
L'informazione non è un optional, ma è una delle condizioni essenziali dell'esistenza dell'umanità. La lotta per la sopravvivenza, biologica e sociale, è una lotta per ottenere informazioni. |
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"La rete digitale può essere un luogo ricco di umanità, non una rete di fili ma di persone...", è quanto detto da Papa Francesco che ha ispirato la creazione di questo nuovo sito: pensato e realizzato in modo da renderne accessibili i contenuti al maggior numero di utenti.
Presso la Sala Stampa della Santa Sede è stato presentato il nuovo sito web dei Musei Vaticani.
Sono intervenuti: S.E. Mons. Fernando Vergez Alzaga, L.C., Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, Direttore della Direzione delle Telecomunicazioni; Rev.mo Mons. Dario Edoardo Viganò, Prefetto della Segreteria per la comunicazione; Dott.ssa Barbara Jatta, Direttrice dei Musei Vaticani.
La struttura del portale infatti, guida il pubblico visitatore, prima, durante e dopo la visita con nuove e riformulate informazioni, risulta semplice ma al contempo elegante e sofisticato, accattivante facilmente accessibile e navigabile da qualsiasi dispositivo e piattaforma, mirando ad arricchire e agevolare "l'esperienza di visita", sarà consultabile sia da computer, tablet e smartphone e fruibile in cinque versioni linguistiche ( italiano, inglese, spagnolo, tedesco, francese).
Le caratteristiche proporzionali del nuovo sito possono essere ben comprese da alcune cifre: 12.995 pagine ( nelle cinque lingue), 3.071 immagini e numerosi contenuti multimediali.
Il lungo e notevole lavoro di realizzazione del nuovo portale è stato promosso dal Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, su indirizzo e supervisione dei Musei Vaticani e coordinato dall'ufficio Multimedi@ e Sito Web dei Musei Vaticani.
L'Ufficio Supporto Tecnologico dei Musei Vaticani, la Direzione Tecnologica della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, il Provider Servizi Internet Vaticani e Inarea Strategica Design, hanno prestato la loro opera nella realizzazione del nuovo sito.
"I Musei siano aperti a tutti" - esorta Papa Francesco - "Se il Papa ha dei musei è proprio per questo!Perché l'arte può essere un veicolo straordinario per raccontare agli uomini e alle donne di tutto il mondo, con semplicità, la buona notizia di Dio che si fa uomo per noi, perché ci vuole bene! Ed è bello questo!"
E' così che , attraverso il nuovo portale, I Musei Vaticani, saranno in grado di preservare, valorizzare, promuovere e condividere il patrimonio storico - artistico -culturale della Chiesa.
Venerdì a Capitol Hill – Washington, Donald Trump ha giurato da 45’ presidente degli Stati Uniti’America; le borse hanno reagito negativamente chiudendo i mercati con una netta contrazione, dopo le dichiarazioni sul proibizionismo e nazionalismo, anche Papa Francesco si è lasciato andare in dichiarazioni azzardate e politiche: “Vedremo cosa fara’! Attenti ai populismi, nelle crisi manca il discernimento”. E Donald Trump a differenza del comunista Barack Obama ha subito bloccato i fondi per l’aborto, come per dire, ecco il mio bigliettino da visita. Un uomo si giudica dai fatti e non dalle parole! Per capire meglio quali saranno gli scenari economici e politici mondiali a medio e lungo periodo, ho intervistato un nostro connazionale che vive in America Latina, Santo Mancuso, conferenziere internazionale, esperto di intelligence internazionale, sicurezza diplomatica, già consulente del vice Console onorario italiano in Mato Grosso, consulente di altri Consolati esteri, già specialista della scena del crimine e dattiloscopia della Polizia scientifica italiana, ove per anni fu anche dirigente sindacale, corrispondente ANSA, oggi saggista, autore del libro “Sociologia e Diplomazia, due facce della stessa medaglia” (ed. Arduino Sacco Roma, 2010,) un libro nel quale l’autore espone una visione dell’attività’ di intelligence applicata alla diplomazia come mezzo di contrattazione tra popoli ed etnie diverse in relazione ai comportamenti umani e sociali dei singoli.
“Dr. Mancuso, grazie per la sua disponibilità … molti accusano Trump di aver fatto un discorso populista e xenofobo consacrando di fatto la fine di un epoca. Quanto c’e’ di vero?”
Grazie a Lei, veda Dr. Ventrella non credo ci sia da meravigliarsi, poiché Trump sta compiendo il suo programma elettorale, che lo ha visto vincente. Credo che la virata a destra sia mondiale, le ideologie socialiste stanno dimostrando i loro limiti….del resto. Trump si sta insediando in un clima di ostilità che il suo predecessore gli ha lasciato, insinuando dubbi e incertezze sulla legittimità delle elezioni, per questo credo sia comprensibile anche la presa di posizione del nuovo presidente. Notoriamente Trump ha sempre dimostrato una personalità forte, questo lo ha portato a rispondere in prima persona di ogni sua eclatanza, ma non mi sembra uno sprovveduto, al contrario, credo che in questo momento storico il popolo americano che si identifica in lui sia proprio la middle class, e non già la classe dei banchieri, che al contrario finanziavano la radical chic Clinton. Del resto dopo una iniziale incertezza di Wall street, in questi giorni si è registrato un 42% di aumento che non si vedeva da decenni; dunque l’economia americana, con la bordata garantista e nazionalista reagisce bene e ciò può influenzare molto l’Europa.
“E’ noto a tutti che l’America è un Paese con una profonda tradizione massonica. Gli Stati Uniti d’America sono nati sotto il segno della massoneria e tutti i grandi firmatari della Costituzione erano massoni. Non tutti sanno, ad esempio, che a Capitol Hill, luogo dove deputati e senatori decidono le sorti del Paese, vi sia un dipinto simbolo della massoneria, realizzato guarda caso, da un italiano: Costantino Brumidi (soprannominato il Michelangelo d’America). Lei, come conoscitore delle arcane cose, pensa che la Massoneria possa incidere sulle scelte del neo eletto Presidente?”
Si, realmente gli USA sono uno Stato ove non esistono preconcetti rispetto alle appartenenze massoniche, e comunque dobbiamo rimarcare che la Massoneria non è stigmatizzata, anzi sebbene non enfatizzandone la presenza nelle Istituzioni di forma ostensiva, si vive un clima di accettazione nella vita quotidiana, costume peraltro tipico delle Americhe in generale.
Ho conosciuto i costumi di America del Nord, Centro e Sud, per sapere che non vi sono preconcetti verso la Massoneria, come invece si vivono in Italia, ove magistrati o politici non possono proclamare la propria appartenenza, eppure l’Italia nasce grazie a una parte della massoneria, basti andare al museo del risorgimento presso il Vittoriano, per percepire ciò dalle vestigia ivi conservate. Nel suo discorso Trump ha fatto varie citazioni e riferimenti biblico/massonici; ha citato lo splendido salmo 133, tipicamente usato nella massoneria Americana, che afferisce alla pacifica convivenza comune, ha citato l’Uguaglianza tra le genti, la Fratellanza Universale, tutti riferimenti chiaramente di radice Massonica, in questo non ci vedo nulla di radicale; Orbene, la maggioranza dei Presidenti Americani sono stati e sono Massoni, da Washigton in poi, e tradizionalmente ricevono il 32.mo grado del rito Scozzese al momento della nomina, in segno di rispetto, ma non è regola fissa. C’è poi chi non nasconde la propria appartenenza e chi invece si. Anche i Kennedy del resto non erano esenti da ciò, malgrado JF sia indicato come non massone.
Se Lei intende dire che l’Etica massonica possa influenzare l’Operato degli Uomini che vi appartengono, beh dico di si, ma certamente non credo alle trame dietrologiche.
La questione Illuminati, se era questo che voleva alludere, già meriterebbe ulteriore tempo, e sinceramente, Le dico, Trump non mi sembra che si stia asservendo a ciò, al contrario, le simpatie con Putin che notoriamente è contro l’Ordine Mondiale, paventato, e assume posizioni differenti dall’Onu, fanno di Trump un paladino dell’anti globalizzazione a tutti i costi.
“Dr. Mancuso, come ho anticipato nella prefazione di questa intervista, Donald Trump ha bloccato i fondi sull’aborto, ha cancellato l’Obamacare, ha certificato il ritiro del TTP, ha promesso aiuti ed agevolazioni fiscali alle aziende americane che non delocalizzeranno i loro processi produttivi e congelato le assunzioni da parte del Governo federale, sta realizzando cio’ che aveva promesso in campagna elettorale. E’ un buon inizio?”
La virata nazionalista in materia di economia, non deve sconvolgere molto, del resto già storicamente gli USA ebbero vari dazi e limitazioni alle importazioni, basti pensare alla importazione di carne di maiale e salumi dall’Italia. Mi sovviene la creazione di una leccornia tutta calabrese che sarebbe la scamorza imbottita di salame, che oggi è una chicca regionale, ma all’epoca non passava a causa di un escamotage per non introdurre i salumi sul mercato americano, le cui leggi erano drastiche verso l’importazione di carni suine. L’uscita dal Partenariato Trans-Pacifico rientra nella logica della politica commerciale di Trump per rinvigorire la esausta economia interna. Ho conosciuto città come Detroit, un tempo gremite e ricche, ora diventate città fantasma in pochi anni, ciò è dovuto alle politiche di gestioni liberali dei precedenti Presidenti, da Clinton allo stesso Obama che, asserviti alle Holding Bancarie, hanno decretato la morte di migliaia di aziende nazionali per lasciare spazio a importazioni di prodotti non sempre di buona qualità. Vedremo se questa presa di posizione di Trump, potrà risollevare la sorte delle industrie Nazionali.
Sull’aborto, dobbiamo registrare tutta la visione conservatrice delle destre, del resto qui si entrerebbe in questioni etiche che ci porterebbero lontano, condivido comunque la posizione Trumpiana.
Come ho già detto, le borse americane hanno reagito bene, nonostante la flessione iniziale, dunque ritengo sia un buon inizio, non dimentichiamoci che Trump è un imprenditore e non un politico di carriera.
“La catastrofica gestione della coppia Obama (premio Nobel per la pace) – Clinton , ha determinato in Europa il fenomeno della migrazione di guerra, armando l’Isis ed il fondamentalismo islamico. Dr. Mancuso, secondo Lei, cosa fara’ Trump per arginare la deriva islamica in Europa? Diciamolo pure, il tutto, supportato anche dal comportamento permissivo di Papa Francesco e di tutti i comunisti?"
Le derive socialiste hanno segnato il passo degli ultimi anni, tanto che il nuovo ministro degli interni italiano, ha totalmente cambiato rotta rispetto alle precedenti posizioni del suo stesso schieramento politico, e ritengo stia facendo un buon lavoro, sebbene appena iniziato. Comunque la posizione dell’Italia all’estero non è favorevole e ancor piú con la diplomazia che è debole, alcuni ottimi diplomatici hanno di fatto le mani legate.
Non vorrei essere critico in questa fase, ma credo la diplomazia abbiamo avuto tempi migliori. Per usare un eufemismo altrui, un battito di ali in un luogo, può essere una tempesta in altri, dunque le politiche di Trump possono influenzare senza dubbio quelle italiane e ancor piú quelle confuse della fragile Europa, che sino ad oggi si sono dimostrate fallaci anche cecità o dolosità e che, se vogliamo, hanno favorito e influenzato l’infiltrazione islamica radicale nel tessuto connettivo delle città europee; i fatti lo dimostrano.
La chiesa romana, non mi sembra sia sempre stata molto incline a politiche pratiche di accoglienza, al di fuori dei proclami; basti ricordare i vari reportages apparsi recentemente in tv.
L’Italia degli ultimi anni non era preparata ad accoglienze in massa, seppur c'è da dire che il popolo italiano non è mai stato davvero razzista, più che altro è esasperato dalla complicità politica dell’ultimo governo tecnico. I primi decreti già firmati da Trump contro la deriva islamica, già denunciano una netta radicalizzazione negli USA verso i flussi migratori e l’asse che si sta creando con l’Inghilterra offre un chiaro scenario, del resto le politiche dell’accoglienza hanno mostrato tutta la loro inefficacia e pericolosità. Il dialogo tra Occidente e Oriente non passa per l’apertura unilaterale come l’Europa sino ad oggi ha fatto. Credo che potrebbero mutare anche gli equilibri tra USA e Israele. A mio avviso, bisogna prepararsi ad una bordata a destra nei prossimi anni.
“Trump ha dichiarato che presto l’Europa imploderà e si è schierato apertamente per la Brexit invitando gli altri Stati a fare altrettanto. L’Europa sotto l’egida ed il controllo della Germania, locomotore dell’economia europea, dichiarerà default?"
L’egemonia tedesca sta dichiarando la fine di un Mercato Economico Comune, che quando nacque non aveva queste intenzioni. L’Europa come siamo abituati a conoscerla, è destinata ad una morte inesorabile, dovuta anche alla incapacità di Bruxelles di creare una identità europea, che rispettasse le peculiarità autoctone, cercando di depotenziare alcune economie e tradizioni in favore di altre.
L’accesso di paesi ancora in via di sviluppo, in una struttura ancora in via di formazione, sono stati gli errori più marcanti, di una politica espansionista, che ha esasperato la già fragile economia dell’euro.
Appare chiaro che nessuno vuole un euro forte, poiché forte non sarebbe potuto essere. Le politiche economiche tedesche sono palesemente nazionalistiche e totalmente contro la crescita economica di Stati con forte connotazione artigianale e manifatturiera come l’Italia, che ritengo sia quella che più sia stata penalizzata. Le peculiarità tradizionali che sarebbero la forza dell’Europa, stanno per essere bandite in favore una omogeneizzazione dei prodotti autoctoni, il che annulla la tipicità dei prodotti “made in….” Un’ Europa di siffatta natura non serve a nessuno.
“Dr. Mancuso durante la campagna elettorale Trump ha stemperato i rapporti con Putin ed ha promesso di ricucire i rapporti con il medesimo abolendo le sanzioni e di eliminare l’embargo ma ha avuto problemi con Ki Jinping. Come saranno i rapporti con Cina e Russia?”
Dell’embargo promosso dall’ONU, da sempre a perderci siamo stati noi, poiché l’America di Obama non ha mai smesso di esportare verso la Russia, per questo è da ritenersi che l’embargo sia stato più una mossa strategica per indebolire l’UE. Veda, i rapporti tra Russia e Cina sono più di buon vicinato che di reale simpatia, sono due giganti che tentano di sedersi sulla stessa sedia. L’alleanza tra USA e RUSSIA, aldilà della possibile affinità tra i due Leaders, non credo possa risolversi in reali politiche strategiche comuni poiché Putin ha tutti gli interessi di porre fine all’ONU, e la fine dell’ONU significherebbe la fine dello strapotere Americano. La Cina possiede testate nucleari, e il rafforzamento bellico di un gigante come la Cina può mutare gli scenari mondiali. Non a caso che l’India stia facendo molti investimenti in tecnologie militari, rinnovando il parco bellico e ponendosi all’avanguardia in campo militare. Gli scenari mondiali non possono solo restringersi ai due paesi USA /Russia.
A livello economico i rapporti tra USA e Cina possono evincersi già dai decreti fatti da Trump, e la Cina potrebbe essere la sostituta naturale degli USA nel TTP.
Nello scacchiere internazionale bisogna includere gli interessi comuni di RUSSIA e USA nell’America Centrale e del Sud, questo potrebbe a lungo andare ad incrinare l’idillio tra Trump e Putin. La terza guerra mondiale è iniziata già da anni, eppure non stiamo percependo ciò!
“Dr. Mancuso la globalizzazione è davvero finita? L’Europa è sempre nei guai?"
Difficile definire sic e simpliciter la situazione, credo che dobbiamo prepararci a cambiare le nostre opinioni, gli equilibri mutevoli dei singoli paesi influenzano l’economia finanziaria mondiale, in verità, l’unica globalizzazione sinora avvenuta è quella dei grandi gruppi finanziari bancari privati.
L’Europa allo stato attuale vive un coma latente, e sic stantibus, meriterebbe una caritevole eutanasia….
“Come viene vista l’Itala all’estero?”
L’Italia del sole, degli spaghetti, della Ferrari, della mafia, sono icone inossidabili, ma che non fanno bene all’economia.
In sostanza l’innata propensione per gli inciuci, tutta italica, non fa altro che creare piccole italiette in tutto il mondo.
Malgrado ciò, abbiamo punte di eccellenza in termini intellettuali e anche, come sappiamo, di piccole e medie imprese che esportano con molte difficoltà una qualità che si riduce a nicchie di estimatori, sia per gli alti costi dovuti alla qualità produttiva, sia anche alle alte tassazioni cui i prodotti italiani sono soggetti. Ciò è dovuto alla scarsa qualità della politica estera degli ultimi anni. All’estero si percepisce un' Italia confusa e provinciale fragilizzata dai continui scaldaletti; di una democrazia che sfiora il secolo ma che ancora si mostra alla stregua di democrazie più giovani, ricca di contraddizioni e errori.
Purtroppo, questo appare all’estero…..ribadisco che diplomatici eccellenti sono ancora mosche bianche nel panorama dei funzionari amministrativi creati dalla politica italiana, che poco confida nell’estro e nella dedizione di quanti invece potrebbero realmente cucire un vestito buono del bel paese.
“Ora anche Grillo “benedice” Trump. Putin stesso ha dichiarato " Donald sembra moderato". Lo stile Trump sta facendo scuola. La politica internazionale ha bisogno di politici forti come lui e Putin. Dr. Mancuso trattasi di cinico opportunismo oppure di lungimiranza politica?”
La teoria dei corsi e ricorsi storici di Giovambattista Vico ci aiuta meglio a capire cosa accade ciclicamente; ritengo stia ritornando la fase dei grandi regimi politici, ove le sinistre hanno dimostrato il fallimento del socialismo marxista.
Grillo è sempre stato un buon oratore alternativo ai poteri forti, riconosco in lui una viva intelligenza, ma non mi riconosco nell’ ideologia grillina. Appare chiaro che un leader come lui che si sta costruendo come personaggio alternativo deve formulare pensieri che possono mutare, ma non credo che Trump o Putin abbiano occhi per il movimento Grillino, proprio per la mancanza di connotazione ideologica che il movimento rivendica. La bagarre con Farange ha connotato effettivamente l’aticipità del movimento grillino.
Con la LE PEN in Francia, credo possa iniziare una nuova epoca di politici forti, senza ombra di dubbio. L’Italia allo stato attuale non farà parte dei paesi con Leaders forti.
Senza tema di smentite, credo che Trump stia mutando le sorti della politica estera di ogni paese, poiché al contrario di quanto possa sembrare estemporaneo e istrionico, ogni posizionamento Trumpiano è un salto con paracadute.
Obama in una delle sue esternazioni post elettorali, in una caduta di stile malcelata, ha esortato i leaders mondiali a aiutare Trump, ma credo che sia stato il suo stesso epitaffio, unitamente alla espulsione dei funzionari diplomatici Russi, atto inutile quanto prodromico a creare gelo tra USA e Russia.
“Ultima domanda, dr. Mancuso: Papa Francesco e Trump si incontreranno?”
Ritengo che il capo della chiesa Cattolica debba incontrarsi con il capo della maggiore Potenza Mondiale, sebbene negli ultimi anni gli USA sono diventati sede delle ricchissime holding evangeliche e i vescovati cattolici stiano perdendo potere negli USA, comunque il governo Americano è ancora uno dei maggiori interlocutori del Vaticano.
Papa Francesco, come tutti i pontefici, non può fare a meno dell’appoggio USA, e dopo tutto Trump sta mostrandosi essere un paladino della cultura Cristiana, insieme a Putin, ergo credo che un incontro fisico senza dubbio avverrà, perlomeno è auspicabile!
Veder riuniti in un’unica raccolta “cartoni” di maestri del Novecento italiano è occasione piuttosto rara. Ce la offre la mostra proposta da Marco Fabio Apolloni e Monica Cardarelli dal titolo <Cartoni. Disegni smisurati del ‘900 italiano> che presenta (fino al 31) a Bologna, nello Spazio Sympò (ex Chiesa di Santa Maria del Buon Pastore), in 20 cartoni di maestri, la collezione della Galleria del Laocoonte di Roma: una sorta di pinacoteca di “disegni smisurati”, espressione dell’alto livello dell’esercizio del disegnare nella prima metà del secolo scorso, legato al ritorno alle tecniche di decorazione antiche e tradizionali.
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Ferrazzi Ferruccio: Cerere |
Si va dal dannunziano Adolfo De Carolis con il grande foglio preparatorio del dipinto Primavera (1903) ad una monumentale figura di Mario Sironi che pare scolpita nella roccia a colpi di grafite. Del poliedrico Duilio Cambellotti è esposto il cartone per il rosone realizzato in vetri colorati per la Cattedrale di Teramo, oltre a due disegni preparatori per i manifesti del film Fabiola, uno dei primi kolossal italiani del immediato dopoguerra. Due maestosi cartoni per gli affreschi dello scalone del palazzo dell’INA a Roma – ora proprietà dell’Ambasciata Americana – sono opera del quasi dimenticato Giulio Bargellini (Firenze 1875- Roma 1936), frescante instancabile di terme, banche e ministeri dove andò traducendo in italiano le archeologie viventi di Alma Tadema e le bellezze femminili che Klimt aveva trasformato in sontuose carte da parati. Di Gino Severini è una Madonna con Bambino per la Cattedrale di Losanna. Di Galileo Chini una delle virtù, che ornavano il Padiglione delle Esposizioni della Biennale di Venezia.
Publio Morbiducci (1889-1963), è l’autore di una serie di disegni con trionfi di spoglie militari in cui le armi dell’antichità classica sono commiste con quelle moderne dell’ultima
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Adolfo De Carolis: La Primavera |
guerra. Erano per grandi pannelli in vetro smerigliato, ma la sconfitta di quelle armi stesse venne prima della realizzazione finale. Del calabrese Achille Capizzano, autore tra l’altro di alcuni mosaici del Foro Italico, sono presentate due scene dalla Divina Commedia ispirate ad antiche xilografie.
Infine di Ottone Rosai è in mostra un Giovinetto Crocifisso sospeso quasi a grandezza naturale su un vasto foglio, in cui il rovello del disegno si traduce in un’apparenza espressionista di grande pathos.
<Il cartone - spiega Marco Fabio Apolloni -è l’ultimo luogo delle incertezze, dei ripensamenti, dei cambiamenti improvvisi in corso d’opera. Sono le cancellature, le correzioni, ciò che rendono il cartone una sorta di sindone di carta di tutta la passione e le sofferenze di un artista nel corso della creazione del proprio capolavoro. E’ questa qualità del cartone in cui l’opera d’arte e il documento di lavoro si confondono che costituiscono la sua maggiore attrattiva>.
La sua musica è definita onirica, parla di sogni, visioni, angosce e speranze. E’ un vero e proprio viaggio introspettivo che stimola alla riflessione sull’esistenza. Andrea Pinto è un cantautore nato ad Avellino, da anni vive a Leopoli in Ucraina. Ha pubblicato il suo primo disco ufficiale '' Sospiri e immagini" con la '' Green Production'' per poi passare alla sua attuale etichetta discografica ''Latlandide productions'' che gli ha pubblicato e distribuito il singolo ''Moonlight'' e con la quale ha realizzato il suo ultimo album “Sub rosa”.
Andrea Pinto, come tanti giovani hai scelto di lasciare l’Italia. Perché proprio l’Ucraina?
Ciao Michela, a dire il vero mi divido tra l'Italia e l'Ucraina. Ho trascorso molto tempo in Ucraina, ma non ho mai tagliato i ponti con l'Italia, infatti ci ritorno spesso per concerti, rassegne, promo TV e radio. In Ucraina sto ugualmente promuovendo la mia musica e ho registrato il mio ultimo disco ''Sub Rosa'' nello studio di un mio amico e produttore. Attualmente con i miei promoters ucraini oltre all'organizzazione dei concerti e delle master class alle università e al conservatorio, stiamo puntando ai network . Quindi, per farla breve, seguo due percorsi paralleli, quello italiano e quello ucraino.
A livello artistico e creativo cosa è riuscita a darti questa nuova terra?
Diciamo che ha sicuramente dato il suo contributo alla mia creazione artistica di questi ultimi anni, infatti la mia brama di avventura mi ha fatto conoscere questo paese e soprattutto la bella citta' di Leopoli, per giunta molto vivace ed artistica, dove ho avuto modo di confrontarmi con molti artisti e con diversi stili musicali. Infine, lì in Ucraina, ho visto la rivoluzione, la guerra civile e non è stata esperienza da poco. E' stato un periodo molto buio per il paese, non si sapeva dove si sarebbe andati a finire e cosa sarebbe successo; ho visto la gente soffrire e morire per il proprio paese, la tristezza e la paura negli occhi dei soldati e di quelli che partivano e che partono tutt'oggi per il fronte. Adesso grazie a Dio, la situazione e' molto più calma, anche se purtroppo la guerra continua nell'Est del Paese. Mi auguro che possa davvero finire, perchè credo che ''la pace sia l'unica vittoria da conseguire''.
E' uscito da poco il tuo nuovo album dal titolo “Sub rosa”. Qual è il significato di questo progetto discografico?
Si, proprio da poco, qualche settimana fa. Per quanto riguarda il suo significato, posso dire che: Sub Rosa è un viaggio nichilista e introspettivo nella confusione di un mondo che abbiamo da tempo rinnegato, ma di cui ne siamo purtroppo prigionieri. Sub Rosa è la ricerca di una voce che si è persa nel buio, Sub Rosa è un mistico viaggio dentro le nostre paure, Sub Rosa è l'ultima fermata di un treno notturno...Sub Rosa è l'inesorabilità del tempo, Sub Rosa è il segreto dell'amore, Sub Rosa è intimità racchiusa nel silenzio delle nostre coscienze, Sub Rosa siamo noi, vittime a volte, ma sempre ruggenti e pronti alla riscossa.
In questo disco parli di amore sincero. Secondo te parlare di sentimenti è ancora attuale?
Secondo me parlare di sentimenti è sempre attuale, sono le nostre emozioni più sincere che alla fine ci salveranno dal buio delle coscienze; lo dico spesso con versi e metafore nelle mie canzoni. In esse racconto la mia visione del mondo che spesso non coincide con le frottole che ci raccontano ogni giorno, con quello che vogliono farci credere.
Purtroppo c'è tanta gente sincera e sensibile che non ha ancora trovato la sua dimensione, ovvero il suo spazio in quest'era decadente ed incerta, in questa società fatta d'immagine, raccomandazioni e solitudine ed è proprio a loro che mi rivolgo, pregandoli di tener duro e di andare sempre avanti. I sentimenti puri vincono sempre, non perdono mai. Alla fine, vinceremo noi! Non possiamo salvare il mondo da tutte le ingiustizie e da tutto quello che non va purtroppo, ma possiamo magari recuperare il nostro spazio vitale ed "il nostro gruppo di simili" e infischiarcene di tutto ciò che non ci piace con una sincera e irriverente indifferenza. Il movimento indipendente può aiutare a tale scopo...io ci credo. Il nostro gruppo sta crescendo e andremo avanti per la nostra strada senza combattere i nostri nemici, ma lasciandoli semplicemente indietro, nel loro mondo fasullo...lontano dal nostro.
Quali sono stati gli artisti di riferimento per la tua formazione musicale?
Sicuramente i Beatles, Jimi Hendrix, i Pink Floyd, vari gruppi indie rock e grunge, ma alla fine ascolto un po' di tutto. Adesso credo di aver trovato il mio stile, sono anche mosso da una forte componente ideologica che lo rafforza molto. Dò molta importanza ai testi, per me il testo di una canzone è fondamentale.
Ti senti un musicista al passo con i tempi? Che rapporto hai con i social e con la tecnologia?
Credo di essere abbastanza al passo con i tempi considerando che io sono di quella generazione in cui non avevamo niente, né internet, né telefoni, né social network. Credo che la tecnologia sia molto utile e che dia molte opportunità di farsi conoscere, di promuovere il proprio progetto e di portar avanti le proprie idee, ma bisogna utilizzarla nella maniera giusta, con ponderazione, altrimenti rischia di essere molto nociva.
Dove ti porterà Sub rosa nel nuovo anno?
Sinceramente confido molto in questo disco e credo che mi porterà lontano, per lo meno lo spero. Il singolo ''Moonlight'' contenuto nel disco, mi ha dato già molte soddisfazioni facendomi entrare nella top 50 della classifica Airplay ed ai primi posti di quella Meiweb.
Credo che tutte le canzoni siano molto valide, a cominciare dalle più soft e introspettive ''l'idea'', ''Sospiri e immagini'', fino ad arrivare ai toni più distorti e crudi di Black kiss e Scorci; quindi mi aspetto delle serie proposte da parte di importanti case discografiche.
In quel di Spoleto sarà Il teatro Caio Melisso-spazio Fendi a far da cornice ad un evento acclamato, dove arte e cultura si fondono in un unicum all’interno del programma “Giudicate Voi”, talkshow televisivo in cui si dibatte a gran voce sugli inganni e le difficoltà che il contribuente si trova ad affrontare all’interno delle controversie bancarie e tributarie.
Onere del prof Luca Filipponi, Presidente dello Spoleto art festival, di dare inizio alla trasmissione con l’autorevole guida del conduttore dott. Alfredo Mariani : “ L’arte è un qualcosa di straordinario e va enfatizzata sotto tutti i punti di vista ,così la cultura, pilastri su cui fondare i dettami della società odierna e trasmettere quindi ai giovani la complementarietà tra l’una e l’altra . Lo Spoleto art Festival risponde a questa finalità : elevare l’arte al massimo grado, offrire la possibilità agli artisti di poter emergere, esportare il Made in Italy nel mondo valicando ogni confine “.
All’intervento del Prof. Filipponi si aggancia il Rettore dell’Accademia Universitaria degli Studi Giuridici Europei ,prof. Giuseppe Catapano, (AUGE,www.accademiauge.com ): “ L’artista è una figura qualificata all’interno dell’ordinamento,ha una propria identità; studioso e dedito al proprio lavoro ogni giorno come se fosse il primo. Ed allora mi chiedo,perché non è riconosciuto come professionista? Su questo filone, l’ Auge ha generato la figura di consulente del contenzioso. L’Accademia ,insieme ad Assicont(albo europeo assistenti del contenzioso)fornisce al contribuente in difficoltà gli strumenti giusti per farvi fronte: predispone figure qualificate,professionisti formati e agguerriti nella battaglia alle ingiustizie e vessazioni sul contribuente. : “Talvolta-conclude l’intervento- I fondi della comunità europea finiscono per essere destinati al finanziamento edile,alla creazione di nuovi istituti sforniti di docenti formati”. Presente in puntata la dott.ssa Mariarosaria Rusciano (Presidente Assicont) urla “no” ai tuttologi, esorta a diffidare di quei professionisti tuttofare e che si prodigano nel poter risolvere qualsiasi situazione. “Bisogna affidarsi a persone serie e qualificate che abbiano conoscenza certa della specifica materia di cui si tratta; solo in questo modo si può far fronte a situazioni compromettenti dannose per il contribuente. Assicont opera in tal senso, assistere i contribuenti con una figura innovativa all’interno del law system italiano: il consulente del contenzioso.
Una figura professionale specifica, che gestisce in modo consapevole la controversia . “ Insieme alla dott.ssa Rusciano anche l’avv. Alberto Pastore, formatore AUGE e l’avv. Francesco Petrino Toga d’oro AUGE nonché Presidente S.N.A.R.P (Sindacato Nazionale Antiusura Riabilitazione Protestati), il quale critica aspramente il sistema bancario italiano, elogiando il lavoro svolto dal prof. Catapano volto alla creazione e formazione di una figura qualificata del tutto estranea al nostro ordinamento. “Questo incontro tenutosi al Teatro Caio Melisso rappresenta un felice connubio tra arte ed altre attività professionali che consentono al mercato e agli esseri umani di crescere culturalmente e consentire la coagulazione tra le varie categorie professionali. “ Il Dott. Eraldo Vinciguerra (rapporti istituzionali per l’arte) approva a pieno il discorso tenuto dal Rettore Giuseppe Catapano esaltando al contempo il valore dell’arte nel contesto della nostra società. La risposta della politica arriva da Mario Sepe (vice segretario nazionale DC): “il politico volge lo sguardo al futuro: il patrimonio artistico italiano ha un valore inestimabile, fa parte di quella filiera che può produrre reddito. D’accordo con il Prof. Catapano circa lo scopo che si prefigge con la creazione della figura di assistente del contenzioso e si auspica,inoltre,un corso di formazione mirato allo sviluppo e promozione del territorio italiano.”
Il comune di Spoleto è rappresentato da Gianpiero Panfili (presidente consiglio comunale):” L’Italia intera deve forzare la mano sullo sviluppo della formazione. Siamo portati a intendere la formazione come una spesa,a mio avviso è una risorsa e l’imprenditore non può ritrarsi; deve costantemente promuovere e alimentare la formazione”. Conclude il dibattito l’intervento del Preside Tesoriere Auge ,dott. Cesare Cilvini : “l’Auge è onorata nello sponsorizzare questi eventi poiché la cultura è un perfetto connubio con lo studio del professionista , per la sua crescita professionale e culturale.” Il Rettore dell’Accademia, Giuseppe Catapano, è un professionista alla costante ricerca di soluzioni favorevoli al contribuente. Completamente dedito alla causa, pubblica il secondo volume di “Banche e anomalie” un manuale –guida che offre spunti concreti,da poter consultare con estrema facilità in qualsiasi momento ed in ogni occasione per cui si voglia fare chiarezza. Le domande ed i dubbi sono tutte nella nostra testa,le risposte sono contenute nel volume accompagnate da moduli pratici per agevolare chi dall’altra parte necessità di un sostegno e di chiarimenti circa il proprio caso. Il volume è acquistabile sia in formato cartaceo sia in formato e – book. Per maggiori informazioni visitare la pagina Facebook: Banche e anomalie”.
E per fortuna c’è chi ancora si dibatte per i contribuenti vessati, per i padri di famiglia che non arrivano a fine mese ,per tutti coloro che incontrano difficoltà insormontabili e che diventano protagonisti di efferate tragedie. Per fortuna, c’è chi combatte per noi offrendo possibilità concrete di rinascita. La città di Spoleto ,già scenario di una manifestazione di arte esclusiva,quest’anno potrà fregiarsi di aver ospitato dei luminari in tema di controversie bancarie e tributarie,in primis il prof. Giuseppe Catapano che con tenacia ha affermato il suo talkshow “giudicate voi” nelle più prestigiose località italiane.
Così, se in Spagna si sosta al Monastero De Piedra (Saragozza), si viene a sapere che il monaco cistercense frate Jeronimo de Aguilar, che ha accompagnato Hernán Cortés in Messico, ha inviato il primo cacao, insieme con la ricetta del cioccolato all’abate del Monastero, D. Antonio de Alvaro. Furono, si tramanda, i monaci di questo famoso monastero i primi a provare il prelibato nettare. Ciò spiega la grande tradizione del cioccolato dell'ordine cistercense. In alcuni monasteri vi è, infatti, una piccola stanza sopra il chiostro, la cosiddetta chocolatería, dove preparare e gustare il cioccolato.
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Dammusu ro ciucculattaru- Foto Giuseppe Leone |
In effetti, per gran parte del XVI secolo il cioccolato, rimase un geloso segreto spagnolo.
Meritamente iberica permane la rielaborazione della ricetta messicana con l’aggiunta dello zucchero, che riuscì a rendere più gradevole gusto e
Museo del cioccolato di Modica - Foto Giuseppe Leone |
consumo. Eppure il segreto spagnolo sul cioccolato fu presto rivelato, sia perché la Spagna nel secolo XVII era il centro della moda e della società europea, sia perché i monaci spagnoli trasmettevano l’uso della cioccolata calda ai confratelli in visita dall’estero, che al ritorno lo diffondevano nei loro monasteri.
Se il gianduiotto torinese ed il bacio perugino intrecciano estro, creatività e messaggi simbolico-immaginali, se Firenze ha divulgato i suoi patrimoni bibliografici ed archivistici sulla cioccolata al gelsomino del goloso Granduca di Toscana, Modica, l’antica Capitale dell’omonima Contea, ha documentato con fonti archivistiche sia la presenza di artigiani cioccolatieri sin dal 1746 sia l’inconfondibile preparazione a freddo del suo cioccolato.
Già a partire dal 1746, i “cicolateri” della città manipolavano aromatiche cotte di cacao di caracca. Sin da allora se ne ricava la certezza anagrafica del rinomato cioccolato di Modica, lo testimonia una mostra permanente, narrante la memoria del gusto e/o il gusto della memoria che già connotava la Modica del settecento. Trattasi di “una cioccolata un po' granulosa e sostanziosa, profumata di vaniglia o di cannella, in tavolette spesse, lunghe circa 15 cm, a quattro panetti, ciascuno bastevole per una tazza di cioccolata sciolta. Ai ragazzi si dà anche solida, da mangiare per merenda col pane”.
. A partire dal Settecento in Italia fu adottato “il tavolo surriscaldato di Buisson” che nel 1732 sostituì la tradizionale lastra di pietra, per fare cioccolato. A Modica, invece, dove probabilmente la mancanza dei capitali necessari impedì il passaggio dalla fase artigianale a quella industriale, non fu abbandonato il sapiente gesto dell’artigiano che, come avveniva sin dall’epoca precolombiana, amalgamava cacao, zucchero ed aromi sulla pietra spianatrice. Lavorazione che, oltre a conferire al cioccolato di Modica quella tipica granulosità che lo contraddistingue, garantisce pure la conservazione e l’integrità degli antiossidanti, corredo salutistico che alla luce della recente ricerca medico-scientifica non può più essere trascurato o sottovalutato. Tale processo artigianale consente di impreziosire vini, piatti e portate vitalizzando le emozioni che si celebrano tutt’oggi nel palato e nel naso per la ricchezza di sapori e di profumi antichi.
Il recupero delle colorate note di spesa, emesse dagli storici Caffè di Modica nel primo decennio del Novecento, conferma la vitalità della tradizione cioccolatiera. Tali caffè, sorti probabilmente nella seconda metà dell’Ottocento, si qualificavano come “Premiate fabbriche di Cioccolata”, esibendo sui decorati fogli della loro titolarità gli aurei riconoscimenti conseguiti nelle esposizioni internazionali di Londra 1907, di Perugia 1907, di Parigi 1910 e di Roma 1911.
La mostra documentario-bibliografica, titolata Il cioccolato di Modica nelle carte dei Grimaldi 1746-1915 ed esposta nel recente allestimento del Museo del Cioccolato di Modica offre un percorso documentario di notevole impatto, in quanto “orientato alla narrazione” della fascinosa storia dei maestri cioccolatieri di Modica, depositari di una lunga tradizione e perciò seriamente determinati a conseguire l’Indicazione Geografica Protetta per la tutela del granuloso ed aromatico cioccolato, da inserire, certamente, nel Registro delle Eredità Immateriali.
Interprete, autrice, drammaturga e produttrice, Isabel Russinova, testimonial di Amnesty International, da anni ormai è impegnata nel dar voce alle figure femminili e alle donne vittime di violenza. La donna, nelle sue infinite sfaccettature, è per la Russinova oggetto di studio e ricerca, spesso diventando protagonista anche di narrazioni teatrali.
Il suo ultimo libro, “Reinas – Storie di grandi donne”(ed. Curcio), è un saggio che raccoglie sei ritratti di donne che hanno fatto la storia. Una di queste è Tanaquilla, eroina etrusca, moglie di Lucumone il greco, meglio conosciuto come Tarquinio Prisco, che diventò il quinto re di Roma, così come lei aveva voluto e predetto. Tanaquilla, tra le figure femminili più influenti nella storia politica romana, è protagonista dell’opera teatrale in scena in questi giorni, fino al 22 gennaio, al Teatro Arcobaleno di Roma. Incontriamo Isabel Russinova, interprete e autrice di questo interessante spettacolo.
D - Si dice che dietro a un grande uomo ci sia sempre una grande donna. Questo è vero anche nella vicenda di Tanaquilla?
R - Sicuramente, dietro la forza della dinastia dei Tarquini, che ha fatto grande Roma, c’è la volontà, la presenza, la forza, l’energia di Tanaquilla, senza di lei forse il percorso di Roma sarebbe stato diverso. Tanaquilla apparteneva ad una nobile e potente famiglia e il dono del vaticinio le aveva riservato un ruolo importante nella società, ma soprattutto era una donna colta con una grande personalità e una speciale sensibilità, e questo le ha permesso di riconoscere in Lucumone doti da re. Lo ha amato infinitamente, ha voluto che diventasse suo sposo e in seguito, proprio grazie alla sua intuizione, con il nome di Lucio Tarquinio, fu re e governò, portando in alto Roma e dando inizio alla dinastia dei Tarquini. Dopo di lui, come voluto da Tanaquilla, sarebbero stati re il figlio adottivo, Servio Tullio, e il figlio naturale, Tarquinio il Superbo.
D – Le donne etrusche erano molto emancipate rispetto alle greche, partecipavano alla vita pubblica e avevano diritto a ereditare i beni familiari come i maschi. Questo permetteva anche alle femmine di avere voce in capitolo in merito al loro destino?
R - Si, la figura della donna etrusca è quella di una donna aperta, libera, poteva studiare, parlare e anche ereditare ed avere un ruolo importante nella società, questo le dava certamente maggior
La Russinova in Tanaquilla |
sicurezza ed autonomia. Naturalmente non tutte avevano le doti, le capacità, l’intuizione, la volontà, il coraggio, il genio di Tanaquilla e, come in ogni tempo, questi particolari hanno fatto e fanno la differenza tra esseri umani: ognuno di noi è uguale e diverso.
D – Tanaquilla tuttavia ebbe in più il coraggio di sfidare la sua nobile famiglia, imponendo la sua scelta di sposare uno straniero. Che messaggio può rappresentare non solo per il suo tempo, anche per il nostro?
R - La personalità di Tanaquilla, come quella di tante donne di ogni tempo, è quella di una donna capace di scegliere, decidere e rischiare, ma soprattutto di affrontare le proprie responsabilità sempre a testa alta, con rigore, serietà ed umanità. Questo dovrebbe essere un messaggio importante per tutte le generazioni, certamente utile ai nostri giovani che si trovano in un momento storico delicato e incerto.
D – Cosa ha affascinato Isabel Russinova di questo personaggio, perché ha scelto lei, ne ha scritto, e anche interpretato il ruolo?
R - L’incontro con Tanaquilla è avvenuto per caso, per questo dico sempre che è stata lei a scegliere me. Una sera, al Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma, parlando con la soprintendente con la quale riflettevo su quale personaggio femminile potesse rappresentare la donna etrusca, di cui si sa poco e poco si è scritto, si è nominata Tanaquilla. Ho subito cominciato, con grande curiosità, attenzione, passione e dedizione a studiare il tempo, i costumi e la terra di Tanquilla, fino a sentirla così vicina da poterla quasi sentire, così l’ho raccontata.
D – Quanto è importante la memoria di un passato, per il futuro di un Paese?
R - La memoria e la conoscenza sono basilari, solo conoscendo il nostro passato potremo affrontare il nostro futuro e renderlo migliore.
D – Il teatro può essere un buon veicolo per la memoria, e comunque per avvicinare le nuove generazioni alla storia facendole riflettere?
R - Assolutamente, il teatro ha un grande e importante ruolo per la formazione dei nostri giovani, per veicolare la memoria, la cultura e per sensibilizzare l’opinione pubblica sul nostro tempo. Il teatro stimola alla riflessione e a vedere con più chiarezza ciò che la società nasconde o confonde. Il teatro di narrazione, così come il teatro classico, di tradizione, l’impegno dei drammaturghi contemporanei, hanno un ruolo determinante per la crescita e la salvaguardia intellettuale della società. Lo ha sempre avuto, per questo il teatro è immortale, è nato insieme all’uomo e all’uomo sarà sempre legato.
D – Sono previste tournèe per Tanaquilla?
R - Si, Tanaquilla è un testo del mio repertorio, sarà in tournee non solo in Italia ma in Europa, cominciando dai paesi dell’Est.
Roma 14 Gennaio. Ieri al Maxxi di Roma, come evento collegato alla mostra “The Japanese House” (9 novembre 2016-26 febbraio 2017), si è tenuto un incontro con Toyo Ito durante il quale l’archistar coreano-giapponese ha presentato alcune delle sue più significative opere.
Toyo Ito, nato in Corea 76 anni fa ma cresciuto professionalmente in Giappone, è un protagonista indiscusso dell‘architettura contemporanea. La parola più idonea per definire il suo lavoro è
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College of social science Taiwan |
“innovazione”. Le sue opere esprimono un cambiamento, la sua architettura è leggera, immateriale e lo spazio diventa flessibile.
Laureatosi a Tokio nel 1965, oltre ad aver operato come professore associato in numerose prestigiose università nel mondo, ha ricevuto significativi riconoscimenti quali il Good Design Award nel 2001, il Leone d’oro alla Biennale di Venezia nel 2002, il premio annuale dell’Architectural Institute of Japan nel 2003 e la medaglia d’oro dei Royal British Architects nel 2006. Nel 2013 ha ottenuto il Pritzker Architecture Prize.
Significativo è stato il suo contributo al progetto “Home for all”, in cui, dopo il terribile terremoto e maremoto del 2011 in Giappone, un gruppo di importanti architetti, attraverso un dialogo con le vittime di Sendai, ha cercato un modo di aiutarle nella ricostruzione della città e nel miglioramento della vita quotidiana della comunità. Il risultato è stato la Home-for-All (Minna no Ie): un luogo dove la gente potesse sentirsi come a casa propria, incontrarsi, riposarsi e parlare del futuro della città.
All’incontro Toyo Ito si presenta con un paio di occhialini con montatura bianca che gli conferiscono un’ aria arguta, vispa e giovanile.
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Sendai Mediatheque |
Il primo sviluppo significativo del suo percorso professionale è la “White U”, abitazione al centro di Tokio realizzata per sua sorella e le figlie dopo la perdita del marito; l’obiettivo dell’opera era proteggerle, avviluppandole come se fossero in una caverna. Riuscì così bene nell’intento che venti anni dopo l’opera fu distrutta per volere delle stesse proprietarie proprio perché si sentivano talmente “iperprotette” da questo edificio al punto di non sentirsi in grado di “ spiccare il volo” nella vita.
Altre opere significative illustrate:
Sendai Mediatheque, centro culturale innovativo per la sua estetica ed ingegneria, che combina una biblioteca con una galleria d’arte; molto amato e frequentato dagli abitanti di Sendai.
Tama Art University Library di Tokio, la cui facciata è costituita da archi di differente ampiezza e le pareti molto sottili costruite con metallo e
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Tama Art University Library |
calcestruzzo. Al piano terra il pavimento ha un’ inclinazione di circa un ventesimo con le conseguenti difficoltà nel posizionamento degli archi stessi.
College of Social Sciences - National Taiwan University caratterizzata da una distribuzione delle colonne particolare che gli conferisce l’aspetto di un bosco che si integra col paesaggio.
Taichung National Theatre (Taiwan), inaugurato nel 2016 , gruppo di tre teatri, inserito in zona residenziale costruita durante i dieci anni di realizzazione dell’opera.
L’incontro avuto fa riflettere sull’importanza delle visioni degli architetti eccellenti per promuovere, ideare e costruire luoghi di aggregazione tra le persone.
Frammenti che orbitano qua e là, individuati, carpiti; li commento e condivido con voi.
La riflessione d’inizio anno!
Come volevasi dimostrare
Il 2017 è nato “vecchio”. Archiviata la vendemmia e conclusi i brindisi di fine anno ecco puntuale l’annuncio “a reti unificate”: il vino italiano conquista anche nel 2016 la leadership mondiale nella produzione con circa 50 milioni di ettolitri e aumenta del 3% il valore dell’export che raggiunge il massimo storico di sempre a 5,2 miliardi (stima Coldiretti). Ce ne dobbiamo rallegrare? Poi alcune dichiarazioni dell’Assoenologi e articoli comparsi sui siti più accreditati ci portano ahimè a ridimensionare il fenomeno. “Il primato produttivo davanti alla Francia è dovuto alla crescita in Veneto che si conferma la principale Regione produttrice davanti a Emilia Romagna. In Puglia, da sempre ai primi posti, si registrano perdite in parte limitate da incrementi in particolari produzioni di nicchia”. Vediamo il Veneto ed Emila Romagna. Accanto a prodotti come Prosecco e Lambrusco (i più venduti e bevuti all’estero), portano in alto la produzione generale i cosiddetti Vini in Pec o Brick, fate voi. Quelli dal marketing azzeccato: auguri alla dottoressa…per noi, per voi. Il fenomeno Puglia è dato dalla consapevolezza di avere vitigni importanti e dedicarsi più alla qualità che alla quantità. Infine l’Assoenologi che, per bocca del suo Presidente Dr. Cotarella, ricorda il gap esistente in termini di fatturato tra noi e i cugini francesi. Quest’ultimi con meno produzione incassano di più (che poi è quello che conta!). Infine la deduzione registrata dai pensieri scritti apparsi sui siti maggiormente seguiti e letti. “La maggior parte degli addetti ai lavori ha come unico riferimento vitivinicolo la Francia”. Una sudditanza psicologica che ci rende sudditi.
Frammento n. 1
Opera Wine alla francese.
In occasione del VINEXPO in programma a Bordeaux dal 18 al 21 Giugno 2017, la rivista americana Decanter organizzerà TASTE of SPAIN, seguendo la falsa-riga di quanto avviene da alcuni anni a Verona durante il Vinitaly. Non necessariamente limitata alla promozione dei vini francesi. Infatti, in questa prima edizione, sarà la Spagna la nazione ospite. Lo hanno fatto sapere il Dg di Vinexpo Guillaume Deglise e il direttore di Decanter Thomas Matthews. Un evento dedicato ai vini spagnoli in terra francese. Protagonisti i vini e i sapori iberici. Sede dell’evento il fascinoso Palais de la Bourse, nel centro storico di Bordeaux. 100 etichette per 100 cantine selezionate. Alcuni nomi? Alvaro Palacio, Emilio Moro, Dominio de Pingus, Marquès de Caceres. E se non bastasse ecco due nomi, mostri sacri della gastronomia iberica che, insieme ad altri otto, prepareranno piatti ad accompagnare i cento vini: Ferran Adrià e José Andrés. Da rabbrividire. (fonte: cronache di Gusto)
Frammento n. 2
Un’annata appesa ad una nuvola.
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Landschaft Brixen |
“La notte tra il 27 e il 28 Aprile 2016: una data che ha deciso un’annata. Quella notte la temperatura nel territorio della Val d’Isarco, in Alto Adige, subì una caduta verticale avvicinandosi allo 0. Ma il cielo, verso le 4 di mattina, da sereno si coprì con alcune nuvole evitando una gelata che avrebbe compromesso la stagione vitivinicola” racconta Laura Sbalchiero dell’omonimo Ufficio Stampa che segue la Cooperativa EISACKTALWEIN. “I viticoltori e vignaioli della Valle ricorderanno per molto tempo il rischio corso in una fase delicata dello sviluppo vegetativo delle viti, che l’inverno mite e le temperature superiori alla media a Marzo avevano fatto procedere precocemente rispetto al solito, portando i tralci a toccare già i 10 cm”. Un’annata appesa ad una nuvola e una vendemmia 2016 davvero buona per i bianchi della val d’Isarco. (fonte: Laura Sbalchiero)
Frammento n. 3
Lo “sbarco” di Toridoll in Italia.
Il colosso giapponese della ristorazione (più di 1.200 ristoranti sparsi nel mondo) ha aperto anche in Italia, a Milano in via Vigevano Bottega del Ramen. Ma c’è di più nelle intenzioni di Toridoll: aprire quindici insegne entro il 2020, dieci con la formula Ramen e 5 sushi restaurant. Secondo l’autorevole agenzia di stampa Nikkei, il progetto prevede di partire dall’Italia per testare ricette che tengano conto del gusto dei consumatori europei per poi estendere la presenza in tutta l’Europa continentale. E con Toridoll non si scherza. Quando questi partono con un progetto non si fermano se non con l’ottenimento dei traguardi prefissati. Conescete la Holding Toridoll? 100,2 miliardi di yen (813 milioni di euro) di fatturato nel 2016 (gli analisti di Reuters danno la previsione per la prossima chiusura dei bilanci per una quota non inferiore ai 102,8 miliardi di Yen), prodotti con i Marukame Seimen, i pasta restaurant Grill Sanbankan e le friggitorie Makino. Prepariamoci allenandoci con “le bacchette in mano”. (fonte Asian food, Pambianco wine)
Frammento n. 4
Trasparenza e sicurezza alimentare: l’anno della svolta
Il 2017 sarà l’anno della trasparenza e sicurezza alimentare, con l’indicazione obbligatoria dell’origine della materia prima per tutti i cibi. Questo per difendere anche il Made in Italy dai continui atti di pirateria su migliaia di tonnellate di finti prodotti italiani, parmesan e prosecco in testa. Inoltre un’importante novità snellirà l’iter degli adempimenti connessi con la tenuta e vidimazione dei registri cartacei obbligatori per le Aziende vinicole. È di questi giorni l’introduzione dei registri telematici che entro marzo sostituiranno i cartacei. Confidiamo che tutto sia più semplice e meno dispendioso. (fonte: Cronache di Gusto)
Osservo, scruto, assaggio e…penso.
Si è da poco conclusa la 74esima cerimonia di assegnazione dei Golden Globe Awards, il prestigioso riconoscimento che solitamente spiana la strada per la corsa agli Oscar.
Vincitore assoluto è il musical La La Land, che racconta l’intensa e travagliata storia d'amore tra un'aspirante attrice e un musicista jazz appena trasferiti a Los Angeles per realizzare il proprio sogno. La pellicola, diretta da Damien Chazelle, ha sbancato con sette premi, pari ad altrettante candidature, ovvero: miglior commedia brillante, migliore attrice protagonista (Emma Stone), miglior attore protagonista (Ryan Gosling), migliore sceneggiatore e miglior regista, miglior colonna sonora (Justin Hurwitz), miglior canzone originale (City of Stars). La La Land entra così nella storia dei Golden Globe
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Meryl Streep |
come il film più premiato, battendo i sei riconoscimenti di Qualcuno volò sul nido del cuculo.
Non manca qualche colpo di scena.
A Casey Affleck, fratello del noto Ben, è andato il premio migliore attore in un film drammatico, per la sua interpretazione in Manchester by the Sea. Inaspettatamente un altro importante riconoscimento se lo è aggiudicato la piccola opera indipendente Moonlight del cineasta afroamericano Barry Jenkins, premiato come migliore pellicola drammatica. Moonlight racconta la storia del giovane afroamericano Chiron che vive a Miami, in un quartiere segnato da droga e violenza, costretto ad una lotta continua in cerca della sua strada. Infine Elle di Paul Verhoeven, in lingua francese, ha vinto nella categoria miglior film straniero e in quella migliore attrice in un film drammatico a Isabelle Huppert.
Gli altri premi: Viola Davis ha vinto come migliore attrice non protagonista per Fences; miglior attore non protagonista è andato invece ad Aaron Taylor-Johnson per Animali Notturni; Tracee Ellis Ross, l’attrice afroamericana protagonista della serie Black-ish, alla sua prima nomination ha portato a casa il premio come migliore attrice in una serie brillante; migliore attore in una serie comica se lo è aggiudicato Donald Glover per il suo ruolo in Atlanta; Zootropolis è risultato il miglior film animato. La migliore serie tv drammatica è The Crown, con la vittoria della protagonista Claire Foy nei panni della regina Elisabetta II. American Crime Story, People vs OJ Simpson è andata la migliore serie e Sarah Paulson è stata premiata come migliore attrice in una serie tv. Anche Hugh Laurie, l’ex
Dottor House, ha ricevuto il premio come miglior attore non protagonista in una serie tv per The Night Manager.
Degno di nota l’intervento dell’attrice Meryl Streep, che ha ricevuto il premio alla carriera Cecil B. DeMille, assegnato dalla Hollywood Foreign Press Association. Uno dei momenti sicuramente più significativi e toccanti della cerimonia, la Streep ha parlato di politica, diversità e uguaglianza, della libertà di stampa, attaccando, senza mai nominarlo, il neo presidente Donald Trump, in particolare ricordando di quando Trump prese in giro un giornalista disabile, durante la campagna elettorale. In chiusura, visibilmente commossa, ha citato una frase della sua collega e amica Carrie Fisher, da poco scomparsa: “Prendi il tuo cuore spezzato e fallo diventare arte”.
Tuber magnatum: classificazione scientifica Dominio Eukaryota, Regno Fungi, Divisione Ascomycota, sottodivisione pezizomycotina, classe Pezizomycetes, ordine Pezizales, famiglia Tuberaceae, genere Tuber, specie Nomenclatura Binomiale.
E poi, per meglio identificarlo in natura, senza cappello, con imenio liscio, senza lamelle, con sporata gialla, carne immutabile, microrrizico ed infine, per la pace e gioia dei suoi estimatori,
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il matrimonio |
commestibile.
Per tutti più semplicemente, volgarmente, Tartufo Bianco.
Dopo la dovuta presentazione andiamo a ricordare i “suoi” habitat italici.
Langhe for ever, Alba in particolare. Senza disdegnare la zona samminiatese (San Miniato provincia di Pisa), alcune zone delle Marche con Acqualagna in testa, Abruzzo e parte dell’Umbria (zona di Gubbio).
In pochi sono a conoscenza che in Toscana, precisamente ad Asciano in provincia di Siena, esistono 15 ettari di “tartufaie” censite che rappresentano “una vera e propria miniera per i gourmet e gourmand di tutto il mondo”. Il Tartufo Bianco delle Crete Senesi.
Non si può parlare di questo diamante bianco se non si ha conoscenza dei luoghi dove abita.
“Un paesaggio che non ha segreti, ma che è difficile da decifrare, perché richiede un’osservazione acuta e una capacità di comprensione profonda. Sono una chiazza che biancheggia quando tutto è verde e verdeggia quando tutto è grigio. Una terra morbida alle apparenze, quasi vellutata, ma screpolata, spaccata, ruvida nella realtà.… Le Crete Senesi sono dunque un territorio singolare. Come un’isola: dirompente, senza compromessi, dove il sole picchia davvero, il vento soffia senza ostacoli, la luce è accecante e lo sguardo può spaziare impietosamente ovunque, inseguendo orizzonti lontani, linee mirabili, guasti imperdonabili. Crete senesi, la tirannia degli orizzonti” (Stefano Tesi, “Crete/Terre di Siena”).
Nel leggere questa descrizione, opera di un ascianese doc, comprendi l’essenza di un territorio, la sua anima e riesci a capire ciò che può nascondere. Quindici ettari di diamanti per la gioia dei tartufai del Garbo.
Altro territorio, più conosciuto e simbolo di una tradizione vitivinicola millenaria, è quello limitrofo del Chianti Classico Gallo Nero ed in particolare del “Classico Berardenga”, le Ali della farfalla del Granducato (così il Granduca Leopoldo di Lorena definì il territorio di Castelnuovo Berardenga).
"il suggello" |
Da sempre voce della propria terra e dei prori vini “preservando e valorizzando l’immenso patrimonio di cultura, storia e tradizioni che contraddistingue questo territorio del Chianti Classico più senese”.
Ed ecco nascere un Sodalizio Regale tra Il Chianti Classico e il Tartufo Bianco delle Crete Senesi.
Suggellato nel corso delle iniziative della Mostra Mercato 2016 organizzata dal Comune di Asciano nei giorni dall’8 all’11 dicembre scorso.
Due sono stati gli appuntamenti clou di questo Sodalizio Regale.
Il primo la cena avvenuta il 10 presso le bellissime Scuderie del Granduca di Asciano, in cui il tartufo è stato l’ingrediente principe
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quando tutto è verde |
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quando tutto è grigio |
dei piatti realizzati da alcuni dei più celebri chef stellati e premiati d’Italia.
Paolo Gramaglia del Ristorante President di Pompei, Claudio Sadler dell’omonimo Ristorante di Milano, Giancarlo Morelli del Ristorante Pomiroeu di Bergamo, Silvia Baracchi del Relais Chateau Il Falconiere di Cortona, Gianluca Fusco della Pasticceria Fusco di Milano e Emiliano Rossi dell’Osteria del Teatro di Cortona.
In questa occasione l’abbinamento è avvenuto con i Chianti Classico di alcuni produttori del Classico Berardenga.
Il secondo è stata ancora una cena avvenuta il giorno dopo denominata “Il Tartufo Bianco incontra Giorgione”, il celebre chef del Gambero Rosso Channel. I suoi piatti sono stati abbinati a Chianti Classico Gallo Nero.
“Il matrimonio sa da fare”. E così è stato. Icone di qualità del nostro Paese da portare anche al di fuori dai confini nel resto del mondo. Importante sodalizio di territori morfologicamente diversi ma simili nella produzione di eccellenze. Chianti Classico Gallo Nero e Tartufo Bianco delle Terre Cretesi in matrimonio, for ever.
Esistono 4300 specie di mammiferi sulla terra, ogni specie ha il suo latte specifico. Una volta svezzato nessun mammifero consuma latte. Noi umani continuiamo a succhiare le mammelle degli animali per tutta la vita. E’ come prendere una madre umana, strapparle il bambino, rendere il suo latte con la forza e lasciala piangere.
Se gli stessi vitelli non dipendono più dalla loro madre per la loro crescita e per il calcio dopo lo svezzamento, perché l’uomo esige il latte della mucca? Per le lobby casearie l’uomo non deve mai essere svezzato, anche se il latte non è un alimento per adulti, né è un alimento perfetto e la pastorizzazione lo rende ancora peggiore. Cinesi, indiani d’America, tribù africane, asiatiche, polinesiane ecc. non bevono mai latte dopo lo svezzamento. Il fatto che il 90% della popolazione umana sia intollerante al lattosio indica chiaramente che la natura non ha previsto sia un alimento per gli umani.
Il latte non è un cibo per gli uomini, se lo consumi preparati alle seguenti malattie o disturbi: catarro, febbre da fieno, asma, bronchite, raffreddore, rinorrea, vista debole, cataratta, obesità, otite, mal di testa, dispepsia, allergia, dissenteria, palpitazioni, malattie, cardiache, angina, calcoli renali, artrite, spondiliti, tumori e soprattutto cancro, rinorrea, otite, tosse, raffreddore, adenoidi del naso, acne, foruncoli, tonsilliti, febbri occasionali, stitichezza, debolezza, anemia, obesità e molte altre.
Il latte vaccino contiene tre volte più proteine e quasi 4 volte più calcio del latte umano ed è fatto per far crescere rapidamente un animale dalle ossa enormi e 4 stomaci; per alimentare un vitello che da 40 kg alla nascita raggiunge il peso di 900 kg in due anni. Inoltre contiene steroidi ed ormoni per la crescita veloce. Gli animali la cui dieta è ricca di proteine sviluppano prima ma muoiono anche prima.
Il lavoro pesante richiede più carboidrati non proteine. Il latte vaccino ha la metà dei carboidrati del latte umano. Ha 6 volte più fosforo, 3 volte più sodio che creano eccessi di sostanze di rifiuto nel corpo. Il vitello prende tutte le proteine dall’erba. Da dove prende il calcio il vitello i cui bisogni sono molto più alti dell’uomo? L’eccesso di calcio nell’uomo si
deposita nelle articolazioni, nelle arterie o viene espulso sovraccaricando gli organi escretori.
Quando l’organismo è in stato di acidosi il calcio viene utilizzato per neutralizzare gli acidi. Il latte ed i prodotti animali sono cibi altamente acidificanti e sono una delle cause maggiori di osteoporosi. Più proteine si assumono più calcio si perde. Una dieta iperproteica non è solo la causa dell’osteoporosi ma anche delle maggiori cause di cancri, tumori, malattie renali, ecc.
Le parti indigeste delle proteine del latte vanno in putrefazione e generano ammoniaca ed altre tossine che si depositano nel sangue; quando il fegato è sovraccaricato generano il terreno adatto alla crescita cancerosa. L’eccesso di proteine porta via dal corpo minerali importanti come calcio, zinco, fosforo e magnesio. Mangiare più proteine del necessario causa acidità, tossiemia, purine, artriti, arteriosclerosi, malattie del cuore, schizofrenia, cancro.
La necessità proteica di un organismo è direttamente proporzionale alla velocità di crescita. Nel latte umano il contenuto di proteine diminuisce gradualmente dalla nascita adattandosi alla crescita sempre più lenta del corpo del bambino: inizia con 2% di proteine alla nascita per alare all1,2% e fermarsi alla fine dell’8^ settimana; in seguito si stabilizza intorno all’1%. Quindi la media in percentuale proteica del latte umano, in cui la crescita del corpo e del cervello sono più veloci, è del 1,4% di proteine.
Le scimmie, notevolmente più forti degli esseri umani vivono con una percentuale proteica che va da 0,2 a 2%.
Il rapporto calcio/fosforo nel latte umano è circa 2 a 1; nel latte vaccino è 1 a 1. E solo i cibi con un rapporto calcio/fosforo di 2 a 1, o più, possono essere utilizzati come fonte principale di calcio. Nessun latte animale ha questo rapporto, perciò nell’uomo non avviene nessun assimilazione di calcio (dr. Frank Oski, pediatra, New York). A causa dell’eccessiva presenza di calcio e degli ormoni animali, gli alti livelli di calcio del latte vaccino possono sconvolgere i livelli di calcio e fosforo nel corpo umano.
La caseina, la proteina del latte, è la base delle più potenti colle usate per incollare i legni delle navi, coagula nello stomaco, forma dei grumi grandi, duri, densi e difficili da digerire, adatti ai 4 stomaci dell’apparato digerente della mucca.
Il latte vaccino produce più muco di qualsiasi altro cibo, spesso, denso e appiccicoso, irrita l’intero apparato respiratorio, ostacola gli scambi dei fluidi, le capacità eliminative e favorisce malanni; la caseina è il principale fattore che scatena i problemi della tiroide.
Dal momento in cui il bambino mette i denti inizia a consumare cibi solidi.
La caseina, scissa dall’enzima rennina, è assente nello stomaco degli adulti. Dopo lo vezzamento, il corpo del bambino, da 2 a 4, non produce più la lattasi, l’enzima per scindere il lattosio. Il fegato, particolarmente coinvolto nella digestione del latte, nel bambino è tre volte più grosso che nell’adulto. Il bambino ha un ingrossamento marcato del fegato a causa dell’eccessivo carico di grasso e proteine e talvolta c’è un ingrossamento del cuore probabilmente causato da riduzione di sodio nel sangue.
Al latte manca ferro, molte vitamine, minerali e gli Omega 3; il bambino che dipende solo dal latte risulta fortemente anemico. Dice il Dr. Nand Kishore Sharm: “Ho curato e intervistato molti santoni che hanno vissuto esclusivamente con il latte, erano fortemente stitici e di solito sono morti di cancro, artrite o infarto, i denti e le gengive erano assolutamente in cattivo stato e l’apparato digerente era molto debole, la maggiore parte aveva grandi calcoli renali ed ingrossamenti della prostata e la loro vecchiaia era stata terribilmente infelice”.
Con il latte vaccino si assume un gran quantità di fosforo che nel bambino può causare convulsioni. Il latte animale provoca anemia perché privo di ferro. Ci sono doversi vegetali che contengono il doppio in ferro e calcio organico: cavolo, verza rossa, sedano, spinaci, lattuga, ravanello, pomodori, rape, crescione; tutte le noci e la frutta contengono 3 volte più calcio del latte, assimilabile al 100%.
I bambini odiano spontaneamente il latte, ma i genitori non lasciano mai che i loro figli seguano gli istinti naturali. Nei bambini che usano troppo latte si sono notati i seguenti insoliti comportamenti: atteggiamento asociale e aggressivo e spesso violenza, autolesionismo, comportamento distruttivo e vendicativo, urla incessanti, carattere incontrollabile, tosse perenne e naso gocciolante. Il comportamento diventa normale dopo una settimana dalla rimozione dei latticini.
Il latte animale non è fatto per il cervello umano. Il latte umano contiene 3 volte più lecitina e il doppio dello zucchero del latte di mucca. Il cervello umano alla nascita è proporzionalmente più grande di qualsiasi altra specie animale e si sviluppa più velocemente. Il latte fa crescere il corpo rapidamente ma ostacola lo sviluppo delle facoltà mentali. Nei test psichici l’intelligenza dei ragazzi alimentati con latte di mucca è inferiore rispetto a quelli che non ne bevono o ne bevono poco. Gli ormoni della crescita contenuti nei latti animali fanno crescere anche fibromi,
sarcomi, cancri.
Legumi, cereali, tabacco, caffè, bibite industriai, sale, zucchero, antiacidi, mancanza di sole ecc. sono la maggiore causa di osteoporosi.
Il latte pastorizzato è un sudiciume batterico: un cibo morto e come tale non può dare la vita. La pastorizzazione serve a prevenire la fermentazione non ad aumentare il suo valore alimentare. La pastorizzazione distrugge sia i batteri buoni sia quelli cattivi. I batteri iniziano a svilupparsi a dismisura perché i batteri uccisi restano nel latte, si decompongono e producono tossine. I vitelli allevati con latte pastorizzato sono morti prima della maturità in 9 casi su 10. La pastorizzazione non ha alcun effetto sul bacillo della tubercolosi e del tifo, mentre sono presenti i bacilli di Welch e gli streptococchi.
Con la pastorizzazione gli enzimi e le vitamine A e C ed il complesso B sono distrutte; il calcio ed il fosforo sono resi inutilizzabili; la digeribilità rovinata; il valore delle proteine fortemente ridotto; lo zucchero agglutinato; i minerali resi insolubili. I bambini allevati con latte pastorizzato non hanno alcuna resistenza a tutte le malattie infettive. Il latte pastorizzato è la causa principale della perdita di denti e di acidosi.
Il latte non si combina bene con nessun’altro cibo per il suo alto contenuto di grasso che quando raggiunge lo stomaco coagula, per questo la natura ha previsto che nei primi mesi di vita il cucciolo consumi solo il latte.
Perché non si usa riscaldare il latte umano? Perché in questo caso le proprietà nutritive verrebbero distrutte.
Lo yogurt differisce dal latte solo per la digeribilità; provoca maggiore formazione di muco dello stesso latte; ostruisce l’intestino e i vasi sanguigni interrompendo la circolazione del sangue e l’assimilazione dei nutrienti. Favorisce i dolori reumatici, artriti, stipsi, raffreddore, tosse e tutti i catarri e le malattie dell’apparato respiratorio.
Subito dopo la mungitura i batteri nel latte sono circa 900 per cc, dopo 24 ore sono circa 58 milioni. Più si spremono le mammelle e più le ghiandole mammarie saranno stimolate a produrre latte. Vi sono tribù africane in cui le donne possono allattare fino a 10 bambini per volta e il periodo di allattazione continua anche per 10-12 anni.
Il latte può essere considerato un cibo utile alla sopravvivenza, ma con molte malattie. Le persone che fanno abuso di latticini sono molto più predisposti al cancro.
Il latte contiene ormoni secreti dalla tiroide, quando la crescita umana è completata questi ormoni continuano a stimolare la crescita anormale che è la principale causa dello sviluppo del cancro. La maggior parte delle persone che hanno un cancro sono anche affette da stitichezza cronica.
Ippocrate e Galeno consentivano l’uso del latte solo a scopo medicinale. Il medico Pantaleone da Confienza nel 15° secolo dice: “Il latte è consigliabile solo alle persone che godono di perfetta salute e con molte precauzioni: dovrà essere di bestia sana, di buona qualità e appena munto; lo si berrà ad ogni caso, a digiuno, ad almeno tre ore dai pasti e astenendosi poi dall’esercizio di attività fisiche impegnative” “Se sei determinato a continuare ad usare i derivati del latte non potrai mai sfuggire alle sue conseguenze. Durante la mia attività ho salvato migliaia di bambini e ragazzi che erano afflitti da queste malattie eliminando il latte dalla loro dieta”.
(Spunti tratti dal testo del Dr. Nand Kishore Sharm Latte, un omicida silenzioso: in India è la più importante autorità sul cancro nell’ambito della Medicina Naturale; ha trattato e curato parecchie migliaia di casi di cancro e molte altre terribili malattie; ha allevato due figli senza latte animale, senza vaccinazioni e senza malattie infantili).
A grande richiesta del pubblico, è tornata a Roma, a pochi anni di distanza dalla precedente, una mostra dedicata ad Edward Hopper. Sessanta dipinti, che coprono gli anni dal 1902 al 1960, provenienti dal Whitney Museum di New York, sono esposti al Vittoriano fino al 12 febbraio 2017. Nonostante l’altezza di un metro e novanta gli conferisse un’imponenza fisica notevole, Hopper era sfuggente e riservato. Allo stesso modo appaiono gli spazi che raffigura: vuoti, dall’atmosfera sospesa, con una luce tagliente. Non è facile comprendere l’atteggiamento delle figure, che appaiono lontane, chiuse nel loro mondo estraneo e lontano. Grande successo per questo artista sfuggente, morto a soli quarantaquattro anni. Forte la sua influenza sul cinema e l’originalità della mostra è proprio nella sezione dedicata a questo tema.
Dal modo distante di Hopper, si passa all’esistenza vissuta senza pelle di Antonio Ligabue. Qui la realtà ha colori nitidi, primari, lucidi come smalti. Il fascino degli animali esotici è nella violenza di abbracci mortali. Il colore si fa macchia iridescente nella pelle squamosa del serpente, decoro raffinato nel leopardo, pelo irto e solido nel gatto che ha catturato il topo. Nella lotta concitata anche le foglie sono appuntite come lame, come scaglie di vetro tagliente.
Questa presa diretta sulla vita non deve ingannare, l’apparente semplicità è figlia della sapienza tecnica, della composizione perfettamente bilanciata. La sofferenza è autentica e anche l’empatia. Introduzione all’esposizione la biografia e un filmato dove appare l’artista stesso. Indimenticabile è stata l’interpretazione di Flavio Bucci nei panni di Ligabue. La mostra è stata prorogata fino al 29 gennaio 2017.
Per chi il mondo volesse sfuggirlo del tutto, sconfinando nella fantasia o addirittura in un altro mondo o meglio universo, la terza delle mostre in corso al Vittoriano fino al 29 gennaio, è dedicata a Guerre Stellari- Play. La mostra sulla saga che ha sedotto tre generazioni. Gadget, modellini, action figures e stampe d’epoca, ma anche pezzi vintage e merchandising come costumi, caschi e armi, fanno la felicità di collezionisti e adepti.
Per informazioni e prenotazioni sono disponibili il numero telefonico +39 06 8715111 e il sito internet www.ilvittoriano.com. Il biglietto di ingresso ha il costo di 14€ comprensivo di audioguida per la mostra di Edward Hopper e 10€ per le altre due, è disponibile un biglietto congiunto per tutte e tre le mostre di 28€.
Un parametro fondamentale per misurare lo stato di salute di una democrazia è il grado di rappresentatività che le forze politiche sono in grado di realizzare: venuta meno questa capacità cosa resta?
Per il funzionamento e il progresso di una democrazia, e di qualsiasi governo fondato su una qualsivoglia forma di sovranità popolare, è necessario che le forze politiche rappresentino la volontà dei rispettivi elettori, in modo tale che il loro rapporto sia reciproco: rappresentatività in cambio di partecipazione consapevole e responsabile. Tuttavia, l'equilibrio tra queste due componenti essenziali del corpo sovrano può incrinarsi per varie ragioni, non da ultimo l'evoluzione del tessuto sociale verso una maggiore o diversa complessità. Un processo simile a quello che ha interessato le antiche democrazie dirette come Atene, dove esso è emerso chiaramente nel corso della guerra del Peloponneso, combattuta contro Sparta dopo un cinquantennio di guerre “indirette”. Una guerra tra le due massime potenze regionali, rette da due diversi modelli politici e geopolitici: il sistema oligarchico chiuso di Sparta, rimasto sostanzialmente identico a quello che la tradizione attribuisce al leggendario Licurgo (di età arcaica), e l'ordinamento Ateniese, che nel V secolo a.C aveva gradualmente assunto i connotati di una democrazia diretta ma con aspirazioni talassocratiche e imperialistiche. Ad Atene appunto, le fazioni oligarchica e democratica, cui tra i due colpi di stato del 411 e del 404 a.C. se ne aggiunse probabilmente una terza che si potrebbe definire oligarchica “moderata” (guidata da Teramene e annientata dai trenta tiranni), non erano più in grado di rappresentare la complessità delle classi popolari, il cui peso politico ed economico era stato progressivamente accresciuto dai governi democratici: prima con Temistocle, che arruolò i nullatenenti come rematori durante le guerre persiane, poi, soprattutto, con Pericle, che per primo scoprì nella comunicazione pubblica un potente strumento di consenso.
Durante il lungo governo di Pericle, osservava lo storico Tucidide, Atene era una democrazia solo a parole, ma di fatto una forma di principato: dominio indiscusso dei democratici nell'assemblea popolare e mantenimento dell'impero marittimo, a costo di reprimere nel sangue i tentativi di defezione delle città “alleate”. Che sia la vocazione imperiale a essere inconciliabile con le istanze democratiche, visto che lo stesso Pericle, in un discorso riportato da Tucidide, afferma che l'impero è tirannide? I successori di Pericle alla guida della fazione democratica, poi, hanno portato avanti questa linea, ma erano meno abili nella conquista del consenso. La loro rappresentatività è andata scemando, mentre la fazione oligarchica, a lungo in minoranza, portava il dibattito politico nel contesto extra-istituzionale delle eterie, associazioni nobiliari nate in età arcaica e divenute nel tempo gruppi “eversivi”: in età moderna infatti, la parola eteria conserva questo valore, per esempio nel nome della Filikì eterìa, organizzazione che rivendicava l'indipendenza della Grecia dall'impero ottomano. Lo scontro politico non è più risolvibile in termini dialettici, e negli ultimi quindici anni del V secolo a.C. ad Atene si verificano gli scandali della mutilazione delle Erme e della parodia dei misteri eleusini e ben due colpi di stato, il secondo dei quali è noto come il governo dei trenta tiranni, seguito da una guerra civile. La condanna a morte di Socrate, pronunciata ed eseguita nel 399 a.C., quattro anni dopo la restaurazione della democrazia, è legata appunto a questi avvenimenti, poiché il filosofo, al di là delle accuse ufficiali, era considerato il cattivo maestro di Crizia e Alcibiade, protagonisti di quelle stesse trame.
Considerando invece l'evoluzione della res publica romana, a far vacillare le istituzioni politiche tradizionali sono i cambiamenti sociali indotti dalle grandi conquiste e causati principalmente dallo stato di guerre continua, dall'espansione commerciale e dal crescente mercato degli schiavi. Il divieto per i senatori, quindi per l'aristocrazia fondiaria, di praticare il commercio provoca una repentina diffusione del fenomeno dei prestanome, che a sua volta diffonde e radica il meccanismo della clientela come strumento di consenso politico: la nobiltà di sangue non è più criterio sufficiente per la carriera politica, nella quale si affacciano in misura sempre maggiore i cavalieri, che traggono ingenti ricchezze dai commerci, e la plebe, il cui servizio nell'esercito aveva contribuito in modo determinante alle conquiste romane. Un discorso analogo si può fare a proposito delle popolazioni italiche, il cui processo di integrazione era cresciuto proprio durante i secoli dell'espansione. Cavalieri, plebe e popolazioni italiche iniziano quindi a rivendicare il diritto di essere rappresentati dalle istituzioni di Roma, ma in un primo momento, la nobilitas sceglie la linea della repressione: Tiberio e Caio Gracco, tribuni della plebe rispettivamente nel 133 e nel 123 a.C., vengono entrambi uccisi dopo aver proposto il primo una riforma agraria, il secondo (dichiarato “nemico pubblico” dal Senato) una serie di riforme, tra cui una sulla cittadinanza per le popolazioni latine e italiche. Una questione, quest'ultima, che la nobiltà romana sembra inizialmente sottovalutare, fino allo scoppio della guerra sociale nel 90 a.C., che ha significative conseguenze sugli equilibri politici. Alla fine del II secolo a.C., infatti, emergono prima nella fazione popolare, poi in quella degli ottimati (nobili di orientamento oligarchico) comandanti militari che per affermarsi e conquistare potere contano sulla fedeltà delle truppe: si possono citare gli esempi di Caio Mario tra i populares e Lucio Cornelio Silla, che guida la prima marcia su Roma, tra gli optimates.
Lo scontro tra i seguaci di Mario e Silla fa emergere interessanti fenomeni politici, tra i quali il complotto come strumento di potere e la creazione di “stati paralleli”, come quello fondato da Quinto Sertorio, seguace di Mario, in Spagna. Una volta sconfitti i seguaci di Mario, Silla fa compilare liste di proscrizione per eliminare gli avversari politici, modifica il sistema elettorale in favore dell'aristocrazia conservatrice (voto per centurie anziché per tribù) e si fa nominare dittatore a vita. La dictatura, nella Roma repubblicana, era una carica straordinaria, cui si ricorreva solo in caso di estrema emergenza e soltanto per sei mesi. Per questo, notava lo storico greco Appiano, durante la dittatura di Silla, accettata dal Senato per esigenza di stabilità, Roma “ricade nella monarchia”. Quando Silla si ritira spontaneamente a vita privata (che sia stato uno strumento utilizzato temporaneamente dall'aristocrazia per evitare la sconfitta politica?), gli equilibri politici sono ormai stravolti e, tra congiure e complotti, si arriva all'accordo segreto tra Cesare, Pompeo e Crasso (60 a.C., noto impropriamente come primo triumvirato), che, morto Crasso, si deteriora fino a sfociare nella guerra civile tra Cesare e Pompeo.
Cosa succede invece nelle attuali “democrazie liberali” quando una parte della cittadinanza resta esclusa dal principio di rappresentanza? In primo luogo, un simile fallimento dal punto di vista dello sviluppo democratico è un buon incentivo a non partecipare alla vita politica e a disinteressarsi delle questioni di rilevanza collettiva. In secondo luogo, la dialettica politica tende a deteriorarsi, fino a cedere il passo alla demagogia: partiti e movimenti, non più in grado di (o non più disposti a) rappresentare fette sempre più consistenti di società, per mantenersi in vita optano per una comunicazione densa di retorica e populismo, finendo per aumentare in tal modo le distanze dai loro elettori. Ciò avviene sia quando la società diventa più complessa del sistema politico che dovrebbe garantirne l'esistenza dignitosa, sia quando a decidere non sono più governi legittimamente eletti ma centri di potere economico-politico, spesso sovra-nazionali: da questo punto di vista non esiste una differenza sostanziale tra gli effetti del colonialismo e il dissesto sociale causato dalle oligarchie finanziarie. In terzo luogo, nei vuoti che lo Stato lascia si insinua il crimine organizzato, che spesso costituisce forme parallele al sistema statale (o infiltra quest'ultimo) reclutando tra le sue fila quanti si sentono emarginati dalla società. Se non vengono tutelati i diritti fondamentali, a chi mai si potrà rivolgere un individuo per assicurarsi almeno la sopravvivenza? E se la collettività esclude ed emargina, cosa impedisce moralmente agli individui che non se ne sentono parte di voltarle a loro volta le spalle?
Apr 08, 2022 Rate: 5.00