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Kaleidoscope (1587)

Free Lance International Press

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C’è una melodia che attraversa cinquant’anni di musica italiana, ed è scandita dal tempo e dalla voce di un artista che non ha mai smesso di innovare. Tony Cicco non è solo il leggendario fondatore e batterista-cantante della Formula 3; è l’uomo che ha dato forma sonora ai capolavori di Lucio Battisti, l’unico compagno di viaggio scelto per calcare i palchi in quel tour storico che è rimasto impresso nella memoria collettiva.

Questo spazio é dedicato a Tony Cicco per raccontare l'uomo e l'artista, tra la memoria di una carriera straordinaria e la visione dei suoi futuri impegni live.

D-"Come è nata la collaborazione con Lucio Battisti e cosa hai provato la prima volta che hai suonato 'Questo folle sentimento'?"


R-“La collaborazione con Lucio Battisti nacque al 'Paip’s' di Milano, dove ci esibivamo ogni sera verso la fine del 1969. Lucio aveva appena fondato, insieme a Mogol, l’etichetta discografica Numero Uno e, colpito dal nostro sound, ci scritturò come suoi primi artisti. Scrisse per noi il nostro primo grande successo, 'Questo folle sentimento', che in poche settimane conquistò le vette della Hit Parade di Lelio Luttazzi. Fu un’emozione immensa sentire per la prima volta il suono della mia batteria e della mia voce risuonare in radio e in televisione.

"D-"La Formula 3 aveva un suono molto particolare, tra rock progressivo e melodia italiana. Come riuscivate a fondere queste due anime?"

R _Il suono particolare della formula 3, scaturiva da tre musicisti con personalità diverse e proprio per la formazione trio rock senza basso, si suonava in modo diverso spaziando dal genere classico,
blues e pop sinfonico

D-"Siete stati l'unico gruppo ad accompagnare Battisti in tour. Che atmosfera si respirava sul palco durante quelle 20 date leggendarie?


R-“La nostra collaborazione con Battisti era totale: interpretavamo le sue canzoni in studio, suonavamo nei suoi dischi e fummo gli unici ad accompagnarlo dal vivo in quelle venti leggendarie date del tour.

D-"Dopo lo scioglimento della band, hai intrapreso la carriera da solista. Com'è stato passare dal ruolo di batterista a quello di voce leader e protagonista assoluto delle classifiche?


R-Con coraggio e tenacia ho intrapreso la carriera da solista, distinguendomi come batterista, cantante e compositore. Grazie alla collaborazione con un team di prestigiosi musicisti e con il produttore Gianni Boncompagni, ho realizzato il mio primo album 'Cico Notte'. Il disco, impreziosito dai testi di Carla Vistarini, ha riscosso un immediato successo con il singolo 'Se mi vuoi'. Parallelamente, ho consolidato la mia attività di autore per grandi interpreti quali Caselli, Carrà, Bertè, Mannoia e Di Capri."
D-"Oltre alla musica, sappiamo che hai una passione per la pittura. In che modo l'arte figurativa influenza il tuo modo di scrivere canzoni?

R- In realtà, provavo per hobby con qualche mio personale dipinto, ma la Musica era ed è la mia
     Assoluta priorità di vita.


D- "Tony, la tua energia sul palco sembra non esaurirsi mai. So che hai in programma una data importante all'EcoTeatro di Milano il 24 gennaio 2026 con lo spettacolo 'Siamo tutti figli di Battisti'. Cosa deve aspettarsi il pubblico da questo tour e quali sono le altre tappe dove i fan potranno venirti a trovare prossimamente?

  Tony Cicco




“R-La mia energia si scatena da sempre sul palco: è quello il momento in cui amo di più condividerla con il pubblico. Il 24 gennaio 2026 tornerò dal vivo insieme ai miei compagni della Formula 3, Ciro Di Bitonto alle tastiere e Angelo Anastasio alle chitarre, con lo spettacolo: “Siamo tutti figli di Battisti!”

D-"Per chi volesse seguirti dal vivo oggi, dove ti porterà il tour nei prossimi mesi? Ci sono piazze o teatri a cui sei particolarmente legato dove farai tappa a breve?"

R- Le date del Tour saranno aggiornate di volta in volta sulle mie pagine social. Il 20 Gennaio 2026
     saremo al “Teatro Verdi” di Brindisi

D-Oltre alle date italiane, c'è la possibilità di vederti anche all'estero, visto il successo che la vostra musica ha sempre avuto in paesi come il Brasile o il Giappone?


R-Ancora oggi, la mia energia si sprigiona sul palco. Dopo il recente successo del 13 dicembre 2025 al Teatro Auditorium di Portorose (Slovenia), mi auguro che il tour possa toccare nuove mete internazionali. Nel frattempo, vi aspetto il 24 gennaio 2026 insieme ai miei compagni della Formula 3, Ciro Di Bitonto e Angelo Anastasio, con lo spettacolo: 'Siamo tutti figli di Battisti!’.

D-A te adesso Tony, lascio uno spazio “bianco” dove non c’è una domanda ma un motivo e una possibilità per dire al tuo pubblico tutto ciò che desideri.

R- Mi auguro di poter continuare con l’energia di sempre questo meraviglioso mestiere della Musica e di condividerlo su un palco con un pubblico sempre più vasto.


È stato un vero piacere, Tony. Ci hai ricordato che la grande musica non ha data di scadenza e che c'è sempre un nuovo palco da conquistare. Invitiamo tutti a seguirti dal vivo — a partire dall'appuntamento all'EcoTeatro di Milano — per vivere quell'emozione che solo tu sai trasmettere. Grazie per essere stato con noi e in bocca al lupo per tutto quello che verrà!

December 28, 2025

December 21, 2025

December 21, 2025

 

Vidi questo spettacolo qualche anno fa ma era in una versione reading, con gli attori senza costumi di scena. Esplosivo e divertentissimo. Montato in una manciata di giorni, lasciava ampio spazio all’improvvisazione di attori nati per far ridere e divertire. Nella versione commedia riaffiora la sintonia di un cast di attori o della regia che sanno lavorare insieme come ne “I Nasoni raccontano”, ne “I 39 scalini”, in “Walking dead comedy” o in “Che disastro di commedia”… spettacoli ricchi di trovate esilaranti come quello di stasera, che porta la firma registica riconoscibilissima di Leonardo Buttaroni.

Sono contento di aver visto entrambe le proposte perché si tratta di due lavori completamente differenti ed entrambi validi.

In questo, proposto in più di cinquanta paesi, troviamo una bella scenografia in stile gotico che i nostri sapranno ben utilizzare apparendo e scomparendo in un gioco luci suggestivo e curato, accompagnati da musiche dai suoni a volte orrifici che ne evocano le atmosfere misteriose. Cinque attori daranno vita ad una moltitudine di personaggi sia maschili che… femminili, con cambi repentini di scena, costume e parrucche, azioni rapide e tempi cronometrici.

Con incontenibile estro artistico, cambiano ruoli e costumi a velocità frenetiche vestendo personaggi che riempiono una storia già di per sé esilarante, ricca di inaspettate trovate che ci restituiscono un conte Dracula insolito, ben lontano da quello presentato da Bran Stoker o dall’originale storico Vlad Tespe III, il voivoda impalatore dei Turchi.

Anche il nostro conte viene dalla Transilvania per sbarcare a Londra, dove ha comprato delle proprietà da un agente immobiliare assai pavido e ipocondriaco che assomiglia al collega mediatore immobiliare interpretato da Paolo Villaggio in “Fracchia contro Dracula”.

Una commedia comic horror che riporta inevitabilmente alla mente la follia di Mel Brooks e di Monty Pyton.

Questo però funziona meglio, forse perché il riadattamento in lingua italiana ha trovato una soluzione migliore che fa scorrere la commedia senza intoppi o cali di tensione, a dispetto di quello che accade invece in alcune scene di quei film. Non sempre si riescono a riadattare le battute e la comicità inglese o americana a quella italiana. I nostri invece oltre a riuscirci, inscenano un continuo susseguirsi di gag  comiche che riescono a far ridere a crepapelle. Anche loro si divertono sul palco creando un’euforia contagiosa che attacca chiunque donando il buon umore.

La comicità, accompagnata da un pizzico di improvvisazione, raggiunge alti livelli di professionalità.

Yaser Mohamed ironicamente veste un Dracula goffo ma anche a tratti mite, che dietro all’aspetto tetro non disdegna di manifestare un lato sensibile, pur finendo sempre per seguire il suo lato più oscuro. In chiave comica e leggera travolge con la sua esuberanza. È strepitoso e perfetto in questi panni.

Marco Zordan e l’agente immobiliare, ma veste anche i panni di personaggi minori, donando a ciascuna interpretazione il suo magico ed innato talento.

Ermenegildo Marciante dà vita a personaggi estremamente bizzarri, come quello della fidanzata inglese dell’agente immobiliare. Bravissimo, oltre che divertente; spicca come se fosse il personaggio principale. Incontenibile quando duetta con gli altri, bravissimo.

Alessandro Di Somma, oltre agli immancabili personaggi minori, veste due ruoli importanti: Mina, piuttosto bruttina ed ipertricotica, che palesa poco timidamente una sindrome da eccitamento persistente e dunque è sempre a caccia di marito. Poi propone la versione femminile di Van Helsing, il noto cacciatore di vampiri, ma in chiave piuttosto squinternata e buffa. Semplicemente magico.

Diego Migeni , anche lui impegnato in diversi ruoli minori, è il padre delle due protagoniste, dal farsesco aplomb che lo contraddistingue sempre anche se non lesina di colpire a tradimento con cambi repentini di umore e battute sagaci. Una seriosa comicità la sua che rompe gli schemi.

Fraintendimenti, gaffe, finte indecisioni, parrucche improbabili, mimica e gestualità conferiscono alla storia una forte comicità che genera risate dall’inizio alla fine, per quasi due ore.

Una commedia adatta a tutti che vi accompagnerà per tutte le feste natalizie. Vale la pena di approfittarne!

 

Spazio Diamante

“Dracula”
- A comedy of terrors-
Di Gordon Greenberg e Steve Rosen
traduzione Enrico Luttman
Con Alessandro Di Somma Ermenegildo Marciante Diego Migeni Yaser Mohamed Marco Zordan
Regia di Leonardo Buttaroni
Aiuto regia Emiliano MoranaScene Paolo carbone, costumi Francesca Burattini, musiche Samuel Desideri.

 

E’ stato un bel momento, molto coinvolgente, quello in cui Neria De Giovanni, ideatrice del premio Alghero donna, alla conduzione come sempre, ha messo a viva voce con collegamento telefonico Annita Garibaldi Jallet, figlia di Sante Garibaldi, figlio di Ricciotti, ultimo figlio di Giuseppe e Anita Garibaldi.

L’occasione era per commentare il libro vincitore della sez. Prosa della 31 edizione del Premio Alghero donna, assegnato al romanzo “Anita” di Laura Calosso (SEM-Feltrinelli) che narra in prima persona le vicende storiche di Anita Garibaldi, come recita la motivazione, letta da Speranza Piredda, presidente della Rete delle donne: “(...) indomita compagna di Garibaldi facendola scendere dal monumento a cavallo con il quale si celebra sul Gianicolo, cercando invece la sua verità di donna. Così il libro presenta le tappe di una vita avventurosa e passionale, da Laguna, in Brasile, dove nel luglio 1839 giunge Giuseppe Garibaldi dopo un naufragio e lì l’incontra, Ana Maria de Jesus Ribeiro che ha soltanto 18 anni ma è già sposata da tre. Poi l’abbandono della sua famiglia, la vita misera e avventurosa con Garibaldi tra il Brasile e l’Uruguay, fino all’arrivo in Europa, Roma, il monte Titano, la  morte dieci anni dal suo incontro con Garibaldi, Josè. La scrittura della Calosso si manifesta nella sua originalità: dare la parola direttamente ad Ana Maria-Anita perché racconti fuori da ogni retorica la sua scelta passionale, eroica ma anche visionaria, di donna che rifiuta di crescere all’ombra di un grande uomo ma ne condivide speranze e progetti. Per amore.”

Laura Calosso è stata premiata dall’Assessora regionale alla cultura, Ilaria Portas,  che ha fatto gli auguri al  Premio Alghero donna anche a nome dell’editoria che il suo assessorato rappresenta.

A leggere la motivazione per la sezione Arte-Poesia a Clara Farina è stato Antonio Maria Masia, presidente del Gremio dei sardi di Roma in rappresentanza della intera Giuria. “Clara Farina ha dato voce ai più grandi poeti in lingua sarda calcando il palcoscenico di molti teatri in Sardegna e fuori dell’Isola, ma anche lasciando la sua voce in modalità più popolari e di grande diffusione come il disco. Già nel 1999, con il disco Sardus Pater (Condaghes), aveva incantato con la sua interpretazione di recitare cantando,  ripercorrendo la tradizione più antica e vera dei cantadores. Poi per Soter editore, un nuovo disco A boghe Crara, che come indica il titolo è proprio un cantare e declamare a voce forte e chiara i versi della poesia sarda contemporanea. (...)Poeta Clara Farina? Certamente scrive versi e tanti, ma li fa leggere soltanto a pochi amici. Ma scrive di teatro.  Ha vinto il primo premio per i centocinquant’anni dalla nascita di Grazia Deledda con lo spettacolo Passos de Gràssia, prodotto nel 2021. Oggi è un’altra donna, Marianna Bussalai, ad essere rinata in palcoscenico grazie alle parole di Clara Farina, che ha tracciato e portato sulle scene con empatia palpabile,  il profilo di questa intellettuale di Orani, simbolo dell’autonomia e dell’emancipazione femminile sarda. “

Clara Farina ha incantato il pubblico sempre numeroso accorso al Teatro Civico di Alghero, interpretando una poesia veramente in tema, Feminas, del poeta campidanese Vincenzo Pisano. A premiare è stata Raffaella Sanna, assessora alla cultura del Comune di Alghero, che patrocina e supporta la manifestazione con la Fondazione di Sardegna.

Sempre l’Assessora di Alghero ha premiato Ambra Pintore per la sez. giornalismo, dopo la lettura della motivazione da parte di Silvana Pinna, socia fondatrice della sezione FIDAPA di Alghero , il gruppo associativo che insieme alla Rete delle Donne affianca l’Associazione Salpare e Neria De Giovanni nell’organizzazione.

Come messo in evidenza: “Ambra Pintore non può soltanto essere definita giornalista: ha studiato danza classica, lavorato in una compagnia di teatro sperimentale, approfondito canto, dizione e recitazione con espressività fisica e vocale. E poi è stata protagonista in diversi spettacoli teatrali e in alcuni film tra cui quello del regista sardo Gianfranco Cabiddu su “Il figlio di Bakunin”.   E’ volto molto noto e molto amato come conduttrice e autrice di diversi  programmi televisivi come: Bistimenta, costumi e gioielli di Sardegna e I 5 Sensi dell’Arte, format la cui grande scommessa è stata e continua ad essere divulgare ad un pubblico eterogeneo la cultura e l’arte in Sardegna scevra di folklorismi. (…). Da qualche anno Ambra Pintore è anche regista e ideatrice di un format letterario-musicale, utilizzando sempre le più raffinate e moderne tecniche di comunicazione.”
Ambra Pintore ha regalato al pubblico una sua interpretazione a cappella di una tradizionale ninna nanna in catalano.

Alle premiate la targa istituzionale e una collana di corallo, per ricordare Alghero, al centro della Riviera del corallo.

Come da tradizione apertura e chiusura di serata affidata alla musica: ha aperto il duo Antonello Colledanchise e Susanna Carboni con due brani di musica catalana medievale mentre a chiudere è stato il flauto traverso di Elisa Ceravola con brani della tradizione novecentesca.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

December 14, 2025

December 08, 2025

 

Il 2 dicembre 2025, l’Auditorium del MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma ha ospitato la presentazione ufficiale di “CAMILLERI SONO”, il nuovo film documentario dedicato alla vita e all’eredità culturale di Andrea Camilleri, nel centenario della sua nascita. Firmato dalla giornalista Adriana Pannitteri, il lavoro si inserisce nel ricco calendario di celebrazioni nazionali ed è subito apparso come uno dei contributi più intensi e completi al ricordo del grande scrittore siciliano, padre del commissario Montalbano e figura cardine della letteratura italiana contemporanea. Alla proiezione hanno partecipato numerose personalità del cinema, del teatro e della cultura italiana, che hanno voluto rendere omaggio al Maestro.

Tra gli ospiti sono stati citati rappresentanti del MiC – Ministero della Cultura, registi, autori televisivi e attori che nel corso degli anni hanno collaborato con Camilleri o sono stati influenzati dalla sua opera. La serata, introdotta da un dibattito sul ruolo dell’identità culturale nel panorama mediatico contemporaneo, ha evidenziato come la voce dello scrittore rimanga ancora oggi un punto di riferimento solido e attuale. Invitato speciale dell’evento è stato il dr. Andrea Tasciotti, Ambasciatore Onorario della Città di Santo Domingo, il quale ha origini siciliane da parte materna e ha espresso un forte legame affettivo con la figura di Camilleri.

 Nel suo intervento, Tasciotti ha sottolineato il valore culturale e identitario del film documentario, dichiarando: «La giornalista Adriana Pannitteri ha reso un omaggio non solo alla Sicilia, ma a tutta l’Italia, mostrando la vita autentica di un importante e conosciuto scrittore italiano, esaltandone le origini culturali e artistiche che lo hanno reso celebre in tutto il mondo. Il pregevole documentario sottolinea l’importanza della conservazione della lingua italiana, parlata e scritta, e dell’identificazione delle radici culturali degli italiani all’estero, oltre a rappresentare uno strumento di grande valore per la promozione del cine-turismo italiano a livello mondiale».

Il film, come emerso durante la presentazione, ripercorre con delicatezza e autenticità il viaggio umano e creativo di Camilleri: dagli anni giovanili in Sicilia al suo impegno nei teatri romani, dal lavoro in RAI alla maturità letteraria, sino all’enorme successo internazionale dei romanzi di Montalbano. Attraverso immagini d’archivio, testimonianze esclusive e materiali inediti, Pannitteri costruisce un racconto che restituisce la dimensione più intima e al tempo stesso universale dello scrittore: l’uomo che difendeva il valore della lingua e dell’arte come strumenti di identità e libertà. La proiezione al MAXXI ha confermato come l’opera non sia solo un tributo commemorativo, ma anche un invito alla riflessione sul ruolo della cultura italiana nel mondo contemporaneo. In un momento storico in cui il tema della memoria e dell’appartenenza assume un’importanza sempre crescente, “CAMILLERI SONO” emerge come un documento prezioso e necessario, capace di riaccendere l’attenzione sulle radici, sulle parole e sulle storie che definiscono l’Italia nel panorama globale.

December 04, 2025
 a si. Pepe Escobar e Virgilio Violo
 

A Bologna, il 2 dicembre 2025, Pepe Escobar, giornalista e analista geopolitico conosciuto a livello internazionale, ha rilasciato una lunga e vivace intervista al presidente dell’associazione Free Lance International Press, Virgilio Violo, in occasione della conferenza che lo stesso Escobar terrà in città. Il tempo a disposizione era poco, ma sufficiente per affrontare un tema cruciale sui rapporti tra Italia e Russia nel contesto geopolitico attuale. Escobar ha descritto la Russia e l’Italia come “stati-civilizzazione”, realtà con radici culturali profonde e possibilità enormi di dialogo diretto, cooperazione e investimenti reciproci.

Secondo lui, i presupposti per un rapporto maturo ci sarebbero, ma il quadro politico europeo, a suo giudizio, ostacolerebbe uno sviluppo più equilibrato. L’analista sostiene infatti che l’Italia, come altri paesi europei, si troverebbe oggi vincolata a dinamiche decisionali dell’Unione Europea e della Nato, un vincolo che, sempre secondo la sua interpretazione, limiterebbe la sovranità nazionale e la possibilità di una diplomazia più autonoma verso Mosca.

Durante l’intervista Escobar ha delineato due possibili scenari. Il primo è quello di un’escalation continua, alimentata da tensioni belliche e timori reciproci tra Russia e paesi Nato. Ha citato dichiarazioni occidentali da lui considerate provocatorie, arrivando a evocare il rischio di incidenti o false flag capaci di innescare crisi difficili da controllare. Il secondo scenario, al contrario, prevede una ricostruzione graduale del dialogo, a partire dai rapporti tra i popoli, che secondo Escobar resterebbero più pragmatici e meno ostili della retorica politica. L’analista ha raccontato la propria esperienza in Eurasia, dove vive gran parte dell’anno spostandosi tra Mosca, Cina e Sud-Est asiatico.

Dal suo punto di vista, la società russa, negli ultimi mesi, avrebbe spostato il baricentro del proprio immaginario geopolitico dalla “Russia europea” alla “Russia euroasiatica”, privilegiando viaggi, scambi e investimenti verso Cina e Asia orientale. Tale cambiamento, ha affermato, sarebbe accelerato dalle tensioni politiche con l’Occidente e dalle difficoltà dei cittadini russi nell’ottenere visti europei.

Il discorso si è poi spostato sul grande progetto di sviluppo interno russo verso Siberia ed Estremo Oriente, un tema che Escobar segue da anni partecipando ai forum economici di Vladivostok. Ha citato investimenti in infrastrutture, corridoi commerciali e nuove rotte artiche, sottolineando come Mosca consideri questa espansione una priorità strategica. A suo avviso, la Cina avrebbe influenzato questo orientamento, mostrando alla Russia il modello di sviluppo delle proprie province occidentali, come Xinjiang e Tibet, trasformate nel giro di un decennio. Nella parte finale dell’intervista, Violo ha chiesto se l’Europa potrà ritrovare un ruolo nel mondo qualora i popoli europei ricostruissero maggiore autonomia politica. Escobar ha risposto che il cambiamento richiederebbe tempo, formazione e una nuova consapevolezza nelle giovani generazioni. Ha immaginato un processo lento, ostacolato dalla resistenza dei poteri consolidati e dalle tensioni globali tra blocchi geopolitici emergenti. Secondo lui, la competizione tra paesi del Sud globale, Stati Uniti, Russia e Cina potrebbe generare reazioni dure e imprevedibili, come dimostrerebbero varie crisi internazionali. L’intervista si è conclusa con i ringraziamenti di Violo e un saluto caloroso del pubblico. Pur nel tono diretto e nelle opinioni provocatorie tipiche di Escobar, l’incontro ha offerto uno spaccato articolato del suo punto di vista sul futuro dell’Europa e sugli equilibri globali in trasformazione. Una conversazione intensa che ha anticipato la conferenza bolognese e che continua ad alimentare il dibattito sulle dinamiche geopolitiche contemporanee.

 

November 30, 2025

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