L'informazione non è un optional, ma è una delle condizioni essenziali dell'esistenza dell'umanità. La lotta per la sopravvivenza, biologica e sociale, è una lotta per ottenere informazioni.

Kaleidoscope (1435)

Free Lance International Press

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SATHYA SAI BABA RISPONDE.

DOMANDA: "in questo cambiamento spirituale che sta accadendo, qual é il ruolo dell'Italia?"
SAI BABA:
"Se l
ʼ Italia non si é ancora fatta a pezzi, é per via delle benedizioni dei grandi santi.
Questa é la terra di Dio.
Questa é la terra dei santi.
Tutti loro non sono andati da nessuna parte. Sono tutti quì, vi proteggono, sono qui a dirvi la verità.
Ci Saranno momenti molto gloriosi Più avanti e Cio che sta per Accadere nel futuro e che potrete testimoniare Nella Vostra vita è di gran lunga al di là di Quanto SIA mai accaduto nella storia dell
' umanità.
Questo tempo meraviglioso è davanti a noi. Siate preparati.
Siate fiduciosi.
In tempi a venire, la Divinità in ciascuno sorgerà e molte persone in tutto il mondo predicheranno la verità che tutti sono Uno.
Coloro che non riusciranno a capire questa verità periranno, proprio come le piante muoiono quando le stagioni cambiano.
Coloro che seguono il percorso del dharma (cioè della giustizia) saranno protetti dal dharma.
Verrà un momento in cui in tutto il mondo ci sarà soltanto una religione:
la religione dell'amore.
Le persone saranno stufe della meschinità, dell'egoismo, dell'avidità e dell'odio e porranno fine a tutto ciò.
Si sveglieranno alle necessità del mondo e diventeranno altruiste, poiché il futuro non gli lascerà scelta.
In futuro, non ci sarà spazio, opportunità od occasione per gli egoisti, in quanto essi periranno come risultato delle loro stesse azioni, senza l'intervento di nessun altro.
Se non si adatteranno al futuro, andarsene, proprio come gli alberi periscono quando la stagione cambia, secondo la legge dell'evoluzione.
L
ʼ evoluzione è l'unica via. Il futuro è per il Divino, non per chi è semplicemente umano. Se non vi eleverete per diventare divini, non sarete adatti al futuro.
Le campane che suonano per annunciare questa nuova era sono al contempo campane d'allarme, perché vi ricordano quanto ancora deve essere fatto: sì, sono un promemoria. Perciò, questi sono tempi che offrono molte opportunità. Dovete cambiare in meglio.
Vi sto spaventando?
Non c'è nulla di cui aver paura.
Questi esami ci devono essere: alla fine dell'anno tutti devono supportare gli esami. Perché avere paura quando l'insegnante è con voi e sta insegnando?
Se ce la mettete tutta, imparerete la materia e passerete facilmente tutti gli esami.
Questi cambiamenti avverranno nei prossimi anni e molto rapidamente.
Dal 2020 al 2027 ci saranno dei cambiamenti rilevanti nel modo di pensare e nel modo di vivere della gente.
Ogni cosa andrà incontro a uno straordinario mutamento.
Ciò che potrebbe apparire come distruzione e annientamento è in realtà un processo di purificazione e ricostruzione.
Srishti, sthiti, laya (creazione, conservazione e distruzione) sono tutte parti dell'opera di Dio.
Dovete rimuovere le erbacce affinché possano crescere l'albero.
Il mondo deve subire un cambiamento improvviso di grande entità.
Questi sono i dolori che bisogna subire, i dolori del parto, per far nascere la Nuova Era.
Succederà. Nessuno può fermarlo, né può evitarlo, perché non c'e
ʼ scelta, fa parte del piano.
Se seguite il piano, sperimenterete la felicità; se resistete, sperimenterete la sofferenza.
Vedrete.
Generalmente, ogni volta che predico qualcosa la gente non comprende,
in quanto non l'ha mai visto prima e non sa cosa possa essere.
Tuttavia, gradualmente, anno dopo anno, veder il cambiamento.
Siate felici di essere testimonianze di un racconto Era. Non accade spesso.
Tutti saranno divini, traboccanti di energia divina, vibranti di amore divino.
Così diventerà il mondo intero.
Non ti preoccupare.

Il futuro dell'Italia é al sicuro, ma il futuro non é come ti aspetti che sia.
Il progresso non é al di fuori, ma é dentro.
Questa terra non sta per perire.
Coloro che non insieme questi allo spirito di questa terra, sì che periranno.
Coloro che sono dharmici e spirituali continueranno a prosperare.
Quando l
ʼ Età dell ʼ Oro albeggerà, alcune piante sopravviveranno, alcune piante periranno.
Alcune persone passeranno alla nuova era, alcune persone se ne andranno, poiché questa è l
ʼ ora più buia prima dell'alba.
C
ʼ e ʼ così tanta irrequietezza nel mondo, ma questo va solo a profondamente che l ʼalba sta per arrivare presto; così Io vado in giro a parlare del grande messaggio di amore e di servizio, che vi aiuterà a sbarazzarvi delle vecchie abitudini di egoismo e attaccamento e vi aiuterà ad evolvervi nella nuova era.
Quindi, sì, è necessario preoccuparsi per tutti gli altri, ma in primo luogo, guardate dentro e vedete in che misura vi siete evoluti."

Non condivido queste parole come seguace di Sai Baba ma so che ogni persona che ha toccato una certa qualità spirituale non può che riconoscere il valore evolutivo storico-sociale spirituale politico strategico creativo dell'Italia al cospetto del mondo così come non si può ignorare la problematica di tutti gli ebrei per i ritardi che stiamo vivendo per colpa di un popolo che non vuole riconoscere il Cristo.

Ci sono moltissimi passi in cui Rudolf Steiner già all'inizio del secolo parlava della funzione organica dei piccoli stati come dei piccoli organi senza i quali però la vita non è possibile; non si tratta più di un dominio territoriale numerico ma di una contingenza qualitativa di relazioni karmiche e spirituali con le verità soprasensibili di cui l'unica scienza capace di parlare in questo momento è la scienza dello spirito.

La natura umana è di per sé un viaggio di difficile interpretazione. L’uomo nasce come animale istintivo che solo la coscienza lo rende conoscitore del giusto e dell’errore, del bene e del male. Ma la coscienza si può reprimere? E quanto è possibile fare entrare o uscire il male? Quando la propria coscienza si lascia condizionare a favore di un potere, dal denaro, dell’onnipotenza? Chi riesce a fermarsi? Chi si lascia trasportare dall’ingordigia del proprio ego?

Michele Giuttari prima di essere scrittore è stato un poliziotto, la sua esperienza in campo investigativo lo ha portato in vari campi d’indagine dove spesso la coscienza non è stata mai padrona dell’individuo. Anni di indagini: terrorismo, omicidi, mafia, notti insonni e difficoltà fra giorni di luce e momenti di grande oscurità lo hanno portato a scrivere nero su bianco fatti, esperienze o semplicemente intuizioni che ha trasformato in storie di fantasia ma che portano quel sé di esperienza attraverso i suoi libri itinerari fra il giallo e il noir che appassionano il lettore fin dai suoi primi esordi in campo letterario.

L’ultima uscita è “Sangue sul Chianti”, per F.lli Frilli editore, un libro dove con grande maestria e consolidata competenza nel campo poliziesco, il Giuttari ci porta in una spirale tensiva fino all’ultima pagina.

Niente è a caso, ogni tassello viene assembrato mano a mano che ci immergiamo nella lettura. Ogni personaggio è ben strutturato e abilmente descritto così come è esposta in modo convincente ogni azione di uomini scaltri, immorali e corrotti che ruotano intorno a gente insospettabile, ricattabile, influenzabile a servizio di un potere che decide la sorte di uomini e donne. Inizia tutto da un saccheggiatore che diventa il testimone di un omicidio all’interno di una villa situata nel Chianti. Mauro Sacco, si trova nel posto e nel momento sbagliato dove l’inferno e il male daranno inizio a intrighi e grovigli di conseguenze inaspettate.

Sarà l’acume, la caparbietà, la professionalità di Michele Ferrara commissario di polizia a indagare là dove nessuno si sognerebbe di scrutare. Niente lo fermerà, nessuno potrà plasmare il suo senso del dovere come uomo e come servitore dello Stato. Una tela di ragno dove violenza, ricatti, droga, omicidi, silenzi e sangue, si dipaneranno in una convulsa corsa alla risoluzione anche se amara come il fiele.

Un libro scritto sapientemente attraverso immagini che non restano mai statiche ma che anzi, danno al lettore l’impressione di sentirsi testimoni di un qualcosa che prende movimento mano a mano ci si addentri nel plot del romanzo che è talmente realistico nelle modalità d’indagine e di descrizione da sembrare un reale fatto di cronaca dei nostri giorni.

La descrizione dei luoghi è così vivida da vederne i contorni. Le vie di una Firenze con i suoi personaggi, locali, storia, la minuziosità dei particolari, l’accuratezza nel delineare i caratteri e la meticolosità descrittiva sui difetti e i pregi dei vari personaggi rendono il romanzo meritevole di successo. Fluida e intuitiva la forma letteraria, nessuna lungaggine o verbosità complessa. I dialoghi, il ritmo e la descrizione sono piacevoli e scorrevoli rendendo la lettura comprensiva nell’immediatezza lasciando il lettore smanioso di sapere lo svolgimento dei fatti. Un libro che potrebbe essere la trama di un film.

Giuttari è degno di essere nelle classifiche fra i migliori scrittori di libri polizieschi.

Sangue sul Chianti”: il commissario Michele Ferrara e il suo alter ego Michele Giuttari intersecati da una forza comune: fermare il male ovunque si trovi!.

“Sangue sul Chianti” di Michele Giuttari (F.lli Frilli editore)

 

Di certo non è stata una scelta felice quella di evocare la Shoah di fronte a quanto sta accadendo con la forsennata campagna vaccinista, l'ignobile green pass, e le varietà di diritti in atto o ancora in cantiere.

Con l'azzardare simili accostamenti, infatti, si rischia sempre di diventare facile oggetto di un vero tiro al bersaglio, un po' come capita a coloro che gridano al razzismo di fronte a qualsivoglia forma di discriminazione o al fascismo di fronte ad ogni forma di autoritarismo. Si rischia, insomma, di offrire un'ottima opportunità per essere trattati da visionari, ignoranti e pressapochisti.

Ciò premesso, va però ben sottolineato che la storia ci insegna in maniera limpidissima che le grandi tragedie del passato lontano e recente non sono mai nate dal nulla, né tantomeno casualmente e all'improvviso. Esse hanno, infatti, avuto bisogno di tempi lunghi di gestazione e hanno necessitato del concorso di una fitta serie di ingredienti spesso intrecciati fra di loro, quali:

-       controllo propagandistico e ideologico dell'informazione;

-       diffusione di paure psicologicamente attanaglianti e mentalmente ottenebranti;

-       sgretolamento dei consuetunari legami di solidarietà sociale;

-       accentuazione velenosa ed esasperata delle differenze;

-       rifiuto intollerante delle opinioni altrui e visioni del mondo;

-       paralisi dei processi logici e cognitivi ad opera di una pilotata informazione a senso unico, invasiva e ubriacante;                                                                    

-       accettazione passivamente acritica, pavida ed opportunistica delle ingiustizie;

-       demonizzazione-criminalizzazione del diverso, del dissidente, dell'eretico, del fuori dal coro;

-      assuefazione-rassegnazione di fronte ad un processo graduale di sottrazione di libertà individuali e collettive.

Ora, una cosa che ci siamo detti all’infinito nelle ricorrenti (e a volte alquanto retoriche) Giornate della Memoria non era forse che, per parlare di crimini contro l’umanità, non si dovrebbe necessariamente attendere i campi di sterminio, ma dovrebbero risultare più che sufficienti le semplici pezze colorate appiccicate addosso agli abiti dei membri di un determinato gruppo umano?

E non ci siamo anche detti, tante volte, che i processi discriminatori andrebbero subito fermamente denunciati, rifiutati ed arrestati fin dal loro sorgere, al fine di impedire un pericoloso, progressivo effetto valanga?

E che, per fare questo, è assolutamente necessario che ciascun individuo faccia la propria parte nel dire NO a qualsiasi potere che favorisca, promuova, tolleri qualsiasi forma di frantumazione della famiglia umana e di gerarchizzazione dei suoi membri?

Insomma, lasciamo pure stare discutibili confronti con fenomeni terribili e complessi come la Shoah, ma facciamo in modo che la condanna di tali fenomeni non si riduca mai a comoda formalità, trasformandola, invece, in coerente impegno a combattere tutto quello che possa avere con essi un qualche preoccupante elemento di affinità.

Ed evitando, soprattutto, di cadere nell’errore di non comprendere che il fatto che oggi si colpisca Tizio e domani Caio, ha strettamente a che vedere con il nostro silenzio, la nostra indifferenza, il nostro esplicito o implicito (e quindi sempre complice) assenso ...

 
                                                      per il video clicca sulla foto
August 01, 2021

 

 

Intervista alla cantante lirica nonchè maestra di yoga Irene Rinaldi  

 

 

video sull'artista

per saperne di più: www.hamsa.it

“Il paradiso del cavaliere”... e del cavallo, aggiungo io. Daniela Franchetto con la figlia Elena, i due cherubini che hanno reso possibile questo a due passi da Roma, sulla Cassia bis. In questo centro equestre nel comune di Nepi, la prima cosa che colpisce è veder convivere cani, gatti, oche, galline, in promiscua totale libertà con i cavalli presenti. E il tutto avviene senza che si crei alcun problema fra gli stessi animali o con i numerosi frequentatori del club. In pratica tutto un altro mondo, un paradiso infatti, dove il rispetto del cavallo è la base per iniziare un percorso di raggiungimento e, nel tempo, quasi di simbiosi fra cavallo e cavaliere. Qui il cavallo vive l'addestramento attraverso un'esperienza acquisita nel rispetto dei suoi tempi e senza il deprecabile “morso”.È un gioco fatto di contatto fisico, abbracci, gratificazioni e stimoli alla sua naturale curiosità, attuato in maniera da non creargli particolari traumi o stress che potrebbe incidere sul suo futuro dal punto di vista psicologico, fisico ed emozionale. Già Senofó nte nel 350 ac raccomandava un addestramento senza dolore, sottolineando che è meglio convincere un cavallo piuttosto che obbligarlo. A fine Ottocento, Federico Caprilli, capitano di cavalleria a Pinerolo, ideò un sistema basato sul principio di permettere al cavallo un movimento il più naturale possibile. N egli Stati Uniti intorno al 1950, Monty Roberts, l'uomo che sussurra ai cavalli interpretato da Robert Redford nell'omonimo film, creò una sua teoria fondata sull'osservazione e la relazione dei cavalli nel branco e la loro comunicazione. Una tecnica che ha contribuito al recupero di moltissimi cavalli difficili o traumatizzati. Infatti è l'uomo che si deve adattare al linguaggio del cavallo che, essendo una preda naturale, interpreta i gesti dell'uomo in modo diverso. Vive in bra dove sviluppa un linguaggio e una comunicazione a secondo dei ruoli della gerarchia. Ad esempio se un cavallo è prepotente, viene allontanato e solo quando cede ed inizia a dare determinati sagnali come la masticazione o abbassa la testa, comunicando di aver capito lo sbaglio e si sottomette, allora viene di nuovo accettato nel branco.

L'uomo deve creare con l'animale un contatto non solo fisico ma anche mentale in modo da conquistare la sua fiducia e fargli comprendere che l'essere umano che gli sta di fronte non è una minaccia ma un amico, un compagno di giochi.

Una relazione fra cavaliere e cavallo empatica, armoniosa e senza tensione psicofisica è condizione indispensabile se si vuole ottenere il massimo rendimento dell'animale, specie nelle competizioni sportive. Alle mie domande relative ad una delle ultime gare della figlia Elena con FLY, una delle piu promettenti cavalle del centro, Daniela mi racconta :

“ A proposito di Fly, la cavalla perfetta, mai una difesa né un rifiuto, proprio lei che le nitrisce appena arriva, le corre incontro e si infila da sola la capezza per giocare con la sua umana, lei che non sbaglia un tempo neanche quando le metti le distanze sbagliate, lei che fa le barriere a 180 cm ad un solo tempo di trotto e il giro dopo la stessa distanza al galoppo, durante la prima gara, il primo giorno, nel secondo percorso rifiuta addirittura di entrare... il flash di un fotografo mentre saliva sulla pedana l'aveva turbata oltremisura. Elena poteva forzarla, incastrarla fra mani e gambe, punirla per la disobbedienza... e invece no, ha deciso di farle dichiarare il suo disagio ed è stata premiata. Il giorno dopo infatti disputa la gara di inglese con la correttezza ed eleganza di una cavalla matura. Ancora piccole incertezze nel Green Ranch Riding e un magnifico terzo posto nel Ranch Riding dei grandi, finalmente un proprio agio in quel posto così diverso e lontano da casa sua.”

-Direi un ottimo risultato per una cavalla ancora ed all'inizio della sua carriera... “ Continuerà la sua carriera sempre più fiduciosa, affidata e competente. Quali che siano i suoi risultati, li vivrà da partner mai da schiava!”

Che questo possa diventare il modus operandi di quanti amano questo straordinario animale, da tempi memorabili amico dell'uomo. Auguri Daniela.

 

Pino Vasta

  

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 Frammenti che orbitano qua e là, individuati, carpiti; li commento e condivido con voi.

 

La Riflessione!

La ripartenza è in atto. Ma nubi si addensano nuovamente all'orizzonte: è la variante “delta” che preoccupa non poco. Un'altra chiusura il Paese non può permettersela. Sarebbe una catastrofe incontrollata e incontrollabile. Ci salveranno le vaccinazioni? Il “passo verde”? Al momento pensarci e preferire continuare a raccogliere frammenti attestanti la ripartenza.

 

Frammento n. 1

SOLO VINO: un successone.

Grande successo per SOLO VINO, la prima manifestazione enoica riaperta al pubblico. Qualità dei prodotti in degustazione, qualità delle cantine. Questi aspetti uniti al grande afflusso di ingressi, la chiave del successo. Il Salone dei Giovani Produttori e delle Piccole Cantine si è tenuto a Città di Castello (Pg)

 

 

Frammento n. 2

Le calorie riportate anche nelle etichette di vino.

Entro il 2022 le etichette di vino contengono il contenuto energetico, cioè le calorie! A introdurre la novità è l'accordo (provvisorio) raggiunto a Bruxelles che fa seguito alle proposte della Commisiione Ue sul piano europeo di lotta al cancro. L'etichetta al pari di un “bugiardino” contenuto nelle scatole dei farmaci. Arrivare a “bere nuoce alla salute”, il passo è breve.

 

Frammento n. 3

 
 Il vitigno Gamay

Il vitigno Gamay sceglie l'Umbria, in particolare il Trasimeno.

Sulle rive del Lago Trasimeno da oltre 400 anni c'è presenza di uve gamay e l'azienda Madrevite ha voluto aprire on line un Blog interamente dedicato a questo vitigno. www.gamaydeltrasimeno.com è operativo. Oltre al blog anche pagine su facebook e instagram per raccontare la vita di questa straordinaria e particolare cultivar.

 

 

 

Frammento n. 4

Steinbock Spumante Senza Alcool. Una bestemmia?

Per gli amanti, come me, dei “perlage”, la risposta è categorica: SÌ. Per Martin Foradori, titolare ed enologo della cantina altoatesina Hofst ӓ tter, si Tratta di Una risposta un Quello che lui definisce Stesso Mercato Giovane Che Non Vuole l'alcool. Prodotto da uve reasling dealcolate con una apposita tecnica acquisita in Germania. Cosa si fa per vendere.

 
 Spumante dealcolizzato

 

 

Frammento n. 5

Nel Chianti Classico è in atto la rivoluzione

Al via il progetto UGA (Unità Geografica Aggiuntiva). Valorizzazione delle caratteristiche distintive del Chianti Classico (quello con il Gallo Nero). Aumentare la qualità in termini di identità e territorialità. Ecco emergere dal cilindro del Consorzio, dopo lunga discussione, i nomi in base a criteri specifici: Castellina, Castelnuova Berardenga, Gaiole, Greve, Lamole, Montefioralle, Panzano, radda, San casciano, san Donato in Poggio, Vagliagli. Per adesso solo nelle etichette della Gran Selezione (ovvio!) È il territorio che fa la differenza…

 

 

Osservo, scruto, assaggio e…penso. (urano cupisti)

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