L'informazione non è un optional, ma è una delle condizioni essenziali dell'esistenza dell'umanità. La lotta per la sopravvivenza, biologica e sociale, è una lotta per ottenere informazioni.

Kaleidoscope (1434)

Free Lance International Press

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2017: Edizione da bollino Platinum, il più prezioso

 

 

IMG 20171114 115604Devo dire proprio di sì. Evento difficilmente superabile, senza alcuna “sbavatura organizzativa”. Vicinissimo alla perfezione.

Una “macchina” che ha bisogno di un solo goccio d’olio, meglio dire di vino, per far girare gli ingranaggi degli avvenimenti durante i cinque giorni. Dalla bio-dinamica al Catwalk Champagne passando per i tre giorni tradizionali, centrali, ricchi, come sempre, di novità “stellari” per gli appassionati di vini e non.

 

Non solo Vino.

La Gourmet Arena che da alcuni anni ha trovato la giusta location, come continuità del Wine, nella tensostruttura posizionata tra il fiume Passirio e il Kurhaus, lungo quella passeggiata resa famosa nel mondo come promenade Sissi.

Quet’anno oggetto di ulteriore “sana decisione”, da parte di Helmuth Köcher, liberandola dallo Show Cooking che, meritatamente, ha ottenuto il suo spazio in altra sede, piazza della Rena, vicinissima al Kurhaus, ribattezzata Cooking Farm.

Già, la Cooking Farm, meglio dire Chef Performance.

Dal venerdì 10 al Lunedì 13, nell’orario di apertura, più di venti chef stellati si sono alternati ai fornelli nel proporre piatti di particolare importanza cucinati secondo le loro filosofie di pensiero. Senza dimenticare i “temi giornalieri”

 

Wild Cooking, Fermenti in cucina, la prima manifestazione italiana sui cibi fermentati svoltasi Venerdì 10 in contemporanea con Bio&Dynamica, l’evento enoico più importante e rappresentativo insieme a Summa di Alois Lageder, guarda caso anche lui altoatesino.

 

Cooking Farm, confronto tra la più prestigiosa cucina italiana e la tradizione contadina svoltasi nel giorno 11. Sperimentare e giocare, amore per le radici e curiosità verso altre culture, lavorare in sintonia con la natura, la pizza nella continua e costante ricerca delle migliore eccellenze gastronomiche italiane.

Cooking Farm, “Place to be” per gli amanti dell’Alta Gastronomia svoltasi nel giorno 12. Rispetto come pilastro centrale di una precisa architettura, il fedele artigiano del cibo, la proposta di Risate&Risotti, cucinare per soddisfare i propri familiari.

Cooking Farm, il premio GODIO, inserito dall’ormai lontano 2004 in onore e memoria dello chef Giancarlo Godio, svoltosi Lunedì 13, con la premiazione di Luis Haller, altoatesino della Val Passiria, come giovane appassionato per l’arte culinaria e per la sua vocazione ai piatti semplici, composti di tre o quattro ingredienti, sapientemente selezionati, con cui riesce a creare sapori del tutto inaspettati.

 

Ed infine, martedì 12, durante l’evento di chiusura dedicato agli Champagne “esclusivi”, Catwalk Champagne, lo chef Italo Bassi trent’anni ai vertici della ristorazione italiana e internazionale insieme al giornalista francese Sebastien Ripari fondatore di “Le Bureau d’elude gastronomique”, hanno dato vita ad un show cooking con la complicità della Maison Maxime Blin. Maison che si trova a Trigny nel Massiccio di Saint-Thierry, chiamato anche Petit Montagne de Reims, posto sul C 2 fotogallery 3083803 6 image50esimo parallelo.

Il nostro lavoro- parole di Helmuth Köcher – consiste nello scegliere annualmente il massimo della qualità per gli appassionati di vino e gourmet. E presentarlo in

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 Helmuth Köcher

una cornice esclusiva come Merano. Siamo e rimaniamo i nostri clienti più esigenti”

Lo “sdoganamento” ufficiale del nuovo Merano Food & Wine Festival e risposta secca, con “una cornice esclusiva come Merano” alle insistenti e continue pressioni svolte da alcuni media nell’indicare Milano come sede logistica migliore. Svanirebbe il fascino, la seduzione, l’attrazione unite a charme, carisma a favore della sola massificazione senza anima, solo business.

 

E il futuro? Sono sempre le parole di Helmuth Köcher ad indicarne le linee.

Diffondiamo l’eccellenza enogastronomica da oltre 25 anni attraverso la selezione e valutazione dei prodotti, comunicazione dell’eccellenza, allestimento di eventi esclusivi rivolti al B2B e al B2C ed organizzazione di eventi in Italia e Europa. Da dicembre partiranno i Corsi di formazione di figure professionali e specializzate in ambito eno-gastronomico. Wine export manager, Event Manager tra tradizione e innovazione, Commesso agroalimentare, Cameriere, Aiuto cuoco ed altri. Un nutrito programma per tenere sempre ai vertici il Merano Wine Festival senza dimenticare che siamo arrivati fino a qui grazie al VINO”. Chapeau!

 

              gfkk Quando Aldo Capitini parla della religione come “servizio dell’impossibile, rifiuto di accettare i modi di realizzarsi della vita e del mondo come se fossero assoluti e gli unici possibili” 1), ci troviamo indubbiamente di fronte ad una delle più belle definizioni che, del concetto di religione, siano mai state formulate.

La religione di cui parla il “Gandhi italiano”, padre della Marcia Perugia-Assisi, è “educazione e promovimento dell’apertura di unità amore”, è “educazione e promovimento di apertura alla realtà liberata”. E’ qualcosa che nulla ha a che vedere con quello che lui chiama il “sacro di esclusione”, caratterizzato dall’esigenza del chiudere e del chiudersi, dalla brama del gerarchizzare e contrapporre. Qualcosa che nulla ha a che vedere con quelle che gli illuministi chiamavano “religioni positive”, realtà istituzionalizzate avide di potere, dogmatizzanti e intrinsecamente intolleranti e violente, quelle, cioè, che presumono “di venire dall’alto con autorità e con assolutismo”, che pretendono di pontificare su “ciò che è bene e ciò che è male (anche il votare per certe liste politiche!)” che rifiutano la ricerca e lo sviluppo nella fondazione dei valori, imponendo il proprio credo, che vogliono “la parrocchia totalitaria, con tutti uniti nello stesso credo, negli stessi sacramenti, nella stessa sudditanza al

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Papa Francesco
sacerdote, il quale mette paura con la visione dell’inferno, e getta fuori del chiuso castello, protetto dagli arcangeli, i peccatori nelle mani dei diavoli.” 2)

La religione sognata (e, per quanto fu possibile, promossa) da Capitini è un’esperienza che può scaturire soltanto dalla libera ricerca, sempre rispettosa delle opinioni individuali, dalla “voce della ragione nella coscienza”, che rigetta radicalmente ogni apparato ecclesiastico, che vuole creare liberamente amore nell’animo di tutti verso tutti, rifiutando ciò che allontana, divide e contrappone, alimentando un intimo sentimento di unione con tutto ciò che vive, anche con gli animali, anche con gli stessi morti, sentiti vicini “nel bene che facciamo” 3), parte inscindibile di una “compresenza crescente” 4), che ci rende impossibile accettare che “la morte chiuda l’essere” e risucchi veramente tutto nel nulla.

Una religione che aspira alla “liberazione di tutti” dal “peccato”, dal “dolore”, dalla “morte”, combattendo tutte le chiusure che si nutrono di odio e indifferenza e che ragionano nell’ottica dell’ ”io mi salverò e tu no”. 5)

Una religione aperta che non dovrebbe mai essere semplice “adattarsi, più o meno volentieri, al fatto che vi siano altri che pensino e agiscano differentemente”, una vera e propria “gioia per la presenza degli altri” sorretta dal sentimento sincero della compartecipazione di tutti ad “un’unità e un destino comune”. 6)

     Per Capitini tutto ciò che rifiuta rapporti e che tende ad accartocciarsi su di sé è destinato ad autoannullarsi. La vita ci richiede continue e necessarie aperture: a vari livelli, in innumerevoli diverse modalità, tutto è chiamato ad aprirsi, a correlarsi, ad interagire in maniera scambievolmente costruttiva. “Apertura - dice il filosofo perugino - è vita, è maggiore vita, è migliore vita” 7). E la vita non dovrebbe essere percepita negli angusti confini di quello che Schopenhauer chiama “principium individuationis”, ma come una tensione bergsonianamente intesa verso un “oltre” che trascenda perennemente i limiti della realtà attuale.

     La cosa più bella della concezione capitiniana di religione aperta è la sua commossa e commovente convinzione che un mondo come quello in cui siamo gettati, sia per quanto riguarda le cosiddette leggi della natura (selezione del più forte, “pesce grosso mangia pesce piccolo”, ecc.), sia per quanto riguarda il vivere dell’uomo insieme agli altri (con tutte le incalcolabili violenze ed ingiustizie), non meriti di continuare ad esistere, non potendo degnamente ambire alla eternizzazione di sé. L’animo autenticamente religioso non può non vedere la realtà presente come qualcosa di provvisorio, come qualcosa, cioè, di destinato ad essere trasformato, ad essere trasceso. Religione aperta è, quindi, prima di ogni altra cosa, desiderio, volontà, capacità di rifiutare quanto attacca l’unità del Tutto e cerca di sottrarsi alla unificante potenza cosmica dell’Amore. E’ ribellione al male e a tutto ciò che semina dolore. E’ schierarsi sempre dalla parte degli sconfitti, dei sofferenti, degli esclusi, in vista di altri mondi possibili. E’ cercare di costruire “una società senza classi, fondandone religiosamente sia le motivazioni sia il metodo di avvicinamento, nonviolento, amorevole anche verso i ricchi, anche verso gli oppressori, ma non in quanto ricchi e oppressori, bensì in quanto esseri umani, peccatori, da amare non accettando però il loro peccato, e con la fermissima apertura che essi stessi, prima o poi, si avvedranno del loro peccato, aiutati in ciò da una lotta che usa un metodo puro, amorevole, di sacrificio, facente appello alla comune e intima realtà di tutti, e alla speranza di una realtà liberata di cui siamo partecipi tutti, quale che sia stato il passato di ciascuno.” 8)

   Quando Capitini elaborava e generosamente divulgava le sue tesi, la Chiesa di allora (anni ’50 dello scorso secolo) lo trattava - assai comprensibilmente - come un pericoloso nemico, meritevole delle più severe rampogne e deprecazioni. Il suo Religione aperta (1955), senza alcun dubbio una delle opere più interessanti dell’ intero panorama filosofico novecentesco, venne messo prontamente all’Indice da Pio XII, e il decreto - come lo stesso filosofo tenne a ricordare con amara ironia - uscì “proprio nel giorno anniversario 1956 della Conciliazione tra il Vaticano e il Governo fascista” 9).

     Ma i tempi, si sa, cambiano. A volte, fortunatamente e alquanto inaspettatamente, anche in meglio. E il papa venuto da molto lontano, che, non certo per caso, ha scelto di chiamarsi Francesco, ora ci parla di una Chiesa “chiamata ad essere sempre la casa aperta del Padre”, di una Chiesa che “non è una dogana” bensì “la casa paterna dove c’è posto per ciascuno con la sua vita faticosa” 10), e dichiara di considerare anche coloro che non si riconoscono in alcuna tradizione religiosa, ma che sinceramente ricercano verità, bontà e bellezza, “come preziosi alleati nell’impegno per la difesa della dignità umana, nella costruzione di una convivenza pacifica tra i popoli e nella custodia del creato”. 11)

     Piace pensare che un papa così, che, oltre a ravvivare e sviluppare la svolta epocale di Giovanni XXIII 12), sembra voler far risorgere il sogno tragicamente naufragato di Celestino V, che non perde occasione per insegnare che la misericordia è, nella Sacra Scrittura, la parola-chiave per indicare l’agire di Dio verso di noi” 13), che l”’architrave che sorregge la vita della Chiesa è la misericordia” 14), che tale virtù è “il più stupendo attributo del Creatore e del Redentore” 15) e che la misericordia del Padre “non ha confini” 16) e “dura in eterno” 17), se avesse la ventura di imbattersi negli scritti capitiniani (nel caso non gli fossero già di occulta ispirazione), potrebbe anche, senza troppe esitazioni (e scandalizzando non pochi alti prelati), citarli nei suoi appassionati discorsi e nelle sue splendide encicliche.

     E piace anche molto immaginare che il mite e pugnace filosofo della nonviolenza, di fronte a tante affermazioni di papa Francesco, in merito alla “pienezza del perdono di Dio” (a cui nessuno potrà mai porre un limite) e alla sua misericordia che “sarà sempre più grande di ogni peccato” 18), si sarebbe trovato festosamente in sintonia, e che, magari, gli sarebbe corso incontro, offrendogli in dono un irenico affratellante abbraccio …

NOTE                                                                                               

  1. Aldo Capitini, Religione aperta, Editori Laterza, Bari 2011, p, 11.
  2. Ibidem, p. 19.
  3. Ib. p. 21.
  4. Ib. p. 10.
  5. Ib. p. 16.
  6. Ivi.
  7. Ib. p. 8
  8. Ib. pp. 44-5
  9. Aldo Capitini, Discuto la religione di Pio XII, edizioni dell’asino, Roma 2013, pp. 19-20.
  10. Evangelii gaudium, 47.
  11. Ivi.
  12. In apertura di Concilio, papa Giovanni XXIII volle contrapporre nuova a vecchia strategia della Chiesa: “la medicina della misericordia” alle “armi del rigore”.
  13. 13)Misericordiae vultus,
  14. 14)Ibidem, 10.
  15. 15)Ib, 11.
  16. 16)Ib, 26.
  17. 17)Ib, 32.
  18. 18)Ib, 3.

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November 10, 2017

3336b9fe70bbabc7b65df6710c54dba7c285b27cUn incubo satirico, brillante e implacabile come una luce alogena”, così Peter Bradshaw presenta su The Guardian “Happy End”, il nuovo film scritto e diretto dal pluripremiato Michael Haneke, regista e sceneggiatore austriaco, Palma d’Oro per “Il Nastro Bianco” e “Amour”, quest’ultimo anche vincitore del Premio Oscar come Miglior Film Straniero. Autore di storie scioccanti e senza speranza, Haneke è tra i registi contemporanei che maggiormente dividono pubblico e critica. E dopo cinque anni da “Amour”, torna dietro la macchina da presa con una nuova opera.

Presentata in concorso al Festival di Cannes, la pellicola è ambientata in una cittadina di confine nel Nord della Francia, dove si svolgono le vicende di una grande famiglia altoborghese, i Laurent, che ha ormai smarrito i suoi valori, chiusa nella propria solitudine, nell’incomunicabilità di un mondo cinico, indifferente e asettico.

La storia raccontata contrasta con il titolo scelto per questo film: specchio spietato di una società votata alla falsità, alla rabbia, all’egoismo e all’infelicità, tra vane ambizioni, menzogne, frustrazioni e morbose fantasie. Sullo sfondo, Calais, tra i maggiori centri di transito per i rifugiati d’Europa che invadono le strade della città portuale in attesa di una possibilità di attraversare l'Eurotunnel.

Un film attuale e originale che arriva dritto allo spettatore, al quale rivolge domande senza dare risposte, rigoroso e spiazzante, provocatorio e controverso in pieno “stile Haneke”, acuto e lucido osservatore di un’umanità alla deriva e di una realtà in perenne trasformazione. Il tutto impreziosito dalle interpretazioni di due mostri sacri del cinema francese, Jean-Louis Trintignant e Isabelle Huppert, ormai presenze quasi costanti nei film di Haneke.

Un cast stellare che vede tra gli interpreti anche: Mathieu Kassovitz (Il favoloso mondo di Amélie), Franz Rogowski, Laura Verlinden, Toby Jones (Il Racconto dei racconti).

“Happy End” è prodotto da Les Films du Losange, X Filme Creative Pool e Wega Film e sarà in sala a partire dal 30 novembre distribuito da Cinema di Valerio De Paolis.

Carnivorismo umano: il più perverso, deleterio e distruttivo sistema convenzionale

 

Quando si parla di carne si sta parlando delle parti anatomiche strappate ad un essere, capace di intelligenza e sentimenti, appositamente ucciso, e che come noi amava la vita e aveva paura di morire. Ma molta gente è convinta che la carne sia necessaria alla nostra salute. Se questo fosse vero sarebbe difficile spiegare l’eccellente salute di coloro che non la mangiano, quella di moltissimi personaggi recenti e della storia passata, oltre delle popolazioni che per tradizione sono vegetariane.

 La domanda fondamentale da porsi è se l’alimentazione carnea genera benefici o danni. Quali sono i benefici del consumo di carne nella dieta umana per la nostra salute? Assolutamente nessuno. Non è possibile menzionare in alcun modo un solo beneficio apportato dalla carne, mentre i danni prodotti sono molteplici e dimostrabili da qualunque patologia ad essa correlati: danni alla salute, all’ambiente, all’economia, al Terzo Mondo, alla coscienza umana… non v’è malattia che non sia correlata al consumo di carne, come non v’è rimedio in cui si consigli l’eliminazione della stessa dalla dieta.

Mangi una bistecca ed hai tutti i nutrienti necessari? Nulla di più falso. Se mangiassi solo carne non arriveresti alla fine del mese, mentre se mangiassi solo vegetali otterresti una salute eccellente, questo perché la carne è l’alimento nutazionalmente più scompensato esistente in natura: è privo di carboidrati, amidi, fibra, vitamina A,C ed E.  
La carne fa male (come il pesce) non solo perché agli animali d’allevamento vengono somministrati ormoni per accelerarne la crescita, oltre a vari farmaci, come antibiotici per immunizzarli alle malattie cui andrebbero incontro a causa di una vita disumana, ma perché è ricca di colesterolo, grassi saturi; perché acidifica il sangue, sottrae calcio alle ossa, ma soprattutto perché tutti gli organismi in putrefazione sviluppano  ptomaine come indoli, fenoli, cadaverina, istamina sostanze altamente dannose, indipendentemente dal fatto che la carne provenga da animali d’allevamento o  da animali che vivano allo stato brado. 
Per certi nutrizionisti che in televisione ipocritamente giurano che gli  animali italiani sono esenti da farmaci, significativa arriva in questi ultimi giorni la dichiarazione della Coop che ufficialmente dichiara“…si vuole impegnare a migliorare le condizioni degli animali d’allevamento pereliminare o ridurre l’uso degli antibiotici in modo da contrastare l’incremento dei batteri resistenti”. Il problema dell’antibiotico resistenza che va sviluppandosi negli ultimi tempi è di gravità enorme. Ma pare che all’essere umano non importa morire: l’importante farlo con la bocca piena. 

 1387325ab956c8c74bb3ab7914759e29 MFrammenti che orbitano qua e là, individuati, carpiti; li commento e condivido con voi.

Frammenti antemprima del

Merano Wine Festival edizione 2017.

Dal 10 al 14 novembre. 5 giorni di degustazioni esclusive ed eventi.

MWF 
 Merano Wine Festival

Entriamo nei particolari indicando le “perle” di questa edizione che si presenta come una delle più “assortite” degli ultimi anni

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Frammento n. 1

Naturae et Purae

Edizione 2017 che apre all’insegna del “naturale, biologico, biodinamico”. Celebrazione del territorio e dei prodotti naturali, mettendone in NATURAE ET PURAErisalto “le differenze e invitando ad una riflessione sul grande tema della naturalità nell’ambito del cibo e del vino”. Anteprima giovedì 9 nov. nella splendida cornice dei Giardini botanici di Castel Trauttmansdorff con il convegno “Quo Vadis? Food&Wine, is the future natural”. Il giorno successivo ben 105 aziende provenienti da 18 Regioni Italiane proporranno vini biologici, biodinamici, orange. Nel contempo nell’area Gourmet Arena presso Cooking Farm, gli chef si “alterneranno nella preparazione di piatti dedicati al tema dei cibi fermentati, nuova frontiera culinaria che riprende l’antica usanza di modificare le caratteristiche organolettiche dei cibi tramite il processo di fermentazione”.

 

Frammento n. 2

VINO in VULCANOVulcano1

Il protagonista di questa sezione sarà il fuoco. “Laddove vi siano vulcani estinti da oltre 10.000 anni, dormano quelli quiescenti o ribollano quelli ancora vivi, la natura è generosa nella sua fertilità”. MWF riserva, per la prima volta, un’area dove aziende selezionate provenienti da territori estremi, racconteranno la loro storia attraverso assaggi di vini dal carattere “vulcanico”.

Frammento n. 3

Charity Wine Masterclass. Cosa sono?

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 Masterclass

Volute dal Patron del MWF, Helmuth Köcher, destinando il ricavato degli ingressi al Gruppo Missionario per la realizzazione di progetti specifici in Africa. Veri e propri seminari aperti a “chiunque desideri approfondire, confrontarsi, assaggiare e conoscere territori, storie e tradizioni da prodotti unici, grandi classici dell’enologia”.

Sabato 11, Domenica 12, Lunedì 13, in vari orari. Ben 19 Masterclass con moderatori scelti tra enologi, giornalisti del settore, sommelier quotati, tra i più conosciuti sia a livello nazionale che internazionale.

L’elenco delle 19 Masterclass in http://www.meranowinefestival.com/charity-wine-masterclasses/

Infine, da non perdere,

 

 

Frammento n. 4

Catewalk Champagne

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Martedì 14 l’ormai attesa Catewalk Champagne. Giunta alla terza edizione ha “bruciato le tappe”; è già diventata il primo riferimento dello Champagne in Italia. Ben oltre 80 Maison tra le più famose con ben 200 etichette per condividere emozioni in un ambiente unico, il Kurhaus, elitario, elegante. “Lo champagne si confronta con il vino come l’haute couture si confronta con la moda” (Alfred Gratien).

Riflessione!

“Il Merano Wine Festival non è solo un evento; è un vero e proprio “think tank”, un forum di scambio di opinioni tra produttori, opinion leader, professionisti del settore e consumatori: un benchmark dell’eccellenza enogastronomica”.

Aggiungo: Un’azienda quando viene selezionata dal MWF entra a far parte del gotha dell’alta qualità.

Osservo, scruto, assaggio e…penso. (urano cupisti)

November 01, 2017

Mentre le dispute tra Erbil e Baghdad su Kirkuk insidiano gli equilibri regionali, il presidente della Regione autonoma del Kurdistan iracheno Massoud Barzani si dimette

Le dimissioni dell'ex presidente della Regione autonoma del Kurdistan iracheno (KRG) Massoud Barzani, entrate in vigore il primo novembre, sono arrivate poco meno di dieci di giorni dopo la conferenza stampa in cui portavoce del movimento di opposizione Gorran aveva chiesto a lui e al vice-presidente Kosrat Rassoul di porre fine alle loro funzioni, avviando la formazione di un governo di unità nazionale. Lo stesso movimento, nato da una scissione all'interno del Partito di unione patriottica del Kurdistan (il PUK del defunto Jalal Talabani), in agosto si era pronunciato a favore del rinvio del referendum per l'indipendenza della regione curda. Gorran accusa la leadership del KRG di aver gestito in modo inefficace e poco trasparente le questioni interne ed esterne, e di aver illegalmente prolungato le sue funzioni per quattro anni oltre il suo mandato. Inoltre, il fatto che il parlamento sia chiuso dall'ottobre del 2015 impedisce un dialogo tra le forze politiche. Il Partito democratico del Kurdistan (KDP) di Barzani, forte dell'influenza della sua potente tribù, ha di fatto egemonizzato la politica curda, facendo leva soprattutto sui successi militari nella guerra contro i cartelli del jihad del cosiddetto Stato islamico. Abbandonata la presidenza, Barzani non potrà candidarsi alle prossime elezioni, ma ha assicurato che resterà sulla scena “come peshmerga”, come combattente. Anche perché le elezioni presidenziali, previste per il primo novembre, sono state rinviate sine die.

“Sono sempre lo stesso Massoud Barzani, sono un peshmerga”, ha dichiarato l'ex presidente alla televisione irachena, “continuerò ad aiutare il mio popolo nella lotta per l'indipendenza”. Tuttavia, le recenti conquiste dell'esercito iracheno (le truppe del governo centrale di Baghdad), in particolare quella della provincia petrolifera di Kirkuk, senza spargimento di sangue, hanno complicato la situazione politica di Barzani, svelandone il sostanziale isolamento internazionale. Nessun paese vicino ha preso posizione perché Kirkuk e altri territori contestati rimanessero sotto il controllo kurdo o perché i curdi iracheni potessero avere un loro stato. Neppure l'alleato statunitense, che pure sui peshmerga aveva contato sia durante l'invasione dell'Iraq del 2003, sia nella guerra contro i cartelli del jihad, mentre ora si è limitato ad accogliere con favore le dimissioni di Barzani come segno di “senso dello stato”. Oltre all'indifferenza degli alleati regionali, Barzani si trova di fronte avversari politici che lo accusano già da anni di cupidigia e nepotismo, di indentificare alleanze politiche e relazioni tribali e di clan e gli attribuiscono la responsabilità del grave deficit di bilancio del KRG.

L'effetto più significativo delle dimissioni di Barzani è l'emergere delle divisioni politiche all'interno del KRG, ancor più gravi perché legate a rivalità tribali profondamente radicate. A poche ore dall'annuncio delle sue dimissioni dalla presidenza, mentre il parlamento regionale si accingeva a ratificarle, gruppi di giovani vicini al KDP hanno tentato di fare irruzione. Nel mirino di questi gruppi sono finite inoltre le sedi dell'emittente televisiva NRT di Shaswar Abdulwahid, vicina all'opposizione (già agli inizi di settembre uomini armati ne avevano attaccato gli uffici di Dohuk, al grido di “sì al referendum”) e le sezioni di Dohuk del PUK e di Gorran.

Anche nello scacchiere politico regionale la debolezza del KRG può avere conseguenze nefaste, costituendo un nuovo focolaio di tensioni. La Turchia, tradizionalmente alleata del KRG a guida Barzani, non ha perdonato a quest'ultimo l'ostinazione nel voler indire il referendum per l'indipendenza. Al punto che un paio di settimane fa il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha ricevuto il primo ministro iracheno Haider al-Abadi, a poco più di un anno dal loro aspro scontro. “L'avventurismo turco può provocare una guerra regionale”, aveva dichiarato al-Abadi, scatenando l'ira di Erdoğan, che aveva replicato: “non sei il mio interlocutore, non sei al mio livello”. Una riconciliazione improvvisa motivata dalla spinosa questione curda, oltre che dal commercio dell'oro nero.

È probabile che a preoccupare Ankara sia la consapevolezza che un KRG debole, con Barzani e il suo partito-clan non saldamente al potere, ridurrebbe notevolmente la sua influenza sulla regione. In Iraq infatti sta crescendo il peso dell'organizzazione Badr, partito politico filo-iraniano che ha la sua milizia all'interno delle Unità di mobilitazione popolare, un corpo di paramilitari in maggioranza sciita, fondato nel 2014 per combattere i cartelli del jihad. L'influenza iraniana sarebbe in aumento anche nella regione di Kirkuk, dove la popolazione turcofona dei turkmeni è in maggioranza sciita, mentre le dimissioni di Barzani potrebbero spianare la via a un'ascesa del PUK, che con Tehran ha storicamente buone relazioni. Si potrebbe tuttavia inserire il riavvicinamento tra Turchia e Iraq nel quadro dell'alleanza stretta di recente tra Turchia, Iran e Russia (anche a livello commerciale), che ha consentito ai tre paesi di giocare un ruolo chiave nei negoziati per una soluzione diplomatica del conflitto siriano. Negli ultimi mesi, infatti, anche Iran e Russia hanno firmato importanti accordi commerciali con l'Iraq e Ankara non intende cedere il passo.

Contestualmente, si inaspriscono le relazioni tra Turchia e Stati Uniti: l'instabilità nelle aree del KRG ricche di petrolio ha reso le riserve di Tehran una valida alternativa. Washington ultimamente ha inasprito le sanzioni, mettendo a rischio quello che alcuni analisti definiscono un accordo oil-for-goods, che comporterebbe una cooperazione finanziaria. A New York è ancora in corso il processo contro l'imprenditore turco Reza Zarrab, accusato di aiutare l'Iran a eludere le sanzioni. Intanto, il primo novembre il presidente russo Vladimir Putin è stato in visita ufficiale a Tehran per incontrare il presidente iraniano Hassan Rohani, la Guida suprema della rivoluzione, ayatollah Ali Khamenei e il presidente dell'Azerbaijan Ilham Aliyev. Oggetto di discussione la “cooperazione politica, economica, culturale e umanitaria”, la “lotta contro il crimine e il terrorismo” e soprattutto strade, oleodotti e gasdotti.

October 26, 2017

Nel programma di Berlusconi e Lega, ora è ufficiale, c’è anche la Lira come seconda moneta. Berlusconi lo ha annunciato Sabato 14 Settembre , nella sua visita ad Ischia. Dunque, ci sarebbe , in prospettiva, anche il varo della nuova Lira. Il pensiero berlusconiano, assecondato, peraltro, anche da Salvini , non dovrebbe rappresentare una complicazione nell’attuazione , anche perché non andrebbe in contrasto con i dettami della UE. Infatti, nella sostanza, la Lira non creerebbe debito, purché applicata con il Signoraggio puro, cioè lo Stato che crea moneta a seconda del proprio fabbisogno interno, facendo stampare la moneta da Bankitalia e pagandone solo le commissioni, quindi senza interessi , e senza creare debito, perché relegata solo all’interno dello Stato, senza emissioni di titoli. Quindi lo Stato pagherebbe solo la stampa della moneta. Si calcoli che oggi un biglietto da 100 euro, tanto per fare un esempio, costa tra i 20-30 cnt di euro. Nel caso della lira, il costo verrebbe pagato con i soldi stampati, comunque una pulce in un bosco. Quindi, con la circolazione della Lira solo all’interno del Paese si otterrebbero numerosi vantaggi. lo Stato potrebbe intervenire massicciamente sulla ripresa, attraverso la ristrutturazione di imprese, anche acquisendole in toto od in parte, finanziando cantieri stradali, opere necessarie di ogni genere, ristrutturazione delle Ferrovie, ecc. Di conseguenza, fine delle criticità delle imprese, che hanno visto paesi esteri, dalla Cina a Francia e Germania in primis, far man bassa delle nostre imprese a prezzi di saldo, ed anche con conseguenti negatività sull’occupazione. Ed infine, quando i prezzi fossero espressi in Lire ce ne sarebbe anche la convenienza all’interno Paese. Un conto è pagare un cappuccino un euro, ed un altro 1.000 lire. E l’Euro? Solo per le transazioni internazionali o per chi viaggia, o comunque abbia rapporti con l’estero. Tra l’altro, stampando moneta propria lo Stato potrebbe anche ridurre il proprio

indebitamento, vendendo Lire ed acquistando Euro. Insomma, la liretta tornerebbe a far sognare ed a far star meglio tutti. Naturalmente Renzi ed il Pd non ci pensano affatto al ritorno della Lira, anche come seconda moneta. Ed il M5S? Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano i vertici . D’altronde il malessere generale, e la povertà dilagante, non possono essere più lasciate nelle mani di Germania, Francia e paesi nordici.

Ultimo interrogativo da sciogliere: chi vincerà le elezioni? Certamente, con il Rosatellum, truffa o non truffa che sia, manderà il centro-destra in avanti, anche se il M5S seguirà a ruota, ma non avendo coalizioni rischierà di rimanere alla finestra. Ora, comunque, sarebbe il caso che partiti e movimenti mettano nero su bianco i loro programmi, in modo tale che gli elettori possano confrontarli tra loro e farsi un’idea più certa.

Ultimamente un dibattito in televisione è stato concentrato sull’apertura sociale verso gli animali al punto da inserirli nel piano di famiglia con il  diritto di assentarsi dal lavoro in caso di necessità, diversamente si potrebbe configurare il reato di maltrattamento. L’esperto di turno riteneva che l’affetto verso gli animali da compagnia è una caduta di valori: cioè, l’essere umano cerca negli animali  quell’affetto che non trova tra i suoi simili. Naturalmente è una visione del tutto errata. L’amore ed il rispetto per gli animali che va manifestandosi nella società contemporanea è tutt’altro che causata  da una caduta di valori: è la nuova coscienza umana che, progredendo sul piano civile, morale e spirituale, si apre alla capacità di condivisione, di empatia, di sensibilità e rispetto verso tutte le forme di  vita, e si esprime più giusta, più sensibile e finalmente capace di capire che gli animali, esseri come noi, hanno per natura, il nostro medesimo diritto ad essere tutelati da coloro che vogliono avere il beneficio di godere della loro preziosa compagnia.

“Non posso essere vegetariana, devo necessariamente mangiare la carne perché non posso consumare verdure e legumi”.Questo è ciò che dicono alcuni quando in un dibattito si parla di diete  vegetariane e vegan. Noi riteniamo che per ogni problema di salute occorre intervenire sulle cause che li hanno determinati. Non c’è persona che non possa adottare l’alimentazione vegan perché questa   la sola dieta compatibile con la nostra vera natura, morfologicamente e biologicamente strutturata per alimentarsi in modo vegano. Come conferma l’eccellente salute dei vegani. flm   Per ciò  che riguarda la salute, il benessere della persona, quello che ci darà credibilità non sarà la nostra conoscenza in fatto alimentare, il nostro saper calcolare il quantitativo di nutrienti necessari, ma il modo in cui ci porremo nei confronti degli altri: l’esempio personale, la coerenza e la chiarezza di pensiero sarà il nostro fiore all’occhiello, il nostro distintivo.

Il nostro intento non deve essere solo quello di suggerire il modo migliore  di recuperare il benessere, ma quello di indicare lo stile di vita che consente di non ammalarsi; non sarà quello di liberare dalla  medicina convenzionale le persone bisognose di salute per vincolarle agli esperti della medicina naturale ma quello di aiutarle ad essere medici di se stessi.

Il nostro scopo è di promuovere una nuova coscienza umana, un nuovo modo di pensare, di sentire, di condividere, con maggiore responsabilità verso se stessi e verso la collettività, consapevoli che  nessun sintomo ha un’unica causa, che la guarigione viene dal di dentro, che quando il corpo si ammala è l’anima che ha fame di conoscenza e verità. Questo renderà credibile la nostra missione e avremo contribuito a rendere migliore questo mondo.

 fsf Frammenti che orbitano qua e là, individuati, carpiti; li commento e condivido con voi.

 

“Premio Italia diritti umani 2017”

Grazie a tutti coloro che hanno partecipato e che hanno reso possibile l’evento giunto alla sua 16.ma edizione. In particolare al collega e amico Antonio Di Spirito che ha “raccolto” il contributo enoico di alcune Aziende vinicole contribuendo a rendere piacevole il “generoso” buffet.

Tenuta Fontana di Pietrelcina (Bn)con il bianco “Civico 44” 2016 e il rosso “Civico 28” 2015

 MG 1041

Il Cancelliere di Montemarano (Av) con il bianco “Gioviano” 2014 el il rosso “Nero Né” 2012

Monti Cecubi di Latina con il bianco “Amyclano” 2016 e il rosso “Terrae d’Itry” 2016

Fontanavecchia di Torrecuso(Bn) con il suo bianco “Taburno Falanghina del Sannio” 2016

Premio Italia diritti umani, nato per dar voce agli ultimi e per l’esigenza di dare un giusto riconoscimento a coloro che per la loro attività si sono distinti nel campo dei diritti umani. In altre pagine del giornale il resoconto dettagliato del Premio.

 

La Riflessione!

È iniziato il “Valzer delle Guide 2018”. Ha iniziato Slow Food, a seguire L’Espresso e Vitae (Ais). Siamo in attesa di Gambero Rosso, Touring, Michelin e Bibenda (Fis). Guide di vino e cibo. Cappelli, baci, forchette, noti2232cucchiai, cucchiaini, tralci, grappoli a non finire con punteggi in centesimi, ventesimi, cinquesimi tutto in abbondanza. E come condimento l’onnipresente Trip Advisor con recensioni da “spettacolo”. Eppure servono, eccome. “L’ha detto la tale guida, ha tre cappelli, un grande vino…ha quattro tralci,un grande chef…è mono-bis-tristellato”. E il “profumo della carta” ancora batte l’on-line. Nell’elenco dei sistemi di premiazione ho dimenticato i coltelli. Quelli servono per “Nacht der langen Messer” (la notte dei lunghi coltelli), quella celtica originale del Natale del 450 d.c. (U.C.)

 

 

 

Frammento n. 1

Il Bianco supera il Rosso

Storico sorpasso: cambia la geografia mondiale. In Italia ed Europa non è questione di mode, comunicazioni ad hoc, budget pubblicitari ma incide anche il cambiamento climatico. Basta pensare che invino salute questo Ottobre si stenta a mangiare castagne, polenta, cacciagione ecc…, i tipici piatti accompagnati da vini rossi ma si continua con i piatti dell’estate che richiamano i vini bianchi. Un’analisi di Nomisma-Wine Monitor ha evidenziato come gli scenari evolutivi del prodotto storico della nostra eccellente enologia come Barolo, Brunello, Supertuscan siano in calo sorpassati da Vermentino, Arneis, Verdicchio, Fiano, i bianchi altoatesini e friulani senza dimenticare le innumerevoli produzioni legate anche a vitigni ritenuti scomparsi. Non solo. I Terroir vocati al rosso si stanno dimostrando altrettanto vocati al bianco. (C.d.G.)

 

 

 

Frammento n. 2

ChinaL’ultima dalla Cina

Il paese del Dragone è in testa al consumo mondiale globale con 16 milioni di ettolitri di vino consumati nel 2016 davanti a Usa, Francia, Italia e Germania con una domanda in fortissima crescita ponendo la Cina al quinto posto dei produttori mondiali.

 

 

Frammento n. 3

Confronto Francia-Italia sui numeri che valgono.

Non serve essere al primo posto nella produzione, compresi i vini in tetrapack. È il fatturato, in particolare quello dell’esportazione, che stabilisce il primato. Questi i numeri che ci devono ricondurre con i piedi per terra e “lavorare sodo” in unità d’intenti. Il Bordeaux stravince con un valore di 1,6 miliardi di eurobr1 corsadiploma flags contro i 531 milioni della Toscana, i 272 milioni di euro del Veneto (tantissime bottiglie ad un prezzo medio irrisorio, Prosecco docet) e i 243 milioni di euro del Piemonte. La Borgogna con i soli 352 milioni è in testa a tutti con un super prezzo medio di ben 23,5 euro al litro. Dati 2016. E nel 2017, con una ricognizione sui valori esportati nei primi 5 mesi, la forbice Francia-Italia si sta ulteriormente allargando con un +19,4% contro i nostri +4,4%. (C.d G.)

 

Frammento n. 4

Infine il patteggiamento della pena ha chiuso lo “squallido” scenario del Sauvignon Bianco alterato.

to be good lawyerSi è chiuso con 41 patteggiamenti, per 31 persone fisiche e 10 aziende, l’inchiesta della Procura di Udine sul caso di sofisticazione del Sauvignon Blanc con aggiunta di un esaltatore di aromi. La diversità con altre sofisticazioni del passato è stata che almeno non risultava nociva alla salute ma solo perché non prevista (l’aggiunta) dai disciplinari di produzione. Nomi importanti e blasonati del Friuli dove il Sauvignon Blanc è uno dei vitigni maggiormente allevati. Il “lievito magico” aveva coinvolto anche produttori delle province di Chieti e Terni e rischiava di infettare tutto il territorio nazionale. In cima all’elenco dei patteggiamenti spicca il nome dell’enologo Ramon Persello, “inventore del lievito magico”. Per conoscere in dettaglio i nomi dei produttori coinvolti e quelli aggiunti vi rimando al Blog http://vinounapassioneilblog.blogspot.it/ (Ctrl + Clic per aprire il collegamento) all’articolo dal titolo “Purtroppo dobbiamo comunicare anche questo”

 

 

Frammento n. 5

Cambia la data di scadenza sui cibi

 Food Waste

Arriva l’etichetta che cambia colore dal momento che gli alimenti non sono più commestibili. I ricercatori della Clarkson Universty a Potsdam (New York) hanno approntato un sistema innovativo per una informarzione in tempo reale. Non solo per gli alimentari ma anche per le creme e i cosmetici in generale. In base al colore dell’etichetta, dove è presente un sensore, sapremo se il prodotto avrà subito contaminazioni e quindi sia da buttare. È una rivoluzione se si pensa che ogni anno gettiamo tonnellate di cibo sempre commestibile per scadenze fisse imposte per legge

 

Osservo, scruto, assaggio e…penso. (urano cupisti)

La tradizione apre alla innovazione

...è proprio così nella splendida cornice del Salone di Raffaello con la consulenza scientifica dei Musei Vaticani, la direzione artistica di Marco Balich che si è avvalso della colonna sonora di Sting, la Artainment Worldwide Show, ha presentato alla stampa lo spettacolo:  "Giudizio Universale. Michelangelo and the Secrets of the Sistine Chapel"

Si tratta di uno show realizzato con i più sofisticati mezzi tecnologici; in proposito Barbara Jatta, direttore dei Musei Vaticani sintetizza lo spirito di collaborazione al progetto: "I Musei Vaticani sono musei dinamici dove tradizione e innovazione trovano una perfetta sintesi. Tradizione che è tutela, restauro, conservazione e valorizzazione delle collezioni attraverso gli studi, la ricerca, la didattica, i progetti internazionali, i convegni e le mostre.

Innovazione che è oggi imprescindibile per il funzionamento di un'Istituzione che accoglie più di sei milioni di visitatori l'anno e che è aperta alle nuove forme di comunicazione. La collaborazione dei Musei Vaticani con Artainment Worldwide Show per questo spettacolo va vista proprio in questa linea di sintesi fra tradizione e innovazione".

Inoltre da qualche mese Marco Balich, l'ideatore del progetto, è impegnato nell'allestimento di quello che viene definito come un viaggio emozionale nell'Universo Spirituale di Michelangelo che vede la Sistina come protagonista assoluta.

Il grande impatto emotivo viene assicurato sia dalla magia degli effetti speciali che dall'intensità del valore spirituale che perviene dalla Sistina stessa luogo di elezione di Papi.

Come non ricordare quella sera del Marzo 2013 quando dopo "la fumata bianca" dal noto tetto della Sistina, dal famoso balcone ad una folla festante arrivava come da una "voce amica".... "Buonasera a tutti..." : la gente applaudiva, pregava, piangeva...il mondo intero sperava.

Marco Balich aggiunge " Dopo aver diretto molte Cerimonie Olimpiche in tutto il mondo sono orgoglioso di creare uno show nella nostra bellissima Italia, affidandoci alla consulenza scientifica rigorosa dei Musei Vaticani. Questa è un'operazione che mira a coinvolgere ed emozionare le nuove generazioni con i capolavori del nostro patrimonio artistico. Vogliamo rendere i giovani fieri e consapevoli di chi siamo e da dove veniamo"

L'eccezionale evento debutterà il 15 Marzo 2018 presso l'Auditorium Conciliazione in Roma; il pubblico potrà scegliere di assistere allo Show in lingua Italiana o Inglese.

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