulla base delle evidenze emergenti in tutta Europa, “che stanno rivelando una verità troppo a lungo celata”, in merito alla mai scientificamente provata efficacia e sicurezza dei cosiddetti “vaccini”,

 il Presidente Mattarella farebbe ottima cosa se decidesse di chiedere scusa “a tutti gli italiani per il male che è stato fatto loro”.

 

Inoltre, in un corposo articolo apparso su La Voce delle Voci del 5 novembre scorso, di fronte all’auspicio di una “pacificazione nazionale post-Covid”, proveniente da più parti, esprimono il timore che dietro a tale proposta si possa annidare il progetto di scoraggiare o impedire possibili inchieste e azioni giudiziarie, in modo da  “mantenere celate, agli occhi del vasto pubblico, le relazioni organiche e funzionali tra le élite finanziarie transnazionali, da una parte, e i circuiti scientifici, accademici, tecnologici, produttivi, industriali, commerciali, culturali, mediatici e politici, dall’altra”, e facendo, così, “calare definitivamente la cortina dell’omertà e dell’impunità sui crimini e i misfatti commessi, ancora una volta, in nome della scienza.”

Per i due docenti, è impensabile e improponibile parlare di  pacificazione nazionale (e ancor più di perdono!) per coloro (innumerevoli) che hanno promosso, avallato e applaudito affermazioni come:

 

–          “Non ti vaccini, ti ammali, muori” (M. Draghi);

–          “Escludiamo chi non si vaccina dalla vita civile” (S. Feltri);

–          “Penso che lo Stato prima o poi dovrà prendere per il collo alcune persone per farle vaccinare” (L. Annunziata);

–         “I rider devono sputare nel loro cibo” (D. Parenzo);

–         “Serve Bava Beccaris, vanno sfamati col piombo” (G. Cazzola);

–          “Prego Dio affinché i non vaccinati si infettino tra loro e muoiano velocemente” (G. Spano).

 

Né potrebbe esserci pacificazione o perdono per coloro che hanno concepito e imposto  “strategie e strumenti abietti come la “tachipirina e vigile attesa”, l’obbligo vaccinale e il Green Pass”.

 

Cosa auspicare quindi?

La speranza e la proposta dei due prof è che, da parte di coloro che, in maniera più o meno rilevante e diretta, hanno imposto provvedimenti liberticidi, nonché sostenuto e diffuso minacciosamente tesi e accuse  insultanti, possano essere pronunciate chiare richieste di scuse.

Fermo restando che in nessun caso si dovrebbe rinunciare di pretendere, a livello nazionale e internazionale, un doveroso, accurato, imparziale e rigoroso accertamento delle reali responsabilità civili e penali di tutti i soggetti coinvolti.

Purtroppo, però, come ha ben scritto Susanna Tamaro nel suo splendido Tornare Umani, fino ad ora, almeno, non ci è dato scorgere e registrare “alcun segno in questa direzione”…

 

 

Fonti:

- https://presskit.it/2022/10/29/lettera-aperta-mattarella-chieda-scusa-tutti-gli-italiani-male-firmata-due-docenti-universitari/

 

-         http://www.lavocedellevoci.it/2022/11/05/benozzo-e-marini-sempre-in-prima-linea/

 

-         https://www.arezzoweb.it/2022/prof-benozzo-e-prof-marini-presidente-mattarella-chieda-scusa-a-tutti-gli-italiani-per-il-male-che-e-stato-fatto-loro-541481.html

 

-         Susanna Tamaro, Tornare Umani, Solferino 2022

 

 

 

 

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